Incentivi al passaggio al lavoro part-time in prossimità del pensionamento di vecchiaia: decreto in G.U.

questo articolo fa parte del diaro del 20 maggio 2016

I lavoratori prossimi al pensionamento di vecchiaia potranno trasformare il contratto di lavoro da tempo pieno a parziale, mantenendo l’accredito figurativo intero dei contributi ai fini pensionistici. E’ quanto prevede il decreto Lavoro – Finanze pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Possono optare per la conversione del contratto i lavoratori del settore privato, che previo rilascio da parte dell’INPS della certificazione del possesso dei richiesti requisiti contributivi ed anagrafici, potranno stipulare con il datore di lavoro un contratto per la riduzione dell’orario denominato “contratto di lavoro a tempo parziale agevolato”.

E’ stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 115 del 18 maggio 2016, il decreto del Ministro del Lavoro del 7 aprile 2016 che consente ai lavoratori prossimi al pensionamento di vecchiaia di trasformare il contratto di lavoro da tempo pieno a parziale, mantenendo l’accredito figurativo intero dei contributi ai fini pensionistici. Per l’operatività occorrerà attendere la circolare dell’INPS.

L’operazione è di per sé interessante e potrebbe dare un piccolo aiuto al ricambio generazionale.

In tal senso la legge di Stabilità 2016 (articolo 1, comma 284 della legge 28 dicembre 2015, n.298) intende agevolare il passaggio ad un rapporto a tempo parziale dei lavoratori che entro il 31 dicembre 2018 maturino i requisiti per l’accesso al pensionamento di vecchiaia.

Lavoratori beneficiari

Possono optare per la conversione del contratto i lavoratori del settore privato:

– iscritti all’assicurazione generale obbligatoria dell’INPS, nonché alle forme esclusive e sostitutive della medesima;

– con contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato;

– che maturano il requisito anagrafico per il pensionamento di vecchiaia entro il 31 dicembre 2018 (66 anni e 7 mesi per gli uomini, per le donne 65 anni e 7 mesi per il biennio 2016-2017 e 66 anni e 7 mesi);

– che hanno maturato il requisito minimo per la pensione di vecchiaia (20 anni di contributi).

Procedura di ammissione

Previo rilascio da parte dell’INPS della certificazione del possesso dei richiesti requisiti contributivi ed anagrafici, il lavoratore interessato deve stipulare con il datore di lavoro un contratto per la riduzione dell’orario denominato “contratto di lavoro a tempo parziale agevolato” in misura compresa fra il 40 e il 60 per cento dell’orario pieno e di durata pari al periodo intercorrente fra la data di stipula e la data in cui matura il diritto all’accesso alla pensione di vecchiaia. Il beneficio, pertanto, cessa con il raggiungimento di tale diritto o qualora mutino i termini dell’accordo.

Adempimenti del datore di lavoro

Il lavoro sarà, ovviamente, retribuito in base all’effettivo orario della prestazione, ma il datore di lavoro è tenuto ad integrare la retribuzione mensile con una somma parti alla contribuzione pensionistica che sarebbe stata posta a carico del datore stesso sulla retribuzione corrispondente alla prestazione non resa a seguito della riduzione di orario. Questa somma è esclusa sia da tassazione a carico del lavoratore sia da qualsivoglia contribuzione, compreso il premio INAIL ed è da considerarsi omnicomprensiva di qualsiasi elemento retributivo, diretto o indiretto.

Il contratto di lavoro a tempo parziale agevolato deve essere trasmesso dal datore di lavoro all’INPS, che rilascia entro cinque giorni dal ricevimento, il provvedimento di autorizzazione, operando in tal senso il principio del silenzio assenso.

Il contratto esplica i suoi effetti dal primo giorno del periodo di paga successivo a quello di accoglimento dell’istanza da parte dell’INPS.

A fronte della riduzione dell’orario di lavoro, il lavoratore fruisce comunque dell’accredito figurativo per le ore non lavorate. A fronte del costo per lo Stato, sono la legge n. 208/2015 stanzia 60 milioni di…

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