Diario quotidiano del 26 febbraio 2016: annuncio di Equitalia – per debiti fino a 50 mila euro dilazioni immediate

Pubblicato il 26 febbraio 2016



detraibile l’IVA per gli organismi di formazione professionale; bilanci: apporto in natura senza relazione giurata di stima; annuncio di Equitalia alla Camera: per debiti fino a 50 mila euro dilazioni immediate; super ammortamenti senza limiti: nota dell'Accademia romana di ragioneria; fallimento: a rischio l’imprenditore individuale con società di fatto; professionisti: diritto al compenso solo con la prova dell’avvenuto conferimento dell’incarico; agenzia delle Entrate sempre più aperta al dialogo; esenzione Iva per i servizi sportivi svolti da enti non commerciali: sentenza della Corte Ue; regime di branch exemption: consultazione pubblica sulla bozza di provvedimento disponibile sul sito delle Entrate; stop per il 2016 alla tassa sui licenziamenti
 
Indice: 1) Detraibile l’IVA per gli organismi di formazione professionale 2) Bilanci: apporto in natura senza relazione giurata di stima 3) Annuncio di Equitalia alla Camera: per debiti fino a 50 mila euro dilazioni immediate 4) Super ammortamenti senza limiti: nota dell'Accademia romana di ragioneria 5) Fallimento: a rischio l’imprenditore individuale con società di fatto 6) Professionisti: diritto al compenso solo con la prova dell’avvenuto conferimento dell’incarico 7) Agenzia delle Entrate sempre più aperta al dialogo 8) Esenzione Iva per i servizi sportivi svolti da enti non commerciali: sentenza della Corte Ue 9) Regime di branch exemption: consultazione pubblica sulla bozza di provvedimento disponibile sul sito delle Entrate 10) Stop alla tassa sui licenziamenti  
  1) Detraibile l’IVA per gli organismi di formazione professionale Il Legislatore con una norma di interpretazione autentica chiarisce che, in relazione alle attività formative svolte dagli organismi di formazione professionale che percepiscono contributi pubblici, l'IVA assolta sull'acquisto di beni e servizi è detraibile purché i beni e servizi acquistati con tali contributi siano utilizzati per l'effettuazione di operazioni imponibili IVA ovvero che danno a loro volta diritto alla detrazione. Milleproroghe 2016: via libera definitivo dal Senato: Con il via libera del Senato è terminato l’iter di conversione in legge del decreto legge Milleproroghe 2016, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative. Il Milleproroghe contiene importanti differimenti normativi, tra cui il rinvio dell’applicazione del contributo di licenziamento negli appalti e in edilizia, la conferma della maggiorazione dell’integrazione salariale per i contratti di solidarietà, la proroga della riscossione dei tributi locali da parte di Equitalia, nonché lo slittamento dell’entrata in funzione del SISTRI. Chiarimenti anche in materia di detraibilità dell'IVA per gli organismi di formazione professionale. Ultimato il suo percorso parlamentare con l’approvazione del Senato nella seduta del 24 febbraio 2016, la legge di conversione del Decreto “Milleproroghe 2016”, in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, prevede il differimento dei termini in scadenza di numerose norme che riguardano contribuenti, professionisti e imprese. Prorogato l’avvio del processo amministrativo telematico Nell’ambito del processo amministrativo viene differita al 1° luglio 2016 l’entrata in vigore dell’obbligatorietà di sottoscrivere con firma digitale tutti gli atti ed i provvedimenti del giudice, dei suoi ausiliari, del personale degli uffici giudiziari e delle parti. Inoltre, l’avvio del processo telematico presso i TAR e il Consiglio di Stato sarà anticipato da una fase di sperimentazione che terminerà alla data del 30 giugno 2016. Appalti e Edilizia: slitta al 2017 l’applicazione del ticket sui licenziamenti Confermata anche per il 2016 l'esclusione dal versamento del contributo dovuto all'INPS in caso di licenziamento di lavoratori a tempo indeterminato effettuati in conseguenza di cambi di appalto, ai quali siano succedute assunzioni presso altri datori di lavoro, in attuazione di clausole sociali che garantiscano la continuità occupazionale prevista dalla contrattazione collettiva. La proroga riguarda anche i licenziamenti nel settore delle costruzioni edili, comminati per completamento delle attività e chiusura del cantiere. Maggiore integrazione salariale per i “vecchi” contratti di solidarietà difensivi I contratti di solidarietà difensivi stipulati e richiesti prima dell'entrata in vigore del decreto di riordino degli ammortizzatori sociali (24 settembre 2015) potranno fruire, per il solo anno 2016 e per una durata massima di 12 mesi, di un incremento del 10% dell'ammontare del trattamento di integrazione salariale relativo alla retribuzione persa in seguito della riduzione d’orario. Part time volontario per i pensionandi: proroga del termine per l’emanazione delle regole di fruizione e accesso anche per gli ex dipendenti pubblici Prorogato al 31 marzo 2016 il termine entro il quale il Legislatore dovrà emanare il D.M. che disciplina la trasformazione part time dei lavoratori pensionandi (maturazione entro il 31 dicembre 2018 del diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia), con copertura pensionistica figurativa per la quota di retribuzione perduta e con la corresponsione al dipendente, da parte del datore di lavoro, dell’importo di contribuzione che sarebbe stata a carico di quest'ultimo. Inoltre, tale istituto è esteso anche ai dipendenti privati iscritti alle forme di previdenza obbligatoria relative a categorie di lavoratori che originariamente erano pubblici (es. dipendenti delle Poste e delle Ferrovie dello Stato). Autocertificazione da parte di cittadini stranieri solo dal 2017 Slitta al 31 dicembre 2016 il termine a partire dal quale i cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea, regolarmente soggiornanti in Italia, potranno utilizzare dichiarazioni sostitutive relative agli stati, alle qualità personali e ai fatti certificabili o attestabili da parte di soggetti pubblici italiani. Differito il termine per l’adeguamento al SISTRI Fino al 31 dicembre 2016 continueranno ad applicarsi gli adempimenti e gli obblighi relativi alla gestione dei rifiuti antecedenti alla disciplina del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI) e non si applicheranno le sanzioni relative al sistema medesimo. Normativa ambientale: proroghe per grandi impianti di combustione e conferimento in discarica I grandi impianti di combustione, se richiedono entro fino dell’anno una specifica deroga, potranno adeguarsi ai nuovi limiti di emissione a partire dal 1° gennaio 2017. E’, invece, differito al 29 febbraio 2016 l'entrata in vigore del divieto di conferimento in discarica dei rifiuti con potere calorifico inferiore (PCI) superiore a 13.000 kJ/kg. Tributi locali: proroga della riscossione in favore di Equitalia I Comuni e le società da questi ultimi partecipate potranno continuare ad avvalersi di Equitalia per l’accertamento, la liquidazione e la riscossione dei tributi locali fino al 30 giugno 2016- Ancora validi i certificati di primo soccorso e di assistenza medica per i lavoratori marittimi Nelle more dell'adozione del D.M. di disciplina dei corsi di primo soccorso e di assistenza medica per i lavoratori marittimi, la validità dei certificati di addestramento in materia di pronto soccorso dei medesimi lavoratori, rilasciati da oltre 5 anni rimangono validi fino al 26 dicembre 2016. Assunzioni nella Pubblica Amministrazione Differito al 31 dicembre 2016 il termine per le assunzioni di personale a tempo indeterminato relative alle cessazioni verificatesi negli ultimi anni, nel rispetto dei vincoli del turn over, da parte delle amministrazioni dello Stato, agenzie, enti pubblici non economici ed enti pubblici previsti dall’articolo 70 del decreto legislativo 165/2001, nonché da parte dei Corpi di polizia, del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, delle Università statali e degli enti di ricerca. Rinviata al 2017 l’introduzione dei poteri sostitutivi del Prefetto in caso di mancata approvazione del bilancio degli enti locali L'applicazione della procedura che attribuisce al prefetto il potere di nominare il commissario incaricato di predisporre lo schema del bilancio di previsione degli enti locali, ovvero di provvedere all'approvazione del bilancio stesso, in caso di inadempimento dell'ente locale è differita al 2017. Giornali: slitta al 2017 la tracciabilità delle vendite e l’applicazione del credito d’imposta confermata per il 2016 Prorogato al 31 dicembre 2016 il termine a decorrere dal quale diviene obbligatoria la tracciabilità delle vendite e delle rese di quotidiani e periodici attraverso l'utilizzo di strumenti informatici e telematici basati sulla lettura del codice a barre. Inoltre, il credito d'imposta per sostenere l'adeguamento tecnologico degli operatori del settore è utilizzabile anche per l'anno 2016.   ******   2) Bilanci: apporto in natura senza relazione giurata di stima Disponibile lo studio del Consiglio nazionale del notariato sulle società di capitali: Apporto in natura libero da stima, se l'apporto non incrementa il capitale è superflua la relazione giurata di stima. Sfugge alle regole di formazione del capitale il conferimento in natura che confluisce nel patrimonio netto ma la responsabilità grava sugli amministratori, dovendosi intendere la perizia di stima come un succedaneo dell'approvazione del bilancio che recepisce i valori dell'apporto. È quanto emerge dallo studio n. 276/2015 del Consiglio Nazionale del Notariato rubricato: «Apporti in natura nelle società di capitali e relazione giurata di stima». Gli apporti alternativi. Statisticamente si rivelano sempre più frequenti le operazioni di patrimonializzazione delle società che sfuggono alla rigida disciplina del capitale, né soggiacciono a quella dei prestiti soci. Ciò in quanto il contesto italiano di tendenziale sottocapitalizzazione delle società, nel deteriorato quadro economico degli ultimi anni ed in presenza del conseguente credit crunch, ha visto una vasta diffusione di canali di finanziamento dell'impresa alternativi ai conferimenti ed ai finanziamenti in senso proprio, attuati mediante la disponibilità dei soci a dotare l'ente di beni o crediti. L'esonero dalla relazione di stima. L'analisi condotta dal Notariato evidenzia la preoccupazione insita in un'interpretazione liberale delle norme laddove sembrino facilmente configurabili comportamenti abusivi che possano aggirare le regole sulla corretta formazione del capitale. Difatti, osserva lo studio, sarebbe sufficiente un apporto in natura sprovvisto di relazione giurata di stima, che sia iscritto in bilancio con conseguente riserva, per incrementare il patrimonio netto e, successivamente, deliberare un aumento gratuito del capitale (ex artt. 2442 o 2481-ter c.c.) per realizzare un'operazione di fatto assimilabile a un conferimento in natura ma privo della perizia secondo le regole degli artt. 2343 e 2465 c.c. A riguardo si puntualizza, tuttavia, che i precetti in tema di aumento gratuito richiedono che le riserve siano disponibili e risultino da un bilancio approvato pur senza fare un discrimine in funzione delle loro modalità di formazione. Da ciò discende che l'affidamento per i terzi è garantito dalla funzione di filtro svolta dagli amministratori «che si sostanzia nelle regole di formazione del bilancio, nella scelta dei criteri di valutazione e di appostazione dei beni e nella loro conseguente responsabilità civile e penale». In altri termini, sostiene il notariato, il sistema pare strutturato sui seguenti passaggi fondamentali: molte operazioni «straordinarie» poggiano sulle risultanze di un bilancio che le supporta; la riclassificazione delle poste del netto e la formazione del bilancio, che deve poi essere approvato dai soci, è rimessa alla diligenza degli amministratori; gli amministratori hanno specifiche responsabilità civili e penali in materia; l'apporto in natura che entra a far parte stabilmente del patrimonio sociale, viene «recepito» definitivamente nella sua dimensione quantitativa in sede di approvazione del primo bilancio successivo alla sua effettuazione; una volta approvato il bilancio dai soci, quel valore è «definito» e «definitivo» e diviene utilizzabile, come tutte le altre poste del netto, per qualsiasi operazione straordinaria, ivi compreso un aumento di capitale gratuito. In conclusione, la chiave di lettura prevede che la valutazione del valore di iscrizione dell'apporto in natura nel bilancio, sia rimessa agli amministratori e la cristallizzazione della posta nella sua entità derivi dall'approvazione del primo bilancio successivo alla rivalutazione. Ciò a condizione, però, che non si riscontri una espressa «specifica destinazione» dei beni in natura ad incremento del capitale, laddove emergerebbe, invece, l'obbligo della perizia di stima. Perizia questa, non richiesta in caso di «attribuzione» successiva di risorse ad uno scopo senza che ve ne fosse un vincolo iniziale. Resta, in ogni caso, compito del giudice stabilire se le parti abbiano inteso realizzare un procedimento in frode alla disciplina dei conferimenti.   ******   3) Annuncio di Equitalia alla Camera: per debiti fino a 50 mila euro dilazioni immediate Rateizzazioni immediate fino a 50 mila euro. Non ci sarà nessuna attesa tra la presentazione dell'istanza e la concessione del piano di dilazioni, con la possibilità di pagare da subito la prima rata del piano approvato. La condizione è che il contribuente non sia mai decaduto da precedenti piani di rateizzazione. Arriva poi una corsia di dialogo tra Equitalia e il suo primo azionista, l'Agenzia delle entrate, per valutare la qualità dei ruoli e ridurre la percentuale di scarto su quelle cartelle che risultano inesigibili visto che, con riferimento alla totalità dei documenti gestiti da Equitalia, dal 2000 al 2015, su circa 250 mln di documenti emessi da vari enti creditori, quelli annullati ammontano a circa 30 milioni. Sono queste alcune delle novità operative che ha annunciato l'amministratore delegato di Equitalia Ernesto Maria Ruffini intervenendo il 24 febbraio 2016 in audizione presso la commissione di vigilanza dell'anagrafe tributaria alla camera dei deputati. ****** Esecuzioni, fissati i compensi: In G.U. (e in vigore dal 10 marzo) il decreto sulle parcelle dei professionisti delegati Da mille a 2 mila euro in base a valori d'aggiudicazione. Fissati i compensi per i professionisti delegati dal giudice dell'esecuzione. Il compenso del professionista delegato per le operazioni di vendita di beni immobili sarà pari a mille euro per ciascuna delle tranche di operazioni necessarie, in caso di prezzo di aggiudicazione o valore di assegnazione pari o inferiore a 100 mila euro, salendo a 1.500 per il range 100-500 mila euro e a 2 mila oltre. Lo prevede il decreto del ministero della giustizia 15 ottobre 2015, n. 227, «Regolamento concernente la determinazione e liquidazione dei compensi per le operazioni delegate dal giudice dell'esecuzione ai sensi degli articoli 169-bis e 179-bis delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile». Il provvedimento, in vigore dal 10 marzo prossimo determina, a norma degli articoli 169-bis e 179-bis delle disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile, i compensi spettanti ai professionisti delegati di cui agli articoli 534-bis e 591-bis del codice di procedura civile.   ******   4) Super ammortamenti senza limiti: nota dell'Accademia romana di ragioneria Super ammortamenti senza limiti. L'agevolazione risulta applicabile, infatti, alla generalità dei contribuenti, stante la sua natura extracontabile, e senza impatto sugli studi di settore, sul calcolo delle plusvalenze e minusvalenze e sul test di operatività delle società di comodo. E’ quanto  viene precisato nella nota operativa n. 2/2016 della Fondazione Accademia Romana di Ragioneria «Giorgio Di Giuliomaria», presieduta da Paolo Moretti, avente a oggetto i maxi ammortamenti, come introdotti dalla legge 208/2015 (Stabilità 2016). L'agevolazione è destinata ai titolari di reddito d'impresa e agli esercenti arti e professioni, anche assoggettati a regimi sostitutivi (minimi), con esclusione dei regimi forfetari, a prescindere dalla natura giuridica e dalla modalità di tenuta delle scritture contabili e concerne la possibilità di maggiorare del 40% il costo di acquisto di beni nuovi e acquistati (o realizzati) dal 15/10/2015 al 31/12/2016, esclusivamente ai fini del calcolo delle quote di ammortamento fiscali. Si tratta di un bonus extracontabile che si rende applicabile anche ai beni acquisiti in leasing, con conseguente maggiorazione della quota di capitale del canone di locazione deducibile, con esclusione di quelli ottenuti in noleggio. Detto bonus riguarda solo l'imposizione diretta, restando esclusa l'applicazione al tributo regionale (Irap), ma dovrebbe ritenersi estesa anche ai contribuenti in regime ordinario per i beni a deducibilità integrale, poiché di valore inferiore ai 516,46 euro, ai sensi del comma 5, dell'art. 102, dpr 917/1986 (Tuir). È essenziale, invece, che si tratti di beni nuovi, rientrando in questa categoria anche le autovetture «a chilometri zero», purché il cedente attesti l'inutilizzo del bene e la mancata fruizione di altre agevolazioni; il requisito della novità, infatti, si deve ritenere sussistente anche nel caso in cui il bene sia acquistato da soggetto non produttore e non rivenditore, purché lo stesso non risulti mai utilizzato dalla parte cedente o da altri. In presenza di beni a utilizzo promiscuo, il bonus subisce le medesime limitazioni (è il caso dell'apparecchiatura telefonica), mentre il comma 93, dell'art. 1, della Stabilità 2016 dispone, specificatamente, sulle autovetture utilizzate in questo modo, stabilendo che le stesse sono deducibili ma nella misura del 20%, tenendo conto delle soglie indicate nell'art. 164 del Tuir; la maggiorazione (40%) potrà essere applicata al limite qui indicato (euro 18.076). La nota ricorda le esclusioni specifiche (investimenti in fabbricati e costruzioni e in beni con coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5%, nonché per alcuni beni utilizzati nei settori ferroviari e aeronautici) e propone una serie di esempi relativi alla pratica applicazione, indica gli effetti della novità in commento e propone la contabilizzazione per i beni inferiori a 516,46 euro. Infine, stante il fatto che si tratta di una mera agevolazione di natura tributaria (variazione fiscale in diminuzione), è chiaro che la maggiore deducibilità extracontabile non impatta sulla determinazione della congruità degli studi di settore, né sulla determinazione delle plusvalenze e delle minusvalenze, nel caso di cessione del bene agevolato, e nemmeno sul risultato del test di operatività delle società di comodo, non dovendone tenere conto nemmeno nella determinazione degli acconti annuali.   ******   5) Fallimento: a rischio l’imprenditore individuale con società di fatto L’imprenditore individuale cessato non sfugge al fallimento della società di fatto La revoca del suo fallimento non preclude l’estensione ad esso del fallimento relativo alla società di fatto cui ha dato vita con un terzo La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3621 del 24 febbraio 2016, ha stabilito che la revoca del fallimento di un imprenditore individuale perché cancellato dal Registro delle imprese da oltre un anno, ex art. 10 del RD 267/42 (L. Fall.), non preclude l’accertamento di una società di fatto tra lo stesso imprenditore ed altro soggetto il cui eventuale fallimento si estende ai relativi soci, ivi incluso l’ex imprenditore individuale; ciò in applicazione dell’art. 147 L. Fall. che converte la responsabilità illimitata in requisito di fallibilità derivata (o prodotta) da quella sociale. ****** Errori formali non pregiudicano la detrazione IVA su operazioni intra-Ue La Cassazione, con la sentenza n. 3581 del 24 febbraio 2016, ha ribadito che tale diritto resta se l’Agenzia può accertare la sussistenza dei requisiti sostanziali L’omessa integrazione della fattura o l’erronea indicazione del titolo di esenzione non determina il venir meno del diritto alla detrazione se i requisiti sostanziali sono presenti e l’Amministrazione finanziaria è in condizione di verificare la sussistenza di tali requisiti. ****** Nel trasferimento d’azienda il cedente non è liberato dai debiti contributivi Il cessionario non risponde dei debiti nei confronti degli enti di previdenza contratti dall’alienante in quanto non opera la solidarietà ex art. 2112 c.c. In caso di trasferimento d’azienda, i debiti contratti dalla parte cedente nei confronti degli istituti previdenziali per omessi versamenti contributivi, ed esistenti al momento della cessione, restano soggetti alla disciplina ex art. 2560 c.c., ai sensi della quale l’alienante non è liberato dai debiti inerenti all’esercizio dell’azienda ceduta, sorti prima del trasferimento. E’ questo il pensiero della Corte di Cassazione, contenuto nella sentenza n. 3646 del 24 febbraio 2016. In tal caso, non può operare l’estensione di responsabilità all’acquirente prevista dal comma 2 dell’art. 2112 c.c..   ******   6) Professionisti: diritto al compenso solo con la prova dell’avvenuto conferimento dell’incarico L’onere spetta al professionista che richiede il pagamento. Spetta poi al giudice la valutazione della sussistenza o meno della prova. Diritto al compenso solo con prova del conferimento dell’incarico: spetta al professionista che agisce per il corrispettivo fornire l’onere della prova. Lo ha stabilito dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3652 del 24 febbraio 2016. Nei fatti, veniva accolta dal Tribunale l’opposizione a decreto ingiuntivo emesso in favore di un professionista per il pagamento di una somma richiesta dallo stesso a titolo di compenso per prestazioni professionali di dottore commercialista. Il Tribunale aveva ritenuto insussistente la prova del conferimento dell’incarico professionale da parte dell’opponente, che aveva negato di aver conferito alcun incarico, sostenendo la sussistenza del rapporto professionale con un altro soggetto. La Corte d’appello rigettava il gravame principale presentato dal professionista. La Corte di Cassazione, rigettando a sua volta il ricorso del professionista, ribadisce le argomentazioni dei giudici di merito. In particolare, il conferimento dell’incarico rappresenta il presupposto imprescindibile per l’esecuzione di un rapporto di prestazione di opera professionale, dedotta dal professionista quale titolo del suo diritto al compenso.   ******   7) Agenzia delle Entrate sempre più aperta al dialogo Al via una consultazione pubblica sul regime di branch exemption. L’Agenzia delle Entrate lancia una consultazione pubblica online sulle modalità applicative della nuova disciplina della cosiddetta branch exemption, la facoltà concessa alle imprese residenti nel territorio dello Stato di optare per l’esenzione degli utili e delle perdite attribuibili a tutte le proprie stabili organizzazioni all’estero. Il Dlgs n. 147/2015, che ha introdotto la disciplina, ha previsto che le modalità applicative del nuovo regime siano stabilite con un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate. Considerata la novità e la rilevanza della materia, l’Agenzia ha deciso di avviare una consultazione pubblica, invitando le imprese, gli operatori economici, gli ordini professionali, il mondo accademico e gli esperti della materia ad inviare commenti ed osservazioni sulla bozza di provvedimento disponibile sul sito internet delle Entrate al seguente indirizzo: http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Richiedere/Regimi+Opzionali/Opzione++Branch+Exemption/ Suggerimenti, commenti e osservazioni potranno essere inviati all’Agenzia fino al 31 marzo prossimo, esclusivamente tramite posta elettronica, all’indirizzo branchexemption@agenziaentrate.it. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 30 del 25 febbraio 2016)   ******   8) Esenzione Iva per i servizi sportivi svolti da enti non commerciali: sentenza della Corte Ue I servizi sportivi del no profit Iva esenti, ma entro certi limiti. La Corte Ue chiamata a fornire indicazioni sulla natura e la portata dell’esonero per le prestazioni fornite da organismi senza fini di lucro a chi svolge attività o educazione fisica La Corte di giustizia Ue, con la sentenza del 25 febbraio 2015, resa nella causa C-22/15, si è pronunciata sui limiti entro cui gli Stati membri possono subordinare, la concessione ad organismi diversi dagli enti di diritto pubblico, dell’esenzione da Iva per talune prestazioni di servizi strettamente connesse con la pratica dello sport o dell’educazione fisica. Con il predetto intervento i giudici europei chiariscono la natura e portata della predetta esenzione prevista, a livello europeo, per le prestazioni fornite da organismi senza fini di lucro alle persone che esercitano lo sport o l’educazione fisica (articolo 132, lett. m) della direttiva 2006/112CE). Il caso e le questioni pregiudiziali I Paesi Bassi, nel presupposto che le attività nautiche o ricreative potessero essere assimilate alla pratica dello sport e dell’educazione fisica, ha previsto l’esenzione da Iva per i servizi di noleggio di posti ormeggio e deposito per imbarcazioni, resi ai soci di associazioni nautiche che per rendere i predetti servizi non si avvalgono di una o più persone impiegate presso di esse. La Commissione europea ricorreva alla Corte di Giustizia per far dichiarare il contrasto con la normativa europea della disciplina olandese per i seguenti motivi: - l’esenzione era troppo ampia laddove estesa anche alle attività nautiche o ricreative che non potevano essere assimilate alla pratica dello sport e dell’educazione fisica; - l’esenzione era troppo ristretta in quanto per poter usufruire della stessa, le associazioni non profit non potevano assumere personale. La pronuncia della Corte La Corte di Giustizia nel ritenere il ricorso della Commissione fondato nella sua interezza ha ritenuto la disciplina olandese non conforme alla normativa dell’Unione relativa all’Iva. In particolare, sul piano dei principi, i giudici europei hanno evidenziato come la direttiva Iva obbliga gli Stati membri a concedere un’esenzione per talune prestazioni di servizi strettamente connesse con la pratica dello sport o dell'educazione fisica, fornite da organismi senza fini di lucro alle persone che esercitano lo sport o l'educazione fisica. Si tratta di un’esenzione definita non solo in relazione al contenuto delle operazioni considerate, bensì anche in funzione di determinate caratteristiche che i prestatori devono soddisfare. Orbene, prevedendo esenzioni dall’Icva definite in funzione di siffatte caratteristiche, il sistema comune dell’Iva comporta l’esistenza di condizioni di concorrenza diverse per differenti operatori. In relazione alla portata di detta esenzione, l'articolo 133, primo comma d), della direttiva 2006/112 consente agli Stati membri di subordinare la concessione della stessa, per i servizi resi da enti diversi quelli di diritto pubblico, a condizione, tra l’altro, che tale concessione non sia tale da provocare distorsioni della concorrenza a danno delle imprese commerciali soggette all’Iva. Questa possibilità offerta agli Stati membri non consente, tuttavia, di limitare la portata di tale esenzione. In proposto la Corte di Giustizia richiama il proprio orientamento giurisprudenziale secondo cui tale facoltà concessa agli Stati membri, la cui portata deve essere valutata nel contesto che risulta dalle condizioni di cui all’articolo 133, primo comma, lettere da a) a c), della direttiva 2006/112, non consente di adottare misure che limitano l’ambito di applicazione delle esenzioni, subordinando l’esenzione ad una o più condizioni tali da modificarne il campo di applicazione delineato dalla normativa europea (Corte di giustizia, sentenze: 19 dicembre 2013, C‑495/12; 7 maggio 1998, C‑124/96). Il riferimento al caso esaminato Sulla base dei predetti principi, riguardo al caso concreto in esame, la Corte è giunta a ritenere la disciplina olandese non conforme alla normativa dell’Unione europea, relativa all’Iva. Sotto un primo profilo, la Corte evidenzia che l'esenzione dall'Iva prevista a livello europeo non è applicabile a quei servizi, ancorché resi da organismi senza fini di lucro, connessi ad attività che non possono essere equiparate con la pratica dello sport o dell'educazione fisica. In particolare, la Corte esclude che possano essere considerati connessi con la pratica dello sport o dell’educazione fisica i servizi di noleggio di posti ormeggio e deposito per imbarcazioni, resi ai soci di associazioni nautiche (non profit) che fanno un uso soltanto ricreativo o addirittura soltanto in loco, senza lasciare l’ormeggio, dell’imbarcazione situata nel posto barca noleggiato. Sotto un secondo profilo, i Giudici osservano il contrasto della normativa olandese con i principi europei nella misura in cui la normativa olandese esenta da Iva i soli servizi prestati da associazioni sportive (non profit) a condizione che le stesse non si avvalgano di una o più persone alle proprie dipendenze. In tal modo, il Regno dei Paesi Bassi aggiunge una condizione, ulteriore a quelle previste dalla direttiva Iva, che limita la portata dell’esenzione. Le conclusioni Tale condizione determina, a giudizio della Corte, una limitazione, per alcune organizzazioni non profit, dell’esenzione da Iva, che, invece è obbligatoria per i servizi connessi con lo sport o l’educazione fisica resi da tutte le organizzazioni senza scopo di lucro. L’evidente contrasto con la normativa europea ha escluso per i giudici la necessità di verificare se la condizione prevista dalla disciplina olandese fosse in giustificabile quale misura finalizzata a prevenire distorsioni della concorrenza. ******   9) Regime di branch exemption: consultazione pubblica sulla bozza di provvedimento disponibile sul sito delle Entrate Regime di branch exemption: l’Agenzia apre alle consultazioni. I contributi sulla disciplina di esenzione degli utili e delle perdite attribuibili alle stabili organizzazioni delle imprese residenti, dovranno essere inviati entro il 31 marzo 2016 L’Agenzia delle Entrate invita imprese, operatori economici e ordini professionali a inviare commenti e osservazioni sulla bozza di provvedimento pubblicata sul sito, con regole applicative del “branch exemption”, la disciplina che consente alle imprese residenti nello Stato di optare per l’esenzione degli utili e delle perdite relative alle proprie stabili organizzazioni estere. Il branch exemption è stato introdotto nel nostro ordinamento dal decreto internazionalizzazione (Dlgs 147/2015). In particolare l’articolo 14 di tale decreto prevede la possibilità che in capo a un’impresa residente nel territorio dello Stato non assumano rilevanza fiscale gli utili e le perdite realizzati dalle sue stabili organizzazioni all’estero, da determinarsi in ogni caso in base ai criteri di cui all’articolo 152 del Tuir. A tal proposito, viene inserito nel Tuir il nuovo articolo 168-ter, in base al quale si consente a un’impresa residente in Italia di optare per l’esenzione degli utili e delle perdite attribuibili a tutte le proprie stabili organizzazioni all’estero. Il comma 3 dell’articolo 14, poi, ha previsto che le regole applicative della nuova disciplina siano stabilite con un provvedimento del direttore dell’Agenzia. Vista la rilevanza della materia, l’Agenzia ha deciso di avviare una consultazione pubblica sulla bozza di provvedimento, disponibile sul sito delle Entrate. I contributi dovranno essere inviati entro il 31 marzo al seguente indirizzo di posta elettronica: branchexemption@agenziaentrate.it.   ****** 10) Stop per il 2016 alla tassa sui licenziamenti Prorogata per tutto il 2016 l’esenzione dal pagamento del contributo addizionale sui licenziamenti a carico delle aziende che interrompono rapporti di lavoro a tempo indeterminato in conseguenza di cambio appalto, allorché i licenziamenti siano seguiti da assunzioni presso altri datori di lavoro, in attuazione di clausole sociali. L'esenzione, che in origine era prevista per il periodo 2013-2015, è stata estesa anche per quest’anno grazie al decreto "Milleproroghe". L'articolo 2 della legge 28 giugno 2012 n. 92, oltre ad aver previsto l'istituzione dell'Aspi (ora sostituita dalla Naspi), ha anche introdotto un contributo aggiuntivo sui licenziamenti a carico dei datori di lavoro. Il pagamento del contributo opera, tuttavia, solo a condizione che si ricada in un'ipotesi di licenziamento la cui causa dia diritto all'Aspi (ora Naspi). Il contributo si calcola applicando una percentuale fissa del 41% al massimale mensile Naspi e poi moltiplicando tale importo per ogni periodo di 12 mesi di anzianità aziendale del lavoratore (fino a un massimo di 36 mesi). (Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, nota del 25 febbraio 2016)   Vincenzo D’Andò