Diario quotidiano dell’11 marzo 2016: l’avviso bonario deve arrivare con raccomandata

Pubblicato il 11 marzo 2016



avviso bonario al contribuente con raccomandata postale; detraibilità Iva in base all’attività effettivamente esercitata; agriturismo: è detraibile l’Iva sulla ristrutturazione di fabbricati; nuove partite IVA: netto incremento di circa il 14%; tassa di circolazione e diritto fisso in materia di autotrasporto internazionale di passeggeri e merci: comunicazione delle Dogane; agevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie: guida delle Entrate aggiornata; modifiche al regolamento Consob sul procedimento sanzionatorio; Assonime: pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del MISE; opzione Branch Exemption; sentenze pilotate: CNDCEC parte civile contro “mele marce”; dal 12 marzo in vigore la nuova procedura comunicativa per le dimissioni; prospetto disabili: istruzioni del ministero
 
agenda-immagineIndice: 1) Avviso bonario al contribuente con raccomandata postale 2) Detraibilità Iva in base all’attività effettivamente esercitata 3) Agriturismo: è detraibile l’Iva sulla ristrutturazione di fabbricati 4) Nuove partite IVA: netto incremento di circa il 14% 5) Tassa di circolazione e diritto fisso in materia di autotrasporto internazionale di passeggeri e merci: comunicazione delle Dogane 6) Agevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie: guida delle Entrate aggiornata 7) Modifiche al regolamento Consob sul procedimento sanzionatorio 8) Assonime: Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del MISE 9) Opzione Branch Exemption 10) Sentenze pilotate: CNDCEC parte civile contro “mele marce” 11) Dal 12 marzo in vigore la nuova procedura comunicativa per le dimissioni 12) Prospetto disabili: istruzioni del ministero  
  1) Avviso bonario al contribuente con raccomandata postale A seguito dei controlli fiscali previsti, l’Agenzia delle entrate è obbligata ad inviare al contribuente interessato l’avviso bonario, sia pure sotto forma di raccomandata postale. In caso contrario la cartella esattoriale è nulla. Difatti, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4591 del 9 marzo 2016, ha stabilito che l’adozione di una forma vincolata di comunicazione al contribuente é necessaria in funzione dell’avviso bonario, ovvero della comunicazione prevista dal comma 4 dell’art. 36-ter DPR 600/73, dal momento che la sua omissione comporta la nullità dell’iscrizione a ruolo e, quindi, della cartella di pagamento. Per la notifica dell’avviso bonario, poiché la norma non prescrive una specifica forma di notifica, è sufficiente, secondo i giudici di legittimità, la spedizione con raccomandata postale. Dunque, in sede di controllo formale della dichiarazione dei redditi, l’Agenzia delle Entrate non è, ovviamente, tenuta a notificare al contribuente una richiesta di chiarimenti o di trasmissione di documenti, mentre è, invece, obbligata a spedire a questi la raccomandata postale contenente la comunicazione d’irregolarità derivante dal controllo stesso (c.d. “avviso bonario”). (Corte di Cassazione, sentenza n. 4591 del 9 marzo 2016)   ******   2) Detraibilità Iva in base all’attività effettivamente esercitata La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4613 del 9 marzo 2016, ha respinto il ricorso del curatore fallimentare di un’impresa edile, poiché ciò che conta è l’attività svolta e non, invece, quanto riporta l’oggetto sociale. Le operazioni attive esenti dall’Iva devono essere stabilite sulla base dell’attività effettivamente svolta dall’impresa e non sull’oggetto sociale. Per questo il costruttore che dà abitualmente in locazione degli immobili non ha diritto al beneficio fiscale nonostante l’estraneità allo statuto. È quanto affermato dalla Corte di cassazione che ha respinto il ricorso del curatore fallimentare di un’impresa edile. La sezione tributaria ha quindi dato torto alla curatela di una società che locava abitualmente degli appartamenti e che aveva detratto l’Iva dall'operazione sostenendo di averne diritto in quanto attività estranea all’oggetto sociale. Ma la tesi non ha convinto i giudici di merito, con una decisione adesso resa definitiva in sede di legittimità. Infatti secondo la Cassazione, in tema di Iva, per verificare se una determinata operazione attiva rientri o meno nell’attività propria di una società, ai fini dell’inclusione nel calcolo della percentuale d’imposta detraibile in relazione al compimento di operazioni esenti (cosiddetto “pro rata”), occorre avere riguardo non già all'attività previamente definita dall’atto costitutivo come oggetto sociale, ma a quella effettivamente svolta dall’impresa: ai fini dell’imposta, rileva infatti il volume d’affari del contribuente, costituito dall'ammontare complessivo delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi dallo stesso effettuate, e quindi l’attività in concreto esercitata. (Corte di Cassazione, sentenza n. 4613 del 9 marzo 2016)   ******   3) Agriturismo: è detraibile l’Iva sulla ristrutturazione di fabbricati Agriturismo: è detraibile l’Iva sulla ristrutturazione di fabbricati. Difatti, secondo la Corte di Cassazione, sentenza n. 4606 del 9 marzo 2016, poiché gli immobili abitativi utilizzati nell’ambito di un’attività di tipo ricettivo vanno trattati come fabbricati strumentali per natura, può essere dedotta l’IVA sulle spese sostenute per la ristrutturazione e manutenzione dei fabbricati rurali strumentali all’esercizio dell’attività agrituristica. La Suprema Corte ha, così, accolto il ricorso di una società agricola esercente anche l’attività di agriturismo. La società contribuente aveva ricevuto un avviso di accertamento con il quale l’ufficio pretendeva anche il recupero a tassazione, per l’anno 2003, dell’indebita detrazione IVA versata in rivalsa sui corrispettivi relativi ai lavori di ristrutturazione di appartamenti destinati allo svolgimento dell’attività turistico-ricettiva di case vacanze. A differenza dei giudici di primo grado, che avevano subito accolto il ricorso della società, i giudici regionali avevano dato ragione all’Amministrazione finanziaria. Con una serie di motivi la società ha, quindi, impugnato la pronuncia d’appello, sostenendo tra l’altro la tesi in virtù della quale la “destinazione abitativa”, di cui alla norma che dispone l’indetraibilità IVA (art. 19-bis1, comma 1, lett. i) del DPR n. 633/1972), non può intendersi riferita alla mera classificazione catastale (nel caso di specie i fabbricati oggetto di ristrutturazione erano censiti nella categoria A/3), ma deve interpretarsi in funzione dell’impiego per uso personale, cioè non commerciale, dell’immobile a destinazione abitativa acquistato o ristrutturato. I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso perché fondato. Secondo la Suprema Corte, gli immobili abitativi, utilizzati dal contribuente nell’ambito di un’attività di tipo ricettivo (ad esempio, gestione di case vacanze e affitto camere) che comporti l’effettuazione di prestazioni di servizi imponibili ad IVA, devono essere trattati, a prescindere dalla classificazione catastale, alla stregua dei fabbricati strumentali per natura. Ne consegue che le spese di acquisto, manutenzione e ristrutturazione relative ai medesimi immobili non confluiscono nella “voce” dell’indetraibilità di cui all’art. 19-bis1, comma 1, lett. i) del DPR n. 633/1972. (Corte di Cassazione, sentenza n. 4606 del 9 marzo 2016)   ******   4) Nuove partite IVA: netto incremento di circa il 14% E’ quanto emerge dall’Osservatorio sulle partite IVA diffuso dal MEF il 10 marzo 2016. Sintesi dell’aggiornamento dei dati di gennaio 2016 Nel mese di gennaio 2016 sono state aperte 67.011 partite Iva e, in confronto al corrispondente mese dello scorso anno, si è registrato un incremento del 13,8%. L’aumento è stato determinato principalmente dalle maggiori adesioni al regime agevolato “forfetario” (+37,4% del totale delle aperture) che sono state incentivate dalle modifiche introdotte con la legge di stabilità 2016. La distribuzione per natura giuridica mostra che il 76,7% delle nuove partite Iva è stato aperto da persone fisiche, il 17,1% dalle società di capitali e il 5,7% dalle società di persone; la quota dei “non residenti” e “altre forme giuridiche” è pari allo 0,6%. Rispetto al mese di gennaio 2015 si osserva un aumento di avviamenti unicamente per le persone fisiche (+21,3%), mentre le società di capitali evidenziano un modesto calo (-2,8%), più significativo per le società di persone (-11,5%). Riguardo alla ripartizione territoriale, il 45,9% delle nuove partite Iva è localizzato al Nord, il 21,7% al Centro ed il 32,3% al Sud ed Isole. Il confronto con lo stesso mese dello scorso anno evidenzia, ad eccezione della Sardegna (-6,3%), apprezzabili incrementi nelle Province di Trento (+43,5%), di Bolzano (+39,2%) e in Valle d’Aosta (+32,4%), meno consistenti in Calabria (+2%) e in Sicilia (+4,2%). In base alla classificazione per settore produttivo, il commercio continua a registrare il maggior numero di aperture di partite Iva con il 21,6% del totale, seguito dalle attività professionali con il 18,8% e dall’agricoltura con l’8,5%. Rispetto a gennaio dello scorso anno, tra i settori principali si osserva un notevole aumento delle nuove aperture nel comparto dell’istruzione (+103,6%), delle attività professionali (+73,9%) e della sanità (+63,1%). Le flessioni di nuove aperture di partite Iva si osservano invece nel trasporto/magazzinaggio (-8,2%), nell’alloggio e ristorazione (-5,1%) e nell’agricoltura (-4,6%). Per le persone fisiche la ripartizione è relativamente stabile, con un lieve aumento della quota femminile (circa il 37%). Il 43,2% viene avviato da giovani fino a 35 anni ed il 36% da soggetti di età compresa nella fascia dai 36 ai 50 anni. Rispetto al corrispondente mese del 2015 le classi di età più giovani registrano un sensibile aumento (+31%), meno significativo è l’aumento per la classe tra i 36 e i 50 anni (+12,6%). Il 13,7% degli avvianti partita Iva nel mese di gennaio risulta nato all’estero. (MEF, comunicato del 10 marzo 2016)   ******   5) Tassa di circolazione e diritto fisso in materia di autotrasporto internazionale di passeggeri e merci: comunicazione delle Dogane Con riferimento alla comunicazione pubblicata in data 14.12.2015, riguardante l’applicazione della tassa di circolazione e il diritto fisso in materia di autotrasporto internazionale di passeggeri e di merci, si chiarisce che la tabella allegata include solo i Paesi extraeuropei che usufruiscono di agevolazioni. Pertanto, i Paesi non europei non inclusi nella tabella (ad es. Albania), rimangono soggetti al regime di tassazione ordinaria, ovvero “tassa di circolazione” per un minimo di 120 giorni e “diritto fisso” nella misura di: - in caso di percorrenze inferiori o uguali a 100 km, € 6,20 per tonnellata di merce trasportata; - in caso di percorrenze superiori a 100 km, € 9,30 per tonnellata di merce trasportata. (Agenzia delle Dogane, comunicazione del 10 marzo 2016)   ******   6) Agevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni edilizie: guida delle Entrate aggiornata L’Agenzia delle entrate ha pubblicato il 10 marzo 2016 la guida aggiornata sul bonus fiscale riguardante le ristrutturazioni edilizie. La detrazione fiscale delle spese per interventi di ristrutturazione edilizia è disciplinata dall’art. 16-bis del Dpr 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi). Dal 1° gennaio 2012 l’agevolazione è stata resa permanente dal decreto legge n. 201/2011 e inserita tra gli oneri detraibili dall’Irpef. La detrazione è pari al 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare. Tuttavia, per le spese effettuate dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013, il decreto legge n. 83/2012 ha elevato al 50% la misura della detrazione e a 96.000 euro l’importo massimo di spesa ammessa al beneficio. Questi maggiori benefici sono poi stati prorogati più volte da provvedimenti successivi. Da ultimo, la legge di stabilità 2016 (legge n. 208 del 28 dicembre 2015) ha prorogato al 31 dicembre 2016 la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef (50%), confermando il limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. Dal 1° gennaio 2017 la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e con il limite di 48.000 euro per unità immobiliare. La legge di stabilità 2016 ha inoltre prorogato la detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione. Per questi acquisti sono detraibili le spese documentate e sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2016. A prescindere dalla somma spesa per i lavori di ristrutturazione, la detrazione va calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro e ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Infine, fino al 31 dicembre 2016 è prevista una detrazione più elevata per le spese sostenute per interventi di adozione di misure antisismiche su costruzioni che si trovano in zone sismiche ad alta pericolosità, se adibite ad abitazione principale o ad attività produttive. La detrazione è pari al 65% delle spese effettuate dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 2016. L’ammontare massimo delle spese ammesse in detrazione non può superare l’importo di 96.000 euro.   ******   7) Modifiche al regolamento Consob sul procedimento sanzionatorio E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 55 del 7 marzo scorso la delibera del 24 febbraio 2016, n. 19521, con cui la Consob ha modificato il proprio regolamento sul procedimento sanzionatorio per conformarlo alla disciplina introdotta dal decreto legislativo 12 maggio 2015, n. 72, in attuazione della direttiva 2013/36/UE sui requisiti minimi di capitale del sistema bancario (c.d. CRD IV). Sintetizziamo di seguito le principali novità. Tenuto conto del fatto che nel nuovo contesto normativo molte delle sanzioni pecuniarie irrogate dalla Consob sono commisurate al fatturato dell’ente, nel regolamento viene specificato che il fatturato rilevante è il fatturato annuo dell’ultimo esercizio il cui bilancio alla data della violazione risulta approvato dall’organo competente. Una Appendice allegata al regolamento indica i criteri di calcolo del fatturato, distinguendo a seconda della tipologia di ente (banche, assicurazioni, altre imprese, società tenute alla redazione del bilancio consolidato). In linea con l’articolo 194-quater del TUF, che nei casi di scarsa offensività o pericolosità degli illeciti contestati consente alla Consob di emettere un ordine di porre termine alle violazioni in alternativa all’irrogazione di una sanzione pecuniaria, il regolamento prevede che l’Ufficio Sanzioni Amministrative (USA) può formulare una proposta motivata in tal senso nella relazione trasmessa al collegio e al soggetto interessato; con il provvedimento di applicazione dell’ordine la Consob può indicare le misure da adottare per eliminare le infrazioni e il termine per l’adempimento. Una modifica non strettamente richiesta dal decreto legislativo n. 72/2015 consiste nella previsione per cui l’attività difensiva nell’ambito del procedimento sanzionatorio si svolge nel rispetto del principio della leale collaborazione e la produzione di documentazione inutilmente sovrabbondante, disordinata, inconferente o ingiustificatamente dilazionata può costituire elemento di valutazione negativo del grado di collaborazione degli interessati con la Consob. Viene inserito nel regolamento il nuovo articolo 8-bis sulla pubblicazione del provvedimento sanzionatorio, con cui si prevede che lo stesso provvedimento debba essere pubblicato per estratto nel Bollettino della Consob dopo la notizia dell’avvenuta notificazione al soggetto interessato, ovvero, nel caso di più soggetti, dopo la notizia dell’avvenuta ultima notificazione. L’estratto, in particolare, deve contenere: (i) le fonti normative poste alla base del procedimento; (ii) i fatti contestati e la disposizione violata; (iii) la sintetica indicazione degli atti del procedimento; (iv) la decisione della Commissione con la menzione del soggetto sanzionato, della violazione accertata, nonché del tipo e dell’entità della sanzione applicata. A margine del provvedimento pubblicato sono annotate, altresì, le informazioni riguardanti l’eventuale impugnazione del provvedimento da parte del soggetto interessato. E’ prevista, da ultimo, la possibilità che la Commissione decida per la pubblicazione in forma anonima del provvedimento, ovvero per un differimento della stessa o, addirittura, per una sua esclusione. La delibera Consob in esame è entrata in vigore l’8 marzo 2016 e le modifiche da essa disposte si applicano ai procedimenti sanzionatori relativi alle violazioni commesse dopo tale data. (Assonime nota del 10/03/2016)   ******   8) Assonime: Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del MISE Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del MISE sulle modalità di redazione degli atti costitutivi di SRL Start up innovative. In base all’art. 4, comma 10-bis, del d.l. n. 3/2015, c.d. “Investment Compact” le start up innovative possono essere costituite, oltre che con atto pubblico, anche con atto sottoscritto con firma digitale, senza intervento del notaio. L’atto deve essere redatto secondo un modello uniforme adottato con un decreto del Ministero dello Sviluppo Economico. E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 marzo 2016, n. 56, il decreto 17 febbraio 2016 del Ministero dello Sviluppo Economico sulle modalità di redazione degli atti costitutivi di società a responsabilità limitata start-up innovative che reca il suddetto modello uniforme. In particolare il decreto disciplina gli oneri formali per la costituzione, detta le regole sull’iscrizione nella sezione ordinaria e nella sezione speciale, chiarisce gli effetti della cancellazione della società dalla sezione speciale e presenta in allegato un articolato modello standard di atto costitutivo e statuto. Per completare il quadro normativo che consenta la creazione di start up innovative con atto sottoscritto con firma digitale mancano ancora le specifiche tecniche del formato elettronico elaborabile per l’iscrizione della società nel Registro delle imprese. Per quanto riguarda gli oneri formali l’atto costitutivo deve essere redatto in forma elettronica e firmato digitalmente dall’unico socio o da tutti i soci che costituiscono la società: con la precisazione, però, che, in ipotesi di pluralità di soci, il procedimento di sottoscrizione deve completarsi entro il termine di 10 giorni dall’appostazione della prima sottoscrizione. Ai fini dell’iscrizione della società presso la sezione ordinaria, l’art. 2 del decreto specifica che l’ufficio del registro è tenuto a verificare: (i) la conformità dell’atto costitutivo al modello standard di cui sopra; (ii) la sottoscrizione, a norma dell’art. 24 del C.A.D., da parte di tutti i sottoscrittori ovvero, se unipersonale, dell’unico contraente; (iii) che il procedimento di sottoscrizione si sia concluso con l’apposizione della sottoscrizione di tutti i soci entro dieci giorni dal momento dell’apposizione della prima delle sottoscrizioni, in caso di contratto plurilaterale; (iv) la riferibilità astratta dell’atto costitutivo alla previsione di cui all’art. 25 del d.l. n. 179 del 2012, ovverosia esclusiva o prevalente attinenza allo sviluppo, alla produzione e alla commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico; (v) la competenza territoriale; (vi) l’indicazione di un indirizzo di posta elettronica certificata direttamente riferibile alla società; (vii) la liceità, possibilità e determinabilità dell’oggetto sociale; (viii) la presentazione contestuale della domanda di iscrizione nella sezione speciale delle start-up. (Assonime nota del 10/03/2016)   ******   9) Opzione Branch Exemption Esenzione degli utili e delle perdite delle stabili organizzazioni di imprese residenti: Consultazione pubblica sulla bozza di provvedimento sul sito dell’Agenzia delle entrate. L’articolo 14 del Decreto legislativo n. 147 del 14 settembre 2015, contenente disposizioni finalizzate a favorire la crescita e l’internazionalizzazione dei soggetti economici operanti in Italia, in applicazione delle raccomandazioni degli organismi internazionali e dell’Unione europea, ha introdotto, al DPR 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), l’articolo 168-ter, che attribuisce la facoltà, alle imprese residenti nel territorio dello Stato, di optare per l’esenzione degli utili e delle perdite attribuibili a tutte le proprie stabili organizzazioni all’estero (cd. branch exemption). Il comma 3 del citato articolo 14, dispone che le modalità applicative della nuova disciplina saranno stabilite con un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, che vien allegato in bozza nel sito internet delle Entrate. Esenzione degli utili e delle perdite delle stabili organizzazioni di imprese residenti– Bozza di provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate Considerata la novità e la rilevanza della materia, le imprese, gli operatori economici, gli ordini professionali, il mondo accademico e gli esperti della materia, vengono invitati ad inviare commenti ed osservazioni sulla bozza di provvedimento, esclusivamente a mezzo di posta elettronica, al seguente indirizzo: branchexemption@agenziaentrate.it Il termine per l’invio dei contributi scadrà il 31 marzo 2016.   ******   10) Sentenze pilotate: CNDCEC parte civile contro “mele marce” Longobardi: "Siamo al servizio del Paese. Difendiamo la nostra onorabilità". - “Il Consiglio nazionale dei commercialisti si costituirà parte civile nei processi in cui sono coinvolti professionisti iscritti all’Ordine che con il loro operato infangano il buon nome dell’intera professione. Gli oltre 116mila professionisti qualificati e competenti iscritti ai nostri Albi, tutti i giorni al servizio di cittadini, imprese e Istituzioni, non meritano di veder sfregiata la loro credibilità umana e professionale dai comportamenti sbagliati di poche mele marce”. E’ quanto dichiara il Presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Gerardo Longobardi. L’annuncio arriva dopo lo scoppio dello scandalo relativo all’inchiesta della procura di Roma su presunte sentenze tributarie pilotate da una “cricca” composta da funzionari pubblici, giudici e, appunto, professionisti. “Solo pochi giorni fa – ricorda Longobardi – è entrato in vigore il nostro nuovo codice deontologico. Regole molto stringenti alle quali affiancheremo a breve anche nuove norme sulle sanzioni disciplinari. Accadimenti come quelli che stanno emergendo in queste ore sono un affronto anche a questo impegno della categoria nel dotarsi di punti di riferimento etici sempre aggiornati. Tutto ciò è inaccettabile”. “E’ arrivato il momento – afferma ancora Longobardi – di difendere con forza l’operato posto al servizio del Paese dalla stragrande maggioranza dei commercialisti Italiani. Fermi restando il nostro assoluto rispetto per il principio della presunzione di innocenza e il nostro approccio garantista, sono convinto che sia giunto il momento – anche attraverso la costituzione di parte civile nei casi di comprovata responsabilità di colleghi - di far comprendere all’opinione pubblica quanto determinante sia il ruolo della nostra professione nella intermediazione costante tra imprese, cittadini e pubblica amministrazione, sempre finalizzata alla tenuta e alla crescita del tessuto imprenditoriale e al buon funzionamento della macchina dello Stato. Un ruolo troppo spesso misconosciuto”. “Nella difesa della trasparenza e della legalità – prosegue Longobardi – siamo del resto al fianco della Guardia di Finanza, dell’Agenzia delle Entrate, della Giustizia tributaria. Una battaglia sulla quale con i vertici nazionali di queste Istituzioni ci siamo tutti assieme espressi in numerose occasioni pubbliche”. “Le vicende che stanno emergendo in queste ore – conclude Longobardi – ci obbligano però anche ad una riflessione approfondita sulla necessità di una complessiva riforma della Giustizia tributaria. Se i Ministeri e gli altri soggetti competenti vorranno aprire un confronto su questo tema, i commercialisti non faranno certo mancare le loro proposte”. (Consiglio Nazionale Commercialisti, comunicato stampa del 10 marzo 2016) ******   11) Dal 12 marzo in vigore la nuova procedura comunicativa per le dimissioni Dal 12 marzo 2016, le dimissioni e le risoluzioni consensuali potranno essere presente esclusivamente attraverso la procedura telematica prevista dal Decreto 15 dicembre 2015. La procedura non è obbligatoria nei seguenti casi: - rapporti di lavoro domestico (es. baby sitter, colf e badanti); - durante il periodo di prova; - dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni; - lavoratrice nel periodo di gravidanza (convalida presso la Direzione del Lavoro); - lavoratrice/lavoratore durante i primi 3 anni di vita del bambino (convalida presso la Direzione del Lavoro); - dimissioni e risoluzione consensuale effettuate nelle sedi c.d. “protette” (Direzione del Lavoro, Sindacato e Commissione di Certificazione); - lavoratori del settore marittimo (in quanto il contratto di arruolamento dei lavoratori marittimi è regolato da legge speciale del Codice della Navigazione); - lavoratrice dalla data di pubblicazione del matrimonio all’anno successivo alla sua celebrazione (convalida presso la Direzione del Lavoro – Legge n. 7/1963); - rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto; - rapporti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro; - rapporti di collaborazione con partita IVA. Il Ministero del Lavoro ha messo a disposizione degli utenti, per eventuali dubbi, il seguente indirizzo email: dimissionivolontarie@lavoro.gov.it   ******   12) Prospetto disabili: istruzioni del ministero Il Ministero del Lavoro, con nota n. 1349 del 4 marzo 2016, ha comunicato che è disponibile, nella sezione download del portale cliclavoro (www.cliclavoro.gov.it), la nuova versione della documentazione relativa agli standard riferiti al Decreto Direttoriale n. 33/43 del 17 febbraio 2016, concernente il modello del Prospetto Informativo Disabili e le Classificazioni standard. I nuovi standard entreranno in vigore il giorno 15 aprile 2016. Tramite il sistema di distribuzione “Wetransfer”, della relativa documentazione tecnica, che è comunque disponibile al seguente indirizzo: http://www.cliclavoro.gov.it/Aziende/Adempimenti/Pagine/Area-download.aspx (Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, nota del 10 marzo 2016)   Vincenzo D’Andò