Fisco: pagamenti dilazionati sempre “ravvedibili”

di Vincenzo D'Andò

Pubblicato il 3 maggio 2016

il lieve inadempimento sulla prima rata degli atti di accertamento e degli avvisi bonari riguarda non solo il ritardo di sette giorni nel versamento ma anche il pagamento carente, purché non ecceda il 3% della rata

L’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 17/E del 29 aprile 2016, ha precisato che il lieve inadempimento sulla prima rata degli atti di accertamento e degli avvisi bonari riguarda non solo il ritardo di sette giorni nel versamento ma anche il pagamento carente, purché non ecceda il 3% della rata. E’ sempre possibile sanare con il ravvedimento l’ipotesi di ritardi nei pagamenti dilazionati che non comportino la decadenza del piano di rientro. In tale eventualità, sarà applicabile la maggior parte delle volte la nuova sanzione ridotta, introdotta nell’art. 13 del dlgs 471/1997 dal dlgs 158/2015. La sanzione del 45%, disposta in caso di decadenza dalla dilazione trova applicazione in luogo della precedente misura del 60% anche per le fattispecie pregresse, in virtù del principio del favor rei.

Premesso ciò, ecco di seguito le novità più significative illustrate nella circolare delle Entrate

Lieve inadempimento

Fermo restando che i contribuenti che pagano una rata in ritardo entro il termine della rata successiva non perdono il beneficio della rateazione, grazie alle nuove norme, la rateazione è salva anche nel caso in cui i contribuenti ve