Diario quotidiano del 29 febbraio 2016: studi di settore, si attendono i correttivi sulla coerenza entro il 5 marzo

Pubblicato il 29 febbraio 2016



lavoratori stagionali: Irap deducibile ma solo dal 2016; studi di settore: si attendono i correttivi sulla coerenza ma entro il 5 marzo 2016; 730 precompilato: dal 25 febbraio 2016 sul sito internet delle Entrate é disponibile il modello per opporsi all’inserimento delle spese universitarie; confisca per equivalente: con delega sul conto corrente possibile il sequestro su terzi; commercialisti: Road Show per l’internazionalizzazione ; commercialisti: da domani entra in vigore il nuovo Codice deontologico; Srl semplificata: ammissibilità della cessione di quote a soggetti diversi da persone fisiche; entro oggi la consegna del Modello CU; provvedimento delle Entrate: revisione 2016 per 67 studi di settore; indennità di maternità/paternità pro lavoratrici/lavoratori iscritti alla Gestione separata: chiarimenti INPS
Indice: 1) Lavoratori stagionali: Irap deducibile ma solo dal 2016 2) Studi di settore: si attendono i correttivi sulla coerenza ma entro il 5 marzo 2016 3) 730 precompilato: dal 25 febbraio 2016 sul sito internet delle Entrate é disponibile il modello per opporsi all’inserimento delle spese universitarie 4) Confisca per equivalente: con delega sul conto corrente possibile il sequestro su terzi 5) Commercialisti: Road Show per l’internazionalizzazione 6) Commercialisti: da domani entra in vigore il nuovo Codice deontologico 7) S.r.l. semplificata: ammissibilità della cessione di quote a soggetti diversi da persone fisiche 8) Entro oggi la consegna del Modello CU 9) Provvedimento delle Entrate: revisione 2016 per 67 studi di settore 10) Indennità di maternità/paternità pro lavoratrici/lavoratori iscritti alla Gestione separata: chiarimenti INPS  
 
  1. Lavoratori stagionali: Irap deducibile ma solo dal 2016
Per gli stagionali l’Irap è deducibile: Costo dei lavoratori stagionali deducibile ai fini Irap ma solo a decorrere dal 2016, anche se riferibili a contratti stipulati nel corso del 2015. Questa la risposta fornita, dal sottosegretario Baretta in Commissione finanze, il 25 febbraio 2016, al quesito proposto, sul tema della deduzione Irap per il costo dei lavoratori stagionali, di cui al comma 73, dell’art. 1, legge 208/2015 (Stabilità 2016). Una recente risposta fornita dall’Amministrazione finanziaria ha precisato che il calcolo dei 120 deve intendersi come riferito ai giorni effettivi di impiego, computando anche quelli riguardanti il primo contratto di assunzione. Per conseguenza, stante il fatto che la deduzione in commento è contenuta nella Stabilità 2016, non è possibile riconoscerla nella dichiarazione del 2016, riferibile al periodo d’imposta 2015, in presenza di un rinnovo contrattuale con il medesimo lavoratore stagionale, sebbene già assunto una prima volta nel 2015, perché la stessa è fruibile soltanto a partire dal 2016. Questo risulta chiaramente confermato anche dalla relazione tecnica di stima alla legge di bilancio che, pur tenendo conto anche degli effetti della riduzione dell’Irap deducibile dall’imposizione diretta, stima una perdita di gettito, a partire dal 2016; da qui la conseguenza che la detta agevolazione è fruibile a partire dal 2016, anche in funzione ai contratti stipulati nel corso del 2015.   ******   2) Studi di settore: si attendono i correttivi sulla coerenza ma entro il 5 marzo 2016 Si attende la collaborazione delle associazioni di categoria per definire i correttivi anticrisi necessaria. Solo se queste ultime riusciranno a fare pervenire alla Sose i dati dei loro assistiti entro il 5 marzo 2016 sarà possibile estendere l’azione dei correttivi congiunturali anche sugli esiti della coerenza economica e ottenere possibili risvolti positivi anche per gli studi di settore ai quali si applica il regime premiale. È quanto è emerso dalla riunione della Commissione degli esperti per gli studi di settore tenutasi per approvare le integrazioni e le modifiche alle analisi territoriali a livello comunale con effetto sul periodo d'imposta 2015. Per proseguire nella scaletta di marcia fissata nella seduta del 2 dicembre 2015, è dunque necessario che i dati strutturali utili alla predisposizione dei correttivi congiunturali anticrisi per l’esercizio 2015 arrivino il prima possibile all’Amministrazione finanziaria. Se tali dati non arriveranno in tempo utile o se non saranno quantitativamente e qualitativamente sufficienti per le implementazioni allo studio, difficilmente Sose potrà riuscire a realizzare quanto previsto nella suddetta riunione della commissione. Oltre al sollecito nell’invio dei dati, durante la riunione tenutasi il 24 febbraio 2015, la Commissione degli esperti ha dato il via libera agli aggiornamenti delle variabili territoriali degli studi di settore che si sono rese necessarie per effetto dell'istituzione di nuovi comuni a seguito della fusione o della aggregazione di comuni già esistenti. Fusioni e aggregazioni degli enti territoriali che hanno imposto la revisione, sempre con effetto dal periodo d’imposta 2015, delle variabili territoriali specifiche applicabili a singoli studi di settore. È il caso della variabile relativa alle tariffe applicate per l’erogazione del servizio di Taxi applicabile allo studio di settore WG72A, alla variabile territoriale relativa alle aggregazioni comunali delle strutture ricettive quali gli alberghi e gli affittacamere di cui allo studio di settore WG44U e la c.d. «Territorialità dei Factory Outlet Center» relativa alle attività del commercio di abbigliamento e calzature operante sullo studio di settore WM05U. L’operazione studi di settore 2016 entra dunque nel vivo. Se le categorie rappresentate nella Commissione degli esperti riusciranno ad inviare i dati necessari all'elaborazione dei correttivi anticrisi nei termini indicati, quest’anno, e sarebbe la prima volta da quando tali variabili congiunturali sono state introdotte, il software Gerico verrebbe rilasciato con un mese di anticipo rispetto al passato. Se ciò si dovesse davvero accadere si potrebbe finalmente evitare lo slittamento delle tempistiche di pagamento delle imposte dovute in Unico 2016 dai contribuenti soggetti agli studi di settore.   ******   3) 730 precompilato: dal 25 febbraio 2016 sul sito internet delle Entrate é disponibile il modello per opporsi all’inserimento delle spese universitarie 730 precompilato: E’ disponibile dal 25 febbraio 2016 il modello per opporsi all’inserimento delle spese universitarie. L’Agenzia delle Entrate ha, infatti, pubblicato il modello per l’opposizione all’inserimento dei dati relativi alle spese universitarie nel 730 precompilato. Gli studenti hanno infatti la facoltà di opporsi all’inserimento dei dati delle spese universitarie nella dichiarazione precompilata dei familiari di cui risultano a carico. L’opposizione può essere esercitata fino al 21 marzo, utilizzando il modello, che va sottoscritto e trasmesso, con la copia di un documento di identità, all’indirizzo opposizioneutilizzospeseuniversitarie@agenziaentrate.it oppure via fax al n. 0650762273. Si ricorda che il 19 febbraio scorso sono stati pubblicati i provvedimenti definitivi che stabiliscono le modalità e approvano le specifiche tecniche per la trasmissione telematica delle comunicazioni relative ai dati degli oneri deducibili e detraibili riguardanti la previdenza complementare, le spese sanitarie rimborsate, le spese funebri e le spese universitarie, da utilizzare per la precompilazione dei modelli 730, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 175/2014, dalla legge di stabilità 2016 (Legge 208/2015) e dal D.M. 13 gennaio 2016.   ******   4) Confisca per equivalente: con delega sul conto corrente possibile il sequestro su terzi La titolarità di una delega che non prevede limitazioni configura la nozione di disponibilità richiesta, al via il sequestro sui beni dei terzi. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 7553 del 25 febbraio 2016. La giurisprudenza torna ad occuparsi del concetto di “disponibilità” connesso al sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente. La Cassazione – con– si interroga se la titolarità di una delega ad operare su un conto corrente bancario intestato ad altri possa configurare l’ipotesi di “disponibilità” richiesta dall’art. 322-ter c.p., esteso ai reati tributari dall’art. 1 comma 143 della L. 244/2007, a sua volta oggi abrogato e sostituito da quanto previsto all’art. 12-bis del DLgs. 74/2000. Tale ultimo articolo 12-bis si rifà proprio alla normativa penale sul sequestro e prevede che nel caso di condanna, o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell’art. 444 c.p.p., per uno dei delitti tributari, sia sempre ordinata la confisca dei beni che ne costituiscono il profitto o il prezzo, salvo che appartengano a persona estranea al reato, ovvero, quando essa non è possibile, la confisca di beni, di cui il reo ha la disponibilità, per un valore corrispondente a tale prezzo o profitto. Nel caso di specie si trattava di una contestazione per omesso versamento di ritenute ex art. 10-bis del DLgs. 74/2000 avverso la legale rappresentante di una srl, che aveva omesso di provvedere al versamento delle ritenute alla fonte. In forza di tale contestazione, era stato disposto il sequestro preordinato alla confisca per equivalente anche su un conto corrente bancario intestato alla società, su cui l’indagata disponeva di una delega ad operare. Tale società rimaneva, di per sé, estranea al fatto di reato, anche in virtù della circostanza per cui i reati tributari sono esclusi dagli illeciti-presupposto della responsabilità degli enti ex DLgs. 231/2001. La difesa della srl ha proposto ricorso avverso il provvedimento di sequestro, in particolare sostenendo che, per affermare la disponibilità in capo alla legale rappresentante, sarebbe stato necessario dimostrare, oltre al potere di fatto, anche la discrasia fra la disponibilità sostanziale e l’intestazione formale del conto, attraverso una valutazione, anche probabilistica, circa il carattere meramente fittizio dell’intestazione alla società stessa. In tal senso, la semplice esistenza di una delega, senza alcuna precisazione sul suo contenuto, sarebbe stata insufficiente, e la pubblica accusa non avrebbe assolto l’onere di accertarne la consistenza. La Cassazione respinge tali argomentazioni, orientandosi nel senso che la titolarità di una delega ad operare su di un conto corrente bancario intestato ad altri configura indubbiamente la nozione di “disponibilità” richiesta ai fini della ammissibilità del sequestro finalizzato alla confisca per equivalente (Cass. n. 38694/2014). Tale affermazione è avvalorata, in particolare, laddove la delega non preveda limitazioni, nel senso che il delegato sia autorizzato ad operare incondizionatamente (Cass. n. 1560/2014). Nel caso di specie, infatti, era stata oggetto dell’accertamento di fatto del giudice di prime cure la circostanza dell’esistenza di una delega ad operare senza limitazioni e a compiere su quel conto “operazioni, sia in entrata che in uscita”. Conta il potere di utilizzo di fatto Pertanto, la procura speciale o delega ad operare conferita all’indagata sarebbe stata in astratto idonea ad attribuire a quest’ultima un potere dispositivo illimitato sull’intero capitale depositato, non essendo formalizzate delle concrete modalità di esercizio della stessa entro i limiti delle esigenze proprie della società intestataria (quali, ad esempio, il prelievo periodico di pensioni, il pagamento di imposte facenti capo alla persona giuridica, ecc.). In altre parole, ciò che rileva, secondo la Cassazione, è il potere di utilizzo di fatto che, nel caso di specie, secondo quanto accertato dal giudice di merito, è pieno. Come ricordato da parte della giurisprudenza richiamata dalla presente sentenza, per “disponibilità” deve intendersi la relazione effettuale del soggetto con il bene, connotata dall’esercizio dei poteri di fatto corrispondenti al diritto di proprietà.   ******   5) Commercialisti: Road Show per l’internazionalizzazione Presentato al Senato, durante una conferenza stampa, il progetto del Consiglio nazionale di categoria per valorizzare il ruolo dei professionisti come consulenti delle pmi nella penetrazione dei mercati esteri Valorizzare il ruolo dei commercialisti come consulenti delle pmi nel processo di penetrazione dei mercati esteri. È questo l’obiettivo del Road Show dei commercialisti per l’internazionalizzazione, il progetto del Consiglio nazionale di categoria presentato oggi al Senato durante una conferenza stampa. A spiegare l’iniziativa è stato Giovanni Gerardo Parente, consigliere nazionale dei commercialisti delegato all’Attività internazionale, che ha sottolineato come la presenza capillare dei commercialisti sul territorio italiano – 116mila professionisti raggruppati in 144 Ordini territoriali – sia fondamentale per affiancare le imprese nel processo di internazionalizzazione. Già oggi, secondo dati Simest, il 40% dei finanziamenti agevolati erogati alle imprese proprio da Simest è frutto di consulenze sulle intermediazioni compiute da commercialisti. Il Road Show, che partirà ad aprile per concludersi a novembre, toccherà dieci città italiane (Bologna, Brescia, Verona, Firenze, Perugia, Caserta, Bari, Palermo, Catanzaro e Roma) con lo scopo di fornire informazioni utili agli iscritti per interfacciarsi con le Istituzioni che si occupano di mercati esteri per offrire alle aziende che assistono una consulenza a 360 gradi sulle questioni tecnico-operative connesse alle scelte di internazionalizzare le loro attività. “Il progetto – ha affermato il consigliere Parente – è un’occasione per informare ed illustrare ai colleghi presenti sul territorio italiano e alle imprese loro clienti gli importanti Protocolli d’intesa che il Consiglio nazionale dei commercialisti ha recentemente siglato e siglerà con i soggetti istituzionali e associativi di riferimento (Assocamerestero, Sace, Simest, IILA, ICE) per trasmettere e diffondere il concetto dell’importanza dell’export per la crescita dell’economia. È innegabile l’apporto che i commercialisti offrono ai processi di internazionalizzazione delle pmi italiane, coprendo spesso un ruolo di veri e propri coadiuvanti dell’imprenditore. Essi, infatti, sono tra i primi soggetti che l’azienda coinvolge nel momento di affrontare i mercati esteri”. L’internazionalizzazione, infatti, rappresenta oggi per le pmi una scelta necessaria per mantenere alta la competitività a livello globale, ma che è spesso un passo difficile da compiere sia per la mancanza di specifiche competenze manageriali, sia per la difficoltà di intercettare le risorse finanziarie necessarie per sostenere una scelta del genere. “Ci siamo spesi per incrementare gli spazi a favore delle imprese italiane nei mercati stranieri – ha affermato il senatore Francesco Giacobbe, componente della X commissione Industria, Commercio e Turismo (eletto nella circoscrizione Asia-Africa-Oceania-Antartide) – utilizzando il grande network degli italiani che vivono all’estero, lavorano nei centri decisionali e sono ambasciatori naturali del made in Italy nel mondo. Ma spesso, per mancanza di conoscenze e di risorse, molte pmi sono impossibilitate ad intraprendere un processo di internazionalizzazione. Ma ciò può avvenire coinvolgendo i commercialisti che sono in grado di individuare le imprese ed accompagnarle nei Paesi stranieri”. Anche il senatore Claudio Micheloni, presidente del Comitato per le Questioni degli italiani all’estero (eletto nella circoscrizione Europa) ha sottolineato l’importanza di fare sistema coinvolgendo le nuove generazioni degli italiani all’estero e aggiungendo che “quella dei commercialisti è un’iniziativa concreta che contribuirà senz’altro a valorizzare le comunità italiane all’estero”. Ma qual è il punto di vista delle imprese sulla Diplomazia economica italiana? Una recente indagine Doxa, svolta per il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, ha messo in luce la soddisfazione delle pmi che hanno usufruito del supporto del Ministero nel percorso d’internazionalizzazione, ma evidentemente si può fare di più per raggiungere un bacino di utenti più ampio. Il sondaggio, infatti, ha interessato un campione di 2.028 imprese di cui 1.107 internazionalizzate e 921 che ancora non hanno affrontato i mercati esteri. “Dall’indagine – ha affermato Veronica Ferrucci, vice capo dell’ufficio per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari esteri – emerge che una parte delle pmi è soddisfatta, ma c’è un bacino di utenza ancora limitato a cui far capire come la rete diplomatica consolare possa aiutare le imprese ad andare all’estero anche con l’aiuto dei commercialisti che possono svolgere un ruolo fondamentale sia di consulenza, sia per l’attrazione di investimenti in Italia”. Anche il presidente dell’ICE Riccardo Maria Monti, al pari dei senatori Giacobbe e Micheloni, ha sostenuto l’importanza delle comunità all’estero per la promozione del made in Italy. “Da questo punto di vista – ha spiegato Monti – è fondamentale un’interazione con il sistema delle imprese mediata dai professionisti. Il commercialista, inoltre, è utile anche per la formazione dei giovani attraverso il supporto di società professionali spesso gestite proprio da commercialisti”. Per Andrea Novelli, amministratore delegato di Simest, è importante consolidare la collaborazione con il Consiglio nazionale dei commercialisti, già avviata con un recente protocollo d’intesa. “Gestiamo una sorta di cassetta degli attrezzi per le pmi – ha poi sottolineato riferendosi a Simest – a partire dal finanziamento agevolato fino alla possibilità di partecipare all’impresa che viene costituita all’estero”. Già oggi il 40% dei finanziamenti agevolati erogati alle imprese da Simest è il frutto di consulenze sulle intermediazioni compiute da commercialisti. Per Gaetano Fausto Esposito, segretario generale di Assocamerestero, “il Road Show è una pratica meritoria del governo italiano a cui si aggiunge ora una parte che mancava: l’attività dei commercialisti”. Il Road Show del Consiglio nazionale, infatti, desidera condividere gli obiettivi del Piano per la promozione straordinaria del Made in Italy e supportare il progetto del Ministero dello Sviluppo Economico, sottolineando che un’azione coordinata e condivisa tra soggetti pubblici e privati è indispensabile e necessaria per rafforzare l’economia italiana. (CNDCEC, comunicato del 26 febbraio 2016)   ******   6) Commercialisti: da domani entra in vigore il nuovo Codice deontologico Commercialisti: Ci siamo, da domani entra in vigore il nuovo Codice deontologico. Entra, infatti, in vigore dal 1° marzo 2016 il nuovo codice deontologico dei dottori commercialisti ed esperti contabili. Il testo, che aggiorna il precedente del 2008 - adeguandolo a quanto previsto dal D.P.R. n. 137 del 7 agosto 2012, recante la riforma degli ordinamenti professionali - ha ricevuto il via libero definitivo del Consiglio nazionale della categoria al termine della pubblica consultazione (chiusa il 23 ottobre 2015), alla quale era stato sottoposto nei mesi scorsi. La revisione complessiva dei contenuti del codice, elaborato dalla Commissione nazionale "Deontologia" coordinata dal Consigliere nazionale Giorgio Luchetta, si è resa necessaria per l'evoluzione della normativa di riferimento. Oltre al necessario allineamento all'ordinamento professionale, toccato da ripetuti interventi legislativi negli ultimi anni, il nuovo Codice presenta rilevanti novità soprattutto con riferimento ai rapporti tra commercialisti e tra questi ultimi e i clienti, al fine di individuare regole di condotta chiare e per dare risposta alle criticità rilevate negli ultimi anni (quali, ad esempio, i casi di subentro a un collega ovvero di rinunzia al mandato professionale). Al Codice deontologico sarà a breve affiancato anche un Codice delle Sanzioni diretto a fornire ai Consigli di Disciplina indicazioni uniformi sull'applicazione delle sanzioni disciplinari in caso di violazione delle norme deontologiche. Il nuovo codice deontologico dedica norme assai rilevanti alle regole e ai principi da rispettare nel rapporto con la clientela (Capo II): regole e principi che attengono all'intera evoluzione del rapporto professionale, dalla sua genesi sino alla sua cessazione, che potrà essere fisiologica o patologica. Il nuovo Codice detta norme molto articolate e innovative rispetto al documento precedente in ordine agli aspetti deontologicamente rilevanti che attengono alla cessazione dell'incarico professionale. In sintesi, il professionista non deve proseguire nell'incarico: - qualora ciò pregiudichi la sua libertà di giudizio, lo ponga in situazioni di conflitto di interessi o pregiudichi la sua indipendenza; - se la condotta o le richieste del cliente o altri gravi motivi ne impediscano il corretto svolgimento; - qualora egli non sia più in grado di assolverlo con adeguata capacità e specifica competenza a causa di sopravvenute modificazioni alla natura del medesimo ovvero per difficoltà della pratica. In questo caso deve informare tempestivamente il cliente e chiedere di essere sostituito o affiancato da altro professionista.   ******   7) S.r.l. semplificata: ammissibilità della cessione di quote a soggetti diversi da persone fisiche La s.r.l. semplificata, disciplinata dal’art. 2463 bis cc, costituisce una variante della srl ordinaria che presenta alcune caratteristiche peculiari. L’atto costitutivo è redatto sulla base di un modello standard. Il capitale deve essere di ammontare compreso tra 1 euro e 9.999 euro e deve essere sottoscritto e versato in denaro interamente alla data della costituzione. La costituzione deve avvenire da parte di persone fisiche. Si pone il problema se sia possibile, una volta costituita la società, cedere le quote a soggetti diversi dalle persone fisiche. Il Ministero dello sviluppo economico, con il parere n. 39365 del 15 febbraio 2016, ha espresso l’opinione secondo cui l’atto di cessione di quote sociali a soggetti diversi da persone fisiche è consentito, in quanto la limitazione alle persone fisiche riguarda solo la fase di costituzione. Esso precisa al contempo che l’ingresso in qualità di soci di soggetti diversi dalle persone fisiche comporta la perdita dello status di s.r.l. semplificata e l’assunzione di quello di s.r.l. ordinaria, con la conseguente applicazione di tutte le disposizioni relative alle società ordinarie (fatta salva l’espressa eccezione in tema di capitale sociale di cui all’art. 2463, comma 4, cc). Un secondo chiarimento contenuto nel parere riguarda l’obbligo di deposito dello statuto aggiornato della s.r.l. semplificata a seguito di modifiche delle clausole dell’atto costitutivo standard. Al riguardo, esso afferma che vale la disciplina comunitaria contenuta nella direttiva comunitaria 2009/101/CE secondo cui, dopo ogni modifica dell’atto costitutivo o dello statuto, il testo integrale dell’atto modificato nella sua redazione aggiornata è soggetto ad iscrizione. (Assonime, nota del 26 febbraio 2016) ******   8) Entro oggi la consegna del Modello CU Consegna del Modello CU entro il 29 febbraio 2016. Per il periodo d’imposta 2015, i sostituti d’imposta devono trasmettere in via telematica all’Agenzia delle Entrate, entro il 7 marzo, le certificazioni relative ai redditi di lavoro dipendente, ai redditi di lavoro autonomo e ai redditi diversi, rilasciate ai contribuenti entro il 29 febbraio (perché il 28 febbraio quest’anno è di domenica). La Certificazione Unica quest’anno sarà compilata in due versioni quella sintetica e quella ordinaria. La versione sintetica del modello deve essere consegnata entro il 29 febbraio, in duplice copia, al contribuente (dipendente, pensionato, percettore di redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, di redditi di lavoro autonomo, di provvigioni o di redditi diversi). I dati contenuti nel modello riguardano i redditi corrisposti nel 2015, le relative ritenute operate, le detrazioni effettuate, i dati previdenziali e assistenziali. La versione ordinaria del modello, invece, andrà trasmessa, esclusivamente per via telematica, all’Agenzia delle Entrate entro il 7 marzo. Tutte le certificazioni uniche rilasciate dai sostituti d’imposta devono essere inviate all’Agenzia delle Entrate, anche qualora attestassero tipologie reddituali per le quali il dettato normativo non ne ha previsto la predisposizione per la dichiarazione dei redditi precompilata. La Certificazione deve essere consegnata al percipiente in forma cartacea. È facoltà del sostituto d’imposta trasmettere al percipiente la certificazione in formato elettronico, purché sia garantita allo stesso la possibilità di entrare nella disponibilità della medesima e di poterla materializzare per i successivi adempimenti. Tale modalità di consegna, pertanto, potrà essere utilizzata solo nei confronti di quanti siano dotati degli strumenti necessari per ricevere e stampare la certificazione rilasciata per via elettronica (è esclusa, quindi, nelle ipotesi in cui il sostituto d’imposta sia tenuto a rilasciare agli eredi la certificazione relativa al soggetto deceduto ovvero quando il dipendente abbia cessato il rapporto di lavoro). Resta, dunque, in capo al sostituto d’imposta l’onere di accertarsi che ciascun soggetto si trovi nelle condizioni di ricevere in via elettronica la certificazione, provvedendo, diversamente, alla consegna in forma cartacea. Peraltro, gli enti previdenziali rendono disponibile la certificazione unica in modalità telematica. È facoltà del cittadino richiedere la trasmissione della Certificazione Unica 2016 in forma cartacea. La Certificazione, da trasmettere all’Agenzia delle Entrate entro il 7 marzo 2016 unitamente alle informazioni per il contribuente deve attestare: a) l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro dipendente, equiparati ed assimilati, corrisposti nell’anno 2015 ed assoggettati a tassazione ordinaria, a tassazione separata, a ritenuta a titolo d’imposta e ad imposta sostitutiva; b) l’ammontare complessivo dei redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi;
  1. c) l’ammontare complessivo delle provvigioni comunque denominate per prestazioni, anche occasionali, inerenti a rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento d’affari, corrisposte nel 2015, nonché provvigioni derivanti da vendita a domicilio assoggettate a ritenuta a titolo d’imposta;
  2. d) l’ammontare complessivo dei compensi erogati nel 2015 a seguito di procedure di pignoramenti presso terzi;
  3. e) l’ammontare complessivo delle somme erogate a seguito di procedure di esproprio;
  4. f) l’ammontare complessivo dei corrispettivi erogati nel 2015 per prestazioni relative a contratti d’appalto;
  5. g) l’ammontare complessivo delle indennità corrisposte per la cessazione di rapporti di agenzia, per la cessazione da funzioni notarili e per la cessazione dell’attività sportiva quando il rapporto di lavoro è di natura autonoma;
  6. h) le relative ritenute di acconto operate;
  7. i) le detrazioni effettuate.
La Certificazione Unica viene altresì utilizzata per attestare l’ammontare dei redditi corrisposti nell’anno 2015 che non hanno concorso alla formazione del reddito imponibile ai fini fiscali e contributivi, dei dati previdenziali ed assistenziali relativi alla contribuzione versata o dovuta agli enti previdenziali.   ******   9) Provvedimento delle Entrate: revisione 2016 per 67 studi di settore Come ogni anno, entro la fine di febbraio, è stato reso noto l’elenco degli studi di settore che saranno sottoposti al consueto controllo. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, preso atto del parere favorevole espresso dalla Commissione degli esperti nella seduta del 2 dicembre 2015, ha, infatti, firmato il provvedimento n. 31160 del 26 febbraio 2106, che approva il programma di revisione degli studi applicabili a partire dal periodo d’imposta 2016. Nello stesso atto, alcune modifiche alla modulistica da utilizzare per il 2015. Studi di settore, 67 nel nuovo piano di revisione per il 2016 Firmato il Provvedimento con l’elenco dei candidati al restyling. Al via il piano di revisione per 67 studi di settore applicabili a partire dal periodo d’imposta 2016. L’elenco completo degli strumenti interessati dal restyling è contenuto nel Provvedimento firmato oggi dal direttore dell’Agenzia e consente a imprese e professionisti di conoscere con tempestività gli studi interessati da modifiche. Il programma di revisione risponde all’intento di mantenere nel medio periodo la capacità degli studi di rappresentare la realtà economica cui si riferiscono. La Legge n. 146/1998 prevede, infatti, che questi strumenti siano rivisti, al massimo, ogni tre anni dalla data di entrata in vigore o dalla loro ultima revisione. Studi da rivedere per categoria Dei 67 studi per i quali è in agenda il restyling, 20 sono relativi al settore delle manifatture, 19 a quello dei servizi, altri 21 a quello del commercio e 7 ad attività professionali. Di questi, per un solo studio, “WK01U”, applicabile ai notai, è stata prevista l’evoluzione anticipata. Riduzione nel numero degli studi, prove d’accorpamento Come indicato nel Provvedimento, al termine delle elaborazioni dovrebbero essere previsti, ove ciò risulti possibile sulla base delle risultanze delle analisi effettuate, accorpamenti tra studi di settore. In particolare, è precisato che, nel caso di modifiche normative che prevedano l’esclusione dall’applicazione degli studi di settore per particolari categorie di soggetti, si procederà alla contestuale ripianificazione delle attività di revisione degli studi, escludendo quelli interessati dalle modifiche normative o sospendendo le relative attività di analisi ed elaborazione. L’obiettivo è di dare piena attuazione all’Atto di indirizzo del Ministro dell’Economia e delle Finanze per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2016-2018. (Agenzia delle entrate, provvedimento n. 31160 del 26 febbraio 2106)   ******   10) Indennità di maternità/paternità pro lavoratrici/lavoratori iscritti alla Gestione separata: chiarimenti INPS L’INPS, con la circolare n. 42 del 26 febbraio 2016, fornisce istruzioni amministrative ed operative in materia di: - indennità di maternità/paternità, in favore delle lavoratrici e dei lavoratori iscritti alla Gestione separata, genitori adottivi o affidatari, per un periodo di astensione di 5 mesi; - diritto all’indennità di congedo di maternità/paternità in favore delle lavoratrici e dei lavoratori “parasubordinati” iscritti alla Gestione separata nei casi in cui il committente o l’associante in partecipazione non abbia effettuato il versamento dei contributi dovuti. (INPS, circolare n. 42 del 26 febbraio 2016)   Vincenzo D’Andò