Diario quotidiano dell’8 aprile 2016: vendita simulata di immobile al coniuge e conseguenze fiscali

Pubblicato il 8 aprile 2016

costi black list: niente colpo di spugna sul passato; vendita di immobile al coniuge simulata: conseguenze fiscali; Corte di Cassazione sulla particolare tenuità del fatto; trasferimento intracomunitario di beni in forma errata: esenzione IVA salva; terzo settore: si va verso l’approvazione definitiva della riforma; che ne pensate del Call Center dell’Agenzia delle entrate?; accertamento fiscale nullo se riguarda altri documenti non allegati; chiarimenti sul regime del Patent box: le Entrate con una circolare rispondono a professionisti ed associazioni; credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo: circolare di Assonime; fisco, Longobardi : “Positivo l’approccio del patent box"; Cliclavoro: no a dimissioni online e comunicazioni lavori intermittenti dall’8 all’11 aprile; attivazione sperimentale della procedura di sdoganamento in mare; la scadenza del Modello 730 dovrebbe slittare al 23 luglio 2016; in arrivo Revisal, il software del CNDCEC sulla revisione legale gratuito solo il primo anno; è possibile la riscossione parziale dell’Iva nel ramo del concordato preventivo
 
agenda-immagineIndice:   1) Costi black list: niente colpo di spugna sul passato 2) Vendita di immobile al coniuge simulata: conseguenze fiscali 3) Corte di Cassazione sulla particolare tenuità del fatto 4) Trasferimento intracomunitario di beni in forma errata: esenzione IVA salva 5) Terzo settore: si va verso l’approvazione definitiva della riforma 6) Che ne pensate del Call Center dell’Agenzia delle entrate? 7) Accertamento fiscale nullo se riguarda altri documenti non allegati 8) Chiarimenti sul regime del Patent box: le Entrate con una circolare rispondono a professionisti ed associazioni 9) Credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo: circolare di Assonime 10) Fisco, Longobardi : “Positivo l’approccio del patent box" 11) Click-lavoro: no a dimissioni online e comunicazioni lavori intermittenti dall’8 all’11 aprile 12) Attivazione sperimentale della procedura di sdoganamento in mare 13) La scadenza del Modello 730 dovrebbe slittare al 23 luglio 2016 14) In arrivo Revisal, il software del CNDCEC sulla revisione legale gratuito solo il primo anno 15) E’ possibile la riscossione parziale dell’Iva nel ramo del concordato preventivo  
  1) Costi black list: niente colpo di spugna sul passato Costi black list: Sul passato restano le sanzioni. Con la sopravvenuta abrogazione del regime dei c.d. costi black list rimane ferma, anche per le violazioni pregresse, la sanzione del 10% connessa all’omessa indicazione separata (art. 8 comma 3-bis del DLgs. 471/97). Non vale, dunque, il principio del favor rei. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6651 del 6 aprile 2016, si è nuovamente pronunciata in merito al regime sanzionatorio dei costi derivanti da operazioni intercorse con soggetti localizzati in Stati a regime fiscale privilegiato (art. 110 commi 10 e ss. del TUIR), già oggetto di un contenzioso di notevoli dimensioni anche dopo l’intervento della L. 296/2006. La decisione, nel ricalcare un orientamento maggioritario secondo cui la dichiarazione integrativa presentata dopo l’avvio dei controlli sarebbe priva di efficacia, assume tuttavia un’importanza cruciale in quanto, per la prima volta dopo l’intervento della L. 208/2015 (legge di stabilità 2016), si è pronunciata espressamente.   ******   2) Vendita simulata di immobile al coniuge e conseguenze fiscali La vendita di beni immobili al proprio coniuge (o, comunque, ai parenti), nell’esercizio dell’attività d’impresa, è soggetta ad Iva solo se l’imprenditore riesce a dimostrare l’onerosità dell’operazione (pagamento di un corrispettivo), altrimenti vale la presunzione che si è trattato di una donazione di cui all’art. 26 del TUR (ove le imposte di donazione risultano superiori a quelle di trasferimento a titolo oneroso). Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 6674 del 6 aprile 2016, ha, così, autorizzato l’Ufficio finanziario al recupero dell’imposta suppletiva di donazione, ipotecaria e catastale. In particolare, la Suprema Corte non ha condiviso la tesi, avanzata dai contribuenti, secondo cui, essendo l’atto di trasferimento assoggettato ad IVA (in virtù della natura di imprenditore del defunto), l’art. 26 del DPR 131/86 non risulterebbe applicabile, poiché il trasferimento non è soggetto all’imposta di registro proporzionale (in applicazione del principio di alternatività IVA-registro di cui all’art. 40 del DPR 131/86). La presunzione può essere vinta solo in presenza della prova, fornita dal contribuente, che per il trasferimento sia stato effettivamente pagato un corrispettivo. Secondo la Corte, infatti, la presunzione di cui all’art. 26 del DPR 131/86 si applica, a prescindere dall’alternatività IVA registro, a tutti gli atti che (potenzialmente) ricadono nel presupposto impositivo dell’imposta di registro, ovvero a tutti i trasferimenti immobiliari tra coniugi o tra parenti in linea retta. Nel caso di specie, infatti, un imprenditore alienava, nell’ambito della propria attività di impresa, alcuni beni immobili al coniuge ed alla figlia, corrispondendo l’IVA sull’atto di cessione. L’Agenzia delle entrate, però, facendo applicazione del combinato disposto dell’art. 26 del DPR 131/86 e dell’art. 1 comma 3 del DLgs. 346/90, riqualificava gli atti come donazioni e liquidava le imposte di donazione e ipo-catastali. I contribuenti impugnavano gli avvisi, sostenendo l’onerosità degli atti. Dopo non molto tempo, poi, il donante moriva e l’Agenzia delle entrate, nel determinare l’imposta sulle successioni, teneva conto del valore degli atti di cessione a favore del coniuge e della figlia come fossero donazioni operate dal defunto, quando ancora in vita, a favore degli eredi. Anche questi avvisi venivano impugnati dai contribuenti, sostenendo l’onerosità dei trasferimenti immobiliari. Gli eredi risultavano vittoriosi sia in primo che in secondo grado (i giudizi relativi all’imposta sulle donazioni e all’imposta sulle successioni venivano riuniti), ma l’Agenzia delle entrate ricorreva in Cassazione, ove vengono ribaltate le sorti del giudizio e viene accolto il ricorso dell’Agenzia. ******   3) Corte di Cassazione sulla particolare tenuità del fatto La particolare tenuità del fatto è inapplicabile al recidivo ?. Il beneficio della particolare tenuità del fatto può scattare per ogni fattispecie criminosa a patto che sussistano i requisiti di legge, vale a dire soltanto se si tratta di una fattispecie punita con sanzione detentiva inferiore nel massimo a cinque anni, la condotta non è abituale e l'offensività risulta ridotta. L’articolo 131 bis Cp, dunque, ben può applicarsi alla guida in stato d’ebbrezza o al rifiuto di sottoporsi all’alcoltest perché conta solo il disvalore dell’azione e la causa di non punibilità risulta estesa agli illeciti per i quali è prevista un soglia di rilevanza penale, come nel caso dell’articol