Diario quotidiano del 23 marzo 2016: la società tra professionisti può essere costituita anche in forma di Srls

non serve il Notaio per sciogliere il consorzio; il trasferimento della sede all’estero non evita il fallimento in Italia; sgravio goduto sulla cartella ma non spettante: istituito codice tributo per pagare la maxi sanzione con Modello F24; EE.LL.: relazione dell’organo di revisione 2015; la società tra professionisti può essere costituita anche in forma di Srls; accertamento quantitativo di prodotti sottoposti ad accisa: precisazioni sul termine del 30 ottobre 2016; stop all’accertamento induttivo nei confronti dell’albergo con bar e ristorante; professionisti: addio agli studi di settore e allo spesometro; percentuale di controllo delle dichiarazioni nei settori energia elettrica, gas naturale e autotrasportatori; part time agevolato per gli over 63: pubblicato memorandum dal CNDCEC

 

agenda-immagineIndice:

 

1) Non serve il Notaio per sciogliere il consorzio

2) Il trasferimento della sede all’estero non evita il fallimento in Italia

3) Sgravio goduto sulla cartella ma non spettante: istituito codice tributo per pagare la maxi sanzione con Modello F24

4) EE.LL.: relazione dell’organo di revisione 2015

5) La società tra professionisti può essere costituita anche in forma di Srls

6) Accertamento quantitativo di prodotti sottoposti ad accisa: precisazioni sul termine del 30 ottobre 2016

7) Stop all’accertamento induttivo nei confronti dell’albergo con bar e ristorante

8) Professionisti: addio agli studi di settore e allo spesometro

9) Percentuale di controllo delle dichiarazioni nei settori energia elettrica, gas naturale e autotrasportatori

10) Part time agevolato per gli over 63: pubblicato memorandum dal CNDCEC

 

 

1) Non serve il Notaio per sciogliere il consorzio

Dal parere del Ministero dello sviluppo economico del 16 marzo 2016 è emerso che per lo scioglimento e liquidazione del consorzio, se l’atto costitutivo non richiede la forma notarile, è possibile procedere con semplice atto informatico sottoscritto digitalmente.

Era stato posto un quesito in tema di: «Scioglimento di consorzio senza intervento notarile». Tale risposta di fatto contraddice quanto sostenuto in tema dal Consiglio nazionale del notariato.

Il quesito

«Si chiede, in qualità di consulente di un consorzio costituito con atto notarile se è possibile lo scioglimento e contestuale nomina dei liquidatori del consorzio medesimo, secondo la procedura semplificata, cioè senza ricorso alla funzione notarile, alla stessa stregua delle srl, come da parere espresso da codesto Ministero con la nota prot. n. 94215 del 19/5/2014; ciò, per l’impossibilità del ridetto consorzio di conseguire l’oggetto sociale, in quanto tutti i soci sono dimissionari, assieme al consiglio di amministrazione».

La risposta ministeriale

Sul punto il ministero mostra propensione allo svolgimento di adempimenti in via semplificata pur precisando la non applicabilità dei principi contenuti nel richiamato parere n. 94215/14 dedicato specificamente alle srl. Il Mise ricorda, sul tema, che l’art. 2612 c.c., relativo all’iscrizione nel registro delle imprese dei consorzi con attività esterna, al comma 2, n. 5, richiede che l’estratto del contratto da depositare per l’iscrizione nel registro deve indicare «il modo di formazione del fondo consortile e le norme relative alla liquidazione». Quindi, lo scioglimento e la liquidazione devono essere attuati in conformità alle norme contenute nel contratto istitutivo del consorzio stesso. Qualora, poi, detto contratto preveda espressamente, una procedura che implica l’intervento notarile, non sarà possibile esimersi da essa, mentre nel caso sia prevista altra procedura, è possibile procedere agli adempimenti pubblicitari mediante atto informatico sottoscritto digitalmente, dai soggetti intervenuti, ai sensi dell’art. 24 del Codice dell’amministrazione digitale (dlgs 82/2005), cioè con firma digitale non autenticata.

 

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2) Il trasferimento della sede all’estero non evita il fallimento in Italia

La Corte di Cassazione, sezioni unite, con la decisione n. 5419 del 18 marzo 2016, afferma che non basta trasferire la sede in Romania per evitare la dichiarazione di fallimento. Sarà il giudice italiano a decidere perché all’estero la società non risulta operativa né ha conti bancari e l’amministratore è residente in patria. Sì alla notifica per posta all’indirizzo della visura.

In particolare, una srl reclamava contro la sentenza dichiarativa del suo fallimento emessa dal tribunale di Parma eccependo la nullità di notifica sia presso la sede sociale che presso il legale rappresentante con conseguente nullità dell’intero procedimento poiché la stessa aveva trasferito la sede sociale in Romania in epoca anteriore…

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