Diario quotidiano del 25 marzo 2016: i dati delle operazioni black list rimandati a settembre

Pubblicato il 25 marzo 2016



presentazione della Guida Doganale di Assonime; sistemi di garanzia dei depositi: recepita la direttiva europea; modello 730-4: comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati relativi ai risultati contabili dei 730; la Srl semplificata non si addice alle società tra professionisti; Dogane: ulteriori controlli automatizzati per la corretta liquidazione dei diritti nelle operazioni di importazione; Sabatini-ter: domande dal 2 maggio 2016; UCC – modifiche ai tracciati a decorrere dal 1° maggio 2016; più tempo per l’invio dei dati black list per gli operatori: il termine slitta a settembre; Irap 2016: approvate le specifiche tecniche per regioni e province autonome; entrata in vigore del regolamento sul marchio dell’Unione europea
 
agenda-immagineIndice:   1) Presentazione della Guida Doganale di Assonime 2) Sistemi di garanzia dei depositi: recepita la direttiva europea 3) Modello 730-4: comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati relativi ai risultati contabili dei 730 4) La Srl semplificata non si addice alle società tra professionisti 5) Dogane: ulteriori controlli automatizzati per la corretta liquidazione dei diritti nelle operazioni di importazione 6) Sabatini-ter: domande dal 2 maggio 2016 7) UCC – modifiche ai tracciati a decorrere dal 1° maggio 2016 8) Più tempo per l’invio dei dati black list per gli operatori: il termine slitta a settembre 9) Irap 2016: approvate le specifiche tecniche per regioni e province autonome 10) Entrata in vigore del regolamento sul marchio dell’Unione europea  
  1) Presentazione della Guida Doganale di Assonime Assonime, con il Note e Studi 3-2016 del 24 marzo 2016, rende noto la pubblicazione delle slide illustrate dai relatori nel corso della videoconferenza di presentazione della Guida “Le regole doganali e il commercio internazionale”, di imminente pubblicazione. L’incontro, che si è svolto il 23 marzo 2016, è stato il primo appuntamento dell’anno con IL FISCO IN DIRETTA, l’iniziativa rivolta alle imprese Associate promossa dall’Area fiscale di Assonime per approfondire e analizzare i temi fiscali più caldi del momento. Nel corso della videoconferenza sono state presentate in anteprima le finalità, la struttura e i contenuti della Guida con la quale Assonime intende favorire un approccio più consapevole alla materia doganale per consentire alle imprese di effettuare una corretta pianificazione doganale delle operazioni con l’estero, finalizzata alla riduzione della tempistica e dei costi delle relative pratiche ed al miglioramento della competitività dei prodotti italiani su scala internazionale. Come è stato evidenziato dai relatori, la Guida Assonime fornisce un quadro completo del sistema doganale, illustrandone le fonti e i principali istituti, esaminandone gli aspetti operativi e procedurali più salienti, presentandone le tendenze evolutive e le prospettive di sviluppo. Nel corso dell’incontro è stato anche chiarito che la Guida costituisce uno strumento di consultazione aggiornato, che contiene puntuali riferimenti alla nuova normativa di riferimento – il codice doganale dell’Unione – che troverà applicazione dal 1° maggio 2016 e che è stata illustrata, nelle sue principali finalità e caratteristiche innovative, nel corso della videoconferenza. La Guida costituisce il punto di partenza per il futuro sviluppo dell’azione di Assonime nello specifico settore doganale. A tale proposito, al termine dell’incontro, sono state anticipate le iniziative e le attività che Assonime porrà in essere allo scopo di fornire alle Associate costanti aggiornamenti e approfondimenti sulle novità che, da maggio 2016, caratterizzeranno la materia doganale.   ******   2) Sistemi di garanzia dei depositi: recepita la direttiva europea Il 9 marzo 2016 è entrato in vigore il decreto legislativo 15 febbraio 2016, n. 30 che attua la direttiva 2014/49/UE sui sistemi di garanzia dei depositi, apportando modifiche al Testo unico bancario. Lo rende noto Assonime nel proprio comunicato del 23 marzo 2016. L’adesione delle banche italiane a uno dei sistemi di garanzia dei depositi è obbligatoria: la mancata adesione o l’esclusione da un sistema di garanzia comporta la revoca dell’autorizzazione all’attività bancaria. I sistemi di garanzia dei depositi tutelano i depositanti delle banche italiane aderenti, incluse le loro succursali comunitarie e, se previsto dallo statuto, anche extracomunitarie, nonché i depositanti delle succursali italiane delle banche extracomunitarie e comunitarie aderenti. Il rimborso dei depositanti delle succursali italiane di banche comunitarie è effettuato dal sistema di garanzia italiano individuato dalla Banca d’Italia, per conto del sistema di garanzia dello Stato membro di origine e dopo che quest’ultimo gli ha fornito i fondi necessari. L’ammontare massimo oggetto di rimborso è confermato in 100.000 euro per ciascun depositante. I depositi delle banche in risoluzione rientrano tra i depositi ammissibili al rimborso (fino a 100.000 euro) nei casi di applicazione del bail-in. I sistemi di garanzia, quando effettuano i rimborsi, subentrano nei diritti dei depositanti nei confronti della banca nei limiti dei rimborsi effettuati. La dotazione finanziaria dei sistemi di garanzia costituisce patrimonio autonomo distinto dal patrimonio del sistema di garanzia e da quello di ciascun aderente. Tale dotazione, che sarà raggiunta in modo graduale entro il 3 luglio 2024, è pari ad almeno lo 0,8% dell’importo dei depositi protetti delle banche aderenti. Le modalità di finanziamento cambiano dall’attuale sistema ex post a un sistema ex ante: le banche aderenti versano contributi annuali proporzionati all’ammontare dei loro depositi protetti e al loro profilo di rischio. E’ previsto il versamento di contributi straordinari qualora il sistema di garanzia debba procedere al rimborso dei depositi protetti e la dotazione finanziaria risulti insufficiente. Con riguardo ai termini di rimborso dei depositanti, è prevista una graduale diminuzione dagli attuali venti giorni lavorativi (fino al 31 dicembre 2018) a sette giorni lavorativi decorrenti dalla data in cui si producono gli effetti del provvedimento di liquidazione coatta amministrativa (a partire dal 1° gennaio 2024). Per il rimborso non è necessario presentare alcuna richiesta al sistema di garanzia. Oltre al rimborso dei depositanti, è stabilito che i sistemi di garanzia: - contribuiscono al finanziamento della risoluzione delle banche italiane e delle succursali italiane di banche extracomunitarie secondo le modalità stabilite dal decreto legislativo n. 180/2015, di attuazione della direttiva 2014/59/UE; - possono intervenire in operazioni di cessione di attività, passività, aziende e rami di azienda, se il costo dell’intervento non supera il costo che il sistema dovrebbe prevedibilmente sostenere per il rimborso dei depositi; - possono effettuare interventi nei confronti di banche italiane e di succursali italiane di banche extracomunitarie per superare lo stato di dissesto o di rischio di dissesto che dà l’avvio a una procedura di crisi, se il costo dell’intervento non supera il costo che il sistema dovrebbe prevedibilmente sostenere per effettuare altri interventi nei casi previsti dalla legge o dallo statuto. Un sistema di garanzia può erogare prestiti su base volontaria a un altro sistema di garanzia, anche istituito in un altro Stato membro. Il decreto legislativo n. 30/2016 prevede obblighi informativi in capo alle banche: esse devono fornire ai depositanti, gratuitamente e secondo le modalità stabilite dalla Banca d’Italia per i fogli informativi, le informazioni necessarie a individuare il sistema di garanzia pertinente e le esclusioni dalla relativa tutela. In tempo utile prima della conclusione del contratto o prima che il depositante sia vincolato da un’offerta, la banca deve consegnare al depositante, debitamente compilato, il “Modulo standard per le informazioni da fornire ai depositanti” previsto dall’allegato I della direttiva 2014/49/UE. L’avvenuta acquisizione del modulo da parte del depositante è attestata per iscritto o attraverso altro supporto durevole. Almeno una volta l’anno la banca deve fornire ai depositanti una versione aggiornata del modulo. Le comunicazioni periodiche alla clientela relative ai contratti di deposito (articolo 119 del TUB) devono contenere un riferimento al modulo standard, la conferma che il deposito è ammesso al rimborso e l’indicazione del sito web del sistema di garanzia pertinente. I sistemi di garanzia dei depositanti riconosciuti alla data di entrata in vigore del decreto legislativo n. 30/2016 devono adeguarsi ai nuovi obblighi stabiliti dal decreto, secondo la tempistica indicata nell’articolo 4 del decreto legislativo. ******   3) Modello 730-4: comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati relativi ai risultati contabili dei 730 Dal 23 marzo 2016 si possono trasmettere le comunicazioni con il modello CSO. Pertanto, i sostituti d’imposta che non hanno presentato, a partire dal 2011, l’apposito modello CSO e che non hanno trasmesso il quadro CT, devono effettuare la trasmissione della comunicazione CSO entro il 22 aprile 2016. Le comunicazioni CSO trasmesse successivamente al 22 aprile 2016 saranno acquisite a valere sui modelli 730-4 del 2017. Per le sole comunicazioni di variazione dei dati, le relative informazioni sono prese in considerazione se la comunicazione CSO è trasmessa entro il 27 maggio 2016, altrimenti tali informazioni saranno considerate per i modelli 730-4 del 2017. Lo precisa l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 15/E del 23 marzo 2016. L’articolo 2 del decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175, riguardante l dichiarazione precompilata, ha previsto, a partire dall’anno 2015, l’obbligo per i sostituti d’imposta: - di trasmettere in via telematica all’Agenzia delle entrate, entro il 7 marzo le certificazioni uniche dei redditi erogati nel periodo d’imposta precedente, rilasciate ai percipienti entro il 28 febbraio; - di comunicare entro il 7 marzo la scelta della sede telematica dove ricevere i modelli 730-4, unitamente alle certificazioni uniche di cui all’articolo 4, comma 6-ter, del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322. Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate sono individuati i termini e le modalità per la variazione delle suddette scelte da parte di sostituti d’imposta. Certificazione Unica - Quadro CT Il quadro CT presente all’interno della Certificazione Unica è riservato ai sostituti d’imposta che non hanno presentato, a partire dal 2011, l’apposito modello per la “Comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati relativi ai modelli 730-4 resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate” (modello CSO) e che trasmettono almeno una certificazione di redditi di lavoro dipendente. In base alle istruzioni per la compilazione del quadro C, qualora il sostituto d’imposta effettui più invii contenenti almeno una certificazione di redditi di lavoro dipendente, il quadro CT deve essere compilato per ogni fornitura. In questo caso, ai fini della messa a disposizione dei risultati contabili dei dipendenti, sono acquisiti la sede telematica e gli altri dati presenti nel quadro CT contenuto nell’ultimo invio effettuato. Al fine di gestire e coordinare i processi relativi all’acquisizione dei dati delle comunicazioni per la ricezione in via telematica dei modello 730-4, successivamente al 14 marzo non sarà più possibile inserire all’interno della Certificazione Unica il quadro CT. Modello CSO I sostituti d’imposta che non hanno presentato, a partire dal 2011, l’apposito modello e che non hanno trasmesso il quadro CT devono utilizzare il modello “Comunicazione per la ricezione in via telematica dei dati relativi ai modello 730-4 resi disponibili dall’Agenzia delle Entrate” (modello CSO), approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 22 febbraio 2013, disponibile gratuitamente in formato elettronico nel sito internet dell’Agenzia delle entrate www.agenziaentrate.gov.it unitamente alle istruzioni e alle specifiche tecniche modificate con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 16 marzo 2016. Il modello deve essere trasmesso dai sostituti d’imposta mediante i servizi telematici, direttamente o tramite un intermediario incaricato della trasmissione telematica delle dichiarazioni di cui all’articolo 3, comma 3 del decreto del Presidente della Repubblica del 3 luglio 1998, n. 322. Lo stesso modello deve essere utilizzato dai sostituti d’imposta che intendono variare i dati già comunicati a partire dal 2011 con il modello CSO ovvero con il quadro CT della Certificazione Unica 2015 o 2016 (ad esempio, variazione dell’intermediario già comunicato). Nel modello di comunicazione è richiesto, tra l’altro, l’indicazione del numero di protocollo dell’ultimo modello 770 Semplificato presentato dal sostituto nell’anno precedente a quello di inoltro della comunicazione. In caso di comunicazione di variazione dei dati già inviati con il modello CSO è richiesta l’indicazione del numero di protocollo che è stato attribuito all’ultima comunicazione trasmessa dal sostituto d’imposta, e regolarmente acquisita, che si intende variare. Diversamente, se si intende variare i dati già trasmessi con il quadro CT è richiesto il numero di protocollo telematico dell’ultimo file contenente il predetto quadro, validamente presentato (composto da 17 caratteri e seguito dal numero convenzionale “999999”) . I citati numeri di protocollo sono rilevabili, oltre che dalle relative ricevute di trasmissione, anche dal cassetto fiscale del sostituto d’imposta. I predetti dati possono essere richiesti ad un Ufficio dell’Agenzia delle entrate, mediante richiesta sottoscritta dal sostituto d’imposta persona fisica o dal rappresentante legale della società o ente, allegando la fotocopia del documento d’identità del sottoscrittore. Qualora la richiesta sia presentata da un delegato, la stessa deve contenere la delega del sostituto d’imposta, la fotocopia del documento d’identità del delegante, la fotocopia del documento d’identità del delegato.   ******   4) La Srl semplificata non si addice alle società tra professionisti E’ impossibile costituire la società di professionisti sotto forma di Srl semplificata. Lo sostiene il Consiglio Nazionale del Notariato, con un nota pubblicata sul sito internet dello stesso Notariato il 24 marzo 2016. I professionisti possono, invece, costituire una STP in forma di Srl con capitale compreso tra 1 e 10.000 euro (poiché le srl rientrano tra i tipi sociali espressamente richiamati dalla legge 183/2011), e tale legge non richiede requisiti speciali relativi all’importo minimo del capitale sociale. La vicenda si fa incresciosa, dal momento che il CNDCEC, da poco tempo, aveva espresso parere contrario sulla querelle, e cioè che sia possibile costituire la STP in forma di Srls. Il C.N.D.C.E.C., con parere n. 262 del 14 marzo 2016, si esprime favorevolmente in ordine alla possibilità che la società tra professionisti rivesta la forma della società a responsabilità limitata semplificata. Nella sostanza si afferma che, stante il riferimento contenuto nell’art. 10, comma 3, della legge 183 del 2011 alle società regolate dai titoli V e VI del libro V del codice civile, anche la società a responsabilità limitata semplificata di cui all’art. 2463-bis, c.c., possa esser utilizzata quale schema di riferimento, dovendosi intendere l'inderogabilità delle clausole del modello standard stabilita dal comma 3 della norma da ultimo citata nel senso che solamente le clausole previste nel modello standard tipizzato non sono derogabili e non che il modello standard tipizzato sia inderogabile. La Stp non può avere la forma di Srls: una nota del CNN E' quanto affermato in una nota elaborata dall'Ufficio Studi del Consiglio Nazionale del Notariato in riposta al parere n. 262 del 14 marzo 2016 del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (C.N.D.C.E.C.) il quale, invece, si esprime favorevolmente in ordine alla possibilità che la società tra professionisti rivesta la forma della società a responsabilità limitata semplificata. Per approfondire l'argomento, dall'area download è possibile scaricare la nota del Consiglio Nazionale del Notariato "Note critiche al pronto ordini del C.N.D.C.E.C. in materia di S.t.p. in forma di S.r.l.s.".   ******   5) Dogane: ulteriori controlli automatizzati per la corretta liquidazione dei diritti nelle operazioni di importazione Pubblicata la comunicazione delle Dogane sull’implementazione di ulteriori controlli automatizzati per la corretta liquidazione dei diritti nelle operazioni di importazione. L’Agenzia delle Dogane, con la comunicazione pubblicata il 24 marzo 2016 rende noto la disponibilità del servizio di simulazione dei nuovi controlli e dei controlli di ammissibilità. Dal 13/4/2016 saranno attivi ulteriori controlli per la corretta liquidazione dei diritti nelle operazioni di importazione che, in caso di discordanze tra gli importi dei diritti dichiarati e quelli calcolati dal sistema AIDA - sulla base delle informazioni contenute in TARIC - indirizzano le dichiarazioni di importazione a controllo documentale o a revisione di accertamento. Per agevolare gli operatori economici nella compilazione della dichiarazione, evitando errori che potrebbero comportare sanzioni e/o revisioni dell’accertamento, dal 6/4/2016 è inoltre disponibile dal menu Misure/Taric/Importazione un nuovo servizio che simula i nuovi controlli nonché i controlli di ammissibilità già attivi per consentire agli utenti la verifica di coerenza dei dati essenziali per la liquidazione dei diritti e la completezza dei documenti necessari per il vincolo delle merci al regime richiesto. Il servizio di simulazione, una volta inseriti il codice Taric, il Paese di origine della merce e la data di accettazione (solo se diversa da quella corrente) della dichiarazione doganale da presentare, fornisce la lista delle linee tariffarie previste. Selezionando il simbolo in corrispondenza della linea tariffaria individuata dall’utente, si ottiene in risposta una maschera precompilata da completare con ulteriori dati relativi alla dichiarazione. Terminata la compilazione il servizio di simulazione indica se il calcolo dei diritti è corretto e se sono stati indicati i documenti richiesti per il regime in base alle misure presenti in TARIC. In ragione della natura della TARIC quale “strumento di lavoro”, è evidente che l’operatore è comunque tenuto alla corretta compilazione della dichiarazione doganale in ogni sua parte e all’indicazione di tutti i documenti richiesti dalle norme Unionali anche se non presenti in TARIC (es. fattura, certificati di origine, DV1 …) e da misure non ancora inserite dai competenti servizi della Commissione nonché da norme nazionali non ancora integrate in TARIC. ****** Coordinamento tecnico in materia di operazioni di verificazione dei sistemi di misura elettrici per i fini fiscali alla luce della guida CEI 13-71. Elenco dei laboratori autorizzati. L’Agenzia delle Dogane con la nota n. 35974 pubblicata il 24 marzo 2016 fornisce delle precisazioni.   ******   6) Sabatini-ter: domande dal 2 maggio 2016 Per accedere ai contributi della Sabatini-ter le domande potranno essere presentate a partire dal 2 maggio 2016. A confermarlo il Ministero dello Sviluppo economico con la circolare n. 26673 del 23 marzo 2016. Il documento arriva dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto Mif-Mise 26 gennaio 2016 che ridisegna la cornice della nuova Sabatini. Via libera, dunque, ai contributi per le piccole e medie imprese che investono in beni strumentali. La circolare fissa anche i tempi dell’intero iter di accesso alle agevolazioni e ai finanziamenti. A partire dal 2 maggio, quindi, si applica la nuova procedura. Pertanto, la domanda di agevolazione, da presentare in bollo tranne nei casi di PMI appartenenti ai settori agricoli e della pesca, deve essere compilata dall’impresa in formato elettronico e, unitamente alla documentazione integrativa richiesta, inviata esclusivamente a mezzo posta elettronica certificata (PEC) agli indirizzi PEC delle banche/intermediari finanziari aderenti alla convenzione. L’elenco delle banche/intermediari finanziari aderenti alla convenzione, di volta in volta aggiornato, è pubblicato nei siti internet del Ministero (www.mise.gov.it) e dell’ABI (www.abi.it); l’elenco delle banche/intermediari finanziari che abbiano sottoscritto una Dichiarazione di Accettazione o un Contratto di Finanziamento Quadro ai sensi della convenzione è pubblicato sul sito internet www.cdp.it.   ******   7) UCC – modifiche ai tracciati a decorrere dal 1° maggio 2016 L’Agenzia delle Dogane comunica che a partire dal 1° maggio 2016 è previsto il rilascio in esercizio (ambiente reale) delle modifiche al sistema AIDA per l’adeguamento al codice doganale dell’Unione come già illustrato nel tavolo e-customs dello scorso 8 marzo. Al fine di permettere agli operatori economici di pianificare l’adeguamento dei propri sistemi informativi si rendono note le modifiche ai tracciati. La data in cui le applicazioni adeguate ai tracciati modificati saranno disponibili in ambiente di prova per effettuare i test del caso sarà resa nota con successiva comunicazione. (Agenzia delle Dogane, comunicazione del 24 marzo 2016)   ******   8) Più tempo per l’invio dei dati black list per gli operatori: il termine slitta a settembre Con un provvedimento in corso di pubblicazione, le Entrate spostano al 20 settembre il termine per l’invio della comunicazione annuale black list relativa al 2015, assicurando a tutti gli operatori la possibilità di preparare per tempo l’invio dei dati. La proroga ha lo scopo di permettere agli operatori di adeguare i software necessari per l’invio delle comunicazioni sulle cessioni di beni e prestazioni di servizi nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi a fiscalità privilegiata. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 51 del 24 marzo 2016)   ******   9) Irap 2016: approvate le specifiche tecniche per regioni e province autonome Irap 2016: approvate le specifiche tecniche per regioni e province autonome. La trasmissione delle dichiarazioni, effettuata con cadenza mensile, avviene utilizzando il sistema di collegamento tra Anagrafe tributaria ed enti locali “Siatel v2.0 PuntoFisco” Tutto pronto per la trasmissione da parte dell’Agenzia delle Entrate alle regioni e province autonome di Trento e Bolzano dei dati relativi alle dichiarazioni Irap 2016. In particolare, il provvedimento del direttore delle Entrate del 24 marzo 2016 ha approvato le specifiche tecniche per effettuare l’invio avvalendosi del sistema di collegamento tra Anagrafe tributaria ed enti locali denominato “Siatel v2.0 PuntoFisco”. Con il provvedimento del 29 gennaio 2016 era stato approvato il modello di dichiarazione “Irap 2016” con le relative istruzioni, da utilizzare per la dichiarazione dei dati riguardanti l’anno 2015, rimandando ad un successivo atto la definizione delle specifiche tecniche per la trasmissione alle regioni e alle province autonome dei dati relativi alla dichiarazione Irap 2016. Il neo provvedimento mette in atto tale disposizione e determina le specifiche tecniche, in formato XML, da utilizzare per la trasmissione alle regione e alle province autonome in cui ha sede il domicilio fiscale del contribuente o dove viene ripartito il valore della produzione netta delle dichiarazioni Irap. La trasmissione è attuata con cadenza mensile a partire dal trentesimo giorno successivo alla data di scadenza della presentazione della dichiarazione Irap.   ******   10) Entrata in vigore del regolamento sul marchio dell’Unione europea Dal 23 marzo 2016 è in vigore il nuovo regolamento (UE) 2015/2424 del Parlamento europeo e del Consiglio sui marchi dell’Unione europea, che modifica il regolamento n. 207/2009 sul marchio comunitario. Le novità introdotte dal regolamento sono numerose: anzitutto, per adattate la terminologia al Trattato di Lisbona, la denominazione “marchio comunitario” viene sostituita da quella di “marchio dell’Unione europea” (per i marchi esistenti il cambiamento di denominazione è automatico) e l’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (UAMI) diventa l'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO). Una novità importante è la modifica del sistema delle tasse per la registrazione, con l’introduzione di una struttura più flessibile per semplificare e, nella maggior parte dei casi, ridurre i costi di registrazione. Mentre fino ad ora la tassa di base copriva la registrazione del marchio per tre classi di prodotto, il nuovo sistema prevede una tassa per ogni classe richiesta (“one-fee-per-class”). In tal modo i richiedenti pagano una tassa inferiore rispetto all’attuale se fanno domanda per una sola classe, pagano la stessa tassa se fanno domanda per due classi e una tassa più elevata se fanno domanda per tre o più classi. Vengono ridotte le tasse di rinnovo e quelle per le domande di opposizione, di cancellazione e ricorso. Le procedure per la registrazione vengono semplificate e viene introdotta una disciplina più dettagliata sui requisiti per la registrazione del marchio. In particolare, viene eliminato il requisito della rappresentazione grafica per la registrazione: i segni potranno essere rappresentati in qualsiasi forma idonea, utilizzando la tecnologia generalmente disponibile, purché la rappresentazione sia chiara, precisa, autonoma, facilmente accessibile, intellegibile, durevole e obiettiva. Questa modifica entrerà in vigore il 1° ottobre 2017, unitamente ad alcune modifiche procedurali e alla disposizione che prevede l’istituzione dei marchi di certificazione dell'Unione europea che consentono a un organismo di certificazione di permettere alle imprese che soddisfano i requisiti di certificazione di usare il marchio come segno per i loro prodotti o servizi. Il regolamento introduce specifiche disposizioni per migliorare la protezione contro la contraffazione e un sistema di regole in materia di cooperazione tra l'EUIPO e gli uffici degli Stati membri per promuovere la convergenza delle pratiche e degli strumenti. All’EUIPO è affidata l’istituzione di un centro di mediazione per la risoluzione amichevole delle controversie relative ai marchi e ai disegni comunitari. Il regolamento 2015/2424 fa parte di un più ampio pacchetto sulla modernizzazione del sistema dei marchi, che è completato dalla direttiva UE/2015/2436 volta all’armonizzazione delle legislazioni nazionali, che dovrà essere recepita dagli Stati membri entro il 14 gennaio 2019. (Assonime, comunicato del 24 marzo 2016)   Vincenzo D’Andò