Diario quotidiano del 5 febbraio 2016: più tempo per registrare i contratti verbali di comodato a fini IMU - TASI

 

Indice:

1) Anche il curatore fallimentare é sottoposto alle norme deontologiche

2) PMI e professionisti: Una circolare in arrivo dalle Entrate chiarisce come possono dedurre i max ammortamenti sui beni inferiori al milione

 3) Beni futuri salvi dalla confisca per equivalente

4) Iva di gruppo anche per le società di persone

5) Tabelle ACI rettificate

6) Digitalizzazione delle imprese alberghiere: ecco la procedura telematica per il credito d’imposta

7) Benefici Imu/Tasi: più tempo per registrare i contratti verbali di comodato

8) Al via il tesseramento dei minori stranieri nelle società sportive e associazioni nostrane

9) Comunicazione dati IVA per il 2015: si presenta il 29 febbraio 2016

10) Compatibilità e cumulabilità del lavoro accessorio con indennità di disoccupazione NASpI: precisazioni INPS

 

 

1) Anche il curatore fallimentare é sottoposto alle norme deontologiche

Il curatore deve rispettare il Codice deontologico. Esclusa la possibilità di potere essere esonerato dalla particolare disciplina.

Il Consiglio Nazionale dei Commercialisti e degli Esperti Contabili, con il Pronto Ordini n. 270 del 21 gennaio 2016, in risposta ad una richiesta di parere in merito allo svolgimento dell’attività di curatore fallimentare da parte di soggetti iscritti all’Ordine, ha escluso la possibilità di esonero dal rispetto delle norme deontologiche di categoria.

In particolare, il P.O. evidenzia la qualifica di pubblico ufficiale che l’art. 30 della Legge Fallimentare attribuisce espressamente al curatore. La linea interpretativa seguita dalla giurisprudenza più recente ha portato ad inquadrare tale qualifica con riferimento più alle funzioni svolte dal curatore che al ruolo formale dello stesso, con la conseguente possibilità di riconoscere quale “pubblico ufficiale” anche un lavoratore dipendente o un privato professionista incaricato dello svolgimento di compiti espressione di un pubblico potere.

 

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2) PMI e professionisti: Una circolare in arrivo dalle Entrate chiarisce come possono dedurre i max ammortamenti sui beni inferiori al milione

I max ammortamenti sui beni inferiori al milione sono integralmente deducibili nell’esercizio.

E’ in arrivo la circolare delle Entrate, tesa a chiarire i dubbi esposti e risolti nel corso del primo mese del 2016 dalla stampa specializzata. Tra di essi emerge il chiarimento sulle modalità di deduzione del cd. “super ammortamento” in relazione ai beni strumentali acquistati di costo inferiore a 516,46 euro.

L’Agenzia delle Entrate, che è intervenuta su alcuni aspetti dell’agevolazione, anche sotto il profilo temporale, ha fornito i primi chiarimenti in relazione ai “super-ammortamenti” di cui all’art. 1 commi 91 ss. della L. 208/2015. Il citato articolo prevede che “ai fini delle imposte sui redditi, per i soggetti titolari di reddito d’impresa e per gli esercenti arti e professioni che effettuano investimenti in beni materiali strumentali nuovi dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016, con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria, il costo di acquisizione è maggiorato del 40 per cento”.

L’Agenzia precisa che dal tenore letterale della norma si evince come la sua applicazione riguardi soltanto le imposte sui redditi e non rilevi ai fini dell’IRAP.

In particolare, viene precisato che la disposizione non produce effetti neanche nei confronti dei soggetti che determinano la base imponibile IRAP secondo i criteri stabili per le imposte sui redditi.

Sotto il profilo temporale, l’Agenzia chiarisce che, ai fini della determinazione della spettanza della maggiorazione, l’imputazione degli investimenti al periodo di vigenza dell’agevolazione (15 ottobre 2015-31 dicembre 2016) segue le regole generali della competenza previste dall’art. 109, commi 1 e 2, del …

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