Diario quotidiano dell’8 marzo 2016: pubblicata la nuova tassonomia per i bilanci

Pubblicato il 8 marzo 2016



bilanci: pubblicata la tassonomia integrata per i conti annuali e consolidati; nuova Sabatini: pubblicato il decreto; costituzione di un fondo patrimoniale al sicuro; niente Irap per il consulente aziendale; come costituire una società tra professionisti; anagrafe tributaria: procedura di sicurezza privacy rafforzata; contributo agli studenti per l’acquisto di strumenti musicali nuovi e credito d’imposta per rivenditori: pubblicate le modalità attuative; false comunicazioni sociali: terza sentenza della Cassazione; dimissioni on line: intervento del Ministero; amministratori giudiziari: nota informativa del CNDCEC
 
agenda-immagineIndice: 1) Bilanci: pubblicata la tassonomia integrata per i conti annuali e consolidati 2) Nuova Sabatini: pubblicato il decreto 3) Costituzione di un fondo patrimoniale al sicuro 4) Niente Irap per il consulente aziendale 5) Come costituire una società tra professionisti 6) Anagrafe tributaria: procedura di sicurezza privacy rafforzata 7) Contributo agli studenti per l’acquisto di strumenti musicali nuovi e credito d’imposta per rivenditori: pubblicate le modalità attuative 8) False comunicazioni sociali: terza sentenza della Cassazione 9) Dimissioni on line: intervento del Ministero 10) Amministratori giudiziari: nota informativa del CNDCEC  
1) Bilanci: pubblicata la tassonomia integrata per i conti annuali e consolidati Le nuove tabelle su rendiconto finanziario e leasing devono essere compilate seguendo i principi contabili nazionali; questi ultimi, per i prospetti sulla fiscalità differita, dovranno essere invece affiancati dalle indicazioni di Xbrl Italia. È opportuno, inoltre, che il rendiconto sia redatto in formato elaborabile, fin dalla sua approvazione da parte dell’organo amministrativo. Sono questi, in estrema sintesi, i punti chiave del documento di accompagnamento alla versione 2015-12-14 della tassonomia integrata del bilancio d’esercizio pubblicato il 4 marzo 2016 da Xbrl Italia. La nuova tassonomia, applicabile ai conti annuali e consolidati (per questi ultimi la nota integrativa è ancora in Pdf/a) chiusi il 31/12/2015 o successivamente purché approvati dall'1/3/2016, ha introdotto quattro nuove tabelle, su rendiconto finanziario e leasing, e migliorato la rappresentazione della fiscalità differita. La compilazione del rendiconto finanziario, collocato nella nota integrativa, deve avvenire secondo le prescrizioni contenute nei principi contabili nazionali: le due tabelle alternative offerte dal tracciato elaborabile, rispettivamente per il metodo indiretto e diretto di determinazione dei flussi finanziari della gestione reddituale, sono infatti mutuate dalle esemplificazioni contenute nell’Oic 10. Analoga indicazione per i prospetti deputati a rappresentare gli effetti, sul patrimonio netto e sul risultato d’esercizio, dell’adozione del metodo finanziario per le operazioni di locazione finanziaria che comportano il trasferimento al locatario della parte prevalente dei rischi e dei benefici sui beni che ne costituiscono oggetto: si tratta, infatti, di tabelle derivate dall’appendice D dell’Oic 12. Il documento affronta, quindi, la fiscalità differita. Si tratta, in particolare, di cinque tabelle: la prima chiamata a dare un quadro di sintesi delle imposte differite e anticipate; quindi due prospetti dettaglianti le differenze temporanee deducibili e imponibili; viene poi la tabella inedita, dedicata alle differenze temporanee escluse dalla rilevazione della fiscalità differita; da ultimo lo schema che informa sulle perdite fiscali. Le imposte sono distinte, questa è la principale novità, nelle componenti Ires e Irap.   ******   2) Nuova Sabatini: pubblicato il decreto Dal 2 maggio 2016 sarà possibile presentare le domande di accesso per la “Sabatini ter”. Gli investimenti dovranno essere avviati successivamente alla data della domanda di accesso ai contributi, ovvero entro il termine previsto negli specifici regolamenti comunitari settoriali. Per avvio dell’investimento si intenderà la data di inizio dei lavori di costruzione relativi all’investimento oppure la data del primo impegno giuridicamente vincolante a ordinare attrezzature. È con il decreto del 25 gennaio 2016 del Ministro dello sviluppo economico Guidi, firmato di concerto con il Ministro dell’Economia, Padoan, che viene data attuazione a quanto disposto nell’articolo 8, del D.L. 3/2015, convertito nella Legge 33/2015. Saranno ammissibili gli investimenti che presentano un’autonomia funzionale, non essendo ammesso il finanziamento di componenti o parti di macchinari che non soddisfano il suddetto requisito, fatti salvi gli investimenti in beni strumentali che integrano con nuovi moduli l’impianto o il macchinario preesistente, introducendo una nuova funzionalità nell’ambito del ciclo produttivo dell’impresa.   ******   3) Costituzione di un fondo patrimoniale al sicuro La costituzione di un fondo patrimoniale non implica di per sé sottrazione fraudolenta. E’ quanto ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9154 del 4 marzo 2016, che si è pronunciata sull’elemento costitutivo del reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte (art. 11 del DLgs. 74/2000). Si è, dunque, in tale fattispecie con l’idoneità delle simulate alienazioni o degli atti fraudolenti commessi sui propri o sugli altri beni a rendere anche solo parzialmente inefficace la procedura di riscossione coattiva. Ma l’idoneità degli atti deve essere valutata in concreto, sia con riferimento alla natura, sia con riferimento all’oggetto di essi. A fronte di ciò, in caso di costituzione di un fondo patrimoniale, ex art. 167 c.c., per fare fronte ai bisogni della famiglia, è necessario accertare, ai fini della sussistenza del reato in questione, che nell’operazione posta in essere sussistano gli elementi costitutivi della sottrazione fraudolenta: occorre, cioè, individuare in sede di merito quali siano gli aspetti dell’operazione economica che dimostrino la strumentalizzazione della causa tipica negoziale allo scopo di evitare il pagamento del tributo. Non è ipotizzabile una sostanziale inversione dell’onere della prova, sul solo presupposto che la creazione del patrimonio separato rappresenti di per sé elemento materiale della sottrazione del patrimonio del debitore (infatti, la scelta di costituire il fondo rappresenta uno dei modi legittimi di attuazione dell’indirizzo economico e delle esigenze del nucleo familiare). A ciò deve aggiungersi la necessità di dimostrare che la costituzione del fondo patrimoniale abbia in concreto messo in pericolo la garanzia patrimoniale. Quindi, se in sede cautelare è prospettata l’esistenza di beni non inclusi nel fondo e di un valore tale da costituire adeguata garanzia, il giudice ha l’onere di fornire una sia pur sommaria motivazione circa la ragione per cui la costituzione del fondo rappresenterebbe, in ogni caso, uno strumento idoneo a rendere più difficoltoso il recupero del credito erariale.   ******   4) Niente Irap per il consulente aziendale Niente Irap senza organizzazione. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4246 del 3 marzo 2016, ha ribadito che il consulente aziendale non è tenuto a pagare l’Irap quando adempie alla sua funzione mediante l’organizzazione dell’impresa senza ricorrere a un’autonoma struttura. Secondo i giudici non sono soggetti a Irap, dunque, i proventi che un lavoratore autonomo percepisca come compenso per le attività svolte all’interno di una struttura da altri organizzata. Inoltre, non ha diritto al rimborso dell’Irap il commercialista che, nello svolgimento dell’attività di sindaco, utilizza beni strumentali in misura eccedente il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività professionale. ******   5) Come costituire una società tra professionisti Come specificato dal Ministero dello Sviluppo Economico, con il parere n. 39343/2016, per costituire una società tra professionisti (c.d. STP) è necessario che l’attività descritta nell’oggetto sociale rientri tra quelle per le quali è prevista l’iscrizione in appositi albi o elen­chi relativi ad un determinato ordine professionale (art. 10 c. 3 L. 183/2011, art. 1 DM 8 febbraio 2013 n. 34). La questione sottoposta a parere ministeriale ha riguardato l’ammissibilità o meno di una STP costitu­ita da soli fisioterapisti, professione inclusa tra quelle sanitarie riabilitative per le quali è necessaria l’iscrizione presso il relativo ordine professionale, che tuttavia non risulta ancora essere stato isti­tuito. A tal fine, il Ministero ha precisato che coloro che svolgono un’attività per la quale non è stato ancora istituito l’ordine professionale (pur essendoci già una delega al fine di istituirlo): - non possono costituire da soli una STP sino al momento di istituzione dell’ordine professio­nale; - possono diventare soci di una STP, ma esclusivamente in qualità di soci investitori o di sog­getti non professionisti incaricati dello svolgimento di “prestazioni tecniche” (ai sensi dell’art. 10 c. 4 lett. b L. 183/2011: sono, ad esempio, prestazioni tecniche quella del disegnatore nello studio del geometra, dell’odontotecnico nello studio del dentista, ecc.).   ******   6) Anagrafe tributaria: procedura di sicurezza privacy rafforzata Già operative misure correttive e adeguamenti del sistema per alzare il livello di tutela dei dati personali, in linea con quanto previsto dalla vigente normativa in materia Un comunicato congiunto della Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria e dell’Agenzia delle Entrate rassicura i cittadini, in merito ad alcune notizie di stampa, sull’efficacia dei sistema di sicurezza della tutela di segretezza dei dati presenti in Anagrafe tributaria (At). L’Agenzia, in particolare, informa che alcune delle criticità riportate dagli organi di informazione sono state già risolte attraverso l’adozione di misure correttive introdotte seguendo una valutazione di priorità. Un esempio concreto è l’adozione, da quest’anno, della “procedura di sicurezza rafforzata” per accedere alla dichiarazione dei redditi precompilata. In base a tale sistema, già previsto per il cassetto fiscale, i dati personali del contribuente relativi alla precompilata stessa, compresi quelli sanitari, saranno visualizzabili soltanto con l’inserimento “associato” di password e Pin. Nei limiti di tempo stabiliti, ovvero entro la fine dello scorso febbraio, sono state, inoltre, notificate al Garante della privacy, un insieme di osservazioni, misure e adeguamenti elaborati dall’Agenzia stessa. Nella gestione dell’At, l’Amministrazione finanziaria, supportata dal partner tecnologico Sogei, ha già avviato un percorso di adeguamento nel pieno rispetto dei principi ispiratori della vigente normativa in materia di protezione dei dati personali, raggiungendo elevati livelli di efficacia ed efficienza. Precisazione Anagrafe tributaria In merito alle notizie apparse oggi con riguardo all’anagrafe tributaria e all’efficacia dei sistemi anti abuso si segnala che alcune delle criticità riportate dalla stampa sono state già risolte dall’Agenzia attraverso l’adozione di misure correttive introdotte seguendo una valutazione di priorità. Ad esempio, a differenza di quanto riportato dalla stampa, da quest’anno per accedere alla dichiarazione precompilata sarà necessario inserire sia la password che il Pin; pertanto i dati personali del contribuente relativi alla precompilata stessa (compresi quelli sanitari) saranno visualizzabili solo con la cosiddetta procedura di sicurezza rafforzata, analogamente a quanto già previsto per il cassetto fiscale. Per altri rilievi, l’Agenzia ha elaborato un insieme di osservazioni, misure ed adeguamenti che sono stati già notificati alla competente Autorità Garante entro fine Febbraio 2016, termine prescritto dalla Autorità stessa. L’Agenzia delle Entrate, nella gestione dell’anagrafe tributaria e nelle politiche di sicurezza indirizzate anche al partner tecnologico Sogei, ha da tempo intrapreso un percorso di adeguamento ai principi che ispirano la vigente normativa in materia di protezione dei dati personali raggiungendo elevati livelli di efficacia e efficienza. La Commissione di Vigilanza sull’Anagrafe Tributaria – afferma il Presidente, On. Gian Giacomo Portas – assicurerà come ha sempre fatto il presidio della sicurezza dei dati e la tutela della loro riservatezza per garantire i cittadini e la funzionalità dei servizi erogati dall’Agenzia, coinvolgendo sempre di più il Garante per la protezione dei dati personali. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 39 del 7 marzo 2016)   ******   7) Contributo agli studenti per l’acquisto di strumenti musicali nuovi e credito d’imposta per rivenditori: pubblicate le modalità attuative Contributo agli studenti per l’acquisto di strumenti musicali nuovi e credito d’imposta per rivenditori: pubblicate sul sito internet delle Entrate le modalità attuative. Con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate n. 35375 del 7 marzo 2016 (acquisiti dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca gli elenchi delle Istituzioni musicali nonché dei relativi corsi e degli strumenti con essi coerenti, riportati negli allegati 1 e 2 al provvedimento stesso), sono stati definiti l’ambito soggettivo, oggettivo e temporale del contributo, le modalità di riconoscimento dello stesso e del correlato credito d’imposta per il produttore o rivenditore, anche allo scopo di garantire che ciò avvenga nel limite complessivo di 15 milioni di euro. L’art. 1, comma 984, della L. 28 dicembre 2015, n. 208, riconosce, per l’anno 2016, a favore degli studenti dei conservatori di musica e degli istituti musicali pareggiati, iscritti ai corsi di strumento secondo il precedente ordinamento e ai corsi di laurea di primo livello secondo il nuovo ordinamento, un contributo per l’acquisto di uno strumento musicale nuovo, coerente con il corso di studi, anticipato dal rivenditore sotto forma di sconto sul prezzo di vendita. Lo sconto è rimborsato al rivenditore sotto forma di credito d’imposta di pari importo, da utilizzare in compensazione. Ambito soggettivo, oggettivo e temporale del contributo Il contributo spetta agli studenti dei conservatori di musica e degli istituti musicali pareggiati, iscritti e in regola con il pagamento delle tasse e contributi dovuti all’Istituzione, nell’anno accademico 2016-2017, ai corsi di strumento secondo il precedente ordinamento e ai corsi di laurea di primo livello secondo il nuovo ordinamento. Il contributo è concesso per l’acquisto di uno strumento musicale nuovo e coerente con il corso principale cui è iscritto lo studente o per lo strumento onsiderato “affine”, in base alle dichiarazioni di conformità con gli obiettivi disciplinari del corso di studio rilasciate dalle istituzioni di appartenenza. Il contributo spetta per gli acquisti effettuati nel 2016, una sola volta, anche in caso di acquisto di un singolo componente dello strumento, per un importo non superiore a 1.000 euro e, comunque, in misura non eccedente il prezzo dell’acquisto, nel limite complessivo dello stanziamento di spesa di quindici milioni di euro. Modalità di riconoscimento del contributo Per accedere al contributo, che è erogato sotto forma di sconto sul prezzo di vendita praticato dal rivenditore o produttore, lo studente richiede al conservatorio di musica o all’istituto musicale pareggiato, che è tenuto al relativo rilascio, un certificato d’iscrizione non ripetibile “per tale finalità”, da cui risulti il suo cognome, nome, codice fiscale, corso e anno di frequenza nonché lo strumento musicale coerente con il corso di studi. Il predetto certificato, che attesta la sussistenza dei requisiti per fruire del contributo ed indica lo strumento agevolabile, è predisposto dal conservatorio di musica o dall’istituto musicale pareggiato in duplice esemplare di cui uno conservato dall’emittente e uno rilasciato allo studente il quale è tenuto a consegnarlo al produttore o al rivenditore al momento dell’acquisto dello strumento. Il produttore o il rivenditore conserva il certificato di iscrizione fino al termine entro il quale l’Agenzia delle entrate può esercitare l’attività di accertamento e documenta la vendita dello strumento mediante fattura, anche semplificata, o ricevuta fiscale o scontrino parlante che indichi, oltre agli altri dati ordinariamente richiesti, il codice fiscale dello studente, il prezzo totale della vendita, sul quale è applicata l’imposta sul valore aggiunto, e l’ammontare pagato mediante il contributo. Credito d’imposta per il produttore o rivenditore Ai rivenditori o ai produttori degli strumenti musicali è riconosciuto un credito d’imposta di ammontare pari al contributo riconosciuto agli studenti sotto forma di sconto, nel limite delle risorse stanziate di 15 milioni di euro, assegnate in ordine cronologico. Per fruire del credito d’imposta, il rivenditore o produttore, prima di concludere la vendita dello strumento musicale, è tenuto a comunicare all’Agenzia delle entrate i seguenti dati: il proprio codice fiscale, quello dello studente e dell’istituto che ha rilasciato il certificato di iscrizione, lo strumento musicale, il prezzo totale, comprensivo dell’imposta sul valore aggiunto, e l’ammontare del contributo. I rivenditori o produttori degli strumenti musicali effettuano le comunicazioni a decorrere dal 28 aprile 2016 utilizzando il servizio telematico Entratel o Fisconline dell’Agenzia delle entrate, in relazione ai requisiti da essi posseduti per la trasmissione telematica delle dichiarazioni, o avvalendosi degli intermediari di cui all’art. 3, commi 2-bis e 3, del DPR 22 luglio 1998, n. 322. Al fine della compilazione e della trasmissione telematica dei file devono essere utilizzati i prodotti software resi disponibili gratuitamente dall’Agenzia delle entrate. Per ogni comunicazione inviata, il sistema telematico rilascerà apposita ricevuta attestante la fruibilità o meno del credito di imposta in ragione della capienza nello stanziamento complessivo, della correttezza dei dati e della verifica dell’unicità del bonus assegnabile a ciascuno studente. Il credito d’imposta maturato è utilizzabile dal secondo giorno lavorativo successivo alla data di rilascio dell’apposita ricevuta che ne attesta la fruibilità, esclusivamente in compensazione. Il modello F24 deve essere presentato esclusivamente tramite il servizio telematico Entratel o Fisconline, pena il rifiuto dell’operazione di versamento. Nel caso in cui l’importo del credito d’imposta utilizzato risulti superiore all’ammontare maturato, anche tenendo conto di precedenti fruizioni del credito stesso, il relativo modello F24 è scartato. Lo scarto è comunicato al soggetto che ha trasmesso il modello F24 tramite apposita ricevuta consultabile sul sito internet del servizio telematico Entratel o Fisconline. Con separata risoluzione dell’Agenzia delle entrate è istituito il codice per la fruizione del credito d’imposta da indicare nel modello F24 e sono impartite le istruzioni per la compilazione del modello stesso. Nel caso in cui, successivamente alla ricezione dell’apposita ricevuta, la vendita dello strumento musicale non si concluda il rivenditore o il produttore invierà una comunicazione di annullamento della vendita, utilizzando i medesimi servizi e prodotti software, così da consentire allo studente di poter usufruire nuovamente del contributo. Il rivenditore o produttore dello strumento musicale che avesse già utilizzato in compensazione il relativo credito di imposta dovrà riversarlo tramite modello F24 utilizzando lo stesso codice tributo. Per consentire la regolazione contabile delle compensazioni effettuate dai produttori e dai rivenditori ai sensi del presente provvedimento, le risorse stanziate per la copertura finanziaria del credito d’imposta sono trasferite sulla contabilità speciale n. 1778 “Agenzia delle Entrate – fondi di bilancio”, aperta presso la Banca d’Italia. Controlli ed eventuali procedure di recupero del credito d’imposta illegittimamente fruito L’amministrazione finanziaria verificherà il rispetto delle disposizioni del presente provvedimento e, qualora accerti l’indebita fruizione, anche parziale, del credito d’imposta da parte dei produttori o dei rivenditori, per il mancato rispetto degli adempimenti posti a loro carico, provvede al recupero del relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni secondo disposizioni di legge.   ******   8) False comunicazioni sociali: terza sentenza della Cassazione Una terza sentenza della Cassazione in tema di false comunicazioni sociali, in attesa delle Sezioni Unite. A tal proposito, Assonime ha pubblicato il Caso n. 6 del 7 marzo 2016. Con la terza sentenza del 22 febbraio 2016, n. 6916, in pochi mesi, la Suprema Corte inverte nuovamente la rotta sul reato di false comunicazioni sociali. In linea con quanto espresso dalla Cass. n. 33774/15, questa decisione avvalora l’interpretazione secondo cui oggi le false valutazioni non hanno più rilevanza penale. Si inasprisce così il contrasto di giudicati tra sentenze provenienti dalla stessa sezione della Corte di Cassazione. La questione è ormai rimessa all’ intervento chiarificatore delle Sezioni Unite. Le opzioni interpretative sono molto diverse e il rischio è che l’incertezza sul tema di cosa integri il reato di false comunicazioni sociali dopo la riforma n. 69/15 determini problemi pratici rilevanti per le società. Per questa ragione il 3 marzo 2016 della questione sono state investite con ordinanza le Sezioni Unite della Cassazione, che decideranno a breve. (Assonime, Caso n. 6 del 7 marzo 2016).   ******   9) Dimissioni on line: intervento del Ministero Pubblicata la circolare sulla nuova procedura telematica per le dimissioni volontarie e le risoluzioni consensuali. Primi chiarimenti forniti con la circolare n. 12/2016. Il Ministero del Lavoro, con la circolare n.12 del 4 marzo 2016, ha fornito i primi chiarimenti sulla nuova procedura telematica per le dimissioni e la risoluzione consensuale dei rapporti di lavoro che sarà operativa dal 12 marzo 2016. La circolare illustra le finalità e l’ambito di applicazione della procedura introdotta dal Decreto Legislativo n. 151/2015 che riguarda tutti i lavoratori subordinati del settore privato. Oltre alle ipotesi d esclusione, individuate dalla norma nell’articolo 26, la circolare esplicita che la disciplina non si applica ai lavoratori del settore marittimo e del pubblico impiego. Le nuove disposizioni non interessano nemmeno i recessi effettuati durante il periodo di prova. Vengono illustrate nel dettaglio le modalità di compilazione del modello telematico adottato dal Decreto Ministeriale del 15 dicembre 2015. Si ricorda che per accedere al modello telematico, disponibile su questo sito a partire dal 12 marzo prossimo, il lavoratore dovrà necessariamente munirsi del PIN INPS dispositivo, mentre i soggetti abilitati dovranno essere registrati sul portale Cliclavoro come "Operatori". Sarà accessibile per gli utenti un servizio di supporto tramite la casella di posta Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. , a cui potranno essere indirizzati i quesiti inerenti la procedura. Nei prossimi giorni saranno inoltre disponibili dei video tutorial per lavoratori e soggetti abilitati. (Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, nota del 7 marzo 2016)   ******   10) Amministratori giudiziari: nota informativa del CNDCEC Occorre acquisire i vari provvedimenti giurisdizionali che stabiliscono la liquidazione dei compensi spettanti ai commercialisti che svolgono il delicato incarico di amministratore giudiziario. Lo comunica il Consiglio Nazionale dei commercialisti, nella nota informativa n. 30 protocollata il 7 marzo 2016 rivolta, prevalentemente, ai diversi Ordini locali, ma che interessa anche i singoli professionisti che svolgono tale funzione giudiziaria. In particolare, si tratta dell’aria dei beni sequestrati alla criminalità mafiosa (prime applicazioni giurisprudenziali del DPR 177/2015). Difatti, il 25.11.2015 è entrato in vigore il citato DPR 177 del 7.10.2015 recante disposizioni in materia di modalità di calcolo e liquidazione dei compensi spettanti agli amministratori giudiziari iscritti nell’albo (DLgs 14/2010). Proprio tale decreto è stato fortemente criticato dal CNDCEC nella forma e nella sostanza. Ora, in attesa dell’esito del ricorso presentato dai commercialisti all’autorità giudiziaria, lo stesso Consiglio nazionale vuole conoscere i vari provvedimenti giurisdizionali che stabiliscono la liquidazione dei compensi spettanti ai commercialisti che svolgono il delicato incarico di amministratore giudiziario. A tal fine vengono sensibilizzati i vari Ordini locali a fornire detti dati all’Ordine nazionale. I dati saranno oggetto di studio specifico e verranno divulgati a tutti gli iscritti tramite nota informativa.   Vincenzo D’Andò