Diario quotidiano del 19 febbraio 2016: le novità del modello 730

Indice:

1) L’accertamento da studi di settore non si applica al contribuente con codice di attività poco adatto alla realtà aziendale

2) Modello 730/2016: novità del quadro C

3) Contratti di affitto: conservazione presso terzi delle dichiarazioni trasmesse in via telematica

4) Nota integrativa come parte “interattiva” del bilancio

5) Antiriciclaggio: omissioni fuori dal penale

6) Possibilità di ricorrere contro l’estratto di ruolo

7) L’appartamento scomodo è comunque idoneo per il Fisco

8) In G.U. il decreto che aumenta le percentuali di compensazione IVA in agricoltura

9) Agevolazioni IMU/TASI sulle abitazioni in comodato ai propri familiari: chiarimenti dal MEF

10) Lotta all’evasione internazionale: pubblicato l’accordo tra Entrate e Irs sullo scambio dei dati finanziari

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1) L’accertamento da studi di settore non si applica al contribuente con codice di attività poco adatto alla realtà aziendale
Il codice attività generico salva il contribuente dagli studi di settore. La Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, con la sentenza n. 5296/49/15, ha, infatti, stabilito che l’accertamento da studio di settore è illegittimo se il codice attività è generico e il cluster individuato dal software GE.RI.CO. non si adatta all’attività svolta in concreto.
La CTR ha, così, accolto il ricorso presentato dai contribuenti (quali soci di una società) che per l’anno d’imposta 2006 avevano dichiarato ricavi non in linea con lo studio di settore indicato nel Modello Unico riguardante l’attività di “richiesta di certificati e disbrigo pratiche”.
Nel corso del giudizio è risultato che nel 2006 la società svolgeva, in realtà, l’attività di ricerca di clienti da presentare alle banche per l’ottenimento di mutui immobiliari; solo in caso di accensione del mutuo la banca interessata riconosceva alla ricorrente una commissione commisurata alla somma erogata.
Perciò è stato osservato dalla CTR: “considerato che il codice attività di appartenenza concerne l’attività di richiesta di certificati e disbrigo pratiche ne consegue che cluster individuato da GE.RI.CO. non si adatta correttamente a quella svolta dalla ricorrente, documentata dalle tre fatture prodotte (in atti)”.
E infatti le fatture prodotte dai ricorrenti hanno consentito alla CTR di verificare che i ricavi erano relativi a compensi per l’attività tipica della società, ossia quella di procacciare clienti interessati a ottenere finanziamenti per l’acquisto d’immobili.
La Commissione tributaria ha concluso affermando che lo studio di settore dà luogo a presunzioni gravi, precise e concordanti solo se l’Ufficio abbia acquistato elementi, sia pure indiziari, che confermino le risultanze dello studio di settore.

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2) Modello 730/2016: novità del quadro C
Il Mod. 730/2016 aggiornato anche per la mancata attivazione della detassazione del salario di produttività nell’anno 2015, causa la carenza di risorse finanziarie. Poi riguardo i redditi percepiti nel 2015, è aumentato l’importo del bonus IRPEF.
Dunque, il quadro C del modello 730/2016 contiene alcune modifiche normative che hanno interessato i redditi di lavoro dipendente e assimilati per l’anno fiscale 2015. Si tratta di novità che sono già state introdotte nella Certificazione Unica e, pertanto le istruzioni al modello 730 operano un diretto riferimento ai campi della CU.
Il Mod. 730 è tipicamente utilizzato dai titolari di redditi di lavoro dipendente e assimilato e rappresenta una semplificazione negli adempimenti dichiarativi di tale soggetti. Ciò è ancor più vero a fronte dell’introduzione, nel precedente periodo d’imposta, della dichiarazione dei redditi precompilata. Anche la certificazione dei redditi corrisposti dai datori di lavoro è stata rivisitata, introducendo la Certificazione Unica (CU) in sostituzione del precedente modello CUD.
Il Mod. 730 si compone di vari quadri; …

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