Diario quotidiano del 20 giugno 2016: in Gazzetta Ufficiale la proroga dei versamenti di UNICO 2016

Pubblicato il 20 giugno 2016



1) Aggiornato il software Irap/2016
2) Controllo formale modelli 730/2014: richieste inviate direttamente a Caf e professionisti
3) Convenzione per l’istituzione di un PCS presso Pubbliche Amministrazioni
4) Equitalia: danno da stress non risarcibile
5) Proroga versamenti Unico 2016 in Gazzetta Ufficiale
6) Il decorso del tempo non evita l’applicazione dell'Iva sui beni destinati a finalità estranee all’impresa
7) Split payment Iva: nessun problema di costituzionalità
8) Disposizioni in materia di trasparenza
9) Depositi fiscali di stoccaggio di gpl: semplificazione delle procedure di accertamento
10) F24: istituita causale contributo INPS per il recupero della contribuzione derivante dai Fondi di solidarietà
 
penna ocaIndice: 1) Aggiornato il software Irap/2016 2) Controllo formale modelli 730/2014: richieste inviate direttamente a Caf e professionisti 3) Convenzione per l’istituzione di un PCS presso Pubbliche Amministrazioni 4) Equitalia: danno da stress non risarcibile 5) Proroga versamenti Unico 2016 in Gazzetta Ufficiale 6) Il decorso del tempo non evita l’applicazione dell'Iva sui beni destinati a finalità estranee all’impresa 7) Split payment Iva: nessun problema di costituzionalità 8) Disposizioni in materia di trasparenza 9) Depositi fiscali di stoccaggio di gpl: semplificazione delle procedure di accertamento 10) Modello F24: istituita causale contributo INPS per il recupero della contribuzione derivante dai Fondi di solidarietà  
  1) Aggiornato il software Irap/2016 L’Agenzia delle entrate, il 16 giugno 2016, ha aggiornato, sul proprio sito internet, il software di compilazione e di controllo Irap/2016. Si tratta della versione 1.0.1 del 16/06/2016. Ecco gli aggiornamenti: - Corretto il controllo dei campi IC30 e IC42 affinché accettano anche importi negativi - Corretto il controllo tra IQ33 e i maggiori ricavi - Corretto il riporto di IS87, col. 2 e IS87 col. 1 - Corretto il controllo del limite del campo IS2 - Corretto il controllo del campo IR1, col. 10. Software di compilazione: Versione 1.0.1 del 16/06/2016: - Corretto il controllo dei campi IC30 e IC42 affinché accettano anche importi negativi - Corretto il controllo tra IQ33 e i maggiori ricavi - Corretto il riporto di IS87, col. 2 e IS87 col. 1 - Corretto il controllo del limite del campo IS2 - Corretto il controllo del campo IR1, col. 10 - Corretti problemi di stampa sul frontespizio e della casella esonero del quadro IS - Corretta la dicitura della splash screen da IRAP 2015 a IRAP 2016.   ******   2) Controllo formale modelli 730/2014: richieste inviate direttamente a Caf e professionisti Verifiche art. 36-ter Dpr 600/1973: Le richieste di chiarimenti, sui modelli relativi al periodo d’imposta, 2013 arriveranno direttamente ai centri di assistenza fiscale e ai professionisti. Le richieste di documenti e di chiarimenti, relative alle dichiarazioni, presentate con il modello 730/2014 con visto di conformità per l’anno d’imposta 2013, trasmesse per il tramite dell’assistenza fiscale dei Caf-dipendenti e dei professionisti abilitati, sono inviate telematicamente, almeno sessanta giorni prima della comunicazione al contribuente, al responsabile dell’assistenza fiscale o al professionista che hanno rilasciato il visto di conformità. Questi, ovvero, i soggetti obbligati alla conservazione delle dichiarazioni e della relativa documentazione a base del visto di conformità, dovranno provvedere alla trasmissione telematica, entro trenta giorni, della documentazione e dei chiarimenti richiesti, all’Agenzia delle entrate utilizzando il canale Civis. Sono queste le modalità per il controllo formale, di cui all’articolo 36-ter del Dpr 600/1973, delle dichiarazioni relative al periodo d’imposta 2013 trasmesse per il tramite dell’assistenza fiscale dei Caf-dipendenti e dei professionisti abilitati, contenute nel provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 1° giugno 2016. I rappresentanti dell’assistenza fiscale ricevono l’elenco delle richieste di documenti e chiarimenti contestualmente alle ordinarie comunicazioni informative dell’avvio del controllo effettuate dalle direzioni regionali. Le richieste in merito a elementi soggettivi della dichiarazione, che non costituiscono materia di visto di conformità, per le quali i Caf-dipendenti – e i professionisti – non possono fornire riscontro, sono inviate direttamente ai contribuenti interessati. Le modalità, esposte nel provvedimento, si applicano per l’assistenza fiscale prestata fino al 31 dicembre 2014, perché, in materia di semplificazione fiscale e di dichiarazione precompilata, a decorrere dall’assistenza fiscale prestata nel 2015, il comma 2 dell’articolo 6 del Dlgs 175/2014, ha modificato il comma 3-bis, articolo 26, del Dm 164/1999 (Regolamento recante norme per l’assistenza fiscale resa dai Centri di assistenza fiscale e dai soggetti di cui all’articolo 35 del Dlgs 241/1997).   ******   3) Convenzione per l’istituzione di un PCS presso Pubbliche Amministrazioni Convenzione quadro per l’istituzione di un Punto Cliente di Servizio (PCS) presso Pubbliche Amministrazioni: E’ questo il tema che viene illustrato dall’Inps con la circolare n. 104 del 16 giugno 2016. Ma cosa sono i PCS (Punti Cliente di Servizio)?. Si tratta di sportelli virtuali attraverso i quali il cittadino può accedere a servizi predefiniti dell’Istituto grazie al concorso di altre Pubbliche Amministrazioni. Detti sportelli consentono ogni giorno all’Istituto di soddisfare specifiche istanze di servizio dell’utenza in condizioni di effettiva prossimità laddove non sia presente una propria Struttura ovvero esista un digital divide da superare. Il PCS non è presidiato da personale dell’Istituto bensì affidato alla responsabilità ed operatività del personale dell’Amministrazione richiedente la sua attivazione che, in ottica di collaborazione e di attenzione rivolta a comuni utenti, avvia una specifica sinergia con l’INPS per la costituzione dei PCS presso proprie sedi a seguito della sottoscrizione di una convenzione (circ. INPS n.119/2011 e messaggio n. 021959/2011). Le vigenti disposizioni del Codice dell’Amministrazione Digitale di cui al d.lgs. n. 82/2005, la normativa in materia di protezione dei dati personali di cui al d.lgs. n. 196/2003 unitamente alla pronunce della relativa Autorità Garante e, infine, le innovazioni tecnico-organizzative, hanno reso necessario l’adeguamento della convenzione per la costituzione di un PCS fino ad oggi utilizzata e l’impiego di nuove modalità operative per il perfezionamento dello stesso atto negoziale. La circolare dell’Inps riassume i punti salienti della nuova convenzione quadro della determinazione presidenziale n. 51 dell’11 aprile 2016 e fornisce le istruzioni operative per la sua sottoscrizione che avverrà per il tramite del sistema gestionale delle convenzioni presente sulla intranet. Le Pubbliche Amministrazioni interessate dovranno effettuare una formale istanza di adesione alla Convenzione, sottoscritta dal rappresentante legale o suo delegato e trasmessa alla Direzione Regionale via PEC, riportante tutti gli elementi necessari per la compilazione del testo convenzionale, secondo il fac simile allegato alla circolare.   ******   4) Equitalia: danno da stress non risarcibile Sono in casi gravissimi Equitalia è tenuta a risarcire i contribuenti per i danni arrecati a seguito degli atti posti in atto per la riscossione dei tributi illegittima. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12413 del 16 giugno 2016, ha stabilito che il semplice disagio, il fastidio, il disappunto o la sola ansia per un fermo auto, un’ipoteca o un pignoramento illegittimo di Equitalia non dà diritto, al contribuente, a ottenere un risarcimento del danno morale. Una sentenza che, certo, costituisce un duro colpo per tutti quei contribuenti vessati dalle inefficienze dell’Agente della Riscossione. Inefficienze, purtroppo, purtroppo frequenti: spesso Equitalia si muove dopo anni di silenzio, a crediti ormai prescritti, a pretende pagamenti non dovuti; o avvia procedimenti pur in palese violazione delle più elementari norme di legge o interpretazioni consolidate della giurisprudenza. Comunque la Suprema Corte non esclude a priori il risarcimento, ma lo elimina solo in quei casi in cui non vi sia un pregiudizio effettivo e percepibile. Invece, laddove le conseguenze del comportamento illegittimo di Equitalia siano gravi e possano essere quantificate, allora è possibile chiedere l’indennizzo al giudice, insieme all’atto di ricorso. Si pensi al caso del contribuente cui venga imposto il fermo auto illegittimo e, in conseguenza di ciò, venga licenziato o perda le commesse di agente di commercio. O all’imprenditore che subisce il pignoramento del conto corrente e che, per questo, fallisce. O all’ipoteca su una casa che blocca le trattative di vendita. La seconda possibilità per ottenere il risarcimento è di evidenziare al giudice la responsabilità processuale di Equitalia che ha agito o ha resistito in causa pur avendo palesemente torto, ossia per malafede o colpa grave. Certamente più difficile dimostrare la malafede per un ente pubblico, ci si può precostituire la prova della colpa grave. In conclusione, la Cassazione sostiebe che Equitalia non deve risarcire lo stress subito dal contribuente per l’atto illegittimo (nel caso di specie, si è trattato di un fermo auto). Dunque, non sono risarcibili i danni consistenti in meri disagi, fastidi, disappunti, ansie e ogni altra espressione di insoddisfazione, costituenti conseguenze non gravi e insuscettibili di essere monetizzate.   ******   5) Proroga versamenti Unico 2016 in Gazzetta Ufficiale È poi divenuta ufficiale le proroga dei termini per i versamenti del modello Unico 2016, in scadenza il 16 giugno. Questo a seguito della avvenuta pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale n. 139 del 16 giugno 2016, del D.P.C.M. 15 giugno 2016, che dispone il rinvio al 6 luglio del termine per effettuare i versamenti. Il rinvio riguarda i contribuenti soggetti agli studi di settore. Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del D.P.C.M. 15 giugno 2016, diventa definitiva la proroga dei termini per versare le imposte derivanti dalla dichiarazione dei redditi, dalla dichiarazione IRAP e dalla dichiarazione unificata annuale da parte dei contribuenti che esercitano attività economiche per le quali sono stati elaborati gli studi di settore. Il termine per il versamento è passato al 6 luglio 2016 (al 22 agosto 2016 con la maggiorazione, a titolo di interesse, pari allo 0,40%). La proroga vale anche per coloro che partecipano a società, associazioni e imprese, in regime di trasparenza e per i contribuenti c.d. minimi e precisamente quelli che adottano il regime forfetario dei minimi (art. 1, commi 54-89, legge n. 190/2014) e di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità (art. 27, D.L. n. 98/2011). La proroga, anticipata dal Ministero dell’Economia e delle finanze con comunicato stampa del 14 giugno 2016, è stata concessa in considerazione delle molte richieste pervenute. Ecco il nuovo calendario dei versamenti :
Contribuenti Versamento Scadenza
Contribuenti NON soggetti agli studi di settore Versamento saldo 2015 e prima rata di acconto 2016 16 giugno 2016
Contribuenti soggetti agli studi di settore e minimi 6 luglio 2016
Contribuenti NON soggetti agli studi di settore Versamento saldo 2015 e prima rata di acconto 2016 con maggiorazione dello 0,40% Dal 17 giugno al 18 luglio 2016 (il 16 luglio cade di sabato)
Contribuenti soggetti agli studi di settore e minimi Dal 7 luglio al 22 agosto 2016
  ******   6) Il decorso del tempo non evita l’applicazione dell'Iva sui beni destinati a finalità estranee all’impresa La Corte di giustizia europea, con la sentenza del 16 giugno 2016, in merito alla legge n. 208/2015 (assegnazione beni ai soci e trasformazioni in società semplici) ha stabilito che il decorso del tempo non evita l’applicazione dell’Iva sui beni destinati a finalità estranee all’impresa a causa della cessazione dell’attività, se per il loro acquisto è stata detratta l'imposta: l’autoconsumo, infatti, è assimilato a una cessione a titolo oneroso, da tassare sul valore residuo dei beni, anche se è trascorso il periodo stabilito per la rettifica della detrazione. Il procedimento pregiudiziale (C-229/15) era stato promosso dai giudici polacchi nell’ambito di una controversia instaurata da un notaio avverso un parere dell’Amministrazione finanziaria, che non aveva condiviso la soluzione, prospettata dal professionista, di escludere dalla base imponibile dei beni da assoggettare a Iva in sede di autoconsumo per cessazione dell’attività il valore di un fabbricato strumentale che egli aveva costruito oltre dieci anni prima, detraendo l’IVA sulle relative spese. ******   7) Split payment Iva: nessun problema di costituzionalità Iva: Lo split payment è costituzionalmente legittimo. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale con la sentenza n. 145 del 16 giugno 2016. Dunque, secondo quanto concluso dalla Consulta, il meccanismo dello split payment è costituzionalmente legittimo, questo poiché non lede né la competenza regionale - legislativa, amministrativa e finanziaria - né l’autonomia finanziaria ed amministrative delle regioni stesse. Il meccanismo dello split payment, introdotto dalla legge di Stabilità per l’anno 2015, risulta costituzionalmente legittimo, giacché non lesivo dei principi costituzionali. Secondo la Corte costituzionale, le questioni sollevate dalla Regione Veneto sono inammissibili in quanto: - non è fondato il rilievo secondo il quale il legislatore nazionale avrebbe introdotto il meccanismo in questione con decorrenza 1° gennaio 2015 senza attendere l’autorizzazione della Commissione UE. Secondo costante giurisprudenza della Corte, infatti, le questioni di legittimità costituzionale sollevate dalla Regioni in riferimento a parametri non attinenti al riparto delle competenze statali e regionali sono ammissibili solo se la ricorrente individua gli ambiti di competenza regionale (legislativa, amministrativa e finanziaria) incisi dalla disciplina statale, indicando le disposizioni costituzionali sulle quale trovano fondamento le proprie competenze indirettamente lese e se la Corte ritiene che sussistano tali competenze lese dalla disciplina impugnata. Nel caso di specie, la disciplina dello split payment non risulta ledere la sfera di competenza costituzionalmente attribuita alla Regione. - non è fondato il rilievo secondo il quale viene violata indirettamente l’autonomia finanziaria ed amministrativa della Regione Veneto, dal momento che essa sarebbe costretta a sostenere il costo di adeguamento dei sistemi informativi. Secondo la Corte detti inconvenienti riguardano tutti i soggetti che effettuano cessioni di beni o prestano servizi alle PA, ai quali il legislatore ha legittimamente imposto un diverso sistema di versamento dell’IVA. - non è fondato il rilievo secondo il quale le PA non potrebbero più compensare l’IVA assolta sugli acquisti ma dovrebbero richiederla a rimborso. La circostanza di non poter compensare l’IVA ricade così come sulla Regione, anche su tutti gli operatori privati che intrattengono rapporti con le PA, sia su tutte le amministrazioni pubbliche, nelle loro reciproche relazioni.   ******   8) Disposizioni in materia di trasparenza Sugli obblighi di trasparenza sui pagamenti ai governi delle imprese del settore estrattivo e forestale, si è soffermata Assonime, con la circolare n. 18 del 17 giugno 2016. Il decreto legislativo 18 agosto 2015 n. 139, in attuazione della direttiva 2013/34/UE, ha previsto per le “grandi società” e le società qualificabili come “enti di interesse pubblico”, operanti nei settori estrattivo o forestale, l’obbligo di redigere e pubblicare una relazione, individuale e/o consolidata, che contenga per ogni esercizio finanziario una serie di informazioni sui pagamenti effettuati a favore dei governi. Per gli emittenti quotati aventi l’Italia come Stato membro di origine, che operano nei predetti settori, il decreto legislativo 15 febbraio 2016 n. 25, nell’attuare la direttiva Transparency II, ha imposto, oltre al deposito presso il Registro delle imprese, la pubblicazione della relazione sul sito internet della società. La relazione prevista dal decreto è un documento informativo del tutto autonomo dal bilancio d’esercizio e consolidato, sia sotto il profilo del contenuto informativo che sotto il profilo della forma documentale. Tale relazione, dunque, non segue l’iter di approvazione del bilancio in assemblea su tali relazioni non è previsto un controllo da parte del revisore legale. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo recante la revisione delle disposizioni in materia di trasparenza e lotta alla corruzione Assonime, con nota del 16 giugno 2015, comunica che é stato pubblicato in G.U. (serie generale n. 132 dell’8 giugno 2016) il decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97 recante revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza. Il decreto è stato adottato in attuazione della delega legislativa prevista dall’articolo 7 della legge 7 agosto 2015, n. 124. Il provvedimento normativo introduce significative modifiche sia al decreto legislativo n. 33/2013 in materia di obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni sia alla legge n. 190/2012 in materia di prevenzione e repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione. In particolare, al fine di rafforzare la trasparenza amministrativa, il provvedimento normativo: ridefinisce l’ambito soggettivo di applicazione degli obblighi di pubblicazione distinguendo, tra l’altro, fra società in controllo pubblico e società in partecipazione pubblica (articolo 3); consente l’accesso ai dati dei pagamenti delle pubbliche amministrazioni tramite il sito internet denominato "Soldi pubblici" gestito dall’Agenzia per l’Italia digitale (articolo 5); introduce una forma di accesso civico più ampia rispetto a quella precedente in quanto consente di accedere non solo ai dati, alle informazioni e ai documenti per i quali esistono specifici obblighi di pubblicazione, ma anche a quelli per i quali tale obbligo non esiste, salvo che l’accesso pregiudichi alcuni rilevanti interessi pubblici o privati (articolo 6); razionalizza e precisa gli obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo, i titolari di incarichi dirigenziali nonché i titolari di incarichi di collaborazione o consulenza (articoli 13 e 14); individua i soggetti responsabili per la violazione degli obblighi di trasparenza nonché i soggetti competenti all’irrogazione delle sanzioni (articoli 37 e 38). In tema di prevenzione alla corruzione, il decreto legislativo precisa i contenuti e i procedimenti di adozione del Piano nazionale anticorruzione e dei piani triennali di prevenzione della corruzione (articolo 41).   ******   9) Depositi fiscali di stoccaggio di gpl: semplificazione delle procedure di accertamento Per i fini di controllo interno di competenza presso gli spazi doganali, occorre una situazione di automazione di campo che consenta di acquisire, in maniera automatica ed a posteriori, i dati per l’accertamento quali-quantitativo e di limitare, di conseguenza, la frequenza degli interventi contestuali e con accesso dell’Amministrazione finanziaria. Lo precisa l’Agenzia delle Dogane, con la circolare n. 16/D del 17 giugno 2016, emessa in tema di: - Immissione in libera pratica con introduzione nei depositi fiscali di stoccaggio di gpl trasportato via nave. Semplificazione delle procedure di accertamento tramite automazione di campo. In particolare, l’Agenzia delle Dogane fornisce indicazioni relativamente alle specifiche tecniche minime dei predetti strumenti di misura ed alla redazione dei disciplinari che regoleranno le operazioni di accertamento, condotte in autonomia e sotto la responsabilità del depositario autorizzato, con intervento, eventualmente contestuale o successivo, del personale dell’Amministrazione finanziaria.   ******   10)  F24: istituita causale contributo INPS per il recupero della contribuzione derivante dai Fondi di solidarietà Modello F24: istituita causale contributo INPS per il recupero della contribuzione addizionale e straordinaria di finanziamento delle prestazioni erogate dai Fondi di solidarietà. L’INPS aveva chiesto l’istituzione di una causale contributo per il recupero della contribuzione addizionale prevista in caso di accesso alle prestazioni ordinarie e della contribuzione straordinaria di finanziamento delle prestazioni integrative di prestazioni pubbliche, erogate dai Fondi di solidarietà, di cui agli articoli 30, 31 e 32, comma 1, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148. Proprio per questo motivo, l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 46/E del 17 giugno 2016, ha istituito la seguente causale: “RCSO” denominata “Contribuzione addizionale e straordinaria di finanziamento delle prestazioni erogate dai Fondi di solidarietà”.   Vincenzo D’Andò