Diario quotidiano del 9 maggio 2016: il contribuente sempre responsabile dell’omessa presentazione della dichiarazione

Pubblicato il 9 maggio 2016



1) Modello F24: istituite due causali contributo per l’Inps
2) Indennità di disoccupazione per tutti
3) Fondo di solidarietà residuale: come viene pagato l’assegno ordinario
4) Sabatini ter: chiarimenti sul momento di presentazione della domanda
5) Omessa presentazione della dichiarazione dei redditi: contribuente sempre responsabile
6) L’amministratore societario, iscritto all’albo professionale, non deve versare contributi previdenziali
7) Dichiarazioni reddituali (Campagna Red – redditi 2015): nuovo servizio online semplificato
8) Competenza alla gestione delle istanze di accesso alla procedura di accordo preventivo connessa all’utilizzo di beni immateriali
9) Dal Bonus Irpef alle spese di frequenza scolastica: circolare su oneri e detrazioni
10) Corresponsione di voucher per l'acquisto di servizi di baby-sitting: procedura telematica
 
  diario-quotidiano-articoli-7Indice: 1) Modello F24: istituite altre due causali contributo per l’Inps 2) Indennità di disoccupazione per tutti 3) Fondo di solidarietà residuale: ecco come viene pagato l’assegno ordinario 4) Sabatini ter: dal Mise chiarimenti sul momento di presentazione della domanda 5) Omessa presentazione della dichiarazione dei redditi: contribuente sempre responsabile 6) L’amministratore societario, iscritto all’albo professionale, non deve versare contributi previdenziali 7) Dichiarazioni reddituali (Campagna Red – redditi 2015): nuovo servizio online semplificato 8) Disposizioni concernenti l’attribuzione della competenza alla gestione delle istanze di accesso alla procedura di accordo preventivo connessa all’utilizzo di beni immateriali 9) Dal Bonus Irpef alle spese di frequenza scolastica: circolare con le risposte a Caf e operatori su oneri e detrazioni 10) Corresponsione di voucher per l'acquisto di servizi di baby-sitting: Procedura telematica  
  Modello_F241) Modello F24: istituite altre due causali contributo per l’Inps Modello F24: istituite altre due causali contributo per i versamenti all’Inps. Consentono all’ente previdenziale di riscuotere, tramite modello F24, i contributi per i lavoratori collocati in aspettativa per cariche sindacali e per cariche pubbliche elettive. Ampliata la platea delle causali contributo con “CPEO”, per i contributi a favore dei lavoratori dipendenti in aspettativa per cariche pubbliche elettive, e “ASOO”, per la contribuzione aggiuntiva sindacalisti. L’istituzione è avvenuta con due distinte risoluzioni dell’Agenzia delle entrate, la n. 36/E e la n. 37/E, del 5 maggio 2016. La contribuzione aggiuntiva sindacalisti è disciplinata dall’articolo 5 del Dlgs 564/1996: “A decorrere dal mese successivo alla data di entrata in vigore del presente decreto può essere versata, facoltativamente, una contribuzione aggiuntiva sull'eventuale differenza tra le somme corrisposte per lo svolgimento dell’attività sindacale ai lavoratori collocati in aspettativa ai sensi dell'art. 31 della citata legge n. 300 del 1970 e la retribuzione di riferimento per il calcolo del contributo figurativo di cui all'art. 8, ottavo comma, della citata legge n. 155 del 1981…”. I contributi per cariche pubbliche elettive, invece, sono previsti dall’articolo 38 della legge 488/1999: “I lavoratori dipendenti dei settori pubblico e privato, eletti membri del Parlamento nazionale, del Parlamento europeo o di assemblea regionale ovvero nominati a ricoprire funzioni pubbliche, che in ragione dell'elezione o della nomina maturino il diritto ad un vitalizio o ad un incremento della pensione loro spettante, sono tenuti a corrispondere l'equivalente dei contributi pensionistici, nella misura prevista dalla legislazione vigente, per la quota a carico del lavoratore, relativamente al periodo di aspettativa non retribuita loro concessa per lo svolgimento del mandato elettivo o della funzione pubblica…”. Le causali devono essere esposte nella sezione “Inps” dell’F24, in corrispondenza della colonna “importi a debito versati”. ******   2) Indennità di disoccupazione per tutti L’indennità di disoccupazione non si nega a nessuno. Ne possono fruire, infatti, anche i collaboratori delle pubbliche amministrazioni, esclusi l’anno scorso, e bastano due requisiti: la disoccupazione e tre mesi di contributi. Lo ha precisato l’Inps con la circolare n. 74 del 5 maggio 2016. Dunque, l’Inps ha esteso l'indennità ai co.co.co. di p.a., riferendosi a «tutti» gli iscritti alla gestione separata e non solo a quelli del settore privato. A chi abbia una partita Iva silente, cioè non produttrice di reddito, inoltre, l'Inps suggerisce di chiuderla prima di fare istanza di Dis-Coll: la sua presenza bloccherebbe la concessione. Il termine per fare domanda è di 68 giorni dalla fine della collaborazione. Per le cessazioni avvenute dal 1° gennaio al 5 maggio, il termine decorre da tale data. ----> Leggi tutto ******   3) Fondo di solidarietà residuale: ecco come viene pagato l’assegno ordinario Fondo di solidarietà residuale: Dall’Istituto previdenziale nazionale sono giunte le indicazioni operative per il pagamento dell’assegno ordinario. Difatti, l’Inps, con il messaggio n. 1985 del 5 maggio 2016, ha illustrato le operazioni a carico delle aziende, al fine di consentire l’istruttoria e il pagamento della prestazione direttamente in favore del lavoratore. Dunque con tale messaggio l’Istituto ha fornito le istruzioni operative per la gestione del pagamento diretto dell’assegno ordinario dovuto dal Fondo di solidarietà Residuale allo scopo di assicurare una tutela, in costanza di rapporto di lavoro, ai dipendenti dei datori di lavoro appartenenti a settori non rientranti nel campo di applicazione della normativa in materia di integrazione salariale, purché con più di quindici dipendenti e per i quali non siano stati costituiti Fondi di solidarietà bilaterali o Fondi di solidarietà bilaterali. Al fine di consentire l’istruttoria e il pagamento della prestazione direttamente in favore del lavoratore, le aziende, una volta inoltrata domanda alla sede territorialmente competente, devono operare come segue: - devono trasmettere per ciascun lavoratore interessato il Mod. SR41 collegandosi al sito ww.inps.it>Servizi online>sezione Servizi per le aziende e consulenti>CIG> Invio richieste pag. dir SR41; - devono comunicare, tramite PEC, alla struttura territoriale INPS competente per il rilascio della relativa autorizzazione di pagamento, la delibera di concessione del Comitato amministratore del Fondo, nella quale sono indicati il periodo, le ore, il numero dei lavoratori e l’importo autorizzato. L’erogazione della prestazione è gestita per il tramite della procedura Sistema Unico per le prestazioni a sostegno del reddito. E’ stabilito a carico del datore di lavoro un contributo addizionale pari al 3%, per le imprese che occupano fino a 50 dipendenti, e al 4,50%, per le imprese che occupano più di 50 dipendenti. Il contributo, così individuato, è calcolato sulle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali perse dai lavoratori interessati alle prestazioni e le modalità applicative concernenti le richieste e il recupero del contributo addizionale dovuto in ragione dei pagamenti diretti effettuati dall’Istituto saranno comunicate con successivo messaggio. ******   clessidra4) Sabatini ter: dal Mise chiarimenti sul momento di presentazione della domanda FAQ del Mise sulla Sabatini ter: Il Ministero dello Sviluppo Economico, nei giorni scorsi, ha fornito precisazioni sulla data di presentazione della domanda ed altro ancora. Viene chiarito che ai fini della data di presentazione della domanda vale il giorno di invio a mezzo PEC alla banca/società di leasing prescelta e non la data di firma del modulo. Ulteriore chiarimento è quello che per un'impresa che opera nel settore trasporti sono ammissibili le spese relative al solo acquisto dei mezzi e delle attrezzature di trasporto qualora sostenute nell’ambito di un programma di investimenti rientrante in una delle seguenti tipologie di investimento... ---> Leggi tutto   ****** 5) Omessa presentazione della dichiarazione dei redditi: contribuente sempre responsabile Omessa presentazione della dichiarazione dei redditi: contribuente sempre responsabile: La delega al professionista non lo libera dal reato. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18845 del 5 maggio 2016, ha ribadito che, in n tema di reati tributari, l’affidamento ad un professionista dell’incarico di predisporre e presentare la dichiarazione annuale dei redditi non esonera il soggetto obbligato dalla responsabilità penale per il delitto di omessa dichiarazione. L’art. 5 del DLgs. 74/2000 fonda la punibilità per chiunque, al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, non presenti, essendovi obbligato, una delle dichiarazioni relative a dette imposte, quando l’imposta evasa sia superiore alla soglia stabilita dalla norma stessa. Peraltro, la riforma del sistema sanzionatorio penal-tributario attuata con il D.Lgs. 158/2015 ha inciso sia sull’entità di tale soglia (passata da 30.000 a 50.000 euro), sia sull’entità della reclusione (da un anno e mezzo a quattro anni). La norma tributaria considera come personale e non delegabile il relativo dovere. Come per gli altri reati dichiarativi, sono soggetti attivi di tale illecito tutti i soggetti obbligati alla presentazione delle dichiarazioni dei redditi e IVA. Tuttavia, la prova del dolo specifico di evasione non deriva dalla semplice violazione dell’obbligo dichiarativo né da una “culpa in vigilando” sull’operato del professionista, che trasformerebbe il rimprovero per l’atteggiamento antidoveroso da doloso in colposo, ma dalla ricorrenza di elementi fattuali dimostrativi che il soggetto obbligato ha consapevolmente preordinato l’omessa dichiarazione all’evasione dell’imposta per quantità superiori alla soglia di rilevanza penale (Cass. n. 37856/2015). Dunque, la Suprema Corte ricorda la necessità della sussistenza del dolo specifico di evasione, cioè la prova che l’omessa dichiarazione fosse preordinata proprio all’evasione dell’imposta e per le quantità superiori alla soglia della rilevanza penale (dunque nella consapevolezza del loro ammontare). In tal senso, viene rifiutata ogni forma di cosiddetto “dolus in re ipsa”, cioè di coscienza e volontà desumibile “automaticamente” dal fatto illecito. Gli obblighi fiscali, infatti, hanno carattere strettamente personale e non ammettono sostituti ed equipollenti poiché essi rispondono ad una speciale finalità di diritto tributario, quale quella di colpire il complesso dei redditi tassabili. Pertanto i predetti obblighi non possono considerarsi adempiuti dal contribuente con il semplice conferimento dell’incarico ad uno studio professionale, dato che ciò comporterebbe una estrema facilità di evasione. Il discorso cambia, invece, nel caso in cui l’indagato sia il commercialista, chiamato a rispondere del reato quale istigatore, per avere, nella sua qualità di tenutario delle scritture contabili dell’impresa e incaricato della redazione e trasmissione delle dichiarazioni dei redditi, prestato la propria opera in continuativa difformità rispetto ai suoi doveri professionali e omettendo, poi, ogni adempimento utile per ripristinare la legalità, pur avendo continuato per lungo tempo ad assistere professionalmente il suo cliente (Cass. n. 24967/2015). In tema di elementi probatori, la Cassazione ribadisce che il giudice può fare legittimamente ricorso ai verbali di constatazione redatti dalla Guardia di Finanza ai fini della determinazione dell’ammontare dell’imposta evasa, nonché ricorrere all’accertamento induttivo dell’imponibile quando le scritture contabili imposte dalla legge siano state irregolarmente tenute. ******   6) L’amministratore societario, iscritto all’albo professionale, non deve versare contributi previdenziali amministratore di società, che sia anche professionista, non è tenuto a versare contributi alla cassa previdenziale di appartenenza. In materia previdenziale, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9046 del 5 maggio 2016, respingendo il ricorso avanzato alla cassa previdenziale, ha stabilito che l'iscrizione all'albo professionale non è motivo sufficiente a far si che il professionista che svolge l'incarico di amministratore di società debba versare alla medesima i contributi previdenziali. Nel caso di specie, il professionista amministrava una società senza incarichi operativi e l'attività non era riconducibile alla sua professione: inutile, con queste basi, invocare un onere contributivo in carico al professionista da parte della cassa di categoria, poiché mancano i presupposti fondamentali previsti dalla legge che impongono il versamento di detti contributi. Infatti, al di là dell'iscrizione all'albo professionale, i giudici della Suprema Corte non hanno ravvisato né lo svolgimento di un'attività connessa alla professione del soggetto, né l'assenza di altra copertura previdenziale, dato che lo stesso era iscritto all'Inps. ******   7) Dichiarazioni reddituali (Campagna Red – redditi 2015): nuovo servizio online semplificato I pensionati beneficiari di prestazioni collegate al reddito, tenuti per legge ad inviare all’Inps le dichiarazioni reddituali, possono inviare direttamente la Dichiarazione utilizzando il nuovo servizio online Red semplificato in modo rapido e semplice seguendo il percorso: Home > Servizi Online > Accedi ai servizi>Per tipologia di utente > Cittadino. In alternativa possono trasmettere la dichiarazione tramite Caf o liberi professionisti convenzionati. In tal caso i pensionati devono prima scaricare la Richiesta di Dichiarazione con la stringa da fornire all’intermediario convenzionato accedendo con il proprio Pin al servizio Dichiarazione Reddituale tramite intermediari - Stampa Richiesta seguendo il percorso: Home > Servizi Online > Accedi ai servizi> Per tipologia di utente > Cittadino. (Inps, nota del 06/05/2016) ******   8) Disposizioni concernenti l’attribuzione della competenza alla gestione delle istanze di accesso alla procedura di accordo preventivo connessa all’utilizzo di beni immateriali disciplinate con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 1° dicembre 2015. Patent box, per le imprese con ricavi inferiori a 300 milioni di euro la competenza passa alle Direzioni Regionali. Confermata la competenza dell’Ufficio Accordi preventivi e controversie internazionali per le altre. Confermata la competenza dell’Ufficio Accordi preventivi e controversie internazionali della Direzione Centrale Accertamento sulla gestione delle istanze di accordo preventivo presentate dalle imprese con un volume d’affari o ricavi pari o superiori a 300 milioni di euro, a prescindere dal domicilio fiscale. Alle Direzioni Regionali ed alle Direzioni Provinciali di Trento e di Bolzano passa, invece, la competenza per le istanze presentate dalle imprese con un volume d’affari o ricavi inferiori a 300 milioni di euro. È quanto stabilisce il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 67014 del 6 maggio 2016. L’individuazione delle nuove competenze si è resa necessaria per far fronte all’elevato numero di richieste presentate successivamente all’emanazione del provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 1° dicembre 2015 e per consentire una gestione più efficiente delle procedure. Nei casi di incertezza in merito all’individuazione dell’articolazione competente a gestire l’istanza, le imprese possono presentare richiesta di chiarimenti all’indirizzo di posta elettronica dc.acc.accordi@agenziaentrate.it. ******   9) Dal Bonus Irpef alle spese di frequenza scolastica: circolare con le risposte a Caf e operatori su oneri e detrazioni Le spese per la mensa scolastica possono essere detratte in dichiarazione dei redditi anche se il servizio è fornito dal Comune o da altri soggetti terzi rispetto alla scuola, purché il bonifico o la ricevuta di pagamento contenga anche i dati dell’alunno e della scuola. Poiché non erano state ancora fornite istruzioni in materia, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che nel caso in cui la documentazione dei pagamenti del servizio mensa per il 2015 sia incompleta, basterà annotare i dati relativi all’alunno o alla scuola sul documento di spesa. Sono queste alcune delle precisazioni contenute nella circolare n. 18/E del 6 maggio 2016, con cui l’Agenzia delle entrate ha fornito le risposte ad alcuni quesiti relativi alle spese detraibili formulati dai Caf e dagli operatori del settore. Installazione dei sistemi di contabilizzazione del calore nei condomini Nella circolare, l’Agenzia chiarisce in che misura sono agevolabili le spese per l’installazione di contatori individuali nei condomini al fine di misurare l’effettivo consumo di calore o di raffreddamento o di acqua calda delle singole unità immobiliari o di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore. Queste spese sono ammesse alla detrazione prevista per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio in quanto sono finalizzati al conseguimento di risparmio energetico (per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2016, la detrazione è pari al 50% per un importo massimo di spesa di 96mila euro). Le Entrate specificano che queste spese danno diritto alla detrazione più vantaggiosa prevista per interventi di riqualificazione energetica (pari al 65% della spesa su un massimo di 30mila euro) nel caso in cui l’installazione avviene insieme alla sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti dotati di caldaie a condensazione oppure con pompe di calore ad alta efficienza o con impianti geotermici a bassa entalpia. Bonus Irpef nei modelli UnicoPf/2016 e 730/2016 – Qualora il datore di lavoro non abbia potuto riconoscere l’agevolazione prevista per i lavoratori dipendenti ovvero per i ricercatori e i docenti, il contribuente può fruirne direttamente nella dichiarazione dei redditi. A tal fine i contribuenti devano indicare nella casella “Casi particolari” (nella quadro C del modello 730/2016 oppure quadro RC del modello Unico Pf 2016): il codice “1” se vogliono fruire in dichiarazione dell’agevolazione prevista per i lavoratori dipendenti il codice “2” se vogliono fruire in dichiarazione dell’agevolazione prevista per i docenti e ricercatori Spese sanitarie e spese di istruzione – Come chiarito nella circolare n. 3/E del 2016, le spese per la mensa scolastica rientrano tra le spese di istruzione scolastica e pertanto sono agevolabili anche se il servizio è fornito da soggetti diversi dalla scuola. Per fruire dell’agevolazione, nella causale del bonifico o del bollettino postale andranno indicati il servizio mensa, il nome e cognome dell’alunno e la scuola di frequenza. I contribuenti che pagano il servizio in contanti o con altre modalità diverse dal bonifico (es. bancomat o buoni mensa), dovranno chiedere alla scuola o al soggetto che riceve il pagamento un’attestazione che certifichi l’ammontare della spesa sostenuta nell’anno e i ******   10) Corresponsione di voucher per l’acquisto di servizi di baby-sitting: Procedura telematica spesometroNuova circolare Inps sulla corresponsione di voucher per l’acquisto di servizi di baby-sitting: Procedura telematica. L’articolo 4, comma 24, lettera b) della legge 28 giugno 2012, n.92, ha introdotto in via sperimentale, per il triennio 2013 – 2015, la possibilità per la madre lavoratrice di richiedere, al termine del congedo di maternità ed entro gli undici mesi successivi... ---> Leggi tutto   Vincenzo D’Andò