Processo tributario telematico: linee guida del MEF

Questo articolo fa parte del diario del 13 maggio 2016

Il Ministero delle Finanze dal 12 maggio 2016 pubblica le linee guida emanate dal Direttore Generale delle finanze sull’attuazione del processo tributario telematico. In particolare, il MEF ha pubblicato la circolare n. 2/DF del 11 maggio 2016.

Come è noto, dal 1° dicembre 2015 nelle Commissioni tributarie delle Regioni della Toscana e dell’Umbria, è consentito alle parti, di utilizzare la posta elettronica certificata (PEC) per la notifica dei ricorsi e degli appelli e di poter effettuare il successivo deposito in via telematica nella Commissione tributaria competente utilizzando l’apposito applicativo PTT.

Le linee guida forniscono indicazioni sulle modalità di accesso e utilizzo del Sistema Informativo della Giustizia Tributaria (SIGIT).

In particolare, una volta notificato il ricorso/appello alla controparte tramite la PEC, il ricorrente/appellante ha l’obbligo di depositare tale atto ed i relativi allegati per via telematica, ricevendo online il numero di iscrizione a ruolo della controversia. Tale procedura informatica è utilizzabile anche per il deposito di atti per i quali non è prevista la notifica come le controdeduzioni e altri atti processuali.

Gli atti depositati dalle parti e quelli redatti d’ufficio formano il fascicolo processuale informatico, liberamente consultabile dalle parti costituite telematicamente e dai giudici investiti della controversia.

Facoltatività del processo tributario telematico

Nella prima fase attuativa del processo tributario telematico vige il principio della facoltatività di tale scelta e della graduale estensione sul territorio nazionale delle nuove modalità di deposito degli atti processuali.

In base a tale principio ciascuna delle parti può scegliere di notificare e depositare gli atti processuali con le modalità tradizionali, ovvero con quelle telematiche presso le Commissioni tributarie ove risultino attivate tali modalità.

In sostanza, la parte resistente, indipendentemente dalla scelta operata dal ricorrente, ai sensi dell’articolo 16-bis del D.Lgs. n. 546/1992, ha la facoltà di avvalersi delle modalità telematiche di deposito delle controdeduzioni e relativi documenti allegati.

Ne deriva che anche in presenza di ricorsi/appelli notificati e depositati con modalità tradizionali (ufficiale giudiziario, a mezzo posta ovvero a sportello) la parte resistente potrà scegliere di avvalersi del deposito telematico degli atti processuali, senza precludere la validità del deposito.

Attenzione però, se la parte sia ricorrente sia resistente si avvale delle modalità telematiche nel procedimento di primo grado, è poi obbligata ad utilizzare le medesime modalità anche nel giudizio.

Un eccezione a ciò è prevista se la parte proceda a sostituire il difensore, secondo le modalità previste dal codice di procedura civile, poiché in questo caso è possibile operare nuovamente la scelta tra il deposito telematico e quello cartaceo.

Infine, quanto alla progressiva estensione sul territorio le predette modalità telematiche di deposito degli atti, ad oggi, risultano attive presso le Commissioni tributarie di Umbria e Toscana.

Registrazione al PTT

Le parti processuali, per poter utilizzare le funzionalità del deposito telematico, devono registrarsi al PTT per ottenere le credenziali di accesso (UserID e Password).

Le suddette credenziali permetteranno anche la consultazione del fascicolo processuale informatico mediante il servizio del c.d. “Telecontenzioso”, come di seguito specificato.

A tal fine, viene specificato che l’accesso al sistema avviene tramite il portale della giustizia tributaria www.giustiziatributaria.gov.it, selezionando l’apposita voce “processo tributario telematico”.

La registrazione si ottiene mediante accesso alla funzionalità “Registrazione al PTT” e l’inserimento dei dati richiesti nella relativa schermata; è, altresì, richiesto il…

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