Diario quotidiano del 13 giugno 2016: in arrivo la stretta sui voucher

Pubblicato il 13 giugno 2016



1) Commercialisti: potranno divenire delegati alle vendite giudiziarie solo se iscritti nell’elenco tenuto dal Tribunale
2) Decreto banche: approvato il maxiemendamento
3) Per il ritardo nella dichiarazione dei redditi paga il contribuente e non l’intermediario
4) Appuntamento IMU del 16 giugno 2016: attenzione al doppio versamento
5) Pubblico impiego: Legge Fornero inapplicabile per i licenziamenti
6) Lavoratori prossimi alla pensione: come passare al part-time
7) L’estratto di ruolo equivale alla notifica della cartella
8) Quali sanzioni amministrative applicare al comparto agricolo
9) Jobs act: é stretta sui voucher
10) Disponibili gli elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille dopo i termini per l’iscrizione
 
diario-quotidiano-articoli-12Indice:   1) Commercialisti: potranno divenire delegati alle vendite giudiziarie solo se iscritti nell’elenco tenuto dal Tribunale 2) Decreto banche: approvato il maxiemendamento 3) Per il ritardo nella dichiarazione dei redditi paga il contribuente e non l’intermediario 4) Appuntamento IMU del 16 giugno 2016: attenzione al doppio versamento 5) Pubblico impiego: Legge Fornero inapplicabile per i licenziamenti 6) Lavoratori prossimi alla pensione: come passare al part-time 7) L’estratto di ruolo equivale alla notifica della cartella 8) Quali sanzioni amministrative applicare al comparto agricolo 9) Jobs act: é stretta sui voucher 10) Disponibili gli elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille dopo i termini per l’iscrizione  
  1) Commercialisti: potranno divenire delegati alle vendite giudiziarie solo se iscritti nell’elenco tenuto dal Tribunale I professionisti potranno divenire delegati alle vendite giudiziarie solo se iscritti nell’elenco tenuto dal Tribunale. I commercialisti non dovranno più rivolgersi presso il proprio Ordine professionale di appartenenza. Iscrizione nell’elenco del tribunale Dunque, ai professionisti, per essere delegati alla vendita dei beni pignorati, servirà l’iscrizione in un registro tenuto presso ogni tribunale. Per far parte dell’elenco dei professionisti ammessi alla vendita di beni pignorati bisognerà essere iscritti in uno specifico elenco tenuto presso ogni Tribunale. È questo l’effetto di un emendamento parlamentare, approvato il 9 giugno 2016 con fiducia dal Senato, insieme alla legge di conversione del cosiddetto “decreto banche”. Cambiano dunque gli elenchi per la delega alle vendite giudiziarie, con nuovi obblighi i capo ai professionisti. Questi ultimi, infatti, per potersi iscrivere al suddetto registro, dovranno assolvere a uno specifico obbligo di formazione, che a sua volta verrà definito con un decreto del ministero della Giustizia, di prossima emanazione (dovrebbe giungere entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge). L’adempimento dell’obbligo di formazione sarà oggetto di verifica. La tenuta dell’elenco e l’esercizio della vigilanza sugli iscritti sarà garantita da apposite commissioni costituite presso le Corti di appello. I membri della Commissione (il cui incarico avrà una durata di tre anni e potrà essere rinnovato una sola volta) non riceveranno alcuna indennità o retribuzione a carico dello Stato, né ad alcun tipo di rimborso spese. Tale commissione provvederà anche alla valutazione delle domande di iscrizione e all’adozione dei provvedimenti di cancellazione dall’elenco. La Scuola superiore della magistratura dovrà elaborare le linee guida generali per la definizione dei programmi dei corsi di formazione e di aggiornamento, sentiti il Consiglio nazionale forense, il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e il Consiglio nazionale notarile. In casi particolari l’incarico può essere conferito a soggetti non iscritti in nessun elenco. Il provvedimento con il quale viene conferito l’incarico al professionista delegato alla vendita dovrà comunque essere indicate analiticamente i motivi della scelta. I professionisti che verranno cancellati dall’elenco non potranno essere reinseriti nel triennio in corso e nel triennio successivo. Il provvedimento è ora passato alla Camera e dovrà essere approvato in via definitiva entro la fine del mese.   ******   2) Decreto banche: approvato il maxiemendamento Il Senato della Repubblica il 9 giugno 2016 ha approvato il decreto banche che è ora passato alla Camera dei deputati. Approvato il maxiemendamento interamente sostitutivo del ddl n. 2362 di conversione del D.L. 3 maggio 2016, n. 59, recante disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonché a favore degli investitori in banche in liquidazione. Con 169 voti favorevoli e 70 contrari, l’Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando il maxiemendamento. Il decreto è suddiviso in quattro capi: - Il capo I (articoli da 1 a 7) reca misure a sostegno delle imprese e di accelerazione del recupero crediti; - Il capo II (articoli da 8 a 10) reca misure in favore degli investitori in banche in liquidazione; - Il capo III (articoli da 11 a 12) riguarda altre disposizioni finanziarie; - Il capo IV (articolo 13) concerne la copertura finanziaria. Il decreto ha introdotto due nuovi istituti: - il pegno non possessorio che è una nuova garanzia reale mobiliare, - il patto marcianò che si riassume in un finanziamento alle imprese garantito dal trasferimento sospensivamente condizionato di proprietà immobiliari o altri diritti reali immobiliari. La Commissione ha approvato emendamenti che allungano a undici mesi i termini dello spossessamento, rinviano ad un accordo tra le parti l'estensione del patto marciano ai finanziamenti già in essere, rafforzano il contraddittorio rispetto alle stime del perito. Altre importanti novità sono rappresentate dall’istituzione presso il Ministero della giustizia di un registro elettronico delle procedure immobiliari di espropriazione forzata, delle procedure d'insolvenza e degli strumenti di gestione della crisi. La previsione di misure di accelerazione della procedura di espropriazione forzata tramite modifiche al codice di procedura civile. Inoltre la Commissione ha approvato un emendamento aggiuntivo che definisce un nuovo elenco di professionisti per la vendita di beni pignorati.   ******   3) Per il ritardo nella dichiarazione dei redditi paga il contribuente e non l’intermediario La Corte di Cassazione, con l’ordinanza 11832 del 9 giugno 2016, ha stabilito la legittimità della sanzione al contribuente che abbia presentato la propria dichiarazione in ritardo, anche se l’adempimento sia stato affidato ad un professionista. Ciò poiché il cliente (quale diretto interessato) ha l’obbligo di controllare che l’intermediario proceda alla trasmissione nei modi e tempi previsti. Secondo tale principio, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate, osservando che la CTR aveva erroneamente applicato la norma laddove avevano escluso ogni negligenza in capo al contribuente stesso. Per la Suprema Corte, il D.Lgs. 472/97 richiede la consapevolezza del contribuente sul comportamento sanzionato e, se gli adempimenti sono affidati ad un intermediario, è comunque necessario controllare che tutto sia stato eseguito nei tempi. Tutta al più poi il contribuente potrà rivalersi sul proprio consulente, se ricorrono i presupposti, mediante apposita azione legale ordinaria. *** Imprenditore agricolo: Cessione del terreno edificabile fuori IVA E’ fuori campo Iva la cessione di un terreno agricolo, poi divenuto edificabile, da parte di un imprenditore agricolo. L’operazione deve essere, quindi, assoggettata all’imposta di registro in misura proporzionale. La sopravvenuta suscettibilità edificatoria comporta la perdita della natura di bene strumentale e l’operazione è soggetta a registro proporzionale Così si è pronunciata la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 11600 del 6 giugno 2016.   ******   4) Appuntamento IMU del 16 giugno 2016: attenzione al doppio versamento I proprietari di fabbricati inclusi nella categoria D devono fare attenzione all’appuntamento del 16 giugno: per questi immobili l’appuntamento IMU si sdoppia, in quanto per essi continua a valere la quota statale di imposta. In tale quota concorrono la riserva di imposta erariale, pari allo 0,76%, e l’eventuale maggiorazione comunale, poiché i comuni hanno il potere di elevare tale quota sino al 10,6 per mille. I pagamenti devono essere eseguiti distintamente nel modello F24, con gli appositi codici tributo (sono il 3925, per la quota Stato, e il 3930, per la parte del comune). Se si sbaglia ad indicare il codice, versando comunque la cifra dovuta, basterà presentare al comune una istanza di correzione dei codici tributo, e l’ente effettuerà anche le conseguenti regolazioni finanziarie con lo Stato. ---> Leggi tutto   ******   5) Pubblico impiego: Legge Fornero inapplicabile per i licenziamenti Si è pronunciata la Corte di Cassazione con la sentenza n. 11868 del 9 giugno 2016, ai licenziamenti nel pubblico impiego risulta inapplicabile la cd. Legge Fornero. Dunque, per i licenziamenti dei dipendenti della pubblica amministrazione non si applicano le modifiche apportate dalla legge Fornero all’art. 18 dello Statuto dei lavoratori. Diverse le motivazioni alla base della decisione: tra queste, la considerazione che la formulazione dell’art. 18, come modificato dalla legge Fornero, introduce una modulazione delle sanzioni con riferimento ad ipotesi di illegittimità pensate in relazione al solo lavoro privato, che non si prestano ad essere estese all’impiego pubblico contrattualizzato. La Cassazione ha così respinto il ricorso del lavoratore, affermando un principio di grande importanza e che entra in contrasto con altro, recente, precedente giurisprudenziale di legittimità e che, proprio per tale ragione. E’ subita intervenuta in merito la Fondazione nazionale dei consulenti del lavoro con il parere del 10 giugno 2016: NEL PUBBLICO IMPIEGO: NON SI APPLICA LA FORNERO MA IL VECCHIO ART. 18 Cassazione, Sezione Lavoro, 9 giugno 2016, n. 11868 Niente “Fornero” per i dipendenti pubblici: al licenziamento intimato dalle Amministrazioni nei confronti del proprio personale si applica la versione originaria dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. In particolare, decidendo sulla controversia sorta tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed un suo funzionario licenziato in violazione della procedura disciplinare, la Cassazione (sentenza n. 11868 del 9 giugno 2016) ha escluso che possa estendersi la disciplina della “Fornero” ai lavoratori del pubblico impiego. La Corte ha dunque confermato l’esistenza di un “doppio binario” nel sistema dei licenziamenti: da una parte, i lavoratori del settore privato, cui si applica, a seconda del momento dell’assunzione, l’art. 18 riformato dalla “Legge Fornero” ovvero le tutele crescenti del recente “Jobs Act” (d.lgs. n. 23/2015); dall’altra, i dipendenti pubblici, cui, secondo la sentenza in commento, si applica il dettato originario dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. In giurisprudenza, però, le posizioni non sono sempre state univoche: di recente, infatti, la stessa Sezione Lavoro della Cassazione (sentenza n. 24157 del 26 novembre 2015) ha affermato il principio esattamente opposto, stabilendo che al pubblico impiego privatizzato si applica l’art. 18 nella versione aggiornata dalla “Fornero”. Con la sentenza in commento, dunque, la Corte di Cassazione, tornando nuovamente sui suoi passi, rende assai incerto il quadro legale cui fare riferimento per valutare le conseguenze di un licenziamento pubblico illegittimo: forse spetterà alle Sezioni Unite il compito di individuare un indirizzo interpretativo univoco e definitivo.   ******   6) Lavoratori prossimi alla pensione: come passare al part-time In tema di passaggio al part-time dei lavoratori prossimi alla pensione di vecchiaia si è prima avuto il DM 7 aprile 2016 e in seguito è intervenuta l’INPS con la circolare n. 90 del 26 maggio 2016. I lavoratori con contratto a tempo pieno e indeterminato che maturano entro il 31 dicembre 2018 il diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia possono, d’intesa con il datore di lavoro, ridurre l’orario del rapporto di lavoro (art. 1, c. 284, L. 208/2015). La trasformazione spetta a condizione che il lavoratore abbia maturato i requisiti minimi di contribuzione per il diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia. ---> Leggi tutto   ******   7) L’estratto di ruolo equivale alla notifica della cartella La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11794 del 9 giugno 2016, ha stabilito che l’estratto di ruolo ha valore di prova anche se all’intimazione di pagamento non è poi seguita la notifica della cartella esattoriale. La Corte ha così respinto le ragioni di un contribuente, cui erano state notificate svariate intimazioni di pagamento per omesso pagamento di tributi e contributi di varia natura. Avverso dette intimazioni, il contribuente contestava alla concessionaria l’inesistenza della notifica delle relative cartelle esattoriali L’estratto di ruolo è una fedele riproduzione cartella esattoriale, si tratta di idonea prova natura ed entità del credito. Infatti, secondo la Cassazione, l’estratto di ruolo può essere a tal fine sufficiente, non costituendo esso una mera sintesi del ruolo medesimo, a discrezione del soggetto che lo ha formato, bensì la fedele riproduzione della parte relativa alle pretese impositive azionate con la cartella esattoriale, contenente tutti gli elementi essenziali per identificare la persona del debitore, la causa e l’ammontare del credito. Ne consegue, ha concluso la Corte, che anche il solo estratto di ruolo costituisce idonea prova della entità e della natura del credito portato dalla cartella esattoriale ivi indicata, anche ai fini della verifica della natura tributaria o meno del credito azionato, nonché della verifica sulla giurisdizione del giudice adito.   ******   8) Quali sanzioni amministrative applicare al comparto agricolo Comparto agricolo: quando le sanzioni amministrative si intendono “definitive”: Il Ministero del Lavoro, con nota prot. n. 11559 del 7 giugno 2016, ha chiarito che le imprese non potranno considerarsi destinatarie di una sanzione amministrativa definitiva qualora provvedano: - ad estinguere l'illecito attraverso la procedura di diffida, ai sensi dell'art. 13 del D.Lgs. n. 124/2004; - ad estinguere l'illecito attraverso il pagamento della sanzione amministrativa in misura ridotta, ai sensi dell'art. 16 della Legge n. 689/1981; Inoltre, qualora non siano ancora destinatarie di una ordinanza-ingiunzione, nonostante siano scaduti i termini per l'estinzione degli illeciti secondo le modalità di cui ai punti precedenti. Non si può inoltre, conclude la nota ministeriale, considerare definitiva una sanzione irrogata con ordinanza, ingiunzione, laddove tale provvedimento sia stato impugnato nei termini di legge. Per fare parte della rete del lavoro agricolo di qualità, le imprese agricole devono: - non avere riportato condanne penali per violazioni della normativa in materia di lavoro e legislazione sociale e in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto; - non essere state destinatarie, negli ultimi tre anni, di sanzioni amministrative definitive per le violazioni di cui al punto precedente; essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi.   ******   9) Jobs act: é stretta sui voucher Da Consiglio dei ministri del 10 giugno 2016 nuove norme su tracciabilità buoni lavoro. Il Cdm ha dato l'ok in via preliminare al decreto sulla stretta sull'utilizzo dei voucher. Le nuove norme prevedono la tracciabilità dei buoni lavoro. Il Committente imprenditore o professionista dovrà comunicare almeno un'ora prima dell'inizio della prestazione nome, cognome o il codice fiscale del lavoratore che riceverà il buono lavoro, il luogo e durata della prestazione con un sms o una mail alla direzione territoriale del lavoro. Per gli imprenditori agricoli sarà possibile usare il voucher entro sette giorni. ---> Leggi tutto   ******   10) Disponibili gli elenchi dei soggetti che hanno chiesto di accedere al beneficio del 5 per mille dopo i termini per l’iscrizione Dal 10 giugno 2016, sul sito internet dell’Agenzia delle entrate, sono disponibili, in tre distinti elenchi, i dati degli enti del volontariato, delle associazioni sportive dilettantistiche e degli enti della ricerca scientifica che hanno presentato la domanda di iscrizione al 5 per mille dopo i termini. Per gli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche la scadenza è stata fissata al 9 maggio 2016; per gli enti della ricerca scientifica del Miur, invece, al 30 aprile 2016. I soggetti interessati possono regolarizzare la loro posizione entro il 30 settembre 2016 ai sensi dell' articolo 2, comma 2, del Dl 16/2012 inviando la documentazione integrativa (Onlus e volontariato alle Direzioni Regionali; associazioni sportive dilettantistiche agli uffici territoriali del Coni ed enti della ricerca scientifica al Miur) e versando una sanzione di importo pari a 250 euro tramite il modello F24 con codice tributo 8115.   ***   Osservatorio sulle partite IVA: intesi dei dati di aprile 2016 Nel mese di aprile 2016 sono state aperte 45.675 partite Iva e; in confronto al corrispondente mese dell’anno precedente, si registra una flessione del-5%. La distribuzione per natura giuridica mostra che il 72% delle nuove partite Iva è stato aperto dalle persone fisiche; il 22% dalle società di capitali e il 5,2% dalla società di persone. La percentuale dei “non residenti” e “altre forme giuridiche” è pari allo 0,7%. Rispetto al mese di aprile 2015 si osserva un calo di avviamenti: più consistente per le persone fisiche (-6%) e le società di persone (-8,1%), più contenuto per le società di capitali (-0,5%). Riguardo alla ripartizione territoriale, il 42,5% delle nuove partite Iva è localizzato al Nord, il 22,7% al Centro ed il 34,7% al Sud ed Isole. Rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente alcune regioni presentano incrementi assai consistenti. È il caso della Valle d’Aosta (+40%), della Basilicata (+11,6%) e del Molise (+8,2%). Significative flessioni si rilevano, invece, in Calabria (-19,7%), Puglia (-13,2%) e Sardegna (-10,4%). In base alla classificazione per settore produttivo, il commercio continua a registrare il maggior numero di aperture di partite Iva (21,7% del totale), seguito dalle attività professionali (13,7%) e dall’agricoltura (12,4%). Confrontando i dati con le aperture registrate ad aprile 2015, si registrano incrementi significativi nel settore del trasporto e magazzinaggio (+14,6%), nelle attività immobiliari (+14,4%) e nel settore sanitario (+4,3%); si segnalano invece cali di avviamenti nei servizi alle imprese (-13,4%), nel commercio (-10,7%, che rimane comunque il settore con più aperture in termini assoluti) e nell’agricoltura (-8,9%). Relativamente alle persone fisiche, la ripartizione per sesso è sostanzialmente stabile: il 63,1% delle partite Iva è stato aperto da soggetti di sesso maschile. Il 45,8% degli avviamenti è riferito ai giovani fino a 35 anni e il 34,1% a soggetti di età compresa tra 36 e 50 anni. Rispetto al corrispondente mese dello scorso anno, la distribuzione per classi di età evidenzia complessivamente un calo di aperture, più consistente per la classe più anziana (-25,9%). Il 17,2% di coloro che ad aprile hanno aperto una nuova partita Iva risulta nato all’estero. I soggetti che hanno aderito al regime agevolato forfetario risultano 15.608, pari a circa il 34% del totale delle nuove aperture, con un aumento del 15,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. (MEF, comunicato del 10 giugno 2016)   Vincenzo D’Andò