Diario quotidiano dell’11 aprile 2016: restano gli studi di settore per i professionisti

Pubblicato il 11 aprile 2016



restano gli studi di settore per i professionisti; frode fiscale: per lo stato di dissesto dell’azienda concorre anche il collegio sindacale; nuove regole per i legali in G.U.; reato di riciclaggio: imputato assolto se è mancato il presupposto; risparmio energetico: disponibile la guida aggiornata delle Entrate; sulle somme corrisposte al coniuge dall’imprenditore non si applicano le ritenute; comunicare e fare insieme: siglato l’accordo tra Entrate e Ente Nazionale Sordi; disponibile il modello per scalare le perdite in accertamento e in adesione; attenzione alle e-mail truffa su avvisi di pagamento di Equitalia; UCC – modifiche ai tracciati a decorrere dal 1° maggio 2016
 
agenda-immagine Indice:   1) Restano gli studi di settore per i professionisti 2) Frode fiscale: per lo stato di dissesto dell’azienda concorre anche il collegio sindacale 3) Nuove regole per i legali in G.U. 4) Reato di riciclaggio: imputato assolto se è mancato il presupposto 5) Risparmio energetico: disponibile la guida aggiornata delle Entrate 6) Sulle somme corrisposte al coniuge dall’imprenditore non si applicano le ritenute 7) Comunicare e fare insieme: siglato l’accordo tra Entrate e Ente Nazionale Sordi 8) Disponibile il modello per scalare le perdite in accertamento e in adesione 9) Attenzione alle e-mail truffa su avvisi di pagamento di Equitalia 10) UCC – modifiche ai tracciati a decorrere dal 1° maggio 2016  
  1) Restano gli studi di settore per i professionisti Anche nel corso dei vari convegni fiscali di inizio anno 2016, sia il direttore delle Entrate (Orlandi) sia i vertici del CNDCEC (Longobardi) avevano preannunciato l’imminente abolizione degli studi di settore per i professionisti. Ebbene, adesso un viceministro ha smentito tutto. Luigi Casero, viceministro del mineconomia annuncia le novità in preparazione. Correzioni entro l’estate. Studi, professionisti dentro. Un decreto correttivo sulle semplificazioni fiscali entro l’estate e la riforma degli studi di settore che continueranno a essere applicati anche ai professionisti nella prossima legge di Stabilità. Sarebbe questo il calendario di due provvedimenti di riforma per il mondo delle professioni e degli imprenditori autonomi al vaglio del ministero dell’economia e in fase di preparazione. Per il decreto correttivo “i lavori sono in corso” conferma ad un noto quotidiano economico Luigi Casero, viceministro del ministero dell'economia intervenuto il 7 aprile 2016, a Milano, al convegno organizzato da un noto editore fiscale sulle novità in tema di patent box. Tempistiche per gli studi di settore Come premesso, Casero ha smentito che si arriverà all’eliminazione dello strumento per i professionisti, rinviando la decisione, per esigenze di copertura, alla legge di stabilità 2016: “C'è al momento un gruppo di lavoro”, ha spiegato il viceministro, “che sta valutando, con la sperimentazione, gli studi non utili e sta rivedendo il meccanismo in sé. Il tutto si vedrà con uno strumento più complesso per via della copertura, nella legge di Stabilità”. Studi di settore al restyling Per quanto riguarda gli studi di settore, al momento è stato avviato un percorso di sperimentazione dello strumento. Uno degli obiettivi è quello di un accorpamento tra studi di settore e il trasferimento di uno o più codici di attività da uno studio di settore a un altro fra quelli sottoposti a revisione. In particolare una cura dimagrante che porterebbe i 200 studi in vigore a 170. E, particolarmente, un aggiornamento non più triennale ma annuale. Un vero e proprio cambio di rotta sarebbe quello che non dovrebbe più parlare di cluster ma di Mob, un nuovo acronimo che significherebbe modelli organizzativi di business. Cioè, verrebbero identificate le imprese rispetto al loro valore aggiunto e non rispetto al modello organizzativo che è in essere.   ******   2) Frode fiscale: per lo stato di dissesto dell’azienda concorre anche il collegio sindacale Frode fiscale: per lo stato di dissesto dell’azienda concorre anche il collegio sindacale, Non è ammessa la tesi difensiva che il dissesto aziendale non fosse prevedibile. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14045 del 7 aprile 2016, secondo cui può essere condannato il consulente o il sindaco della società che partecipa alla frode fiscale che abbia come unico scopo quello di accumulare l’Iva per poi distrarla. Infatti, ai fini della responsabilità penale degli esterni alla compagine sociale, non è necessaria la conoscenza dello stato di dissesto. La Suprema Corte, con la sentenza n. 14045/216, ha, così, reso definitiva la condanna a carico dei sindaci di una SpA finita nel mirino degli inquirenti nell’ambito di una grande frode fiscale. La quinta sezione penale ha spiegato che il dolo dell’extraneus nel reato proprio dell’amministratore consiste nella volontarietà della propria condotta di apporto a quella dell’intraneus, con la consapevolezza che essa determina un depauperamento del patrimonio sociale ai danni del creditore, non essendo, invece, richiesta la specifica conoscenza del dissesto della società, con la conseguenza che ogni atto distrattivo assume rilievo ai sensi dell’art. 216, L.F. in caso di fallimento, indipendentemente dalla rappresentazione di quest’ultimo, il quale non costituisce l’evento del reato che, invece, coincide con la lesione dell’interesse patrimoniale della massa, posto che se la conoscenza dello stato di decozione costituisce dato significativo della consapevolezza del terzo di arrecare danno ai creditori ciò non significa che essa non possa ricavarsi da diversi fattori, quali la natura fittizia o l’entità dell’operazione che incide negativamente sul patrimonio della società.   ******   3) Nuove regole per i legali in G.U. Saranno in vigore dal 22 aprile 2016 le nuove regole sull’esame di stato per gli avvocati. Cambiano, inoltre, i requisiti necessari per l’esercizio della professione forense. Sono stati infatti pubblicati in Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 2016 i decreti del ministero della giustizia n. 47 e 48 del 25 febbraio 2016, recanti, rispettivamente, le “Disposizioni per l'accertamento dell’esercizio della professione forense” e la “Disciplina delle modalità e delle procedure per lo svolgimento dell’esame di stato per l’abilitazione all’esercizio della professione forense e per la valutazione delle prove scritte e orali”. Requisiti per l’esercizio della professione Il decreto n. 47/2016 prevede, tra l’altro, i requisiti necessari per l’esercizio della professione forense in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente. Il mancato rispetto di uno dei requisiti comporta la cancellazione dall’albo. In particolare, l’avvocato dovrà essere titolare di una partita Iva attiva o fare parte di una società o associazione professionale che ne sia titolare; disporre dell’uso di locali e di almeno una utenza telefonica destinati allo svolgimento dell’attività; aver trattato almeno cinque affari l’anno; essere titolare di un indirizzo Pec; avere assolto l’obbligo di aggiornamento professionale; avere in corso una polizza assicurativa a copertura della responsabilità civile derivante dall’esercizio della professione.   ******   4) Reato di riciclaggio: imputato assolto se è mancato il presupposto La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13901 del 7 aprile 2016, ha stabilito che per i capitali detenuti, in maniera illecita, all’estero sussiste il reato di riciclaggio soltanto se l’accusa sia in grado di provare l’esistenza del delitto presupposto, non potendosi solo presumere l’illecito tributario. La questione è di estrema attualità, anche a causa della vicenda “Panama Papers”. Dunque, la Suprema Corte si è soffermata in materia di delitto di riciclaggio ex art. 648-bis c.p.: Tale disposizione viene ora punita con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da € 5.000,00 a € 25.000,00 (in precedenza, da € 1.032,00 a € 15.493,00), chiunque, fuori dei casi di concorso nel reato, sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto non colposo, ovvero compie in relazione ad essi altre operazioni, in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa. E’ stato osservato che non esiste alcun automatismo tra trasferimento all’estero e mezzo fraudolento; e, comunque, entrambe le situazioni devono essere adeguatamente provate.   ******   5) Risparmio energetico: disponibile la guida aggiornata delle Entrate L’Agenzia delle entrate, il 7 aprile 2016, ha messo a disposizione dei contribuenti la propria guida aggiornata sulle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico (guida che illustra il sistema di detrazioni a favore di chi effettua interventi di riqualificazione energetica degli edifici). L’aggiornamento è dovuto, peraltro, per le recenti novità contenute nella Legge di Stabilità 2016. Debutta la proroga fino al 31 dicembre 2016 della detrazione del 65%, riconosciuta anche per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali e per quelli che riguardano tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio e l’estensione dell’agevolazione all’acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento o produzione di acqua calda o di climatizzazione delle unità abitative e agli interventi realizzati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016 dagli IACP su immobili di loro proprietà adibiti ad edilizia residenziale pubblica. L’altra novità inserita nella suida aggiornata, sempre voluta dalla Stabilità 2016, riguarda la possibilità per i contribuenti che si trovano nella “no tax area” (incapienti) di cedere, in alternativa alla detrazione, il corrispondente credito ai fornitori che hanno eseguito i lavori. Tra le indicazioni fornite dalle Entrate, viene evidenziato che i titolari di reddito d’impresa possono fruire del bonus in questione “solo con riferimento ai fabbricati strumentali da essi utilizzati nell’esercizio della loro attività imprenditoriale”. Ad esempio viene specificato che non possono usufruire dell’agevolazione le imprese di costruzione, ristrutturazione edilizia e vendita, per le spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica su immobili “merce ”. In caso di variazione della titolarità dell’immobile durante il periodo di godimento dell’agevolazione, invece, la guida ricorda che le quote di detrazione residue (non utilizzate) potranno essere fruite dal nuovo titolare, salvo diverso accordo delle parti da indicare nell’atto di trasferimento. Tale possibilità è riconosciuta in caso di trasferimenti a titolo oneroso o gratuito della proprietà del fabbricato o di un diritto reale sullo stesso. In caso di cessazione del contratto di locazione o comodato il beneficio rimane sempre in capo al conduttore o al comodatario. Mentre in caso di decesso dell’avente diritto, la fruizione del beneficio fiscale si trasmette, per intero, esclusivamente all’erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene.   ******   6) Sulle somme corrisposte al coniuge dall’imprenditore non si applicano le ritenute Sulle somme corrisposte al coniuge dall’imprenditore non si applicano le ritenute. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6624 del 6 aprile 2016, interviene sull’art. 62, comma 2, del T.U.I.R. che come è noto dispone l’indeducibilità per i compensi dei familiari dell’imprenditore, stabilendo anche che i compensi non ammessi in deduzione non concorrano a formare il reddito complessivo dei percipienti. Secondo la Suprema Corte la norma non nega l’obiettiva natura di costo d’impresa della retribuzione del lavoratore dipendente (coniuge), ma ne escluda la deducibilità poiché il titolare dell’impresa e il coniuge sono “sostanzialmente i beneficiari del profitto dell’esercizio imprenditoriale e, dunque, non provocano costi in senso proprio, quando attingano a tale profitto in via di remunerazione dell’impegno profuso per conseguirlo”. Il tutto è cominciato con l’impugnazione della cartella di pagamento consegnata ad un contribuente recuperando a tassazione il reddito del coniuge, che svolgeva attività di lavoro dipendente nell’impresa del marito, ed esclusa la detrazione d’imposta spettante per il coniuge a carico nonché l’impossibilità di portare in detrazione le ritenute subite dal coniuge. E’ stato ribadito il principio secondo cui il compenso erogato al coniuge non ha natura di reddito e, “non essendo il relativo costo deducibile dal reddito di impresa, non deve essere dichiarato”. Tuttavia, “le ritenute fiscali operate al momento del pagamento devono essere riconosciute, costituendo modalità idonea per recuperare il credito di imposta da parte del datore di lavoro”. Per questo motivo il provvedimento impugnato andava annullato nel momento in cui ingiungeva il pagamento delle ritenute fiscali sulle somme corrisposte al coniuge per il lavoro prestato.   ******   7) Comunicare e fare insieme: siglato l’accordo tra Entrate e Ente Nazionale Sordi Una collaborazione per offrire servizi e assistenza alla persone sorde, mettendo a fattor comune le esperienze e le competenze maturate nel settore della fiscalità e in quelli della didattica speciale e dell’accessibilità. E’ questo il risultato dell’accordo siglato da Agenzia delle Entrate e Ente Nazionale Sordi con l’obiettivo di informare tempestivamente i cittadini sordi su agevolazioni e novità legislative e facilitarne gli adempimenti fiscali. Un impegno reciproco Grazie all’intesa l’Agenzia delle Entrate e l’Ente Nazionale Sordi si impegnano a realizzare pubblicazioni e filmati rivolti a utenti in condizioni di disabilità, da pubblicare su “Entrate in video” ( https://www.youtube.com/user/Entrateinvideo ). Il canale YouTube dell’Agenzia, prodotto in house e a costo zero per tenere informati i contribuenti su tutti i temi fiscali di più largo interesse, diventa così pienamente accessibile a tutti. L’aiuto degli interpreti messi a disposizione dall’Ente consentirà di abbattere ogni barriera alla comunicazione. I filmati pubblicati, infatti, saranno di immediata fruibilità anche per gli utenti non udenti, associando ai sottotitoli, già disponibili e attivabili con l’apposita funzione, la traduzione a video nella lingua italiana dei segni. L’idea alla base della collaborazione e le finalità dell’intesa sono racchiuse nel primo filmato realizzato in maniera congiunta ( https://www.youtube.com/watch?v=ewXd5Sjzslg ). Giuseppe Petrucci, presidente della Onlus, ha dichiarato: “Questa collaborazione consentirà di offrire maggiori informazioni a tutti coloro che rappresentano una fascia debole della società e che possiamo definire dei disabili invisibili. Una persona sorda, infatti, può star bene fisicamente ma ha un problema uditivo che non è immediatamente colto dalla persona con cui si relaziona e che rende difficile la comunicazione e l’accesso all’informazione, se non si adottano particolari strategie per renderle accessibili. La speranza è che la strada aperta con le Entrate venga seguita da tutte le altre amministrazioni”. Il direttore dell’Agenzia, Rossella Orlandi, ha commentato: “Il cambio verso della nostra Amministrazione si traduce concretamente in azioni come questa e nella volontà di essere vicina ai cittadini. La tutela delle persone svantaggiate è da sempre una priorità dell’Agenzia delle Entrate e la firma di questo accordo rappresenta solo il primo passo di un lungo cammino che ci vedrà lavorare con l’ENS per garantire assistenza ai contribuenti che hanno più difficoltà nel comunicare e nel farsi sentire”. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 69 del 8 aprile 2016)   ******   8) Disponibile il modello per scalare le perdite in accertamento e in adesione Istanza per il computo delle perdite pregresse in caso di accertamento: Online il modello e le istruzioni. Approvato, con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 8 aprile 2016, il modello denominato IPEA, per il computo in diminuzione delle perdite pregresse dai maggiori imponibili nell’ambito dell’attività di accertamento. Nel Provvedimento sono indicati anche gli adempimenti dell’Ufficio competente conseguenti alla presentazione dell’IPEA. Come presentare il modello Le perdite pregresse possono essere scomputate dal maggior imponibile accertato solo a seguito di un’apposita istanza presentata dal contribuente via PEC all’Ufficio competente, corredato da copia di un documento di identità. Il modello può essere utilizzato anche nel caso di accertamento con adesione, avviato sia prima che dopo la notifica dell’avviso. I termini di presentazione dell’istanza In caso di notifica al contribuente di un avviso di accertamento, la domanda va presentata entro il termine per la proposizione del ricorso. L’IPEA può essere presentato anche in presenza di istanza di accertamento per adesione successiva alla notifica dell’avviso di accertamento, nei termini di proposizione del ricorso tenendo conto anche del periodo di sospensione previsto dal Dlgs n. 218/1997. Infine, in caso di accertamento con adesione anteriore alla notifica dell’avviso di accertamento, il contribuente può presentare l’istanza nel corso del contraddittorio. Gli adempimenti dell’ufficio Una volta presentata la richiesta, vengono sospesi i termini per la proposizione del ricorso per un periodo di 60 giorni. L’Agenzia, verificata l’utilizzabilità delle perdite, procede al ricalcolo dell’eventuale maggiore imposta dovuta, degli interessi e delle sanzioni correlate e comunica l’esito al contribuente. Se l’IPEA è presentato nell’ambito del procedimento di adesione, l’Ufficio predispone l’atto di adesione al netto delle perdite. Il modello, insieme alle relative istruzioni, è disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 70 del 08 aprile 2016)   ******   9) Attenzione alle e-mail truffa su avvisi di pagamento di Equitalia Continuano ad arrivare segnalazioni di e-mail truffa contenenti presunti avvisi di pagamento di Equitalia e che invitano a scaricare file o a utilizzare link esterni. Equitalia è assolutamente estranea all’invio di questi messaggi e raccomanda nuovamente di non tenere conto della e-mail ricevuta e di eliminarla senza scaricare alcun allegato. Equitalia ha avuto conferma dal Cnaipic (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche), l’unità specializzata della Polizia Postale, che in questi giorni è in atto una nuova campagna di phishing, cioè di tentativi di truffa informatica architettati per entrare illecitamente in possesso di informazioni riservate e raccomanda nuovamente di non tenere conto della e-mail ricevuta e di eliminarla senza scaricare alcun allegato. Di seguito, a titolo esemplificativo, sono riportati alcuni dei domini utilizzati per l’invio delle false e-mail di cui Equitalia ha avuto conoscenza sulla base delle segnalazioni, anche informali, dei destinatari delle medesime: fatture@gruppoequitalia.it, equitalia@sanzioni.it, servizio@equitalia.it, noreply@equitalia.it, servizio@unicredit.it, servizio_clienti@poste.it, noreply-equit@eq.it, support@update.it, equitalia@avvia.it, noreply@postecert.it, reply-equi@riscossioni1.it, equitaliat@raccomandata.it, cifre@equitliaroma.it, assistenza@protocol.it, noreply@certificazione.it, info55@bper.it, noreply@protocol.it, noreply@legge.it, noreplay@bancoposta.it, b4g484809.283418861@gruppoequitalia.it, b4g116353.654618283@gruppoequitalia.it, web_1@postepay.it, pagamento@equitalia.it, pagamenti@equitalia.it, b4g829823.325938126@gruppoequitalia.it, b4g589127.28767122@gruppoequitalia.it, b4g112693.329597469@gruppoequitalia.it, noreply@pec.it, b4g829188.595601231@gruppoequitalia.it, b4g959117.53274326@gruppoequitalia.it, pagamento@gruppoequitalia.it, info28@bper.it, b4g232024.871969135@gruppoequitalia.it, fatture-equitalia@fatture-gruppoequitalia.it, autorizzata@postcert.it; info76842@bcca.it; info14@bcpp.it; info17@bcpp.it; info19@cse.it;info6@bcpp.it; tiziano.baggio@equitaliaspa.legalmail.it; info@venetobanca.it; info@unipol.it; assistenza@creval.it; b4g340831.290834225@gruppoequitalia.it; pagammento@equitalia.it; b4g37105.7327400958@gruppoequitalia.it; multe@equitalia.online. (Equitalia, comunicato del 8 aprile 2016)   ******   10) UCC – modifiche ai tracciati a decorrere dal 1° maggio 2016 Aggiornamento del tracciato pubblicato il 24 marzo 2016. A partire dal 1° maggio 2016 è previsto il rilascio in esercizio (ambiente reale) delle modifiche al sistema AIDA per l’adeguamento al codice doganale dell’Unione come già illustrato nel tavolo e-customs dello scorso 8 marzo. A seguito delle richieste di chiarimento pervenute e al fine di permettere agli operatori economici di adeguare i propri sistemi informativi è stato aggiornato l’allegato, che riporta le modifiche ai tracciati, evidenziando in grigio le variazioni rispetto a quanto pubblicato in data 24 marzo 2016. Si ribadisce che la data in cui le applicazioni adeguate ai tracciati modificati saranno disponibili in ambiente di prova per effettuare i relativi test sarà resa nota con successiva comunicazione. (Agenzia delle Dogane, comunicazione del 8 aprile 2016)     Vincenzo D’Andò