Istituto del reclamo e della mediazione estesi a tutte le liti

Questa notizia fa parte del diario dell’11 maggio 2016

Istituto del reclamo e della mediazione estesi a tutte le liti, non soltanto a quelle con l’Agenzia delle entrate.

Lo evidenzia la guida sul contenzioso dell’Aggiornata di aprile 2016, pubblicata sul sito internet dell’Agenzia delle entrate il 10 maggio 2016.

Viene rammentato che il Decreto Legislativo n. 156/2015 ha introdotto alcune importanti novità alla normativa sul contenzioso tributario.

Anzitutto, dal 1° gennaio 2016 per le controversie di valore non superiore a 20.000 euro il ricorso produce anche gli effetti del reclamo e può contenere anche una dettagliata proposta di mediazione, cioè di rideterminazione degli importi dovuti.

Tra le altre principali novità contenute nel decreto:

– l’estensione dell’istituto del reclamo e della mediazione a tutte le controversie di valore non superiore a 20.000 euro; l’istituto, quindi, non riguarderà più soltanto le liti derivanti da atti emessi dall’Agenzia delle Entrate

– l’introduzione della conciliazione giudiziale anche dopo il primo grado

– la possibilità di conciliare anche le controversie per le quali è obbligatoria la procedura del reclamo e della mediazione

– le modifiche al regime delle spese di lite (è espressamente previsto il risarcimento del danno per lite temeraria nei confronti della parte soccombente)

– l’aumento a 3.000 euro del valore della controversia che consente al contribuente di stare in giudizio senza assistenza tecnica

– l’inserimento tra i difensori abilitati dei dipendenti dei Centri di assistenza fiscale, anche se soltanto per le controversie dei propri assistiti originate da adempimenti per i quali il Caf ha prestato loro assistenza

– l’esecutività delle sentenze favorevoli al contribuente

– l’introduzione del cosiddetto ricorso “per saltum”, cioè la possibilità di impugnare una sentenza emessa da una Commissione tributaria provinciale, previo accordo delle parti in giudizio, proponendo ricorso direttamente in Cassazione.

In particolare evidenza la circostanza che tramite l’applicazione web “Telecontenzioso” è possibile consultare la banca dati del contenzioso tributario con cui sono gestiti i ricorsi depositati presso le Commissioni tributarie provinciali e regionali e quelle di I e II grado di Trento e Bolzano. Il servizio fornisce informazioni sullo stato del processo e consente di accedere al fascicolo processuale telematico, nonché di consultare tutti gli atti e i provvedimenti emanati dal giudice.

Limitatamente ai ricorsi in cui sono parte, l’accesso all’applicazione è consentito:

– alle Agenzie fiscali, alle Camere di commercio, agli Agenti della riscossione e agli Enti locali.

Ciascuna struttura individua tra i propri dipendenti quelli autorizzati all’accesso ai servizi del Telecontenzioso

– ai professionisti abilitati al servizio “Entratel”

– ai cittadini abilitati al servizio “Fisconline”.

Il servizio è disponibile anche per i soggetti abilitati all’applicazione PTT-SIGIT. Tutti gli utenti del Processo Tributario Telematico possono accedere al servizio del Telecontenzioso con le stesse credenziali utilizzate per il PTT-SIGIT.

Sentenze subito esecutive dal 1° giugno 2016

La guida rimarca che dal 1° giugno 2016 le sentenze di condanna al pagamento di somme in favore del contribuente e quelle emesse su ricorso contro gli atti relativi alle operazioni catastali saranno immediatamente esecutive.

Tuttavia, il pagamento di somme di importo superiore a 10.000 euro, diverse dalle spese di lite, potrà essere subordinato dal giudice alla prestazione di idonea garanzia. I costi della garanzia, anticipati dal contribuente, sono a carico della parte soccombente all’esito definitivo del giudizio.

Il pagamento delle somme dovute a seguito della sentenza deve essere eseguito entro 90 giorni dalla notifica o dalla presentazione della garanzia.

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