Rassegna giurisprudenziale del mese di aprile 2016: la cessione di azienda

continuiamo l’analisi della giurisprudenza tributaria relativa alla complessa operazione di cessione d’azienda facendo particolare attenzione alle imposte dirette

Premessa

Dopo aver scorso la rassegna delle sentenze di legittimità, e delle principali di merito, sul tema della cessione di azienda dissimulata, restiamo sempre nel campo delle cessioni di azienda, trattando ed illustrando la giurisprudenza relativa stavolta all’argomento generale.

Precisiamo che non terremo conto del dibattuto tema della applicabilità del maggior valore determinato ai fini dell’imposta di registro anche ai fini delle imposte dirette, in quanto esso è stato definitivamente risolto dal D.Lgs. 147/2015.

 

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Il concetto di ramo di azienda nell’art. 2112 c.c.

L’autonomia di un settore dell’azienda, nel quadro della complessiva organizzazione, non può essere desunto esclusivamente dal numero di persone e di mezzi assegnati ad uno specifico servizio, trattandosi di elemento di per sè neutro e non idoneo da solo a provarne l’autonomia nell’ambito della complessiva struttura aziendale; nè la Corte indica altri elementi a sostegno del proprio convincimento. L’elemento che giustifica l’autonomia del ramo di azienda nell’ambito della più ampia struttura aziendale va individuato piuttosto nella organizzazione di beni e di persone al fine della produzione di determinati beni materiali o di particolari servizi per il conseguimento di specifiche finalità produttive dell’impresa (nella nuova formulazione dell’art. 2112 c.c., comma 5, il ramo di azienda viene definito come “articolazione funzionalmente autonoma di un’attività economica organizzata, identificata come tale dal cedente e dal cessionario al momento del suo trasferimento”. Se per ramo di azienda si intende un complesso di beni e di persone organizzato per la produzione di specifici beni o servizi, nel suo trasferimento non possono non restare coinvolti, in tutto o in parte, anche i beni ed il personale che prestavano l’indispensabile assistenza alla specifica produzione, anche se nell’organizzazione aziendale facevano parte di una struttura a se stante. Ragionando diversamente si perverrebbe a risultati del tutto contrastanti con le finalità dell’art. 2112 c.c., in quanto il personale addetto al servizio di supporto, una volta intervenuta la cessione del ramo di azienda cui prestavano assistenza, risulterebbe eccedente rispetto alle ormai ridotte esigenze dell’impresa e sarebbe esposto al rischio di licenziamento. In questa ottica il frazionamento di un preesistente ramo di azienda, destinato a prestare assistenza logistica ad altri rami, ed il trasferimento al cessionario dei rapporti di lavoro di parte dei dipendenti ad esso addetti, esperite le necessario consultazioni sindacali, non sembra in contrasto con le finalità e la lettera dell’art. 2112 c.c.. Tale possibilità sembra essere aprioristicamente esclusa dalla Corte di Appello, avendo quel giudice affermato che l’art. 2112 c.c. poteva trovare applicazione soltanto se fosse stato ceduto per intero il ramo di azienda gestione parco automezzi. Partendo da tale erroneo punto di vista il giudice del gravame ha anche omesso di prendere in esame gli accordi raggiunti in sede sindacale in occasione della cessione del settore tradizionale alla s.p.a..

(Cassazione, sezione lavoro, sentenza n. 6292/2006)

 

 

Come applicare le imposte “ipocatastali” nelle cessioni di aziende che comprendono immobili

In tema di imposte ipotecaria e catastale, ove venga trasferito un complesso aziendale comprendente beni immobili, la base imponibile va determinata secondo la disciplina ordinaria dell’imposta di registro applicabile agli immobili in sé considerati – avendo ad oggetto le imposte ipotecaria e catastale formalità riguardanti solo i beni immobili -, e quindi al netto dei soli debiti ad essi strettamente inerenti, e non anche, come per l’imposta di registro (art. 51, quarto comma, del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131), della quota parte di passività relative all’azienda nel suo complesso. Viene pertanto rigettata la sentenza della…

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