Diario quotidiano dell’1 marzo 2016: se manca la comunicazione di Equitalia, l’ipoteca può essere cancellata

Pubblicato il 1 marzo 2016



IMU/TASI: aggiornati i coefficienti per i fabbricati a valore contabile; aggiornate le FAQ ISEE; se manca la comunicazione di Equitalia, l’ipoteca può essere cancellata; ok alla prescrizione breve per le frodi Iva di lieve entità; per le operazioni intracomunitarie sempre possibile la detrazione Iva; per l’associazione sportiva dilettantistica la sigla ASD è solo indicativa; Equity Crowdfunding: Consob modifica il regolamento per la raccolta on-line di capitali di rischio; utilizzo dei crediti di accisa: nota dell’Agenzia delle dogane; aspetti civilistici e fiscali del comodato d’uso: documento della FNC; Legge di stabilità 2016: bonus fiscale ampliato per i datori di lavoro
Indice: 1) IMU/TASI: aggiornati i coefficienti per i fabbricati a valore contabile 2) Aggiornate le FAQ ISEE 3) Se manca la comunicazione di Equitalia, l’ipoteca può essere cancellata 4) Ok alla prescrizione breve per le frodi Iva di lieve entità 5) Per le operazioni intracomunitarie sempre possibile la detrazione Iva 6) Per l’associazione sportiva dilettantistica la sigla ASD è solo indicativa 7) Equity Crowdfunding: Consob modifica il regolamento per la raccolta on-line di capitali di rischio 8) Utilizzo dei crediti di accisa: nota dell’Agenzia delle dogane 9) Aspetti civilistici e fiscali del comodato d’uso: documento della FNC 10) Legge di stabilità 2016: bonus fiscale ampliato per i datori di lavoro  
  1) IMU/TASI: aggiornati i coefficienti per i fabbricati a valore contabile Il Ministero dell’Economia ha pubblicato il 29 febbraio 2016, sul proprio sito istituzionale, il decreto di aggiornamento dei coefficienti per i fabbricati a valore contabile. Questo ai fini dell’applicazione dell’imposta municipale propria (IMU) e del tributo per i servizi indivisibili (TASI) dovuti per l’anno 2016, per la determinazione del valore dei fabbricati di cui all’articolo 5, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504. Dunque, i coefficienti di aggiornamento sono stabiliti nelle seguenti misure:
per l’anno 2016 = 1,01 per l’anno 2015 = 1,01 per l’anno 2014 = 1,01
per l’anno 2013 = 1,02 per l’anno 2012 = 1,04 per l’anno 2011 = 1,07
per l’anno 2010 = 1,09 per l’anno 2009 = 1,10 per l’anno 2008 = 1,14
per l’anno 2007 = 1,18 per l’anno 2006 = 1,22 per l’anno 2005 = 1,25
per l’anno 2004 = 1,32 per l’anno 2003 = 1,37 per l’anno 2002 = 1,42
per l’anno 2001 = 1,45 per l’anno 2000 = 1,50 per l’anno 1999 = 1,52
per l’anno 1998 = 1,54 per l’anno 1997 = 1,58 per l’anno 1996 = 1,63
per l’anno 1995 = 1,68 per l’anno 1994 = 1,73 per l’anno 1993 = 1,77
per l’anno 1992 = 1,79 per l’anno 1991 = 1,82 per l’anno 1990 = 1,91
per l’anno 1989 = 1,99 per l’anno 1988 = 2,08 per l’anno 1987 = 2,25
per l’anno 1986 = 2,43 per l’anno 1985 = 2,60 per l’anno 1984 = 2,77
per l’anno 1983 = 2,95 per l’anno 1982 e anni precedenti = 3,12
Tale decreto verrà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.   ******   2) Aggiornate le FAQ ISEE L’INPS, con il comunicato del 29 febbraio 2016, rende noto che “A seguito dell’approvazione delle nuova modulistica e delle relative istruzioni ISEE per l’anno 2016, sono state riviste ed aggiornate le FAQ ISEE.” Le F.A.Q aggiornate sono disponibili sul portale ISEE 2015. *** Inoltre, l’INPS ha pubblicato i seguenti documenti di prassi: Circolare INPS n. 45 del 29-02-2016 Oggetto: Articolo 1, commi 279, 281 e 299 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 recante “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)”. Benefici previdenziali per i lavoratori esposti all’amianto - Proroga del termine di presentazione delle domande. Regime sperimentale donna. Riduzione percentuale della pensione anticipata prevista per i soggetti con età inferiore a 62 anni. *** Circolare INPS n. 44 del 29-02-2016 Oggetto: art. 1, comma 298, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 : abrogazione del comma 2 dell’art.14, D.lgs. 30 dicembre 1992 n. 503 e conseguente introduzione della facoltà di cumulare il riscatto dei periodi corrispondenti al congedo parentale collocati temporalmente al di fuori del rapporto di lavoro con il riscatto del corso legale di laurea. *** Circolare INPS n. 43 del 29-02-2016 Oggetto: Soppressione del Fondo integrativo dell’assicurazione generale obbligatoria per l’ invalidità, la vecchiaia e superstiti a favore del personale dipendente delle aziende private del gas. *** Messaggio INPS n. 940 del 29-02-2016 Oggetto: Estratto Conto Gestione Dipendenti Pubblici. Invio delle comunicazioni personali a un primo contingente di iscritti compresi nel Lotto 2. *** Indennità di malattia per i lavoratori del trasporto pubblico locale La Direzione Generale per le politiche previdenziali ed assicurative, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con il comunicato del 29 febbraio 2016 (pubblicato sul proprio sito internet), ha evidenziato che entro il 31 marzo 2016, a pena di decadenza, dovrà essere trasmessa la documentazione per beneficiare del rimborso dell’indennità di malattia per le aziende del trasporto pubblico locale, anno di competenza 2015.   ******   3) Se manca la comunicazione di Equitalia, l’ipoteca può essere cancellata L'ipoteca può essere cancellata se Equitalia non comunica l’iscrizione concedendo al contribuente un termine di 30 giorni per pagare o difendersi in contraddittorio. Peraltro, spetta al giudice verificare che siano state rispettate tutte le garanzie in favore del cittadino. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza numero 3783 del 26 febbraio 2016, ha respinto il ricorso presentato da Equitalia. Dunque, l’omessa attivazione della fase del contraddittorio endoprocedimentale comporta la nullità dell’iscrizione ipotecaria per violazione del diritto alla partecipazione al procedimento.   ******   4) Ok alla prescrizione breve per le frodi Iva di lieve entità La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7914 del 26 febbraio 2016, ha stabilito che in caso di frodi fiscali di lieve entità il giudice italiano può disapplicare la sentenza della Corte di giustizia, cd. Taricco, adottando una prescrizione più breve rispetto ai dettami provenienti da Lussemburgo. I giudici di legittimità hanno accolto senza rinvio il ricorso di un imprenditore accusato, tra l’altro, di frode fiscale relativa all'anno 2005. Prescrizione breve per le frodi Iva lievi In particolare, la Corte di cassazione, sezione penale, ha spiegato che decide la gravità del reato: La disapplicazione scatta solo quando la frode è rilevante. Confermata, dunque, la prescrizione. Anche quando si sono verificati episodi di interruzione. Ma, come anticipato sopra, il reato non deve essere grave. Già un mese fa la Cassazione, altra sezione penale, si era pronunciata in merito disponendo la disapplicazione della normativa nazionale e applicando le regole previste per i reati più gravi, in base ai quali i termini di prescrizione ricominciano a decorrere da capo dopo il verificarsi di ogni atto interruttivo. Le due ravvicinate pronunce del Palazzaccio sono arrivate dopo che l’8 settembre 2015 la Corte di giustizia europea ha censurato la disciplina italiana in materia di prescrizione dei reati di frode Iva ritenendola in contrasto con il diritto comunitario. ******   5) Per le operazioni intracomunitarie sempre possibile la detrazione Iva Detrazione Iva sulle fatture intracomunitarie sempre e comunque. In tema di reverse charge, nei casi in cui l’operatore nazionale non abbia applicato, o abbia commesso degli errori applicando la procedura dell’inversione contabile, non può essere negato il diritto alla detrazione. Si tratta di violazione che ha natura formale e non sostanziale. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 3581 del 24 febbraio 2016,. In tale contesto si inserisce il D.Lgs. n. 158/2015, che (grazie alla Legge di Stabilità 2016 è entrato in vigore il 1° gennaio 2016) riforma le sanzioni anche in materia di reverse charge. Fino al 31 dicembre 2015, nel caso di omessa effettuazione di inversione contabile, la sanzione era molto pesante; la sanzione, ora, diventa fissa, tra 250 e 10mila euro. Nell’ambito del regime di autoliquidazione, è concessa la detrazione dell’imposta a monte, se gli obblighi sostanziali sono soddisfatti. Adesso, anche la giurisprudenza di legittimità si innesta in questo ambito, confermando che i requisiti sostanziali sono più importanti di quelli formali.   ******   6) Per l’associazione sportiva dilettantistica la sigla ASD è solo indicativa Anche se l’associazione sportiva dilettantistica non indica la sigla ASD non succede nulla, poiché quello che più conta è l’aspetto sostanziale. Questo è quanto si ricava dalle decisioni della giurisprudenza di merito, tra cui la sentenza della CTR Toscana n. 157/29/16 del mese di febbraio 2016. Nel caso di specie, i giudici regionali hanno respinto l’appello proposto dall’Agenzia delle entrare che disconosceva le particolari agevolazioni fiscali spettanti a tali enti non commerciali. Peraltro, la Commissione Tributaria Provinciale si è resa conto che l’associazione era stata iscritta alla FIGC ed era affiliata al CONI. Tali iscrizioni avevano peraltro richiesto la verifica dei presupposti legittimanti l’inserimento nei relativi albi, né l’Ufficio aveva eccepito la loro invalidità. La mera mancanza formale della dizione di associazione sportiva dilettantistica non legittimava del resto l’avviso di accertamento. Lo svolgimento di fatto dell’attività dilettantistica determinava infatti l’insufficienza del rilievo formale.   ******   7) Equity Crowdfunding: Consob modifica il regolamento per la raccolta on-line di capitali di rischio La Consob ha approvato, in data 24 febbraio 2016, le modifiche al regolamento in materia di equity crowdfunding (Delibera n. 19520), la raccolta di capitali di rischio tramite portali on-line. Come già richiamato precedentemente, l’obiettivo perseguito è rappresentato dallo sviluppo dell’equity crowdfunding quale canale di finanziamento dell’innovazione alternativo agli strumenti tradizionali di erogazione del credito. Attraverso la delibera citata (accompagnata da un documento di esito delle consultazioni) è stato modificato il Regolamento n. 18592 del 26 giugno 2013; sulla base degli elementi considerati e delle riflessioni effettuate, sono state apportate, in particolare, modifiche riguardanti l’ambito di applicazione della normativa, la sottoscrizione da parte di investitori professionali e le modalità di esecuzione degli ordini. Per quanto riguarda il primo aspetto, il Regolamento, in ossequio al primo comma dell’art. 50-quinquies TUF, modificato dall’art. 4 del d.l. n. 3 del 24 gennaio 2015, prevede l’ampliamento della categoria dei soggetti definiti “offerenti”, affiancando alle start-up innovative le PMI innovative, nonché le società di capitali e gli OICR che investono prevalentemente in start-up innovative e in PMI innovative. Per quanto riguarda il secondo aspetto, il novero dei soggetti rientranti nella categoria di coloro che possono sottoscrivere una quota almeno pari al 5% degli strumenti finanziari offerti ai fini del perfezionamento dell’operazione sul portale è stato ampliato agli “investitori professionali su richiesta” (art. 1 lett. j)), classificati ai sensi della disciplina MiFID dall’intermediario di cui sono clienti, e agli “investitori a supporto dell’innovazione” (art. 24), cioè ai cd business angels, identificati da Consob sulla base di criteri oggettivi. Infine, è stata semplificata la procedura di esecuzione degli ordini, riducendo i costi di transazione, con l’obiettivo di rendere possibile la conclusione delle operazioni integralmente on-line, agli stessi gestori (diversi da banche e imprese di investimento) a condizione che i gestori abbiano provveduto a verificare che il cliente possieda il livello di conoscenza e di esperienza necessario per comprendere le caratteristiche essenziali e i rischi che l’investimento comporta, sulla base delle informazione fornite ai sensi dell’art. 15, comma 2, lettera b) e che qualora ritengano che lo strumento non sia appropriato per il cliente, lo avvertano di tale situazione, anche attraverso sistemi di comunicazione elettronica. (Assonime, nota del 29 febbraio 2016)   ******   8) Utilizzo dei crediti di accisa: nota dell’Agenzia delle dogane L’accertamento e la liquidazione dell’accisa nei settori del gas naturale e dell’energia elettrica vengono effettuati sulla base di dichiarazioni annuali, contenenti tutti gli elementi necessari per la determinazione del debito d’imposta, presentate dai soggetti obbligati entro il mese di marzo dell’anno successivo a quello cui la dichiarazione si riferisce, ai sensi dell’articolo 26, comma 13 e dell’articolo 55, comma 1, del D.Lgs. 26.10.1995, n. 504 (Testo Unico Accise). Il pagamento dell’accisa per ciascun anno è effettuato, alle scadenze stabilite per tali settori, in rate di acconto mensili determinate in sede di dichiarazione annuale, sulla base dei consumi accertati nella medesima dichiarazione. La differenza tra l’accisa liquidata, risultante dalla dichiarazione annuale e i ratei d’acconto, calcolati nella precedente dichiarazione e riportati nell’apposito quadro di riepilogo e saldo dell’accisa, determina il conguaglio dell’imposta da versare, qualora risulti a debito, entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello cui si riferisce, per il settore del gas naturale, ed entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello cui si riferisce, per il settore dell’energia elettrica. Qualora, invece, dalla dichiarazione annuale risulti un credito d’imposta, lo stesso può essere scomputato a partire dalla prima rata di acconto utile, ovvero ne può essere richiesto il rimborso ai sensi dell’art. 14 del Testo Unico Accise. Risulta quindi risolutivo il momento della presentazione della dichiarazione annuale per la definizione del debito di accisa relativo all’anno d’imposta di riferimento e dei nuovi ratei mensili in acconto. Le suddette rate di acconto sono determinate sulla base di un dodicesimo dei consumi dell’anno precedente e la ripartizione contabile è per ambiti provinciali; conseguentemente i soggetti che svolgono attività di vendita ai consumatori finali, maturano tanti conguagli a credito o a debito quante sono le province in cui operano. Per effetto di tale meccanismo, può verificarsi che al conguaglio a credito maturato non corrisponda nella medesima provincia un debito, per i successivi versamenti di acconto, di pari importo. In relazione alla situazione sopra descritta, al fine di evitare esposizioni finanziarie alle quali non corrisponde una effettiva posizione debitoria, alcuni operatori hanno già richiesto di utilizzare il credito maturato su una o più province a copertura di un debito esistente su province diverse. Al fine di uniformare le modalità operative per consentire agli operatori dei settori sopramenzionati di poter trasferire contabilmente tali crediti a copertura di posizioni debitorie in essere presso altre province, relative al medesimo capitolo d’imposta, in vista della scadenza del termine di presentazione delle dichiarazioni sopramenzionate, si forniscono le istruzioni di seguito indicate. L’operatore che intende avvalersi del trasferimento contabile del credito di cui sopra, risultante dalla dichiarazione annuale, presenta, almeno 10 giorni prima della data dalla quale intende utilizzare il credito, un’istanza sia all’Ufficio delle dogane competente sulla provincia presso la quale è sorto il credito, che all’Ufficio delle dogane presso cui si vuole trasferire il credito. Si evidenzia che l’istanza di trasferimento del credito potrà essere avanzata per la parte eccedente l’importo complessivo delle rate dovute nell’anno nella provincia presso cui il credito è sorto. L’Ufficio delle dogane, presso cui è emerso il credito da dichiarazione, procede tempestivamente al riscontro dell’esistenza dello stesso, sulla base degli elementi contenuti nella dichiarazione presentata, e alla quantificazione del credito da trasferire contabilmente, dandone comunicazione al più presto e comunque non oltre 30 giorni, sia all’Ufficio delle dogane presso cui deve essere trasferito che all’operatore richiedente. Gli Uffici interessati apportano, quindi, per quanto di rispettiva competenza, gli opportuni conseguenti adeguamenti contabili. Gli adempimenti amministrativi espletati per consentire l’utilizzo del credito eccedente gli importi dovuti per la provincia di competenza in altra provincia, nel ristretto lasso di tempo assegnato, si sostanziano in un mero riscontro della sussistenza del credito nella dichiarazione presentata sulla base dei dati dichiarati e delle altre eventuali informazioni in proprio possesso e non costituiscono pertanto accertamento e/o riconoscimento del credito spettante. Tali attività, quindi, non esauriscono i poteri di accertamento dell’Amministrazione finanziaria di cui all’art. 15 del Testo Unico Accise sulle dichiarazioni presentate, anche ai fini del recupero dell’accisa, eventualmente dovuta e non versata, nonché dell’applicazione di sanzioni per le irregolarità che saranno riscontrate nell’ambito delle attività di controllo espletate. Si ricorda, nell’occasione, che il sistema di devoluzione che interessa le regioni a statuto speciale (RSS) e le provincie autonome di Trento e Bolzano, pone necessariamente dei limiti ai trasferimenti contabili dei crediti di accisa afferenti i citati settori d’imposta. Conseguentemente, il trasferimento contabile dei crediti di accisa sull’energia elettrica e sul gas naturale sarà consentito esclusivamente per crediti maturati tra province appartenenti a regioni a statuto ordinario o tra province appartenenti alla medesima regione a statuto speciale. (Agenzia delle Dogane, nota 24497/RU pubblicata il 29 febbraio 2016)   ******   9) Aspetti civilistici e fiscali del comodato d’uso: documento della FNC La Fondazione Nazionale Commercialisti, il 29 febbraio 2016, ha pubblicato un documento in tema di “Comodato d’uso: profili civilistici e analisi della disciplina fiscale prevista dalla legge di stabilità 2016”. Difatti, come è noto la Legge di Stabilità 2016, nell’ambito di una più generale riforma della tassazione immobiliare, ha introdotto un bonus fiscale per gli immobili (non di lusso) concessi in comodato a parenti in linea retta di primo grado, prevedendo una riduzione del 50% sul versamento delle imposte comunali IMU e TASI per l’anno 2016. Sempre in data 29 febbraio 2016, la FNC ha pubblicato sul proprio sito internet i seguenti documenti: - Le ulteriori proposte dei commercialisti in materia di crisi d’impresa; - Dichiarazione IVA 2016: visto di conformità: Strumento operativo di controllo a supporto dell’attività svolta dai collaboratori negli studi professionali   ******   10) Legge di stabilità 2016: bonus fiscale ampliato per i datori di lavoro Una nota dei Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, pubblicata il 29 febbraio 2016, mette in risalto la novità contenuta nella Legge di stabilità 2016. Il comma 190 dell’articolo 1 della Legge n. 208 del 2015, infatti, riscrive l’articolo 51 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi. Con le modifiche introdotte viene ampliata la platea delle somme e servizi che possono rientrare tra quelle agevolate, nonché estese le modalità di corresponsione. Lo scopo del legislatore è dunque quello di consentire al datore di lavoro di erogare somme, valori e servizi a favore dei lavoratori in esenzione da contribuzione e imposizione fiscale. Un vantaggio di grande portata, pertanto, sia per il datore di lavoro che per il lavoratore, in quanto consente l’azzeramento del cuneo fiscale. Inoltre, il datore di lavoro potrà portare in deduzione dalle imposte sui redditi le somme ed i valori corrisposti, salvo i limiti previsti dall’articolo 100 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi. Nel dettaglio, le modifiche introdotte al Testo Unico delle Imposte sui Redditi riguardano innanzitutto il comma 2 del citato articolo 51 nel quale vengono sostituite le lettere f) ed f)-bis ed aggiunta la nuova lettera f)-ter. La nuova lettera f) prevede che sono da considerarsi escluse dalla base imponibile,l’utilizzazione di opere e servizi offerti dal datore di lavoro, riconosciuti volontariamente o sulla base di accordi collettivi o in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale, alla generalità dei dipendenti o di categorie di dipendenti, al coniuge, figli ed altri familiari di cui all’art.433 c.c. per le finalità di utilità sociale, quali educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto. La novità rispetto al passato riguarda il superamento del limite vigente fino al 31 dicembre 2015, che consentiva di fruire dell’esenzione solo qualora la spesa fosse sostenuta dal datore di lavoro volontariamente e non in adempimento di un vincolo contrattuale (Agenzia delle Entrate Ris. n. 26/E del 29 marzo 2010). Ciò ne limitava l’ambito di applicazione. Dal 2016, invece, possono essere riconosciute anche in conformità a disposizioni di contratto o di accordo o di regolamento aziendale. Le successive lettere f-bis) e f-ter), invece, prevedono l’esclusione dalla base imponibile di somme, servizi e prestazioni erogate dal datore di lavoro alla generalità dei dipendenti o di categorie di dipendenti per la fruizione, da parte di coniuge, figli ed altri familiari di cui all’art.433 c.c., dei servizi di educazione e istruzione anche in età prescolare, compresi i servizi integrativi e di mensa ad essi connessi, per la frequenza di ludoteche e di centri estivi e invernali e per borse di studio, nonché per la fruizione di servizi di assistenza ai familiari anziani o non autosufficienti a favore dei medesimi familiari. Le agevolazioni previste per i familiari prescindono dal fatto che essi siano o meno a carico fiscalmente. Novità anche per quanto riguarda le modalità di erogazione. Mentre le somme, servizi e prestazioni, di cui alle citate lettere f-bis) e f-ter) non concorrono alla formazione della base imponibile anche se corrisposte in denaro, per quelle di cui alla lettera f) rimane il vincolo che limita l’esenzione unicamente alle erogazioni in natura. Per conseguenza, per queste ultime non si estende alle erogazioni sostitutive in denaro. Tuttavia, a rendere più semplice le modalità di erogazione da parte del datore di lavoro, la disposizione prevista dalla Legge di Stabilità interviene anche su tale aspetto. In particolare, inserisce al citato articolo 51 il comma 3-bis disponendo che, ai fini dell’applicazione dei commi 2 e 3, l’erogazione di beni, prestazioni, opere e servizi da parte del datore di lavoro può avvenire mediante documenti di legittimazione, in formato cartaceo o elettronico, riportanti un valore nominale.   Vincenzo D’Andò