E’ ammissibile il deposito del PVC in appello

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 26 maggio 2016

in caso di contenzioso, il Fisco può depositare il PVC da cui ha avuto origine l'avviso di accertamento anche durante il processo di appello, anche se il documento non è stato prodotto in primo grado di giudizio

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n.9346 del 9 maggio 2016, ha confermato l’ammissibilità del deposito del p.v.c. da parte dell’ufficio in sede di appello.

La Corte, richiamando un recente pronunciamento (Cass. 22776/2015), ha ribadito che "l’art. 58 d.lgs. 546/1992 abilita alla produzione di qualsivoglia documento in appello, senza restrizione alcuna e con disposizione autonoma rispetto a quella che - nel comma precedente - sottopone a restrizione l'accoglimento dell'istanza di ammissione di altre fonti di prova".

La Corte ha poi chiarito che detta produzione deve avvenire "tempestivamente e ritualmente", in sede di gravame, "entro il termine perentorio di cui all’art. 32, comma 1, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, di venti giorni liberi prima dell'udienza, applicabile in secondo grado stante il richiamo, operato dall'art. 61 del citato decreto, alle norme relative al giudizio di primo grado" e che possono, entro tali limiti, essere legittimamente prodotti in appello anche "documenti tardivamente prodotti in primo grado" (Cass. nn. 3661/2015 e 655/2014).

Nella specie, osservano i supremi giudici, “la produzione documentale è avvenuta contestualmente all’atto di appello e conseguentemente la documentazione doveva essere acquisita al processo e vagliata dai giudici della C.T.R.”.

NOTA

Con la sentenza n. 725 del 19.01.2010 la Corte di Cassazione aveva già affermato che "In tema di contenzioso tributario l’acquisizione d’ufficio dei documenti necessari per la decisione costituisce una facoltà discrezionale, attribuita alle commissioni tributarie dal D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 7, comma 3 il cui esercizio, peraltro, non può sopperire al mancato assolvimento dell’onere della prova, il quale grava sull’Amministrazione finanziaria, in qualità di attrice in senso sostanziale, e si trasferisce a carico del contribuente soltanto quando l’Ufficio abbia fornito indizi sufficienti per affermare la sussistenza dell’obbligazione tribut