Diario quotidiano del 29 marzo 2016: canone RAI c’è tempo fino al 30 aprile (10 maggio in via telematica) per chiedere l’esenzione in caso di non detenzione dell’apparecchio TV

Pubblicato il 29 marzo 2016



spese per prestazioni rese da un pedagogista non detraibili; sono deducibili le spese di sponsorizzazione alle ASD; il certificato di iscrizione al Commercialista non si nega mai; Canone Rai: si invia entro il 30 aprile 2016 il modello per evitare l’addebito non dovuto; credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno: approvato modello e istruzioni; esonero contributivo assunzioni: al via gli accertamenti ispettivi; modificate le modalità tecniche ed i termini sulla comunicazione all’Anagrafe tributaria delle operazioni rilevanti ai fini dell’Iva; istituiti i codici tributo per il versamento con F24 delle somme dovute sulla presentazione della dichiarazione di successione; istituita causale INPS per la riscossione con F24 delle sanzioni amministrative; modelli 770/2016 ordinario e semplificato: disponibili le specifiche tecniche
 
agenda-immagineIndice: 1) Spese per prestazioni rese da un pedagogista non detraibili 2) Sono deducibili le spese di sponsorizzazione alle ASD 3) Il certificato di iscrizione al Commercialista non si nega mai 4) Canone Rai: si invia entro il 30 aprile 2016 il modello per evitare l’addebito non dovuto 5) Credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno: approvato modello e istruzioni 6) Esonero contributivo assunzioni: al via gli accertamenti ispettivi 7) Modificate le modalità tecniche ed i termini sulla comunicazione all’Anagrafe tributaria delle operazioni rilevanti ai fini dell’Iva 8) Istituiti i codici tributo per il versamento con F24 delle somme dovute sulla presentazione della dichiarazione di successione 9) Istituita causale INPS per la riscossione con F24 delle sanzioni amministrative 10) Modelli 770/2016 ordinario e semplificato: disponibili le specifiche tecniche  
  1) Spese per prestazioni rese da un pedagogista non detraibili L’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 3/E del 2 marzo 2016, ha chiarito che: - le spese per prestazioni rese da un pedagogista non sono detraibili; - mentre le spese per prestazioni di mesoterapia e ozonoterapia sono detraibili se effettuate da personale medico o da personale abilitato dalle autorità competenti in materia sanitaria e a condizione che siano correlate ad una prescrizione medica che evidenzi la cura di una patologia. La figura del pedagogista, al momento, non rientra tra le professioni sanitarie. Secondo quando precisato dal ministero della Salute, infatti, il pedagogista opera in ambito sociale, svolgendo la sua attività nei settori socio-educativi, socio-assistenziali e socio-culturali. In altri termini, è un professionista del settore socio - educativo che mira a promuovere ed estendere le capacità individuali e sociali e a favorire il processo di sviluppo. Pertanto, le spese sostenute per le relative prestazioni non sono detraibili. Il pedagogista, secondo quanto evidenziato nel parere tecnico acquisito dal Ministero della Salute, è “un professionista in possesso della laurea quadriennale in Pedagogia o in Scienze dell’Educazione e laurea specialistica/magistrale ed è una figura che opera in ambito sociale, svolgendo la sua attività nei settori formativo, educativo, sociale e socio-sanitario (solo per le prestazioni sociali)”. “L’esercizio della due professioni è ben delineato dal percorso formativo e dal riconoscimento giuridico ad esse attribuito: l’Educatore professionale classe L/SNT2 ... è un professionista sanitario, mentre il Pedagogista il cui titolo è equipollente alla Laurea in Scienze dell’Educazione L/19 opera nei servizi socio-educativi, socio-assistenziali e socio-culturali e non può essere considerato una professione sanitaria”. Tenuto conto del parere espresso dal Ministero della Salute, spiega l’Agenza delle entrate, “deve ritenersi che le spese sostenute per le prestazioni rese da un pedagogista non siano detraibili”.   ******   2) Sono deducibili le spese di sponsorizzazione alle ASD Possono essere dedotte dal reddito imponibile le somme pagate dalle imprese alle associazioni sportive dilettantistiche per sponsorizzazione. Questo anche se l’impresa non abbia avuto un effettivo ritorno sul conseguimento dei ricavi aziendali. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5720 del 23 marzo 2016. La Corte Suprema ritiene che sia la stessa legge che disponga la deducibilità. Difatti, l’art. 90 della Legge 289/2002 stabilisce che le somme erogate a favore di società/associazioni sportive dilettantistiche costituiscono spese di pubblicità (e non quindi di rappresentanza) spesabili fino al limite annuo di euro 200.000,00. Importante, la decisione della massima corte, poiché spesso l’Agenzia delle entrate contesta tali corrispettivi, recuperandoli a tassazione. Adesso, le imprese potranno fare apporre i propri marchi sulle magliette degli atleti con più chance ai fini fiscali (si auspica, quindi, che non vi siano più contestazioni da parte dei verificatori fiscali).   ******   3) Il certificato di iscrizione al Commercialista non si nega mai Il Commercialista anche se risulta moroso con i contributi annuali dovuti al proprio Ordine professionale, ha comunque diritto ad avere rilasciato il certificato di iscrizione all’Ordine di appartenenza e senza che venga apposta la menzione di moroso. Lo ha precisato il Consiglio Nazionale dei Commercialisti, in sede di risposta a un quesito presentato da un Ordine locale tramite il Pronto Ordini. La strada per gli Ordini, chiarisce il CNDCEC nel P.O. n. 83/2016, è obbligata: devono provvedere al rilascio del documento, a prescindere dalla qualità di moroso del richiedente. L’obbligo deriva direttamente dalla legge, in virtù dell’attribuzione esclusiva in capo ai Consigli degli Ordini della competenza in materia di rilascio dei detti certificati (art. 12, D.Lgs. 28 giugno 2005, n. 139). E, quindi, non è assolutamente possibile fare richiami alla morosità dell’iscritto nel certificato rilasciato: “per quanto attiene al contenuto - è chiarito nel P.O. - il certificato dovrà riportare i dati dell’iscrizione, non potendo evidenziare il dato della morosità”. L’unica eccezione che consente la menzione riguarda i casi di sospensione. In effetti, come precisato dal Consiglio, solo se l’iscritto risulta sospeso (a causa della sua morosità o per altri motivi), il certificato dovrà riportare anche l’indicazione della sanzione in corso. In tali ipotesi, il via libera all’annotazione è dato dalla necessità di portare a conoscenza dei terzi ciò che incide direttamente sullo status di iscritto.   ******   4) Canone Rai: si invia entro il 30 aprile 2016 il modello per evitare l’addebito non dovuto In via telematica (entro il 10 maggio 2016) o tramite raccomandata postale (entro il 30 aprile 2016), deve essere inviato all’Agenzia delle Entrate per superare la presunzione di detenzione dell’apparecchio tv introdotta dalla stabilità 2016. Il 24 marzo 2016 l’Agenzia delle entrate ha approvato il modello di dichiarazione sostitutiva per evitare l’addebito del canone Rai in caso di non detenzione dell’apparecchio tv, per segnalare la presenza di un’utenza elettrica intestata ad altro familiare o la variazione di una precedente dichiarazione. La dichiarazione di non detenzione di apparecchi tv ha validità annuale. In via transitoria, la dichiarazione presentata, in formato cartaceo entro il 30 aprile 2016 (in via telematica entro il 10 maggio 2016), ha effetto per l’intero canone dovuto per l’anno 2016. A regime, i termini vanno dal 1° luglio al 31 gennaio dell’anno di riferimento (ad esempio, la dichiarazione presentata dal 1° luglio 2016 e non oltre il 31 gennaio del 2017, avrà effetto per l’intero canone del 2017). Le regole sull’invio della dichiarazione sostitutiva, nonché il modello e le relative istruzioni, sono nel provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 24 marzo 2016. Dichiarazione sostitutiva La dichiarazione deve essere presentata all’Agenzia delle entrate esclusivamente dai titolari di un’utenza per la fornitura di energia elettrica per uso domestico residenziale o dall’erede, se l’utenza è intestata transitoriamente a un soggetto deceduto. Per l’invio telematico del modello da parte del contribuente è disponibile una specifica applicazione web sul sito dell’Agenzia, alla quale si accede con le credenziali Fisconline o Entratel. Il contribuente può anche delegare un intermediario abilitato. Quest’ultimo deve consegnare al dichiarante una copia della ricevuta rilasciata dall’Agenzia, conservare l’originale della dichiarazione sostitutiva sottoscritta dal dichiarante, unitamente alla copia del documento di identità, e conservare la delega alla trasmissione. Nei casi in cui non sia possibile la trasmissione telematica, il modello può essere presentato, unitamente a una copia di un documento d’identità, tramite servizio postale in plico raccomandato senza busta al seguente indirizzo: Agenzia delle entrate, Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamenti TV - Casella Postale 22 - 10121 Torino. Quando si può presentare il modello L’invio della dichiarazione sostitutiva è consentito: - quando nessun componente della famiglia detiene apparecchi televisivi in nessuna delle abitazioni per le quali è titolare di utenza elettrica per uso domestico quando nessun componente della famiglia detiene, in nessuna delle abitazioni per le quali è titolare di utenza elettrica per uso domestico, un ulteriore apparecchio televisivo oltre quello per cui è stata presentata entro il 31 dicembre 2015 denuncia di cessazione per suggellamento (va ricordato che la stabilità 2016 ha previsto che dal primo gennaio di quest’anno non sarà più possibile la denuncia di cessazione dell’abbonamento per suggellamento, impacchettando il televisore e dimostrando in questo modo di non usufruire del servizio. Quindi, fatte salve le denunce presentate fino al 31 dicembre 2015, a partire dal 2016, con la presunzione di detenzione, i contribuenti devono certificare annualmente il mancato possesso apparecchi televisivi ulteriori rispetto a quello suggellato); - quando il titolare di un’utenza di energia elettrica ritiene di non dover pagare il canone perché già versato da un altro componente della famiglia intestatario anch’esso di utenza elettrica, di cui si fornisce il codice fiscale (è il caso, ad esempio, di due soggetti che fanno parte della stessa famiglia anagrafica, ma sono titolari di utenze elettriche separate) quando c’è necessità di variare una dichiarazione sostitutiva già presentata, perchè i presupposti sono cambiati. Termini di presentazione In via transitoria, la dichiarazione sostitutiva presentata dal 1° gennaio al 30 aprile 2016 ha effetto per l’intero canone dovuto per l’anno 2016. La dichiarazione presentata dal 1° maggio 2016 al 30 giugno 2016, ha effetto per il canone dovuto per il secondo semestre solare 2016. La dichiarazione presentata dal 1° luglio 2016 al 31 gennaio 2017, ha effetto per l’intero canone dovuto per l’anno 2017. A regime, la dichiarazione sostitutiva presentata entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento, a partire dal 1° luglio dell’anno precedente, ha effetto per l’intero canone dovuto per l’anno solare di riferimento. La dichiarazione presentata a partire dal 1° febbraio ed entro il 30 giugno dell’anno solare di riferimento, ha effetto per il canone dovuto per il semestre solare successivo a quello di presentazione. Nuove utenze I contribuenti che attivano nuove utenze di energia elettrica per uso domestico residenziale presentano la dichiarazione di non detenzione, o segnalano il familiare che paga il canone, entro la fine del primo mese successivo a quello di attivazione dell’utenza. In via transitoria per le utenze attivate a gennaio e febbraio 2016, il modello con la dichiarazione sostitutiva presentato entro il 30 aprile prossimo, ha effetto a decorrere dalla data di attivazione della fornitura stessa.   ******   5) Credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno: approvato modello e istruzioni Credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno: approvato modello e istruzioni con apposito provvedimento delle Entrate. Via libera al modello e alle istruzioni per il credito d’imposta sugli investimenti nel Mezzogiorno, introdotto dalla legge di stabilità 2016. Difatti, il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 24 marzo 2016 ha approvato il modello che i titolari di reddito d’impresa possono utilizzare per beneficiare del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive situate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo. L’agevolazione, voluta dal governo per incentivare gli investimenti in aree del Paese dove è maggiormente avvertita la necessità di sostenere la crescita e creare posti di lavori, può dunque partire. Il credito d’imposta, per il quale la legge di stabilità ha stanziato 617 milioni l’anno, spetta in relazione agli investimenti realizzati a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2019. L’agevolazione ha carattere automatico e ciò la rende particolarmente interessante per gli imprenditori che intendano usufruirne. Chi può usufruire del credito Il credito d’imposta è fruibile dai soggetti titolari di reddito d’impresa con riferimento agli investimenti legati all’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio. Sono esclusi dal beneficio i soggetti che operano nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché nei settori creditizio, finanziario e assicurativo. L’agevolazione non si applica neppure alle imprese in difficoltà. Come presentare il modello Le imprese interessate devono presentare la comunicazione esclusivamente in via telematica tramite i servizi online Fisconline o Entratel, a partire dal 30 giugno 2016, direttamente o attraverso gli intermediari incaricati quali professionisti, associazioni di categoria, Caf e altri soggetti. La trasmissione telematica avviene utilizzando il software “Creditoinvestimentisud”, che sarà disponibile sul sito www.agenziaentrate.it. Come utilizzare il credito Il beneficiario potrà utilizzare il credito d’imposta maturato solo in compensazione ai sensi dell’art. 17 del Dlgs. n. 241/1997, esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Misura del credito d’imposta L’art. 1, commi da 98 a 108, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 introduce, a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2019, un credito di imposta a favore delle imprese che effettuano l'acquisizione dei beni strumentali nuovi, destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite delle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, ammissibili alle deroghe previste dall'articolo 107, paragrafo 3, lettera a), del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, e nelle zone assistite delle regioni Molise, Sardegna e Abruzzo, ammissibili alle deroghe previste dall'articolo 107, paragrafo 3, lettera c), del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, come individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2014-2020 C(2014) 6424 final del 16 settembre 2014, nella misura massima del 20% per le piccole imprese, del 15% per le medie imprese e del 10% per le grandi imprese. Il credito d'imposta è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni, nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, pari a 1,5 milioni di euro per le piccole imprese, a 5 milioni di euro per le medie imprese e a 15 milioni di euro per le grandi imprese, eccedente gli ammortamenti dedotti nel periodo d'imposta, relativi alle medesime categorie dei beni d'investimento della stessa struttura produttiva, ad esclusione degli ammortamenti dei beni che formano oggetto dell'investimento agevolato. Per gli investimenti effettuati mediante contratti di locazione finanziaria, si assume il costo sostenuto dal locatore per l'acquisto dei beni; tale costo non comprende le spese di manutenzione.   ******   6) Esonero contributivo assunzioni: al via gli accertamenti ispettivi Esonero contributivo per assunzioni a tempo indeterminato: al via gli accertamenti ispettivi. Il Ministero del Lavoro, con il comunicato stampa del 24 marzo 2016, informa circa gli accertamenti fatti, dai propri ispettori, alle aziende che hanno richiesto l’esonero contributivo per le assunzioni a tempo indeterminato. Lavoro: esonero contributivo per assunzioni a tempo indeterminato; accertamenti su 338 imprese, per 64 trasmessa informativa di reato all’Autorità giudiziaria Continua l’attività di verifica degli ispettori delle Direzioni territoriali del lavoro sul ricorso agli esoneri contributivi previsti dalle Leggi di Stabilità 2015 e 2016 a favore di chi assume a tempo indeterminato lavoratori privi di occupazione stabile da almeno sei mesi. In base ai dati aggiornati al mese scorso, sono stati disposti accertamenti mirati nei confronti di 338 imprese che hanno richiesto il beneficio per 1.986 lavoratori. Per 64 imprese è già stata trasmessa informativa di reato all’Autorità giudiziaria (percentuale di irregolarità pari a 18,93 %). Queste verifiche sono iniziate già a giugno 2015 su impulso della Direzione generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del lavoro. Grazie alla collaborazione dell’INPS, è stato possibile incrociare le informazioni concernenti le richieste di esonero contributivo con altre informazioni in possesso degli Uffici, in modo da poter evidenziare eventuali comportamenti finalizzati a precostituire artificiosamente le condizioni utili al godimento del beneficio. L’incrocio dei dati consente di selezionare alcune fattispecie sulle quali svolgere accertamenti più approfonditi. L’esito di questi accertamenti, da un primo monitoraggio avviato nel mese di settembre 2015, evidenzia come, in diverse occasioni, gli Uffici abbiano proceduto sia alla revoca dell’esonero contributivo, sia a denunciare i responsabili alle Procure della Repubblica per comportamenti penalmente rilevanti, finalizzati alla fruizione indebita di erogazioni pubbliche. Gli accertamenti proseguiranno nei prossimi mesi e potranno contare su dati ancora più affinati, utili a far emergere, già sulla carta, ipotesi concrete di fruizione illecita dell’esonero.   ******   7) Modificate le modalità tecniche ed i termini sulla comunicazione all’Anagrafe tributaria delle operazioni rilevanti ai fini dell’Iva Modificate le modalità tecniche ed i termini sulla comunicazione all’Anagrafe tributaria delle operazioni rilevanti ai fini dell’Iva. Il Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate n. 45144 del 25 marzo 2016, rinvia il termine per le comunicazioni relative alle operazioni con soggetti residenti nei paesi a fiscalità privilegiata. In deroga a quanto previsto al punto 8.2 del provvedimento del 2 agosto 2013, il termine per la comunicazione dei dati relativi al 2015 delle operazioni effettuate nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio negli Stati o territori individuati dal decreto del Ministro delle finanze 4 maggio 1999 e dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 21 novembre 2001 relativi al 2015, è differito al 20 settembre 2016. L’art. 1 del decreto legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, come modificato dall’art. 2 del d. l. 2 marzo 2012, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 2012, n. 44 ha previsto l’obbligo, per i soggetti passivi IVA, di comunicare telematicamente all’Agenzia delle entrate tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi di importo superiore ad euro 500 effettuate e ricevute nei confronti di soggetti black list con cadenza mensile o trimestrale. L’articolo 21 del d.lgs. n. 21 novembre 2014, n. 175 ha introdotto una prima semplificazione delle modalità di comunicazione delle operazioni economiche intercorse con Paesi black list, sostituendo la comunicazione mensile o trimestrale con una comunicazione annuale ed elevando ad euro 10.000 la soglia di valore complessivo delle operazioni da comunicare. L’art. 1, comma 142, della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (legge di stabilità 2016), ha abrogato la disciplina di cui ai commi 10, 11, 12 e 12-bis dell’articolo 110 del TUIR che dettava specifiche regole per la deducibilità dei componenti negativi relativi alle operazioni intercorse con imprese residenti ovvero localizzate in Stati o territori aventi regimi fiscali privilegiati. In ragione dell’evoluzione del quadro giuridico sopra descritto, si dispone con il presente provvedimento il differimento dei termini previsti dal punto 8.2 del provvedimento del 2 agosto 2013 per consentire ai contribuenti di transitare più agevolmente dalla modalità di comunicazione delle informazioni relative alle operazioni con paesi a fiscalità privilegiata su base mensile e trimestrale a quella su base annuale.   ******   8) Istituiti i codici tributo per il versamento con F24 delle somme dovute sulla presentazione della dichiarazione di successione Dichiarazione di successione: Disponibili i codici tributo per l’F24. Istituiti dall’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 16/E del 25 marzo 2016, sia quelli da usare alla presentazione della denuncia sia quelli per le somme dovute a seguito di liquidazione, acquiescenza, adesione, conciliazione e definizione delle sole sanzioni. Pronti i codici tributo per versare tramite modello F24 le somme dovute in relazione alla presentazione della dichiarazione di successione. L'opportunità, che dal prossimo 1° aprile va ad affiancare l'utilizzo dell'F23 per poi diventare l'unico canale a partire dal 1° gennaio 2017, è stata riconosciuta dal provvedimento del 17 marzo 2016. Questi i nuovi codici, istituiti dalla risoluzione n. 16/E del 25 marzo 2016, da utilizzare, esclusivamente nell'F24 (sezione "Erario", in corrispondenza delle somme indicate nella colonna "importi a debito versati"), in sede di presentazione della dichiarazione di successione: 1530 - Imposta ipotecaria 1531 - Imposta catastale 1532 - Tassa ipotecaria 1533 - Imposta di bollo 1534 - Imposta sostitutiva Invim 1535 - Imposte e tasse ipotecarie e catastali (sanzione da ravvedimento) 1536 - Imposta di bollo (sanzione da ravvedimento) 1537 - Interessi da ravvedimento. Nel campo "anno di riferimento" va riportato l'anno del decesso. Nella sezione "Contribuente" devono essere indicati il codice fiscale e i dati anagrafici dell'erede. Nel campo "Codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare" va il codice fiscale del de cuius, mentre nel campo "codice identificativo" va scritto il codice "08", denominato "Defunto", anch'esso istituto dalla risoluzione odierna. In aggiunta a quelli da utilizzare in sede di autoliquidazione, il documento di prassi ha definito, anche i codici tributo da indicare nell'F24 per versare le somme dovute, sempre in relazione alla dichiarazione di successione, a seguito di: - avvisi di liquidazione - definizione per acquiescenza o pagamento spontaneo di avvisi di accertamento o di liquidazione - definizione delle sole sanzioni - accertamento con adesione - conciliazione giudiziale.
Causale Avviso di liquidazione
Imposta ipotecaria A140
Imposta catastale A141
Tassa ipotecaria A142
Imposta sostitutiva Invim A143
Invim erario A144
Invim comuni A145
Imposta di bollo A146
Imposta di successione A147
Imposta di bollo (sanzione) A148
Imposte e tasse ipotecarie e catastali (sanzione) A149
Imposta sulle successioni (sanzione) A150
Tributi speciali e compensi A151
Interessi A152
 
Causale Omessa impugnazione
Imposta di successione e relativi interessi A153
Imposta ipotecaria e relativi interessi A154
Imposta catastale e relativi interessi A155
Imposta di bollo e relativi interessi A156
Imposta sostitutiva Invim e relativi interessi A157
Invim erario e relativi interessi A158
Invim comuni e relativi interessi A159
Imposta di bollo (sanzione) A160
Imposte ipotecarie e catastali (sanzione) A161
Imposta sulle successioni (sanzione) A162
Invim (sanzione) A163
Tributi speciali e compensi A164
 
Causale Definizione delle sole sanzioni
Imposta di bollo (sanzione) A165
Imposte ipotecarie e catastali (sanzione) A166
Imposta sulle successioni (sanzione) A167
Invim (sanzione) A168
 
Causale Accertamento con adesione
Imposta di successione e relativi interessi A169
Imposta ipotecaria e relativi interessi A170
Imposta catastale e relativi interessi A171
Imposta di bollo e relativi interessi A172
Imposta sostitutiva Invim e relativi interessi A173
Invim erario e relativi interessi A174
Invim comuni e relativi interessi A175
Imposte ipotecarie e catastali (sanzione) A176
Imposta sulle successioni (sanzione) A177
Imposta di bollo (sanzione) A178
Invim (sanzione) A179
Tributi speciali e compensi A180
 
Causale Conciliazione giudiziale
Imposta di successione e relativi interessi A181
Imposta ipotecaria e relativi interessi A182
Imposta catastale e relativi interessi A183
Imposta di bollo e relativi interessi A184
Imposta sostitutiva Invim e relativi interessi A185
Invim erario e relativi interessi A186
Invim comuni e relativi interessi A187
Imposte ipotecarie e catastali (sanzione) A188
Imposta sulle successioni (sanzione) A189
Imposta di bollo (sanzione) A190
Invim (sanzione) A191
Tributi speciali e compensi A192
Tutti i codici vanno indicati nella sezione "Erario" dell'F24, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna "importi a debito versati". Nei campi "codice ufficio", "codice atto" e "anno di riferimento", devono essere riportati i dati presenti nell'atto emesso dall'ufficio. Per i soli codici "A145", "A159", "A175" e "A187", nel campo "rateazione/regione/prov./mese rif" bisogna riportare il codice catastale del comune, reperibile nella relativa tabella pubblicata sul sito dell'Agenzia delle entrate.   ******   9) Istituita causale INPS per la riscossione con F24 delle sanzioni amministrative Per le sanzioni amministrative Inps, l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 17/E del 25 marzo 2016, ha istituito una apposita causale. L’istituzione della nuova sigla è stata chiesta dall’Istituto nazionale di previdenza sociale per poter riscuotere la pena pecuniaria prevista in caso di omissioni contributive È “SAMM” la causale da indicare nell’F24 per pagare la sanzione amministrativa dovuta per il mancato versamento delle ritenute previdenziali e assistenziali operate dal datore di lavoro sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti (articolo 2, comma 1-bis, del decreto legge 463/1983). La nuova sigla va inserita nel campo “causale contributo” della sezione “Inps” della delega di pagamento, in corrispondenza della somma indicata nella colonna “importi a debito versati”. Vanno inoltre riportati: - nel campo “codice sede”, il codice della sede Inps presso la quale è aperta la posizione debitoria del contribuente - nel campo “matricola INPS/codice INPS/filiale azienda”, il codice fiscale del contribuente - nella colonna “da mm/aaaa” del campo “periodo di riferimento”, il mese e l’anno di riscossione del contributo (così come risultano dalla diffida notificata al contribuente). Nella colonna “a mm/aaaa” non va scritto alcun dato.   ******   10) Modelli 770/2016 ordinario e semplificato: disponibili le specifiche tecniche I modelli dovranno essere trasmessi esclusivamente in via telematica all’Agenzia delle Entrate, direttamente o tramite intermediari autorizzati, rispettando i nuovi tracciati. Dopo l’approvazione dei modelli 770/2016 relativi all’anno d’imposta 2015, arrivano, con due distinti provvedimenti dell’Agenzia, le specifiche tecniche di “ordinario” e “semplificato”, che i sostituti d’imposta (o gli intermediari da loro incaricati) dovranno utilizzare per trasmettere i dati contenuti nelle dichiarazioni. Il mancato rispetto dei tracciati comporterà lo scarto del modello. Eventuali successive modifiche saranno pubblicate nell’apposita sezione del sito dell’Agenzia. Il 770 ordinario va utilizzato per comunicare le ritenute operate su dividendi, proventi da partecipazione, redditi di capitale, operazioni di natura finanziaria e indennità di esproprio, versamenti effettuati, compensazioni operate e crediti d’imposta utilizzati; il 770 semplificato, invece, per i dati relativi alle altre tipologie di redditi (lavoro dipendente, equiparati e assimilati, indennità di fine rapporto, prestazioni in forma di capitale erogate da fondi pensione, lavoro autonomo, provvigioni, diversi) e i dati contributivi, previdenziali e assicurativi. La scadenza per l’invio dei modelli, quest’anno, è il 1° agosto 2016 (il 31 luglio cade di domenica). (Provvedimenti direttoriali n. 45506/2016 e 45577/2016 del 25 marzo 2016)   Vincenzo D’Andò