Le Entrate spiegano il credito d’imposta a favore degli enti di previdenza

Tutti i chiarimenti sul credito d’imposta in favore degli enti di previdenza obbligatoria e delle forme di previdenza complementare

Le Entrate spiegano il credito d’imposta a favore degli enti di previdenza

Sul credito d’imposta in favore degli enti di previdenza obbligatoria e delle forme di previdenza complementare si è soffermata l’Agenzia delle entrate con la circolare n. 14/E del 27 aprile 2016. Si tratta di un importante agevolazione fiscale.

Credito d’imposta

Alle casse di previdenza viene riconosciuto un credito d’imposta pari alla differenza tra l’ammontare delle ritenute e imposte sostitutive applicate nella misura del 26% sui redditi di natura finanziaria e l’ammontare di tali ritenute e imposte sostitutive computate nella misura del 20% (articolo 1, comma 91, della legge 190/2014). I proventi percepiti devono però essere assoggettati alle ritenute e alle imposte sostitutive “effettivamente” e devono essere investiti in determinate attività a carattere finanziario a medio o lungo termine.

Non imponibilità del credito

Il credito non concorre alla formazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi né alla determinazione del valore della produzione netta ai fini Irap. Non rileva, inoltre, né ai fini della determinazione della quota di interessi passivi deducibile dal reddito d’impresa né della determinazione della quota di spese e altri componenti negativi diversi dagli interessi passivi deducibile dal reddito d’impresa.

Possibilità di compensare

Potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di effettuazione degli investimenti previsti. Non sarà inoltre vincolato al rispetto dei limiti di compensabilità previsti dall’articolo 1, comma 53, della legge 244/2007 e dall’articolo 34 della legge 388/2000.

Fondi pensione

Spetta, invece, a favore dei fondi pensione, un credito d’imposta nella misura del 9% del risultato netto maturato, assoggettato “effettivamente” all’imposta sostitutiva del 20% in ciascun periodo di imposta, a condizione che l’ammontare corrispondente al risultato netto maturato assoggettato alla citata imposta sostitutiva sia investito nelle attività di carattere finanziario a medio o lungo termine individuate in sede di attuazione (comma 92).

Il credito non concorre alla formazione del risultato netto maturato. Ai fini della formazione delle prestazioni pensionistiche, incrementa la parte corrispondente ai redditi già assoggettati a imposta. Può essere utilizzato a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di effettuazione degli investimenti previsti, esclusivamente in compensazione. Anch’esso non soggiace ai su indicati limiti di compensabilità.

Credito di imposta spetta anche ai fondi pensione multicomparto

Il credito di imposta spetta anche ai fondi pensione multicomparto ovvero ai fondi strutturati in comparti differenziati per rischio e rendimento in più linee di investimento. In tal caso, la richiesta di attribuzione è unica e deve essere presentata a nome del fondo e non dei singoli comparti. A tal fine, i singoli comparti devono essere considerati separatamente.

Investimento

L’investimento da parte delle casse di previdenza o dei fondi pensione, da cui scaturisce il diritto al credito di imposta, può avvenire in maniera diretta, attraverso la sottoscrizione o l’acquisto di azioni o di obbligazioni di società che operano nel settore delle infrastrutture, o indirettamente attraverso la sottoscrizione o l’acquisto di quote di Oicr che investono nel predetto settore o in società non quotate.

L’accesso al beneficio è però possibile anche quando l’investimento stesso non sia diretto alle società aventi esclusivamente tali caratteristiche. È, infatti, sufficiente che l’investimento stesso sia prevalentemente orientato verso i settori individuati dal decreto Mef del 19 giugno 2015.

Investimenti indiretti

Per quanto riguarda gli investimenti indiretti, effettuati tramite fondi comuni di investimento, trattandosi di…

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