Diario quotidiano del 31 maggio 2016: in arrivo la tracciabilità dei voucher lavoro

Pubblicato il 31 maggio 2016



1) Cassazione sul falso valutativo dei bilanci societari
2) Modello Unico 2016: quadri per soggetti forfettari
3) Novità Imu-Tasi per l’anno d’imposta 2016
4) Versamenti a saldo 2015 e 1° acconto Irpef 2016
5) Riforma del Jobs act: in arrivo la tracciabilità dei voucher
6) Black list: contraddittorio prima dell’atto impositivo
7) Modello F24: istituiti codici tributo per start up e banche coop
8) Terreni agricoli, C.M. n. 9/1993, esenti da IMU
9) Consulenti del lavoro: protezione dell’attività professionale
10) La falcidia dell’IVA nelle procedure pre-concorsuali nella recente giurisprudenza comunitaria: documenti della FNC
11) Imposta sulle transazioni finanziarie: Stati o territori con i quali non sono in vigore accordi per lo scambio di informazioni o per l’assistenza al recupero crediti
12) Detrazioni ad Onlus extralarge
 
diario-quotidiano-articoli-8Indice: 1) Cassazione sul falso valutativo dei bilanci societari 2) Modello Unico 2016: quadri per soggetti forfettari 3) Novità Imu-Tasi per l’anno d’imposta 2016 4) Versamenti a saldo 2015 e 1° acconto Irpef 2016 5) Riforma del Jobs act: in arrivo la tracciabilità dei voucher 6) Black list: contraddittorio prima dell’atto impositivo 7)  F24: istituiti codici tributo per start up e banche coop 8) Terreni agricoli, ricompresi nella C.M. n. 9/1993, esenti da IMU 9) Consulenti del lavoro: protezione dell’attività professionale a 360° 10) La falcidia dell’IVA nelle procedure pre-concorsuali nella recente giurisprudenza comunitaria: documenti della FNC 11) Imposta sulle transazioni finanziarie: Stati o territori con i quali non sono in vigore accordi per lo scambio di informazioni o per l’assistenza al recupero crediti 12) Detrazioni ad Onlus extralarge  
  1) Cassazione sul falso valutativo dei bilanci societari Spetta al giudice valutare la potenzialità ingannevole della irregolare informazione contenuta nel bilancio. Lo dice la Cassazione, a sezioni unite, con la sentenza n. 22474 del 27 maggio 2016. In particolare, la Corte afferma che i fatti, per trovare allocazione in bilancio, devono essere «raccontati» in unità monetarie e dunque valutati. Ne deriva che rilevanti falsità nelle valutazioni, idonee a ingannare i destinatari del bilancio e a determinare scelte potenzialmente pregiudizievoli per gli stessi, configurano situazioni rilevanti ai fini dei novellati artt. 2621, 2621-bis e 2622 del codice civile. Le sezioni unite, con una pronuncia composta da 29 pagine, hanno chiarito che «il bilancio in tutte le sue componenti è un documento dal contenuto essenzialmente valutativo in cui confluiscono dati certi (per esempio, costo di acquisto di un bene) e dati stimati (per esempio, prezzo di mercato di una merce) e dati congetturati (per esempio, quote di ammortamento) e dunque, sterilizzare il bilancio con riferimento al suo contenuto valutativo significherebbe negarne la funzione e stravolgerne la natura». In virtù di ciò alla Corte non appare corretta «l'opzione ermeneutica che intende contrapporre i fatti materiali, da esporsi in bilancio, alle valutazioni, che pure in bilancio compaiono; e ciò in ragione del fatto che un bilancio non contiene fatti, ma il racconto di tali fatti. Vale a dire: un fatto, per quanto materiale, deve comunque, per trovare collocazione in un bilancio, essere raccontato in unità monetarie e, dunque, valutato». Di qui la rilevanza delle valutazioni e l'irrilevanza della abrogazione della precisazione «ancorché oggetto di valutazione», che va intesa in senso concessivo, in quanto rappresentava, cioè, solo una mera specificazione/chiarificazione. Ne deriva che l'oggetto della vigente norma incriminatrice viene a corrispondere a quello della precedente. Eliminato ogni riferimento alle soglie percentuali di rilevanza delle valutazioni, infine, le sezioni unite ricordano come la nuova normativa affida al giudice in concreto la valutazione dell'incidenza della falsa appostazione o della arbitraria preterizione della stessa. Al magistrato sarà, quindi, demandata la valutazione della potenzialità decettiva della irregolare informazione contenuta nel bilancio e lo stesso «dovrà esprimere un giudizio prognostico sulla idoneità degli artifici e raggiri contenuti nel predetto documento contabile, nell'ottica di una potenziale induzione in errore». ******   unico162) Modello Unico 2016: quadri per soggetti forfettari In relazione agli adempimenti dichiarativi, i contribuenti che hanno aderito al regime forfetario nel 2015, devono anche compilare il quadro RS di Unico PF 2016 relativo alle informazioni supplementari, e questo in barba alle tanto decantate semplificazioni contabili, considerato che si tratta di un regime agevolato. Peraltro, l’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 10/E/2016, ha fornito le indicazioni riguardo le modalità attraverso le quali fornire tali indicazioni. Quadro LM Sez. II: ricavi e compensi L’art. 1, comma 64, Legge n. 190/2014 prevede che il reddito imponibile sia determinato applicando all’ammontare dei ricavi o compensi percepiti il coefficiente di redditività previsto in relazione al codice ATECO che contraddistingue l’attività esercitata. ---> Leggi tutto ******   3) Novità Imu-Tasi per l’anno d’imposta 2016 Novità per Imu e Tasi 2016: Si avvicina la scadenza (16 giugno 2016) per pagare la prima rata di acconto. In vista della scadenza di giugno, vediamo come effettuare il calcolo e il pagamento di Imu e Tasi 2016 e facciamo un breve riepilogo su esenzioni e riduzioni. Anche quest’anno i cittadini devono versare le aliquote Imu e Tasi 2016, ma sono previste novità e cambiamenti rispetto al 2015. Con l’entrata in vigore della Legge di Stabilità, infatti, i proprietari di alcune tipologie di immobili e contratti potranno usufruire di sconti ed esenzioni. ---> Leggi tutto ******   4) Versamenti del saldo 2015 e 1° acconto Irpef 2016 Coloro che sono obbligati alla presentazione del Modello Unico 2016 (periodo d’imposta 2015), come quelli che hanno conseguito redditi nell’anno 2015 e non rientrano nei casi di esonero e coloro che sono obbligati alla tenuta delle scritture, devono, entro il 16 giugno, provvedere al versamento delle imposte dovute a saldo che risultano dalla dichiarazione, comprese quelle relative al primo acconto 2016. Il saldo Irpef e relative addizionali risultanti dal Modello Unico, e l’eventuale prima rata di acconto, devono essere versati entro il 16 giugno, ovvero entro i successivi trenta giorni con una maggiorazione dello 0,40 %, utilizzando il Modello di versamento F24. Se, però, le imposte risultanti dalla dichiarazione dei redditi non superano ciascuna l’importo di 12,00 euro, i versamenti non devono essere effettuati. Inoltre, le imposte dovute possono essere rateizzate in rate di pari importo entro e non oltre il mese di novembre 2016, mese di scadenza del pagamento della seconda rata di acconto. L’importo dovuto a saldo è quello indicato all’interno del rigo «RN34», denominato «Differenza», di Unico 2016. L’acconto è dovuto nella misura del 40% sul 100%. A novembre è poi dovuto nella misura del 60%. Se l’importo del rigo «Differenza» del rigo «RN34», ovvero del rigo «RN61», non supera l’importo di 51,65 euro, l’acconto non è dovuto. Individuazione dell’importo da versare a saldo della cedolare secca L’importo dovuto a saldo dell’imposta sostitutiva è quello indicato al rigo «RB11» colonna 11, denominato «Imposta a debito», di Unico 2016. Individuazione dell’importo da versare in acconto della cedolare secca Da quest’anno l’ammontare dell’acconto relativo alla cedolare secca deve essere riportato in Unico 2016 all’interno del rigo «RB12». In particolare, l’importo di riferimento, al fine del calcolo dell’acconto, è il 95% di quello indicato all’interno della colonna 3 del rigo «RB11» denominata «Totale imposta cedolare secca». Individuazione dell’importo da versare a saldo dell’imposta sostitutiva per «minimi» e «forfetari» L’importo dovuto a saldo dell’imposta sostitutiva è quello indicato al rigo «LM46», denominata “Imposta a debito”, di Unico 2016. Individuazione dell’importo da versare in acconto dell’imposta sostitutiva per «minimi» e «forfetari» L’importo degli acconti deve essere calcolato nella misura del 100% dell’ammontare «Differenza» di cui al rigo «LM42». In particolare, se tale importo: - è inferiore a 257,52 euro, l’acconto è dovuto in unica soluzione; - è superiore a 257,52 euro, l’acconto è dovuto in due soluzioni, la prima del 40% e la seconda del 60%. Inoltre, se l’importo del rigo «Differenza» del rigo «LM42» non supera l’importo di 51,65 euro, l’acconto non è dovuto. ******   5) Riforma del Jobs act: in arrivo la tracciabilità dei voucher E’ in arrivo la tracciabilità dei voucher per contrastare gli abusi: almeno 60 minuti prima dell’inizio della prestazione lavorativa, con un sms o con la posta elettronica, il committente (l'imprenditore o il professionista) dovrà comunicare alla sede territoriale dell'Ispettorato del lavoro i dati anagrafici del lavoratore nonché il luogo e la durata dell'impiego accessorio. Ogni violazione costerà cara: Si prevedono sanzioni amministrative da 400 a 2.400 euro, in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione. La tracciabilità dei buoni lavoro, per favorire un utilizzo corretto dello strumento, è contenuta nella bozza del Dlgs con i primi correttivi al Jobs act atteso al prossimo Consiglio dei ministri. Verrebbe poi confermato il limite di utilizzo dei 7mila euro per la prestazione complessiva e di 2mila euro per la prestazione svolta per ogni singolo committente. Diverso è il caso dell’agricoltura dove non vale più il limite per ciascun committente, ma solo limite complessivo di 7mila euro per lavoratore. ******   contraddittorio_immagine6) Black list: contraddittorio prima dell’atto impositivo Anche se la nullità non è espressamente prevista dalla norma, è illegittimo l’accertamento in mancanza del contraddittorio preventivo prima dell’emissione dell’atto impositivo. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 10988 del 27 maggio 2016, riferita a una rettifica per costi black list non preceduta da invito a fornire chiarimenti al contribuente. Nel caso analizzato le Entrate avevano notificato un avviso di accertamento a una società contestando la deducibilità di costi riferiti ad operazioni con Paesi a fiscalità privilegiata non indicati separatamente in dichiarazione. ******   7) Modello F24: istituiti codici tributo per start up e banche coop Decadenza dagli incentivi start up: l’Agenzia delle entrate ha istituito i codici per il recupero dell’Ires. Consentono ai soggetti che hanno aderito al consolidato o al regime di trasparenza fiscale, di restituire, tramite F24, lo sconto relativo all’imposta sui redditi societari I contribuenti che, successivamente alla fruizione del beneficio previsto per chi investe in start up innovative, decadono dalle agevolazioni, devono utilizzare, per versare le somme dovute a titolo di recupero dell’Ires e dell’addizionale Ires per il settore petrolifero e gas, rispettivamente, i codici tributo “2016” e “2017”. (Agenzia delle entrate, risoluzione n. 44/E del 30 maggio 2016) ****** Banche di credito cooperativo: Codice tributo Modello F24: Istituito il codice tributo (“1200”) con cui le banche di credito cooperativo, che presentano alla Banca d’Italia istanza di conferimento delle rispettive aziende bancarie a una medesima società per azioni autorizzata all’esercizio dell’attività bancaria, dovranno versare al bilancio dello Stato un importo pari al 20% del patrimonio netto al 31 dicembre 2015. (Agenzia delle entrate, risoluzione n. 43/E del 30 maggio 2016) ******   8) Terreni agricoli, ricompresi nella C.M. n. 9/1993, esenti da IMU Si ritorna all’antico: Come avveniva negli anni precedenti, i terreni agricoli sono esenti da IMU per l’anno 2016, se inseriti nella circolare del MEF n. 9/1993. E’ questa una precisazione contenuta nel comunicato pubblicato il 30 maggio 2016 dal Ministero dell’Economia e finanze sul proprio sito internet, in occasione delle prossime scadenze IMU, IMU-TASI: 16 GIUGNO VERSAMENTO DELLA PRIMA RATA Il 16 giugno 2016 scade il termine per il versamento della prima rata dell’IMU e della TASI, che deve essere calcolata sulla base delle aliquote e delle detrazioni applicabili nell’anno 2015. E’ importante, però, evidenziare due novità fondamentali introdotte dalla legge di stabilità 2016. La prima concerne la TASI e consiste nell’esclusione da tale tributo dell’abitazione principale, ad eccezione di quella classificata nelle categorie catastali A/1, A/8 ed A/9. Pertanto, sin dal versamento della prima rata - oltre all’IMU, già esente - non è più dovuta neanche la TASI: sia per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale dal possessore; sia per quella destinata ad abitazione principale dall’occupante; in quest’ultimo caso, la TASI resta dovuta solo dal possessore, che verserà l’imposta nella misura percentuale stabilita nel regolamento applicabile nell’anno 2015 oppure, in mancanza di una specifica disposizione del comune, nella misura del 90 per cento. La definizione di abitazione principale ai fini della TASI è la medesima prevista per l’IMU, per cui il versamento della TASI - a meno che non si tratti di abitazioni classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 - non è dovuto anche per tali ipotesi: una ed una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d'uso; le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, ivi incluse le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in deroga al richiesto requisito della residenza anagrafica; i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture 22 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno 2008; la casa coniugale assegnata al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio; un unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e, fatto salvo quanto previsto dall'art. 28, comma 1, del D.Lgs. 19 maggio 2000, n. 139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica. La seconda novità importante riguarda l’IMU ed è rappresentata dal nuovo regime di esenzione per i terreni agricoli, applicabile già dal versamento della prima rata. In particolare, sono esenti i terreni agricoli: ubicati nei comuni compresi nell’elenco di cui alla circolare del Ministero delle finanze n. 9 del 14 giugno 1993; se accanto all’indicazione del comune è riportata l'annotazione parzialmente delimitato, sintetizzata con la sigla "PD", significa che l'esenzione opera limitatamente ad una parte del territorio comunale; posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali di cui all'art. 1 del D. Lgs. n. 99 del 2004, iscritti nella previdenza agricola, indipendentemente dalla loro ubicazione; situati nei comuni delle isole minori di cui all'allegato A annesso alla legge n. 448 del 2001; a immutabile destinazione agrosilvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile. (Ministero delle Finanze, comunicato del 30 maggio 2016) ******   9) Consulenti del lavoro: protezione dell’attività professionale a 360° La Consulenza del Lavoro è un'attività riservata agli iscritti all'albo professionale e chi esercita abusivamente la professione è colpevole di reato. La tutela della specificità dell'attività professionale è stata, infatti, ribadita più volte dalla giurisprudenza, che con le ultime sentenze emesse colpisce qualsiasi ipotesi di abusivismo professionale nelle diverse fattispecie attraverso le quali si può configurare questo reato. Nel parere n. 6 del 30 maggio 2016 della Fondazione Studi del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro è contenuto un excusurs delle ultime pronunce giurisprudenziali così come alcuni esempi in cui si punisce l'abusivismo professionale. Un esempio punibile è rappresentato dal caso in cui il praticante Consulente del Lavoro, regolarmente iscritto all'albo, non si limiti a svolgere compiti di natura meramente esecutiva che caratterizzano il praticantato, ma svolge in pieno l'attività di consulenza del lavoro. ******   10) La falcidia dell’IVA nelle procedure pre-concorsuali nella recente giurisprudenza comunitaria: documenti della FNC La falcidia dell’IVA nelle procedure pre-concorsuali nella recente giurisprudenza comunitaria: E’ questo uno dei documenti della Fondazione Nazionale Commercialisti pubblicati sul proprio sito il 30 maggio 2016. Tra gli altri pubblicati nello stesso giorno: - Stati e territori a fiscalità privilegiata (cc.dd. paesi "black list") nel reddito d'impresa: il nuovo criterio di individuazione. - La formazione del mediatore. Comprendere le ragioni dei conflitti per trovare le soluzioni. - Indagine sull'attività professionale del commercialista: le valutazioni. - Check list - IRAP 2016 (anno 2015). ******   11) Imposta sulle transazioni finanziarie: Stati o territori con i quali non sono in vigore accordi per lo scambio di informazioni o per l’assistenza al recupero crediti Dal 1° gennaio 2016 gli Stati o territori con i quali non sono in vigore accordi per lo scambio di informazioni o per l’assistenza al recupero crediti sono gli Stati diversi da quelli indicati di seguito: Australia; Austria; Belgio; Bulgaria; Cipro; Corea del Sud; Danimarca; Estonia; Federazione russa; Finlandia; Francia; Germania; Grecia; India; Irlanda; Islanda; Lettonia; Liechtenstein; Lituania, Lussemburgo, Malta, Mauritius, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca, Romania, San Marino, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Stati Uniti d’America, Ungheria Il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate n. 84383 del 30 maggio 2016 sostituisce ed aggiorna il precedente elenco tenuto conto, da un lato, che dal 1° gennaio 2016 è entrato in vigore il Protocollo di modifica dell’accordo tra la Comunità e il Principato del Liechtenstein che stabilisce misure equivalenti a quelle stabilite nella Direttiva 2003/48/CE del Consiglio in materia di tassazione dei redditi da risparmio sotto forma di pagamenti, approvato con la Decisione (UE) 2015/2453 del Consiglio dell’8 dicembre 2015; e, dall’altro lato, delle Convenzioni contro le doppie imposizioni e per prevenire frodi fiscali e dei relativi Protocolli tra la Repubblica italiana e i seguenti Paesi: Repubblica di Corea, Federazione Russa, Mauritius, Repubblica di San Marino. ******   12) Detrazioni ad Onlus extralarge Sono aumentante le detrazioni delle erogazioni liberali alle ONLUS. E’ una novità di quest’anno: I contribuenti che effettuano erogazioni e donazioni in denaro in favore di ONLUS ed enti benefici possono ottenere rilevanti detrazioni fiscali nel modello 730/2016 e nel modello Unico PF 2016. La novità, che interessa la prossima dichiarazione dei redditi, riguarda l’aumento dell’importo massimo delle erogazioni liberali a favore delle ONLUS. Con la Legge di Stabilità 2015 (Legge 23 dicembre 2014, n. 190), a partire dal 2015 è stato, infatti, innalzato l’importo massimo delle erogazioni liberali a favore delle ONLUS, che passa così da 2.065 a 30.000 euro annui. In particolare, beneficiano della detrazione nella misura del 26% le erogazioni liberali effettuate a favore delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, nei Paesi non appartenenti all’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). Come è noto, per le persone fisiche, le agevolazioni fiscali previste per le donazioni, erogazioni e liberalità effettuate a favore delle ONLUS possono essere, a scelta del contribuente di due tipi: - deducibilità per le donazioni in denaro o in natura, nel limite massimo del 10% del reddito complessivo dichiarato, nella misura massima di 70 mila euro per anno; - detrazione IRPEF 26% nel limite massimo di 30.000 euro, per una detrazione fiscale complessiva di 7.800 euro.   Vincenzo D’Andò