Il due per mille alla cultura

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il D.P.C.M. 21 marzo 2016 sul due per mille per la cultura. Divengono, pertanto, operative le norme attuative dellìart. 1, co. 985, della Legge di Stabilità 2016, ai sensi del quale i contribuenti possono destinare il due per mille della propria IRPEF a favore di un’associazione culturale iscritta in un apposito elenco istituito presso la Presidenza del Consiglio.

I contribuenti potranno esprimere la loro scelta indicando il codice fiscale dell’associazione e firmando nell’apposito spazio della scheda allegata ai modelli 730, Cu e Unico Pf.

La nuova opzione, prevista dalla legge di stabilità 2016 (articolo 1, comma 985, legge 208/2015), consente ai contribuenti di destinare il 2 per mille della loro Irpef ad associazioni culturali. Nel decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 21 marzo 2016, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 95 del 23 aprile 2016, stabilite le regole e i criteri di applicazione della norma.
La misura riguarda l’esercizio finanziario 2016 e, quindi, l’anno d’imposta 2015, in poche parole la scelta potrà essere esercitata in occasione della prossima dichiarazione dei redditi, utilizzando l’apposita scheda con le opzioni riguardanti anche la destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille, in quest’ultimo caso, ai partiti politici. Ricordiamo anche il percettore di reddito, non tenuto alla presentazione della dichiarazione, può contribuire a finanziare un’associazione con la sua quota di Irpef, utilizzando la scheda allegata alla Certificazione unica o al modello Unico Pf 2016.

Il primo step è la verifica dei requisiti. Il decreto mette in chiaro che possono partecipare a questo particolare tipo di donazione le associazioni, in vita da almeno cinque anni, che abbiano come finalità, previste dallo statuto o dall’atto costitutivo, lo svolgimento e/o la promozione di attività culturali.
Il passo successivo è presentare, telematicamente, istanza di iscrizione all’apposito elenco istituito presso la presidenza del Consiglio dei ministri, adempimento che andava fatto entro lo scorso 10 aprile mediante procedura accessibile dal sito del ministero dei Beni e delle Attività culturali.
Alla domanda doveva essere allegata una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà contenente l’attestazione del possesso dei requisiti e il resoconto dell’attività svolta negli ultimi cinque anni in relazione a quanto richiesto dalla norma di favore. Il prossimo appuntamento riguarda il Mibac che, per il 30 aprile, dovrà pubblicare on line, l’elenco “provvisorio” degli enti ammessi, provvisti del loro codice fiscale. In caso di errori, i legali rappresentanti delle associazioni potranno chiedere rettifiche fino al 10 maggio.
Terminati gli eventuali aggiustamenti, il ministero, entro il 31 maggio, deve trasmettere gli elenchi definitivi degli ammessi e degli esclusi alla ripartizione, alla presidenza del Consiglio dei ministri per la pubblicazione on line delle liste, e all’Agenzia delle Entrate per l’assegnazione delle quote in base alle opzioni dei contribuenti. Come anticipato, la scelta avviene indicando, nell’apposita scheda, il codice fiscale dell’ente di destinazione del 2 per mille e firmando il relativo spazio. Gli importi riguardanti le scelte prive di codice fiscale o con Cf errati o destinati a soggetti non presenti nell’elenco, sono suddivisi in proporzione al numero complessivo delle destinazioni correttamente ottenute da ciascuna associazione. L’Agenzia delle entrate, a questo punto, trasmette alla Ragioneria dello Stato i dati necessari a determinare le somme spettanti agli enti beneficiari. Per ragioni di economicità amministrativa gli importi inferiori a 12 euro non saranno erogati.

In ogni caso, la quota complessivamente assegnata, non potrà superare il tetto massimo di spesa di 100 milioni di euro, per l’anno 2016, previsto dalla norma di stabilità che ha introdotto il…

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