Diario quotidiano dell’8 gennaio 2016: il nuovo modello ISEE e nuovo ravvedimento operoso per l’acconto IVA non pagato

Pubblicato il 8 gennaio 2016

nuovo ravvedimento operoso per l’acconto Iva non pagato; nuovi modelli e istruzioni per la richiesta dell’ISEE nell’anno 2016; nuova disciplina degli interpelli: le istruzioni in un provvedimento delle Entrate; dalle Entrare le precisazioni sull’invio dei dati per il 730 precompilato; ASDI: stipula del progetto personalizzato comunicata dai Centri impiego; esenzione Imu e Tasi estesa al comodato; Inail: guida alla presentazione del modello OT24 2016; antiriciclaggio: manuale delle procedure operative per gli studi professionali; altra Nota Informative 2016: il contributo del CNDCEC alla riforma della crisi di impresa - profili tributari; esame prima sulla giurisdizione e poi sulla competenza: il ruolo Ici al giudice tributario
Indice: 1) Nuovo ravvedimento operoso per l’acconto Iva non pagato 2) Nuovi modelli e istruzioni per la richiesta dell’ISEE nell’anno 2016 3) Nuova disciplina degli interpelli: le istruzioni in un provvedimento delle Entrate 4) Dalle Entrare le precisazioni sull’invio dei dati per il 730 precompilato 5) ASDI: stipula del progetto personalizzato comunicata dai Centri impiego 6) Esenzione Imu e Tasi estesa al comodato 7) Inail: guida alla presentazione del modello OT24 2016 8) Antiriciclaggio: manuale delle procedure operative per gli studi professionali 9) Altra Nota Informative 2016: Il contributo del CNDCEC alla riforma della crisi di impresa - Profili tributari 10) Esame prima sulla giurisdizione e poi sulla competenza: il ruolo Ici al giudice tributario  
  1) Nuovo ravvedimento operoso per l’acconto Iva non pagato Al via le nuove sanzioni ridotte nell’ipotesi del tardivo pagamento dell’acconto IVA. Ciò poiché la Legge n. 208/2015 ha anticipato la decorrenza per la riduzione delle sanzioni applicabili per i versamenti entro 90 giorni. Decorso il termine del 28 dicembre 2015 per il versamento dell’acconto IVA relativo al 2015, si rende applicabile il nuovo regime sanzionatorio di cui all’art. 15 del D.Lgs. 158/2015. L’art. 1 comma 133 della Legge n. 208/2015 (Legge di stabilità 2016) ha, infatti, anticipato al 1° gennaio 2016 l’efficacia della disposizione (originariamente prevista per il 1° gennaio 2017). Come è noto, per il mancato, insufficiente o tardivo versamento dell’acconto è prevista una sanzione amministrativa pari al 30% dell’importo non versato, a norma dell’art. 13 del DLgs. 471/97. Ora sulla base dell’art. 15 del D.Lgs. 158/2015, dal 1° gennaio 2016 la sanzione è ridotta nella misura del 50% (e, dunque, al 15% dell’importo non versato), sempreché i versamenti siano effettuati entro 90 giorni dalla scadenza del termine. Per l’omesso o insufficiente acconto IVA 2015, tale data è individuata nel 29 marzo 2016, quale primo giorno lavorativo successivo al novantesimo giorno (27 marzo 2016, Pasqua) dalla scadenza prevista per il versamento (28 dicembre 2015). Alle sanzioni “rimodulate” potrà cumularsi il beneficio del ravvedimento operoso di cui all’art. 13 del D.Lgs. 472/97, così che la sanzione prevista per il tardivo versamento potrà essere ulteriormente ridotta, a seconda di quando interviene la regolarizzazione, da un decimo del minimo a un sesto del minimo. Nel caso di specie, per l’acconto IVA 2015, la sanzione da corrispondere per effetto del ravvedimento operoso (oltre agli interessi, con maturazione giorno per giorno) sarà pari: - all’1,5% dell’imposta non versata, se il ravvedimento avviene entro il 27 gennaio 2016 (trentesimo giorno dalla scadenza), fatte salve le maggiori riduzioni previste per ritardi non superiori a 14 giorni; - all’1,67% dell’imposta non versata, se il ravvedimento avviene tra il 28 gennaio 2016 e il 29 marzo 2016; - al 3,75% dell’imposta non versata, se il ravvedimento avviene tra il 30 marzo 2016 e il 30 settembre 2016 (termine di presentazione del modello IVA 2016); - al 4,29% dell’imposta non versata, se il ravvedimento avviene entro il 28 febbraio 2017 (termine di presentazione del modello IVA 2017, da effettuarsi in via autonoma rispetto alla dichiarazione dei redditi); - al 5% dell’imposta non versata, se il ravvedimento avviene a decorrere dal 1° marzo 2017.   ******   2) Nuovi modelli e istruzioni per la richiesta dell’ISEE nell’anno 2016 L’Inps, con il messaggio n. 7665 del 30 dicembre 2015, riepiloga le principali modifiche ed integrazioni apportate alla modulistica e alle istruzioni ISEE: - Sono state aggiornate le indicazioni agli anni e sono stati inseriti i riferimenti (righi, colonne, codici) alle dichiarazioni e certificazioni fiscali relative all’anno d’imposta 2014; - è stata modificata la denominazione della casella riferita a soggetti minorenni, presente nel Quadro A dei moduli MB.1 e MB.1rid, precisando meglio che tale casella deve essere barrata nel caso in cui il minorenne nell’anno di riferimento non abbia avuto trattamenti, redditi nonché patrimoni; - è stata introdotta per lo studente universitario la casistica dell’unico genitore separato. A tal fine è stato modificata la dizione della prima casella del Quadro C del modulo MB.2 per ricomprendere anche il caso in cui “nel nucleo è presente un solo genitore, mentre l’altro risulta separato legalmente e non convivente”; - è stato precisato nelle istruzioni che “l’adeguata capacità di reddito” deve essere riferita, in linea di principio, al singolo studente universitario. Se tuttavia questi è coniugato, il predetto requisito deve essere valutato tenendo conto anche dei redditi del coniuge dello studente universitario; - nelle istruzioni sono state inseriti alcuni chiarimenti in tema di patrimonio mobiliare (ad esempio viene specificato il criterio di conversione del patrimonio all’estero, viene precisato che tra gli incrementi del patrimonio mobiliare rientrano i “trasferimenti” tra componenti dello stesso nucleo familiare, vengono indicate le carte prepagate con IBAN tra i rapporti finanziari da inserire nel Quadro FC2 sez. I); - è stata introdotta una deroga al principio per il quale non vanno riportati in DSU i contributi a titolo di rimborso spese laddove le spese siano rendicontate. In particolare, devono essere indicati i contributi per spese per collaboratori domestici e addetti all’assistenza personale poiché, seppur le stesse spese siano rendicontate, sono detratte dall’INPS in via automatica (Quadro FC8 sezione III). Infine, é stato inserito nel Quadro FC8 del modulo FC.3 una casella da spuntare nell’ipotesi di componente esonerato dalla presentazione della dichiarazione fiscale o di sospensione degli adempimenti tributari a causa di eventi eccezionali. Ciò consente una migliore individuazione delle ipotesi in cui i dati reddituali vengono autodichiarati dal dichiarante. La nuova modulistica e le relative istruzioni per la compilazione saranno disponibili nel sito www.inps.it > SERVIZI > ISEE (portale “ISEE 2015”) per consentire la corretta compilazione a decorrere dal 1° gennaio 2016.   ******   3) Nuova disciplina degli interpelli: le istruzioni in un provvedimento delle Entrate Pronte le nuove regole per le istanze di interpello presentate ai sensi dello Statuto dei diritti del contribuente (Legge n. 212/2000). Con il provvedimento firmato il 4 gennaio 2016 dal Direttore dell’Agenzia delle entrate viene data attuazione all’articolo 8 del Dlgs n. 156/2015 che ha operato una generale revisione della disciplina degli interpelli, affidando ad appositi provvedimenti dei direttori delle Agenzie fiscali la definizione delle regole procedurali. Di seguito alcune delle novità intervenute dopo le modifiche apportate dal Dlgs n. 156/2015. Competenza per la trattazione delle istanze Il provvedimento opera una tendenziale regionalizzazione degli interpelli, ossia tutte le istanze relative ai tributi erariali, indipendentemente dalla tipologia, devono essere presentate alle Direzioni regionali competenti in funzione del domicilio fiscale del contribuente. Tutte le istanze di competenza del ramo Territorio devono essere inviate alla Direzione Regionale nel cui ambito opera l’ufficio competente ad applicare la norma tributaria oggetto di interpello. Resta ferma la competenza delle strutture centrali (Direzione Centrale Normativa e Direzione Centrale Catasto, Cartografia e Pubblicità immobiliare) per le amministrazioni dello Stato, gli enti pubblici a rilevanza nazionale, i soggetti di più rilevante dimensione e i contribuenti esteri; fa ancora eccezione, ma in solo via transitoria, la gestione delle nuove istanze cd. “antiabuso” che fino al 31/12/2017 saranno presentate direttamente alla Direzione Centrale Normativa indipendentemente dai requisiti dimensionali o dalla residenza del contribuente che presenta l’istanza. Così, per effetto delle novità, ad esempio, le istanze di interpello controlled foreign companies (CFC) saranno presentate non più alla Direzione Centrale Normativa per il tramite della Direzione regionale competente in relazione al domicilio fiscale dell’istante bensì, salvo che per i soggetti di più rilevante dimensione, direttamente alla Direzione regionale. Canali di comunicazione In attesa dell’implementazione e dell’avvio dell’apposito servizio telematico dedicato, il provvedimento “allinea” i canali di comunicazione consentiti tra contribuenti ed amministrazione, prediligendo l’utilizzo della posta elettronica certificata nei confronti dei soggetti che sono obbligati a dotarsi di un indirizzo ovvero per coloro che, pur non essendo obbligati, lo forniscano nell’istanza presentata.   ******   4) Dalle Entrare le precisazioni sull’invio dei dati per il 730 precompilato In relazione all’articolo pubblicato su un quotidiano economico, l’Agenzia delle entrate ha ritenuto opportuno fornire chiarimenti in merito alla tempistica per l’invio dei dati relativi ai rimborsi delle spese sanitarie. In particolare, viene considerata errata l’affermazione secondo cui, a seguito della pubblicazione delle bozze delle specifiche tecniche per la trasmissione dei dati relativi ai rimborsi delle spese sanitarie, sarebbe stato modificato il termine per l’invio di questi dati, fissato al 31 gennaio 2016 dal Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 31 luglio 2015. Nell’articolo vengono, infatti, confusi due adempimenti diversi in relazione a differenti tipologie di rimborsi. Si conferma, quindi, che le scadenze previste per l’invio dei dati sono le seguenti: 1) Entro il 31 gennaio 2016, le strutture sanitarie e i medici trasmettono al Sistema Tessera Sanitaria i dati relativi alle spese sanitarie e ai rimborsi effettuati nel 2015 per prestazioni non erogate o parzialmente erogate (allegato A al Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 31 luglio 2015); 2) Entro il 28 febbraio (per il 2016 entro il 29 febbraio visto che il 28 è domenica), gli enti e le casse aventi esclusivamente fine assistenziale e i fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale inviano all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle spese sanitarie rimborsate nell’anno 2015 per effetto dei contributi versati dai contribuenti iscritti a tali enti e casse (bozza delle specifiche tecniche pubblicata sul sito dell’Agenzia il 23 dicembre 2015). Resta pertanto fermo l’obbligo di trasmissione entro il 31 gennaio al Sistema Tessera Sanitaria dei dati relativi ai rimborsi effettuati dalle strutture sanitarie e dai medici per prestazioni non erogate o parzialmente erogate. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 2 del 5 gennaio 2016)     ******   5) ASDI: stipula del progetto personalizzato comunicata dai Centri impiego Il Ministero del Lavoro, con nota direttoriale n. 33-6704 del 29 dicembre 2015 ha chiarito che dall’11 gennaio 2016 gli operatori dei Centri per l’Impiego potranno inviare dall’apposita sezione del portale www.cliclavoro.gov.it, le informazioni utili all’INPS per l’accoglimento delle domande di ASDI. Gli interessati (lavoratori ancora disoccupati dopo aver fruito della NASPI) devono preventivamente presentare domanda di ASDI tramite il sito dell’INPS e poi recarsi al Centro per l’Impiego di residenza per la sottoscrizione del “progetto personalizzato” (ulteriore rispetto al patto di servizio stipulato per la NASPI). Prospetto disabili: proroga al 29 febbraio 2016 Prorogato al 29 febbraio 2016 il termine di presentazione del prospetto informativo disabili, modificato dal Jobs Act. La scadenza per la presentazione del prospetto informativo disabili, inizialmente fissata al 31 gennaio 2016 è stata prorogata al 29 febbraio 2016. A precisarlo la nota del Ministero del Lavoro del 30 dicembre 2015 che spiega anche che la decisione è dovuta alle molte novità introdotte in materia di inserimento mirato delle persone con disabilità dai D.Lgs. n. 80, n. 81 e n. 151/2015 del Jobs Act che hanno un impatto sull'adempimento, divenuto telematico già da 5 anni. Si inten