Diario quotidiano del 20 aprile 2016: valutazioni sulla riforma del terzo settore

Pubblicato il 20 aprile 2016



1) Appalti pubblici: controlli della GdF
2) Accertamento sulle imposte dirette scollegato con l’imposta di registro?
3) Reato dell’occultamento delle scritture contabili slegato dalla loro istituzione
4) Competenza del giudice tributario: decisione della Cassazione
5) Riforma enti non profit: differenze tra impresa sociale e società benefit
6) Omessa dichiarazione: presunzioni fiscali limitate, contribuenti tutelati
7) Legge di revisione costituzionale in G.U.
8) Servizi ex Enpals per le Imprese, Consulenti e Professionisti su Portale INPS
9) Part time e prepensionamento: circolare della FSCL
10) CNDCEC: puntare su banche dati interoperabili
 
Indice: 1) Appalti pubblici: controlli della GdF 2) Accertamento sulle imposte dirette scollegato con l’imposta di registro? 3) Reato dell’occultamento delle scritture contabili slegato dalla loro istituzione 4) Competenza del giudice tributario: decisione della Cassazione 5) Riforma enti non profit: differenze tra impresa sociale e società benefit 6) Omessa dichiarazione: presunzioni fiscali limitate, contribuenti tutelati 7) Legge di revisione costituzionale in G.U. 8) Servizi ex Enpals per le Imprese, Consulenti e Professionisti su Portale INPS 9) Part time e prepensionamento: circolare della FSCL 10) CNDCEC: puntare su banche dati interoperabili  
  1) Appalti pubblici: controlli della GdF Indagini finanziarie e interventi per i commissariamenti: Possibili indagini finanziarie da parte della Guardia di finanza sulle imprese, oltre ad altri interventi per verificare l'applicazione delle norme del codice dei contratti pubblici e finalizzati anche al commissariamento delle ditte in caso di reati contro la pubblica amministrazione. Accertamenti delle Fiamme gialle mirati per il rilascio del rating di legalità. Lo precisa la circolare emessa dal Comando generale della Guardia di finanza il 14 aprile 2016, indirizzata ai comandi regionali e alle unità speciali, relativamente all'attività di collaborazione del corpo con l'Autorità nazionale anticorruzione, a valle del protocollo di intesa siglato nello scorso settembre che avrà validità tre anni. Ai già rafforzati poteri previsti dal nuovo codice dei contratti pubblici approvato il 15 aprile 2016, si affianca quindi, sul lato operativo, la Guardia di finanza che dovrà rendere effettiva l'attuazione concreta dei compiti affidati dalla legge all'Authority di Raffaele Cantone a valle del protocollo di intesa. Il fondamento del potere di verifica e accertamento della Guardia di finanza è nell'abrogando Codice dei contratti pubblici (articolo 6, comma 9) e viene raccordato anche con la disciplina di cui all'articolo 32 della legge 90/2014, che ha anche previsto la possibilità di commissariare le imprese (interventi Expo e Mose). L'accordo di collaborazione prevede in particolare la possibilità di fare ispezioni nei confronti delle stazioni appaltanti, degli operatori economici e di ogni amministrazione e società a partecipazione pubblica relativamente alle procedure di affidamento di lavori, forniture e servizi. Le Fiamme gialle potranno inoltre essere attivate per i controlli sul sistema di qualificazione Soa (sistema confermato dal nuovo dei contratti pubblici) con riguardo all'assetto societario, patrimoniale, organizzativo e di governance, al riscontro di requisiti di indipendenza che gli organismi di attestazione devono assicurare per il rilascio delle attestazioni alle imprese di costruzioni che ne fanno richiesta. Da notare che il nuovo codice dei contratti pubblici prevede una revisione straordinaria sulle Soa da effettuarsi entro tre mesi da parte dell'Anac; probabile quindi l'imminente attivazione della Guardia di finanza. Non solo: i finanzieri potranno anche controllare l'ottemperanza delle decisioni dell'Anac (indirizzate sia alle stazioni appaltanti, sia agli operatori economici) e agire con riferimento alle misure sul «commissariamento» delle imprese disposto in caso di problemi di corruzione e altri reati contro l'Amministrazione. Prevista l'attivazione della Gdf, da parte dell'Autorità presieduta da Cantone, anche per il rating di legalità (previsto nel nuovo codice appalti), oltre che dall'Antitrust, per gli accertamenti connessi al rilascio del rating delle impresa. La collaborazione avrà anche ad oggetto il rispetto della disciplina sulla prevenzione della corruzione nella p.a. (legge Severino), rivolta alle amministrazioni e agli enti pubblici e agli enti di diritto privato sotto controllo pubblico (ad esempio, sui piani di prevenzione , sulle verifiche in tema di obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione). Gli interventi potranno essere «congiunti» con personale Anac e delle Fiamme gialle, o autonomi con il personale in forza al Nucleo speciale della Gdf. Per quel che riguarda l'esercizio dei poteri di accertamento fiscale, i nuclei di polizia tributaria delle fiamme gialle potranno, su richiesta dell'Anac, richiedere alle amministrazioni comunicazioni di dati e notizie rilevanti ai fini istruttori, eseguire accessi presso le amministrazioni per acquisire direttamente i documenti, «effettuare accessi, ispezioni, verifiche e indagini finanziarie» inerenti ai soggetti affidatari dei contratti pubblici. La Guardia di finanza dovrà informare l'Anac se nel corso delle proprie attività istituzionale venisse a conoscenza di «elementi di interesse per l'Anac». Previsto anche lo scambio di informazioni fra le banche dati della Gdf e quelle dell'Anac.   ******   2) Accertamento sulle imposte dirette scollegato con l’imposta di registro ? L’annullamento dell’accertamento ai fini dell’imposta sul registro vale anche per quello ai fini delle imposte sui redditi. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7651 del 18 aprile 2016. Nel caso di specie, il contribuente aveva ottenuto un giudicato di annullamento dell’atto sul registro, e, adesso, la Suprema Corte ha deciso che ciò vale anche sul versante delle dirette, dal momento che viene meno alla fonte l’elemento presuntivo. A parere del giudice di legittimità: “tale indirizzo giurisprudenziale costituisce viepiù elemento di rafforzamento della tesi che impedisce all’Ufficio di utilizzare nei confronti di un coobbligato solidale un elemento presuntivo che, con sentenza passata in giudicato, è stato privato di ogni consistenza quanto alla gravità, precisione e concordanza proprio in ragione dell’illegittimità dell’accertamento ai fini dell’imposta di registro”.   ******   3) Reato dell’occultamento delle scritture contabili slegato dalla loro istituzione Reato dell’occultamento delle scritture contabili slegato dalla loro istituzione. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15900 del 18 aprile 2016, si è pronunciata sul reato dell’occultamento delle scritture contabili. Và, quindi, diversificata l’omessa tenuta dei documenti contabili, costituente mero illecito amministrativo, dalla distruzione o l’occultamento della documentazione in modo da rendere impossibile la ricostruzione dei redditi o del volume di affari, rilevante ex art. 10 del DLgs. 74/2000. Occorre che l’inquisito abbia coscienza e volontà non solo di occultare o distruggere i documenti contabili, ma – aderendo all’indirizzo interpretativo che identifica nell’impossibilità di ricostruire i redditi o il volume d’affari una modalità della condotta – anche dell’idoneità “impeditiva” di tale condotta.   ******   4) Competenza del giudice tributario: decisione della Cassazione Secondo la Corte di Cassazione, a sezioni unite (sentenza n. 7665 del 18 aprile 2016), si ha la giurisdizione del giudice tributario solo se l’Amministrazione finanziaria ha emanato un atto impositivo rivolto al contribuente, contenente una pretesa tributaria definita. Per conseguenza, non rientra mai in tale giurisdizione ma in quella amministrativa il ricorso contro atti amministrativi generali, lesivi non di interessi individuali ma collettivi o diffusi. Dunquem la sentenza censura il ragionamento del Consiglio di Stato (sentenza n. 1903 del 2014), che, sulla base di considerazioni ora ritenute infondate dalle sezioni unite, aveva dichiarato la giurisdizione tributaria nel ricorso contro gli atti, provenienti dall’allora esistente Agenzia del Territorio, di divisione del territorio comunale in microzone catastali, ai sensi degli artt. 1 e 2 del DPR 138 del 1998.   ******   5) Riforma enti non profit: differenze tra impresa sociale e società benefit Il disegno di legge delega, che riforma la disciplina delle imprese del Terzo Settore, e in particolare dell’impresa sociale, impone di fare le necessarie distinzioni tra l’impresa sociale e le società benefit. Ne scaturisce che le società benefit hanno caratteristiche e finalità diverse dalle imprese sociali e, nonostante, alcuni punti di contatto, esistono notevoli differenze tra loro. La “Benefit Corporation italiana” istituita dalla legge di Stabilità 2016 si rivolge a veicoli societari che svolgono un'attività di impresa allo scopo di dividerne gli utili e che, contestualmente, perseguono una o più finalità di beneficio operando in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori, ambiente, beni ed attività culturali, sociali, enti, associazioni ed altri portatori di interesse. L’impresa sociale, invece, può essere rappresentata come un soggetto giuridico privato e autonomo dalla pubblica amministrazione, che svolge attività produttive secondo criteri imprenditoriali (continuità, sostenibilità, qualità), ma che persegue, a differenza delle imprese convenzionali, una esplicita finalità sociale che si traduce nella produzione di benefici diretti a favore di una intera comunità o di soggetti svantaggiati.   ******   6) Omessa dichiarazione: presunzioni fiscali limitate, contribuenti tutelati Subisce un forte limite la presunzione utilizzata nel corso dell’accertamento tributario dal momento che non costituisce prova la commissione del reato fiscale di omessa dichiarazione. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15899 del 18 aprile 2016, con la quale ha accolto il ricorso a favore di un legale rappresentante di società accusato dei reati di omessa dichiarazione (art. 5 d.lgs. n. 74/00) e di occultamento di scritture contabili (art. 10 D.Lgs. n. 74/00). Il contribuente era stato condannato dalla Corte d’Appello alla pena delle reclusione, ma adesso la Suprema Corte ha dichiarato viziato il giudizio di responsabilità a causa del pessimo utilizzo delle presunzioni tributarie, sotto il profilo probatorio. In particolare, quanto all’accertamento del reato di omessa dichiarazione, la valutazione delle emergenze dei dati bancari non è stata accompagnata dalla verifica di elementi oggettivi di riscontro. Difatti, secondo il giudice di legittimità, la presunzione di cui all’art. 32 del D.P.R. 600/73 – la quale configura come ricavi sia i prelevamenti sia i versamenti operati sui conti correnti bancari – pur avendo valore indiziario, non può costituire di per sé fonte di prova della commissione del reato. Le presunzioni legali previste dalle norme tributarie assumono esclusivamente il valore di dati di fatto, che devono essere valutati liberamente dal giudice penale unitamente ad elementi di riscontro che diano certezza dell’esistenza della condotta criminosa. ******   7) Legge di revisione costituzionale in G.U. Nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016 è stata pubblicata la legge di revisione costituzionale “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”. Entro tre mesi dalla pubblicazione, un quinto dei membri di una Camera, o cinquecentomila elettori, o cinque Consigli regionali possono chiedere che si proceda al referendum popolare. La legge costituzionale ha una portata molto ampia. Uno degli interventi principali riguarda il superamento del bicameralismo paritario e il passaggio a un sistema di bicameralismo differenziato in cui le due Camere hanno composizione diversa e funzioni in gran parte differenti. La Camera dei deputati diviene titolare in via esclusiva del rapporto di fiducia con il Governo ed esercita la funzione di indirizzo politico, la funzione legislativa e quella di controllo dell’operato del Governo. Il Senato della Repubblica diventa organo di rappresentanza delle istituzioni territoriali ed esercita funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica. Per il Senato vengono previste una diversa composizione e una nuova modalità di elezione; il numero dei senatori diminuisce dai 315 previsti dall’attuale testo costituzionale a 95 senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e cinque che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica. Il Senato diventa un organo a elezione indiretta, in quanto i 95 senatori sono eletti dai consigli regionali e dai consigli delle province autonome di Trento e di Bolzano tra i propri componenti con metodo proporzionale e tra i sindaci dei comuni dei rispettivi territori. L’introduzione del bicameralismo differenziato si riflette nella diversa configurazione dei ruoli delle due Camere nell’ambito del procedimento legislativo. Sono previste due tipologie di procedimento legislativo, bicamerale e monocamerale, a cui si aggiunge una specifica procedura monocamerale con ruolo rinforzato del Senato per le sole leggi che applicano la clausola di supremazia (leggi a tutela dell’unità giuridica ed economica della Repubblica o a tutela dell’interesse nazionale). Nel procedimento bicamerale, limitato a specifiche tipologie di leggi, la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle Camere, con un ruolo paritario delle stesse. Per tutte le altre leggi è richiesta l’approvazione della sola Camera dei deputati. Nel nuovo procedimento legislativo viene introdotto l’istituto del “voto a data certa”, in base al quale il Governo può chiedere alla Camera di deliberare che un disegno di legge ritenuto essenziale per l’attuazione del programma di governo sia iscritto con priorità all’ordine del giorno e sia sottoposto alla valutazione definitiva della Camera dei deputati entro settanta giorni dalla deliberazione. Vengono inoltre inseriti nella Costituzione i limiti alla decretazione d’urgenza ora previsti dalla legislazione ordinaria. Numerose modifiche riguardano il Titolo V della Parte II della Costituzione: viene eliminato dalla Costituzione ogni riferimento alle province ed è ampiamente rivisto il riparto delle competenze legislative tra Stato e Regioni. Viene soppressa la competenza legislativa concorrente e conseguentemente le materie sono ridistribuite tra competenza esclusiva statale e competenza regionale. In particolare vengono riportate alla competenza esclusiva dello Stato materie che necessitano di una disciplina unitaria a livello nazionale tra cui: promozione della concorrenza; commercio con l’estero; ambiente; produzione, trasporto e distribuzione nazionali dell’energia; infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto e di navigazione d’interesse nazionale e relative norme di sicurezza; porti e aeroporti civili, di interesse nazionale e internazionale; ambiente ed ecosistema; disposizioni generali e comuni sulle attività culturali e sul turismo; previdenza complementare e integrativa; tutela e sicurezza del lavoro, politiche attive del lavoro, disposizioni generali e comuni sull’istruzione e formazione professionale. Mediante l’introduzione della clausola di supremazia, la legge dello Stato può intervenire in materie di competenza regionale quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica o la tutela dell’interesse nazionale. Alcune modifiche riguardano la disciplina del regionalismo differenziato e del potere sostituivo dello Stato nei confronti degli enti territoriali. La revisione del Titolo V non si applica nei confronti delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome fino alla revisione dei rispettivi statuti. (Assonime, nota del 19 aprile 2016)   ******   8) Servizi ex Enpals per le Imprese, Consulenti e Professionisti su Portale INPS: Rilascio nuovo aggiornamento procedura telematica per la richiesta del Certificato di agibilità L’INPS comunica che, a far data dal 03/05/2016, sarà disponibile in produzione un nuovo aggiornamento della procedura telematica di richiesta Certificati di agibilità per le Imprese del settore Spettacolo. La procedura è raggiungibile sul sito internet istituzionale INPS in “Servizi per aziende e i consulenti”, selezionando nella voce di menu “Servizi Settore Sport e Spettacolo” la voce di sotto menu “Richiesta Agibilità”. Nella procedura è ora disponibile : il calendario per la gestione dei periodi riferiti ad un'occupazione; la visualizzazione ad albero delle agibilità per la consultazione da parte dell'utente; la funzionalità di export in formato excel dei risultati di ricerca delle agibilità; un nuovo campo per dare la possibilità all’utente di inserire per l’occupazione svolta la retribuzione mensile in alternativa a quella giornaliera; funzionalità di stampa dei certificati più evolute. Inoltre è stata ottimizzata la funzionalità di “Upload massivo”. Si evidenzia che le Imprese che utilizzano tale modalità di comunicazione dovranno, a partire dalla suddetta data di rilascio in produzione, generare il file XML per la trasmissione delle Agibilità secondo la versione aggiornata dello schema, che si allega al presente messaggio. Lo schema XSD è anche scaricabile selezionando l’apposita voce inserita sulla pagina della funzione di Upload massivo dell’applicazione. Il dettaglio degli interventi rilasciati è consultabile nel file: “Certificati di Agibilità - Riepilogo aggiornamenti” allegato al presente messaggio. Nell’ambito degli interventi di progressiva razionalizzazione dei servizi per gli utenti della gestione exEnpals, si segnala altresì che, sempre far data dal 03/05/2016, verrà dismesso il servizio “Iscrizione e Variazione anagrafica lavoratori”, reperibile nella pagina “Servizi per le aziende e consulenti” sotto la voce di Menu “Servizi Settore Sport e Spettacolo “. L’assegnazione del codice individuale al lavoratore, laddove questo non risulti già presente negli archivi INPS, avverrà direttamente tramite la procedura di Richiesta del certificato di Agibilità nella fase di inserimento dei lavoratori. Inoltre gli eventuali aggiornamenti dei dati anagrafici del lavoratore dovranno essere effettuati, utilizzando esclusivamente il servizio “Visualizzazione e modifica dati anagrafici, indirizzo e recapiti”, disponibile in “Servizi per il Cittadino”, che consente al soggetto interessato, di visualizzare e modificare le proprie informazioni anagrafiche, i propri indirizzi e recapiti, sia telefonici che telematici. Al riguardo si rammenta che il tipo di informazioni anagrafiche che si possono modificare dipendono dal PIN che si possiede: solo con il 'PIN Dispositivo' si può utilizzare l'applicazione nella sua interezza e richiedere anche la modifica dei dati anagrafici e dell’indirizzo di residenza. Per ulteriori informazioni sul PIN è possibile consultare la sezione “Il Pin On line” nel menu Servizi online del sito dell’INPS e la guida “Come fare per Ottenere e gestire il PIN” presente nella sezione “Come fare per” del menu Informazioni. Si allegano: Certificati di Agibilità - Riepilogo aggiornamenti (documento con il riepilogo degli aggiornamenti rilasciati) Certificati di Agibilità - Manuale Utente V2R0 (manuale utente della procedura di richiesta Certificato di agibilità, Versione 2.0); Specifiche_Agibilità_trasmissione_massiva_V.1.1 (documento con le specifiche tecniche del tracciato XML per la trasmissione massiva, Versione 1.1) Gli Schema XSD che descrivono: AgibilitaRequest_V.1.1 (XSD della richiesta massiva, Versione 1.1) AgibilitaResponse_V1.1 (XSD della risposta con l’esito della elaborazione delle richieste, Versione 1.1). (INPS, messaggio n. 1712 del 19 aprile 2016)   ******   9) Part time e prepensionamento: circolare della FSCL La Legge di Stabilità 2016 riconosce ai lavoratori dipendenti del settore privato, assunti con contratto a tempo indeterminato a tempo pieno e prossimi al pensionamento di vecchiaia, di trasformare il loro rapporto di lavoro a tempo parziale con una riduzione dell’orario compresa tra il 40% e il 60%. L'incentivo, previsto dall’art. 1 comma 284 della legge 208/2015, diventa possibile dopo la firma del 13 aprile scorso del Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, al decreto interministeriale attuativo per il "part-time agevolato", che fissa anche il procedimento amministrativo da seguire per ottenere l’incentivazione economica statale alla trasformazione del rapporto di lavoro. In attesa di conoscere le indicazioni operative dell'Inps, che illustrino ad imprese e lavoratori come accedere a questo strumento, la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro con la circolare n. 7/2016 fa un'analisi giuridica dell'incentivo, soffermandosi sul campo di applicazione, sulle incentivazioni economiche previste e sulla prassi amministrativa che consente di accedere ai benefici economici del part time agevolato. (Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, circolare n. 7 del 19 aprile 2016)   ******   10) CNDCEC: puntare su banche dati interoperabili Lo ha affermato il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Gerardo Longobardi, in un convegno odierno sull’investigazione economico-finanziaria. Riguardo ai Panama Papers, invece, ha definito sciocco chi non ha fatto la voluntary disclosure “L’investigazione economico-finanziaria per l’individuazione delle ricchezze nascoste al fisco ha sicuramente fatto, negli ultimi anni, passi da gigante grazie all’uso sempre più intenso di strumenti informatici e banche dati. Ma l’utilità del patrimonio informativo esistente è attenuata dal fatto che le informazioni sono parcellizzate e la consultazione d’insieme non sempre è assicurata. E’ quindi urgente rendere le diverse banche dati sempre più interoperabili, accorpandole in un solo data base la cui consultazione sia in grado di offrire una visione unitaria per soggetto”. E’ quanto affermato dal presidente dei commercialisti, Gerardo Longobardi, nel corso del convegno “L’investigazione economico-finanziaria per l’individuazione delle ricchezze nascoste al fisco”, svoltosi oggi a Roma presso la sede della Guardia di Finanza. “E’ auspicabile – ha proseguito Longobardi - che veda al più presto la luce il progetto avviato nel 2014, per l’adozione di standard informatici destinati a creare le premesse per la definizione di un unico format trasmissivo”. Una prospettiva che, secondo il presidente dei commercialisti “porterebbe vantaggi anche per la Pa, in quanto il flusso delle informazioni potrebbe divenire patrimonio non solo dell’Amministrazione finanziaria, ma di tutte le Amministrazioni, nel rispetto ovviamente della Privacy. L’auspicio è che il legislatore fiscale contribuisca a tale processo, attuando la delegificazione degli adempimenti ormai superflui, ma in ogni caso onerosi solo per noi commercialisti”. Il presidente dei commercialisti italiani è intervenuto anche sui Panama Papers, affermando che “chi si è affidato a cinici consiglieri fraudolenti e, non avvalendosi della voluntary discolsure, ha spostato le proprie disponibilità da Ginevra a Panama è sciocco e volgare. Dovrebbe essere consapevole che dal 30 settembre 2015 per schivare il reato di autoriciclaggio potrà sì utilizzare le disponibilità economiche non oggetto di voluntary a Panama, ma solo per pagarsi le vacanze in quello Stato caraibico o per metterle in un puff, seguendo un noto esempio di cronaca degli anni ’90”. “La voluntary disclosure approvata dal Parlamento italiano e terminata nel dicembre dello scorso anno - ha proseguito Longobardi - è stata l’ultima spiaggia per chi deteneva disponibilità finanziarie all’estero, e mal gliene incolse a chi non ha aderito, restando insensibile ai molti appelli che anche la nostra categoria ha lanciato nei mesi scorsi”. Longobardi ha ricordato come “da qualche anno a questa parte la sensibilità internazionale ha cambiato atteggiamento verso l’occultamento di ricchezze nei paradisi fiscali. Questi ultimi sono divenuti di fatto una nuova categoria di Stati canaglia”. Secondo il presidente dei commercialisti “per evitare il ripetersi a livello nazionale e internazionale di fenomeni di occultamento di ricchezze non dichiarate, è evidente che occorre proseguire e, semmai, rafforzare il percorso intrapreso già da qualche anno dall’OCSE circa gli standards sullo scambio automatico di informazioni tra Stati. A ciò va aggiunta un’azione incisiva sulla transparency bancaria, ossia sulle regole che impongono alle banche di verificare la trasparenza della titolarità e della provenienza dei fondi da loro gestiti”. “Questa maggiore trasparenza si tramuterebbe - ha detto - in una maggiore tutela del risparmio nonché dell’economia “pulita”, generando circuiti finanziari trasparenti (di serie A) contrapposti ai residuali circuiti finanziari non trasparenti (di serie B), in cui potrebbero rafforzarsi le misure speciali di contrasto all’economia illecita”. L’obiettivo finale a cui tendere è, ha concluso Longobardi “un sistema di piena libertà economica a condizione di una totale trasparenza che premi i comportamenti fully compliant, vale a dire i comportamenti rispettosi delle regole”. (CNDCEC, nota del 19 aprile 2016)   Vincenzo D’Andò