Diario quotidiano del 23 febbraio 2016: lo sconto INPS per i forfettari è solo su richiesta

Pubblicato il 23 febbraio 2016



forfettari: sconti INPS solo su richiesta; costituzione start up innovative: stop al Notaio; fondi paritetici interprofessionali: circolare welfare; al via l’accertamento induttivo anche in presenza di contabilità regolare; nuovo bilancio in fase di transizione; gestione previdenziale artigiani e commercianti: regime contributivo agevolato; garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze bancarie; benefici per l’esposizione all’amianto: domande entro l'1 marzo; sospensione servizi automatici del numero verde; tutorial Entrate per Civis F24
 
diario-immagine2Indice: 1) Forfettari: sconti Inps solo su richiesta 2) Costituzione start up innovative: stop al Notaio 3) Fondi paritetici interprofessionali: circolare welfare 4) Al via l’accertamento induttivo anche in presenza di contabilità regolare 5) Nuovo bilancio in fase di transizione 6) Gestione previdenziale artigiani e commercianti: regime contributivo agevolato 7) Garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze bancarie 8) Benefici per l’esposizione all’amianto: domande entro il 1° marzo 9) Sospensione servizi automatici del numero verde 10) Tutorial Entrate per Civis F24  
  1) Forfettari: sconti Inps solo su richiesta Vanno richieste le agevolazioni contributive. Per i nuovi forfettari agevolazioni contributive solo su richiesta. In analogia con quanto previsto già per il primo anno di entrata in vigore del regime, la base imponibile ai fini della determinazione della contribuzione dovuta alle gestioni artigiani e commercianti, è costituita dal reddito forfetario individuato ai fini fiscali. La richiesta di adesione al regime previdenziale agevolato per i soggetti già esercenti attività d'impresa dovrà essere effettuata tramite la presentazione dell’apposito modulo di adesione entro il 28 febbraio 2016. Lo ha precisato l’Inps, con la circolare n. 35 del 19 febbraio 2106, interamente dedicata al nuovo regime contributivo agevolato per artigiani e commercianti aderenti al nuovo regime forfetario così come modificato dalla legge n. 208/2015. Tornando alle caratteristiche del regime agevolato la neo circolare precisa che la novità principale rispetto al passato consiste nel fatto che la contribuzione dovuta, sia quella sul reddito entro il minimale, sia quella sul reddito eventualmente eccedente, viene ridotta del 35%. Riguardo, invece, l’accredito della contribuzione versata, continuano ad applicarsi le regole ordinarie secondo le quali il pagamento di un importo pari al contributo calcolato sul minimale di reddito, attribuisce il diritto all’accreditamento di tutti i contributi mensili relativi a ciascun anno solare cui si riferisce il pagamento, mentre un pagamento inferiore al minimale comporta un accredito per un numero di mesi proporzionale a quanto versato. In relazione alle esclusioni dal regime contributivo agevolato, la circolare Inps precisa che nulla è variato rispetto allo scorso anno. Nessun cumulo dunque tra il regime di riduzione contributiva del 35% e quella prevista per gli ultrasessantacinquenni o per i minori di anni 21 ed i collaboratori familiari. Per accedere al regime agevolato Inps i forfetari devono dunque inoltrare apposita dichiarazione alla sede dell’Istituto secondo le modalità già descritte nella precedente circolare n. 29/2015.   ******   2) Costituzione start up innovative: stop al Notaio La start up farà a meno del notaio. Grazie alla compilazione di un modello standard sarà possibile procedere alla costituzione di una start up innovativa avente la forma giuridica di società a responsabilità limitata (non semplificata o ad un euro) senza l’intervento notarile. Gli atti potranno essere redatti direttamente dai soci della startup, oppure avvalendosi dell’ufficio del registro delle imprese. L’ufficio camerale autenticherà le sottoscrizioni e procederà in tempo reale all’iscrizione, permettendo la nascita della società contestualmente all’apposizione dell’ultima firma. Il Ministro dello Sviluppo economico ha, infatti, firmato il 18 febbraio 2016 il decreto che introduce la possibilità di costituire una startup innovativa (articolo 25 del D.L. 179/2012 e successive modificazioni) mediante un modello standard tipizzato con firma digitale, ferma restando la possibilità di costituire la società per atto pubblico. Il decreto Mise è attuativo dell’articolo 4, comma 10 bis, del decreto legge n. 3/2015 (noto come Investimet compact), convertito nella legge n. 33/2015. Con esso si aggiunge un altro importante tassello che facilita la nascita delle startup innovative.   ******   3) Fondi paritetici interprofessionali: circolare welfare Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha emanato la circolare n. 10 del 18 febbraio 2016, con la quale fornisce alcuni chiarimenti in merito ai Fondi paritetici interprofessionali. In particolare, la circolare fornisce indicazioni in materia di acquisizioni di beni e servizi e contributi per le attività formative. La neo circolare analizza le principali fattispecie operative che caratterizzano l’attività dei Fondi paritetici interprofessionali, le quali sono sostanzialmente due: l’acquisizione di beni e servizi; l’erogazione di contributi per finanziare i piani formativi definiti in sede sindacale. Per quanto riguarda l’acquisizione di beni e servizi, il Ministero del Lavoro evidenzia che, trattandosi di un servizio reso nei confronti di un soggetto che non solo gestisce risorse pubbliche ma è altresì qualificato come organismo di diritto pubblico, si realizza uno scambio di reciproche prestazioni, nel quale le somme versate dal committente assumono la qualifica di corrispettivo. Erogazione di contributi per finanziare i piani formativi Il Ministero chiarisce che, trattandosi di somme destinate a un servizio di interesse generale come l’attività di formazione, non vanno considerati come corrispettivi a fronte di “affidamenti di contratti di formazione professionale”, bensì come erogazioni destinate a finanziare piani e/o progetti formativi nei quali manca una controprestazione consistente in un obbligo di dare, fare o non fare a carico del beneficiario, tale da generare un rapporto obbligatorio a prestazioni corrispettive. ******   4) Al via l’accertamento induttivo anche in presenza di contabilità regolare La regolarità contabile non esclude l’induttivo. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3279 del 19 febbraio 2016, ha stabilito che l’accertamento induttivo non si può escludere in presenza di regolarità formale delle scritture contabili, anche se tale circostanza viene avallata dal commissario giudiziale dell'impresa. E' necessario, al contrario una complessiva valutazione sulla attendibilità della contabilità anche mediante l’approfondimento da parte del giudice di merito delle singole contestazioni poste a base dall’Amministrazione finanziaria per la rettifica induttiva. In particolare, tutto è scaturito dall’avviso di accertamento per maggiori imposte emesso nei confronti di una Srl in liquidazione che in seguito era stato annullato dalla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia. Come è noto, in materia di accertamento dell’Iva il ricorso al metodo induttivo è ammesso anche in presenza di una contabilità formalmente regolare, ai sensi dell’art. 54 del D.P.R. n. 633/72, il quale autorizza l’accertamento anche in base ad altri documenti o scritture contabili (diverse da quelle previste dalla legge) o ad altri dati e notizie raccolti nei modi prescritti dagli articoli precedenti, potendo le conseguenti omissioni o false o inesatte indicazioni essere indirettamente desunte da tali risultanze, ovvero anche all’esito dell’acquisizione di presunzioni semplici, purché gravi, precise e concordanti. La Suprema Corte ha aggiunto che, dalla sentenza impugnata, non è affatto emerso che il Commissario giudiziale si fosse espresso a favore dell’attendibilità della contabilità, ma solo della sua regolarità. Quindi, si trattava di contabilità sia pure dichiarata regolare (formalmente), ma in realtà inattendibile. Come è noto esistono diversi elementi che allo loro sussistenza fanno si che l’Amministrazione finanziaria possa provare che la contabilità esibita sia, formalmente corretta, ma sostanzialmente inattendibile. Si ricorda che tra di essi rientra, la contabilizzazione dei movimenti di cassa (si pensi, ad es. al conto “Cassa” in rosso), la contabilizzazione dei beni in magazzino, quella dei cespiti ammortizzabili e cosi via.   ******   5) Nuovo bilancio in fase di transizione L’OIC - Organismo Italiano di Contabilità, è a lavoro ai fini della predisposizione della bozza dei nuovi principi contabili nazionali. Dunque, gli operatori contabili attendono a breve le regole per la transizione alle nuove norme civilistiche per il bilancio di esercizio e consolidato, da applicare all’esercizio 2016. Le norme transitorie saranno contenute, verosimilmente, nei singoli principi. Come è noto, la direttiva 2013/34/EU è stata recepita nel nostro ordinamento tramite il D.Lgs. n. 139/2015. Questo ha comportato notevoli modifiche sia al Codice civile, per ciò che concerne la redazione del bilancio di esercizio, sia al D.Lgs. 127/91, che riguarda la predisposizione del bilancio consolidato, per le società di capitali che non adottano gli IFRS. Le nuove norme hanno un inevitabile riflesso sui principi contabili nazionali OIC attualmente in vigore, perché concernono questioni di notevole rilievo, sia per gli schemi di bilancio, sia per i criteri di valutazione. I principi OIC attualmente in vigore si applicano solo al bilancio 2015, perché per quello che si apre il 1° gennaio 2016 (o in data successiva) servono nuove regole. L’OIC sta lavorando ormai da tempo, e in modo particolarmente intenso proprio in questi ultimi giorni, alla modifica del testo attuale dei principi, per giungere, verosimilmente entro la fine di febbraio o di marzo al massimo, alla pubblicazione delle bozze per la discussione. Dunque, le regole per la transizione sono necessarie e vengono attese quasi con una certa impazienza. Ciò poiché l’art. 12 del D.Lgs. n. 139/2015 (oltre a stabilire la data di prima applicazione) indica solo in maniera sommaria le regole da seguire per la transizione dalle vecchie norme alle nuove. Il comma 2 del citato articolo, in particolare, stabilisce che le modifiche all'articolo 2426, codice civile, in materia di valutazioni, ed in particolare al comma 1, numero 1), l’introduzione del costo ammortizzato per i titoli immobilizzati, al numero 6) per la valutazione dell’avviamento e al numero 8) per quanto concerne l’obbligo di adottare il metodo del costo ammortizzato per crediti e debiti, “possono non essere applicate alle componenti delle voci riferite a operazioni che non hanno ancora esaurito i loro effetti in bilancio”. In questi casi, dunque, è chiaro che gli amministratori, nel bilancio dell’esercizio 2016 (e nel bilancio 2015 che sarà presentato in chiave comparativa), potranno continuare a usare le vecchie regole, finché le voci patrimoniali in parola non saranno esaurite e scompariranno dallo stato patrimoniale, oppure utilizzare le nuove norme e, dunque, cambiare il criterio di valutazione. Nulla si dice però del trattamento contabile da adottare, concretamente, nel caso in cui si voglia cambiare il criterio di valutazione, utilizzando il nuovo. Per esempio, non è chiaro se i dati 2015 dovranno comunque essere indicati in chiave comparativa, né dove e come contabilizzare le differenze che potranno originarsi dal cambiamento di metodo. Diversi dubbi, quindi, attanagliano gli esperti del settore, considerato anche poi fattispecie non menzionate nel citato art. 12, comma 2, D.Lgs. 139/15. L’OIC non dovrebbe, perciò, tardare a sciogliere le riserve e, quindi, a pubblicare le bozze dei nuovi principi. Meno male che le nuove regole di valutazione dei crediti e dei debiti e dei titoli immobilizzati potranno non essere applicate alle imprese ex art. 2435-bis, né alle micro-imprese di cui all’art. 2435-ter.   ****** 6) Gestione previdenziale artigiani e commercianti: regime contributivo agevolato L’Inps, con la circolare n. 35 del 19 febbraio 2016, ha fornito istruzioni in ordine alla portata applicativa della legge 28 dicembre 2015, n. 208 (c.d. legge di stabilità 2016), art. 1, comma 111, che ha riformulato la disposizione di cui al comma 77 della legge n. 190/14, relativa alla quantificazione del contributo dovuto ed alle modalità di accredito, per quanto riguarda gli artigiani e gli esercenti attività commerciale. Come è noto, la legge 23 dicembre 2014, n. 190 (c.d. legge di stabilità 2015), art. 1, commi 76-84, ha introdotto un regime contributivo agevolato per i soggetti che possiedono i requisiti e si trovano nelle condizioni previste ai precedenti commi 54 ss. Con circolare n. 29/15, sono stati forniti gli opportuni chiarimenti in merito alla portata applicativa della citata norma. La legge 28 dicembre 2015, n. 208 (c.d. legge di stabilità 2016), art. 1, comma 111, ha riformulato la disposizione di cui al comma 77 della legge n. 190/14, relativa alla quantificazione del contributo dovuto ed alle modalità di accredito. Soggetti interessati, calcolo e accredito della contribuzione dovuta I soggetti interessati continuano ad essere individuati ai sensi dell’art. 1, comma 54 della legge n. 190/14, come riformulato dall’art. 1, comma 111, della citata legge 208/15, la quale ha aggiunto ulteriori specificazioni in merito ai requisiti richiesti per accedere al regime fiscale agevolato e poter optare, di conseguenza, per il regime previdenziale de quo. Si tratta, pertanto, di persone fisiche esercenti attività d’impresa, titolari di una o più ditte individuali, anche organizzate in forma di impresa familiare, che nell’anno precedente da un lato abbiano conseguito e sostenuto un determinato ammontare di ricavi e costi e, dall’altro, non si siano trovate in determinate condizioni specificamente elencate. Con riferimento alle attività imprenditoriali che attribuiscono il diritto ad usufruire dell’agevolazione, il relativo elenco, suddiviso per codice Ateco e già rubricato come Allegato 4 alla legge n. 190/14, è stato interamente sostituito dal comma 112 della novella. Come il precedente regime agevolato, dunque, anche il nuovo regime introdotto dalla legge n. 208/2015 ha carattere opzionale ed è accessibile esclusivamente a domanda; analogamente a quanto previsto in precedenza, inoltre, ai fini della determinazione della contribuzione dovuta alle gestioni artigiani e commercianti, ai sensi dell’art. 1 della legge 2 agosto 1990, n. 233, la base imponibile è costituita dal reddito forfetario individuato ai fini fiscali. La novità rispetto al regime precedente consiste nel fatto che la contribuzione dovuta, sia quella sul reddito entro il minimale, sia quella sul reddito eventualmente eccedente, viene ridotta del 35%. Ai fini dell’accredito della contribuzione versata, continua ad applicarsi l’art. 2 comma 29 della legge 8 agosto 1995, n. 335, in base al quale il pagamento di un importo pari al contributo calcolato sul minimale di reddito, attribuisce il diritto all’accreditamento di tutti i contributi mensili relativi a ciascun anno solare cui si riferisce il pagamento. Conseguentemente, il calcolo del dovuto deriverà dall’applicazione della riduzione (-35%) prevista per legge sul contributo complessivo, riferito sia al minimale di reddito, che all’eventuale parte di reddito eccedente il minimale. Nel caso in cui l’importo complessivamente versato risulti inferiore all’importo ordinario della contribuzione dovuta sul minimale di reddito, verrà accreditato un numero di mesi proporzionale a quanto versato. Ai fini dell’accredito di 12 mesi di contribuzione, dunque, dovrà essere versata una somma pari all’importo del contributo dovuto sul minimale. Ove venga effettuato un versamento corrispondente al contributo calcolato sul minimale ordinario ma inferiore rispetto al dovuto, si procederà al recupero della differenza, nel rispetto del limite del 65%. Nell’ipotesi di impresa già esistente, i contributi sono attribuiti temporalmente dall’inizio dell’anno solare, mentre nell’ipotesi di nuova impresa, la decorrenza coinciderà naturalmente con il mese di inizio di imposizione contributiva. Risulta in ogni caso dovuto il contributo di maternità, pari ad € 7,44 annui, da corrispondere alle scadenze previste per la contribuzione in misura fissa. Per quanto attiene ai familiari coadiuvanti/coadiutori, si ribadisce quanto già esplicitato al paragrafo 1 della circolare n. 29/15. Anche per questi ultimi, compresi nel regime previdenziale agevolato cui abbia deciso di aderire il titolare d’impresa, continua ad applicarsi la nota disposizione di cui all’art. 3-bis del d.l. 19 settembre 1992, n. 384, convertito con modificazioni dalla legge 14 novembre 1992, n. 438. Pertanto, la base imponibile su cui il titolare dovrà calcolare la contribuzione dovuta è data dalla quota di reddito determinato forfetariamente ed attribuito al collaboratore medesimo sino ad un massimo del 49%, oltre a tutti gli altri redditi d’impresa che il collaboratore abbia eventualmente percepito nel periodo d’imposta. Esclusione dai benefici previsti per particolari categorie Nessuna modifica è stata introdotta con riferimento ai commi 80 e 81 della legge n. 190/15, pertanto si rinvia a quanto già espresso al paragrafo 2 della circolare n. 29/15. Permane infatti l’esclusione di alcuni benefici contributivi – in particolare quello previsto per i soggetti ultrasessantacinquenni di cui all’art. 59, comma 15 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, nonché la riduzione contributiva di tre punti percentuali prevista dall’art. 1, comma 2 della legge 2 agosto 1990, n. 233 per i soggetti di età inferiore ai 21 anni – per coloro che decidono di aderire al regime previdenziale agevolato e per i relativi collaboratori familiari. Modalità di entrata e di uscita dal regime agevolato e relativi termini L’accesso al regime previdenziale agevolato avviene sulla base di apposita dichiarazione che il contribuente ha l’onere di presentare all’Istituto, secondo le modalità già descritte nella circolare n. 29/15, paragrafo 3. Per i soggetti già esercenti attività d’impresa, la presentazione del modulo di adesione dovrà avvenire entro il 28 febbraio dell’anno per il quale intendono usufruire del regime agevolato. Ove non sia rispettato tale termine, l’accesso al regime agevolato non sarà consentito per l’anno in corso, ma dovrà essere ripresentata una nuova domanda entro il 28 febbraio dell’anno successivo e l’agevolazione sarà concessa con decorrenza 1° gennaio del relativo anno, sempreché il richiedente permanga in possesso dei requisiti di legge. Il termine decadenziale di cui sopra vale anche per coloro che, pur esercitando attività d’impresa prima dell’entrata in vigore della novella, non risultino ancora titolari di posizione attiva presso le gestioni autonome. In tali casi andrà compilato l’apposito modello cartaceo, specificando l’attività esercitata attraverso l’indicazione del codice REA. Al contrario, i soggetti che intraprendono una nuova attività d’impresa dal 1° gennaio 2016 e presumono di essere in possesso dei requisiti richiesti, presenteranno apposita dichiarazione di adesione - attraverso la procedura telematizzata all’uopo predisposta - al regime agevolato con la massima tempestività rispetto alla data di ricezione della delibera di avvenuta iscrizione alla gestione previdenziale. Anche per quanto riguarda le modalità di uscita dal regime agevolato, la novella non ha introdotto modifiche alla disciplina già in vigore, pertanto si richiama quanto precisato con circolare n. 29/15, paragrafo 4. L’uscita dal regime agevolato, pertanto, si può verificare in tre ipotesi: - venir meno dei requisiti che hanno consentito l’applicazione del beneficio; - scelta del contribuente, a prescindere da qualsivoglia motivazione, di abbandonare il regime agevolato; - comunicazione all’Istituto da parte dell’Agenzia delle Entrate in ordine al fatto che il contribuente non ha mai aderito al regime fiscale agevolato, oppure non ha mai avuto i requisiti per aderire. Nei primi due casi il regime ordinario verrà ripristinato dal 1° gennaio dell’anno successivo alla presentazione della dichiarazione di perdita dei requisiti o della domanda di uscita. Con successivo messaggio verrà comunicato il rilascio dell’applicazione per la dichiarazione di recesso dal regime agevolato, da compilarsi online tramite accesso al Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti. Nel terzo caso il regime ordinario verrà imposto retroattivamente, con la stessa decorrenza che era stata fissata per il regime agevolato. ******   7) Garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze bancarie Il Decreto Legge n. 18 del 14 febbraio 2016, prevede per le banche con sede in Italia lo strumento della garanzia dello Stato sulle operazioni di cartolarizzazione dei crediti in sofferenza (GACS). Lo strumento ha lo scopo di agevolare le banche nello smobilizzo dei crediti deteriorati e facilitare lo sviluppo di un mercato italiano dei non performing loans. La nuova misura, in accordo con la Commissione europea è stata costruita in modo tale da escludere la presenza di aiuti di Stato. Viene prevista la concessione della garanzia dello Stato sulle passività emesse nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione realizzate a fronte della cessione da parte delle banche a una società cessionaria di crediti pecuniari qualificati come sofferenze; i crediti oggetto di cessione sono trasferiti per un importo non superiore al loro valore netto di bilancio. L’accesso alla garanzia, aperto a tutte le banche con sede in Italia, è limitato a un periodo di diciotto mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legge; il termine può essere esteso fino a un massimo di ulteriori diciotto mesi, previa approvazione da parte della Commissione europea. La struttura dell’operazione prevede che siano emesse almeno due classi di titoli, una subordinata all’altra: i detentori dei titoli junior non potranno ricevere né il pagamento degli interessi né il rimborso del capitale fino a quando i detentori dei titoli senior non saranno integralmente ripagati. La garanzia può essere rilasciata solo a favore dei titoli senior. Possono essere emesse anche classi di titoli a rischio intermedio (mezzanine). Ai fini del rilascio della garanzia dello Stato, i titoli senior devono avere previamente ottenuto un livello di rating non inferiore all’ultimo gradino della scala di valutazione del merito di credito investment grade. La garanzia dello Stato diviene efficace solo quando la banca cedente abbia trasferito almeno il 50% più uno dei titoli junior e comunque un ammontare di titoli junior e, laddove emessi, di titoli mezzanine che consenta l’eliminazione contabile dei crediti oggetto dell’operazione di cartolarizzazione dalla contabilità della banca. La garanzia è onerosa e per determinarne il prezzo di mercato, necessario per evitare la configurazione di un aiuto di Stato, vengono presi a riferimento i prezzi di panieri di credit default swap relativi a società italiane con livello di rischio corrispondente a quello dei titoli senior che vengono garantiti.   ******   8) Benefici per l’esposizione all’amianto: domande entro il 1° marzo A correzione della precedente news, medesimo oggetto, pubblicata il 19 febbraio scorso, si informano gli interessati che, per accedere ai benefici previdenziali riconosciuti ai lavoratori che hanno lavorato nel settore della produzione di materiale rotabile ferroviario senza essere dotati di adeguata protezione alle polveri di amianto, la domanda va presentata entro il 1° marzo 2016. (INPS, nota del 22 febbraio 2016)   ******   9) Sospensione servizi automatici del numero verde Per attività di manutenzione straordinaria e di aggiornamento tecnologico, i servizi automatici erogati dall’INPS tramite il numero verde 803164 da rete fissa e il numero 06164164 da telefono cellulare, non saranno disponibili dalle ore di 20.00 di venerdì 26 febbraio fino alle ore 6.00 di lunedì 29 febbraio. Rimane disponibile il servizio tramite operatori: il servizio è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore 20.00 e il sabato dalle ore 8.00 alle ore 14.00. (INPS, nota del 22 febbraio 2016)   ******   10) Tutorial Entrate per Civis F24 La videoguida è su YouTube: Una funzionaria dell’Agenzia illustra, passo dopo passo, come accedere al servizio e in che modo utilizzarlo. Il percorso da seguire è, comunque, molto semplice e intuitivo. Un nuovo tutorial su Civis F24. Il video pubblicato oggi su Entrate in Video, il canale YouTube dell’Agenzia delle Entrate, descrive dettagliatamente tutti i passaggi da seguire per modificare la delega di pagamento F24 attraverso l’applicativo Civis (acronimo di Comunicazione di irregolarità virtualizzate per intermediari serviti). L’obiettivo è guidare i contribuenti all’uso di questo strumento, già molto cresciuto negli ultimi anni, per far loro risparmiare tempo, facendo tutto comodamente da casa. Nel filmato, una funzionaria dell’Agenzia spiega che, per accedere al servizio, è necessario innanzitutto avere a portata di mano il proprio codice fiscale e il Pin personale. I cittadini non ancora dotati di codice Pin possono facilmente richiederlo, seguendo le indicazioni riportate nello specifico video. Una volta entrati, il percorso da seguire è molto semplice e intuitivo: basta cliccare su “Civis” alla voce ”Richiesta modifica delega F24” e – nel caso in cui l’F24 da modificare sia stato inviato con i servizi telematici dell’Agenzia – inserire il protocollo telematico e il progressivo indicato nella ricevuta telematica rilasciata al momento dell’invio o all’interno del Cassetto fiscale. In questo modo, si risale esattamente ai dati su cui si vuole intervenire. Il tutorial illustra, poi, le operazioni che possono essere eseguite sulla delega F24. Premendo il tasto “Modifica”, è possibile cambiare il codice tributo, il mese, l’anno di riferimento e il numero della rata (non è invece possibile modificare gli importi). Scegliendo, invece, l’opzione “Suddividi”, si possono dividere sia gli importi a debito che quelli a credito, in un numero massimo di cinque tributi/righe. Anche dopo aver confermato le modifiche, l’applicativo permette un ultimo controllo per cancellare i dati inseriti o annullare le operazioni. Soltanto dopo l’invio definitivo della richiesta di modifica, viene trasmesso il protocollo di accettazione. È possibile, infine, visualizzare il riepilogo della richiesta, salvarlo in formato pdf o stamparlo. (Agenzia delle entrate, notiziario del 22 febbraio 2016)   Vincenzo D’Andò