Revisione legale: ecco le proposte dei commercialisti, Longobardi scrive a Padoan

Questo articolo fa parte del diario del 23 maggio 2016
Revisione legale, Longobardi scrive a Padoan. Al Mef le proposte dei commercialisti: delegare formazione e disciplina agli Ordini professionali, stop alle Associazioni non rappresentative, ripensare l’esame di abilitazione.
Lo schema di decreto legislativo in tema di riforma della revisione legale, attualmente sottoposto al parere delle Commissioni parlamentari, è l’oggetto di una lettera inviata il 20 maggio 2016 dal presidente dei commercialisti italiani, Gerardo Longobardi, al Ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Nella missiva (indirizzata anche al Viceministro dell’Economia Enrico Zanetti, al capo di gabinetto del Mef, Roberto Garofoli, al Ragioniere Generale dello Stato, Daniele Franco e all’ispettore Generale Capo di Finanza, Gianfranco Tanzi), Longobardi propone di delegare agli Ordini professionali le funzioni della formazione e della disciplina e di ripensare il meccanismo degli esoneri dall’esame di idoneità per l’esercizio della revisione legale che al momento prevede per i commercialisti una prova “addizionale” giudicata dal Consiglio nazionale “del tutto ingiustificata”. Il presidente dei commercialisti esprime poi le forti perplessità della categoria sull’eventualità che in questo ambito vengano delegate funzioni anche ad associazioni prive di reale rappresentatività. Sempre oggi, il Consiglio nazionale dei commercialisti ha inviato le sue osservazioni al decreto alle Commissioni riunite Giustizia e Finanze della Camera, chiamate ad esaminare il provvedimento. “Tutte le proposte e le considerazioni contenute nel documento presentato alla Camera – affermano il Vicepresidente nazionale Davide Di Russo e i due consiglieri nazionali delegati alla materia, Andrea Foschi e Raffaele Marcello – muovono da quello che per i commercialisti è un punto irrinunciabile: la revisione legale è una funzione della nostra professione”.
FORMAZIONE E DISCIPLINA
Nella lettera a Padoan, Longobardi si concentra innanzitutto su quanto previsto dal Dl in tema delega delle funzioni, a cominciare dalla formazione. “La maggior parte dei revisori legali del nostro paese – scrive – è iscritta negli Albi dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, ed è quindi già sottoposta all’obbligo formativo e alla vigilanza di organismi pubblici costituiti a tal fine”. I commercialisti chiedono di delegare questa funzione agli Ordini professionali. Una scelta che “risponderebbe non solo a criteri di economicità, ma che offrirebbe anche la garanzia di controlli estesi, realizzabili sul territorio da parte di soggetti indipendenti e a ciò delegati per legge”. Per questo Longobardi esprime “ampio favore per le disposizioni che consentono di riconoscere equivalente la formazione svolta dai dottori commercialisti e dagli esperti contabili per il tramite degli Ordini territoriali”. In questa prospettiva, Longobardi scrive a Padoan che il Consiglio nazionale dei commercialisti “è pienamente disponibile a siglare con Il Mef, in tempi brevi, una convenzione per definire i criteri e le modalità per dichiarare equivalente la formazione svolta dai dottori commercialisti e dagli esperti contabili, nonché le procedure con cui gli Ordini territoriali dovranno comunicare al MEF l’assolvimento dell’obbligo di formazione continua dei propri iscritti”. Una convenzione che, è la proposta di Longobardi, potrebbe rifarsi “al meccanismo già sperimentato da anni dal Ministero dell’Interno e dal Consiglio Nazionale dei commercialisti per riconoscere equivalente la formazione svolta dai professionisti in materia di contabilità pubblica e gestione economica e finanziaria degli enti territoriali a quella richiesta ai revisori degli enti locali”.
Discorso analogo in tema di disciplina. Anche in questo ambito la proposta di Longobardi è di attribuire la delega della funzione agli Ordini professionali.
“L’avvio delle indagini, …

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