Diario quotidiano dell’1 aprile 2016: studi di settore 2015 approvati i correttivi anticrisi

Pubblicato il 1 aprile 2016

società veicolo: ok per la deducibilità degli interessi passivi; ravvedimento operoso: mai versare troppe sanzioni; niente sanzioni penali per l’evasione Irap; firmato il decreto che definisce gli incrementi di produttività di riferimento per la detassazione dei premi di risultato; IVA: Assonime sul differimento del termine di invio delle comunicazioni delle operazioni intercorse con Paesi “black list” relative al 2015; tassazione agevolata per le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa; fondo integrazione salariale: ecco il decreto; utilizzo delle perdite fiscali in ipotesi di accertamento; collegio sindacale: un documento del Cndcec con verbali e procedure; IVS 2013: in italiano i Principi Internazionali di Valutazione; nuovo bonus mobili per giovani coppie under 35: una circolare delle Entrate spiega come accedervi; al via le iscrizioni online sul 5 per mille 2016; modificati il modello di dichiarazione “Unico 2016–PF” e le relative istruzioni; MEF: ecco le statistiche sulle dichiarazioni dei redditi persone fisiche (Irpef) per l’anno di imposta 2014; studi di settore 2015: gli esperti approvano i correttivi anticrisi
 
Indice: 1) Società veicolo: ok per la deducibilità degli interessi passivi 2) Ravvedimento operoso: mai versare troppe sanzioni 3) Niente sanzioni penali per l’evasione Irap 4) Firmato il decreto che definisce gli incrementi di produttività di riferimento per la detassazione dei premi di risultato 5) IVA: Assonime sul differimento del termine di invio delle comunicazioni delle operazioni intercorse con Paesi “black list” relative al 2015 6) Tassazione agevolata per le somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa 7) Fondo integrazione salariale: ecco il decreto 8) Utilizzo delle perdite fiscali in ipotesi di accertamento 9) Collegio sindacale: un documento del Cndcec con verbali e procedure; IVS 2013: in italiano i Principi Internazionali di Valutazione 10) Nuovo bonus mobili per giovani coppie under 35: una circolare delle Entrate spiega come accedervi 11) Al via le iscrizioni online sul 5 per mille 2016 12) Modificati il modello di dichiarazione “Unico 2016–PF” e le relative istruzioni 13) MEF: ecco le statistiche sulle dichiarazioni dei redditi persone fisiche (Irpef) per l’anno di imposta 2014 14) Studi di settore 2015: gli esperti approvano i correttivi anticrisi  
  1) Società veicolo: ok per la deducibilità degli interessi passivi Operazioni di acquisizione con indebitamento. Sì alla deducibilità degli interessi passivi per le società veicolo. La finalità espressa dell’indebitamento riduce la potenziale elusività. Per i soggetti Ires, gli interessi passivi derivanti da operazioni di acquisizione con indebitamento, cd. “leverage buy out”, devono essere considerati deducibili. Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 6/E del 30 marzo 2016, che fornisce le indicazioni necessarie ad individuare il corretto trattamento fiscale sia dei componenti di reddito connessi alle fonti di finanziamento delle predette operazioni apportate da terzi, sia dei rendimenti (interessi, dividendi e/o plusvalenze) che sono ritratti in Italia da entità localizzate in altre giurisdizioni UE (e SEE) ed extra UE. In particolare, il documento di prassi passa in rassegna la disciplina fiscale cui sottoporre le componenti reddituali destinate a soggetti localizzati in Paesi esteri e la deducibilità degli interessi passivi originati dai prestiti contratti da un’apposita società veicolo, “Special Purpose Vehicle”, SPV, posta in essere per l’acquisizione di un’azienda o di una partecipazione, di controllo o totalitaria, in una determinata società, denominata “bersaglio” o “obiettivo, cioè “Target”. In pratica, spiega il documento di prassi, è da ritenersi che, per i soggetti Ires, gli interessi passivi derivanti da tali operazioni debbano essere considerati, in linea di principio, inerenti e, quindi, deducibili. Naturalmente, nei limiti di quanto previsto dall’articolo 96 del Tuir, che ne fissa la disciplina e, ove applicabili, secondo quanto previsto dalle regole relative al transfer pricing. Deducibilità senza confini Inoltre, continua la circolare, il principio d’inerenza riguardo la deducibilità degli interessi passivi è da ritenere sostenibile sia nel caso in cui l’operazione di acquisizione con indebitamento sia posta in essere da un insieme di soggetti - soci, società di gruppo e finanziatori - esclusivamente residenti in Italia, sia nell’ipotesi di presenza di soci e/o finanziatori non residenti in Italia. “leverage buy out”, operazione di acquisizione con indebitamento Il “leverage buy out”, LBO, è una tecnica finanziaria d’acquisto di partecipazioni attraverso il ricorso all’indebitamento. Essa si fonda sulla possibilità di rimborsare il debito contratto per l’acquisizione d’una determinata società “Target”, cioè “obiettivo”, utilizzando i flussi di cassa generati dalla stessa società acquistata. A tal fine, è anche utilizzata una variante consistente nella fusione tra la società veicolo, SPV, utilizzata per concretizzare l’acquisto e la medesima società obiettivo acquistata. In virtù della fusione, infatti, si rende così possibile l’allocazione del debito al livello dei flussi di cassa operativi. In questo secondo caso, l’operazione si definisce “merger leveraged buy out”, MLBO. Il vantaggio fiscale delle operazioni di MLBO non apre automaticamente le porte all’abuso di diritto Le operazioni qualificate come “merger leveraged buy out” , MLBO, trovano nella fusione l’epilogo razionale dell’acquisizione guidata mediante indebitamento. Fusione necessaria anche perché posta a garanzia di rientro, per i creditori, dell’esposizione debitoria. Dunque, la struttura scelta risponde a finalità extra-fiscali, riconosciute dal Codice Civile e, spesso, imposte dagli stessi finanziatori terzi. Conseguentemente, difficilmente potrebbe essere vista come finalizzata ad un indebito vantaggio fiscale e quindi di natura elusiva. Pertanto, continua la circolare, in questi casi le eventuali contestazioni formulate sulla base del divieto di abuso del diritto dovranno essere riconsiderate dagli Uffici ed eventualmente abbandonate. Naturalmente, a condizione che nei singoli casi non si riscontrino altri specifici profili di artificiosità di natura elusiva. Le operazioni di acquisizione con indebitamento superano anche il “test di vitalità economica” – Inoltre, prosegue il documento di prassi, in tutte le ipotesi in cui si dimostri che le eccedenze di interessi passivi indeducibili e di perdite siano esclusivamente quelle relative ai finanziamenti ottenuti dalla società veicolo, SPV, per porre in essere un’operazione di acquisizione con indebitamento, potranno trovare accoglimento le istanze di disapplicazione della disposizione antielusiva del cosiddetto “test di vitalità economica”. Una mini-guida su come gestire strutture complesse La parte finale della circolare si occupa di identificare prassi, modalità e temi da sviluppare in sede di controllo in presenza di strutture complesse, cui partecipano soggetti localizzati in paesi esteri. Tali questioni sono raggruppate come segue: - trattamento fiscale dei costi per servizi addebitati da parte del gestore del fondo o di entità a lui riconducibili alle società target o alla SPV; - applicazione di ritenute alla fonte sugli interessi destinati ai soggetti finanziatori; - qualificazione fiscale del debito tecnicamente individuato con il nome di shareholder loan; - applicazione di ritenute ai flussi di dividendi corrisposti dalla BidCo/MergerCo alla controllante estera e/o trattamento fiscale delle plusvalenze/minusvalenze derivanti dall’exit dall’operazione di investimento.   ******   2) Ravvedimento operoso: mai versare troppe sanzioni Non sono rimborsabili le sanzioni ridotte versate dal contribuente nel corso del ravvedimento operoso. Difatti, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6108 del 30 marzo 2016, ha stabilito che una volta eseguito il ravvedimento operoso, il contribuente non ha legittimazione per domandare a rimborso gli importi versati a titolo di sanzione ridotta. Nel caso di specie, la domanda di rimborso era fondata su motivi quali la carenza dell’elemento soggettivo e la obiettiva incertezza normativa, che, per le loro caratteristiche, possono essere invocati solo in un contenzioso contro l’atto irrogativo di sanzioni emesso dall’ente impositore. Inoltre, il ravvedimento “implicando riconoscimento della violazione e della ricorrenza dei presupposti di applicabilità della relativa sanzione, è incompatibile con la successiva istanza di rimborso della sanzione versata, in quanto detta istanza si pone in insanabile contraddizione con la scelta spontaneamente effettuata dallo stesso contribuente”. ******   3) Niente sanzioni penali per l’evasione Irap Evadere l’Irap non è un reato. La Corte di Cassazione con la sentenza n. 12810 del 30 marzo 2016 ha stabilito che evadere l’Irap non costituisce reato. Infatti, l'ammontare del tributo non pagato non rientra nel profitto dell’illecito sequestrabile. Ciò perché non si tratta di un'imposta sui redditi in senso tecnico. I giudici di legittimità hanno accolto il r