Le novità sulle imposte locali dopo la legge di stabilità 2016: IMU, TARI, pubblicità…


Sono ormai definitive le novità, soprattutto in materia fiscale, previste dalla legge di Stabilità per l’anno 2016. Un primo significativo intervento è costituito dall’eliminazione degli aumenti di imposta e riduzione delle agevolazioni fiscali, vale a dire le c.d. clausole di salvaguardia, avrebbero potuto scattare a partire dal 2016.

In materia di tassazione immobiliare, deve essere opportunamente sottolineata l’esenzione IMU decisa a valere sui terreni agricoli e sui c.d. macchinari imbullonati, nonché l’esenzione TASI per la prima casa. Novità anche per gli immobili che vengono dati in comodato d’uso a famigliari in linea diretta di primo grado (figli e genitori dell’avente diritto), per i quali è prevista l’assimilazione alle abitazioni principali, a prescindere dalla previsione in questo senso del regolamento comunale, con una riduzione del 50% della base imponibile IMU. Vengono, inoltre, introdotte nuove norme per favorire la locazione finanziaria di immobili adibiti ad uso abitativo.

IMU terreni agricoli

A partire dal 1° gennaio 2016:

  • viene eliminato il moltiplicatore favorevole, pari a 75, riservato per la determinazione della base imponibile dei terreni agricoli dei coltivatori diretti (CD) e imprenditori agricoli professionali (IAP);

  • vengono eliminate le riduzioni a scaglioni previste per i CD e IAP dall’articolo 13, comma 8-bis, del Decreto Legge n. 201/2011 (convertito con modificazioni dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214)

  • si introduce l’esenzione per i terreni agricoli: a) posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola, indipendentemente dalla loro ubicazione; b) ubicati nei comuni delle isole minori; c) a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile.

IMU/TASI sulle abitazioni principali

L’abitazione principale viene eliminata dal campo di applicazione della TASI sia nel caso in cui l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale del possessore, sia quando è l’occupante a destinare l’immobile detenuto ad abitazione principale, ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 (immobili di lusso). Il versamento della TASI, nel caso in cui l’unità immobiliare sia detenuta da un soggetto che la destina ad abitazione principale, escluse quelle si lusso, è effettuato dal possessore nella misura stabilita dal Comune nel regolamento dell’anno 2015 (se l’Amministrazione comunale nel cui territorio si trova l’immobile inciso dal tributo non ha provveduto alla determinazione della percentuale di ripartizione tra possessore ed utilizzatore dell’unità immobiliare, si assume la debenza in capo al possessore pari al 90%).

È disposta la riduzione in misura pari al 50% della base imponibile IMU per gli immobili dati in comodato d’uso a figli o genitori. Il beneficio si applica purché il contratto sia registrato e il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è sito l’immobile concesso in comodato. Al contempo si estende il beneficio anche al caso in cui il comodante, oltre all’immobile concesso in comodato, possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale (non di lusso). Si sospende, per l’anno 2016, l’efficacia delle leggi regionali e delle deliberazioni comunali per la parte in cui aumentano i tributi e le addizionali attribuite ai medesimi enti territoriali, in luogo di vietare la deliberazione di tali aumenti, mentre rimane ferma la possibilità per i comuni, per l’anno 2016, di maggiorare dello 0,8 per mille l’aliquota TASI per gli immobili non esentati.

IMU imbullonati

A partire dal 1° gennaio 2016, la determinazione della rendita catastale degli immobili a destinazione speciale e particolare, censibili nelle categorie catastali dei gruppi D ed E, viene effettuata, tramite stima diretta, tenendo conto del suolo e delle costruzioni, nonché degli elementi ad essi strutturalmente connessi che ne accrescono la qualità e l’utilità, nei limiti dell’ordinario apprezzamento. Sono esclusi dalla stessa stima diretta macchinari, congegni, attrezzature ed altri impianti, funzionali allo specifico processo produttivo.

Limitatamente all’anno di imposizione 2016, per gli atti di aggiornamento presentati entro il 15 giugno 2016 le rendite catastali rideterminate, in deroga alle disposizioni in vigore, hanno effetto retroattivo a partire dal 1° gennaio 2016. La nuova disciplina non potrà però trovare applicazione in riferimento ai contenziosi già pendenti, aventi ad oggetto l’accertamento della pretesa tributaria IMU sui “macchinari imbullonati”.

Sempre in tema di immobili delle imprese, è da evidenziare, inoltre, che non ha trovato spazio l’atteso incremento (dall’attuale 20% al 50%) della parte di IMU pagata sugli immobili strumentali che può essere portata in deduzione dalle imposte sui redditi e dall’IRAP dovuta dalle imprese.

TARI

Si proroga per gli anni 2016 e 2017 la modalità di commisurazione della TARI da parte delle Amministrazioni comunali operata sulla base di un criterio medio-ordinario (ovvero in base alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte) e non sull’effettiva quantità di rifiuti prodotti (c.d. metodo normalizzato, nel rispetto del principio “chi inquina paga”, sancito dall’articolo 14 della direttiva 2008/98/CE).

Inoltre viene differito al 2018 (in luogo del 2016) il termine a decorrere dal quale il comune è tenuto ad avvalersi, nella determinazione dei costi del servizio, anche delle risultanze dei fabbisogni standard.

Altre novità in materia di tassazione locale

In materia di tassazione locale vengono previsti:

  • una riduzione del 25% di IMU e TASI per le unità immobiliari locate a canone concordato. Tale misura si affianca all’applicabilità, per i medesimi alloggi locati a canone concordato, della cedolare secca, con aliquota ridotta al 10%, stabilita per il quadriennio 2014-2017.

  • l’anticipazione al 14 ottobre del termine (attualmente fissato al 21 ottobre) per la trasmissione delle delibere in materia di IMU e TASI da parte dei Comuni ai fini della loro pubblicazione nel portale del federalismo fiscale;

  • un regime di favore IMU/TASI per i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita, fintanto che permanga tale destinazione e non siano in ogni caso locati (“immobili merce”). Tale regime prevede l’applicazione di una aliquota ridotta pari allo 0,1%, con la possibilità, concessa ai Comuni, di modificare tale aliquota, in aumento, sino allo 0,25%. Questa modifica fissa per tali immobili un tetto massimo all’aliquota TASI che, altrimenti, dal 2016 sarebbe potuta arrivare all’aliquota massima del 10,6 per mille (più lo 0,8 per mille, che il Comune può applicare, anche nel 2016, sugli immobili diversi dall’“abitazione principale non di lusso”, che viene esentata dal tributo).

  • l’esenzione da IMU per le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in deroga al richiesto requisito della residenza anagrafica;

  • a partire dal 2016, è disposta l’abrogazione dell’Imposta municipale secondaria (IMUS);

  • ad eccezione della TARI, è prevista, limitatamente all’anno 2016, la sospensione dell’efficacia delle leggi regionali e delle deliberazioni degli enti locali nella parte in cui prevedono aumenti dei tributi e delle addizionali attribuiti alle regioni e agli enti locali con legge dello Stato rispetto ai livelli di aliquote o tariffe applicabili per l’anno 2015;

  • si precisa, con una interpretazione alquanto sorprendente, che il termine per la deliberazione del bilancio di previsione 2015 degli enti locali, attualmente stabilito dal D.M. Interno del 13 maggio 2015 al 30 luglio 2015, debba intendersi riferito al 31 luglio, in quanto ultimo giorno del mese.

Agevolazioni fiscali per interventi di edilizia convenzionata

È prevista l’applicazione dell’imposta di registro in misura fissa e l’esenzione dalle imposte ipotecarie e catastali per gli atti di trasferimento delle aree che rientrano negli interventi di edilizia convenzionata (aree produttive ed aree su insistono abitazioni economiche e popolari; si tratta delle aree previste al Titolo III della legge n. 865/1971), indipendentemente dal titolo di acquisizione della proprietà da parte degli enti locali.

Imposte d’atto in caso di riordino fondiario

È stata introdotta l’esenzione dalle imposte di registro, ipocatastali e di bollo per gli atti e i provvedimenti emanati in esecuzione dei piani di ricomposizione e riordino fondiario adottati dalle Regioni, Comuni, Province e comunità montane. Come noto, l’atto di ricomposizione fondiaria ha lo scopo di ristabilire l’originaria “capacità edificatoria” dei lottizzanti, superando gli squilibri apportati dalle decisioni degli Enti locali esplicitate nelle convenzioni attuative. A tal riguardo, si ricorda che, in base alla disciplina ad oggi in vigore, gli atti di redistribuzione di aree tra co-lottizzanti scontano l’imposta di registro in misura fissa e l’esenzione dalle imposte ipotecaria e catastale e, se posti in essere da imprese, sono esclusi da IVA. Con la modifica approvata, pertanto, tali atti potranno beneficiare di un regime fiscale ancora più vantaggioso, consistente nell’esenzione generale dalle imposte d’atto (registro, ipo-catastali e bollo).

Estensione del reverse charge

Nell’ambito dei lavori pubblici, si prevede che, nell’ipotesi in cui il consorzio aggiudicatario di appalti pubblici fatturi alla Stazione appaltante con il meccanismo dello “split payment”, i consorziati fattureranno, a loro volta, le prestazioni al consorzio in “reverse charge”. La disposizione, tuttavia, sarà efficace solo dopo l’autorizzazione di deroga da parte dell’UE all’art.395 della Direttiva 2006/112/UE in materia di IVA. Viene, così, risolto il problema della posizione di credito IVA in cui si viene a trovare il consorzio a seguito dell’entrata in vigore, dal 1° gennaio 2015, del meccanismo della scissione dei pagamenti (“split payment” – articolo 17 – ter, D.P.R. 633/1972). Sul tema, si ricorda che, in base al meccanismo della “scissione dei pagamenti” (cd. “split payment”), dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017, per tutte le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti di determinate Amministrazioni pubbliche, l’IVA deve essere da queste versata direttamente all’Erario. Come noto, la nuova disciplina produce effetti anche con riferimento al comparto dei lavori pubblici, ed anche nell’ipotesi in cui la prestazione viene eseguita attraverso l’utilizzo di strutture associative di natura consortile (consorzi) che agiscono in virtù di un “mandato senza rappresentanza”, ossia in nome proprio ma per conto delle singole imprese consorziate. Infatti, nel caso in cui il consorzio affidi i lavori alle proprie consorziate, il processo di fatturazione della complessiva operazione nei confronti della PA committente avviene, ad oggi, con le seguenti modalità:

  • il consorzio emette fattura nei confronti dell’Ente pubblico, applicando il regime della “scissione dei pagamenti”,

  • le singole imprese fatturano al consorzio in regime ordinario.

È evidente che ciò determina l’emergere dell’eccedenza di credito IVA in capo al Consorzio (che, non ricevendo più l’imposta dalla PA committente, non può compensare l’IVA pagata alle singole imprese consorziate), con la connessa difficoltà di recupero dello stesso, tenuto conto che, generalmente, le struttura associativa viene meno al termine dei lavori. Sotto tale profilo, per quel che riguarda i consorzi aggiudicatari di appalti pubblici, le cui fatture nei confronti della Stazione appaltante per i lavori eseguiti ricadono nel sistema dello “split payment”, viene prevista l’applicazione dell’inversione contabile per le fatture emesse dai consorziati al consorzio. In tal modo, verrà superata la grave criticità connessa all’emersione di un ingente credito IVA in capo ad un soggetto (il consorzio) destinato a venir meno al completamento dell’opera. Diversamente, il credito IVA emergerà in capo alle singole imprese consorziate.

Compensazione cartelle esattoriali

Anche per il 2016, viene riconosciuta la possibilità di compensare le somme iscritte a ruolo con i crediti commerciali vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione, non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, relativi a somministrazioni, forniture ed appalti, previa acquisizione, da parte del creditore, della certificazione relativa all’esigibilità del credito, rilasciata dalla medesima P.A.. Le modalità attuative di tale misura verranno definite con un Decreto da adottare entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge di Stabilità 2016. Come noto, l’articolo 28-quater del D.P.R. 602/1973 prevede che i crediti commerciali vantati nei confronti della P.A., non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, relativi a somministrazioni, forniture ed appalti, possono essere compensati con le somme iscritte a ruolo, previa acquisizione, da parte del creditore, della certificazione relativa all’esigibilità del credito, rilasciata dalla medesima P.A.. Si ricorda che, sul tema, sono intervenuti, nel corso degli anni, diversi e successivi Provvedimenti, volti a definire l’ambito applicativo di tale strumento, specie per quel che riguarda il termine di notifica delle cartelle di pagamento che hanno consentito di effettuare la compensazione con i crediti verso la P.A..

Imposta comunale sulla pubblicità

Con una norma di interpretazione autentica si elimina la facoltà dei comuni di aumentare le tariffe dell’imposta comunale sulla pubblicità.

Tale abrogazione non ha effetto per i comuni che si fossero già avvalsi di tale facoltà prima dell’entrata in vigore della medesima norma abrogativa.

Aliquota IVA prestazioni sociosanitarie ed educative

Si prevede una nuova aliquota ridotta dell’IVA, al 5% a cui assoggettare le prestazioni sociosanitarie ed educative rese da cooperative sociali e loro consorzi, attualmente assoggettate all’aliquota del 4%.

7 gennaio 2016

Massimo Pipino


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