Diario quotidiano del 6 aprile 2016: il nuovo servizio telematico Entratel è una complicazione per gli addetti ai lavori!

Pubblicato il 6 aprile 2016



l’appropriazione indebita confluisce nella bancarotta per distrazione; servizi telematici: l’Agenzia delle entrate non semplifica, anzi complica la vita ai commercialisti; sicurezza sul lavoro: non è possibile la formazione specifica “a distanza”; diritto d’autore: la Commissione europea apre una consultazione sul ruolo degli editori; imprese bancarie non residenti: metodi di calcolo del fondo di dotazione; aumentano le entrate tributarie (+ 2%); dimissioni on line: 5 nuove faq in Cliclavoro; lavoratore autonomo: in presenza di versamenti non giustificati, accertamento fiscale valido; "Agenzia informa”: aggiornata la guida “Comunicazioni sui controlli delle dichiarazioni”
 
agenda-immagineIndice:   1) L’appropriazione indebita confluisce nella bancarotta per distrazione 2) Servizi telematici: l’Agenzia delle entrate non semplifica, anzi complica la vita ai commercialisti 3) Sicurezza sul lavoro: non è possibile la formazione specifica “a distanza” 4) Diritto d’autore: la Commissione europea apre una consultazione sul ruolo degli editori 5) Imprese bancarie non residenti: metodi di calcolo del fondo di dotazione 6) Aumentano le entrate tributarie (+ 2%) 7) Dimissioni on line: 5 nuove faq in Cliclavoro 9) Lavoratore autonomo: in presenza di versamenti non giustificati, accertamento fiscale valido 10) “Agenzia informa”: aggiornata la guida “Comunicazioni sui controlli delle dichiarazioni”  
  1) L’appropriazione indebita confluisce nella bancarotta per distrazione La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 13399 del 4 aprile 2016, ha precisato che la bancarotta fraudolenta per distrazione in ambito societario (artt. 216, comma 1, e 223, comma primo, del rd 16 marzo 1942, n. 267) è figura di reato complessa, che comprende tra i propri elementi costitutivi una condotta di appropriazione indebita del bene distratto, per se stessa punibile ai sensi dell’art. 646 codice penale. Dunque, La condanna definitiva per appropriazione indebita non rende improcedibile l’accusa di bancarotta per distrazione, non sussistendo, in questo caso, alcun ne bis in idem. Al più il giudice dell’esecuzione dovrà prevedere uno sconto di pena relativo al reato meno grave. Da ciò deriva che, per il caso di identità del bene appropriato e distratto, l’agente non risponde, a differenza di quanto ritenuto dalla corte territoriale, di entrambi i reati, ma solo di quello complesso, come stabilito dall’art. 84 comma primo codice penale. Qualora il delitto di appropriazione indebita sia stato oggetto di sentenza di condanna prima della dichiarazione di fallimento, non è preclusa nel successivo procedimento per bancarotta la contestazione del reato fallimentare, ma in tal caso il giudice deve, in sede di eventuale condanna per tale ultimo reato, considerare assorbito quello sanzionato ai sensi dell’art. 646 c.p., secondo un principio di equità che trova espressione anche nello scioglimento del giudicato sulle pene in caso di riconoscimento della continuazione in fase esecutiva. In altre parole, concludono gli Ermellini, la pronuncia definitiva per il reato meno grave non rende improcedibile la bancarotta fraudolenta, né dà da luogo a bis in idem, determinando invece l'assorbimento in questa - reato complesso ex art. 84 cod. pen. – dell’appropriazione indebita relativa agli stessi beni.   ******   2) Servizi telematici: l’Agenzia delle entrate non semplifica, anzi complica la vita ai commercialisti Pronta denuncia dell’Associazione Nazionale Commercialisti contro le nuove modalità di accesso ai servizi telematici. “Come professionisti e come contribuenti siamo sfiniti da provvedimenti che promettono di semplificare adempimenti e procedure e che invece, puntualmente, ci costringono a confrontarci con soluzioni tortuose e complicate”. Così Marco Cuchel, Presidente dell’ANC, ha commentato il comunicato diffuso dall’Agenzia delle Entrate nei giorni scorsi, riguardante le nuove modalità di accesso a Entratel e Fisconline. In particolare, a partire dal 4 aprile 2016, agli utenti persone fisiche abilitati ai suddetti servizi telematici viene richiesto, all’atto di accesso, di inserire, oltre al nome utente e alla password utilizzata, anche il codice PIN attribuito in fase di registrazione. Tale codice, come ricordato dall’Agenzia, “per gli utenti Entratel, si ricava estraendo dal PINCODE, rilasciato all’atto dell’abilitazione al servizio, gli 8 caratteri corrispondenti alle posizioni dispari; per gli utenti Fisconline, invece, è costituito dalle 10 cifre ottenute al completamento della procedura di abilitazione”. Nel comunicato, l’Agenzia ha anche spiegato che tali provvedimenti avrebbero prodotto vantaggi, in termini di semplificazioni, per tutti i contribuenti. Di tutt’altro avviso, però, l’Associazione Nazionale Commercialisti, che sottolinea, invece, l’impatto negativo che tale misura avrà soprattutto sui professionisti abilitati. “Per i professionisti abilitati – conclude il Presidente Cuchel nella nota stampa diffusa ieri – dover recuperare un dato che magari risale a molto tempo addietro può non essere semplice, così come la nuova procedura può non essere agevole per i cittadini utenti che devono accedere a Fisconline”. Senza dimenticare che “la modifica avviene a ridosso di un periodo intenso sul piano degli adempimenti telematici e che attualmente i programmi delle software house non sono in linea con la nuova procedura di autenticazione, la quale è pertanto bloccata”.   ******   3) Sicurezza sul lavoro: non è possibile la formazione specifica “a distanza” La formazione specifica (quindi, non “generale”) non può essere erogata in modalità e-learning, fatta eccezione per progetti formativi sperimentali, eventualmente individuati da Regioni e Province autonome nei loro atti di recepimento del predetto Accordo Stato-Regioni, che prevedano l’utilizzo delle modalità di apprendimento in e-learning anche per la formazione specifica. La Commissione per gli interpelli in materia di sicurezza costituita presso il Ministero del Lavoro, con la risposta n. 4 del 4 aprile 2016, ha fornito chiarimenti in seguito a un quesito posto da Assobiomedica riguardante la formazione specifica dei lavoratori in materia di sicurezza. In particolare, nel quesito si chiedeva se per le aziende sia possibile erogare ai lavoratori la formazione specifica in modalità e-learning o comunque tramite strumenti tecnologici che consentano l’interazione – seppure a distanza – tra docenti e discenti. Nel fornire la risposta, la Commissione richiama innanzitutto quanto previsto dall’art. 37, comma 1 del DLgs. 81/2008, laddove si stabilisce che il datore deve assicurare che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente e adeguata in materia di salute e sicurezza, anche rispetto alle conoscenze linguistiche, con particolare riferimento a: - concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza; - rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell’azienda.   ******   4) Diritto d’autore: la Commissione europea apre una consultazione sul ruolo degli editori Il 23 marzo 2016 la Commissione europea ha aperto una consultazione pubblica sul ruolo degli editori nella catena di valore del diritto d’autore e sulla cosiddetta eccezione panorama. L’obiettivo della consultazione è quello di raccogliere le opinioni degli stakeholder sull’impatto dell’attuale quadro giuridico del diritto d’autore sugli editori di giornali, riviste, libri e giornali scientifici e sulla possibilità che possano concedere licenze e ricevere compensi per l’uso dei contenuti online. In particolare, la consultazione mira a raccogliere osservazioni sulla possibilità di estendere agli editori i “diritti connessi”, ovvero quei diritti versati non per la creazione originale di un’opera, ma per l’interpretazione da parte di un artista (musicista, cantante o attore) o per l’impegno organizzativo o finanziario (ad esempio, da parte del produttore) che implichino una partecipazione al processo creativo. La Commissione vuole anche raccogliere pareri per valutare se sia necessario intervenire in modo diverso nel settore della stampa rispetto ad altri settori editoriali e che impatto tale intervento avrebbe sul futuro dell’editoria. Inoltre, la Commissione invita gli stakeholder ad esprimersi sull’attuale quadro normativo concernente l’eccezione “panorama” che permette agli Stati membri di introdurre eccezioni o limitazioni al diritto d’autore per l’uso di lavori eseguiti per essere collocati permanentemente in spazi pubblici (ad esempio, il caricamento online di immagini di monumenti), e a segnalare se questa eccezione possa in qualche modo creare problemi nel contesto del Mercato unico digitale. La Commissione invita tutti gli interessati a prendere parte alla consultazione fornendo, se possibile, dati economici e di mercato. La consultazione è aperta sino al 15 giugno 2016. In seguito, la Commissione valuterà se sia necessario preparare delle iniziative per modernizzare le disposizioni sul diritto d’autore UE. (Assonime, nota del 05 aprile 2016)   ******   5) Imprese bancarie non residenti: metodi di calcolo del fondo di dotazione Imprese bancarie non residenti: Su come calcolare il fondo di dotazione è intervenuta l’Agenzia delle entrate con il provvedimento n. 49121 del 5 aprile 2016. Diffusi così i criteri per l’attuazione dell’articolo 7 del Dlgs 147/2015, sui proventi delle società e degli enti commerciali con stabile organizzazione in Italia Con il suddetto provvedimento sono stati fissati i metodi di computo del fondo di dotazione delle imprese bancarie non residenti, determinato in piena conformità ai criteri definiti dall'Ocse, come previsto dalle nuove disposizioni sulle modalità di calcolo dei redditi derivanti da attività svolte nello Stato mediante stabili organizzazioni. L’articolo 7, lettera b), del decreto legislativo 147/2015 ha sostituito l'articolo 152 del Tuir (Dpr 917/1986), modificando le modalità di determinazione del reddito delle società e degli enti commerciali non residenti, derivante da attività svolte nel territorio dello Stato mediante stabile organizzazione. A tali fini, la stabile organizzazione è considerata entità separata e indipendente, che svolge le medesime o analoghe attività, in condizioni identiche o similari, tenendo conto delle funzioni svolte, dei rischi assunti e dei beni utilizzati. Il rivisitato articolo 152 stabilisce che il reddito della stabile organizzazione è determinato in base agli utili e alle perdite riferibili alla medesima stabile organizzazione, sulla base di un apposito rendiconto economico e patrimoniale, che deve essere redatto secondo i principi contabili previsti per i soggetti residenti che possiedono le stesse caratteristiche. È la stessa norma che affidava all’Agenzia delle entrate il compito di individuare i metodi di calcolo del fondo di dotazione delle imprese bancarie. Determinazione dell’ammontare dei mezzi finanziari: Il fondo di dotazione L’ammontare dei mezzi finanziari di cui la stabile organizzazione deve essere dotata si determina, nella forma sia di capitale di rischio che di capitale di debito, sulla base delle funzioni svolte, dei beni utilizzati e dei rischi assunti dalla stabile organizzazione stessa. A tal fine, determinato il valore dell’attivo patrimoniale e, quindi, del passivo, questo deve essere ripartito tra capitale di rischio e capitale di debito attraverso la preventiva determinazione del fondo di dotazione congruo a supportare le funzioni svolte, i beni utilizzati e i rischi assunti dalla stabile organizzazione. L’attribuzione del fondo di dotazione alla stabile organizzazione può essere anche solo figurativa e, quindi, può essere effettuata a soli fini fiscali. Il fondo di dotazione fiscalmente congruo deve essere confrontato con il fondo di dotazione effettivo: se si verifica un gap di fondo di dotazione si procede alla correzione, anche solo “figurativa”, del fondo di dotazione effettivo riqualificando, in misura corrispondente al gap, il capitale di debito in capitale proprio non produttivo di interessi passivi. Gli interessi passivi in eccesso dedotti dal reddito della stabile organizzazione devono essere ripresi a tassazione attraverso una apposita variazione in aumento da effettuare in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi. Se i tassi d’interesse dei suddetti elementi sono stati già considerati nel determinare il tasso delle transazioni relative ai trasferimenti di fondi tra la stabile organizzazione e l’impresa cui la stessa appartiene, gli interessi passivi corrispondenti agli eventuali maggiori tassi di tali elementi non sono ammessi in deduzione dal reddito della stabile organizzazione stessa. In ogni caso, gli interessi passivi deducibili in capo alla stabile organizzazione non possono essere superiori a quelli determinati applicando le disposizioni di cui all’articolo 110, comma 7, del TUIR. Determinazione del fondo di dotazione: Metodi di calcolo Il fondo di dotazione fiscalmente congruo della stabile organizzazione deve essere determinato facendo ricorso ad uno dei metodi indicati nel Report OCSE e, in particolare,
  1. a) il metodo della “allocazione del capitale” (o “capital allocation approach”), che consente di attribuire alla stabile organizzazione una porzione del capitale proprio dell’impresa cui la stessa appartiene;
  2. b) il metodo della “sotto-capitalizzazione” (o “thin capitalization approach”), che consente di attribuire alla stabile organizzazione lo stesso fondo di dotazione di un’impresa indipendente che svolge, in Italia, le medesime o analoghe attività, nelle medesime o simili condizioni.
Il metodo di cui alla lettera a) è utilizzabile a condizione che la giurisdizione ove è fiscalmente residente l’impresa cui la stabile organizzazione appartiene consenta un adeguato scambio di informazioni ai fini fiscali, in particolare, di natura finanziaria.   ******   6) Aumentano le entrate tributarie (+ 2%) Entrate tributarie: 62,4 miliardi nei primi due mesi del 2016 (+ 2%). In significativo aumento l’Ires, l’Iva e l’imposta di registro. Nel primo bimestre 2016 le entrate tributarie erariali, accertate in base al criterio della competenza giuridica, ammontano a 62.464 milioni di euro, con un aumento del 2% (+ 1.195 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2015. Va ricordato che, con la previgente normativa il canone televisivo veniva versato all’erario nel mese di febbraio per circa il 90% dell’ammontare complessivo, che nel 2015 è stato pari a 1.502 milioni di euro. A seguito delle nuove modalità di riscossione, introdotte dalla Legge di stabilità 2016, i primi versamenti sono stati fissati a partire dal mese di luglio. Neutralizzando gli effetti sul gettito dalle nuove modalità di versamento del canone, la crescita delle entrate tributarie nel periodo in esame risulta pari a + 4,5%. IMPOSTE DIRETTE Registrano un gettito complessivamente pari a 38.479 milioni di euro, in aumento del 2,8% (+ 1.037 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2015. Le entrate IRPEF ammontano a 34.462 milioni di euro (+ 5,2% pari a 1.701 milioni di euro) per effetto principalmente dell’andamento positivo delle ritenute da lavoro dipendente del settore privato (+8,5% pari a 1.304 milioni di euro) . L’andamento risente sia degli effetti delle disposizioni del D. Lgs. 175/2014 relative al modello di versamento delle imposte che prevedono l’indicazione dell’Irpef al lordo delle compensazioni effettuate(1), sia dell’incremento delle ritenute a titolo di acconto (+ 155 milioni di euro pari a + 65,4%) applicato ai pagamenti delle spese e degli interventi di ristrutturazione edilizia. L’IRES registra un significativo incremento di 168 milioni di euro (+ 46,3%) rispetto allo stesso periodo del 2015. Le entrate relative alle imposte sostitutive sui redditi da capitale e sulle plusvalenze hanno registrato un gettito di 679 milioni di euro (- 51,8%) mentre l’imposta sostitutiva sul valore relativo dei fondi pensione fa rilevare entrate pari a 426 milioni di euro (- 38,7%).(2) IMPOSTE INDIRETTE Il gettito ammonta a 23.985 milioni di euro, in aumento del 0,7% (+ 158 milioni di euro) rispetto allo stesso bimestre del 2015. Prosegue il marcato trend di crescita delle entrate dell’IVA che ammontano a 13.506 milioni di euro (+ 1.654 milioni di euro pari a +14%). Quanto al gettito delle imposte sulle transazioni segna un incremento dell’11% dell’imposta di registro, mostra invece una lieve diminuzione rispetto all’analogo periodo del 2015 l’imposta di bollo (- 105 milioni di euro). Le entrate dell’accisa sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi (oli minerali) si attesta a 3.086 milioni di euro (+ 0,2%); stabile il gettito dell’accisa sul gas naturale per combustione (gas metano) che ha generato entrate per 552 milioni di euro (–0,6%). ENTRATE DA GIOCHI Le entrate relative ai giochi presentano, nel complesso, una crescita del 7,6%(+ 145 milioni di euro). ENTRATE DA ACCERTAMENTO E CONTROLLO Il gettito derivante dall’attività di accertamento e controllo presenta una diminuzione del 6,2% (- 84 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, determinata dai minori incassi derivanti dai ruoli relativi alle imposte dirette (-16,6%) compensati in parte dai ruoli delle imposte indirette (+ 14,8%). Non si rilevano variazioni nell’attività di accertamento rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso. Sul sito del Dipartimento delle Finanze è disponibile il Bollettino delle entrate tributarie del periodo gennaio - febbraio 2016, corredato dalle appendici statistiche e dalla guida normativa, che fornisce l’analisi puntuale dell’andamento delle entrate tributarie, e la relativa Nota tecnica che illustra in sintesi i principali contenuti del documento. A partire da questo mese si rende disponibile il report “Entrate Erariali F24 marzo 2016” che analizza l’andamento delle entrate tributarie versate con il modello F24 relativamente alla scadenza del giorno 16 del mese di marzo appena concluso. (MEF, comunicato n. 63 del 05 aprile 2016)   ******   7) Dimissioni on line: 5 nuove faq in Cliclavoro 5 nuove faq sono state pubblicate il 4 aprile 2016 sul portale Clicalavoro, restano però ancora molti dubbi interpretativi sollevati dai Consulenti del lavoro al Ministero del lavoro. Queste le nuove risposte:
  1. In caso d’invio di dimissioni telematiche errate perché non rientranti nel campo di applicazione dell’articolo 26 del D.lgs.151/2015, quelle telematiche vanno revocate?
No, in questo caso non è necessaria la revoca.
  1. Se la data di decorrenza delle dimissioni coincide con il sabato o un giorno festivo, quale giorno andrà inserito?
La nuova modalità telematica di trasmissione delle dimissioni non ha innovato la disciplina giuridica che regola il rapporto di lavoro, ma solo la modalità di tale trasmissione. Se il contratto collettivo o individuale applicato non dispone nulla in proposito, il conteggio dei giorni comprende giorni consecutivi e quindi il primo giorno non lavorato può coincidere con un giorno festivo.
  1. I lavoratori assunti presso una società privata a totale partecipazione pubblica dovranno effettuare la procedura?
Sì, in quanto la procedura deve essere effettuata con riferimento ai rapporti di lavoro privati, come ha specificato la circolare n.12/2016, a prescindere dalla natura del datore di lavoro.
  1. Per i rapporti di lavoro domestico in somministrazione si applica la nuova procedura? Il rapporto di lavoro in questa ipotesi intercorre tra l’agenzia di somministrazione ed il lavoratore. La procedura telematica deve essere quindi seguita dal lavoratore in somministrazione, in quanto tale rapporto non rientra tra le fattispecie escluse, di cui all’art. 26, comma 7, D.lgs. 151/2015 e riprese dalla circolare n. 12 del 4 marzo 2016.
  2. La comunicazione obbligatoria di cessazione è valida anche se il lavoratore non ha proceduto con l’invio del modello telematico relativo alle proprie dimissioni o alla risoluzione consensuale?
La comunicazione obbligatoria di cessazione è inefficace se non è stata preceduta da una comunicazione del lavoratore resa con le modalità telematiche di cui al DM 15 dicembre 2015. (Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, nota del 05 Aprile 2016)   ******   8) Elenco addizionali comunali: pubblicata la versione definitva L’Agenzia delle entrate, il 5 aprile 2016, ha pubblicato sul proprio sito internet l’elenco delle addizionali comunali, in versione definitiva, ai fini del calcolo dei versamenti a saldo dell’addizionale comunale per il periodo d’imposta 2015 e per gli acconti relativi al 2016 (Modelli di dichiarazione 730/2016 e Unico 2016). (Agenzia delle entrate, nota del 5 aprile 2016)   ******   9) Lavoratore autonomo: in presenza di versamenti non giustificati, accertamento fiscale valido Rimane legittimo l’avviso di accertamento con cui il Fisco abbia considerato ricavi o compensi soltanto le somme corrispondenti ai versamenti non giustificati. La recente sentenza della Consulta ha inteso “neutralizzare” soltanto i prelevamenti ingiustificati effettuati dal professionista. E’, quindi, valida la ricostruzione induttiva del reddito (e per conseguenza il relativo avviso di accertamento), basata sui prelievi e sui versamenti sul conto corrente bancario di un lavoratore autonomo. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6093 del 30 marzo 2016, con la quale ha respinto il ricorso presentato da un odontoiatra che, sprovvisto della relativa abilitazione, non aveva tenuto i libri contabili e le scritture, omettendo anche di fatturare le operazioni fiscalmente imponibili. La Guardia di Finanza aveva inoltre rilevato del materiale extracontabile. Sulla base di questi fattori, l’Agenzia delle entrate aveva ricostruito il reddito induttivamente, usando i dati dei prelievi e dei versamenti sul conto corrente bancario, emettendo infine un avviso di accertamento impugnato dal contribuente. L’applicazione della presunzione di maggior reddito desumibile dalle operazioni di prelievo e versamento sui conti correnti bancari è stata estesa, con l’art. 1, co. 402 della Legge 311/2004, anche ai lavoratori autonomi. Ora, la Cassazione ha ricordato come nella sentenza della Corte Costituzionale n. 228/2014 sia stata successivamente soppressa la parola “o compensi”, ma non per escludere completamente l’operatività della presunzione legale basata sugli accertamenti bancari nei confronti dei lavoratori autonomi, bensì in riferimento alla sola presunzione di maggior reddito basata “sui prelievi ingiustificati da conti correnti bancari effettuati da un lavoratore autonomo”, restando valida la legittimità della imputazione a compensi delle somme risultanti da operazioni bancarie attive di versamento. Ora, nel caso in esame l’Ufficio aveva riconosciuto dei costi deducibili in misura pari all’importo dei prelievi, ed ha considerato ricavi o compensi solo quelle somme corrispondenti ai versamenti non giustificati, non andando contro alla sopravvenuta declaratoria di parziale incostituzionalità della norma.   ******   10) “Agenzia informa”: aggiornata la guida “Comunicazioni sui controlli delle dichiarazioni” “Agenzia informa” - Le guide dell’Agenzia delle entrate: E’ stata aggiornata la guida “Comunicazioni sui controlli delle dichiarazioni”. Lo comunica l’Agenzia delle entrate con la nota del 5 aprile 2016 che accompagna la pubblicazione di tale guida. Viene subito precisato che le comunicazioni, sia degli esiti del controllo automatico sia del controllo formale, non sono veri e propri atti impositivi, anzi, poiché consentono di usufruire della riduzione delle sanzioni, evitando l’iscrizione a ruolo e l’emissione della cartella, non sono impugnabili autonomamente dinanzi alle Commissioni tributarie. Dello stesso parere, tuttavia, non si è dimostrata, anche di recente, la varia giurisprudenza. Viene poi ricordato che l’art. 3 del D.Lgs. n. 159/2015 ha introdotto l’istituto del “lieve inadempimento”, che si applica anche al versamento (rateale o in unica soluzione) delle somme dovute a seguito del controllo delle dichiarazioni. In particolare: - se si effettua il pagamento con un ritardo non superiore a sette giorni, saranno iscritti le sanzioni e gli interessi commisurati all’importo pagato in ritardo; - se si effettua un insufficiente pagamento delle somme richieste con la comunicazione (non superiore al 3%) sarà iscritto a ruolo la frazione non pagata, le sanzioni e gli interessi calcolati su tale frazione. L’iscrizione a ruolo non viene eseguita in caso di ravvedimento operoso (da effettuarsi entro il termine di pagamento della rata successiva ovvero, in caso di ultima rata o di versamento in unica soluzione, entro 90 giorni dalla scadenza). Dunque, il citato decreto ha modificato la normativa sulle sanzioni per ritardati od omessi versamenti, prevedendo la riduzione alla metà della sanzione ordinaria del 30% per i versamenti effettuati con un ritardo non superiore a 90 giorni dalla scadenza. Un’ulteriore riduzione è stata introdotta dal D.L. n. 98/2011 per i versamenti effettuati con un ritardo inferiore a 15 giorni dalla scadenza. In tali casi la sanzione è ridotta a un importo pari a 1/15 per ciascun giorno di ritardo. Pertanto, se le imposte sono state pagate in ritardo (comunque entro 90 giorni dall’originaria data di scadenza), le sanzioni contenute nelle comunicazioni di irregolarità tengono conto della riduzione della sanzione ordinaria. Come rateizzare La guida dell’Agenzia avverte che le somme richieste con le comunicazioni di irregolarità possono essere rateizzate. La rateizzazione può avvenire con le seguenti modalità: - fino a 5.000 euro, le somme possono essere pagate in un numero massimo di 8 rate trimestrali di pari importo; - oltre 5.000 euro, le somme possono essere pagate in un numero massimo di 20 rate trimestrali di pari importo. La prima rata va versata entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione. Sull’importo delle rate successive sono dovuti gli interessi al tasso del 3,5% annuo, calcolati dal primo giorno del secondo mese successivo a quello di elaborazione della comunicazione (la data di elaborazione è riportata sulla comunicazione stessa). Le rate successive scadono l’ultimo giorno di ciascun trimestre. (Agenzia delle entrate, nota del 5 aprile 2016)   Vincenzo D’Andò