Diario quotidiano del 6 aprile 2016: il nuovo servizio telematico Entratel è una complicazione per gli addetti ai lavori!

l’appropriazione indebita confluisce nella bancarotta per distrazione; servizi telematici: l’Agenzia delle entrate non semplifica, anzi complica la vita ai commercialisti; sicurezza sul lavoro: non è possibile la formazione specifica “a distanza”; diritto d’autore: la Commissione europea apre una consultazione sul ruolo degli editori; imprese bancarie non residenti: metodi di calcolo del fondo di dotazione; aumentano le entrate tributarie (+ 2%); dimissioni on line: 5 nuove faq in Cliclavoro; lavoratore autonomo: in presenza di versamenti non giustificati, accertamento fiscale valido; “Agenzia informa”: aggiornata la guida “Comunicazioni sui controlli delle dichiarazioni”

 

agenda-immagineIndice:

 

1) L’appropriazione indebita confluisce nella bancarotta per distrazione

2) Servizi telematici: l’Agenzia delle entrate non semplifica, anzi complica la vita ai commercialisti

3) Sicurezza sul lavoro: non è possibile la formazione specifica “a distanza”

4) Diritto d’autore: la Commissione europea apre una consultazione sul ruolo degli editori

5) Imprese bancarie non residenti: metodi di calcolo del fondo di dotazione

6) Aumentano le entrate tributarie (+ 2%)

7) Dimissioni on line: 5 nuove faq in Cliclavoro

9) Lavoratore autonomo: in presenza di versamenti non giustificati, accertamento fiscale valido

10) “Agenzia informa”: aggiornata la guida “Comunicazioni sui controlli delle dichiarazioni”

 

 

1) L’appropriazione indebita confluisce nella bancarotta per distrazione

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 13399 del 4 aprile 2016, ha precisato che la bancarotta fraudolenta per distrazione in ambito societario (artt. 216, comma 1, e 223, comma primo, del rd 16 marzo 1942, n. 267) è figura di reato complessa, che comprende tra i propri elementi costitutivi una condotta di appropriazione indebita del bene distratto, per se stessa punibile ai sensi dell’art. 646 codice penale.

Dunque, La condanna definitiva per appropriazione indebita non rende improcedibile l’accusa di bancarotta per distrazione, non sussistendo, in questo caso, alcun ne bis in idem. Al più il giudice dell’esecuzione dovrà prevedere uno sconto di pena relativo al reato meno grave.

Da ciò deriva che, per il caso di identità del bene appropriato e distratto, l’agente non risponde, a differenza di quanto ritenuto dalla corte territoriale, di entrambi i reati, ma solo di quello complesso, come stabilito dall’art. 84 comma primo codice penale. Qualora il delitto di appropriazione indebita sia stato oggetto di sentenza di condanna prima della dichiarazione di fallimento, non è preclusa nel successivo procedimento per bancarotta la contestazione del reato fallimentare, ma in tal caso il giudice deve, in sede di eventuale condanna per tale ultimo reato, considerare assorbito quello sanzionato ai sensi dell’art. 646 c.p., secondo un principio di equità che trova espressione anche nello scioglimento del giudicato sulle pene in caso di riconoscimento della continuazione in fase esecutiva.

In altre parole, concludono gli Ermellini, la pronuncia definitiva per il reato meno grave non rende improcedibile la bancarotta fraudolenta, né dà da luogo a bis in idem, determinando invece l’assorbimento in questa – reato complesso ex art. 84 cod. pen. – dell’appropriazione indebita relativa agli stessi beni.

 

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2) Servizi telematici: l’Agenzia delle entrate non semplifica, anzi complica la vita ai commercialisti

Pronta denuncia dell’Associazione Nazionale Commercialisti contro le nuove modalità di accesso ai servizi telematici.

“Come professionisti e come contribuenti siamo sfiniti da provvedimenti che promettono di semplificare adempimenti e procedure e che invece, puntualmente, ci costringono a confrontarci con soluzioni tortuose e complicate”. Così Marco Cuchel, Presidente dell’ANC, ha commentato il comunicato diffuso dall’Agenzia delle Entrate nei giorni scorsi, riguardante le nuove modalità di accesso a Entratel e Fisconline.

In particolare, a partire dal 4 aprile 2016, agli utenti persone fisiche abilitati ai suddetti servizi telematici viene richiesto, all’atto di accesso, di inserire, oltre al nome utente e alla password utilizzata, anche il codice PIN attribuito in fase di registrazione. Tale codice, come ricordato dall’Agenzia, “per gli utenti Entratel, si ricava estraendo dal PINCODE, rilasciato all’atto dell’abilitazione al servizio, gli 8 caratteri corrispondenti alle posizioni dispari; per gli utenti Fisconline, invece, è costituito dalle 10 cifre ottenute al completamento…

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