Diario quotidiano del 14 aprile 2016: continua il contenzioso sulla notifica delle cartelle

Pubblicato il 14 aprile 2016

bilanci: derivati al fair value; se sul libretto è accreditata la pensione dell’indagato, se ne può sequestrare solo un quinto; Equitalia può fare notificare le cartelle esattoriali solo a Poste italiane; notifiche della cartella: la prova della consegna ricade su Equitalia; von la pubblicazione di Gerico 2016 rinvio dei termini scongiurato?; accertamenti “a tavolino” senza fase del contraddittorio; stato della fatturazione elettronica: audizione del direttore dell’Agenzia delle entrate; studi di settore: salgono gli studi ammessi per il 2015 al regime premiale; piano d’azione sull’IVA della Commissione europea: tutte le novità intracomunitarie che presto saranno in vigore; nuovi criteri civilistici per la valutazione dei crediti in bilancio: circolare della Fondazione A.R.R., tutto come prima per le piccole imprese
 
Indice:   1) Bilanci: derivati al fair value 2) Se sul libretto è accreditata la pensione dell’indagato, se ne può sequestrare solo un quinto 3) Equitalia può fare notificare le cartelle esattoriali solo a Poste italiane 4) Notifiche della cartella: la prova della consegna ricade su Equitalia 5) Con la pubblicazione di Gerico 2016 rinvio dei termini scongiurato ? 6) Accertamenti “a tavolino” senza fase del contraddittorio 7) Stato della fatturazione elettronica: audizione del direttore dell’Agenzia delle entrate 8) Studi di settore: salgono gli studi ammessi per il 2015 al regime premiale 9) Piano d’azione sull’IVA della Commissione europea: tutte le novità intracomunitarie che presto saranno in vigore 10) Nuovi criteri civilistici per la valutazione dei crediti in bilancio: circolare della Fondazione A.R.R., tutto come prima per le piccole imprese  
  1) Bilanci: derivati al fair value Pubblicata in consultazione la bozza del principio contabile sugli strumenti finanziari derivati. Nell’ambito del progetto di aggiornamento dei principi contabili nazionali, avviato a seguito delle disposizioni contenute nel decreto legislativo 139/2015 di recepimento della direttiva 34/2013/UE, OIC ha pubblicato il 12 aprile 2016 in consultazione la bozza del principio contabile Strumenti finanziari derivati. Nell’appendice “Motivazioni alla base delle decisioni assunte” sono indicate le scelte di fondo più rilevanti seguite nella scrittura del principio contabile. OIC invita, pertanto, a far pervenire eventuali osservazioni non oltre il 31 maggio 2016 all’indirizzo e-mail staffoic@fondazioneoic.it o via fax al numero 06.69766830. Le novità introdotte dal decreto 139/2015 sulla rappresentazione in bilancio dei derivati consistono essenzialmente: - nella previsione di specifiche voci relative agli strumenti finanziari derivati nello stato patrimoniale e nel conto economico; - nell’equiparazione dei derivati ai contratti collegati a merci che conferiscono alle parti contraenti il diritto di procedere alla liquidazione del contratto per contanti o mediante altri strumenti finanziari, ad eccezione di alcuni casi particolari; - nello scorporo dei derivati incorporati in altri strumenti finanziari; - nell’introduzione del criterio di valutazione degli strumenti al fair value, da determinarsi come valore di mercato; qualora tale valore non sia facilmente individuabile tale valore potrà essere derivato da quello di componenti o strumenti analoghi oppure al valore risultante da modelli e tecniche di valutazione generalmente accettati; - nella previsione dell’obbligo di valutazione al fair value di tutti i contratti derivati; Il nuovo principio contabile definisce “strumento finanziario” qualsiasi contratto che dia origine ad un’attività finanziaria per una società e ad una passività finanziaria o ad uno strumento di capitale per un’altra società. Parimenti, con il termine “derivato” deve intendersi uno strumento finanziario o un altro contratto che possiede le seguenti tre caratteristiche:
  1. a) il suo valore varia come conseguenza della variazione di un determinato tasso di interesse, prezzo di strumenti finanziari, prezzo di merci, tasso di cambio, indice di prezzo o di tasso, rating di credito o indice di credito o altra variabile, a condizione che, nel caso di una variabile non finanziaria, tale variabile non sia specifica di una delle controparti contrattuali (a volte chiamato il sottostante);
  2. b) non richiede un investimento netto iniziale o richiede un investimento netto iniziale che sia minore di quanto sarebbe richiesto per altri tipi di contratti da cui ci si aspetterebbe una risposta simile a cambiamenti di fattori di mercato;
  3. c) è regolato a data futura.
Nella definizione dei contenuti regolamentari, come risulta evidente dalle suddette definizioni, si è tenuto conto di quanto disciplinato in materia dai principi contabili internazionali (IAS/IFRS). Tuttavia il principio contabile nazionale ha proprie peculiarità in relazione alla circostanza che le regole dei derivati si rivolgono alla generalità delle imprese italiane con la sola esclusione delle micro-imprese. Per quanto concerne la classificazione e il contenuto delle voci, la rigidità dello schema del conto economico ex art 2425 c.c. che prevede voci specifiche per la classificazione delle variazioni di fair value degli strumenti finanziari derivati ha comportato la necessità di stabilire in quale voce dovessero essere classificate le variazioni di fair value dell’elemento coperto. Il nuovo OIC prevede che nei casi in cui la variazione di fair value dell’elemento che forma oggetto di copertura sia inferiore a quella dello strumento di copertura deve essere classificata nella stessa sezione in cui è rilevata la variazione di fair value dello strumento di copertura; viceversa, qualora la variazione di fair value dell’elemento coperto è maggiore di quella dello strumento di copertura deve essere classificata in una voce separata in relazione all’elemento coperto. La mancata indicazione del fair value deve essere spiegata nella nota integrativa Un aspetto peculiare della disciplina civilistica, già presente nel precedente testo del codice civile, è relativo alla possibilità di non determinare il fair value nei casi in cui il calcolo non porti a risultati attendibili. Sul punto già l’OIC 3 prevedeva che l’impossibilità di pervenire ad una stima attendibile del fair value doveva essere considerata una circostanza eccezionale. Ora il nuovo principio contabile ripropone la stessa impostazione dell’OIC 3, prevedendo che in tali eccezionali circostanze sia necessario fornire informativa in nota integrativa indicando le caratteristiche dello strumento finanziario derivato e le ragioni che hanno generato l’inattendibilità del fair value. Nel disciplinare la separazione e la contabilizzazione dei derivati incorporati l’OIC ha ritenuto di integrare il disposto normativo facendo ricorso alla disciplina dei principi contabili internazionali, prevendo:
  1. a) la possibilità di non separare necessariamente il derivato incorporato: in particolare, quando non vi è modo di separare i flussi finanziari derivanti dal contratto primario da quelli derivanti dal contratto derivato in quanto le caratteristiche economiche ed i rischi del contratto primario e del derivato incorporato sono coincidenti;
  2. b) di considerare, per analogia ai derivati incorporati negli strumenti finanziari, anche i derivati incorporati in contratti non finanziari;
  3. c) la possibilità di valutare per intero al fair value il contratto ibrido se il fair value deriva da una quotazione in un mercato attivo. Ciò in quanto la valutazione del fair value dell’intero strumento ibrido risulta più affidabile rispetto all’esercizio di scorporo del derivato incorporato e alla sua conseguente valutazione al fair value.
(OIC, nota del 12 aprile 2016)   ******   2) Se sul libretto è accreditata la pensione dell’indagato, se ne può sequestrare solo un quinto Sequestro per equivalente limitato per stipendi e pensioni dell’evasore: Misura cautelare non possibile oltre il limite del quinto, al netto di ritenute. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15099 del 12 aprile 2016, ha stabilito che in caso di contestazione di reati tributari, resta fermo il divieto di sequestrare per equivalente il relativo profitto applicando la misura cautelare sui trattamenti retributivi, pensionistici ed assistenziali in misura eccedente al quinto del loro importo al netto delle ritenute, stante la riconducibilità