Rassegna giurisprudenziale del mese di febbraio 2016: la cessione d’azienda dissimulata parte II

 

Premessa

In questa puntata della rassegna giurisprudenziale proseguiamo con l’argomento della “cessione di azienda dissimulata”

 

********

Sulla preesistenza dei beni

Ai fini della qualificazione come cessione di azienda alberghiera, assoggettabile ad imposta di registro anziché ad IVA, della compravendita di un complesso immobiliare già adibito ad albergo, non è sufficiente la circostanza che l’acquirente, albergatore di professione, abbia successivamente provveduto a ricostituire l’azienda dismessa dal venditore, acquistando in tempi diversi e da altri soggetti i beni strumentali (arredi, attrezzature, impianti e servizi) destinati all’esercizio di quell’attività. La cessione dell’azienda, infatti, pur non richiedendo che l’esercizio dell’impresa sia attuale (bastando la preordinazione dei beni strumentali tra loro interdipendenti ad integrare la potenzialità produttiva dell’azienda, che permane ancorchè non risultino cedute le pregresse relazioni finanziarie, commerciali e personali), presuppone il trasferimento non già di uno o più beni considerati nella loro individualità giuridica, ma di un insieme organicamente finalizzato “ex ante” all’esercizio dell’attività di impresa, e non è pertanto configurabile nell’ipotesi in cui il contratto abbia riguardato un complesso immobiliare assemblato e coordinato “ex post” dall’acquirente con i fattori occorrenti per elevare il compendio così costituito al rango di azienda, che in quanto tale non esisteva prima del trasferimento.

(Cassazione, sezione V civile, sentenza n. 1913/2007)

 

La simulazione

L’Amministrazione finanziaria, quale terzo interessato alla regolare applicazione delle imposte, è legittimata a dedurre prima in sede di accertamento fiscale e poi in sede contenziosa la simulazione assoluta o relativa dei contratti stipulati dal contribuente. L’onere probatorio, riguardando l’accordo simulatorio, non può ritenersi assolto limitando la prova ad elementi di rilevanza meramente oggettiva, dovendo necessariamente proiettarsi anche su elementi idonei a dimostrare convincentemente i profili negoziali di carattere soggettivo. Pertanto, nel caso in cui venga contestata la simulazione di separate cessioni di beni strumentali in luogo di un unico contratto di cessione di azienda (negozio dissimulato), ai fini probatori non è sufficiente ricorrere al semplice dato oggettivo costituito dalla successione temporale dei contratti fra le medesime parti senza alcuna analisi critica degli aspetti soggettivi della negoziazione e della relativa attestazione.

(Cassazione, sezione V civile, sentenza n. 17221/2006)

 

Limiti alla interpretazione

Il conferimento d’azienda, cui faccia seguito la cessione delle partecipazioni, non può essere tassato come cessione di azienda facendo leva sull’art. 20 del D.P.R. 131/1986. Infatti, tale norma regola l’attività di interpretazione dei contratti in funzione del prelievo fiscale e non può essere considerata come clausola generale antielusiva nell’ambito dell’imposta di registro. D’altra parte, l’operazione sopra descritta nemmeno può essere contestata sulla base dell’abuso del diritto, poiché non può esserci abuso del diritto in una fattispecie che, per volontà legislativa, non può configurare elusione tributaria.

(Commissione Tributaria Provinciale di Prato, sezione I, sentenza n. 65/I/2011)

 

Valutazione dell’avviamento

La determinazione del valore dell’avviamento commerciale all’atto della cessione d’azienda, in quanto espressione monetaria della potenzialità reddituale di un compendio, è soggetta ad un procedimento di stima e valutazione che peraltro devono comunque soggiacere a criteri obiettivi legati alle caratteristiche dei beni costituenti l’azienda nonché alla disciplina delle scienze ragioneristiche, sintetizzata nei principi contabili. Conseguentemente, deve ritenersi legittimo il disconoscimento delle quote di ammortamento …

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it