Diario quotidiano dell’1 febbraio 2016: pubblicate le FAQ per l’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria

Pubblicato il 1 febbraio 2016



disponibili i dati completi degli studi di settore; pubblicate le FAQ per l’invio dei dati di spesa sanitaria ai fini della della dichiarazione dei redditi precompilata; sono definitivi i vari modelli Unico, consolidato e dichiarazione Irap; artigiani ed esercenti attività commerciali: contribuzione per l’anno 2016; altri contributi del Notariato in materia di Legge di Stabilità 2016; trasferimenti intracomunitari di beni per perizie o lavorazioni: modifiche alle norme nazionali; le nuove misure UE contro l’elusione fiscale; piena deducibilità per le spese di formazione professionale; reverse charge: recepito il Dlgs sulle norme antifrode; internazionalizzazione: due protocolli d’intesa per il Consiglio Nazionale Commercialisti, siglati con Simest e Assocamerestero
 
Indice: 1) Disponibili i dati completi degli studi di settore 2) Pubblicate le FAQ per l’invio dei dati di spesa sanitaria ai fini della della dichiarazione dei redditi precompilata 3) Sono definitivi i vari modelli Unico, consolidato e dichiarazione Irap 4) Artigiani ed esercenti attività commerciali: contribuzione per l’anno 2016 5) Altri contributi del Notariato in materia di Legge di Stabilità 2016 6) Trasferimenti intracomunitari di beni per perizie o lavorazioni: modifiche alle norme nazionali 7) Le nuove misure UE contro l’elusione fiscale 8) Piena deducibilità per le spese di formazione professionale 9) Reverse charge: recepito il Dlgs sulle norme antifrode 10) Internazionalizzazione: due protocolli d’intesa per il Consiglio Nazionale Commercialisti, siglati con Simest e Assocamerestero  
  1) Disponibili i dati completi degli studi di settore Online tutti i dati degli studi di settore. Nuove informazioni condivise per puntare alla compliance fiscale. Riduzione e semplificazione dei modelli, parte la sperimentazione. Operazione trasparenza dell’Agenzia delle entrate che pubblica le statistiche dei dati degli studi di settore dichiarati dai contribuenti per gli anni 2011-2014. Grazie a un nuovo software è possibile conoscere per anno, macrosettore o singolo studio il numero delle posizioni, i ricavi o i compensi dichiarati e la percentuale di contribuenti congrui e non. La novità è uno dei tasselli della strategia finalizzata a incentivare la compliance attraverso una sempre maggiore condivisione di dati e informazioni tra Fisco e cittadini. Partirà inoltre quest’anno, con una prima fase sperimentale, il processo di revisione degli studi, come previsto nell’Atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2016-2018. Tutti i dati a portata di contribuente Il sistema, per la prima volta a disposizione degli utenti, offre anno per anno una panoramica completa sulla platea di soggetti che applicano gli studi di settore. Più in dettaglio, è possibile selezionare il macrosettore, o ancora il singolo studio, per conoscere, tra l’altro, gli importi di ricavi o compensi dichiarati, anche con riferimento ai soggetti congrui e non congrui; la percentuale di congrui e di coerenti rispetto alla platea, il numero di posizioni congrue e non per effetto dei correttivi relativi alla crisi economica. Si amplia il pacchetto pro-compliance Le statistiche pubblicate il 29 gennaio 2016 rientrano in particolare nel ventaglio di informazioni finalizzate a incentivare il dialogo con i contribuenti soggetti agli studi, previste dal provvedimento del direttore dell’Agenzia del 18 giugno scorso, in attuazione delle misure contenute nella Legge di stabilità 2015. Ecco le tappe: - sono stati messi a disposizione dei contribuenti i modelli degli studi di settore presentati e l’esito rielaborato dall’Amministrazione sulla base dell’ultima versione del software Gerico pubblicato sul sito dell’Agenzia; - i contribuenti sono stati invitati a presentare i modelli studi di settore, qualora non avevano provveduto pur essendo obbligati; - a ciascun contribuente è stato reso disponibile l’elenco delle anomalie emerse in fase di trasmissione della dichiarazione sulla base dei controlli telematici previsti tra i quadri contabili del modello Unico e i dati degli studi di settore; - i contribuenti ovvero gli intermediari hanno potuto comunicare eventuali giustificazioni in merito a situazioni di non congruità, non normalità e/o non coerenza risultanti dall’applicazione degli studi di settore ed è stato consentito di fornire dettagli in merito alle cause di esclusione o di inapplicabilità dagli stessi; - infine, a ciascun contribuente è messo a disposizione il prospetto su base pluriennale dell’andamento dei dati dichiarati relativi agli studi di settore applicati. Con la pubblicazione del 29 gennaio 2016 si amplia ulteriormente il kit di informazioni a disposizione, con l’obiettivo di mettere i contribuenti nelle condizioni di avere un quadro sempre più completo della propria posizione fiscale e aiutarli, anche grazie alla condivisione di dati “a monte”, ad adempiere correttamente o a mettersi in regola per tempo, con sanzioni ridotte. Dove trovare i dati Per consultare le statistiche basta collegarsi al sito www.agenziaentrate.it e seguire questo percorso: Cosa devi fare > Dichiarare > Studi di settore e parametri > Studi di settore > Statistiche studi di settore. Nella stessa pagina è inoltre disponibile il link ai dati statistici relativi agli studi di settore disponibili sul sito istituzionale del Dipartimento delle Finanze, elaborati in collaborazione con l'Agenzia delle Entrate e la Sose, relativi ai periodi d’imposta 2005-2013. Nuove metodologie per l’elaborazione degli studi di settore Nella sezione del sito internet dell’Agenzia delle entrate relativa alle attività della Commissione degli Esperti è stato pubblicato il documento presentato nella riunione dello scorso 14 gennaio, con le ipotesi di modifica agli studi di settore che saranno oggetto di sperimentazione quest’anno. Con questa sperimentazione si dà avvio all’attuazione, congiuntamente alla semplificazione dei modelli degli studi di settore e alla riduzione del loro numero, all’Atto di indirizzo del Ministro dell’Economia e delle Finanze per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2016-2018. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 15 del 29 gennaio 2016)   ******   2) Pubblicate le FAQ per l’invio dei dati di spesa sanitaria ai fini della della dichiarazione dei redditi precompilata L’Agenzia delle entrate, sul proprio sito internet il 29 gennaio 2016, ha segnala to che nella sezione 730 - Spese sanitarie, è stata inserita una nuova sezione informativa contenente le FAQ più frequenti a supporto delle attività di predisposizione e di trasmissione dei dati di spesa sanitaria al sistema Tessera Sanitaria. Nella 730 - Spese sanitarie è disponibile il link alla pagina delle FAQ. FAQ 730 - Spese sanitarie Chi è tenuto all’invio dei dati Le spese sanitarie relative all’anno 2015 devono essere trasmesse da tutte le strutture accreditate (anche se non a contratto) con il SSN e dai medici iscritti all’ordine dei medici chirurghi ed odontoiatri (anche operanti nella tipologia dello studio associato). Le spese sanitarie relative agli anni a partire dal 2016 devono essere trasmesse anche da tutte le altre strutture. Quali dati inviare? L’obbligo riguarda i dati dei documenti di spesa (scontrini, fatture, ricevute) rilevanti per la detrazione delle spese sanitarie del cittadino. In particolare, vanno inviate tutte le fatture relative a prestazioni sanitarie, certificative, a carattere peritale rilasciate a persone fisiche. Nel caso dell’attività del medico competente, non vanno inviate le fatture rilasciate al datore di lavoro anche se persona fisica. Ai fini dell’invio non rileva il fatto che la fattura sia gravata o meno da IVA. Come inviare i dati di spesa sanitaria? I dati di spesa possono essere trasmessi attraverso 3 canali: Data entry di ogni singola spesa sul sito www.sistemats.it tramite l’applicazione web messa a disposizione dell’utente (funzionalità on line) Invio di ogni singola spesa con web service (SINCRONO). Invio di un file Xml con tutte le spese con web service (ASINCRONO) Come verificare l’esito della trasmissione dei dati di spesa sanitaria? Il sistema all’atto della ricezione dei dati rilascia un protocollo univoco che attesta esclusivamente la ricezione del file e non il corretto contenuto dei dati che devono essere trasmessi. In caso di mancata accettazione della trasmissione del file dovuta alla non adeguatezza alle regole di trasporto o ad anomalie nella nomenclatura del file o ad irregolarità nella struttura dei dati o ad incongruenze tra i dati comunicati, non si considerano acquisiti dal sistema TS i dati contenuti nei file scartati. Al fine di acquisire e verificare l’esito della corretta trasmissione dei documenti trasmessi, il sistema mette a disposizione dell’utente un’apposita ricevuta che può essere consultata sul sito del sistema ovvero acquisita per via telematica tramite gli appositi web service È possibile delegare un soggetto terzo all’invio dei dati? I dati possono essere trasmessi anche per il tramite di associazioni di categoria e soggetti terzi. I soggetti delegati devono inviare comunicazione via PEC alla Ragioneria Generale dello Stato ai fini dell’abilitazione alla trasmissione? I soggetti delegati alla trasmissione dei dati delle spese sanitarie per il 730 precompilato, non devono inviare alcuna comunicazione via PEC alla Ragioneria Generale dello Stato, in quanto tale comunicazione è gestita automaticamente dal Sistema Tessera Sanitaria al momento della verifica positiva della richiesta di delega inserita nel medesimo Sistema. È possibile inviare alcuni dati di spesa autonomamente e altri farli inviare dal soggetto delegato? La doppia modalità è possibile facendo attenzione ad evitare errori o duplicazioni. Con quale modalità invia lo studio associato di medici? Il medico rappresentante (anche tramite intermediario delegato) può inviare i documenti fiscali anche per conto dello studio associato, indicando la partita IVA dello studio. Gli iscritti all’albo dei medici, non titolari di partita IVA, che svolgono prestazioni occasionali, sono tenuti ad inviare i dati sanitari relativi alle ricevute emesse? Con riferimento alle prestazioni erogate nel 2015, trattandosi di una fattispecie particolare, gli iscritti all’albo dei medici, non titolari di partita IVA, che svolgono prestazioni occasionali, non sono tenuti ad inviare a Sistema Tessera Sanitaria i dati relativi alle prestazioni sanitare erogate. Nell’allegato A al decreto ministeriale del 31 luglio 2015 è previsto, infatti, che debba essere obbligatoriamente indicata la partita Iva del soggetto che ha emesso il documento fiscale. A partire dalle prestazioni erogate dal 2016, anche questi soggetti saranno tenuti a comunicare i dati relativi alle prestazioni sanitare erogate. Gli eredi sono tenuti alla trasmissione delle fatture? No, in quanto gli eredi non rientrano tra i soggetti obbligati alla trasmissione dei dati sanitari e non possono l’accreditarsi al sistema TS. I medici odontoiatri nella trasmissione dei dati devono trasmettere le spese riguardanti gli interventi relativi a protesi dentarie con codici distinti rispetto a tutte le altre cure odontoiatriche? Con il codice SR devono essere comunicati sia gli interventi per cure odontoiatriche sia le spese relative agli interventi per protesi dentarie, con esclusione di quelle per interventi di chirurgia estetica. Vanno comunicate al Sistema Tessera Sanitaria le spese relative alle prestazioni per le quali non è stato possibile acquisire il codice fiscale del contribuente? Considerato che il codice fiscale del contribuente è un elemento essenziale per l’attribuzione dell’onere nella dichiarazione precompilata e che rientra tra i dati obbligatori da indicare nella comunicazione, in assenza di tale informazione, la spesa non deve essere trasmessa. Come vanno comunicati i dati da parte delle strutture sanitarie di carattere residenziale, se nella fattura non sono distinte le spese sanitarie rispetto a quelle di comfort? Qualora dal documento di spesa non sia possibile distinguere la quota di spesa sanitaria da quella non sanitaria (a titolo esemplificativo, a seguito di un ricovero ospedaliero, la clinica fattura l’intero importo pagato senza distinguere l’importo pagato a titolo di comfort), la spesa va trasmessa con la tipologia “altre spese” (codice AA). Qualora, invece, dal documento di spesa sia possibile distinguere l’importo di spesa sanitaria da quella non sanitaria, può essere trasmesso anche solo l’importo che si riferisce alla spesa sanitaria, classificato secondo le tipologie evidenziate nell’allegato A al decreto ministeriale del 31 luglio 2015. Le spese relative a fatture per l’emissione di certificati o relative a perizie medico legali (certificati di idoneità alla guida di autoveicoli per il rinnovo o conseguimento della patente di guida, di idoneità fisica e psicofisica, di invalidità e per adempimenti amministrativi legati allo stato di invalidità, di buona salute, alle certificazioni finalizzate a ottenere benefici previdenziali o attestanti l’impossibilità di partecipare ad un concorso o a testimoniare in aule di tribunale per motivi di salute), ancorché comprensive di Iva, vanno comunicate al Sistema Tessera Sanitaria? Le spese relative a perizie medico legali e le spese relative all’emissione di certificati attinenti aspetti che riguardano lo stato di salute dell’assistito, documentate mediante fatture intestate all’assistito stesso, vanno comunicate al Sistema Tessera Sanitaria con il codice “SR”, a prescindere dall’applicazione dell’Iva. Vanno inviate cioè tutte le fatture relative a prestazioni sanitarie, certificative, a carattere peritale rilasciate a persone fisiche. Nel caso dell’attività del medico competente non vanno inviate le fatture rilasciate al datore di lavoro anche se persona fisica. Ai fini dell’invio non rileva il fatto che la fattura sia gravata o meno da IVA. Nella comunicazione al Sistema Tessera Sanitaria con quale codice vanno classificate le spese relative agli interventi e trattamenti estetici? Le spese relative agli interventi di chirurgia estetica ambulatoriale o ospedaliera vanno comunicate al Sistema Tessera Sanitaria con il codice “IC”. Con il medesimo codice vanno comunicate anche le spese relative agli altri interventi e trattamenti non chirurgici effettuati con finalità estetiche. Che cosa deve fare l’erogatore quando il cittadino esercita l’opposizione all’invio della spesa al Sistema TS? L’art. 3 del DM 31-7-15 precisa che il cittadino ha diritto di opporsi oralmente, quindi non si deve né si può chiedere di firmare dichiarazioni, comunicazioni o altro. Se il cittadino si oppone, l’erogatore deve annotare sia sulla propria copia, sia sull’originale della fattura da consegnare al cliente la frase: “Il paziente si oppone alla trasmissione al SistemaTS ai sensi dell’art. 3 del DM 31-7-2015”. Vanno trasmesse le spese sanitarie non pagate dall’assistito o dalla compagnia di assicurazione sanitaria nell’anno di emissione della fattura? La trasmissione dei dati relativi alle spese sanitarie segue il “criterio di cassa”. I dati relativi alle spese sanitarie sono trasmessi al Sistema Tessera Sanitaria tenendo conto della data dell’avvenuto pagamento, a prescindere dal fatto che il documento di spesa riporti una data precedente. Pertanto, nel caso di fattura emessa nell’anno 2015, per la quale il pagamento sia stato effettuato a gennaio 2016, la spesa sanitaria non va trasmessa tra le quelle relative al 2015. Sono tenuti a comunicare i dati al Sistema Tessera Sanitaria le strutture e i soggetti che erogano prestazioni di assistenza specifica (ad esempio, parafarmacia, rivenditore di articoli sanitari e personale paramedico in possesso di qualifica professionale) e prestazioni ausiliarie della professione sanitaria (ad esempio, ottico, podologo, fisioterapista, odontotecnico, psicologo non medico, nutrizionista, ecc.)? Rientrano tra i soggetti tenuti all’invio dei dati relativi alle prestazioni erogate a decorrere dall’anno 2015 le strutture e i soggetti che erogano prestazioni di assistenza specifica e prestazioni ausiliarie della professione sanitaria, qualora siano accreditati per l'erogazione dei servizi sanitari. In base a quanto previsto dalla legge di stabilità 2016, per le prestazioni erogate a decorrere dall’anno 2016, saranno tenute all’invio dei dati anche le strutture autorizzate per l'erogazione dei servizi sanitari e non accreditate. Sono tenuti a trasmettere i dati al Sistema Tessera Sanitaria gli iscritti all’Albo dei medici chirurghi e odontoiatri che operano all’interno di studi associati o Srl con riferimento alle prestazioni erogate a decorrere dal 2015 Gli iscritti all'Albo dei medici chirurghi e odontoiatri, anche se organizzati all’interno di studi associati, sono tenuti a trasmettere i dati al Sistema Tessera Sanitaria con riferimento alle prestazioni erogate a decorrere dal 2015. Qualora gli stessi esercitino la propria attività all’interno di una Srl, che emette fattura nei confronti degli assistiti, le spese sanitarie erogate nell’anno 2015 sono trasmesse dalla struttura solo se questa è accreditata per l’erogazione dei servizi sanitari. In base a quanto previsto dalla legge di stabilità 2016, per le prestazioni erogate a decorrere dall’anno 2016, saranno tenute all’invio dei dati anche le strutture autorizzate per l'erogazione dei servizi sanitari e non accreditate. Come vanno comunicati gli importi relativi al bollo e all’Iva esposti in fattura? L’imposta di bollo e l’Iva esposte in fattura/ricevuta seguono il trattamento della spesa sanitaria cui si riferiscono e confluiscono nella relativa tipologia di spesa. Come vanno trasmessi i dati relativi ad una prestazione sanitaria erogata nei confronti di un minore nel caso in cui la fattura sia intestata a quest’ultimo? Nella comunicazione vanno riportati i dati indicati nel documento fiscale emesso dal medico/struttura sanitaria. Nel caso in esame sarà riportato il codice fiscale del minore.   ******   3) Sono definitivi i vari modelli Unico, consolidato e dichiarazione Irap Online i modelli Unico, consolidato e dichiarazione Irap definitivi. Sul sito delle Entrate anche le istruzioni con tutte le novità. Sono disponibili dal 29 gennaio 2016, sul sito dell’Agenzia delle entrate, le versioni definitive dei modelli Unico 2016 Persone Fisiche (PF), Società di capitali (Sc), Società di persone (Sp), Enti non commerciali (Enc), il modello Consolidato nazionale e mondiale (Cnm) e il modello Irap. Tra le novità di quest’anno, l’approdo in Unico del patent box. Unico 2016 Persone Fisiche Al suo debutto il credito d’imposta per negoziazione e arbitrato, in caso di successo della negoziazione, ovvero di conclusione dell’arbitrato con lodo, commisurato al compenso corrisposto agli arbitri o agli avvocati abilitati ad assisterli nel procedimento di negoziazione assistita per un importo massimo di 250 euro. Sempre in tema di novità, arrivano il nuovo codice da indicare in frontespizio per la dichiarazione integrativa a seguito della lettera di compliance (codice 2) e il bonus Irpef previsto per i lavoratori dipendenti e assimilati con un reddito fino a 26 mila euro, che quest’anno passa da 640 a 960 euro l’anno. Infine, arriva in dichiarazione il nuovo regime forfetario per gli esercenti attività d’impresa, arti e professioni, con imposta sostitutiva del 15% di Irpef, addizionali e Irap; per questi ultimi in caso di start up è prevista, inoltre, la riduzione del reddito imponibile di un terzo. Le novità del reddito d’impresa Diverse le innovazioni per i titolari di reddito d’impresa. Al quadro RG o RF (a seconda del regime di contabilità utilizzato), trova spazio il patent box, il regime opzionale per i redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali nonché il super ammortamento, che consente agli imprenditori e professionisti che effettuano investimenti in beni materiali strumentali nuovi dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016 di maggiorare del 40% il costo di acquisizione ai fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing. Chi ha aderito al patent box dovrà indicare in dichiarazione la quota del reddito escluso dalla tassazione ordinaria mentre chi si avvale del super ammortamento dovrà indicare le maggiori quote di ammortamento e dei canoni di leasing fiscalmente deducibili. Numerose le novità anche negli altri quadri della dichiarazione, che vengono specificate nelle istruzioni disponibili insieme ai modelli. Irap 2016, arrivano le nuove agevolazioni Nel modello di quest’anno, vengono recepite le diverse disposizioni introdotte dalla legge di Stabilità 2015 in materia di Irap. In primo piano, nuovamente il patent box, dal momento che il regime opzionale si applica anche alla determinazione del valore della produzione. Vengono inoltre inseriti in dichiarazione la deduzione integrale del costo per lavoro dipendente a tempo indeterminato e il credito d’imposta del 10% dell’imposta lorda per le imprese senza dipendenti, quest’ultimo da utilizzare esclusivamente in compensazione. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 15 del 29 gennaio 2016)   ******   4) Artigiani ed esercenti attività commerciali: contribuzione per l’anno 2016 L’Inps il 29 gennaio 2016 ha pubblicato sul proprio sito internet numerosi documenti di prassi, tra di essi, vi fanno parte i seguenti (cliccandovi sopra è possibile scaricare i vari documenti direttamente dal web dell’Inps): Circolari Circolare n. 17 del 29-01-2016 Oggetto: Aliquote contributive applicate alle aziende agricole per gli operai a tempo determinato e a tempo indeterminato per l’anno 2016. Circolare n. 16 del 29-01-2016 Oggetto: Importo dei contributi dovuti per l’anno 2016 per i lavoratori domestici. Circolare n. 15 del 29-01-2016 Oggetto: Artigiani ed esercenti attività commerciali: contribuzione per l’anno 2016 Circolare n. 14 del 29-01-2016 Oggetto: Contributi volontari anno 2016: lavoratori dipendenti non agricoli, lavoratori autonomi ed iscritti alla Gestione separata. Circolare n. 13 del 29-01-2016 Oggetto: Gestione separata - art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335 -. Aliquote contributive reddito per l’anno 2016; aliquote di computo. Circolare n. 12 del 29-01-2016 Oggetto: Consolidamento della banca dati delle posizioni assicurative dei dipendenti pubblici – Avvio delle lavorazioni del Lotto3. Messaggi Messaggio n. 397 del 29-01-2016 Oggetto: Incarico dirigenziale di livello non generale - interpello per posto funzione dirigenziale denominato “Coordinamento delle analisi e degli studi in materia statistica ed economica” presso il Progetto temporaneo di livello dirigenziale generale “Coordinamento integrato per l'analisi ed il monitoraggio della soddisfazione dell'utenza finalizzato alla riduzione del rischio reputazionale” della Direzione generale. Convocazione colloqui candidati esterni. Messaggio n. 386 del 29-01-2016 Oggetto: Presentazione domande di riconoscimento dello svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti entro il 1° marzo 2016 per i lavoratori che maturano i requisiti agevolati per l’accesso al trattamento pensionistico dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016. Decreto legislativo n. 67 del 2011, come modificato dalla legge n. 214 del 2011.   ******   5) Altri contributi del Notariato in materia di Legge di Stabilità 2016 Prosegue la pubblicazione dei contributi del Consiglio Nazionale del Notariato in materia di Legge di Stabilità 2016. (cliccandovi sopra è possibile scaricare i vari documenti direttamente dal web del Consiglio Nazionale del Notariato): I primi riguardano gli acquisti della prima casa di abitazione, l’edilizia convenzionata, le novità fiscali nel settore agricolo, le assegnazioni/cessioni di beni e trasformazione in società semplice: - Novità in tema di condizioni per gli acquisti della “prima casa di abitazione” nella Legge di Stabilità 2016 – Studio n. 5-2016/T - La norma “interpretativa” dell'art. 32, 2° comma, del D.P.R. n. 601/73 in materia di edilizia convenzionata - Studio n. 17-2016/T - Novità fiscali nel settore agricolo - Studio n. 1-2016/T - Art. 1, commi 115-120, Legge di Stabilità 2016: assegnazioni/cessioni di beni ai soci e trasformazione in società semplice - Studio n. 20-2016/T I lavori approvati dal Consiglio Nazionale del Notariato sono consultabili nella sezione «TROVA STUDI». (Consiglio Nazionale del Notariato, nota del 29 gennaio 2016)   ******   6) Trasferimenti intracomunitari di beni per perizie o lavorazioni: modifiche alle norme nazionali Trasferimenti intracomunitari di beni per perizie o lavorazioni – Modifiche alle norme nazionali in adeguamento alla disciplina comunitaria. Sul tema IVA verte la circolare di Assonime n. 2 del 29 gennaio 2016. Una importante modifica in tema di IVA recata dalla legge n. 115 del 2015 attiene alla disciplina dei trasferimenti intracomunitari di beni per perizie o lavorazioni: la modifica si è resa necessaria per adeguare la nostra legislazione alle indicazioni fornite dalla Corte di giustizia nella sentenza a cause riunite nn. C-606/12 e 607/12 del 6 marzo 2014, secondo cui i trasferimenti in questione sono irrilevanti ai fini dell’IVA solo se i beni inviati in un altro Stato membro per essere ivi sottoposti a perizie o lavorazioni sono poi restituiti al committente nello Stato membro di partenza. La circolare esamina, sia sotto il profilo interpretativo che operativo, le numerose implicazioni di tali modifiche, applicabili dal 1° gennaio 2016. Modifiche al procedimento europeo per gli small claims Inoltre, Assonime, con la circolare n. 3 del 29 gennaio 2016, illustra le modifiche che sono state apportate a fine 2015 alla disciplina del procedimento europeo per le controversie di modesta entità allo scopo di semplificare ulteriormente questo strumento di risoluzione del contenzioso transfrontaliero e favorirne una maggiore diffusione. In particolare, e stata elevata da 2000 a 5000 euro la soglia massima di valore delle cause per le quali è utilizzabile il procedimento europeo, sono stati posti vincoli più stringenti alla convocazione dell’udienza ed è stato prescritto l’impiego delle tecnologie di comunicazione a distanza per udienze e audizioni. Il nuovo regime sarà applicato a partire dal 14 luglio 2017.     7) Le nuove misure UE contro l’elusione fiscale La Commissione europea ha pubblicato, il 28 gennaio 2016, un pacchetto di misure contro l’elusione dell’imposta societaria. Il pacchetto comprende due Comunicazioni ("Anti-Tax Avoidance Package: Next steps towards delivering effective taxation and greater tax trasparency in the UE" e "On external Strategy for Effective Taxation"), due proposte di direttiva aventi ad oggetto misure contro le pratiche fiscali elusive che maggiormente distorcono il funzionamento del mercato interno (Laying down rules against tax avoidance practices that directly affect the functioning of the internal market) e l’adozione di obblighi annuali di presentazione e scambio automatico di informazioni del Country by Country Reporting dei grandi gruppi multinazionali (Amending Directive 2011/16/EU as regards mandatory automatic Exchange of information in the field of taxation), nonché una raccomandazione per evitare gli abusi dei trattati fiscali (On the implementation of measures against tax treaty abuse). L’iniziativa della Commissione, che si coordina con i lavori dell’OCSE in tema di Base Erosion and Profit Shifting, prevede - come ha sottolineato il Vicepresidente Valdis Dombrovkis - un’azione coordinata a livello europeo per evitare che i 28 Stati membri adottino ciascuno un diverso approccio. Del resto, il tema dell’elusione ha assunto, nell’UE, una propria specifica rilevanza perché il mercato comune e le libertà fondamentali del trattato possono più facilmente favorire il connubio tra le misure di competizione fiscale dannosa degli Stati nazionali e le strategie di pianificazione fiscale aggressiva dei grandi gruppi multinazionali e, nel contempo, rendere più difficile l’implementazione di adeguate misure di contrasto. Diversamente dall’OCSE, tuttavia, l’Unione “ha il vantaggio di poter legiferare” : una prerogativa, questa, che il Consiglio dell’Unione nel summit dell’8 dicembre u.s. ha stabilito di volere esercitare e che si è già tradotta nelle due proposte di direttiva del pacchetto in esame, nelle more del completamento, entro il 2016, della nuova proposta di direttiva sulla Common Consolidated Corporate Tax Base (CCCTB). La Comunicazione sull’elusione ("Anti-Tax Avoidance Package: Next steps towards delivering effective taxation and greater tax trasparency in the UE" - COM(2016)23/2) e la relativa proposta di direttiva ("Laying down rules against tax avoidance practices that directly affect the functioning of the internal market" - COM (2016)26). I tre key pillars del pacchetto contro le pratiche fiscali elusive delle imprese sono i seguenti: - effective taxation di tutte le imprese nei luoghi in cui realizzano i loro profitti; - tax trasparency per garantire agli Stati membri le informazioni necessarie ad assicurare la giustizia fiscale; - addressing the risk of double taxation affinché le imprese che pagano la loro giusta quota di imposte non siano penalizzate nell’esercizio delle proprie attività nel mercato dell’Unione. Per raggiungere questi obiettivi, la proposta di direttiva individua specifiche misure di contrasto delle pratiche di pianificazione fiscale aggressiva che riguardano sei settori: - deducibilità degli interessi passivi nei limiti del 30 per cento dell’EBITDA (profitti al lordo di interessi, imposte, ammortamenti e svalutazioni); - exit taxation in ciascun Stato membro. Le imposte in uscita dovrebbero riguardare i trasferimenti di assets dalla Casa Madre alla stabile organizzazione (e viceversa), il trasferimento della sede di una società o di una stabile organizzazione. È previsto che la riscossione, per i trasferimenti all’interno dell’Unione e dello Spazio Economico Europeo, possa essere differita e che, ciascuno Stato membro d’arrivo riconosca il valore attribuito agli assets dallo Stato membro di partenza; - switch-over clause contro la doppia non tassazione. Gli Stati membri dovranno riconoscere il regime di imputazione con credito d’imposta – in luogo dell’esenzione – per dividendi, capital gains e profitti di una stabile organizzazione provenienti da Paesi terzi con aliquote nominali della corporate tax inferiori al 40% rispetto all’aliquota applicata dallo Stato membro del contribuente. L’adozione di un approccio che dà rilievo alle aliquote nominali è motivato dalla necessità di non penalizzare soci di minoranza che potrebbero non essere in grado di ricostruire l’effective tax rate della partecipata estera; - una general antiabuse rule come standard minimo comune contro le costruzioni “non-genuine” (poste in essere, cioè, senza valide ragioni commerciali che riflettono la realtà economica) utilizzate con il fine essenziale di ottenere un vantaggio fiscale in contrasto con l’oggetto o il fine delle norme; - una disciplina comune per le CFC contro il distoglimento dei profitti verso Paesi con tasso effettivo di imposizione inferiore al 40 per cento di quello dello Stato membro del soggetto controllante. Il regime di imputazione per trasparenza opererebbe in presenza di prevalenti passive income, ed è escluso, all’interno dell’Unione, se il contribuente può dimostrare che la controllata non è una costruzione di puro artificio; - contro l’utilizzo di hybrid mismatches per ottenere effetti di doppia deduzione o doppia non imposizione, ciascun Stato membro sarà tenuto a tener conto della qualificazione riconosciuta dallo Stato membro della fonte all’entità ibrida o allo strumento finanziario ibrido. La Comunicazione sulla strategia esterna per una imposizione effettiva ("On external Strategy for Effective Taxation" - COM(2916) 24) Il tema della tassazione effettiva delle imprese ha assunto dimensioni globali e non può essere regolato soltanto al livello del mercato comune dell’Unione. Le minacce che dall’"esterno" erodono le basi imponibili delle imprese di ciascuno Stato membro derivano, in particolare, dalla coesistenza di politiche fiscali nazionali divergenti nei confronti dei Paesi terzi: su questo piano, è necessario un approccio comune dell’Unione verso i Paesi terzi che si fondi su criteri condivisi di good governance. Questa strategia si fonda essenzialmente sulle seguenti misure: - revisione dei criteri di good governance in coerenza con i più recenti sviluppi a livello internazionale in tema di trasparenza e concorrenza fiscale leale. Questi criteri comuni dovranno essere applicati dagli Stati membri in modo sistematico e dovranno costituire il punto di riferimento per l’elaborazione di una lista nera comune; - possibilità per l’Unione di negoziare direttamente clausole di good governance fiscale in determinati accordi (di natura commerciale o simili) conclusi con Paesi terzi; - assistenza in materia fiscale ai Paesi in via di sviluppo; - utilizzo dei fondi europei con modalità che premino la trasparenza e le pratiche fiscali leali, - creazione di una lista nera dell’Unione. La strategia prevede una classificazione dei Paesi terzi in base a tre successivi steps: un primo esame rileva il rischio potenziale con riferimento all’evasione fiscale dei Paesi selezionati dalla Commissione in base ad alcuni indicatori; un secondo esame sarà effettuato in modo congiunto dagli Stati membri, dalla Commissione e dal Gruppo Codice di condotta e prevederà il confronto con i Paesi terzi interessati; ne seguirà una raccomandazione della Commissione ai Paesi membri che saranno tenuti a prendere la decisione finale (entro l’inizio del 2019) sulla lista comune. Ai Paesi iscritti nella lista comune dovranno essere applicate sanzioni che gli Stati membri dovranno definire entro la fine del 2016. La proposta di direttiva sullo scambio automatico d’informazioni sul country by country reporting ("Amending Directive 2011/16/EU as regards mandatory automatic Exchange of information in the field of taxation" - COM(2916)25) Viene proposta una modifica alla Direttiva sulla cooperazione amministrativa in materia fiscale per estendere lo scambio automatico delle informazioni tra le Amministrazioni fiscali dell’Unione anche ai dati dei rapporti annuali – country by country reporting - che i grandi gruppi multinazionali dovranno annualmente presentare nello Stato membro della ultimate company, secondo il modello Ocse di riferimento già adottato in Italia con la legge di stabilità. La raccomandazione "On the implementation of measures against tax treaty abuse" – C(2016)271 Contro il treaty abuse, la Commissione raccomanda agli Stati membri di inserire nelle proprie Convenzioni il General anti-avoidance rule based on a principal purpose test (PPT) e le modifiche agli articoli 5 e 7 relativi alla stabile organizzazione condivise in sede OCSE contro le pratiche che mirano ad eludere lo status di stabile organizzazione. (Assonime, documento del 29 gennaio 2016)   ******   8) Piena deducibilità per le spese di formazione professionale Saranno integralmente deducibili, anche se nel limite annuo di diecimila euro, le spese per la formazione dei lavoratori autonomi. Difatti, le spese sostenute per la partecipazione a convegni, congressi e simili diventeranno integralmente deducibili ma solo entro il limite annuo di spesa pari ad euro 10 mila. Ammesse alla deducibilità integrale, ma nel limite annuo di 5 mila euro, anche le spese che il lavoratore autonomo sosterrà per certificare le proprie competenze o per l’orientamento la ricerca e il sostegno della sua attività. Diverranno, invece, integralmente deducibili, in questo caso senza limiti di spesa, le assicurazioni contro il rischio dei mancati pagamenti delle prestazioni effettuate. Sono queste le principali modifiche alla disciplina del reddito di lavoro autonomo apportate dal Disegno di legge sulle partite Iva approvato il 28 gennaio 2016 dal Consiglio dei ministri. Sarà necessaria, quindi, una modifica delle disposizioni contenute nel comma 5 dell’articolo 54 del Tuir. Governo: tutela del Lavoro Autonomo Il Consiglio dei Mnistri, nella seduta n. 102 del 28 gennaio 2016, ha, dunque, approvato un Disegno di legge recante misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato. Nello specifico il disegno di legge prevede misure di sostegno in favore del lavoro autonomo e misure per favorire l’articolazione flessibile della prestazione di lavoro subordinato in relazione al tempo e al luogo di svolgimento. Disposizioni in materia di lavoro autonomo La prima parte del provvedimento detta disposizioni in materia di lavoro autonomo con l’obiettivo di costruire per tali lavoratori, prestatori d’opera materiali e intellettuali non imprenditori, un sistema di diritti e di welfare moderno capace di sostenere il loro presente e di tutelare il loro futuro. Le principali misure riguardano: - la previsione di agevolazioni fiscali, consistenti nella deducibilità: nella misura del 100%, delle spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità finalizzate all’inserimento o reinserimento del lavoratore autonomo nel mercato del lavoro; - nella misura del 100% delle spese per la partecipazione a convegni, congressi e corsi di aggiornamento professionale, e in misura integrale delle spese per gli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà, allo scopo di favorire la stipula di tali polizze, e favorendo, allo stesso tempo, lo sviluppo del mercato assicurativo e la diffusione di tali forme assicurative, con un conseguente abbattimento dei costi per il lavoratore autonomo. - la parificazione dei lavoratori autonomi ai piccoli imprenditori ai fini dell’accesso ai PON e ai POR a valere sui fondi strutturali europei; - il riconoscimento del diritto di percepire l’indennità di maternità spettante per i due mesi antecedenti la data del parto ed i tre mesi successivi, indipendentemente dalla effettiva astensione dall’attività lavorativa, l’estensione della durata e dell’arco temporale entro il quale tali lavoratori possano usufruire dei congedi parentali, prevedendo che l’indennità per congedo parentale possa essere corrisposta per un periodo massimo di sei mesi entro i primi tre anni di vita del bambino; - la previsione della sospensione, senza diritto al corrispettivo, del rapporto di lavoro dei lavoratori autonomi che prestano la loro attività in via continuativa per il committente in caso di gravidanza, malattia e infortunio, per un periodo non superiore a 150 giorni per anno solare, e la sospensione del versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi per l’intera durata della malattia e dell’infortunio fino ad un massimo di 2 anni, in caso di malattia e infortunio di gravità tale da impedire lo svolgimento dell’attività lavorativa per oltre 60 giorni; - la previsione di una specifica misura di tutela contro la malattia in base alla quale, i periodi di malattia certificata come conseguente a trattamenti terapeutici di malattie oncologiche, sono equiparati alla degenza ospedaliera. Disposizioni in materia di lavoro agile La seconda parte del provvedimento reca diposizioni in materia di lavoro agile, che consiste, non in una nuova tipologia contrattuale, ma in una modalità flessibile di svolgimento del rapporto di lavoro subordinato quanto ai luoghi e ai tempi di lavoro finalizzata a regolare forme innovative di organizzazione del lavoro, agevolando così la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Il lavoro agile consiste in una prestazione di lavoro subordinato che può essere eseguita in parte all’interno dei locali aziendali e in parte all’esterno, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva. È previsto che: - il lavoratore che presta l’attività di lavoro subordinato in modalità agile ha diritto di ricevere un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato ai lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda; - gli incentivi di carattere fiscale e contributivo eventualmente riconosciuti in relazione agli incrementi di produttività ed efficienza del lavoro subordinato, siano applicati anche quando l’attività lavorativa sia prestata in modalità di lavoro agile; - il datore di lavoro garantisce al lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile il rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza.   ******   9) Reverse charge: recepito il Dlgs sulle norme antifrode Sono inclusi tablet, pc e console. Ma solo fino al 2018. L’area delle operazioni soggette ad Iva con il sistema dell'inversione contabile (applicazione da parte del destinatario, se soggetto passivo) si allinea con le disposizioni Ue: vi saranno incluse le cessioni di tablet, computer portatili e console di gioco, ma solo fino al 31 dicembre 2018. Dopo quella data, l’imposta tornerà ad applicarsi con la regola ordinaria, anche su telefonini e microprocessori. È quanto prevede un decreto legislativo di prossima approvazione da parte del Consiglio dei ministri, che recepisce inoltre nell’ordinamento interno le disposizioni sulla procedura Ue di reazione rapida contro le frodi contemplata dall’art. 199-ter della direttiva Iva (2006/112/Ce). L’estensione dell'inversione contabile si applicherà alle operazioni effettuate dopo il sessantesimo giorno dalla pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale.   ****** Il canone speciale Rai si paga con le vecchie regole Per le televisioni nei locali il canone Rai segue le vecchie regole e i vecchi importi, con il pagamento svincolato dalla bolletta elettrica. Il Decreto del 30 dicembre 2015 è stato, infatti, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 22 del 28 gennaio 2016, con il quale il Ministero dello sviluppo economico ha fissato la definizione dei canoni di abbonamento speciale dovuti per la detenzione di apparecchi radioriceventi o televisivi per l'anno 2016. Il decreto specifica che per l’anno 2016 i canoni di abbonamento speciale per la detenzione fuori dell'ambito familiare di apparecchi radioriceventi o televisivi, i canoni di abbonamento speciale dovuti per la detenzione di apparecchi radiofonici o televisivi nei cinema, teatri e in locali a questi assimilabili rimangono fissati secondo le misure nelle tabelle 3 e 4 allegate al decreto ministeriale 29 dicembre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 30 del 6 febbraio 2015. Le disposizioni contenute nel presente decreto hanno effetto dal 1° gennaio 2016. Gli importi variano a seconda della tipologia della struttura che possiede i televisori. Gli alberghi a 5 stelle con più di 100 camere, ad esempio pagheranno un canone di 6.528 per arrivare a un importo di 195,87 euro per associazioni; sedi di partiti politici; istituti religiosi e studi professionali; botteghe; negozi ed assimilati; mense aziendali; scuole, istituti scolastici.   ****** Nuova versione del modulo di controllo delle dichiarazioni IMU TASI ENC dal 1° febbraio 2016 Il MEF, con il comunicato del 28 gennaio 2016, ha reso noto che dal prossimo 1° febbraio 2016 sarà disponibile la nuova versione 2.0.4 del modulo di controllo delle Dichiarazioni IMU-TASI EnC che accetta esclusivamente il tracciato record di cui alle Specifiche Tecniche vers. 1 del 6 maggio 2015. A partire dalla stessa data, pertanto sarà dismessa la versione 2.0.3 del suddetto modulo. ****** Nuove compensazioni e sostituti: niente sanzioni per i primi errori nel Modello F24 Ai sostituti d’imposta che hanno versato le ritenute di competenza dei mesi da gennaio a marzo 2015 non adeguandosi alla nuova disciplina, cioè esclusivamente in compensazione con F24, e hanno omesso e/o presentato tardivamente il modello di pagamento a saldo zero, non si applicano sanzioni. Lo precisa l’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 7/E del 28 gennaio 2016, che recepisce le oggettive difficoltà manifestate dagli interessati in ordine al ritardato adeguamento dei software gestionali, in sede di applicazione della inedita procedura. Questo per le problematiche subentrate al momento di applicazione della nuova norma e tenuto conto del principio di tutela dell’affidamento e della buona fede, sono assolti, Ricordiamo, infatti che, dal 1° gennaio 2015, i sostituti d’imposta possono recuperare le somme rimborsate ai dipendenti in base ai prospetti di liquidazione dei modelli 730 e gli eventuali versamenti di ritenute o imposte sostitutive, effettuati in misura superiore a quella dovuta, esclusivamente mediante compensazione in F24, non più attraverso operazioni di compensazione “interna” di ritenute. È quanto stabilito dall’articolo 15 del Dlgs 175/2014 e, con la risoluzione n. 13/E del 2015, per consentire che le prime operazioni di compensazione, in scadenza al 16 febbraio 2015, avvenissero secondo le nuove disposizioni, l’Agenzia delle Entrate ha “sfornato” gli appositi codici tributo da indicare nell’F24. Pertanto, da un lato era tutto pronto ma, al momento di mettere in atto quanto fissato dal legislatore, sono subentrate alcune problematiche relative al non tempestivo adeguamento dei software gestionali alla nuova disposizione. Quindi, alcuni sostituti hanno applicato le previgenti modalità, in particolare, indicando nel modello di pagamento F24 le ritenute a debito al netto delle restituzioni ai dipendenti, con l’intenzione di far emergere successivamente la compensazione effettuata con la presentazione tardiva di una delega di pagamento a saldo zero, oppure direttamente nella dichiarazione modello 770/2016. Ebbene, tenuto conto del principio di tutela dell’affidamento e della buona fede (articolo 10, comma 3, della legge 212/2000), l’Agenzia precisa che tale comportamento non sarà punito ai sensi dell’articolo 15, comma 2-bis, del Dlgs 471/1997 secondo cui “per l'omessa presentazione del modello di versamento contenente i dati relativi alla eseguita compensazione, si applica la sanzione di euro 100, ridotta a euro 50 se il ritardo non è superiore a cinque giorni lavorativi”. La risoluzione, infine, rammenta che anche quest’ultima norma è nuova di zecca ed è applicabile dal 1° gennaio 2016 (comma 133, legge 208/2015, la Stabilità 2016).   ******   10) Internazionalizzazione: due protocolli d’intesa per il Consiglio Nazionale Commercialisti, siglati con Simest e Assocamerestero Due importanti protocolli d’intesa finalizzati ad accrescere competenze e protagonismo dei commercialisti nei processi di internazionalizzazione delle imprese. Li ha siglati il Consiglio nazionale della categoria rispettivamente con Simest, finanziaria del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti, e Assocamerestero, l’Associazione delle camere di commercio italiane all’estero. Entrambi gli accordi puntano a fornire ai commercialisti strumenti e know-how per ampliare l’offerta di servizi di consulenza professionale ai propri clienti. Nello specifico, il protocollo siglato con Simest prevede che le parti potranno collaborare per l’individuazione di iniziative formative ed informative indirizzate agli associati ed alle imprese italiane seguite dagli stessi commercialisti e sviluppare utili sinergie tra i rispettivi ambiti di attività con l’obiettivo di potenziare la gamma di servizi da mettere a disposizione delle aziende impegnate in processi di internazionalizzazione. Consiglio nazionale dei commercialisti e SIMEST programmeranno nel corso dell’anno una serie di eventi sul territorio per far conoscere agli associati ed alle imprese italiane loro clienti i prodotti ed i servizi offerti da SIMEST. “Attraverso questo accordo con il CNDCEC – commenta Andrea Novelli, Amministratore Delegato di SIMEST – è nostra intenzione rafforzare una collaborazione già avviata da tempo, che ci permette di svolgere una intensa attività di informazione nell’ambito della categoria in particolare, verso quei commercialisti che si occupano di internazionalizzazione e che rappresentano per noi un qualificato trait d’union con le imprese. Questo accordo si colloca nell’ottica delle linee guida del Piano industriale del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti presentate a fine anno, che identificano il supporto alle imprese, ed in particolare all’export ed all’internazionalizzazione, come una delle assi portanti del Piano per favorire lo sviluppo dell’imprenditoria italiana.” Nell’ambito delle iniziative di formazione e informazione che scaturiranno dalla partnership tra Assocamerestero e il Consiglio Nazionale dei Commercialisti, professionisti e imprese potranno invece contare sul patrimonio di conoscenze e competenze maturate dalle CCIE sui 54 mercati internazionali di loro presidio. Come spiega il presidente Assocamerestero, Gian Domenico Auricchio, “con questa partnership, che valorizza l’offerta formativa e i servizi di assistenza specializzata della rete delle Camere italiane all’estero, gli studi professionali associati, spesso primo anello di congiunzione con i mercati internazionali per le imprese italiane, potranno avvalersi di informazioni e contatti qualificati e affidabili che il nostro network è in grado di veicolare e diffondere grazie al radicamento all’interno delle comunità d’affari locali”. Nell’esprimere la soddisfazione del Consiglio nazionale della categoria per la sottoscrizione dei due protocolli, il consigliere nazionale Giovanni Gerardo Parente spiga come le due intese “rientrino nel progetto strategico del nostro Consiglio nazionale per l’internazionalizzazione, che punta a dare una tempestiva risposta all’esigenza di qualificare il ruolo della professione come consulente globale delle imprese, agevolandone il compito di affrontare i mercati esteri. Le due collaborazioni con SIMEST e Assocamerestero sono dunque strategiche, in quanto potranno favorire un confronto sempre più consapevole tra i commercialisti italiani e le realtà imprenditoriali che nascono e si sviluppano in contesti geografici, politici e sociali molto diversi dal nostro”. (CNDCEC, comunicato del 29 gennaio 2016)   Vincenzo D’Andò