Diario quotidiano del 18 aprile 2016: gli studi associati pagano sempre l’IRAP

1) Niente da fare, gli studi associati non sfuggono all’Irap

2) Limitata la confisca sull’emissione di fatture false

3) Reati: il sindaco “testa di legno” risponde con gli amministratori della società

4) Il fornitore può detrarre l’Iva non pagata dal cliente

5) TFR: aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di marzo 2016

6) INPS: nuove modalità di comunicazione del codice IBAN per il pagamento delle prestazioni a sostegno del reddito

7) Il Modello Unico/730 precompilato 2016 è on line dal 15 aprile 2016

8) Organizzazione “Federlavoro”: per l’Agenzia delle entrate ha rilevanza nazionale

9) Sempre in aumento le entrate tributarie

10) Riforma delle banche di credito cooperativo: intervento di Assonime

 

agenda-immagineIndice:

1) Niente da fare, gli studi associati non sfuggono all’Irap

2) Limitata la confisca sull’emissione di fatture false

3) Reati: il sindaco “testa di legno” risponde con gli amministratori della società

4) Il fornitore può detrarre l’Iva non pagata dal cliente

5) TFR: aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di marzo 2016

6) INPS: nuove modalità di comunicazione del codice IBAN per il pagamento delle prestazioni a sostegno del reddito

7) Il Modello Unico/730 precompilato 2016 è on line dal 15 aprile 2016

8) Organizzazione “Federlavoro”: per l’Agenzia delle entrate ha rilevanza nazionale

9) Sempre in aumento le entrate tributarie

10) Riforma delle banche di credito cooperativo: intervento di Assonime

 

 

1) Niente da fare, gli studi associati non sfuggono all’Irap

Le Sezioni Unite della Suprema Corte stanno a poco a poco completando il mosaico delle questioni loro sottoposte negli anni passati in materia di presupposto impositivo IRAP: Studi associati e società professionali sempre soggetti a Irap. Il tributo è dovuto in maniera automatica, senza quindi svolgere alcuna analisi economica e qualitativa dell’attività esercitata al fine di valutare se sussiste o meno l’autonoma organizzazione (come si rende necessario invece per chi svolge la professione in forma individuale). È quanto hanno stabilito le sezioni unite della Corte di Cassazione, che con la sentenza n. 7371 del 14 aprile 2016, hanno posto la parola fine su ogni residuo dubbio circa l’applicabilità dell’Irap ai professionisti organizzati in strutture associative. Un principio che era già desumibile dalla pronuncia n. 7291, resa appena il 13 aprile 2016 (si veda ne “il Diario fiscale del 15 aprile 2016”), che nell’esentare dal prelievo la medicina di gruppo aveva invece ribadito la legittimità del tributo per le società semplici e le associazioni tra artisti e professionisti.

La nuova pronuncia verte sulla corretta interpretazione degli articoli 2 e 3 del dlgs n. 446/1997. Il primo stabilisce che il presupposto dell’imposta è «l’esercizio abituale di una attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi». Per poi precisare che «l’attività esercitata dalle società e dagli enti, compresi gli organi e le amministrazioni dello Stato, costituisce in ogni caso presupposto di imposta». Il successivo articolo 3 fornisce invece l’elenco vero e proprio dei soggetti passivi, includendo società ed enti, nonché le associazioni senza personalità giuridica per lo svolgimento di arti e professioni che l’articolo 5 del Tuir equipara fiscalmente alle società semplici.

Già in passato diverse sentenze della Cassazione avevano stabilito come, in presenza di tali forme giuridiche, l’Irap fosse dovuta a prescindere, senza esaminare l’entità dei beni strumentali, la presenza di dipendenti o collaboratori, i costi sostenuti. Verdetti che hanno interessato studi associati di dottori commercialisti (sentenza n. 16784/2010), avvocati (n. 25313/2014) e snc tra agenti di commercio (n. 25315/2014). Anche se non sono mancate decisioni contrarie, che ritenevano invece sempre necessario l’accertamento in concreto dell’autonoma organizzazione (Cass. n. 21326/2013).

Secondo le Sezioni unite, l’attività esercitata da società e studi associati, «strutturalmente organizzati per la forma nella quale l’attività è svolta, costituisce ex lege, in ogni caso, presupposto d’imposta, dovendosi perciò escludere la necessità di ogni accertamento in ordine alla sussistenza dell’autonoma organizzazione». Da qui l’accoglimento delle ricorso dell’Agenzia delle entrate, con decisione nel merito e annullamento del ricorso introduttivo del contribuente (socio di una società semplice di amministrazioni condominiali), che dovrà quindi ora pagare l’Irap.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 7371 del 14 aprile…

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