Credito d’imposta per i nuovi investimenti al Sud Italia

di Antonino & Attilio Romano

Pubblicato il 5 marzo 2016



guida al credito d'imposta dedicato agli investimenti nel Sud Italia in nuovi beni ammortizzabili: le condizioni per accedere all'agevolazione, le cause di esclusione, i beni agevolabili, la formula di calcolo del credito d'imposta, le misure antielusive... tutto ciò che occorre sapere

pioggia-soldiBonus fiscali per le imprese che effettuano investimenti, attraverso l’acquisizione di beni strumentali nuovi per l'utilizzo nelle regioni del Sud Italia. I commi da 98 a 108, articolo 1 della Legge di Stabilità n. 208 del 28 dicembre 2015 disciplinano il meccanismo del credito d’imposta che compete in relazione agli investimenti realizzati a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2019 e connessi ad un progetto di investimento iniziale. Le imprese interessate con strutture produttive nelle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo dovranno presentare apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate, secondo le modalità che saranno definite con apposito provvedimento del direttore dell’Agenzia stessa.

SOGGETTI BENEFICIARI

L’agevolazione è riservata a tutti i soggetti economici titolari di reddito d’impresa indipendentemente dalla natura giuridica assunta, dalle dimensioni aziendali e dal regime contabile adottato. Sono ricompresi tra i possibili fruitori dell’incentivo:

  • Imprenditori individuali;

  • Società semplici, società personali, società di armamento e società di fatto;

  • Società di capitali, società cooperative e di mutua assicurazione;

  • Enti pubblici e privati diversi dalle società, con oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali;

  • Società ed enti di ogni tipo, non residenti in Italia, nonché soggetti non residenti per le stabili organizzazioni nel territorio dello Stato.

Con riferimento ai soci di società personali, l’Agenzia delle entrate, seppur con riferimento a precedenti interventi agevolativi (Art. 8, l. 23.12.2000, n. 388 e successive modificazioni) ha ammesso l’utilizzo dell’incentivo in proporzione alla partecipazione agli utili (R.M. 8(04/2002, n. 120/E, C.M. 7/06/2002, n. 48/E, § 2.3).

L’agevolazione non compete ai soggetti che operano nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, nonché ai settori creditizio, finanziario e assicurativo.

L’accesso al bonus è precluso alle imprese in difficoltà, come definite dalla Comunicazione CE (2014/C 249/01).

Alle imprese agricole attive nella produzione primaria, nel settore della pesca e dell’acquacoltura e nel settore della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e della pesca e dell’acquacoltura, l’agevolazione sarà concessa nei limiti e alle condizioni previste dalla normativa europea in tema di aiuti di stato del relativo settore.

BENI STRUMENTALI AGEVOLABILI

Rappresentano beni agevolabili, le acquisizioni, effettuate anche tramite contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti ed attrezzature varie, avente il requisito della novità, destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio depresso e che fanno parte di un progetto di investimento iniziale ai sensi del Regolamento UE n. 651/2014, articolo 2, punti 49, 50 e 51, Commissione del 17/06/20141.

L’agevolazione, in sostanza, può essere concessa agli investimenti in attivi (beni) materiali ed immateriali nuovi destinati ad essere utilizzati durevolmente nell’attività imprenditoriale per:

  • la realizzazione di un nuovo stabilimento;

  • l’ampliamento di uno stabilimento esistente;

  • la diversificazione della produzione di uno stabilimento;

  • la trasformazione radicale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente;

  • la riattivazione di uno stabilimento chiuso o che sarebbe stato chiuso qualora non fosse stato acquisito.

Un aspetto importante da chiarire riguarderebbe la possibilità di considerare <agevolabili> le acquisizioni di immobili strumentali per destinazione (ad esempio, un immobile con categoria catastale A/2 destinato ad uffici) e non solo i fabbricati strumentali per natura (es. opifici).

In analogia con le precedenti interpretazioni di prassi fornite in vigenza della precedente normativa agevolativa anche i costi per l’acquisizione (o la costruzione) di tali immobili dovrebbero essere ammessi a beneficiare dell’incentivo (C.M. 9/05/2002, n. 38/E, § 5.7).

DURATA DEL BENEFICIO E AMBITO TERRITORIALE

Il credito di imposta compete per gli investimenti effettuati nel periodo compreso tra l'1 gennaio 2016 e il 31 dicembre 2019 e destinati a strutture produttive localizzate nelle aree delle Regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo ammissibili alle deroghe previste dall’art. 107, par. 3, lett. a – c, del TFUE (Trattato sul funzionamento dell’Unione europea), come individuate dalla Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale 2014-2020.

Sul concetto di destinazione alla struttura produttiva l’Agenzia delle entrate si è soffermata in parecchie circostanze, spesso in risposta alle istanze di interpello presentate dai contribuenti (R.M. 10/01/2002, Protocollo 954; R.M. 11/07/2002, n. 226/E, R.M. 19/07/2002, n. 238/E). In termini generali possiamo affermare che per struttura produttiva deve intendersi ogni singola unità locale ubicata nei territori depressi del meridione, in cui si esercita attività d’impresa.

Un interessante chiarimento formulato in vigenza delle precedenti normative agevolative ha riguardato, per esempio, la possibilità di includere tra i settori agevolabili anche quello dell’edilizia (cfr. C.M. n. 38/E/02, risposta n. 4.1). In quella occasione i tecnici ministeriali pervennero ad una soluzione positiva attribuendo, in via interpretativa, la qualifica di “struttura produttiva” all’impresa edile che operava tramite cantieri localizzati nelle zone svantaggiate, indipendentemente dall’ubicazione della sede sociale.

DETERMINAZIONE DEL CREDITO D’IMPOSTA

Il beneficio introdotto dalla Legge di Stabilità per il 2016 spetta per investimenti di importo massimo pari a 1,5 milioni di euro per le piccole imprese; 5 milioni di euro per le medie imprese e 15 milioni di euro per le grandi imprese.

Esso dovrà essere determinato con riguardo ai nuovi investimenti eseguiti in ciascun periodo d’imposta, di beni agevolabili per la parte del loro costo complessivo che eccede gli ammortamenti dedotti nel periodo di imposta, relativi a beni d’investimento della stessa struttura produttivi.

Sull’importo così determinato potrà essere calcolata la percentuale di agevolazione2, pari a:

- 20% per le piccole imprese;

- 15% per le medie imprese;

- 10% per le grandi imprese.

Formula

Credito d’imposta = C x B – (D - A)

C= percentuale di attribuzione del credito

B= costo di acquisto del bene

D= costo non ammortizzato beni ceduti e dismessi

A= ammortamenti (eccetto per i beni esclusi e per quelli agevolabili per il periodo d’imposta di entrata in funzione)

La norma prevede espressamente che il credito d’imposta non è cumulabile con aiuti “de minimis”, né con altri aiuti di Stato che abbiano ad oggetto i medesimi costi ammissibili.

IPOTESI ANTELUSIVE

Il Legislatore prevede che se i beni oggetto dell’agevolazione non entrano in funzione entro il secondo periodo d’imposta successivo a quello della loro acquisizione o ultimazione. In questo caso il credito d’imposta è rideterminato escludendo dagli investimenti agevolati il costo dei beni non entrati in funzione.

Se, entro il quinto periodo d’imposta successivo a quello nel quale sono entrati in funzione, i beni sono dismessi, ceduti a terzi, destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa ovvero destinati a strutture produttive diverse da quelle che hanno dato diritto all’agevolazione, il credito d’imposta è rideterminato escludendo dagli investimenti agevolati il costo dei beni anzidetti.

Se nel periodo d’imposta in cui si verifica una delle predette ipotesi vengono acquisiti beni della stessa categoria di quelli agevolati, il credito d’imposta è rideterminato escludendo il costo non ammortizzato degli investimenti agevolati per la parte che eccede i costi delle nuove acquisizioni.

Per i beni acquisiti in locazione finanziaria (leasing) le disposizioni di cui sopra si applicano anche se non viene esercitato il riscatto. Il credito d’imposta indebitamente utilizzato rispetto all’importo rideterminato è versato entro il termine stabilito per il versamento a saldo dell’imposta sui redditi dovuta per il periodo d’imposta in cui si verificano le ipotesi ivi indicate.

Infine, qualora, a seguito dei controlli, sia accertata l’indebita fruizione, anche parziale, del credito d’imposta per il mancato rispetto delle condizioni richieste dalla norma ovvero a causa dell’inammissibilità dei costi sulla base dei quali è stato determinato l’importo fruito, l’Agenzia delle entrate provvede al recupero del relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni previsti dalla legge.

UTILIZZAZIONE e FRUIZIONE DEL CREDITO D’IMPOSTA

Il credito d’imposta dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di maturazione e nelle dichiarazione dei redditi successivi fino a quello nel quale se ne conclude l’utilizzo.

Il bonus non è soggetto all’ordinario limite di utilizzo di 250.000 annui previsto dall’art. 1, comma 53, della Legge 244/2007 (Finanziaria 2008), ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante modello F24. La compensazione potrà essere fruita a decorrere dal periodo di imposta in cui è stato effettuato l’investimento.

L’utilizzo del credito d’imposta è subordinato all’inoltro di una comunicazione/prenotazione all’Agenzia delle entrate. Le modalità, i termini e il contenuto della comunicazione dovranno essere stabiliti dal Direttore dell’Agenzia delle Entrate con apposito provvedimento, da emanarsi entro 60 giorni dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di Stabilità 2016 (G.U. Serie Generale n. 302 del 30/12/2015 - Supplemento Ordinario n. 70). L’Agenzia delle Entrate comunicherà alle imprese l’autorizzazione alla fruizione del credito di imposta.

5 marzo 2016

Antonino e Attilio Romano

1 Il citato Regolamento definisce:

1) investimento iniziale (punto 49):

- un investimento in attivi materiali e immateriali relativo alla creazione di un nuovo stabilimento, all'ampliamento della capacità di uno stabilimento esistente, alla diversificazione della produzione di uno stabilimento per ottenere prodotti mai fabbricati precedentemente o a un cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente;

- l'acquisizione di attivi appartenenti a uno stabilimento che sia stato chiuso o che sarebbe stato chiuso senza tale acquisizione e sia acquistato da un investitore che non ha relazioni con il venditore. Non rientra nella definizione la semplice acquisizione di quote di un'impresa.

2) attività uguali o simili» (punto 50)

Attività che rientrano nella stessa classe (codice numerico a quattro cifre) della classificazione statistica delle attività economiche NACE Rev. 2 di cui al regolamento (CE) n. 1893/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, che definisce la classificazione statistica delle attività economiche NACE Revisione 2 e modifica il regolamento (CEE) n. 3037/90 del Consiglio nonché alcuni regolamenti (CE) relativi a settori statistici specifici

3) investimento iniziale a favore di una nuova attività economica (punto 51)

- un investimento in attivi materiali e immateriali relativo alla creazione di un nuovo stabilimento o alla diversificazione delle attività di uno stabilimento, a condizione che le nuove attività non siano uguali o simili a quelle svolte precedentemente nello stabilimento;

- l'acquisizione di attivi appartenenti a uno stabilimento che sia stato chiuso o che sarebbe stato chiuso senza tale acquisizione e sia acquistato da un investitore non ha relazioni con il venditore, a condizione che le nuove attività che verranno svolte utilizzando gli attivi acquisiti non siano uguali o simili a quelle svolte nello stabilimento prima dell'acquisizione.

  • 2 L’impresa piccola ha e le seguenti caratteristiche::

numero di occupati da 10 a 49; fatturato o bilancio annuo non superiore a 10 milioni di euro.

  • L’impresa media ha le seguenti caratteristiche:

numero di occupati da 50 a 249; fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro e un bilancio annuo non superiore a 43 milioni di euro.

  • L'Impresa grande ha le seguenti caratteristichei:

numero di occupati oltre 249; fatturato annuo superiore a 50 milioni di euro, bilancio annuo superiore a 43 milioni di euro.