Diario quotidiano del 15 aprile 2016: le notifiche della voluntary disclosure sulla PEC del professionista

Pubblicato il 15 aprile 2016

- notifica atti voluntary: approvato modello per opzione Pec;
- l’attività di medicina generale non è mai soggetta all’Irap;
- per le agevolazioni IMU/TASI vale la data di conclusione del comodato;
- procedure di rimborso relative ai tributi locali: semplificazioni per i contribuenti;
- è illegittimo il licenziamento sul furto di scarso valore;
- INAIL: Servizio on line “Sportello virtuale lavoratori”;
- modificate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nei modelli 730/2016 e Unico/2016;
- voluntary disclosure: pronto il modello per chiedere la notifica degli atti via Pec ai professionisti;
- regime adempimento collaborativo per grandi e grandissimi: ecco i requisiti per l’ammissibilità al nuovo regime collaborativo;
- va bene il visto di conformità rilasciato dal socio con la partita Iva della STP
 
Indice:   1) Notifica atti voluntary: approvato modello per opzione Pec 2) L’attività di medicina generale non è mai soggetta all’Irap 3) Per le agevolazioni IMU/TASI vale la data di conclusione del comodato 4) Procedure di rimborso relative ai tributi locali: semplificazioni per i contribuenti 5) E’ illegittimo il licenziamento sul furto di scarso valore 6) INAIL: Servizio on line “Sportello virtuale lavoratori” 7) Modificate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati contenuti nei modelli 730/2016 e Unico/2016 8) Voluntary disclosure: pronto il modello per chiedere la notifica degli atti via Pec ai professionisti 9) Regime adempimento collaborativo per grandi e grandissimi: ecco i requisiti per l’ammissibilità al nuovo regime collaborativo 10) Va bene il visto di conformità rilasciato dal socio con la partita Iva della Stp  
  1) Notifica atti voluntary: approvato modello per opzione Pec L’Agenzia delle entrate ha approvato il modello con cui i contribuenti possono chiedere di ricevere gli atti relativi alla procedura di collaborazione volontaria tramite l’indirizzo Pec dei professionisti che forniscono loro assistenza. L’istanza potrà essere presentata, tramite indirizzo di posta elettronica certificata, esclusivamente dai contribuenti che hanno aderito alla procedura di collaborazione volontaria. Il modello, approvato con il provvedimento direttoriale del 13 aprile 2016, può essere utilizzato esclusivamente da chi aveva a suo tempo presentato domanda per aderire alla voluntary disclosure, e deve essere in ogni caso presentato, per conto del contribuente, dal professionista che lo assiste nell’ambito della procedura. L’istanza va, quindi, trasmessa esclusivamente mediante posta elettronica certificata alla casella presso la quale sono state inviate la relazione e la documentazione di accompagnamento alla domanda di collaborazione volontaria presentata dal contribuente istante. Il professionista sarà comunque tenuto a conservare un esemplare cartaceo del modello predisposto con modalità informatica, debitamente sottoscritto, e dovrà inoltre rilasciare al contribuente l’impegno alla presentazione, contestualmente all’assunzione dell’incarico. Sarà quindi possibile procedere all’inoltro del modello solo dopo aver apposto la firma digitale sullo stesso, allegando la fotocopia di un documento di identità o di riconoscimento del cliente in corso di validità. (Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate n. 54049 del 13 aprile 2016)   ******   2) L’attività di medicina generale non è mai soggetta all’Irap Importante pronuncia della Cassazione a sezioni unite: L’attività di medicina generale non è mai soggetta all’Irap. Ormai questo è un punto fermo. E questo vale anche per gli studi associati esercenti l’attività di medicina generale. Dunque studi medici convenzionati senza Irap. Lo svolgimento in forma associata dell’attività di medicina generale non è assimilabile alle associazioni senza personalità giuridica previste dall’art. 5 del Tuir (come nel caso degli studi associati di avvocati o commercialisti). E anche la presenza di spese sostenute per terzi collaboratori, quali una segretaria o un’infermiera, non è idonea a integrare il requisito dell'autonoma organizzazione richiesta dalla norma impositiva. È quanto stabilito dalle sezioni unite della Corte di Cassazione nella sentenza n. 7291 del 13 aprile 2016, che interviene sul tema dell’assoggettabilità all’Irap delle strutture di medicina di gruppo. Il tema ha registrato nel corso degli anni un contrasto giurisprudenziale, anche a livello di legittimità. Negli ambulatori le spese comuni (affitto dei locali, manutenzione, retribuzione dell'infermiere e della segretaria) vengono suddivise pro quota per ciascun medico, mentre i costi inerenti il singolo dottore sono sostenute direttamente e per intero da quest’ultimo. Con la circolare n. 28/E del 2010 l’Agenzia delle entrate ha affermato che la disponibilità di uno studio attrezzato non può essere considerata indice di autonoma organizzazione, poiché le attrezzature detenute (in base ai parametri della convenzione con il Ssn) “rientrano nel minimo indispensabile per l'esercizio dell’attività”. Tuttavia, secondo il fisco, il presupposto impositivo si configura ogni volta che il medico dispone di elementi ulteriori rispetto allo standard convenzionale, “tra cui si ritiene vadano ragionevolmente ricompresi anche terzi collaboratori”. Dello stesso avviso è stata la Cassazione, almeno fino all’anno 2012 (si vedano le sentenze nn. 12108/2009 e 8556/2011, che hanno affermato la legittimità del tributo anche in presenza di una segretaria part-time). Poi, però, la Suprema corte ha cambiato orientamento, già con le pronunce nn. 22020 e 22022 del 2013. Tesi poi ribadita nella sentenza n. 958/2014. Adesso il verdetto delle Sezioni unite. “Non sembra possano ravvisarsi i tratti dell’associazione fra professionisti cui si riferisce la norma del Tuir nella figura della forma associativa della medicina di gruppo”, affermano gli ermellini, “essendo questo, piuttosto, un organismo promosso dal Ssn, diretto a realizzare più avanzate forme di presidio della salute pubblica mediante l'impiego di risorse, anzitutto professionali, ma non solo, del personale medico a rapporto convenzionale”. Respinta, quindi, la tesi dell'Agenzia delle entrate che qualificava la medicina di gruppo come “una forma associativa che si configura e si sovrappone all'associazione professionale vera e propria”. In generale, invece, gli studi associati continuano ad essere soggetti ad IRAP. Ad avviso delle Sezioni Unite, trattandosi di soggetti equiparati alla società semplice, a nulla rileva la struttura