Diario quotidiano del 10 febbraio 2016: complicazioni in vista nel Modello Unico 2016 per i soggetti forfettari

Pubblicato il 10 febbraio 2016



complicazioni in vista per i soggetti forfettari nel Modello Unico 2016; atti depenalizzati in materia di lavoro: competenza dell’INPS; lavori su edifici di interesse storico-artistico: nessun problema per l’ingegnere; versamenti fiscali: il legale rappresentante ne risponde sempre e comunque; residenti a Campione d’Italia: riduzione del cambio aggiornata; pescatori autonomi: aliquote contributive per il 2016; Entrate e FIGC si accordano di nuovo per la verifica delle società professionistiche; retribuzioni convenzionali per i lavoratori italiani all’estero; è intesa tra Abi-CNDCEC, al via collaborazione tra banche e commercialisti; il nuovo redditometro non è retroattivo
Indice: 1) Complicazioni in vista per i soggetti forfettari nel Modello Unico 2016 2) Atti depenalizzati in materia di lavoro: competenza dell’INPS 3) Lavori su edifici di interesse storico-artistico: nessun problema per l’ingegnere 4) Versamenti fiscali: il legale rappresentante ne risponde sempre e comunque 5) Residenti a Campione d’Italia: riduzione del cambio aggiornata 6) Pescatori autonomi: aliquote contributive per il 2016 7) Entrate e FIGC si accordano di nuovo per la verifica delle società professionistiche 8) Retribuzioni convenzionali per i lavoratori italiani all’estero 9) E’ intesa tra Abi-CNDCEC, al via collaborazione tra banche e commercialisti 10) Il nuovo redditometro non è retroattivo *** 1) Complicazioni in vista per i soggetti forfettari nel Modello Unico 2016 Nel Modello Unico 2016 in arrivo complicazioni per i soggetti forfettari: Difatti, per i soggetti forfetari viene prevista l’indicazione di spese dettagliate nel quadro RS del Modello Unico questo a dispetto delle semplificazioni contabili previste per tali soggetti minimi. La novità sarebbe dovuta per il rispetto di un ulteriore adempimento, ovvero quello di dovere “rimediare” all’esclusione dagli studi di settore. Con la pubblicazione del Modello Unico 2016 PF, sono state approvate le informazioni che i soggetti che hanno applicato nel 2015 il regime forfetario di cui alla L. 190/2014 devono indicare a fronte dell’esonero dall’applicazione delle ritenute alla fonte e dell’esclusione dagli studi di settore. Come è noto, sulla base dell’art. 1 comma 69 della L. 190/2014, i contribuenti che fruiscono del regime forfetario non sono tenuti ad operare le ritenute alla fonte (artt. 23-30 del DPR 600/73), pur restando obbligati ad indicare il codice fiscale del percettore dei redditi per i quali all’atto del pagamento non è stata operata la ritenuta e l’ammontare dei redditi stessi. Nel Modello Unico 2016 PF, i predetti dati devono essere indicati ai righi RS371, RS372 e RS373, compilando un distinto rigo per ciascun soggetto percettore. I contribuenti che applicano il regime forfetario sono esclusi dall’applicazione degli studi di settore e dei parametri contabili. A differenza del regime di vantaggio – per cui alcunché viene richiesto – specifiche informazioni relative alle attività soggette al regime forfetario devono comunque essere fornite in sede di dichiarazione dei redditi. A tal fine nel Modello Unico 2016 PF, sono stati predisposti specifici righi per gli esercenti attività d’impresa (da RS374 a RS378) e per i lavoratori autonomi (da RS379 a RS381). In particolare, gli imprenditori individuali dovranno indicare: - il numero complessivo delle giornate retribuite (relativamente a lavoratori dipendenti che svolgono attività a tempo pieno, ai dipendenti con contratto a termine, ai lavoranti a domicilio, al personale con contratto di somministrazione di lavoro, ai lavoratori dipendenti assunti con contratto a tempo parziale, con contratto di lavoro intermittente o con contratto di lavoro ripartito, agli apprendisti, come risulta dai modelli di denuncia telematica relativi al periodo d’imposta 2015); - il numero complessivo di mezzi di trasporto/veicoli posseduti e/o detenuti a qualsiasi titolo per lo svolgimento dell’attività alla data di chiusura del periodo d’imposta; - l’ammontare del costo sostenuto per l’acquisto di materie prime e sussidiarie, semilavorati e merci, inclusi gli oneri accessori di diretta imputazione e le spese sostenute per le lavorazioni effettuate da terzi esterni all’impresa; - i costi sostenuti per il godimento di beni di terzi tra i quali canoni di locazione finanziaria e non finanziaria derivanti dall’utilizzo di beni immobili, beni mobili e concessioni, canoni di noleggio, canoni d’affitto d’azienda; - l’ammontare complessivo delle spese sostenute nel corso del periodo d’imposta per gli acquisti di carburante per autotrazione. Invece, gli esercenti attività di lavoro autonomo devono indicare: - il numero complessivo delle giornate retribuite (secondo modalità analoghe a quelle indicate per gli imprenditori individuali); - l’ammontare complessivo dei compensi corrisposti a terzi per prestazioni professionali e servizi direttamente afferenti l’attività artistica o professionale (ad esempio, spese sostenute da un commercialista per i compensi corrisposti ad un consulente del lavoro per l’elaborazione di buste paga o da un medico ad altro medico che per un periodo lo ha sostituito nella gestione dello studio); - i consumi (includendovi l’ammontare delle spese sostenute nell’anno per i servizi telefonici compresi quelli accessori, i consumi di energia elettrica, i carburanti, lubrificanti e simili utilizzati esclusivamente per la trazione di autoveicoli). Contabilizzazione delle spese sostenute “obbligatoria” Dunque, a dispetto delle tanto decantate intenzioni di semplificare gli adempimenti per i soggetti minori, i forfetari devono procedere a rilevare, in modo costante (a questo punto per “obbligo”), le spese sostenute (oltre a dovere conservare la relativa documentazione), sebbene queste non rilevino ai fini dell’accesso/permanenza nel regime, né, tanto meno, ai fini della determinazione del reddito. ****** 2) Atti depenalizzati in materia di lavoro: competenza dell’INPS Gli atti depenalizzati sulle omesse ritenute devono pervenire alle sedi provinciali INPS. Il Ministero del Lavoro, con la circolare n. 6 del 5 febbraio 2016, ha chiarito le modalità di trasmissione degli atti dei procedimenti non definiti dall’autorità giudiziaria a quella amministrativa. Questo al fine di assicurare una corretta applicazione delle nuove disposizioni di depenalizzazione ex DLgs. 8/2016 e, quindi, di uniformare il comportamento del personale ispettivo. Si ricorda che i decreti legislativi n. 7 e n. 8 del 2016 sono stati emanati in forza della delega al Governo per riformare la disciplina sanzionatoria di taluni reati e per introdurre sanzioni amministrative e civili (ai sensi dell’art. 2 della L. 67/2014) e sono in vigore dallo scorso 6 febbraio. Tra le norme interessate dalla depenalizzazione vi è quella relativa all’omesso versamento di ritenute previdenziali e assistenziali operate dal datore di lavoro sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, qualora l’omesso versamento non ecceda complessivamente i 10.000 euro annui (art. 2 comma 1-bis del D.L .463/1983, come modificato dall’art. 3 del DLgs. 8/2016). Resta salva, inoltre, la non punibilità se il datore di lavoro provvede al versamento entro il termine di tre mesi dalla contestazione o dalla notifica dell’avvenuto accertamento della violazione. Si parla in generale di depenalizzazione, ma mentre il DLgs. 7/2016 ha provveduto ad abrogare alcune norme, introducendo la novità delle sanzioni civili, il DLgs. 8/2016 ha unicamente riqualificato talune condotte penalmente sanzionate, mantenendo la loro rilevanza come illeciti amministrativi. Particolare rilievo assume, sotto il profilo operativo, la disciplina transitoria contenuta negli artt. 8 e 9 del DLgs. 8/2016, concernenti rispettivamente l’applicabilità delle sanzioni amministrative alle violazioni anteriormente commesse e la trasmissione degli atti all’autorità amministrativa competente. Con riferimento alle condotte poste in essere anteriormente al 6 febbraio e già interessate da procedimenti penali non definiti, il disposto di cui all’art. 9 del DLgs. 8/2016 disciplina, invece, le modalità di trasmissione degli atti dall’autorità giudiziaria all’autorità amministrativa. Tale autorità va individuata secondo quanto previsto dall’art. 7 del medesimo decreto: in particolare, per quanto riguarda le omesse ritenute, la norma fa riferimento espresso al D.L. 463/1983 che tuttavia, sul punto, non contiene disposizioni chiarificatrici. Nella circolare il Ministero del Lavoro precisa pertanto che, per ragioni di economia amministrativa, l’autorità destinataria degli atti possa essere la sede provinciale dell’INPS territorialmente competente. Viene, inoltre, resa applicabile la disciplina degli artt. 14 e 16 della L. 689/1981, riguardo alla contestazione e al pagamento in misura ridotta. In attuazione del principio penale del “favor rei”, l’art. 8 comma 3 stabilisce, infine, che ai fatti commessi prima dell’entrata in vigore del decreto “non può essere applicata una sanzione amministrativa pecuniaria per un importo superiore al massimo della pena originariamente inflitta per il reato”. ****** 3) Lavori su edifici di interesse storico-artistico: nessun problema per l’ingegnere Nulla osta all’aggiudicamento dei lavori: L’ingegnere può lavorare su edifici storico-artistici. Lo studio di ingegneria si può aggiudicare i lavori di risanamento anche se è un edificio di interesse storico-artistico l’immobile che desta preoccupazioni al comune emiliano colpito dal terremoto del 2012. Inutile per i concorrenti rivendicare la competenza esclusiva degli architetti quando i lavori oggetto della procedura pubblica sono interventi di risanamento che non incidono sui profili estetici del fabbricato vincolato. È quanto emerge dalla sentenza 36/2016, pubblicata dalla prima sezione del Tar Bologna. Deve rassegnarsi, l’architetto rimasto escluso dai lavori: stavolta non conta che l’ingegnere non abbia lo stesso senso estetico nella progettazione perché l’intervento che l'amministrazione intende far realizzare punta al mero ripristino strutturale della porzione delle strutture lesionate dal sisma; insomma: si deve procedere ad attività di riparazione con rafforzamento locale, tanto che le relative prestazioni da erogare restano inquadrate nella sfera del risanamento e della salvaguardia dell’immobile danneggiato. Si tratta di intervenire sulla struttura dell’edificio per ripararla e consolidarla: si rientra quindi nelle opere di edilizia civile riconducibili alla “parte tecnica” di cui all’articolo 52, comma 2, del regio decreto 2537/25, nella lettura ampia che ne ha dato la giurisprudenza, comprendendo tutte le lavorazioni che non incidono sui profili estetici e di rilievo culturale degli edifici vincolati. Spese di giudizio compensate per la complessità della questione. ****** 4) Versamenti fiscali: il legale rappresentante ne risponde sempre e comunque Nel mancato versamento delle imposte non conta che gli obblighi tributari della società siano gestiti da un amministratore delegato: infatti, il legale rappresentante non può essere esonerato dalla responsabilità penale. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4621 del 4 febbraio 2016. Il contribuente era stato condannato dal GIP ad un anno di reclusione per il mancato versamento dell’IVA; ricorrendo in Cassazione, questi aveva sottolineato che la società da lui rappresentata fosse diretta da un amministratore delegato che doveva provvedere all’assolvimento degli obblighi fiscali. “In tema di reati tributari l’affidamento ad un terzo dell’incarico di predisporre la dichiarazione annuale dei redditi, sia esso un professionista ovvero un dirigente della impresa assoggettata all’imposizione tributaria, non esonera il soggetto che, per essere il legale rappresentante della società, è tenuto al versamento delle imposte in nome e per conto di quella, della responsabilità penale per il delitto di omesso versamento”. A parere dei giudici supremi, tale situazione configura un reato omissivo proprio, che la norma considera come personale. La prova del dolo di evasione non deriva però dalla semplice violazione dell’obbligo di versamento, né si può ricondurre sulla mancanza di vigilanza sull’operato del terzo: la prova deve essere ancorata alla ricorrenza di elementi fattuali che dimostrino come il soggetto obbligato abbia omesso di versare l’imposta in misura superiore alla soglia di rilevanza penale, consapevole del fatto che l’imposta fosse dovuta. Nel caso di specie, i giudici con l’ermellino hanno asserito che il contribuente aveva personalmente partecipato alla vendita di un terreno, e che era consapevole del fatto che sussisteva un debito per IVA a carico della società: egli, affidando all’amministratore delegato l’incarico di provvedere al versamento, ha assunto pertanto il rischio che il soggetto incaricato omettesse di versare quanto dovuto all’Erario. ****** 5) Residenti a Campione d’Italia: riduzione del cambio aggiornata Per il periodo di imposta 2015, la riduzione forfetaria del cambio da applicare, ai sensi dell’art. 188-bis del Tuir, ai redditi delle persone fisiche iscritte nei registri anagrafici del comune di Campione d'Italia, prodotti in franchi svizzeri nel territorio dello stesso comune per un importo complessivo non superiore a 200mila franchi, è pari al 42,08%. Lo ha stabilito il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate n. 21924 del 9 febbraio 2016. Aggiornata la riduzione del cambio per i residenti di Campione d’Italia Per il periodo di imposta 2015 la riduzione forfetaria del cambio da applicare, ai redditi delle persone fisiche iscritte nei registri anagrafici del comune di Campione d’Italia, prodotti in franchi svizzeri nel territorio dello stesso comune per un importo complessivo non superiore a 200.000 franchi, è pari al 42,08%. Il presente provvedimento è emanato in base al comma 632 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità 2014), il quale prevede che la riduzione forfetaria del cambio di cui all’articolo 188-bis, comma 1, del TUIR sia stabilita con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro il 15 febbraio di ciascun anno. In particolare, il comma 632 dispone che la riduzione forfetaria, definita nella misura del 30 %, sia maggiorata o ridotta in misura pari allo scostamento percentuale medio annuale registrato tra le due valute, franco svizzero ed euro. Tale riduzione forfetaria non può, comunque, essere inferiore al 20%. La riduzione del numero medio annuale di franchi svizzeri necessari per acquistare un euro, concretizzando un aumento del reddito in euro derivante dalla rivalutazione del franco svizzero, comporta una maggiorazione percentuale della riduzione forfetaria. Con il provvedimento in oggetto viene determinata nel 42,08 % la riduzione forfettaria del cambio da applicare ai redditi delle persone fisiche iscritte nei registri anagrafici del comune di Campione d’Italia, prodotti in franchi svizzeri nel territorio dello stesso comune per un importo complessivo non superiore a 200.000 franchi. ****** 6) Pescatori autonomi: aliquote contributive per il 2016 L’Inps, con la circolare n. 24 del 9 febbraio 2016, comunica, per l’anno 2016, le aliquote vigenti per i lavoratori autonomi che svolgono attività di pesca e rammenta le modalità e termini per il versamento della contribuzione. Comunica, inoltre, che tali categorie di soggetti hanno diritto, ai sensi della legge 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 74, di usufruire dello sgravio contributivo pari al 50,30%. ****** 7) Entrate e FIGC si accordano di nuovo per la verifica delle società professionistiche Agenzia delle Entrate e Federazione Italiana Giuoco Calcio: Via libera al nuovo accordo. Si rinnova anche quest’anno la collaborazione tra l’Agenzia delle Entrate e la Federazione Italiana Giuoco Calcio. Il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, e il presidente della FIGC, Carlo Tavecchio, hanno infatti sottoscritto un protocollo d’intesa per la verifica dell’equilibrio finanziario delle società professionistiche in vista della prossima stagione sportiva 2016/2017. Cosa prevede l’intesa - In base all’accordo, la Figc comunicherà all’Agenzia l’elenco nominativo delle società sportive professionistiche, in modo da procedere alla verifica degli adempimenti tributari. Le Entrate controlleranno l’avvenuto pagamento dell’Iva relativa all’anno d’imposta 2015, l’avvenuta presentazione delle dichiarazioni relative al periodo d’imposta chiuso al 31 dicembre 2014 e la regolarità dei pagamenti Ires, Irap, Iva e delle ritenute Irpef sui redditi di lavoro dipendente risultanti da dichiarazioni con periodo d’imposta chiuso al 31 dicembre 2014. Nel mese di giugno, l’Agenzia fornirà un riscontro sull’adempimento relativo ai suddetti tributi e sull’avvenuto pagamento rateale delle somme dovute a seguito della liquidazione delle imposte e delle ritenute relative a dichiarazioni con periodi d’imposta chiusi al 31 dicembre 2009, 2010, 2011, 2012, 2013 e 2014, e sull’avvenuto pagamento, anche rateale, delle imposte e delle ritenute relative ad atti divenuti definitivi, con cartelle notificate entro il 30 aprile 2016. Trasmissione dei dati in sicurezza - I dati viaggeranno in modalità sicura e controllata. Oltre alla protezione tramite password, l’Agenzia delle Entrate e la Federazione individueranno infatti un responsabile per la gestione del protocollo e per la trasmissione e ricezione delle informazioni. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 23 del 09 febbraio 2016) ****** 8) Retribuzioni convenzionali per i lavoratori italiani all’estero L’Inps ha emanato la circolare n. 23 del 9 febbraio 2016, con la quale comunica la determinazione delle retribuzioni convenzionali valide per i lavoratori italiani all’estero in Paesi non legati all’Italia da convenzioni in materia di sicurezza sociale. Sono esclusi dall’ambito territoriale di applicazione della legge in commento gli Stati dell’Unione europea ossia: Italia, Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia (comprese le isole Aland), Francia e Dipartimenti d’oltremare (Guyana francese, Isola di Martinica e isola di Guadalupa, ricomprese nell’arcipelago delle Piccole Antille, Isole di Reunion, Isole di Saint Martin e di Saint Barthèlemi, facenti parte del Dipartimento della Guadalupa), Germania, Regno Unito (Gran Bretagna e Irlanda del Nord compresa Gibilterra), Grecia, Irlanda, Spagna, Lussemburgo, Olanda, Portogallo (comprese le isole Azzorre e di Madera), Spagna (comprese le isole Canaria, Ceuta e Melilla), Svezia, Repubblica Ceca, Repubblica di Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovenia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria e Croazia. Fondo di integrazione salariale – apprendisti nel computo della media occupazionale L’Inps ha, inoltre, pubblicato il messaggio n. 548 del 8 febbraio 2016, con il quale comunica che a decorrere dalla mensilità febbraio 2016 la procedura Uniemens inserirà gli apprendisti nel computo della media occupazionale di più 15 dipendenti nel semestre precedente. La disposizione nasce dal fatto che l’Ufficio legislativo del Ministero del lavoro (nota prot. 457/2016), ha reso noto che, nelle more dell’adozione del decreto di cui all’articolo 28, comma 4, del Decreto legislativo n. 148/2015, risultano immediatamente applicabili le nuove regole di cui al d.lgs n. 148/2015 ai soggetti che risultano già iscritti al Fondo di solidarietà residuale. In particolare, il Ministero ha precisato che a tali soggetti si applicano, sempre con decorrenza 1° gennaio 2016, anche le disposizioni di cui all’articolo 29, comma 2, che prevede l’inclusione degli apprendisti nel computo della media occupazionale. I datori di lavoro che nel mese di gennaio 2016 sono risultati destinatari dell’obbligo di contribuzione al Fondo di integrazione salariale per raggiungimento della media occupazionale di più di quindici dipendenti solo in virtù dell’apporto degli apprendisti nella predetta media occupazionale, potranno regolarizzare il versamento del contributo ordinario dovuto per la mensilità di gennaio 2016, entro il terzo mese successivo alla pubblicazione del presente messaggio, valorizzando – all’interno di – l’elemento ed indicando i seguenti dati: in il codice “M131”; in l’importo dell’imponibile, calcolato sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali di tutti i lavoratori dipendenti, esclusi i dirigenti; in l’importo del contributo, pari allo 0,65% dell’imponibile. ****** 9) E’ intesa tra Abi-CNDCEC, al via collaborazione tra banche e commercialisti Protocollo d’intesa; Abi-CNDCEC, collaborazione tra banche e commercialisti. Dall’accordo iniziative e progetti di formazione e informazione su temi di interesse comune. Ancora più collaborazione tra banche e commercialisti per promuovere iniziative e progetti di formazione e informazione su temi di interesse comune e di grande attualità come fisco, antiriciclaggio e credito, anche alla luce delle novità introdotte dall’Unione bancaria. È quanto previsto dal protocollo d’intesa tra l’Associazione bancaria italiana e il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC), sottoscritto a Roma nei giorni scorsi. Con il protocollo - firmato per Abi dal direttore generale, Giovanni Sabatini, e per il CNDCEC, dal presidente Gerardo Longobardi - banche e commercialisti s’impegnano a lavorare insieme per realizzare ricerche, corsi, seminari, conferenze, convegni e pubblicazioni. Rafforzando il dialogo e la collaborazione reciproca, anche grazie a tavoli di confronto che si riuniranno periodicamente per approfondire i rispettivi punti di vista su specifiche iniziative in discussione nelle diverse sedi istituzionali. Tra i temi al centro delle iniziative e dei progetti comuni: l’esame dei decreti delegati emanati in attuazione della delega fiscale; le sanzioni amministrative tributarie e penali; i profili di riforma della tassazione degli investimenti finanziari; la disciplina antiriciclaggio con riferimento alla IV Direttiva; il credito e le forme innovative di finanziamento, alla luce delle novità introdotte dall’Unione Bancaria e del progetto di unione dei mercati di capitali; la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. (CNDCEC, comunicato del 9 febbraio 2016) ****** 10) Il nuovo redditometro non è retroattivo Nessun effetto retroattivo per il nuovo redditometro: Lo afferma il notiziario dell’Agenzia delle entrate (fiscoggi.it) del 9 febbraio 2016, commentando una recente sentenza della Suprema Corte. Le modifiche al sistema di accertamento, visti gli effetti incisivi apportati alla sfera giuridica del contribuente, non sono da considerare mere norme di carattere procedimentale. Il nuovo redditometro, introdotto dal D.L. 78/2010, ha effetto solo per gli accertamenti relativi ai periodi di imposta 2009 e seguenti. Ciò, in virtù della chiarissima norma di diritto transitorio prevista dal decreto stesso: l’articolo 22 statuisce, infatti, che le modifiche apportate all’articolo 38 del Dpr 600/1973 producono effetti “per gli accertamenti relativi ai redditi per i quali il termine di dichiarazione non è ancora scaduto alla data di entrata in vigore del presente decreto”. In particolare, la Corte di Cassazione, con la pronuncia n. 1772 del 29 gennaio 2016, ha anche condannato il contribuente alla refusione delle spese di lite. Vincenzo D’Andò