Diario quotidiano del 2 febbraio 2016: arriva la semplificazione per gli studi di settore?

Pubblicato il 2 febbraio 2016



estromissione degli immobili dell’imprenditore con il criterio catastale; al via la semplificazione degli studi di settore; anche a chi é nel regime dei minimi spetta il super-ammortamento; in calo la congruità ai fini degli studi di settore; reverse charge nelle prestazioni tra consorzi e consorziati: intervento della Fondazione Nazionale dei Commercialisti; accertamento fiscale di maggiore valore: più tutele per i contribuenti; dalla FNC arriva la guida pratica alla compilazione della dichiarazione IVA 2016; alberghi: niente tariffe esose per la Tarsu, cartella di pagamento annullata; imbullonati fuori dalla stima: il Docfa si adegua alla novità; l’Agenzia informa: aggiornata la guida “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali”
 
Indice: 1) Estromissione degli immobili dell’imprenditore con il criterio catastale 2) Al via la semplificazione degli studi di settore 3) Anche a chi é nel regime dei minimi spetta il super-ammortamento 4) In calo la congruità ai fini degli studi di settore 5) Reverse charge nelle prestazioni tra consorzi e consorziati: intervento della Fondazione Nazionale dei Commercialisti 6) Accertamento fiscale di maggiore valore: più tutele per i contribuenti 7) Dalla FNC arriva la guida pratica alla compilazione della dichiarazione IVA 2016 8) Alberghi: niente tariffe esose per la Tarsu, cartella di pagamento annullata 9) Imbullonati fuori dalla stima: il Docfa si adegua alla novità 10) L’Agenzia informa: aggiornata la guida “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali”  
  1) Estromissione degli immobili dell’imprenditore con il criterio catastale Gli immobili dell’imprenditore individuale possono essere assegnati con il criterio catastale. E’ questa la tesi del Consiglio Nazionale del Notariato, contenuta nello studio n. 20/2016/T (si veda nel diario fiscale del 1 febbraio 2016), finalizzato ad esaminare quelle disposizioni contenute nella legge di stabilità che disciplinano assegnazione e cessioni agevolate nonché trasformazione in società semplici ed estromissione degli immobili da parte dell'imprenditore individuale. Sarà, dunque, possibile applicare il criterio catastale per tutte le categorie immobiliari nell’ambito della disciplina delle assegnazioni e delle cessioni con la conseguente impossibilità di rettifica da parte dell’Amministrazione finanziaria. Sarà necessaria l’indicazione in atto analogamente al regime del prezzo valore come pure una indicazione nell’atto sarà necessaria in relazione al fatto che gli immobili non siano strumentali per destinazione per effetto del mutamento operato ma, in tale situazione, con ipotesi di elusività. Inoltre, ai fini della operazione di trasformazione, si applicheranno le nuove definizioni di società immobiliare contenute nel decreto internazionalizzazione. Come noto, in relazione alle novità in materia di reddito di impresa, la Legge 208/2015, dopo diversi anni, è tornata a disciplinare le operazioni di specie che rappresentano, di fatto, una possibile via di uscita dalla problematica legata alla applicazione delle norme in materia di società di comodo. Naturalmente, lo studio del notariato si sofferma, in particolare, su alcune questioni che tipicamente riguardano l'imposta di registro. Uno degli aspetti sui quali si sofferma il documento, è rappresentato dalla indicazione del valore di riferimento ai fini del l'imposta di registro in relazione alle vicende legate alla assegnazione ed alla cessione. Il rinvio del documento è ovviamente a quanto previsto dalla norma in relazione alle regole generali e, dunque, in relazione al criterio del valore normale. Viene correttamente osservato però, che la legge di Stabilità consente, in luogo della applicazione del predetto criterio, l'adozione del valore catastale non solo per gli immobili a natura abitativa ma per tutte le categorie di immobili con la conseguenza che si assisterebbe alla forfettizzazione della base imponibile con la conseguente inibizione della possibilità di rettifica da parte della amministrazione finanziaria. A tale fine, però, sarà necessaria una indicazione in atto analogamente a quanto previsto nell'ambito del regime del prezzo valore anche qualora il beneficio riguardi esclusivamente il socio per l'assenza della base imponibile in capo alla società. Altro aspetto che viene analizzato nello studio è quello della natura degli immobili che possono formare oggetto di assegnazione e cessione agevolata. Come noto, infatti, da un punto di vista sostanziale, non rientrano nel campo dell'agevolazione gli immobili strumentali per destinazione cioè quelli direttamente utilizzati nello svolgimento della attività di impresa. Analogamente a quanto venne chiarito nelle precedenti edizioni delle disposizioni oggi riproposte dalla legge di Stabilità 2016, la destinazione del bene deve essere valutata al momento dell'assegnazione e non al momento della delibera con la quale si decide l'assegnazione. Conseguentemente, la destinazione dell'immobile potrebbe essere mutata rendendo assegnabile in modo agevolato quello che originariamente non lo era. Su questo aspetto lo studio afferma come una particolare specificazione sarà necessaria in atto ma, nello stesso tempo, una sottolineatura viene posta sulla ipotetica elusività di questo cambio destinazione solo funzionale alla fruizione dei benefici recati dalla norma. Alcune osservazioni vengono formulate in relazione alla platea soggettiva di coloro che possono procedere alla trasformazione in società semplice. Sotto questo aspetto, infatti, l'operazione di specie è riservata alle società di gestione immobiliare e a condizione che la compagine sociale non sia mutata. Il problema, rispetto al passato, è comprendere come le definizioni che nell'ordinamento sono state introdotte in tema di società immobiliari ricadano nell'ambito di applicazione di quanto previsto dalla legge di Stabilità. A tale fine, il documento rinvia a quanto precisato nel Dlgs 147/2015. In tale norma, infatti, al fine di definire con chiarezza il perimetro di quei soggetti che possono dedurre integralmente gli interessi passivi in quanto correlati ad immobili destinati alla locazione, si è fatto riferimento a parametri numerici sia in relazione alla composizione dell'attivo dello stato patrimoniale (valore normale degli immobili destinati alla locazione che sia prevalente) che in relazione agli indicatori del conto economico (almeno due terzi di ricavi derivanti dalla attività di locazione).   ******   2) Al via la semplificazione degli studi di settore Il 29 gennaio 2016 l’Agenzia delle entrate ha approvato con un provvedimento i 204 modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, avviando il processo di semplificazione degli adempimenti “dettato” dall’Atto d’indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2016-2018 del Ministro dell’Economia e delle finanze. In tal senso é intervenuta l'Agenzia delle entrate che, con il comunicato stampa del 29 gennaio 2016, informa dell'avvenuta eliminazione dell’obbligo di presentazione: - dei modelli INE – Indicatori di normalità economica; - del modello di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore per i contribuenti che hanno cessato l’attività nel corso del periodo d’imposta o che si trovano in liquidazione ordinaria. L’Agenzia ritiene infatti che questi due adempimenti, originariamente previsti in base all’art. 1, comma 19, primo e secondo periodo della L. 296/2006 per individuare specifici indicatori di normalità economica, siano, con riferimento all’annualità di imposta 2015, non più necessari perché la finalità di rilevare la presenza di ricavi o compensi non dichiarati ovvero di rapporti di lavoro irregolare potrà essere efficacemente perseguita con l’integrazione e l’analisi delle diverse banche dati, anche dichiarative, nella disponibilità dell’Amministrazione. Per quanto riguarda le comunicazioni dei dati rilevanti, come già evidenziato in occasione della pubblicazione delle versioni provvisorie , i modelli si riferiscono a: - 51 studi relativi ad attività economiche del settore delle manifatture; - 60 relativi ad attività economiche del settore dei servizi; - 24 relativi ad attività professionali; - 69 relativi ad attività economiche del settore del commercio. Il comunicato dell’Agenzia ricorda che essi vanno presentati dai contribuenti soggetti agli studi di settore (e da chi è comunque tenuto, anche se escluso dall’applicazione degli studi) che nel periodo d’imposta 2015 hanno esercitato in via prevalente una delle attività economiche nei diversi settori per le quali risultano approvati, con decreto ministeriale, gli studi di settore, indicati nell’allegato 1 del provvedimento. I modelli vanno inviati per via telematica con il Modello Unico. La trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate dev’essere effettuata direttamente, attraverso Entratel o Fisconline, o tramite intermediari incaricati. I nuovi modelli contengono anche le informazioni relative ai correttivi anticrisi, individuate sulla base della metodologia presentata alla Commissione degli esperti nella seduta del 2 dicembre 2015. Inoltre, nei quadri F e G entrano appositi campi in cui imprenditori e professionisti possono indicare la maggiorazione del 40% del costo di acquisizione di beni materiali strumentali nuovi, riconosciuta, per incentivare gli investimenti, dalla legge di stabilità per il 2016. Gli stessi quadri tengono anche conto dell’applicazione del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità. È inoltre semplificata la struttura del quadro F: per gli studi evoluti per il periodo d’imposta 2015 è stato accorpato il contenuto dei righi F14 e F15, come già fatto per gli studi evoluti per l’anno 2014, mentre nel quadro X è possibile rettificare il peso di alcune variabili. Ancora, il quadro V dedicato alle cooperative a mutualità prevalente, ai soggetti che redigono il bilancio secondo i principi contabili internazionali e a coloro che rientrano nel regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità nel periodo d’imposta precedente. Entra poi un apposito quadro Z nei modelli relativi ad alcuni studi che andranno in evoluzione per il periodo d’imposta 2017: servirà per chiedere ulteriori informazioni utili ai fini dell’aggiornamento degli studi stessi.   ******   3) Anche a chi é nel regime dei minimi spetta il super-ammortamento Confermata la tesi che i super-ammortamenti spettano anche per i contribuenti in regime di vantaggio. Dunque, il beneficio dei super-ammortamenti introdotti dalla legge di Stabilità per il 2016 spetta anche ai contribuenti che adottano il regime dei minimi mentre non si può, ovviamente, applicare nei confronti dei soggetti che adottano il regime forfetario (avendo diritto solo ai costi a forfait). L’agevolazione è, inoltre, applicabile sugli acquisti di beni strumentali il cui costo unitario non è superiore a 516,46 euro anche qualora si decidesse di optare per la deduzione integrale nell’esercizio. Sono questi alcuni dei chiarimenti resi dall’Agenzia delle entrate in risposta ai quesiti sulla disciplina dei super-ammortamenti formulati dalla stampa specializzata. In tale occasione, l’Agenzia delle entrate ha risolto alcuni quesiti sulla disciplina dei super-ammortamenti introdotta dalla legge di Stabilità 2016. In primo luogo, l’Agenzia ha ribadito che possibilità di usufruire della maggiorazione del 40% deve essere esclusa per i contribuenti forfetari, che determinano il reddito attraverso l’applicazione di un coefficiente di redditività al volume dei ricavi o compensi. In tale ipotesi, infatti, l’ammontare dei costi sostenuti dal contribuente (inclusi quelli relativi all’acquisto di beni strumentali nuovi) non rileva ai fini del calcolo del reddito imponibile. Viceversa l’agevolazione spetta nei confronti dei contribuenti in regime di vantaggio, per i quali l’applicazione del principio di cassa non è considerato di ostacolo alla fruizione del beneficio. Sulla base del tenore letterale dell’art. 1, comma 91, legge n. 208/2015, l’Agenzia delle entrate ha ricordato che la maggiorazione del costo si applica esclusivamente con “riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria”. Ne deriva che tale maggiorazione deve ritenersi irrilevante ai fini dei parametri che caratterizzano il test di operatività delle società non operative. L’Agenzia ha tuttavia osservato che la disciplina delle società non operative non implica il venir meno delle agevolazioni fiscali previste da specifiche disposizioni di legge (circolari n. 25/E del 2007 e n. 53/E del 2009). Ne deriva che la maggiore quota di ammortamento del periodo d’imposta (derivante dall’agevolazione) riduce il reddito minimo presunto rilevante nella disciplina delle società di comodo. Sotto il profilo temporale, l’art. 1, comma 91, legge n. 208/2015 dispone che la maggiorazione del 40% del costo di acquisizione compete per gli investimenti effettuati in beni materiali strumentali nuovi “dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016”. Ai fini della determinazione della spettanza della maggiorazione, l’Agenzia delle Entrate è dell’avviso che l’imputazione degli investimenti al periodo di vigenza dell’agevolazione segua le regole generali della competenza previste dall’art. 109, commi 1 e 2, TUIR. Si ritiene, inoltre, che la maggiorazione in questione, traducendosi in sostanza in un incremento del costo fiscalmente ammortizzabile, possa essere dedotta - conformemente a quanto previsto dall’art. 102, comma 1, TUIR - solo “a partire dall’esercizio di entrata in funzione del bene”. Nessun rilievo ai fini IRAP L’applicazione della norma riguarda soltanto le imposte sui redditi e non produce effetti ai fini dell’IRAP. In particolare, l’Agenzia delle entrate ha chiarito che la disposizione in esame non produce effetti neanche nei confronti dei soggetti che determinano la base imponibile del tributo regionale secondo i criteri stabili per le imposte sui redditi, come ad esempio i soggetti che applicano le disposizioni di cui all’art. 5-bis, D.Lgs. n. 446/1997. Sul piano tecnico, in considerazione del fatto che la maggiorazione del 40% si concretizza in una deduzione che opera in via extracontabile, non correlata alle valutazioni di bilancio, l’Agenzia delle entrate ha chiarito che la stessa deve essere fruita in base ai coefficienti di ammortamento stabiliti dal D.M. 31 dicembre 1988, a partire dall’esercizio di entrata in funzione del bene. In caso di cessione o di eliminazione del bene stesso dal processo produttivo, non si potrà fruire di eventuali quote non dedotte della maggiorazione. Super-ammortamenti anche per beni di importo inferiore a 516,46 euro Come accennato, un ulteriore chiarimento ha riguardato il caso degli acquisti di beni strumentali di importo non superiore a 516,46 euro nell’ipotesi in cui il contribuente proceda all’integrale deduzione delle spese di acquisizione nell’esercizio in cui sono state sostenute. In merito, l’Agenzia delle entrate ha osservato come in considerazione del comma 91, la maggiorazione opera “con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento”, dovendosi quindi ritenere che essa non influisca sul limite di 516,46 euro previsto dall’art. 102, comma 5, TUIR. Pertanto, la possibilità di deduzione integrale nell’esercizio non viene meno neanche nell’ipotesi in cui il costo del bene superi 516,46 euro per effetto della maggiorazione del 40%.   ******   4) In calo la congruità ai fini degli studi di settore Studi di settore, congrui in frenata. Meno soggetti in linea con gli studi di settore. Il traguardo della congruità, infatti, è stato raggiunto naturalmente solo da due soggetti su tre per quanto concerne il periodo d'imposta 2014. Una percentuale che sale al 75,1% se si considera anche chi si è adeguato ai calcoli richiesti dal software Gerico e ha innalzato così il livello dei ricavi o compensi dichiarati. In entrambi i casi però si tratta di dati in discesa. Basti pensare che la quota complessiva di congrui naturali era al 73,8% due anni premia (2012) mentre quelle dei congrui con adeguamento era l'82,1%. E’ quanto emerge dal database messo online il 29 gennaio 2016 dall’Agenzia delle Entrate, che ha consentito di confrontare le informazioni dei singoli studi di settore e per macrocategorie dal 2011 al 2014. I numeri lasciano intravedere un minor impatto dei correttivi anticrisi nel raggiungimento della congruità. Esonero per chi ha cessato l'attività Sempre il 29 gennaio 2016, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito i modelli definitivi degli studi di settore (si veda nel diario fiscale del 1 febbraio 2016). Tra le novità c’è l'eliminazione dell’obbligo di presentare i modelli Ine (Indicatori di normalità economica per i soggetti esonerati dagli studi) e il modello di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore per i contribuenti che hanno cessato l’attività nel corso del periodo d'imposta o che si trovano in liquidazione ordinaria. Con riferimento all’anno d’imposta 2015, questi due adempimenti risultano non più necessari poiché eventuali ricavi/compensi non dichiarati o rapporti di lavoro irregolare potranno essere rilevati attraverso l’integrazione e l'analisi delle diverse banche dati. Novità degna di nota è l’introduzione nei modelli dedicati alle imprese dei riquadri destinati alla gestione della maggiorazione del 40% dei canoni di locazione finanziaria e degli ammortamenti. Manca ancora all'appello il software Gerico. ******   5) Reverse charge nelle prestazioni tra consorzi e consorziati: intervento della Fondazione Nazionale dei Commercialisti La Fondazione Nazionale dei Commercialisti, con un documento del 29 gennaio 2016, illustra la recente modifica normativa, richiamando brevemente la ratio della sua adozione, nonché la relativa efficacia temporale La legge di stabilità 2016 (art. 1, comma 128 della legge 28 dicembre 2015, n. 208), aggiungendo la lett. a-quater) al comma 6 dell’art. 17 del d.P.R. n. 633 del 1972, ha ampliato le fattispecie soggette al regime IVA di inversione contabile (reverse charge), di cui al comma 6 dell’art. 17 del d.P.R. n. 633 del 1972, riconducendovi anche le prestazioni di servizi rese dalle consorziate ai consorzi che operano in regime di split payment nei confronti della pubblica Amministrazione. Tale modifica normativa vuole fare fronte agli importanti effetti finanziari - già evidenziati nella circolare FNC 31 marzo 2015, paragrafo 6 - derivanti dall’introduzione del cennato regime di split payment per le operazioni effettuate nei confronti della P.A. (art. 17-ter aggiunto al D.P.R. n. 633 del 1972 dall’art. 1, comma 629, lett. b) della legge 23 dicembre 2014, n. 190). Pertanto, si rinvia alla lettura integrale del documento appena pubblicato sulla della FNC.   ******   6) Accertamento fiscale di maggiore valore: più tutele per i contribuenti Accertamento di maggior valore: imposta di registro e imposte sui redditi. Maggiori tutele per i contribuenti. Lo evidenza la Fondazione Nazionale dei Commercialisti con un documento del 29 gennaio 2016. Lo spunto per questo lavoro è stato fornito dal legislatore, il quale nel cosiddetto “Decreto Internazionalizzazione” (D. Lgs. n. 147/2015) ha previsto che l’accertamento nell’ambito delle imposte indirette non è sufficiente, da solo, a motivare l’accertamento ai fini dellle imposte dirette. Come rivela la FNC, la norma, forse criticabile sul piano sistematico e della tecnica legislativa, genera, ad ogni modo, l’apprezzabile conseguenza di tutelare maggiormente, il contribuente soggetto ad accertamento ai fini delle imposte sui redditi. L’invito è quello di leggere l’intero citato documento disponibile sul sito della stessa Fondazione.   ******   7) Dalla FNC arriva la guida pratica alla compilazione della dichiarazione IVA 2016 Il 29 gennaio 2016 la Fondazione Nazionale dei Commercialisti ha pubblicato una check list sulla compilazione annuale dati IVA 2016 (anno 2015). La suddetta check list compilazione della dichiarazione IVA 2016 (anno 2015) è pubblicata in: Strumenti di Lavoro. Come denota la stessa FNC, si tratta di uno strumento operativo di controllo a supporto dell’attività svolta dai collaboratori negli studi professionali. Transazione fiscale: le proposte dei commercialisti in linea con la Corte di Giustizia UE Nel documento della FNC del 29 gennaio 2016 “Il contributo del CNDCEC alla riforma della crisi di impresa – Profili tributari”, che l’11 dicembre 2015 il Consiglio Nazionale dei Commercialisti ha presentato alla Commissione Rordorf, sono raccolte diverse proposte di modifica legislativa riguardanti l’istituto della transazione fiscale, il sistema dei privilegi tributari e la razionalizzazione della disciplina dell’insinuazione al passivo dell’Agente della riscossione. In particolare, riguardo all’istituto della transazione, viene proposta e giustificata la falcidiabiltà dell’IVA nazionale e garantito il versamento della sola quota-parte destinata al bilancio comunitario, falcidiabilità che, negata per anni dalla giurisprudenza domestica, è stata di recente esplicitamente confermata nelle conclusioni, presentate il 14 gennaio 2016, dall’avvocato generale della Corte di Giustizia nella causa C-546/14.   ******   8) Alberghi: niente tariffe esose per la Tarsu, cartella di pagamento annullata “Tariffe esose”, annullata cartella esattoriale Tarsu all’albergo di Palermo. La Commissione tributaria regionale della Sicilia, Sentenza del 08/01/2016 n. 23, ha annullato la cartella esattoriale sulla Tarsu 2010 inviata a un albergo di Palermo ritenendo esose le tariffe applicate. Nella sentenza 23/2016 i giudici di appello affermano che tutti gli aumenti della Tarsu deliberati dalla giunta comunale tra il 2006 e il 2012 sono illegittimi perché fanno riferimento a una delibera del 2006 annullata dal Tar tre anni dopo. "Oltre a confermare la tesi avanzata della illegittima diversificazione tariffaria tra alberghi e abitazioni in carenza di motivazione- sottolinea il difensore dell'impresa Angelo Cuva- la sentenza ha accolto l'appello incidentale rilevando che i vizi rilevati dal Tar con sentenza passata in giudicato (la numero 1550/2009) sono presenti anche nelle delibere delle annualità successive fino al 2012 che, quindi, vanno disapplicate". Ecco di seguito la sentenza: Sentenza del 08/01/2016 n. 23 - Comm. Trib. Reg. per la Sicilia Sezione/Collegio 1 SVOLGIMENTO DEL PROCESSO La S. notificava il 4.8.2011 al Ministero della Giustizia Dipartimento Amministrazione Penitenziaria - Direzione Casa Circondariale cartella con la quale richiedeva il pagamento, in favore del Comune di Palermo euro 658.443,88, per TARSU anno 2010 relativa all'immobile carcerario di via --- a Palermo. Il Ministero formulava ricorso innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale eccependo l'incompetenza della Giunta comunale ad emanare la delibere sia afferente l'istituzione del tributo sia quelle successive di variazione. Sottolineava la nullita' delle delibere della Giunta per incompetenza cosi' come pronunziata dal TAR Sicilia per il 2006. Evidenziava l'erroneita' del calcolo delle superficie. L'agente della riscossione si costituiva eccependo il proprio difetto di legittimazione passiva e sosteneva la legittimazione della Giunta ad emettere le delibere afferenti la TARSU. Il Comune di Palermo contestava quanto dedotto dal ricorrente. Con sentenza 216/9/12 dei 7.5/10.6.2012 la Commissione adita ha accolto il ricorso e compensate le spese. Il primo giudice ha ritenuto che la Giunta non fosse legittimata ad emettere la delibera istitutiva del tributo e pertanto le successive, anche se di adeguamento, risultano illegittime. Viene effettuato riferimento alla sentenza del TAR Sicilia del 2009, passata in giudicato, con la quale e' stata annullata la delibera del 2006 emesse dalla Giunta ed istituiva del tributo. Con atto d'appello notificato il 23.1.2013 alla S. ed al Ministero, il Comune di Palermo censura la sentenza. Sostiene che il primo giudice abbia errato poiche' non ha valutato la portata dell'art. 64 D.Lgs 507/93 nonche' l'art. 49 dello Statuto comunale. Sottolinea l'autonomia dell'anno solare d'imposta ed afferma che lo stesso TAR abbia considerate operanti le delibere successivamente adottate dalla Giunta. Fa riferimento inoltre alla sentenza del CGA che, per altra vicenda, ha ritenuto il potere della Giunta. L'Agente della riscossione ribadisce la propria carenza di legittimazione passiva ed evidenzia la legittimita' del deliberato della Giunta comunale. Il Ministero non risulta costituito in questo grado di giudizio. In camera di consiglio, sentito il relatore, la causa e' stata posta in decisione. MOTIVI DELLA DECISIONE Appare preliminare rilevare come la statuizione 455/2011 del CGA, mentovata dal Comune appellante come indicante la competenza della Giunta ad emettere le tariffe TARSU, sia stata, emessa, invero, su analoga questione relativa ma relativa a diversa municipalita'. Cio' comporta che non puo' essere incrinata la portata della sentenza del TAR 1550/2009 che ha statuito l'illegittimita' della delibera della Giunta Comunale di Palermo concernente la TARSU del 2006. Deve ricordarsi come la sentenza del TAR - che non ebbe ad essere appellarla dal Comune di Palermo oggi non condivisa dall'Amministrazione Comunale, forma giudicato a carico della municipalita'. Ne discende, giova ribadirlo, che la delibera della Giunta di Palermo per le tariffe TARSU relative all'anno 2006, oggetto della pronunzia del TAR, risulta caducata e non puo' essere superata dalla sentenza del CGA. Tale dato inoppugnabile, risulta, per le motivazioni che di seguito saranno sviluppate, ulteriore elemento rilevante. Per quel che concerne la doglianza formulata dalla municipalita' sulla base dell'art. 64 comma 1 del D.Lgs. 507/93 deve rilevarsi come pur in presenza del principio dell'autonomia annuale dell'obbligazione tributaria nella fattispecie non puo' ritenersi operante, nell'anno oggetto della richiesta, anche se derivante da ulteriore delibera della Giunta rispetto alla delibera caducata dal TAR. In altri termini, si sostiene dal Comune che la delibera annullata concerneva la TARSU del 2006 mentre la richiesta avanzata dalla municipalita' e' relativa all'anno 2010 e pertanto tale annualita', oltre ad essere autonoma, sarebbe conseguenza di diversa delibera della Giunta non impugnata innanzi al TAR. Il concetto dell'autonomia dell'obbligazione tributaria in relazione a ciascun anno e' pienamente condivisibile, ma non puo' sottacersi come per ogni anno successivo il Comune abbia ritenuto di applicare le tariffe come determinate dalla delibera annullata. Quindi, pur considerando l'autonomia tributaria di ciascun anno, non puo' non rilevarsi come i deliberati per gli anni successivi siano stati formulati in modo tale da far dipendere la determinazione del tributo dalla delibera annullata. Ne consegue che l'effetto caducante e' stato propagato, a fronte della modalita' con cui sono state adottate le varie delibere, dalla delibera annullata dal TAR a quelle successive adottate tutte in stretta relazione con la prima. Ma la statuizione della sentenza di prime cure puo' essere condivisa anche sotto diverso profilo. L'Amministrazione comunale, invero, critica la sentenza di primo grado in quanto sarebbe stata emessa in violazione dell'art. 49 dello Statuto comunale; tale norma, secondo l'appellante, consentirebbe alla Giunta di emettere la delibera di cui si discute. La censura non puo' essere condivisa. La norma in questione stabilisce che la Giunta municipale procede a variazioni delle tariffe e delle aliquote dei tributi comunali "entro i limiti indicati dalla legge o dal Consiglio comunale". Quindi, appare evidente come la Giunta possa esercitare il potere di variare e graduare le tariffe TARSU ma solamente in applicazione ed in attuazione di un atto regolamentare - a contenuto generale - previamente adottato dal Consiglio Comunale. Peraltro appare evidente come sia quest'ultimo l'organo espressivo della volonta' popolare. Deve altresi' rilevarsi, proprio in forza dell'art. 13 della LRS 7/1992, invocata dall'appellante, che la norma da ultimo citata si limita ad attribuire al Sindaco la c.d. competenza residuale su tutti gli atti che la legge o lo statuto comunale non attribuiscono ad altri organi del Comune. E quindi il Sindaco, peraltro anch'esso organo espressivo della volonta' popolare e non certo la Giunta, avrebbe potuto intervenire nella fattispecie che ci occupa, viepiu' ove fosse stata configurabile un'inerzia del Consiglio Comunale. Ma di tale eventuale inerzia non vi e' traccia. Il principio della competenza residuale del Sindaco e' stato affermato nel 2012 dalla sentenza del CGA citata dallo stesso Comune. Ulteriore sostegno alla tesi sin qui formulata ben puo' ricavarsi dal disposto dell'art. 14 comma 1 lett. d del Regolamento Comunale TARSU, adottato con delibera 37 del 26.2.1997 ancora efficace, che prevede una riserva, proprio all'Organo sovran o dell'Ente Locale, e quindi al Consiglio Comunale, la esclusiva competenza in ordine alla determinazione del fattore numerico rappresentativo del grado di copertura del costo del servizio. A fronte dell'assorbente infondatezza dei motivi di appello esaminati proposti dal Municipio di rimangono non rilevanti le ulteriori argomentazioni formulate. Risulta logica conseguenza che il Comune sia legittimato a rideterminare la tassa in questione sulla base delle tariffe antecedenti alla delibera della Giunta del 2006. Relativamente alle spese la mancata costituzione del Ministero esime dal liquidarle. Possono essere compensate nei confronti della Riscossione Sicilia.
  1. Q. M.
La Commissione Tributaria Regionale di Palermo, disattesa ogni contraria istanza ed eccezione, respinge l'appello e nel confermare la sentenza in epigrafe indicata relativa alla cartella di pagamento per TARSU/TIA 2010 dispone che il Comune ne ridetermini l'ammontare sulla base delle tariffe vigenti ante 2006. Nulla per le spese tra il Comune e il Ministero. Compensate relativamente alla Riscossione Sicilia.   ******   9) Imbullonati fuori dalla stima: il Docfa si adegua alla novità Escono dal calcolo della rendita catastale i macchinari, i congegni, le attrezzature ed altri impianti funzionali ad uno specifico processo produttivo, ovvero i cosiddetti “imbullonati”. L’Agenzia delle entrate ha pubblicato la circolare n. 2/E del 1 febbraio 2016 in tema di “Unità immobiliari urbane a destinazione speciale e particolare - Nuovi criteri di individuazione dell’oggetto della stima diretta. Nuove metodologie operative in tema di identificazione e caratterizzazione degli immobili nel sistema informativo catastale (procedura Docfa)”. Questi sono i temi trattati: - Le novità introdotte dalla legge di stabilità 2016; - nuove metodologie operative in tema di identificazione e caratterizzazione degli immobili. Sul tema l’Agenzia delle entrate ha, inoltre, pubblicato il comunicato stampa n. 19 del 1 febbraio 2016. Immobili urbani a destinazione speciale e particolare L’aggiornamento della rendita catastale elimina l’Imu sugli “imbullonati”. Escono dal calcolo della rendita catastale i macchinari, i congegni, le attrezzature ed altri impianti funzionali ad uno specifico processo produttivo, ovvero i cosiddetti “imbullonati”. È questa l’innovazione che la Legge di Stabilità 2016 ha introdotto in tema di determinazione della rendita catastale dei fabbricati di categoria D ed E, ovvero le unità immobiliari urbane a destinazione speciale e particolare. Dal 1° gennaio 2016, come chiarisce la circolare 2/E del 1 febbraio 2016, nel processo estimativo, per esempio, di industrie, centrali o stazioni elettriche, non saranno più inclusi le turbine, gli aerogeneratori, i grandi trasformatori, gli altoforni, così come tutti gli impianti che costituiscono le linee produttive presenti nell’unità immobiliare, indipendentemente dalle loro tipologia, rilevanza dimensionale o modalità di connessione. Del pari, sono esclusi dalla stima i pannelli fotovoltaici, ad eccezione di quelli integrati sui tetti e nelle pareti della struttura che non possono essere smontati senza rendere inutilizzabile la copertura o la parete cui sono connessi. Per le unità già censite è possibile presentare atti di aggiornamento, non connessi alla realizzazione di interventi edilizi sul bene, solo per rideterminare la rendita catastale, escludendo dalla stessa eventuali componenti impiantistiche che, secondo i nuovi criteri, non sono più oggetto di stima diretta. Le nuove modalità per il calcolo della rendita catastale In pratica, d’ora in avanti, per gli immobili a destinazione speciale e particolare, la stima diretta si effettuerà tenendo conto del suolo, delle costruzioni e degli elementi strutturalmente connessi (come impianti elettrici e di areazione, ma anche ascensori, montacarichi, scale mobili), senza più considerare i macchinari, i congegni, le attrezzature e gli altri impianti funzionali al processo produttivo, che non conferiscono all’immobile un’utilità apprezzabile anche in caso di modifica dell’attività al suo interno. Con la nuova norma vengono quindi meno le criticità interpretative talora riscontrate nel processo tecnico-estimativo di determinazione della rendita dei fabbricati produttivi, grazie alla definizione univoca delle tipologie di macchinari e impianti escluse dalla stima diretta. Niente Imu dal 2016 se l’aggiornamento scatta entro il 15 giugno La circolare specifica che la nuova disposizione non ha valore di interpretazione autentica ed esplica, pertanto, i suoi effetti solo a decorrere dal 1° gennaio 2016. È però possibile presentare atti di aggiornamento catastale per escludere eventuali componenti impiantistiche che, secondo i nuovi criteri, non fanno più parte della stima diretta. Se la dichiarazione di variazione viene presentata correttamente in catasto entro il 15 giugno 2016, la nuova rendita catastale avrà valore fiscale fin dal 1° gennaio 2016 per il calcolo dell’imposta municipale propria. Online la nuova versione Docfa Dal 1 febbraio 2016 viene resa disponibile sul sito internet dell’Agenzia la nuova versione 4.00.3 della procedura Docfa, con le relative istruzioni operative, seguendo il percorso Home > Cosa devi fare > Aggiornare dati catastali e ipotecari > Aggiornamento Catasto fabbricati – Docfa. La nuova versione deve essere obbligatoriamente utilizzata, a partire dal 1° febbraio 2016, per gli atti di aggiornamento del Catasto Edilizio Urbano finalizzati alla rideterminazione della rendita catastale per scorporo degli impianti. Per tutte le altre dichiarazioni, in via transitoria, è consentito utilizzare anche la versione precedente (4.00.2) del software Docfa, fino alla fine del mese di marzo 2016.   ******   10) L’Agenzia informa: aggiornata la guida “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali” L’Agenzia delle entrate, il 1 febbraio 2016, ha pubblicato sul proprio sito internet la guida aggiornata sulle “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali”. Questi gli aggiornamenti più recenti: - proroga della maggiore detrazione Irpef per le spese di ristrutturazione; - agevolazione per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici; - maggiore detrazione (Irpef e Ires) per gli interventi su edifici in zone sismiche ad alta pericolosità; - detrazione Irpef per acquisti di immobili ristrutturati. La Legge di stabilità 2016 (Legge n. 208 del 28 dicembre 2015) ha prorogato al 31 dicembre 2016 la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef (50%), confermando il limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. Dal 1° gennaio 2017 la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e con il limite di 48.000 euro per unità immobiliare. La legge di stabilità 2016 ha inoltre prorogato la detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione. Per questi acquisti sono detraibili le spese documentate e sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2016. Trasmissione dati precompilata 2016: dal 1 febbraio 2016, sul sito dell’Agenzia delle entrate, sono online le bozze delle modalità di trasmissione dei dati (spese funebri e universitarie, rimborsi spese sanitarie e contributi previdenza complementare). Comunicazioni per la dichiarazione dei redditi precompilata 2016 - bozze Queste le bozze delle specifiche tecniche e le modalità di invio per la trasmissione delle comunicazioni delle spese e dei rimborsi (i cui dati saranno utilizzati nella dichiarazione precompilata 2016) da inviare entro il 28 febbraio 2016, in attesa che siano definiti i relativi provvedimenti di approvazione. - Comunicazione dei dati relativi ai rimborsi delle spese sanitarie - Modalità di trasmissione dei dati relativi ai rimborsi delle spese sanitarie - Comunicazione dei dati relativi alla previdenza complementare - Modalità di trasmissione dei dati relativi alla previdenza complementare - Comunicazione dei dati relativi alle spese universitarie - Modalità di trasmissione dei dati relativi ai rimborsi delle spese universitarie - Comunicazione dei dati relativi alle spese funebri (aggiornate al 1° febbraio 2016) - Modalità di trasmissione dei dati relativi alle spese funebri.   Vincenzo D’Andò