Rassegna giurisprudenziale del mese di febbraio 2016: la cessione d’azienda dissimulata parte II

di Danilo Sciuto

Pubblicato il 15 febbraio 2016

in questa puntata della rassegna giurisprudenziale proseguiamo con l’argomento della “cessione di azienda dissimulata” e degli effetti di tale simulazione nel contenzioso tributario
giudice2-immagine   Premessa In questa puntata della rassegna giurisprudenziale proseguiamo con l’argomento della “cessione di azienda dissimulata”   ******** Sulla preesistenza dei beni Ai fini della qualificazione come cessione di azienda alberghiera, assoggettabile ad imposta di registro anziché ad IVA, della compravendita di un complesso immobiliare già adibito ad albergo, non è sufficiente la circostanza che l'acquirente, albergatore di professione, abbia successivamente provveduto a ricostituire l'azienda dismessa dal venditore, acquistando in tempi diversi e da altri soggetti i beni strumentali (arredi, attrezzature, impianti e servizi) destinati all'esercizio di quell'attività. La cessione dell'azienda, infatti, pur non richiedendo che l'esercizio dell'impresa sia attuale (bastando la preordinazione dei beni strumentali tra loro interdipendenti ad integrare la potenzialità produttiva dell'azienda, che permane ancorchè non risultino cedute le pregresse relazioni finanziarie, commerciali e personali), presuppone il trasferimento non già di uno o più beni considerati nella loro individualità giuridica, ma di un insieme organicamente finalizzato "ex ante" all'esercizio dell'attività di impresa, e non è pertanto configurabile nell'ipotesi in cui il contratto abbia riguardato un complesso immobiliare assemblato e coordinato "ex post" dall'acquirente con i fattori occorrenti per elevare il compendio così costituito al rango di azienda, che in quanto tale non esisteva prima del trasferimento. (Cassazione, sezione V civile, sentenza n. 1913/2007)   La simulazione L'Ammin