Diario quotidiano dell’8 febbraio 2016: il bonus fiscale sulla prima casa non si estingue mai

Pubblicato il 8 febbraio 2016

il bonus fiscale sulla prima casa non si estingue mai; fisco agevolato sugli accordi di separazione; formazione continua dei commercialisti: investire in qualità e complementarietà; reati societari: depenalizzato il reato di “impedito controllo”; no alla voce contabile “fatture da ricevere” generica; ASD: I compensi a terzi non vanno più nel Modello 770; CIG complementare con i trattamenti in deroga; compilazione degli elenchi nominativi dei braccianti agricoli valevoli per l’anno 2015; Srl semplificate e Srl a capitale ridotto: pubblicati i numeri aggiornati al 2015; ok alla riduzione del canone di locazione senza tributi; omesso versamento Iva: il nuovo amministratore non è immune dalla contestazione del reato
 
Indice: 1) Il bonus fiscale sulla prima casa non si estingue mai 2) Fisco agevolato sugli accordi di separazione 3) Formazione continua dei commercialisti: investire in qualità e complementarietà 4) Reati societari: depenalizzato il reato di “impedito controllo” 5) No alla voce contabile “fatture da ricevere” generica 6) ASD: I compensi a terzi non vanno più nel Modello 770 7) CIG complementare con i trattamenti in deroga 8) Compilazione degli elenchi nominativi dei braccianti agricoli valevoli per l’anno 2015 10) Srl semplificate e Srl a capitale ridotto: pubblicati i numeri aggiornati al 2015 11) Ok alla riduzione del canone di locazione senza tributi 12) Omesso versamento Iva: il nuovo amministratore non è immune dalla contestazione del reato  
  1) Il bonus fiscale sulla prima casa non si estingue mai Via libera dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2072 del 3 febbraio 2016, al credito d’imposta “a catena” per il riacquisto della “prima casa”. Il contribuente si può avvalere del credito d'imposta “anche se tale credito si era formato non già con il pagamento” di una somma, ma in virtù di utilizzo di altro credito d'imposta relativo al precedente acquisto. La Legge 448/1998 prevede che sorge un credito dìimposta in capo a chi vende un’abitazione comprata con l’agevolazione “prima casa” e, entro un anno, riacquista un’altra “prima casa”. Il credito d'imposta è pari all’imposta di registro o all’Iva pagate in sede di primo acquisto, nei limiti dell'importo dell’imposta di registro o dell’Iva assolti in sede di secondo acquisto. Credito d’imposta per riacquisto “prima casa”: nessuna limitazione per successive compravendite La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2072 del 3 febbraio 2016, si è pronunciata a favore del contribuente, riconoscendo la possibilità di detrarre il credito d’imposta per il “riacquisto della prima casa”, fino a concorrenza dell’ammontare maturato, anche se si tratta dell’acquisto del secondo o terzo immobile, purché ovviamente siano rispettate le condizioni stabilite dalla legge per fruire del beneficio fiscale. Nell’ambito della controversia promossa dal contribuente contro l’avviso di liquidazione, attraverso il quale l’Agenzia delle entrata accertava l’indebita fruizione delle agevolazioni fiscali previste per l’acquisto della prima casa, per aver portato in detrazione il credito di imposta già usufruito per l'acquisto di un secondo immobile, successivo all'acquisto della prima casa, per compensare quanto dovuto all'erario in conseguenza di un terzo successivo acquisto di altro immobile, dopo aver rivenduto il secondo, sempre da destinare a propria abitazione, i giudici tributari hanno annullato l’atto di recupero affermando che la norma agevolativa non prevede alcuna limitazione alla possibilità di successive rivendite ai fini delle agevolazioni previste per l’acquisto della prima casa, consentendo all’acquirente di neutralizzare l’imposta assolta nella precedente operazione. Sull’appello promosso dall’Agenzia delle entrate, la Corte di Cassazione ha confermato l’orientamento dei giudici di merito, pronunciandosi in favore del contribuente. In particolare, i giudici della Suprema Corte hanno affermato che in tema di agevolazioni tributarie per l’acquisto della prima casa, il contribuente che, venduto l'immobile nei cinque anni dall’acquisto, abbia acquistato, entro un anno da tale alienazione, un altro immobile, procedendo poi alla sua vendita ed all’acquisto infrannuale di un ulteriore immobile, può mantenere l'agevolazione solo se fornisce la prova che l'acquisto sia seguito dalla effettiva realizzazione della destinazione ad abitazione propria degli immobili acquisiti nelle singole transazioni in virtù del concreto trasferimento della residenza anagrafica nell'unità abitativa correlata. Pertanto il contribuente ben può godere del credito d'imposta vantato in forza del primo acquisto anche più volte, ovviamente fino a concorrenza dell'intera somma, qualora rivenda ed acquisti più volte nel rispetto delle condizioni previste dalla norma (immobile non di lusso ed acquisto infrannuale). Tale orientamento, conclude la Cassazione, risponde ai principi della norma che mira ad incentivare l’acquisto della prima casa riconoscendo benefici fiscali al contribuente, autorizzando dunque l’utilizzo più volte sempre del medesimo credito d’imposta, qualora il contribuente per motivi personali sia indotto nel tempo a rivendere l’immobile acquistato, ed acquistarne altro più adatto alle mutate condizioni personali o familiari.   ******   2) Fisco agevolato sugli accordi di separazione La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2111 del 3 febbraio 2016, si è soffermata sul nuovo istituto della negoziazione assistita introdotto poco più di un anno fa. Al consenso tra i coniugi viene attribuito un valore importante. Anzi la Corte è del parere che deve essere riconosciuto carattere di negoziazione globale a tutti gli accordi di separazione che, anche attraverso la previsione di trasferimenti mobiliari o immobiliari, siano volti a definire in modo tendenzialmente stabile la crisi coniugale, destinata a sfociare, di lì a breve, nella cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario o nello scioglimeno del matrimonio civile, cioè in un divorzio non solo prefigurato ma voluto dalle parti. Accordi di separazione tutti esenti Va riconosciuto il carattere di negoziazione globale a tutti gli accordi di separazione che, anche attraverso la previsione di trasferimenti mobiliari e immobiliari, siano volti a definire in modo tendenzialmente stabile la crisi coniugale. Contesto normativo mutato con negoziazione Ciò alla luce del mutato contesto normativo di riferimento e, in particolare, grazie alle nuove disposizioni sulla negoziazione assistita, introdotte con il Decreto legge n. 132/2014. Queste, riducendo drasticamente “l’intervento dell’organo giurisdizionale in procedimenti tradizionalmente segnati da vasta area di diritti indisponibili legati allo status coniugale ed alla tutela della prole minore”, hanno attribuito, di fatto, al consenso tra i coniugi, un valore ben più pregnante. Accordi di separazione e in occasione di separazione, distinzione superata Dette considerazioni sono state rese dalla Corte di Cassazione, Sezione tributaria, nel testo della sentenza n. 2111 del 3 febbraio 2016, con la quale è stato espressamente superato il precedente indirizzo giurisprudenziale che vedeva distinti gli accordi di separazione propriamente detti dagli accordi stipulati in occasione della separazione, escluden