Diario quotidiano dell’1 aprile 2016: studi di settore 2015 approvati i correttivi anticrisi

Pubblicato il 1 aprile 2016



società veicolo: ok per la deducibilità degli interessi passivi; ravvedimento operoso: mai versare troppe sanzioni; niente sanzioni penali per l’evasione Irap; firmato il decreto che definisce gli incrementi di produttività di riferimento per la detassazione dei premi di risultato; IVA: Assonime sul differimento del termine di invio delle comunicazioni delle operazioni intercorse con Paesi “black list” relative al 2015; tassazione agevolata per le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa; fondo integrazione salariale: ecco il decreto; utilizzo delle perdite fiscali in ipotesi di accertamento; collegio sindacale: un documento del Cndcec con verbali e procedure; IVS 2013: in italiano i Principi Internazionali di Valutazione; nuovo bonus mobili per giovani coppie under 35: una circolare delle Entrate spiega come accedervi; al via le iscrizioni online sul 5 per mille 2016; modificati il modello di dichiarazione “Unico 2016–PF” e le relative istruzioni; MEF: ecco le statistiche sulle dichiarazioni dei redditi persone fisiche (Irpef) per l’anno di imposta 2014; studi di settore 2015: gli esperti approvano i correttivi anticrisi
 
Indice: 1) Società veicolo: ok per la deducibilità degli interessi passivi 2) Ravvedimento operoso: mai versare troppe sanzioni 3) Niente sanzioni penali per l’evasione Irap 4) Firmato il decreto che definisce gli incrementi di produttività di riferimento per la detassazione dei premi di risultato 5) IVA: Assonime sul differimento del termine di invio delle comunicazioni delle operazioni intercorse con Paesi “black list” relative al 2015 6) Tassazione agevolata per le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa 7) Fondo integrazione salariale: ecco il decreto 8) Utilizzo delle perdite fiscali in ipotesi di accertamento 9) Collegio sindacale: un documento del Cndcec con verbali e procedure; IVS 2013: in italiano i Principi Internazionali di Valutazione 10) Nuovo bonus mobili per giovani coppie under 35: una circolare delle Entrate spiega come accedervi 11) Al via le iscrizioni online sul 5 per mille 2016 12) Modificati il modello di dichiarazione “Unico 2016–PF” e le relative istruzioni 13) MEF: ecco le statistiche sulle dichiarazioni dei redditi persone fisiche (Irpef) per l’anno di imposta 2014 14) Studi di settore 2015: gli esperti approvano i correttivi anticrisi  
  1) Società veicolo: ok per la deducibilità degli interessi passivi Operazioni di acquisizione con indebitamento. Sì alla deducibilità degli interessi passivi per le società veicolo. La finalità espressa dell’indebitamento riduce la potenziale elusività. Per i soggetti Ires, gli interessi passivi derivanti da operazioni di acquisizione con indebitamento, cd. “leverage buy out”, devono essere considerati deducibili. Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 6/E del 30 marzo 2016, che fornisce le indicazioni necessarie ad individuare il corretto trattamento fiscale sia dei componenti di reddito connessi alle fonti di finanziamento delle predette operazioni apportate da terzi, sia dei rendimenti (interessi, dividendi e/o plusvalenze) che sono ritratti in Italia da entità localizzate in altre giurisdizioni UE (e SEE) ed extra UE. In particolare, il documento di prassi passa in rassegna la disciplina fiscale cui sottoporre le componenti reddituali destinate a soggetti localizzati in Paesi esteri e la deducibilità degli interessi passivi originati dai prestiti contratti da un’apposita società veicolo, “Special Purpose Vehicle”, SPV, posta in essere per l’acquisizione di un’azienda o di una partecipazione, di controllo o totalitaria, in una determinata società, denominata “bersaglio” o “obiettivo, cioè “Target”. In pratica, spiega il documento di prassi, è da ritenersi che, per i soggetti Ires, gli interessi passivi derivanti da tali operazioni debbano essere considerati, in linea di principio, inerenti e, quindi, deducibili. Naturalmente, nei limiti di quanto previsto dall’articolo 96 del Tuir, che ne fissa la disciplina e, ove applicabili, secondo quanto previsto dalle regole relative al transfer pricing. Deducibilità senza confini Inoltre, continua la circolare, il principio d’inerenza riguardo la deducibilità degli interessi passivi è da ritenere sostenibile sia nel caso in cui l’operazione di acquisizione con indebitamento sia posta in essere da un insieme di soggetti - soci, società di gruppo e finanziatori - esclusivamente residenti in Italia, sia nell’ipotesi di presenza di soci e/o finanziatori non residenti in Italia. “leverage buy out”, operazione di acquisizione con indebitamento Il “leverage buy out”, LBO, è una tecnica finanziaria d’acquisto di partecipazioni attraverso il ricorso all’indebitamento. Essa si fonda sulla possibilità di rimborsare il debito contratto per l’acquisizione d’una determinata società “Target”, cioè “obiettivo”, utilizzando i flussi di cassa generati dalla stessa società acquistata. A tal fine, è anche utilizzata una variante consistente nella fusione tra la società veicolo, SPV, utilizzata per concretizzare l’acquisto e la medesima società obiettivo acquistata. In virtù della fusione, infatti, si rende così possibile l’allocazione del debito al livello dei flussi di cassa operativi. In questo secondo caso, l’operazione si definisce “merger leveraged buy out”, MLBO. Il vantaggio fiscale delle operazioni di MLBO non apre automaticamente le porte all’abuso di diritto Le operazioni qualificate come “merger leveraged buy out” , MLBO, trovano nella fusione l’epilogo razionale dell’acquisizione guidata mediante indebitamento. Fusione necessaria anche perché posta a garanzia di rientro, per i creditori, dell’esposizione debitoria. Dunque, la struttura scelta risponde a finalità extra-fiscali, riconosciute dal Codice Civile e, spesso, imposte dagli stessi finanziatori terzi. Conseguentemente, difficilmente potrebbe essere vista come finalizzata ad un indebito vantaggio fiscale e quindi di natura elusiva. Pertanto, continua la circolare, in questi casi le eventuali contestazioni formulate sulla base del divieto di abuso del diritto dovranno essere riconsiderate dagli Uffici ed eventualmente abbandonate. Naturalmente, a condizione che nei singoli casi non si riscontrino altri specifici profili di artificiosità di natura elusiva. Le operazioni di acquisizione con indebitamento superano anche il “test di vitalità economica” – Inoltre, prosegue il documento di prassi, in tutte le ipotesi in cui si dimostri che le eccedenze di interessi passivi indeducibili e di perdite siano esclusivamente quelle relative ai finanziamenti ottenuti dalla società veicolo, SPV, per porre in essere un’operazione di acquisizione con indebitamento, potranno trovare accoglimento le istanze di disapplicazione della disposizione antielusiva del cosiddetto “test di vitalità economica”. Una mini-guida su come gestire strutture complesse La parte finale della circolare si occupa di identificare prassi, modalità e temi da sviluppare in sede di controllo in presenza di strutture complesse, cui partecipano soggetti localizzati in paesi esteri. Tali questioni sono raggruppate come segue: - trattamento fiscale dei costi per servizi addebitati da parte del gestore del fondo o di entità a lui riconducibili alle società target o alla SPV; - applicazione di ritenute alla fonte sugli interessi destinati ai soggetti finanziatori; - qualificazione fiscale del debito tecnicamente individuato con il nome di shareholder loan; - applicazione di ritenute ai flussi di dividendi corrisposti dalla BidCo/MergerCo alla controllante estera e/o trattamento fiscale delle plusvalenze/minusvalenze derivanti dall’exit dall’operazione di investimento.   ******   2) Ravvedimento operoso: mai versare troppe sanzioni Non sono rimborsabili le sanzioni ridotte versate dal contribuente nel corso del ravvedimento operoso. Difatti, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6108 del 30 marzo 2016, ha stabilito che una volta eseguito il ravvedimento operoso, il contribuente non ha legittimazione per domandare a rimborso gli importi versati a titolo di sanzione ridotta. Nel caso di specie, la domanda di rimborso era fondata su motivi quali la carenza dell’elemento soggettivo e la obiettiva incertezza normativa, che, per le loro caratteristiche, possono essere invocati solo in un contenzioso contro l’atto irrogativo di sanzioni emesso dall’ente impositore. Inoltre, il ravvedimento “implicando riconoscimento della violazione e della ricorrenza dei presupposti di applicabilità della relativa sanzione, è incompatibile con la successiva istanza di rimborso della sanzione versata, in quanto detta istanza si pone in insanabile contraddizione con la scelta spontaneamente effettuata dallo stesso contribuente”. ******   3) Niente sanzioni penali per l’evasione Irap Evadere l’Irap non è un reato. La Corte di Cassazione con la sentenza n. 12810 del 30 marzo 2016 ha stabilito che evadere l’Irap non costituisce reato. Infatti, l'ammontare del tributo non pagato non rientra nel profitto dell’illecito sequestrabile. Ciò perché non si tratta di un'imposta sui redditi in senso tecnico. I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso di un imprenditore e annullato il sequestro preventivo. Il contribuente non aveva presentato la dichiarazione dei redditi collezionando un’evasione totale di quasi 700mila euro. A fronte di questa somma era scattato il sequestro. L’imprenditore lo impugnava sostenendo che dalla somma complessiva andavano detratti 60mila euro di Irap. Gli ermellini gli hanno dato ragione. ****** Giudizio delimitato dalla motivazione dell’accertamento Nel corso del giudizio, l’ufficio non può modificare il presupposto della propria pretesa originariamente contenuta nell’accertamento, poiché è solo tale motivazione che delimita i confini della lite. A diffondere questo principio è la Corte di Cassazione con la sentenza 6103 del 30 marzo 2016. L’Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a una società disconoscendo, per il 2003, la deducibilità di costi relativi ad operazioni con Paesi black list non indicati separatamente. I giudici di legittimità hanno precisato che nel diritto tributario le ragioni poste a base dell’atto impositivo definiscono i confini del giudizio e il ricorrente infatti si difende sollevando eccezioni in ordine a quanto indicato nella motivazione. Ne consegue che l’ufficio non può integrare o modificare, nel corso del giudizio, i presupposti della pretesa. ****** Per la donazione di valore inferiore alla franchigia imposta di registro fissa L’atto va esente dall’imposta sulle donazioni, ma realizza il presupposto dell’imposta di registro. La donazione avente valore inferiore alle franchigie previste per l’imposta sulle successioni e donazioni, pur risultando esente dal tributo donativo, sconta l’imposta di registro fissa, nella misura pari a 200 euro. (Corte di Cassazione, sentenza n. 6096 del 30 marzo 2016) ******   4) Firmato il decreto che definisce gli incrementi di produttività di riferimento per la detassazione dei premi di risultato Firmato il decreto che definisce gli incrementi di produttività di riferimento per la detassazione dei premi di risultato. Ne ha dato notizia il 31 marzo 2016 un comunicato del Ministero del lavoro. Con decreto interministeriale, relativamente alla tassazione agevolata sui premi di produttività erogati dai datori di lavoro ai lavoratori dipendenti del settore privato, sono stati definiti i criteri di misurazione degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione per l’applicazione dell’imposta sostitutiva del 10% in luogo dell’ordinaria aliquota IRPEF e delle relative addizionali. Al beneficio sono ammesse anche le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa. Prevista, infine, la detassazione dei trattamenti di welfare aziendale fruiti in alternativa ai premi aziendali. La legge di Stabilità 2016 (legge 28 dicembre 2015, n. 208) ha reintrodotto la detassazione dei premi produttività a valere per l’anno 2016 e per quelli successivi, rinviando ad un emanando decreto interministeriale Lavoro-Entrate la definizione dei criteri di misurazione degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione che consentono l’applicazione dell’imposta sostitutiva del 10 per cento in luogo dell’ordinaria aliquota IRPEF e delle relative addizionali. Criteri di misurazione Il decreto afferma che le somme erogate e a titolo di premio di risultato debbono essere: - di importo variabile - stabilite in un accordo collettivo di secondo livello - legate ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, misurabili con parametri volti a quantificare, a livello aziendale, l’aumento della produzione o i risparmi nell’utilizzo dei fattori produttivi, anche attraverso la riorganizzazione dell’orario di lavoro non straordinario, o il miglioramento della qualità dei prodotti e dei processi. Beneficiari Viene ampliata la platea di beneficiari con l’aumento a 50 mila euro lordi annui del limite dei redditi di lavoro subordinato che consentono l’accesso all’imposta sostitutiva. Diminuisce, però, il limite massimo di importo che potrà essere assoggettato a tassazione agevolata , fissato a 2.000 euro lordi annui, importo che potrà salire a 2.500 euro lordi per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro. Somme incentivate Al beneficio sono ammesse anche le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa, a norma dell’articolo 2099, comma 3, del codice civile che, come noto consente che il prestatore di lavoro sia retribuito, in tutto o in parte, con partecipazione agli utili dell’impresa, intesi quali utili netti per espressa previsione dell’articolo 2102 c.c. Dette somme saranno peraltro deducibili dal reddito d’impresa indipendentemente dall’imputazione al conto economico ai sensi dell’articolo 95, comma 6 del Dpr 917/ 1986 (Tuir). Limiti massimi agevolabili L’aumento da 2.000 a 2.500 euro del limite di premio agevolabile in caso di coinvolgimento dei lavoratori dell’organizzazione aziendale, non è tale da far ritenere particolarmente appetibile la previsione che comporta che l’azienda si doti di un piano di coinvolgimento dei lavoratori (non necessariamente le rappresentanze sindacali e non necessariamente in esecuzione di contratti di secondo livello) mediante la costituzione di gruppi di progetto dedicati a migliorare o innovare l’organizzazione del lavoro. Contratti aziendali I contratti aziendali devono essere depositati presso la Direzione territoriale del Lavoro, entro 30 giorni dalla stipula, secondo la regola generale che condiziona la fruizione di benefici e sgravi a detto deposito. Incentivi al welfare aziendale Il nuovo comma 3-bis dell’articolo 51 del Tuir (D.P.R. 917/86) consente l’erogazione da parte del datore di lavoro di beni, prestazioni, opere e servizi di cui ai commi 2 e 3 dello stesso articolo 51, mediante documenti di legittimazione, in formato cartaceo o elettronico, riportanti un valore nominale. Il decreto interministeriale precisa che tali documenti: - debbono essere nominativi; - non possono essere utilizzati da persone diverse dall’avente diritto; - non possono essere monetizzati o ceduti a terzi; - devono dare diritto ad una sola prestazione, servizio o bene.   ******   5) IVA: Assonime sul differimento del termine di invio delle comunicazioni delle operazioni intercorse con Paesi “black list” relative al 2015 Con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 25 marzo 2016 è stato differito al 20 settembre 2016 il termine ultimo per la trasmissione delle comunicazioni delle operazioni intercorse nel 2015 con operatori stabiliti in Paesi a fiscalità privilegiata che altrimenti avrebbero dovuto essere inviate entro il prossimo 11 aprile (scadendo di domenica il termine del 10 aprile previsto dell’art. 8, comma 2, del provvedimento del 2 agosto 2013). Il provvedimento del 25 marzo 2016 è stato emanato tenendo conto delle modifiche apportate alla disciplina delle comunicazioni delle operazioni intercorse con operatori di Paesi “black list” dal decreto legislativo n. 175 del 2014 (c.d. decreto semplificazioni), che, oltre ad aumentare la soglia che determina la sussistenza dell’obbligo comunicativo di cui si tratta (stabilendo che le comunicazioni debbano essere trasmesse nel caso in cui l’ammontare delle operazioni superi complessivamente i 10.000 euro, in luogo del precedente limite di 500 euro per ogni singola operazione), ha inoltre disposto che l’obbligo in questione debba essere assolto non più con cadenza annuale o trimestrale, bensì con cadenza annuale. Il differimento del termine di trasmissione dei dati relativi al 2015 - come rilevato nelle motivazioni del provvedimento del 25 marzo 2016 e nel relativo comunicato stampa, diramato dall’Agenzia delle entrate il giorno precedente - è finalizzato a facilitare il passaggio alla periodicità annuale di trasmissione delle comunicazioni, concedendo agli operatori più tempo per adeguare i software necessari per l’invio dei dati. (Assonime, nota del 31/03/2016)   ******   6) Tassazione agevolata per le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa Si avvia verso la concreta applicazione la norma, contenuta nella legge di stabilità 2016, che prevede una tassazione agevolata, con imposta sostitutiva del 10%, per i premi di risultato e per le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa, entro il limite di 2.000 euro lordi (che sale a 2.500 euro per le aziende che «coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro») in favore di lavoratori con redditi da lavoro dipendente fino a 50mila Euro. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, e il Ministro dell’economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, hanno infatti firmato il decreto -redatto in collaborazione con la Presidenza del Consiglio- che disciplina i criteri di misurazione degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione ai quali i contratti aziendali o territoriali legano la corresponsione di premi di risultato di ammontare variabile nonché i criteri di individuazione delle somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa. Il decreto disciplina, inoltre, gli strumenti e le modalità attraverso cui le aziende realizzano il coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro e l’erogazione tramite voucher di beni, prestazioni e servizi di welfare aziendale (come, ad esempio, servizi di educazione e istruzione per i figli, o di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti, ecc.). Il decreto sarà trasmesso a breve alla Corte dei Conti per la relativa registrazione. I criteri di misurazione per i premi di risultato Il decreto dispone che i contratti collettivi di lavoro devono prevedere criteri di misurazione e verifica degli incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza ed innovazione, che possono consistere nell’aumento della produzione o in risparmi dei fattori produttivi ovvero nel miglioramento della qualità dei prodotti e dei processi, anche attraverso la riorganizzazione dell’orario di lavoro non straordinario o il ricorso al lavoro agile quale modalità flessibile di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, rispetto ad un periodo congruo definito dall’accordo, il cui raggiungimento sia verificabile in modo obiettivo attraverso il riscontro di indicatori numerici o di altro genere appositamente individuati. La partecipazione agli utili dell’impresa Il decreto chiarisce che per somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa si intendono gli utili distribuiti ai sensi dell’articolo 2102 del codice civile e che l’applicazione dell’imposta sostituiva del 10% si applica, sussistendo le condizioni ivi previste, anche alle somme erogate a titolo di partecipazione agli utili relativi al 2015. Coinvolgimento paritetico dei lavoratori Il decreto stabilisce che l’incremento del limite a 2.500 euro lordi per i premi di risultato con tassazione agevolata viene riconosciuto qualora i contratti collettivi di lavoro prevedano strumenti e modalità di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro da realizzarsi attraverso un piano che stabilisca, a titolo esemplificativo, la costituzione di gruppi di lavoro nei quali operano responsabili aziendali e lavoratori finalizzati al miglioramento o all’innovazione di aree produttive o sistemi di produzione, e che prevedono strutture permanenti di consultazione e monitoraggio degli obiettivi da perseguire e delle risorse necessarie nonché la predisposizione di rapporti periodici che illustrino le attività svolte e i risultati raggiunti. Non costituiscono invece strumenti e modalità utili al fine dell’incremento del limite i gruppi di lavoro di semplice consultazione, addestramento o formazione. Deposito e monitoraggio dei contratti L’applicazione dell’imposta sostitutiva al 10% è subordinata al deposito del contratto da effettuare entro 30 giorni dalla sottoscrizione dei contratti collettivi aziendali o territoriali, insieme con la dichiarazione di conformità del contratto alle disposizioni del decreto, redatta in conformità allo specifico modello che verrà reso disponibile sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Per i premi di risultato relativi al 2015, il deposito del contratto e della dichiarazione di conformità deve avvenire entro i 30 giorni successivi all’entrata in vigore del decreto. Le risorse La legge di stabilità prevede che le risorse necessarie sono reperite attraverso corrispondenti riduzioni del Fondo per l’occupazione, per un ammontare di 344,7 milioni per l’anno 2016, 325,8 milioni per il 2017, 320,4 milioni per il 2018, 344 milioni per il 2019, 329 milioni per l’anno 2020, 310 milioni per il 2021 e 293 milioni annui a decorrere dal 2022. (MEF, comunicato stampa n. 58 del 30/03/2016)   ******   7) Fondo integrazione salariale: ecco il decreto E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 74 del 30 marzo 2016 il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 3 febbraio 2016, contenente l'adeguamento del Fondo di solidarietà residuale già istituito presso l'INPS, alle disposizioni del decreto legislativo n. 148 del 14 settembre 2015, assumendo la denominazione di Fondo di integrazione salariale. Lo scopo è quello di continuare ad assicurare una tutela in costanza di rapporto di lavoro nei casi di riduzione o sospensione dell'attività lavorativa ai lavoratori dei settori non rientranti nella normativa di integrazione salariale e per i quali non sia stato costituito un fondo bilaterale di settore. La disciplina del fondo interessa i datori di lavoro che occupano mediamente più di cinque dipendenti, appartenenti a settori, tipologie e classi dimensionali non rientranti nell'ambito di applicazione del Titolo I del d.lgs. n. 148/2015. (Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, nota del 31 marzo 2016)   ******   8) Utilizzo delle perdite fiscali in ipotesi di accertamento La Fondazione nazionale dei commercialisti (FNC) il 31 marzo 2016 ha pubblicato il documento sull’utilizzo delle perdite fiscali in ipotesi di accertamento. Il legislatore, attraverso il Decreto Legislativo n. 158/2015, ha previsto un procedimento generalizzato di computo in diminuzione delle perdite in accertamento, il quale è stato congegnato sulla falsariga di quello già previsto nell'ambito dell'accertamento del consolidato fiscale. La nuova norma, manifestando una precisa scelta legislativa in merito all’alternativa tra facoltà o obbligo di riporto delle perdite, fornisce lo spunto per una riflessione più generale sul rapporto tra Amministrazione Finanziaria e Contribuente. La prospettiva economica e finanziaria nelle s.r.l.s.: brevi considerazioni propositive Pubblicato in: Documenti. Negli ultimi tempi sempre più soggetti scelgono di avviare un’attività imprenditoriale facendo ricorso alla forma giuridica della società a responsabilità limitata semplificata al fine di poter usufruire di una serie di agevolazioni, tra cui la possibilità che l’ammontare del capitale sociale da sottoscrivere e versare in fase di costituzione sia da un minimo di 1 euro ad un massimo di euro 9.999. Quest’ultima circostanza, che sicuramente costituisce un vantaggio iniziale dell’investimento, potrebbe rappresentare un elemento di debolezza qualora l’impresa sin dalla sua fase di start up non fosse in grado di generare liquidità tale da garantire un soddisfacente equilibrio finanziario. Sulla scorta di ciò, è intenzione di chi scrive, evidenziare come dette società spesso accusino una certa difficoltà finanziaria, che tramutandosi in una condizione di tipo patologico può determinarne l’estinzione anticipata. La relazione del gestore della crisi al piano del consumatore Pubblicato in: Documenti. La legge 3/2012 prevede tre procedure per la composizione delle crisi da sovraindebitamento: l’accordo coi creditori, modellato sul concordato preventivo, il piano del consumatore e la liquidazione dei beni, che è ispirata al fallimento. Il Piano Del Consumatore è la procedura più innovativa. La caratteristica saliente di questa procedura è data dall’assenza del voto dei creditori e della sottomissione al sindacato unico del Giudice Delegato della valutazione dell’ammissibilità del debitore al beneficio. A sua volta il Giudice Delegato fonderà il proprio convincimento unicamente sulla Relazione del Gestore della Crisi, nominato dall’Organismo di Composizione della Crisi o dal Tribunale, che assume in questa procedura un ruolo determinante. Si tratta, con ogni evidenza, di una grande responsabilità per il commercialista chiamato, da un lato, a supportare il debitore nella fase della predisposizione del piano e, dall’altro, a fornire al magistrato gli elementi che lo convincano a disporre una misura che inciderà non solamente sui diritti dei creditori. Check list - Gestione comunicazioni partite IVA dormienti Pubblicato in: Strumenti di Lavoro. Strumento operativo di controllo a supporto dell’attività svolta dai collaboratori negli studi professionali. La legge di stabilità 2016 spinge il welfare aziendale con la leva fiscale Pubblicato in: Documenti. Oggi più che mai il tema del welfare si presenta di forte attualità, specialmente nei paesi industrializzati dove la dinamica demografica risente di forti flussi di immigrazione e di un processo generalizzato di invecchiamento della popolazione, fattori questi che unitamente alla disoccupazione, specialmente femminile, impongono una revisione dei sorpassati modelli di welfare. In un contesto macroeconomico come quello attuale caratterizzato da forti vincoli alla spesa sia a livello centrale che locale, il sistema di welfare difficilmente può contare su un'entità di entrate tali da soddisfare la crescente domanda di previdenza, assistenza, sanità, istruzione; da qui la necessità di individuare un sistema che possa integrare quello pubblico, virando verso un modello di welfare pubblico-locale in sinergia con i soggetti privati. Uno spunto di riflessione: leggi-sentenza? Pubblicato in: Documenti. Viviamo un momento storico in cui le sentenze assumono un ruolo trainante nella formazione del diritto, tanto che – sia pure con una qualche forzatura – si può asserire che vi sono sentenze che tengono le veci delle leggi, che hanno effetti sociali pari se maggiori di quelli prodotti da una legge. Per converso, assistiamo alla promulgazione di disposizioni di legge la cui funzione, almeno nella intenzione di chi le ha redatte, è di ribaltare uno specifico indirizzo giurisprudenziale; tanto che si può qui parlare – in certo senso – di leggi-sentenza. (FNC, documenti pubblicati sul web il 31 marzo 2016)   ******   9) Collegio sindacale: un documento del Cndcec con verbali e procedure Il testo messo a punto dal Cndcec contiene 55 bozze aggiornate alla luce delle nuove norme di comportamento. 55 bozze di verbale con relative dichiarazioni e procedure destinate ad orientare l’attività del collegio sindacale nello svolgimento della propria attività di vigilanza nell’ambito della governance. E’ il contenuto del nuovo lavoro predisposto dal Consiglio Nazionale dei Commercialisti, intitolato proprio “Verbali e procedure del collegio sindacale”. Destinatario delle indicazioni contenute nel documento è il collegio sindacale che, pur non svolgendo funzioni di revisione legale, è posto dalla legge al crocevia degli scambi e dei flussi informativi tra gli organi e soggetti terzi alla società. Il lavoro - che giunge subito dopo la diffusione avvenuta nei giorni scorsi del documento sulla relazione unitaria del controllo societario del collegio sindacale incaricato della revisione legale dei conti - viene pubblicato in vista delle scadenze previste per l’approvazione dei bilanci 2015. La chiusura dei conti annuali rileva non solo con riferimento all’attività di vigilanza dei sindaci impegnati nella stesura della relazione ex art. 2429 c.c., quanto anche per i rinnovi (eventuali) delle cariche nella governance e degli organi terzi delle società. “Le bozze di verbale contenute nel documento – spiega il presidente dei commercialisti, Gerardo Longobardi - riproducono i momenti salienti dell’attività di vigilanza del collegio, così come vengono scanditi e declinati nel codice civile, nel TUF e nelle Norme di comportamento, sin dal momento dell’accettazione dell’incarico e dell’insediamento dell’organo. L’approfondimento rappresenta per la nostra professione un valido strumento per l’esercizio delle funzioni di vigilanza, con l’obiettivo di rendere operativi i contenuti delle Norme di comportamento”. Proprio le Norme di comportamento del collegio sindacale delle società non quotate e l’emanazione di nuove Norme per le società quotate, spiega il Consigliere nazionale delegato alla materia, Raffaele Marcello, “hanno reso necessario rielaborare il documento n. 20 divulgato nel 2013 a cura dell’IRDCEC (oggi Fondazione nazionale commercialisti). Il testo che diffondiamo oggi aggiorna ed integra quindi anche le tracce di verbali, comunicazioni, proposte e procedure che il collegio sindacale è tenuto a redigere nell’ambito del proprio operare”. Le 55 bozze di verbali sono state suddivise in 7 sezioni relative all’insediamento del collegio sindacale, all’attività di vigilanza, al riscontro di gravi irregolarità, alle operazioni sul capitale sociale, alle operazioni straordinarie e di liquidazione, alle società quotate e alla crisi d’impresa. I nuovi schemi operativi – precisa il Consiglio nazionale - rappresentano mere tracce e dovranno essere utilizzati in modo flessibile, dal momento che “non possono ovviamente rappresentare tutte le variegate situazioni che nella prassi professionale possono verificarsi concretamente”. Tutti i testi sono riportati in formato word in modo da consentirne la consultazione e l’immediata utilizzazione. Il documento è scaricabile dall’Area Istituzionale del sito del Consiglio nazionale dei commercialisti (www.commercialisti.it). (CNDCEC, comunicato del 31 marzo 2016)   ******   IVS 2013: In italiano i Principi Internazionali di Valutazione Il testo sarà in consultazione pubblica fino al 20 maggio. Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha approvato la bozza di traduzione in lingua italiana degli International Valuation Standards, emanati nel 2013 dall’International Valutation Standards Council (IVSC). Il Consiglio nazionale dei commercialisti fa parte dell’IVSC dal 2012 e ha ricevuto, insieme al Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, l’autorizzazione a tradurre e pubblicare gli IVS 2013 in italiano. Conformemente alle prassi generalmente adottate per la pubblicazione delle traduzioni degli standard internazionali, il Consiglio nazionale dei commercialisti presenta il lavoro di traduzione svolto con una consultazione pubblica che si chiuderà il 20 maggio 2016. Nella traduzione, si è scelto di uniformarsi alla terminologia proposta nei Principi Italiani di valutazione emanati a luglio 2015 dall’Organismo Italiano di Valutazione, di cui il Consiglio nazionale dei commercialisti è membro. Commenti e suggerimenti possono essere inviati a traduzioni@commercialisti.it entro il 20 maggio 2016. Dopo aver considerato i commenti ricevuti, i due Consigli nazionali procederanno congiuntamente alla pubblicazione definitiva della traduzione dei Principi Internazionali di Valutazione. (CNDCEC, comunicato del 31 marzo 2016)   ******   10) Nuovo bonus mobili per giovani coppie under 35: una circolare delle Entrate spiega come accedervi Il Fisco non solo intende agevolare le giovani coppie che comprano una casa da destinare ad abitazione principale, ma adesso spiega pure come fruire del bonus. La legge di stabilità 2016, infatti, introduce un’agevolazione per l’acquisto di nuovi mobili da parte di coppie coniugate o conviventi da almeno tre anni. Sono, inoltre, prorogate le detrazioni collegate al recupero del patrimonio edilizio e quelle per l’acquisto di mobili per il relativo arredo. E’ stata finalmente pubblicata la circolare dell’Agenzia delle entrate n. 7/E del 31 marzo 2016 che descrive le modalità per accedere al nuovo bonus. Quali giovani coppie sono coinvolte Dunque, il nuovo bonus mobili è riservato alle coppie che nel 2016 risultino coniugate o conviventi more uxorio da almeno tre anni. All’interno della giovane coppia è necessario che almeno uno dei componenti non abbia superato i 35 anni di età o che li compia nell’anno 2016. Per ultimo, la circolare spiega che la coppia deve essere acquirente di un’unità immobiliare e che la stessa sia adibita ad abitazione principale nell’anno 2016. L’acquisto può essere effettuato da entrambi i componenti della coppia o da uno solo di essi, purché quest’ultimo sia under 35 nel 2016. In particolare, l’immobile deve risultare acquistato nell’anno 2016 o nell’anno 2015. Gli immobili acquistati nel 2016 possono essere destinati ad abitazione principale entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi per questo periodo d’imposta (termine di presentazione del modello Unico PF 2017). I beni che rientrano nel bonus Tra i mobili ammessi al beneficio rientrano, a titolo esemplificativo, letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie, comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile. Sono esclusi, invece, gli acquisti di porte, di pavimentazioni (ad esempio, il parquet), di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo. La nuova detrazione è prevista per le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016 per l’acquisto di mobili nuovi e destinati all’arredo dell’abitazione principale della giovane coppia, ad eccezione di quelle per l’acquisto di grandi elettrodomestici. Come calcolare la detrazione L’agevolazione, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, si applica nella misura del 50% delle spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016 e viene determinata su un ammontare complessivo non superiore a 16mila euro. L’ammontare massimo di spesa sul quale calcolare la detrazione deve essere comunque riferito alla coppia. Per fruire del beneficio è necessario che il pagamento per l’acquisto dei nuovi mobili sia effettuato solamente mediante bonifico o carta di debito o credito. Il nuovo bonus mobili giovani coppie non è cumulabile per lo stesso immobile con il bonus mobili e grandi elettrodomestici. La proroga a tutto il 2016 della detrazione per le ristrutturazioni edilizie e del bonus mobili e grandi elettrodomestici La circolare, peraltro, ricorda che la legge di stabilità 2016 ha prorogato al 31 dicembre di quest’anno l’aumento della detrazione dal 36% al 50% per le spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio, nonché l’incremento delle spese ammissibili da euro 48.000 a euro 96.000. Per il 2016 è stato prorogato anche il bonus per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, di classe non inferiore ad A+, nonché di classe A per i forni e le apparecchiature per i quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.   ******   11) Al via le iscrizioni online sul 5 per mille 2016 Entro il 14 maggio sul sito dell’Agenzia pubblicati i primi elenchi. Riparte la stagione del cinque per mille. Da oggi, infatti, è possibile iscriversi al 5 per mille 2016 utilizzando i canali telematici gestiti dall’Agenzia, Entratel e Fisconline, che sono pronti per accogliere le candidature degli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche. Il 5 per mille al traguardo della stabilizzazione In seguito alle ultime modifiche normative, il 5 per mille ha assunto a pieno titolo il profilo di un contributo certo, a regime, non più quindi soggetto a proroghe o rinnovi annuali continui. Il beneficio del 5 per mille rappresenta una forma stabile di finanziamento per un ampio ventaglio di settori di rilevanza sociale. Con la circolare n. 13/E del 26 marzo 2015, e proprio in considerazione della “stabilizzazione” dell’istituto del cinque per mille, è stata fornita con riguardo agli enti del volontariato e alle associazioni sportive dilettantistiche una sintesi degli adempimenti da porre in essere ai fini dell’ammissione al contributo. In pratica, una sorta di guida con le istruzioni complete in riferimento alla tempistica e alle modalità da seguire. Termine ultimo per l’iscrizione il 9 maggio La campagna di iscrizione terminerà il 9 maggio. Dunque, gli enti del volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche avranno tempo fino a questa data per presentare la domanda di iscrizione all’Agenzia delle Entrate esclusivamente in via telematica. Il termine fissato legislativamente al 7 maggio (sabato) viene quindi automaticamente prorogato al 9 maggio (lunedì) in forza del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 aprile 2012 che ha previsto, all’articolo 3, che i termini di presentazione all’Agenzia delle Entrate delle domande di iscrizione al contributo e delle successive integrazioni documentali che scadono di sabato o di giorno festivo sono prorogati al primo giorno lavorativo successivo. Si ricorda che i requisiti di accesso al contributo devono essere comunque posseduti alla data del 7 maggio 2016. Come iscriversi e inviare la dichiarazione sostitutiva Gli enti del volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche possono iscriversi tramite i servizi telematici dell’Agenzia, Fisconline o Entratel. Per poterlo fare devono collegarsi al sito internet www.agenziaentrate.gov.it, compilare la domanda di iscrizione seguendo le istruzioni e usando il software disponibile online. In alternativa possono ricorrere a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica. Per quanto riguarda la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, gli enti del volontariato devono inviarla entro il 30 giugno, alla Direzione regionale dell’Agenzia nel cui ambito territoriale si trova il domicilio fiscale. Le associazioni sportive, invece, devono trasmetterla, entro la stessa data, all’ufficio del Coni nel cui ambito territoriale si trova la sede legale dell’associazione. Elenchi provvisori online entro il 14 maggio, per quelli aggiornati l’appuntamento è fissato al 25 maggio Le Entrate renderanno disponibili sul proprio sito istituzionale tutti gli elenchi, distinti per tipologia, compresi quelli degli enti della ricerca scientifica e dell’università e degli enti della ricerca sanitaria, trasmessi dai competenti Ministeri. Entro il 14 maggio 2016 sarà pubblicata online la versione provvisoria degli elenchi degli enti del volontariato e delle associazioni sportive dilettantistiche iscritte al beneficio. Nel caso in cui gli enti del volontariato e le associazioni sportive dilettantistiche rilevino la presenza di eventuali errori di iscrizione, potranno chiederne la correzione entro il 20 maggio. Una volta corretti gli errori, la pubblicazione degli elenchi aggiornati scatterà il 25 maggio. Come regolarizzare, termine ultimo il 30 settembre Gli enti che non hanno assolto in tutto o in parte, entro i termini di scadenza, agli adempimenti richiesti, possono regolarizzare la propria posizione ed essere ammessi alla ripartizione delle quote entro il 30 settembre. Per farlo, gli enti in possesso dei requisiti sostanziali richiesti (al 7 maggio 2016), possono presentare le domande di iscrizione e/o provvedere alle successive integrazioni documentali, entro il 30 settembre, versando contestualmente con il modello F24 una sanzione di 250 euro e indicando il codice tributo 8115. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 58 del 31 marzo 2016)   ******   12) Modificati il modello di dichiarazione “Unico 2016–PF” e le relative istruzioni Modificati il modello di dichiarazione “Unico 2016–PF” e le relative istruzioni, approvato con provvedimento del 29 gennaio 2016. Hanno subito varie modifiche i vari modelli di Unico 2016 riservati alle persone fisiche che devono dichiarare il periodo 2015. Questo è avvenuto con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate n. 47207 del 31 marzo 2016. Le ampie modifiche hanno riguardato il fascicolo 1, il fascicolo 2 ed anche il fascicolo 3. Ecco i particolari (“in originale”) riportati nel suddetto provvedimento:   Fascicolo 1 – Istruzioni
  1. a) A pagina 24, alla ottava riga, l’anno “2014” è sostituito con “2015”;
  2. b) alle pagine 24 e 25, la percentuale del 15%, ovunque indicata, è sostituita con la percentuale del 30% e la percentuale del 5%, ovunque indicata, è sostituita con la percentuale del 10%;
  3. c) a pagina 34, nella formula di colonna 10 del rigo RB11, è inserito il segno (-) dopo “col. 5” e dopo “col. 6”;
  4. d) a pagina 35, nella “Colonna (Contratti non superiori a 30 gg.)” è inserito il numero “8”;
  5. e) a pagina 37, sono apportate le seguenti modifiche:
  • nella colonna 3 (Redditi), nel primo punto elenco vanno eliminate le parole “nella colonna 1 il codice 2 (lavoro dipendente),”;
  • nella colonna 3 (Redditi), nel secondo punto elenco vanno eliminate le parole “nella colonna 1 il codice 2 (lavoro dipendente),”;
  • nella colonna 3 (Redditi), il terzo punto elenco è soppresso;
  • nella colonna 3 (Redditi), dopo il secondo punto elenco è aggiunto il seguente periodo: “Se nella colonna 1 è stato indicato il codice 6 (redditi di pensione prodotti in euro dai residenti a Campione d’Italia), la colonna 2 non va compilata e nella colonna 3 va indicato l’importo presente nel punto 459 della Certificazione Unica 2016”;
  1. f) a pagina 43, nel paragrafo relativo alla “Sezione VIII – Credito d’imposta per negoziazione e arbitrato”, nella sesta riga è aggiunto “dell’articolo 17 del D.Lgs. n. 241/1997.”;
  2. g) a pagina 44, nella colonna 4 del rigo CR17, i riferimenti al rigo CR15 devono intendersi al rigo CR17;
  3. h) a pagina 45, nel paragrafo “Oneri deducibili”, alla lettera a), secondo punto elenco, il riferimento al rigo tra parentesi è sostituito con “RP26, cod. 6” e alla lettera b) sono apportate le seguenti modifiche:
  • nel quarto punto elenco, il riferimento al rigo tra parentesi è sostituito con “RP26, cod. 7”;
 
  • nel quinto punto elenco, il riferimento al rigo tra parentesi è sostituito con “RP26, cod. 8”;
  • nel sesto punto elenco, il riferimento al rigo tra parentesi è sostituito con “RP26, cod. 9”;
  • nel settimo punto elenco, il riferimento al rigo tra parentesi è sostituito con “RP26, cod. 11”;
 
  1. i) a pagina 50, nelle tabelle relative alle spese per le quali spetta la detrazione del 19 per cento e del 26 per cento, nelle colonne relative all’indicazione del rigo, la lettera “E” è sostituita con le lettere “RP”;
  2. j) a pagina 51, sono apportate le seguenti modifiche:
  • nel codice 12 (Spese di istruzione), dopo il primo è inserito il seguente periodo: “La detrazione spetta per le spese sostenute sia per i familiari fiscalmente a carico sia per il contribuente stesso.”;
  • nel codice 16 (Spese per attività sportive praticate da ragazzi), sono apportate le seguenti modifiche:
Ø il secondo periodo è sostituito con il seguente: “La detrazione spetta per le spese sostenute sia per i familiari fiscalmente a carico sia per il contribuente stesso se di età rientrante nei limiti sopra indicati. ” Ø il periodo “Se la spesa riguarda più di un ragazzo, occorre compilare più righi da RP8 a RP14, riportando in ognuno di essi il codice 16 e la spesa sostenuta con riferimento a ciascun ragazzo” è soppresso;
  1. k) a pagina 54, nel codice 41, penultimo periodo, l’anno “2013” è sostituito con l’anno “2015”;
  2. l) a pagina 57, nel codice “8”, nel quarto punto elenco, sono aggiunte infine le seguenti parole: “e D.P.C.M. 4 febbraio 2015 (pubblicato sulla G.U. n. 79 del 4 aprile 2015)”;
  3. m) a pagina 59, al rigo RP32, sono apportate le seguenti modifiche:
  • nel primo punto elenco è soppressa la frase “cedute da imprese di costruzione e da cooperative edilizie”;
 
  • nel secondo punto elenco è soppressa la frase “cedute da imprese di ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie”;
  1. n) a pagina 63, nell’esempio di compilazione n. 1, è inserita la colonna 9 “Importo spesa” e le colonne successive vengono conseguentemente rinumerate;
  2. o) a pagina 64, sono apportate le seguenti modifiche:
  • nel rigo RP48, colonna 2, le parole “dal 2014” sono sostituite con le seguenti: “dal 2013, 2014 e 2015”;
  • nel rigo RP48, colonna 3, l’anno “2014” è sostituito con “2013, 2014, 2015”
  • nell’ultimo rigo dell’introduzione alla Sezione III B, il riferimento alla “colonna 10” deve intendersi alla “colonna 11”
  • nei righi RP51 e RP52, colonna 1, terzo rigo, il riferimento alla “colonna 10” deve intendersi alla “colonna 11”
  1. p) a pagina 65, nella Sezione IV, all’elenco delle tipologie di intervento sono aggiunti i due seguenti punti:
  • acquisto e posa in opera di schermature solari
  • acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili;
  1. q) a pagina 66, quinto capoverso, le parole da “Inoltre” a “26 gennaio 2010)”, sono eliminate;
  2. r) a pagina 67, nella colonna 1 (Tipo intervento) dei righi da RP61 a RP64, sono apportate le seguenti modifiche:
  • al codice 2, l’ultimo periodo è soppresso;
  • al codice 4, l’ultimo periodo è soppresso;
  • dopo il codice 4, sono aggiunti i seguenti codici:
“5” Acquisto e posa in opera di schermature solari. Interventi per l’acquisto e la posa in opera delle schermature solari a protezione di una superficie vetrata, applicate in modo solidale con l’involucro edilizio e non liberamente montabili e smontabili dall’utente. Possono essere applicate, rispetto alla superficie vetrata, all’interno, all’esterno o integrate purché siano mobili e “tecniche”. Non fruiscono dell’agevolazione le schermature solari autonome (aggettanti) applicate a superfici vetrate esposte a nord; (art. 14, comma 2, lett. b), del decreto-legge n. 63 del 2013, come modificato dall’art. 1, comma 74, della legge n. 208 del 2015); “6” Acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale a biomasse. Interventi per l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.” (art. 14, comma 2-bis, del decreto-legge n. 63 del 2013, come modificato dall’art. 1, comma 74, della legge n. 208 del 2015).
  1. s) a pagina 68, all’elenco puntato presente nella colonna 8 (Spesa totale), sono aggiunti i due seguenti punti:
  • per l’acquisto e posa in opera di schermature solari (codice “5”):
  – 92.307,69 euro per le spese sostenute dal 1 gennaio al 31 dicembre 2015 (65%). La detrazione massima consentita è infatti di 60.000 euro;
  • acquisto e posa in opera di impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili (codice “6”):
  – 46.153,84 euro per le spese sostenute dal 1 gennaio al 31 dicembre 2015 (65%). La detrazione massima consentita è infatti di 30.000 euro;
  1. t) a pagina 69, nel rigo RP80, al quarto capoverso, le parole da “e deve essere mantenuto …” a “per almeno tre anni.” sono soppresse e, nel periodo successivo, le parole “di tale” sono sostituite dalla parola “del”;
  2. u) a pagina 75, nel rigo RN6, colonna 4, nell’ultimo periodo il riferimento al rigo “RN28” è sostituito con “RN31”;
  3. v) a pagina 81, nella colonna 5 del rigo RN24, è aggiunto, infine, il seguente periodo: “Per determinare l’eventuale quota del credito che non trova capienza nell’imposta lorda, si rinvia alle istruzioni fornite al rigo RN47.”;
  4. w) a pagina 84, sono apportate le seguenti modifiche:
 
  • nel secondo punto elenco del rigo RN36, il riferimento a “Unico 2014” è sostituito con “Unico 2015”;
  • nella colonna 4 del rigo RN38 (Acconti), le parole “o forfetario” sono soppresse;
  1. x) a pagina 87, nella formula denominata “BonusTeorico”, l’importo “640” indicato al numeratore è sostituito con “960”;
  2. y) a pagina 89, nel rigo RN62, al termine della prima riga, il riferimento alla “colonna 3 del rigo RN61” è sostituito con “colonna 4 del rigo RN61”;
  3. z) a pagina 91, nel testo relativo alla Regione Lazio, è soppresso il quarto periodo e dopo il secondo è inserito il seguente periodo: “Solo in quest’ultima ipotesi deve essere barrata la casella “Casi particolari addizionale regionale” nel riquadro del domicilio fiscale”;
  4. aa) a pagina 102, nella voce d’appendice “Mutuo ipotecario relativo alla costruzione e ristrutturazione edilizia dell’abitazione principale”, gli importi “euro 000” sono sostituiti con “euro 2.582,28”;
  5. bb) a pagina 107, nella voce d’appendice “Spese sanitarie per persone con disabilità”, al termine del terzo punto elenco, le parole “dall’art. 1, della L. 12 marzo 1999, n. 68” sono sostituite dalle seguenti: “dalla legge 26 maggio 1970, n. 381”;
  6. cc) a pagina 112, nella “tabella aliquote dell’addizionale regionale all’Irpef per l’anno d’imposta 2015”, in corrispondenza delle Regioni Emilia Romagna, Liguria e Lombardia, le parole “oltre 001 a 75.000 euro” sono sostituite con “da 55.001 a 75.000 euro”
  Fascicolo 2 – Istruzioni
  1. a) a pagina 2, nell’indice, in relazione alle istruzioni del quadro RW il riferimento a pagina “33” è modificato con “34”
  2. b) a pagina 9, nel rigo RL12, le parole “qualora siano stati prodotti all’estero anche redditi d’impresa” sono eliminate;
  3. c) a pagina 16 sono apportate le seguenti modifiche:
  • nel titolo della sezione VIII, il riferimento all’art. 168 è eliminato;
  • nella sezione VIII, il testo relativo alla lettera b) è eliminato e lettere c) e d) sono ridenominate b) e c)
  • nella colonna 2 del rigo RM17 è eliminato il riferimento alla lettera b) e i riferimenti alle lettere c) e d) sono sostituiti con b) e c);
  • nella sezione X, all’ultimo rigo, il riferimento al “4%” è sostituito con “8%”;
 
  1. d) a pagina 18, nelle istruzioni del rigo RM25, colonna 2, il riferimento all’anno 2014 è da intendersi 2015;
  2. e) a pagina 20, nelle istruzioni della colonna 39, il riferimento alla percentuale dell’11% è da intendersi al 17%;
  3. f) a pagina 25, nelle istruzioni del rigo RT23, colonna 2, le parole“….RT2, colonna 2” sono sostituite con “RT22 colonna 3” e nelle istruzioni al rigo RT28, il riferimento al rigo “RX1” è sostituito con “RX18”;
  4. g) a pagina 29, nel paragrafo della sezione I, dopo le parole “Per coloro che svolgono l’attività di” si aggiunge la parola “affittacamere”;
  5. h) a pagina 30, nelle istruzioni di colonna 18 e a pagina 31, nelle istruzioni di colonna 31 il riferimento alla “circolare INPS n. 74 del 6 giugno 2014” è sostituito con “circolare INPS n. 120 del 12 giugno 2015;
  6. i) a pagina 31 nelle istruzioni di colonna 3, il riferimento a colonna 33 è sostituito con il riferimento con colonna 35 e in colonna 4, il riferimento a colonna 34 è sostituito con colonna 36;
  7. j) a pagina 33, nelle istruzioni del campo 9 del rigo RR14 dopo le parole “(rigo LM6)” inserire le seguenti parole “e per i geometri che applicano il regime forfettario il reddito esposto nella colonna 5 dei righi da LM22 a LM 30”;
  8. k) a pagina 34 sono apportate le seguenti modifiche:
  • nel rigo RR15, al campo 9 il riferimento “VE40” è sostituito con “VE50” , dopo le parole “tra i soli soci iscritti ad Albi professionali” inserire la seguente frase “In tali casi il volume d’affari risulta essere pari alla somma del volume d’affari individuale più quello societario.” e al termine delle istruzioni inserire la seguente frase “Per i geometri che applicano il regime forfettario il volume d’affari è equivalente ai componenti positivi derivanti da attività professionale di cui alla colonna 4 dei righi da LM22 a LM30.”;
  • nel quadro RW il riferimento a 10000 euro è sostituito con 15000 euro e le parole “(art. 2, comma 4 bis, del decreto legge 28 gennaio 2014, n. 4, convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo 2014, n. 50) sono sostituite con le parole “(art. 2 della legge n. 186 del 2014)”
 
  1. l) a pagina 44, al quadro RP – Oneri e spese (oneri detraibili) per i non residenti, al punto elenco “interessi pagati….(..da rigo RP8 a RP14 con codice da 8 a 11)” è eliminato “da 8 a”; all’ultimo capoverso “Infine, danno diritto a una detrazione……” il rigo RP64 è sostituito con il rigo RP66; (oneri deducibili) al punto elenco “le somme date spontaneamente a istituti religiosi e Paesi in via di sviluppo (rigo RP26 con codice 2) è sostituito con (rigo RP24 e rigo RP26 con codice 7);
  o Fascicolo 3 – Modello
  1. a) nel quadro LM, al rigo LM5, è aggiunta la colonna 1, denominata “Commi 91 e 92 L. 208/2015”
  2. b) nel quadro RS, al rigo RS347, dopo la colonna 14 è inserita la colonna 15, denominata “Arbitrato RN24, col. 5”;
  3. c) nel quadro FC, Sezione VI, è eliminato il riferimento all'articolo 2, comma 3, del D.M. n. 268/2006;
  4. d) nel quadro CE, nel titolo relativo alla Sezione I, leggasi “imposta” in luogo di “impodta”; dopo le diciture “Sezione I-A” e “Sezione I-B” sono eliminati i riferimenti all’art.165, comma 1.
  o Fascicolo 3 – Istruzioni
  1. a) a pagina 18, al rigo RF55, nelle istruzioni relative ai codici 43, 44 e 45, le parole “dai soci” sono sostituite con “dall’imprenditore”;
  2. b) a pagina 23, il testo dell’“Attenzione” posto immediatamente dopo il rigo RG10 è eliminato;
  3. c) a pagina 26, il testo dell’“Attenzione” posto immediatamente dopo il rigo RG22 è eliminato;
  4. d) a pagina 30, sono apportate le seguenti modifiche:
  • nel rigo LM3, il riferimento al rigo LM20, presente al settimo rigo, è da intendersi al rigo LM48;
  • nel rigo LM5, sono apportate le seguenti modifiche:
Ø dopo la dicitura “va indicato” è inserito il testo “, in colonna 2,”;   Ø in fondo al punto elenco è aggiunto il seguente testo: “Negli importi va altresì ricompresa l’eventuale maggiorazione della spesa, della quota di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria, fiscalmente deducibile, relativa agli investimenti in beni materiali strumentali nuovi effettuati dal 15 ottobre 2015, il cui costo di acquisizione è maggiorato del 40 per cento (art. 1, commi 91 e 92, della legge 28 dicembre 2015, n. 208). Tale importo va riportato anche in colonna 1”;
  1. e) a pagina 31, alla quarta riga della lettera d), immediatamente dopo le parole “dipendente o assimilato” è aggiunta la parola “non”;
  2. f) a pagina 32, sono apportate le seguenti modifiche:
  • all’ottava riga, la dicitura “rigo L21” è da intendersi “rigo LM21”;
  • nel punto elenco posto all’undicesima riga, le parole “determinato così”, sono sostituite dalle seguenti “determinato con le modalità fissate al comma 64, al lordo delle deduzioni,”;
  1. g) a pagina 33, sono apportate le seguenti modifiche:
  • nel secondo punto elenco è tolta la parola “le attività”, ripetuta due volte;
  • nel rigo LM37, è eliminato il secondo periodo;
  1. h) a pagina 34, sono apportate le seguenti modifiche:
  • nel rigo LM42 “Differenza”, al termine del periodo, è inserito il seguente testo: “I contribuenti che hanno compilato la sezione I e che hanno fruito dell’agevolazione sugli investimenti prevista dall’art. 1, commi 91 e 92, legge n. 208 del 2015, determinano l’acconto 2016 senza tenere conto della predetta agevolazione. A tal fine, gli stessi rideterminano autonomamente l’ammontare della “Differenza”, considerando i componenti negativi di rigo LM5, colonna 2, al netto dell’importo indicato al rigo LM5, colonna 1 e su tale importo calcolano l’acconto dovuto.”;
  • nel testo dell’“Attenzione” posto immediatamente sopra il rigo LM43, sono apportate le seguenti modifiche:
Ø la parola “esclusivamente” è sostituita con “sia”, Ø dopo le parentesi, è aggiunto il seguente “che dai contribuenti che compilano la sezione II (regime forfetario)”  
  1. i) a pagina 35, sono apportate le seguenti modifiche:
  • il testo dell’“Attenzione” posto immediatamente dopo il rigo LM44 è eliminato;
  • al rigo LM45, colonna 2, dopo le parole “nel caso di adesione al regime di vantaggio”, poste all’interno delle parentesi, è aggiunto il seguente testo: “o di versamento effettuato in fase di transito al regime forfetario”
  1. j) a pagina 42 dopo il punto elenco, le parole “del presente modello” sono eliminate;
  2. k) a pagina 44, sono apportate le seguenti modifiche:
  • al terzultimo capoverso, dopo le parole “6 luglio 2011”, è inserito il seguente testo: “, oppure al regime forfetario per gli esercenti attività d’impresa arti o professioni, di cui all’articolo 1, commi 54-89 della legge 23 dicembre 2014, n. 190”
  • all’ ultimo rigo, nel rigo RS40, la dicitura “LM13, colonna 1” è sostituita con “LM41”;
  1. l) a pagina 52, al terzo capoverso, dopo la frase: “siano stati corrisposti più compensi” sono aggiunte le parole “o redditi”;
  2. m) a pagina 56, sono apportate le seguenti modifiche:
  • al rigo RQ92, le parole “l’apposito codice tributo” sono sostituite dalla dicitura “il codice tributo 1811”;
  • nella descrizione della Sezione XXIII-C, al secondo punto elenco, il testo compreso tra le virgole, da “inclusi” a “19 luglio 2002”, è eliminato;
  • al rigo RQ93, le parole “l’apposito codice tributo” sono sostituite dalla dicitura “il codice tributo 1813”;
  1. n) a pagina 82, nel quadro FC, neel punto elenco relativo alla Sezione VI, la frase: “ovvero dall’art. 2, comma 3, del D.M. n. 268 del ” è eliminata.
    ******     13) MEF: ecco le statistiche sulle dichiarazioni dei redditi persone fisiche (Irpef) per l’anno di imposta 2014 Il MEF ha pubblicato la nota esplicativa del 31 marzo 2016. L’anno d’imposta 2014 è caratterizzato dalla grande novità della dichiarazione precompilata che ha consentito ai lavoratori dipendenti e ai pensionati di presentare il modello 730 online con pochi click. Questa innovazione, insieme all’accelerazione impressa negli ultimi anni dal Dipartimento delle Finanze alle procedure di validazione statistica e al continuo miglioramento delle attività di ricezione e trattamento delle dichiarazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, consente di rendere tempestivamente disponibili i dati delle dichiarazioni dei redditi. Un’altra importante novità dell’anno d’imposta 2014 riguarda l’introduzione del bonus 80 euro, i cui dati sono analizzati nei paragrafi successivi.   ******   14) Studi di settore 2015: gli esperti approvano i correttivi anticrisi Parere positivo ai correttivi anticrisi per 204 studi di settore. La Commissione degli esperti, che aveva già espresso parere positivo alla metodologia utilizzata per elaborare i correttivi alle funzioni di regressione ed alla normalità nella riunione dello scorso 2 dicembre, ha verificato la validità di tali correttivi, anche sulla base delle analisi effettuate da SOSE sui dati Iva e degli oltre centomila esempi pervenuti da parte delle Organizzazioni di categoria. La Commissione ha inoltre fornito all’unanimità parere positivo sulla novità rappresentata dai correttivi agli indicatori di coerenza. Cinque correttivi per la crisi I correttivi anticrisi sono stati determinati per adattare gli studi di settore alla situazione di crisi economica del 2015 e sono riconducibili a queste cinque categorie: - correttivi congiunturali di settore - correttivi congiunturali territoriali - correttivi congiunturali individuali - interventi relativi all’analisi di normalità economica - interventi relativi all’analisi di coerenza economica L’andamento economico del 2015, settore per settore L’attività di monitoraggio dell’andamento dei settori economici effettuata sul territorio nazionale ha esaminato, le dichiarazioni Iva 2016 e le comunicazioni annuali Iva 2016 presentate entro il mese di febbraio di quest’anno. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 60 del 31 marzo 2016)   Vincenzo D’Andò