Diario quotidiano del 10 marzo 2016: l'atto costitutivo della start up innovativa

 

agenda-immagineIndice:

1) Bonus strumenti musicali: il Fisco spiega le regole per ottenere il beneficio

2) Consulta: restano le doppie sanzioni

3) Start-up innovative: redazione degli atti costitutivi

4) Accertamento fiscale: ragioni non modificabili nel corso del giudizio

5) Principio del favor rei sugli atti di irrogazione delle sanzioni tributarie

6) Esonero contributivo, somministrati con limiti

7) L’acquisto di immobili residenziali: detraibile il 50% dell’Iva ai fini delle imposte sui redditi, studio del Notariato

8) Novità che impattano sull’attività operativa dei Reparti: circolare della GdF

9) Modello Unico PF 2016: disponibili le specifiche tecniche

10) Controlli automatizzati da 36-bis: arrivati altri codici tributo

 

 

1) Bonus strumenti musicali: il Fisco spiega le regole per ottenere il beneficio

Un comunicato delle Entrate (n. 40 del 8 marzo 2016) fornisce le indicazioni per gli studenti dei conservatori di musica e degli istituti musicali pareggiati che vogliono usufruire del contributo di 1.000 euro per l’acquisto di un nuovo strumento musicale, previsto dalla Legge di stabilità 2016.

L’Agenzia delle entrate, con il provvedimento pubblicato in via definitiva l’8 marzo 2016 (infatti, ne era stato pubblicato un altro il giorno prima), illustra come ottenere l’agevolazione e chiarisce le modalità con cui i venditori possono recuperare, tramite credito d’imposta, lo sconto riconosciuto agli acquirenti.

Chi può richiedere l’agevolazione

Possono usufruire del bonus gli studenti dei conservatori di musica e degli istituti musicali pareggiati, iscritti e in regola con il pagamento delle tasse e dei contributi dovuti nell’anno accademico 2015-2016 o 2016-2017, ai corsi di strumento secondo il precedente ordinamento e ai corsi di laurea di primo livello secondo il nuovo ordinamento. Per accedere al beneficio, erogato sotto forma di sconto sul prezzo di vendita dello strumento, gli studenti dovranno richiedere all’istituto un certificato di iscrizione che riporti alcuni dati principali (cognome, nome, codice fiscale, corso e anno di iscrizione, strumento musicale coerente con il corso di studi) da consegnare al rivenditore all’atto dell’acquisto.

Dal bonus al credito d’imposta

Prima di concludere la vendita i rivenditori dovranno comunicare all’Agenzia, utilizzando i canali telematici Entratel o Fisconline, il proprio codice fiscale, quello dello studente e dell’istituto che ha rilasciato il certificato di iscrizione, lo strumento musicale, il prezzo totale, comprensivo dell’imposta sul valore aggiunto, e l’ammontare del contributo. Il sistema verificherà l’ammissibilità al beneficio, nel limite delle risorse stanziate (15milioni di euro) e assegnate in ordine cronologico, e rilascerà un’apposita ricevuta relativa alla fruibilità, o meno, da parte dei venditori di un credito d’imposta pari al contributo riconosciuto agli studenti.

 

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2) Consulta: restano le doppie sanzioni

L’8 marzo 2016 la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibili le questioni di incostituzionalità sollevate dalla Cassazione sul market abuse mentre, per quella sollevata dal Tribunale di Bologna sull’omesso pagamento dell’Iva, ha restituito gli atti al giudice per sopravvenute modifiche legislative. Dunque, per ora resta il cumulo tra penale e amministrativo, nonostante la pronuncia della Corte di Strasburgo che nella sentenza Grande Stevens aveva contestato la violazione del principio del “ne bis in idem”. La Consulta non è entrata nel merito dei rilievi mossi dai giudici rimettenti né delle obiezioni dell’Avvocatura dello Stato e della Consob. Né ha assecondato il governo nella richiesta di rivolgersi in via pregiudiziale alla Corte di Giustizia Ue. La Corte costituzionale ha solo condiviso la prima linea difensiva di Consob e Avvocatura, sull’inammissibilità delle questioni. La questione del…

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