Rassegna giurisprudenziale del mese di maggio 2016: la cessione di azienda – parte II

di Danilo Sciuto

Pubblicato il 16 maggio 2016

proseguiamo il viaggio tra le sentenze tributarie che affrontano il tema della cessione di azienda; in particolare affrontiamo il problema della doppia tassazione nel caso in cui come corrispettivo della cessione (plusvalente) sia prevista la costituzione di una rendita vitalizia
Premessa Proseguiamo il viaggio in mezzo alle sentenze di legittimità che affrontano il tema della cessione di azienda. Particolarmente interessanti le sentenze/ordinanze nn. 23874 del 2010 e la 10801 del 2007, che affrontano il problema della doppia tassazione nel caso in cui come corrispettivo della cessione (plusvalente) sia prevista la costituzione di una rendita vitalizia.   **********************   Il trasferimento di azienda Sulla nozione di trasferimento di azienda e sull'interpretazione della relativa normativa, la giurisprudenza consolidata di questa Corte - che ha recepito in subiecta materia i criteri indicati dalla giurisprudenza comunitaria (cfr. Corte di Giustizia 18 marzo 1986 in causa n. C.-24/85, Corte di Giustizia 10 dicembre 1998 in causa n. C - 127/96) e della Direttiva europea n. 50/1998 - ha chiarito che il trasferimento di azienda si verifica ogni volta che venga ceduto un insieme di elementi costituenti un complesso organico e funzionalmente adeguati a conseguire lo scopo in vista del quale il loro coordinamento è stato posto in essere; è necessario e sufficiente, cioè, che sia stata ceduta un'entità economica ancora esistente, la cui gestione sia stata effettivamente proseguita o ripresa dal nuovo titolare con le stesse o analoghe attività economiche, sicchè può configurarsi come trasferimento di azienda anche la cessione di singole unità produttive della medesima azienda purchè abbiano una propria autonomia organizzativa e funzionale, anche se una volta inserite nell'impresa cessionaria restino integrate e riorganizzate nella più ampia struttura di quest'ultima, dovendo il Giudice di merito accertare quale sia stato, secondo la volontà dei contraenti, l'oggetto specifico del contratto, e cioè se i beni ceduti siano stati considerati nella loro auto