Diario quotidiano del 4 gennaio 2016: cosa vi siete persi in questi giorni di ferie…

Pubblicato il 4 gennaio 2016



Unico PF/2016: ecco le bozze dei tre fascicoli; Italia e Svizzera: accordo sui lavoratori frontalieri; reverse-charge nel settore edile, l’Agenzia a domanda risponde; patent box, chiarimenti sulle istanze; Voluntary Disclosure, Agenzia delle Entrate e Sogei potenziano i processi di download; comunicazioni all’Anagrafe: modifiche tecniche e temporali; credito alle imprese musicali tra Beni culturali e Agenzia; Governo: via libera al Milleproroghe; al via le nuove comunicazioni dei dati per la precompilazione dei 730; unico invio dei dati dei bonifici agevolati entro il 28 febbraio 2016; parti correlate, documento del CNDCEC; ravvedimento a 90 giorni: le proposte del CNDCEC; lavoro accessorio anche per i marittimi e i maestri di sci; sanzioni amministrative: legittimazione passiva e responsabilità; estensione della compatibilità e cumulabilità dell’indennità di mobilità; esenzione Imu totale per i terreni agricoli; deontologia commercialisti: nuovo Codice in vigore dal 1° marzo 2016; giustizia tributaria, si cambia: largo a mediazione e conciliazione e maggiori tutele per i contribuenti; Cross Border Ruling, al via il punto di contatto delle Entrate; bonus assunzioni nel Mezzogiorno: codice tributo “in pensione”; nuovi modelli e istruzioni per la richiesta dell’ISEE nell’anno 2016; conguaglio di fine anno 2015 dei contributi previdenziali e assistenziali: riepilogo delle aliquote contributive dell’anno 2015; anche il Milleproroghe in Gazzetta Ufficiale; assegni familiari e quote di maggiorazione di pensione per l'anno 2016; rivalutazione delle pensioni per l’anno 2016
  Indice: 1) Prima uscita per Unico PF/2016: ecco le bozze dei tre fascicoli 2) Italia e Svizzera parafano l’accordo sui lavoratori frontalieri 3) Reverse charge nel settore edile, l’Agenzia a domanda risponde 4) Patent box, chiarimenti sulle istanze 5) Voluntary disclosure: Agenzia delle Entrate e Sogei potenziano i processi di download 6) Comunicazioni all’Anagrafe: modifiche tecniche e temporali 7) Il credito alle imprese musicali tra Beni culturali e Agenzia 8) Governo: via libera al Milleproroghe 9) Al via le nuove comunicazioni dei dati per la precompilazione dei 730 10) Unico invio dei dati dei bonifici agevolati entro il 28 febbraio 11) Parti correlate, documento del CNDCEC: già allo studio nuovi documenti per il 2016 12) Ravvedimento a 90 giorni: le proposte del CNDCEC 13) Lavoro accessorio anche per i marittimi e i maestri di sci 14) Sanzioni amministrative: legittimazione passiva e responsabilità 15) Estensione della compatibilità e cumulabilità dell’indennità di mobilità 16) Esenzione Imu totale per i terreni agricoli 17) Deontologia commercialisti: nuovo Codice in vigore dal 1° marzo 2016 18) Giustizia tributaria, si cambia: largo a mediazione e conciliazione e maggiori tutele per i contribuenti 19) Cross Border Ruling, al via il punto di contatto delle Entrate 20) Bonus assunzioni nel Mezzogiorno: codice tributo “in pensione”  21) Nuovi modelli e istruzioni per la richiesta dell’ISEE nell’anno 2016 22) Conguaglio di fine anno 2015 dei contributi previdenziali e assistenziali: riepilogo delle aliquote contributive dell’anno 2015 23) Anche il Milleproroghe in Gazzetta Ufficiale 24) Assegni familiari e quote di maggiorazione di pensione per l'anno 2016 25) Rivalutazione delle pensioni per l’anno 2016  
  1) Prima uscita per Unico Pf/2016: ecco le bozze dei tre fascicoli Nella casella “dichiarazione integrativa” con l’apposito codice 2 il contribuente può scegliere la rettifica di quanto già presentato in base alle comunicazioni inviate dall’Agenzia Disponibili da oggi, sul sito dell’Agenzia, i prototipi 2016 dei tre fascicoli che compongono il “pacchetto” Unico Pf. Come sempre, prima del battesimo ufficiale, il modello sfila in bozza sul web con le principali novità normative che influiscono sulla dichiarazione relativa ai redditi conseguiti nell’anno d’imposta 2015. Ma, andiamo subito al dunque, cominciando dalle nuove del frontespizio del fascicolo 1. Qui, la prima modifica riguarda la casella “Dichiarazione integrativa” che, al posto della tradizionale “eventuale” barratura, accoglie due codici: 1 per indicare la presentazione di una dichiarazione correttiva dell’originaria, 2 per individuare l’ipotesi in cui il contribuente voglia rettificare quanto già dichiarato sulla base delle comunicazioni inviate dall’Agenzia (commi da 634 a 636, legge 190/2014), in sostanza, il Fisco anticipa i rilievi riscontrati, in modo che l’interessato possa riparare spontaneamente all’errore con il minimo danno possibile. Sull’onda delle stesse disposizioni normative, valide anche nell’ambito degli studi di settore, nella sezione “Firma della dichiarazione”, il contribuente può compilare la casella “Invio altre comunicazioni telematiche all’intermediario” per autorizzare la trasmissione delle comunicazioni in argomento e di quelle relative a possibili anomalie nei dati dichiarati ai fini dell’applicazione degli studi di settore, direttamente al “proprio” intermediario. Quest’ultimo, dal canto suo, può accettare la ricezione barrando la casella “Ricezione altre comunicazioni telematiche”, nel riquadro “Impegno alla presentazione telematica”. Considerato che l’importo del bonus Irpef ai lavoratori dipendenti, e ad alcune categorie assimilate, con un reddito fino a 26 mila euro, passa da 640 a 960 euro all’anno (nel 2014 l’agevolazione aveva preso il via da maggio e, quindi, riguardava non dodici, ma otto mesi) e precisato che la quota di reddito esente dei ricercatori e docenti universitari e dei lavoratori rientrati in Italia concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini del bonus, mentre rimane fuori il Tfr erogato a titolo di parte integrativa della retribuzione, soggetta a Irpef; dal 2015, per verificare il rispetto del limite dei 26 mila euro è necessario: - aggiungere alla base imponibile Irpef l’ammontare della quota di reddito esente prevista per i ricercatori e per i lavoratori rientrati in Italia - sottrarre gli importi erogati a titolo di parte integrativa della retribuzione (si tratta dell’anticipazione del trattamento di fine rapporto che, secondo quanto previsto dalla legge di stabilità 2015, i lavoratori dipendenti del settore privato, impiegati da almeno sei mesi, possono scegliere di riscuotere mensilmente in busta paga). Per fare questo sono stati aggiunti appositi campi nel quadro RC. Nello stesso quadro è stato previsto uno spazio ad hoc per l'esenzione di 6.700 euro per i lavoratori dipendenti e i pensionati residenti a Campione d’Italia. Spariscono invece i campi che accoglievano i dati relativi all’imposta sostitutiva sulla produttività: la tassazione agevolata non ha trovato proroga nel 2015. Nel quadro CR del modello Unico Pf/2016, fa il suo ingresso lo “school bonus”, lo sconto fiscale concesso alle persone fisiche e gli enti non commerciali che effettuano erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici per la realizzazione di nuove strutture o per la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti. Si tratta di un credito d’imposta, pari al 65% della somma versata. Sempre in CR va a collocarsi un altro credito d’imposta, quello per negoziazione e arbitrato: a chi paga o ha pagato l’arbitro o l’avvocato che lo ha “difeso” nel procedimento di negoziazione assistita, è riconosciuto, in caso di successo della negoziazione, ovvero di conclusione dell’arbitrato con lodo, un credito di imposta commisurato al compenso fino a concorrenza di 250 euro. Tra le novità che hanno interessato il fascicolo 2 si segnala il quadro RT con i nuovi campi per le plusvalenze delle società residenti negli Stati a fiscalità privilegiata (articolo 3 Dlgs 147/2015). Tra le novità di rilievo del fascicolo 3, la nuova sezione del quadro LM dedicata al regime forfetario per gli esercenti attività d’impresa arti e professioni che prevede una tassazione sostitutiva dell’Irpef delle addizionali all’Irpef e dell’Irap, pari al 15%. Nei quadri RF e RG, infine, sono stati ritoccati dal “patent box”, la detassazione dei redditi derivanti dall’utilizzo di opere dell’ingegno, brevetti e marchi: gli imprenditori in contabilità ordinaria, indicheranno la quota dei redditi che non concorre a formare il reddito “esente” (che per il 2015 è pari al 30%) tra le variazioni in diminuzione al rigo RF50, colonna 1, mentre gli imprenditori in contabilità semplificata evidenzieranno tale quota nel rigo RG23 “reddito detassato”. Infine, dal quadro FC è stata eliminata la sezione riservata alla determinazione del reddito delle imprese estere collegate residenti o localizzate in Stati o territori con regime fiscale privilegiato, per effetto dell’abrogazione dell’articolo 168 del Tuir.

******

2) Italia e Svizzera parafano l’accordo sui lavoratori frontalieri L’Italia e la Svizzera hanno parafato oggi un accordo sull’imposizione dei lavoratori frontalieri, unitamente ad un protocollo che modifica le relative disposizioni della Convenzione contro le doppie imposizioni. Il testo relativo ai lavoratori frontalieri concretizza uno dei principali impegni assunti dai due Stati nella “roadmap” firmata nel febbraio 2015. Il nuovo accordo, che sostituirà quello del 1974, non è stato ancora firmato da parte di entrambi i governi né approvato dai rispettivi parlamenti. L’accordo è stato parafato dai negoziatori di entrambi gli Stati a Berna e a Roma. Il testo sarà reso pubblico al momento della firma. Il presente accordo rappresenta uno sviluppo positivo e costruttivo, poiché concretizza uno degli impegni più importanti assunti da Italia e Svizzera il 23 febbraio 2015, quando entrambi i Paesi hanno firmato una “roadmap” per la cooperazione ed il proseguimento del dialogo sulle questioni finanziarie e fiscali. L’accordo si basa sui punti chiave di tale roadmap e consentirà ad entrambi i Paesi di migliorare l’attuale regime di imposizione dei lavoratori frontalieri. L’accordo comprende i seguenti principali elementi: - è fondato sul principio di reciprocità; - fornisce una definizione di aree di frontiera che, per quanto riguarda la Svizzera, individua i Cantoni dei Grigioni, del Ticino e del Vallese e, nel caso dell’Italia, le Regioni Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Provincia Autonoma di Bolzano; - fornisce una definizione di lavoratori frontalieri al fine dell’applicazione dell’accordo in questione e comprende i lavoratori frontalieri che vivono nei comuni i cui territori ricadono, per intero o parzialmente, in una fascia di 20 chilometri dal confine e che, in via di principio, ritornano quotidianamente nel proprio Stato di residenza; - per quanto riguarda l’imposizione, lo Stato in cui viene svolta l’attività lavorativa imporrà sul reddito da lavoro dipendente fino al 70% dell’imposta risultante dall’applicazione delle imposte ordinarie sui redditi delle persone fisiche. Lo Stato di residenza applicherà le proprie imposte sui redditi delle persone fisiche ed eliminerà la doppia imposizione; - sarà effettuato uno scambio di informazioni in formato elettronico relativo ai redditi da lavoro dipendente dei lavoratori frontalieri; - l’accordo sarà sottoposto a riesame ogni cinque anni. Con riferimento a Campione d’Italia, l’Italia e la Svizzera hanno convenuto di istituire un Comitato Congiunto al fine di negoziare una soluzione complessiva sulle questioni fiscali e non fiscali. Le due parti hanno inoltre esaminato una serie di possibili soluzioni pragmatiche sulle questioni di fiscalità indiretta. Nei prossimi mesi, con l’obiettivo di trovare una soluzione entro l’estate 2016, i negoziati proseguiranno su due possibili soluzioni: un rimborso forfetario e un contingente limitato ad valorem di merci tracciabile non assoggettato ad imposizione indiretta (IVA, accise e diritti doganali prelevati dalla dogana). Inoltre, l’Italia ha formulato le seguenti due dichiarazioni unilaterali delle quali la Svizzera ha preso atto: DICHIARAZIONI UNILATERALI DELL’ITALIA Clausola di salvaguardia La firma e il processo di ratifica dell’Accordo sui lavoratori frontalieri sono subordinati all’assenza di ogni forma di discriminazione e alla individuazione di una soluzione “euro-compatibile” nell’adeguare la legislazione svizzera al risultato del voto popolare sull’iniziativa del 9 febbraio 2014. Dichiarazione sui trasporti L’Italia e la Svizzera sono fortemente impegnate a sviluppare le infrastrutture di trasporto per adeguare le linee di collegamento fra i due Paesi. In questo quadro generale, l’apertura delle gallerie di base di Alptransit (Lotschberg, San Gottardo e Monte Ceneri) e l’ammodernamento delle linee ferroviarie di accesso, concordato dai Ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti nel Memorandum of Understanding del 17 dicembre 2012 e nell’Accordo bilaterale del 28 gennaio 2014, costituiscono un progresso importante. L’Italia è impegnata, nel quadro dei progressi sulle questioni fiscali relative ai lavoratori frontalieri e allo status di Campione d’Italia, a potenziare - in stretta collaborazione con la Svizzera - i collegamenti e le infrastrutture di trasporto che servono le zone di confine, per ridurre le congestioni nel traffico locale e per migliorare le condizioni complessive dei frontalieri e delle comunità locali. (Comunicato Stampa N° 253 del 22/12/2015)

******

3) Reverse charge nel settore edile, l’Agenzia a domanda risponde Dopo la circolare 14/2015, dall’Agenzia delle entrate è arrivato un nuovo documento di prassi (circolare n. 37/E del 22 dicembre 2015) chiarisce i dubbi delle associazioni di categoria e salva gli eventuali comportamenti difformi adottati in precedenza Per distinguere la “prestazione di servizi” dalla “cessione con posa in opera” e verificare, quindi, se trova o meno applicazione il meccanismo del reverse charge, occorre far riferimento alla volontà contrattuale e stabilire se sia prevalente l’obbligazione di fare o quella di dare. Come noto, l’applicazione del meccanismo dell’inversione contabile comporta che il destinatario della cessione o della prestazione, se soggetto passivo, sia obbligato all’assolvimento dell’Iva, in luogo del cedente o del prestatore. In deroga, infatti, al principio di carattere generale secondo cui debitore d’imposta nei confronti dell’Erario è il soggetto che effettua la cessione di beni o la prestazione di servizi, per le operazioni previste dall’articolo 17, sesto comma, del Dpr 633/1972, debitore d’imposta è il soggetto passivo nei cui confronti tali operazioni sono rese. Pertanto, il prestatore di servizi è tenuto a emettere fattura senza addebito d’imposta, mentre il committente dovrà integrare la fattura con l’indicazione dell’aliquota e della relativa imposta dovuta. Il meccanismo del reverse charge, adottato dagli Stati membri – secondo la Direttiva 2006/69/Ce del 24 luglio 2006 – in deroga alla procedura normale di applicazione dell’imposta sul valore aggiunto secondo il sistema della rivalsa, mira a contrastare le frodi in particolari settori a rischio, evitando che il cessionario porti in detrazione l’imposta che il cedente non provvede a versare all’Erario. Tale rischio di frode non sussiste nel caso in cui l’operazione, rientrando nel regime di non imponibilità Iva, non preveda l’addebito dell’imposta al cessionario/committente. Alla luce della ratio di tale meccanismo, ne deriva che il presupposto applicativo dell’inversione contabile è l’imponibilità dell’operazione. Tale sistema non si applica, quindi, nell’ipotesi in cui l’operazione sia non imponibile agli effetti dell’Iva, in quanto viene meno il rischio di evasione. È questa una delle precisazioni della circolare 37/E del 22 dicembre 2015, con cui i tecnici dell’Agenzia delle Entrate rispondono a taluni dubbi espressi dagli operatori del settore edilizio e dalle associazioni di categoria. Nell’ipotesi di un contratto unico di appalto (comprensivo anche di prestazioni soggette a reverse charge) avente a oggetto interventi edilizi di frazionamento o accorpamento di unità immobiliari (precedentemente rientranti nella “ristrutturazione edilizia” e ora derubricati a “manutenzione straordinaria”), in una logica di semplificazione, si applica l’Iva secondo le regole ordinarie all’intera fattispecie contrattuale. Analogamente, considerata la complessità delle tipologie contrattuali riscontrabili nel settore edile, nell’ipotesi di un contratto unico di appalto, avente a oggetto la demolizione e la successiva costruzione di un nuovo edificio, si applicano le regole ordinarie e non il meccanismo del reverse charge, previsto per la sola attività di demolizione. Per stabilire quando un’operazione è qualificabile come “cessione con posa in opera”, in quanto tale esclusa dall’ambito applicativo del reverse charge, e quando invece come “prestazione di servizi”, soggetta al meccanismo del reverse charge, occorre fare riferimento alla volontà contrattuale espressa dalle parti: in linea di principio, se il contratto ha come scopo principale la cessione di un bene e l’esecuzione dell’opera è esclusivamente diretta a consentirne la fruizione, senza modificarne la natura, è senz’altro qualificabile quale cessione con posa in opera; viceversa, se scopo del negozio è giungere a un risultato diverso e nuovo rispetto all’insieme dei beni utilizzati per l’esecuzione dell’opera, la prestazione di servizi è da considerare assorbente rispetto alla cessione del materiale. Le prestazioni di servizi aventi a oggetto i parcheggi sono escluse dal reverse charge, a meno che questi non costituiscano parte integrante dell’edificio (ad esempio, parcheggi interrati nell’edificio o collocati sul lastrico solare dello stesso). Vanno assoggettati a Iva con le modalità ordinarie, senza quindi applicazione del reverse charge, l’attività di derattizzazione, di spurgo delle fosse biologiche, dei tombini e di rimozione della neve. In caso di prestazioni di servizi riguardanti impianti posizionati, per necessità funzionali o logistiche, in parte esternamente e in parte internamente all’edificio, per semplificare ed evitare incertezze interpretative, va valorizzata l’unicità dell’impianto posto al servizio dell’edificio, con conseguente applicazione del reverse charge. È il caso, ad esempio, degli impianti: di videosorveglianza perimetrale, dotato di centralina interna e telecamere esterne; citofonico; di climatizzazione, con motore esterno collegato agli split interni; idraulico, con tubazioni esterne. Anche le prestazioni di manutenzione e riparazione, anche se non esplicitamente indicate dai codici Ateco della divisione 43 (“Lavori di costruzione specializzati”), vanno assoggettate al meccanismo dell’inversione contabile. L’attività di installazione (compresa la manutenzione ordinaria e straordinaria) di impianti fotovoltaici “integrati” o “semi-integrati” agli edifici (ad esempio, se posizionati sul tetto dell’edificio) va assoggettata a reverse charge, così come l’installazione di impianti fotovoltaici “a terra” (realizzati, cioè, su aree di pertinenza di fabbricati), sempre che, benché posizionati all’esterno dell’edificio, siano funzionali o serventi allo stesso. Diversamente, non dà luogo all’applicazione dell’inversione contabile l’installazione di centrali fotovoltaiche poste sul lastrico solare o “a terra”, se accatastate autonomamente (in categoria D/1 o D/10). L’attività di installazione di porte tagliafuoco e uscite di sicurezza è soggetta al meccanismo dell’inversione contabile. Stessa soluzione per l’installazione, manutenzione e riparazione di impianti di spegnimento antincendio (compresi estintori, manichette e maschere), ma solo se i materiali mobili oggetto di manutenzione fanno parte di un impianto complesso installato su un immobile e la manutenzione si inserisce nel quadro della manutenzione dell’intero impianto. Alla riparazione o all’ammodernamento di impianti, anche con sostituzione di parti obsolete o danneggiate (ma non la mera fornitura di beni), si applica il meccanismo dell’inversione contabile, a condizione che i servizi resi siano relativi a edifici, ovvero quando la volontà contrattuale è diretta al conseguimento di una prestazione complessa per il mantenimento in funzione dell’impianto installato, perché prevale la causa del fare sul dare. A maggior ragione, nel caso in cui gli interventi sono tali da configurare un “nuovo impianto”, trattandosi, in concreto, di servizi di installazione. Nel caso di installazione di impianti, strettamente funzionali allo svolgimento di un’attività industriale e non al funzionamento dell’edificio, non si applica il meccanismo dell’inversione contabile, in quanto riconducibile al codice Ateco 33.20.09 non ricompreso tra quelli espressamente richiamati dalla circolare n. 14/E del 27 marzo 2015 (da 43.21.01 a 43.29.09), che si riferiscono, invece, a impianti che formano parte integrante dell’edificio e sono a esso serventi. Relativamente al commercio di beni, nel cui prezzo è compreso il servizio di installazione e allestimento, la circolare chiarisce che a tali servizi, anche se resi da terzi, su incarico del fornitore o in via autonoma interessati, deve essere applicato il meccanismo dell’inversione contabile. La disposizione agevolativa in materia di aliquota Iva, prevista per i beni significativi (cfr circolare n. 71/2000), riguarda esclusivamente prestazioni effettuate nei confronti dei consumatori finali e non trova, quindi, applicazione nelle ipotesi di cui alla lettera a-ter), sesto comma, dell’articolo 17 del Dpr 633/1972, che riguarda i soli rapporti tra soggetti passivi d’imposta e prevede l’applicazione del reverse charge alle “prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento”, effettuate nei confronti di soggetti passivi Iva (B2B) se relative a edifici. Per quanto attiene alla somma cosiddetta “diritto di chiamata” per interventi di manutenzione, da corrispondere ai tecnici, indipendentemente dall’esecuzione di lavori o meno, si applica il reverse charge, perché la mera “verifica” dell’impianto costituisce già una modalità di “manutenzione”. Lo stesso vale, per analogia, per le prestazioni di manutenzione, che prevedono la corresponsione di un canone di abbonamento periodico, anche non sono correlate a un intervento materialmente eseguito. I contributi relativi all’allacciamento e attivazione di servizi, addebitati dalle società di distribuzione di gas, luce e acqua, secondo la Corte di giustizia europea, che considera l’allacciamento individuale come “posa di una conduttura che consente il raccordo dell’impianto di un immobile alle reti fisse di distribuzione (di gas, luce o acqua) e, pertanto, compreso nello stesso servizio di erogazione, non sono riconducibili ad attività di installazione di impianti, con relativa esclusione dall’applicazione del reverse charge. Infine, dal momento che l’articolo 17, sesto comma, lettera a-ter), del Dpr 633/1972, produce effetti già per le fatture emesse a partire dal 1° gennaio 2015, la circolare 37/E, nel rispetto dei principi dello Statuto del contribuente, prevede anche una clausola di salvaguardia. Pertanto, considerata la complessità delle questioni e i profili di incertezza, sono fatti salvi eventuali comportamenti difformi adottati dai contribuenti anteriormente all’emanazione del documento di prassi, con conseguente mancata applicazione di sanzioni, ma solo per le specifiche tematiche affrontate purché non rientrino nell’ambito di una frode fiscale.

******

4) Patent box, chiarimenti sulle istanze L’Agenzia fornisce chiarimenti sulla procedura di accordo preventivo connessa all’utilizzo di beni immateriali (art. 1, commi da 37 a 45, della legge n. 190/2014). Le istanze di patent box possono essere presentate a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, ovvero consegnate direttamente all’Ufficio Accordi preventivi e controversie internazionali dell’Agenzia delle Entrate. Nel caso di invio a mezzo raccomandata a/r l’istanza si considera presentata alla data di spedizione della raccomandata, come risulta dalla ricevuta rilasciata dall’ufficio postale. L’Agenzia precisa, inoltre, che l’istanza può essere inoltrata, alternativamente ed indifferentemente, alla sede di Roma o di Milano dell’Ufficio Accordi preventivi e controversie internazionali. Nel caso di consegna diretta all’Ufficio Accordi preventivi e controversie internazionali, l’istanza può essere presentata dal contribuente, alternativamente ed indifferentemente, alla sede di Roma o di Milano. Gli indirizzi e gli orari di consegna delle istanze sono i seguenti. - Sede di Roma - presso la Segreteria della Direzione Centrale Accertamento - Via C. Colombo, 426 c/d, Torre B, piano VII. - Sede di Milano - presso l’Ufficio Risorse Materiali - Servizio Ricezione Atti della Direzione Regionale della Lombardia – Via della Moscova, 2
Data dalle alle Dalle alle
23 09:00 13:00 14:30 15:15
24 09:00 12:00 _____ _____
28 09:00 13:00 14:30 15:15
29 09:00 13:00 14:30 15:15
30 09:00 13:00 14:30 15:15
31 09:00 12:00 _____ _____
La copia dell’istanza su supporto elettronico può essere prodotta successivamente, insieme alla documentazione entro 120gg. dalla data di presentazione dell’istanza cartacea. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 202 del 22 dicembre 2015)

******

5) Voluntary disclosure, Agenzia delle Entrate e Sogei potenziano i processi di download Tutte le caselle Pec monitorate 24 ore su 24, entro il 30 dicembre l’invio della documentazione. L’Agenzia delle Entrate e Sogei hanno rafforzato gli strumenti informatici di presidio delle caselle di Posta elettronica certificata, in vista della conclusione della procedura di rientro ed emersione dei capitali all’estero. Il 30 dicembre è, infatti, l’ultimo giorno entro cui presentare la relazione accompagnatoria e l’eventuale documentazione integrativa richieste dalla procedura di disclosure. Negli ultimi giorni i server delle Entrate hanno ricevuto ed elaborato un considerevole numero di messaggi Pec, in molti casi di dimensioni elevate (intorno ai 50 MB). Il maggior numero di invii sono stati effettuati verso le caselle Pec del Centro Operativo di Pescara e della Direzione regionale della Lombardia. In previsione del possibile invio massivo che potrebbe realizzarsi in prossimità della scadenza del 30 dicembre, l’Agenzia delle Entrate e Sogei hanno predisposto un potenziamento dei processi di download delle caselle coinvolte nella procedura, per evitare ritardi o problemi nella ricezione. Inoltre tutte le caselle Pec coinvolte sono monitorate 24 ore su 24. Le Entrate ricordano che l’invio della documentazione con la casella Pec, eventualmente scartato il 30 dicembre, sarà comunque possibile nei cinque giorni lavorativi successivi allegando la ricevuta di mancata consegna. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 203 del 22 dicembre 2015)

******

6) Comunicazioni all’Anagrafe: modifiche tecniche e temporali Riguardano la trasmissione dei dati relativi ai contratti e ai premi assicurativi e quelli dei bonifici per interventi di ristrutturazione e di riqualificazione energetica degli edifici. Cambiano le specifiche tecniche per l’invio delle comunicazioni “assicurative” e il termine per l’inoltro di quelle “edilizie”, da effettuare, queste ultime, in unica soluzione entro il 28 febbraio dell’anno successivo. Le novità sulla trasmissione di dati all’Anagrafe tributaria in due distinti provvedimenti del 23 dicembre 2015. Un primo provvedimento modifica le specifiche tecniche – approvate con provvedimento del 16 dicembre 2014 – per la trasmissione dei dati relativi ai contratti e ai premi assicurativi, a partire dalle informazioni inerenti l’anno 2015. In particolare, viene eliminata la sezione delle specifiche riguardante i contributi versati alle forme di previdenza complementare, dal momento che, dal 2015, queste informazioni saranno trasmesse all’Agenzia delle Entrate, sia dai fondi pensione che dalle assicurazioni, tramite un’autonoma comunicazione, che sarà oggetto di un apposito provvedimento in corso di emanazione. Invece, il secondo provvedimento, relativo alla comunicazione dei dati relativi ai pagamenti effettuati a mezzo bonifico per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici, modifica il termine per l’invio stabilito con il precedente provvedimento del 30 maggio 2014 (i dati del primo semestre tra il 1° dicembre dello stesso anno e il 31 gennaio dell’anno successivo; i dati del secondo semestre dal 1° giugno al 31 luglio dell’anno successivo). Dal 2016, per razionalizzare i flussi informativi, le comunicazioni andranno effettuate, in unica soluzione, entro il 28 febbraio con riferimento ai dati dell’anno solare precedente. In caso di scarto dell’intero file contenente le comunicazioni inviato entro il termine previsto, dovrà essere eseguito un nuovo invio non oltre il quinto giorno lavorativo successivo alla scadenza. (Agenzia delle entrate, nota del 23 dicembre 2015)

******

7) Il credito alle imprese musicali tra Beni culturali e Agenzia Filo diretto tra le due Amministrazioni per l’assegnazione del beneficio e le necessarie verifiche. Una ricevuta on line per comunicare l’eventuale scarto al contribuente Il bonus a favore delle imprese musicali, previsto dall’articolo 7 del Dl 91/2013 (“decreto cultura”), per i costi sostenuti nel triennio 2014/2016, è utilizzabile in compensazione tramite F24. Il modello deve essere presentato necessariamente attraverso i canali telematici messi a disposizione dall’Amministrazione finanziaria (Entratel o Fisconline), in caso contrario il versamento verrà rifiutato. È quanto mette in chiaro, già dalle prime righe, il provvedimento del 23 dicembre 2015 dell’Agenzia delle Entrate, che stabilisce le modalità di fruizione del credito d’imposta introdotto per la promozione dei giovani talenti musicali, compositori emergenti e degli spettacoli dal vivo di portata minore. Un vademecum atteso, in quanto, previsto dall’articolo 6 del decreto 2 dicembre 2014 del Mibac di concerto con il Mef, applicativo della norma agevolativa e che stabilisce, tra l’altro, le spese ammesse per l’accesso la bonus, i requisiti, i tempi e l’iter da seguire per il suo riconoscimento (vedi “Le regole del credito d'imposta a favore delle imprese musicali”). L’agevolazione, comunque, interessa le imprese, attive almeno dal 1° gennaio 2012, produttrici di fonogrammi e videogrammi musicali (articolo 78, legge 633/1941) e quelle che realizzano e organizzano eventi musicali dal vivo. Continuando la lettura del provvedimento, il successivo step è per le Amministrazioni coinvolte. La prima chiamata in causa è per il ministero dei Beni culturali, che deve inviare telematicamente all’Agenzia delle Entrate l’elenco delle imprese beneficiarie, con l’importo assegnato a ciascuna di esse. Con le stesse modalità deve anche informare l’Amministrazione finanziaria delle eventuali modifiche riguardanti i dati già trasmessi. Previsti anche i tempi di questa ultima eventualità: l’aggiornamento va comunicato entro 15 giorni dalla data in cui il Mibac viene a conoscenza dei cambiamenti che hanno determinato la perdita o la riduzione del credito d’imposta o altro variazione. In questo caso, il modello F24 può essere presentato dal terzo giorno lavorativo successivo a tale comunicazione. Infine, stabilisce il provvedimento, l’Agenzia delle Entrate verifica, attraverso controlli automatizzati, che i crediti siano stati fruiti nei limiti degli importi assegnati. In caso contrario, l’F24 è scartato e il rifiuto è comunicato a chi ha trasmesso il modello attraverso apposita ricevuta, consultabile sul sito dei servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. (Agenzia delle entrate, nota del 23 dicembre 2015)

******

8) Governo: via libera al Milleproroghe Nella riunione del 23 dicembre 2015, il Consiglio dei Ministri ha approvato il DL recante disposizioni urgenti in materia di proroga termini (“Milleproroghe”). Tra i differimenti di termini contenuti nel comunicato stampa di Palazzo Chigi, emergono: - la proroga di un anno del termine per l’adeguamento al SISTRI (Sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti); - la proroga al 30 giugno 2016 della possibilità dei Comuni di avvalersi di Equitalia per l’accertamento, la liquidazione e la riscossione dei tributi locali; - la proroga al fino al 31 dicembre 2016 della norma attraverso la quale il prefetto interviene con poteri sostitutivi per l’approvazione del bilancio di previsione degli enti, qualora il documento contabile non sia stato approvato dall’ente nei termini; - la proroga di sei mesi del termine a partire dal quale tutti gli atti e i provvedimenti del giudice, dei suoi ausiliari, del personale degli uffici giudiziari e delle parti vengono sottoscritti con firma digitale e della relativa sperimentazione del processo telematico. Sono poi previste proroghe di termini in materia di interventi emergenziali e la proroga al 31 dicembre 2016 del termine a decorrere dal quale è prevista l’obbligatorietà della tracciabilità di vendite e rese di giornali, quotidiani e periodici attraverso l’utilizzo di strumenti informatici e viene esteso il credito d’imposta agli ani 2015, 2016 e 2017.

******

9) Al via le nuove comunicazioni dei dati per la precompilazione dei 730 Pubblicate le bozze delle specifiche tecniche relative a previdenza complementare, spese sanitarie rimborsate, spese funebri e universitarie. Il 23 dicembre 2015, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito le bozze delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica delle comunicazioni relative ai dati degli oneri deducibili e detraibili riguardanti la previdenza complementare, le spese sanitarie rimborsate, le spese funebri e le spese universitarie, da effettuare entro il 28 febbraio 2016, che saranno utilizzati nella precompilazione dei modelli 730/2016, secondo quanto previsto dal DLgs. 175/2014 e dalla legge di stabilità 2016 recentemente approvata. La pubblicazione delle bozze delle specifiche tecniche avviene in attesa che siano definiti i relativi provvedimenti di approvazione. Al fine di acquisire i dati relativi agli oneri deducibili e detraibili da inserire nella dichiarazione precompilata, il DLgs. 175/2014 ha infatti previsto appositi obblighi di comunicazione telematica dei seguenti oneri corrisposti nell’anno precedente: - quote di interessi passivi e relativi oneri accessori per mutui in corso; - premi di assicurazione sulla vita, causa morte e contro gli infortuni; - contributi previdenziali e assistenziali; - contributi a forme pensionistiche complementari; - spese sanitarie. Gli obblighi di comunicazione per i soggetti che erogano mutui agrari e fondiari, le imprese assicuratrici e gli enti previdenziali sono decorsi dagli oneri corrisposti nel 2014, con invio dei dati entro il 28 febbraio 2015, secondo quanto stabilito dai tre provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate del 16 dicembre 2014. Al riguardo, con il provvedimento n. 164058 del 23 dicembre 2015, sono state approvate le nuove specifiche tecniche per l’invio dei dati relativi ai premi assicurativi, da utilizzare per la comunicazione delle informazioni relative al 2015. In particolare, viene eliminata la sezione delle specifiche tecniche concernente i contributi versati alle forme di previdenza complementare, considerato che, a partire dalle informazioni relative all’anno 2015, i dati dei contributi versati alle forme di previdenza complementare saranno trasmessi all’Agenzia delle Entrate, sia dai fondi pensione che dalle assicurazioni, tramite un’autonoma comunicazione, sulla base delle bozze delle specifiche tecniche rese note il 23 dicembre 2015. In relazione alle spese sanitarie, invece, l’obbligo di comunicazione si applica dalle prestazioni erogate nel 2015, con invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria, secondo quanto previsto dal DM 31 luglio 2015 e dal provv. Agenzia delle Entrate 31 luglio 2015 n. 103408. Spese funebri e universitarie semplificate dal 2015 La legge di stabilità 2016 prevede inoltre l’invio dei dati relativi alle spese sanitarie rimborsate, a partire dall’anno d’imposta 2015, da parte degli enti, casse e società di mutuo soccorso aventi esclusivamente fine assistenziale, dei fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale e degli altri fondi comunque denominati. La legge di stabilità 2016 ha inoltre previsto una semplificazione della disciplina relativa alla detraibilità delle spese funebri e delle spese universitarie, a partire dall’anno d’imposta 2015, al fine di consentire la raccolta dei relativi dati per la precompilazione dei modelli 730. Con riferimento alle spese funebri, infatti, la detrazione spetterà in relazione alle spese sostenute in dipendenza della morte di persone, senza più alcuna limitazione relativa a vincoli di coniugio/parentela/affinità. Per le spese di frequenza di università non statali, invece, la detrazione spetterà in misura non superiore a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, da emanarsi entro il 31 dicembre, tenendo conto degli importi medi di tasse e contributi dovuti alle università statali, in modo da avere un riferimento “certo” dell’ammontare detraibile, che superi le difficoltà esistenti nell’individuare “l’affinità” di un corso presso una università privata e una statale. Per il primo anno di applicazione della nuova disciplina (periodo d’imposta 2015), il suddetto decreto deve essere adottato entro il 31 gennaio 2016. Con tali modifiche è stata quindi “spianata la strada” per l’inserimento di tali oneri detraibili nella dichiarazione precompilata, a partire dai modelli 730/2016, come era stato annunciato dall’Agenzia delle Entrate e confermato dall’approvazione della bozza delle specifiche tecniche per la relativa comunicazione. Anche l’invio dei dati dei bonifici relativi alle spese per interventi di recupero edilizio, entro il 28 febbraio dell’anno successivo, stabilito dal provvedimento n. 164081 del 23 dicembre 2015, appare finalizzato all’indicazione dei relativi dati nella dichiarazione precompilata, a partire dalla prima rata.   ******   10) Unico invio dei dati dei bonifici agevolati entro il 28 febbraio Dal 2016, le comunicazioni delle banche sui bonifici eseguiti per ottenere la detrazione IRPEF del 50% vanno effettuate in una sola soluzione. Ai fini dei controlli concernenti la fruizione della detrazione IRPEF per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, ai sensi dell’art. 16-bis del TUIR, le banche presso le quali sono disposti i bonifici di pagamento delle spese devono trasmettere all’Agenzia delle Entrate, in via telematica, i dati relativi ai bonifici effettuati (tale adempimento è disposto dall’art. 3 del DM 18 febbraio 1998 n. 41). I dati che devono essere comunicati all’Agenzia delle Entrate riguardano: - il mittente del bonifico; - i beneficiari della detrazione IRPEF; - i destinatari dei pagamenti. La comunicazione dei suddetti dati deve avvenire sulla base del tracciato record approvato con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 30 maggio 2014 n. 75159, al fine di tenere conto della variazione del codice riferimento operazione (CRO) adottato per le transazioni disposte tramite bonifico bancario, in adeguamento alla normativa comunitaria in materia. Con il provvedimento n. 164081 del 23 dicembre 2015, al fine di razionalizzare i flussi informativi, l’Agenzia delle entrate ha individuato un unico termine per la trasmissione dei dati relativi ai bonifici per interventi di recupero del patrimonio edilizio. Nello specifico, a decorrere dal 2016, le comunicazioni da parte delle banche devono essere effettuate in un’unica soluzione entro il 28 febbraio con riferimento ai dati dell’anno solare precedente. Così la comunicazione da effettuare entro il 28 febbraio 2016 conterrà i dati dei bonifici eseguiti nel corso dell’anno 2015. Da trasmettere i dati dell’anno solare precedente Si ricorda che in precedenza, a decorrere dalla comunicazione relativa al secondo semestre 2013, per l’invio dei suddetti dati era prevista una periodicità semestrale (stabilita dal provv. n. 75159/2014 sopramenzionato. Il primo invio semestrale doveva essere effettuato il 31 luglio 2014). In particolare: - i dati relativi al primo semestre di ogni anno (periodo dal 1° gennaio al 30 giugno) dovevano essere comunicati tra il 1° dicembre dello stesso anno e il 31 gennaio dell’anno successivo; - i dati relativi al secondo semestre di ogni anno (periodo dal 1° luglio al 31 dicembre) dovevano essere comunicati tra il 1° giugno e il 31 luglio dell’anno successivo.   ******   11) Parti correlate, documento del CNDCEC: già allo studio nuovi documenti per il 2016 Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha pubblicato un documento sull’informativa sulle operazioni con le parti correlate che le società IAS Adopters devono fornire ai sensi dello IAS 24, Informativa di bilancio sulle operazioni con parti correlate, e delle altre disposizioni in essere. Le operazioni con parti correlate sono transazioni spesso poste sotto l’obiettivo del legislatore e delle autorità di sorveglianza, poiché potenzialmente pericolose per gli interessi societari. A questo scopo, il legislatore prevede una apposita disciplina autorizzativa e specifici obblighi informativi per le operazioni con parti correlate compiute dalle società che hanno interessi pubblici, così come i Principi contabili internazionali richiedono una specifica disclosure, al fine di consentire al lettore del bilancio di avere informazioni utili in merito ai rischi e alle opportunità derivanti da tali transazioni. Il contributo di studio e analisi applicativa del Consiglio nazionale –pubblicato grazie all’attività svolta dalla Commissione per lo studio dei Principi contabili internazionali, presieduta dalla prof.ssa Margherita Poselli- è orientato a sviluppare la tematica sotto i diversi profili operativi, concentrando poi l’attenzione, come detto, sulla predisposizione del bilancio. In questa prospettiva l’analisi è stata compiuta, distinguendo, laddove necessario, le disposizioni delle società tenute all'applicazione anche delle previsioni della Consob dalle disposizioni indirizzate alle società che, pur applicando gli IFRS, non sono soggette alla regolamentazione della Autorità di vigilanza. Il documento, una volta esaminati gli aspetti della normativa e dei processi e strumenti operativi, si conclude con un’illustrazione di alcuni esempi di informativa e comunicazione finanziaria. “Il bilancio –afferma il Presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Gerardo Longobardi - è uno strumento di informativa a cui tutti gli operatori devono poter fare affidamento. Il ruolo della nostra Professione consiste anche nell’evidenziare gli strumenti tecnici e le best practice che possono contribuire ad applicare nel modo più efficace le norme esistenti. Così facendo, riteniamo di poter contribuire allo sviluppo della disciplina e a definire un sistema quanto più affidabile per la comunità di riferimento”. Prosegue, quindi, l’attività del Consiglio su bilancio e principi contabili. Raffaele Marcello, consigliere delegato all’area, spiega che “l’attività del Consiglio in materia di informativa finanziaria è destinata a continuare. La Commissione di studio per i principi contabili internazionali – insieme alla Commissione sulla studio dei principi contabili nazionali - continuerà a pubblicare documenti su argomenti ritenuti di interesse per la professione e gli operatori. Sono già allo studio nuovi documenti di pubblicazione per il 2016”. (CNDCEC, comunicato del 23 dicembre 2015)   ******   12) Ravvedimento a 90 giorni: le proposte del CNDCEC Sono due le proposte formulate dal CNDCEC per le dichiarazioni integrative presentate nei 90 giorni dal termine: da un lato, concedere 60 giorni di tempo a chi deve versare la differenza di 3 euro sulla sanzione per il ravvedimento operoso; dall’altro, garantire tempi rapidi ai contribuenti che invece devono recuperare le maggiori sanzioni corrisposte, consentendone la compensazione a partire dal 1° gennaio 2016. Il CNDCEC interviene dopo le recenti indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate sulle modalità di effettuazione del ravvedimento operoso relativamente alla dichiarazione integrativa presentata con ritardo non superiore a 90 giorni, in seguito all’introduzione della lettera a-bis) dell’art. 13, comma 1, D.Lgs. n. 472/1997. Ravvedimento a 90 giorni, le maggiori sanzioni corrisposte vadano in compensazione: lo chiede il Consiglio nazionale dei commercialisti, che propone anche di concedere 60 giorni di tempo a chi deve integrare di tre euro il versamento della sanzione. L’intervento del CNDCEC segue le indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate con il comunicato stampa del 18 dicembre 2015, sulle modalità di effettuazione del ravvedimento operoso relativamente alla dichiarazione integrativa presentata con ritardo non superiore a 90 giorni, in seguito all’introduzione della lettera a-bis) dell’art. 13, comma 1, D.Lgs. n. 472/1997. Secondo l'Agenzia, in tal caso il ravvedimento operoso richiederà la presentazione della dichiarazione integrativa, versando la corrispondente sanzione pari a 28 euro, ossia la sanzione fissa di 258 euro dovuta in caso di dichiarazione irregolare, ridotta a 1/9, salvo che per la violazione sia prevista una più specifica misura sanzionatoria. Il ravvedimento, secondo l’Agenzia, si completa con l’eventuale versamento delle maggiori imposte (o del minor credito), degli interessi legali e della sanzione per omesso versamento, ridotta in ragione del momento in cui interviene il pagamento. “Pur apprezzando l’apertura interpretativa contenuta nel comunicato - afferma Gerardo Longobardi, Presidente CNDCEC - non possiamo non evidenziare come la stessa sia giunta a soli cinque giorni lavorativi dalla scadenza del 29 dicembre (novantesimo giorno successivo al termine di presentazione delle dichiarazioni relative al periodo di imposta 2014), termine ultimo per avvalersi di tale ipotesi di ravvedimento per le dichiarazioni integrative”. Longobardi sottolinea come vi sia “la necessità di tutelare i contribuenti che, in epoca precedente alla pubblicazione del comunicato delle Entrate, abbiano presentato dichiarazioni integrative avvalendosi del ravvedimento operoso con modalità differenti da quelle poi illustrate”. “In particolare - prosegue Longobardi - per i contribuenti che, facendo affidamento sulla precedente interpretazione dell’Agenzia delle Entrate contenuta nella circolare n. 11/E/2010, abbiano effettuato il ravvedimento operoso versando la corrispondente sanzione pari a 25 euro, ossia la sanzione in misura fissa di 258 euro ridotta a un decimo, dovrebbe essere garantito che l’insufficiente versamento di soli tre euro (25 anziché 28) non sia idoneo ad inficiare la validità del ravvedimento posto in essere, considerate le obiettive condizioni di incertezza normativa nonché l’esiguità della differenza dovuta. Sarebbe opportuno concedere la possibilità di versare tale differenza entro i sessanta giorni successivi alla data di pubblicazione del comunicato stampa, ossia entro il 16 febbraio 2016, in modo da lasciare ai contribuenti e ai professionisti che li assistono un congruo periodo di tempo per procedere alla regolarizzazione della violazione”. Per i contribuenti che, invece, avendo ritenuto di assumere un comportamento più prudenziale, hanno effettuato il ravvedimento operoso versando la sanzione in misura proporzionale minima del 100% prevista per l’ipotesi di infedele dichiarazione, ridotta in ragione del momento in cui interviene il versamento, “dovrebbe invece essere garantito - secondo Luigi Mandolesi, Consigliere nazionale delegato alla fiscalità - il recupero delle maggiori sanzioni corrisposte (rispetto a quelle dovute, calcolate riducendo la sanzione del 30 per cento prevista per gli omessi versamenti) nel modo più celere possibile”. Mandolesi propone di “disporre, in via interpretativa o con i provvedimenti direttoriali di approvazione dei modelli dichiarativi relativi al periodo d’imposta 2015 o, se necessario, in via normativa, che, in considerazione dell’eccezionalità della situazione venutasi a creare in detto periodo d’imposta, le maggiori sanzioni versate nelle suddette ipotesi possano essere indicate dal contribuente nel quadro RX del modello UNICO 2016, al fine di consentirne la compensazione a partire dal 1° gennaio 2016”. (CNDCEC, comunicato del 23 dicembre 2015)   ******   13) Lavoro accessorio anche per i marittimi e i maestri di sci I voucher sono utilizzabili sia in riferimento ai lavoratori marittimi impiegati in navi da diporto sia in relazione all’attività di maestro di sci. Il Ministero del Lavoro, con l’interpello n. 32 del 22 dicembre 2015, ha fornito utili precisazioni in merito all’ambito di applicazione del lavoro accessorio, così come da ultimo definito dal Legislatore con il Decreto Legislativo 24 giugno 2015, n. 81, con particolare riferimento a due specifici settori. In particolare, risulta ammissibile il ricorso al lavoro accessorio anche in ipotesi diverse dal “noleggio occasionale” con riferimento alle imbarcazioni o navi da diporto a scopi non commerciali, fermi restando evidentemente gli altri requisiti previsti in capo all’effettivo conduttore del mezzo. Parimenti, non vi sono preclusioni all’utilizzo del voucher in relazione all’attività di maestro di sci, laddove la stessa sia svolta entro i limiti quantitativi previsti dall’art. 48, comma 1, del D.Lgs. n. 81/2015, sempreché l’esecuzione di tale attività non avvenga in regime di appalto, stante il divieto generale previsto normativamente e fermo restando, anche in tal caso, il possesso dei titoli abilitanti. DIS-COLL: campo di applicazione ristretto Niente DIS-COLL per gli assegnisti di ricerca, dottorandi e titolari di borse di studio. Il Ministero del Lavoro, con l’interpello n. 31/2015, ha fornito un’interpretazione ristrettiva della norma che riconosce l’applicazione dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata (DIS-COLL). Infatti è stato affermato che il nuovo ammortizzatore sociale non si applica agli assegnisti di ricerca, ai dottorandi nonché ai titolari di borse di studio poiché, in virtù della specialità del loro rapporto di lavoro – non sovrapponibile in alcun modo a quello di collaborazione coordinata e continuativa – esclude di conseguenza la possibilità di godere della menzionata indennità.   ******   14) Sanzioni amministrative: legittimazione passiva e responsabilità In materia di sanzioni amministrative, l’Agenzia delle Dogane, con la circolare n. 22/D del 28 dicembre 2015, ha fornito chiarimenti in ordine ai profili della legittimazione passiva e della responsabilità dei soggetti che, a vario titolo, intervengono nell’espletamento del processo di sdoganamento. A tal fine, vengono fornite precisazioni, che integrano le precedenti istruzioni impartite in materia.   ******   Misure per la revisione della disciplina degli interpelli e del contenzioso tributario Revisione della disciplina degli interpelli”: Il titolo I del Decreto Legislativo in esame (articoli da 1 a 8), innovando l’articolo 11 della L.n.212/2000, recante lo Statuto dei diritti del contribuente, detta norme per la revisione dell’istituto dell’interpello tributario che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2016. Per effetto di tali modifiche il citato articolo 11 contempla ora quattro diverse tipologie di interpello.
  1. A) L’interpello ordinario (art.11, comma 1, lettera a)), riguardante l'applicazione delle disposizioni tributarie, quando vi sono condizioni di obiettiva incertezza sulla corretta interpretazione delle disposizioni o sulla corretta qualificazione di fattispecie, e non siano comunque attivabili le procedure relative all’accordo preventivo per le imprese con attività internazionale e all’interpello sui nuovi investimenti;
  2. B) L’interpello probatorio (art.11, comma 1, lettera b)), concernente la sussistenza delle condizioni e la valutazione dell’idoneità degli elementi probatori richiesti dalla legge per l'adozione di specifici regimi fiscali nei casi espressamente previsti;
  3. C) L’interpello “antiabuso” (art.11, comma 1, lettera c)), relativo all'applicazione della disciplina sull'abuso del diritto ad una specifica fattispecie. In proposito si ricorda che il recente Decreto Legislativo n.128 del 5 agosto 2015 ha apportato modifiche all’articolo 10 dello Statuto dei diritti del contribuente, aggiungendo l’articolo 10 bis recante “Disciplina dell’abuso del diritto o l’elusione fiscale” che ha dato fondamento normativo alla definizione di abuso del diritto. Si rammenta che in relazione a quest’ultima norma sono state emanate istruzioni dalla Direzione centrale legislazione e procedure doganali con nota prot. n.96267 del 24 settembre 2015;
  4. D) L’interpello disapplicativo (art.11, comma 2), con il quale il contribuente richiede all’amministrazione un parere in ordine alla sussistenza delle condizioni che legittimano la disapplicazione di norme tributarie che, allo scopo di contrastare comportamenti elusivi, limitano deduzioni, detrazioni, crediti d'imposta, o altre posizioni soggettive del soggetto passivo altrimenti ammesse dall'ordinamento. Tale tipologia di interpello è di carattere obbligatorio, ferma restando la possibilità per il contribuente, qualora non sia stata resa risposta favorevole, di fornire la richiesta dimostrazione anche nelle successive fasi dell'accertamento, in sede amministrativa e contenziosa.
(Agenzia delle Dogane, circolare n. 21/D del 23 dicembre 2015)   ******   Coordinamento tecnico in materia di operazioni di verificazione dei sistemi di misura per i fini fiscali alla luce della guida CEI 13-71 Con la circolare 18/D del 18 dicembre 2015 sono state aggiornate le procedure per i controlli fiscali sui sistemi di misura di competenza dell’Agenzia, sia in laboratorio sia sull’impianto, facendo riferimento alla guida CEI 13-71 ed, in particolare, a quanto esposto nei paragrafi 7.2, 7.3 e 7.5 relativamente alle prove che un tecnico di un laboratorio è tenuto ad effettuare durante la verifica. Al termine delle predette prove sono redatti i relativi rapporti di verifica, secondo i modelli allegati alla predetta circolare, per il successivo controllo tecnico da parte dell’Agenzia e per l’acquisizione agli atti dell’officina elettrica in cui il sistema di misura è posto in opera. Inoltre, con nota prot.112519 del 9 ottobre 2014 erano stati, tra l’altro, definiti taluni controlli sui tecnici di laboratorio da porre in essere anteriormente al rilascio del nulla osta preventivo e definitivo dell’Agenzia per l’inserimento del laboratorio e dei relativi tecnici nell’elenco pubblicato sul sito istituzionale. Al riguardo, in analogia con quanto già normato dal Ministero dello Sviluppo economico per altre tipologie di misuratori, si reputa opportuno fornire, per i soli fini fiscali di competenza, uno schema sinottico delle predette prove e dei requisiti del personale tecnico del laboratorio, anche ai fini dell’accreditamento secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17020:2012 dei soggetti che intendono operare quali laboratori di supporto dei controlli casuali dell’Agenzia. (Agenzia delle Dogane, circolare n. 23/D del 29 dicembre 2015)   ******   15) Estensione della compatibilità e cumulabilità dell’indennità di mobilità con la fruizione delle indennità per cariche pubbliche non elettive di organi esecutivi degli enti locali (comuni e province) e delle Regioni I gettoni di presenza, percepiti dai lavoratori per l’espletamento di cariche pubbliche elettive, nonché sindacali, sono compatibili e cumulabili con l’indennità di mobilità, come affermato dall’Istituto nel messaggio n. 16920 del 28 gennaio 1999, a seguito del parere del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (INPS, circolare n. 207 del 28 dicembre 2015).   ******   Operatività del Fondo di solidarietà residuale L’art. 28 del D.lgs. 14 settembre 2015, n. 148, disciplina il Fondo di solidarietà residuale - già previsto dall’abrogato comma 19, art. 3, della l. 92/2012 - disponendo che nei riguardi dei datori di lavoro che occupano mediamente più di quindici dipendenti, appartenenti a settori, tipologie e classi dimensionali non rientranti nel campo di applicazione della normativa in materia di cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria e per i quali non sono stati istituiti fondi di solidarietà bilaterali, opera fino al 31 dicembre 2015 il Fondo di solidarietà residuale istituito con D.I. n. 79141/2014. Il citato art. 28, al comma 4, dispone inoltre che, con decreto interministeriale da adottarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del d.lgs. 148/2015, la disciplina del fondo di solidarietà residuale debba adeguarsi, a decorrere dal 1° gennaio 2016, alle disposizione del medesimo decreto legislativo (INPS, messaggio n. 7637 del 28 dicembre 2015).   ******   Fondo di solidarietà per il sostegno dell’occupabilità, dell’occupazione e del reddito del personale del credito cooperativo. Pagamento diretto assegno ordinario. Istruzioni operative e contabili Il D.I. n. 82761 del 20 giugno 2014 ha istituito presso l'INPS il Fondo di solidarietà per il sostegno dell'occupabilità, dell'occupazione e del reddito del personale del credito cooperativo. Il Fondo, inizialmente adeguato a norma dell’art. 3, c. 42, della l. 92/2012 alle disposizioni del medesimo articolo, nell’attuale assetto normativo rientra nell’opera di riordino degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro attuata dal D.lgs. 148/2015, entrato in vigore il 24 settembre 2015. Con circolare 122/2015 sono state fornite le prime istruzioni per l’inoltro on-line delle istanze di accesso alle prestazioni previste dai Fondi di solidarietà. Con riserva di specificare con apposita circolare le istruzioni di dettaglio relativamente alle prestazioni erogate dal Fondo, nelle more del completamento della procedura che dovrà occuparsi della gestione end to end del processo amministrativo sotteso all’erogazione delle prestazioni a carico dei fondi di solidarietà e delle opportune istruzioni Uniemens per procedere al pagamento a conguaglio delle stesse, al fine di garantire continuità di reddito ai lavoratori sospesi ovvero in riduzione di orario, in fase di prima applicazione, il pagamento dell’assegno ordinario avverrà esclusivamente con la modalità del pagamento diretto. (INPS, messaggio n. 7636 del 28 dicembre 2015).   ******   Assunzioni congiunte in agricoltura. Art. 9, comma 11, D.L. 28 giugno 2013, n. 76, convertito con modificazioni dalla L. 9 agosto 2013, n. 99 – implementazioni flusso DMAG e pubblicazione specifiche tecniche Con circolare 131 del 2 Luglio 2015 sono state impartite le istruzioni per gli adempimenti previdenziali connessi alla fattispecie delle assunzioni congiunte in agricoltura, di cui all’art.9, comma 11, del D.L. 28 Giugno 2013, n.76, convertito con modificazioni dalla Legge 9 Agosto 2013, n.99. Con il messaggio n. 6605/2015 è stato rilasciato il nuovo modello di Denuncia Aziendale (D.A.) che consente al Referente Unico, responsabile degli adempimenti previdenziali nell’ipotesi di assunzione congiunta, di trasmettere la denuncia secondo le modalità descritte al punto 3.1 della citata circolare 131/2015. Con il presente messaggio vengono illustrate le modalità per la presentazione della denuncia trimestrale DMAG di lavoratori assunti congiuntamente che saranno operative a decorrere dalle denunce di competenza IV trimestre 2015. (INPS, messaggio n. 7635 del 28 dicembre 2015).   ******   Gestione Dipendenti Pubblici – Introduzione della Domanda web per l’esonero dal pagamento delle rate di riscatto – Pagamento riscatti/computi in unica soluzione con la chiave di pagamento L’Inps comunica che, nell’ambito della linea di attività relativa alle pratiche di riscatto, sono state introdotte alcune novità, concernenti sia le modalità di pagamento in unica soluzione, sia la fase eventuale di esonero dal versamento delle rate, nei casi di pagamento dilazionato. Pagamenti in unica soluzione dell’onere di riscatto – Preavviso di riscossione E’ stato previsto l’utilizzo del preavviso di riscossione per il pagamento in unica soluzione dell’onere scaturito da un provvedimento di riscatto/computo (in quest’ultimo caso, per la sola parte del computo con riscatto oneroso ex art.14 DPR.1092/73) ai fini pensionistici. Attraverso l’integrazione con l’apposito servizio dell’area entrate, sarà infatti generata una chiave di pagamento che verrà indicata nelle Avvertenze del provvedimento (in nerettonel campo A Pagamento in unica soluzione). Il sistema proporrà automaticamente nella coda di lavoro dell’operatore di sede - in “Verifica versamento” - i provvedimenti per i quali è stato effettuato un pagamento in unica soluzione con F24 e l’utilizzo della chiave indicata. A seguito della chiusura dell’adempimento in “Verifica versamento”, i periodi relativi al provvedimento pagato in unica soluzione con preavviso di riscossione saranno riconosciuti sulla posizione assicurativa dell’iscritto. Pagamenti in unica soluzione dell’onere di riscatto - Versamenti effettuati prima dell’introduzione del preavviso di riscossione. Per i provvedimenti emanati fino alla messa in esercizio del preavviso di riscossione, è stata sviluppata una funzione che, all’apertura di qualunque adempimento nella fase degli esiti, proporrà all’operatore la visualizzazione di tutti i versamenti in unica soluzione presenti a sistema effettuati dall’iscritto Ove l’operatore ritenga che tra i versamenti proposti ce ne sia uno di interesse, potrà procedere con la consueta chiusura della pratica, determinandosi, in tal modo, il riconoscimento del relativo periodo sulla posizione assicurativa di quell’iscritto. Interruzione pagamento riscatti È stata prevista, per gli iscritti alle Casse della Gestione Pubblica, l’acquisizione e la gestione telematizzata delle richieste di esonero dal pagamento delle rate non scadute di piani di ammortamento relativi a riscatti a fini pensionistici. Attraverso l’attivazione di apposita domanda on line - da effettuarsi mediante PIN dispositivo sull’area riservata iscritti – l’utente potrà dichiarare la volontà di interrompere il pagamento delle rate di un piano di ammortamento precedentemente accettato ai fini del riconoscimento di un determinato periodo di riscatto. Detta domanda di interruzione - che comporterà il riconoscimento in posizione assicurativa in via proporzionale del solo periodo che è stato pagato rispetto a quanto complessivamente dovuto - potrà, in casi eccezionali, essere ricevuta anche in forma cartacea. Nel caso di domanda on line l’operatore troverà sulla propria scrivania virtuale un adempimento nella nuova cartella “Interruzione Pagamento Riscatti” per la fase di verifica; nel caso di domanda cartacea l’operatore dovrà preventivamente acquisire la domanda, per poi procedere come nel primo caso. Per il dettaglio e l’operatività delle funzioni suesposte si rinvia ai manuali utente, pubblicati negli ambienti della Direzione Centrale Posizione Assicurativa sotto le aree : - Manuali > Area Normativa e Contenzioso contribuzione individuale iscritti alla Gestione Pubblica-Gestione - Manuali > Area Verifica regolarità contribuzione non obbligatoria. (INPS, messaggio n. 7646 del 29 dicembre 2015)     ******   16) Esenzione Imu totale per i terreni agricoli Esenzione Imu ad ampio raggio per i terreni agricoli. Dal 2016, infatti, non saranno più tenuti al pagamento dell'imposta i titolari di terreni montani o di collina ubicati nei comuni elencati nella circolare del Ministero dell'economia e delle finanze 9/1993. Inoltre, saranno esonerati i terreni agricoli posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, a prescindere dalla loro ubicazione, quelli ubicati nelle isole minori, nonché quelli a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile. È quanto prevede il testo della Legge di Stabilità 2016 (Legge 28 dicembre 2015 n. 208), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 30 dicembre 2015. Il legislatore, come è già avvenuto in passato, per individuare i comuni montani o di collina rinvia alla circolare ministeriale 9/1993. Quindi, non farà più fede l'elenco predisposto dall'istituto nazionale di statistica (Istat), al quale le amministrazioni locali hanno dovuto fare riferimento per il 2015. Nell'elenco allegato alla citata circolare, redatto utilizzando i dati forniti dal ministero dell'agricoltura e delle foreste, sono indicati i comuni, suddivisi per provincia di appartenenza, sul cui territorio i terreni agricoli saranno esenti dall'imposta municipale, in base a quanto disposto dall'articolo 7, comma 1, lettera h), del decreto legislativo 504/1992. Se a fianco dell'indicazione del comune non è riportata alcuna annotazione, vuol dire che l'esenzione opera sull'intero territorio. Qualora, invece, sia riportata l'annotazione parzialmente delimitato «PD», l'agevolazione sarà circoscritta a una parte del territorio. Questo comporta che negli enti montani e di collina non sono più richiesti requisiti soggettivi in capo ai possessori dei terreni, ma conta solo la loro inclusione nella circolare ministeriale. Gli altri terreni, indipendentemente dalla loro ubicazione, possono invece fruire del trattamento agevolato solo se posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella previdenza agricola. Sono poi esonerati dal prelievo i terreni ubicati nei comuni delle isole minori di cui all'allegato A della legge 448/ 2001 e quelli a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile. Possono essere considerati terreni agricoli, secondo la definizione contenuta nell'articolo 2135 del codice civile, quelli utilizzati per l'esercizio dell'attività agricola, ovvero la coltivazione del fondo, la silvicoltura, l'allevamento animali e le attività connesse. I benefici fiscali sui terreni agricoli non sono più limitati alle persone fisiche, ma si estendono anche alle società. In effetti, dal 2012 per la qualificazione di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale la disciplina Imu richiama l'articolo 1 del decreto legislativo 99/2004, che ricomprende nella suddetta nozione anche le società di persone, di capitali e le cooperative.   ******   17) Deontologia commercialisti: nuovo Codice in vigore dal 1° marzo 2016 Il testo approvato in via definitiva dal Consiglio nazionale al termine della pubblica consultazione. Entrerà in vigore il prossimo 1° marzo il nuovo codice deontologico dei commercialisti. Il testo, che aggiorna il precedente del 2008, ha ricevuto il via libero definitivo del Consiglio nazionale della categoria al termine della pubblica consultazione alla quale era stato sottoposto nei mesi scorsi. La revisione complessiva dei contenuti del codice, elaborato dalla Commissione nazionale ‘Deontologia’ coordinata dal Consigliere nazionale Giorgio Luchetta, si è resa necessaria per l’evoluzione della normativa di riferimento. Oltre al necessario allineamento all’ordinamento professionale, ‘toccato’ da ripetuti interventi legislativi negli ultimi anni, il nuovo Codice presenta rilevanti novità soprattutto con riferimento ai rapporti tra commercialisti e tra questi ultimi e i clienti, al fine di individuare regole di condotta chiare e per dare risposta alle criticità rilevate negli ultimi anni (quali, ad esempio, i casi di subentro a un collega ovvero di rinunzia al mandato professionale). Dalla pubblica consultazione - che ha permesso di instaurare un proficuo confronto con Ordini e iscritti – è emersa la riformulazione della disposizioni in tema di trattamento economico del tirocinio, che prevede ora espressamente il rimborso forfettario per i tirocinanti già a partire dall’inizio del tirocinio (e non dopo i primi sei mesi, come inizialmente previsto dal nuovo codice). Al Codice deontologico sarà a breve affiancato anche un Codice delle Sanzioni diretto a fornire ai Consigli di Disciplina indicazioni uniformi sull’applicazione delle sanzioni disciplinari in caso di violazione delle norme deontologiche. Soddisfazione per l’approvazione definitiva del nuovo codice viene espressa dal presidente nazionale dei commercialisti, Gerardo Longobardi, secondo il quale “il coinvolgimento della categoria, attraverso la pubblica consultazione, anche su questo tema è il frutto della scelta di questo Consiglio di aprirsi alla partecipazione democratica dei suoi iscritti. Il nuovo codice è l’ennesimo risultato raggiunto dal Consiglio nazionale nel suo lavoro volto a colmare i ritardi creatisi per la professione negli scorsi anni. Nei prossimi mesi arriverà anche un codice relativo alle sanzioni che ci consentirà di superare finalmente l’anomalia per la quale ai nostri colleghi, a seconda dell’Ordine al quale sono iscritti, vengono comminate sanzioni differenti per identiche violazioni del codice deontologico”. “Il testo appena approvato – commenta Luchetta – oltre all’importanza pratica che rivestirà per i colleghi nello svolgimento quotidiano della professione, rappresenta anche un insostituibile punto di riferimento etico per tutti gli iscritti. I commercialisti svolgono ruoli spesso delicatissimi, basti pensare al presidio di qualità e controllo che rappresentano all’interno dei Collegi sindacali. Dotarsi di regole deontologiche sempre più stringenti e aggiornate garantisce ancor di più la qualità delle nostre prestazioni professionali”. SCHEDA Le principali novità del nuovo Codice deontologico Le disposizioni del codice si applicheranno anche alle società professionali in quanto compatibili (artt. 1 e 3); Sono stati aggiornati i riferimenti ai soggetti deputati all’esercizio dell’azione disciplinare (consigli di disciplina) E’ stato espressamente previsto l’obbligo di copertura assicurativa per i rischi professionali conformemente a quanto previsto dalla legge (art. 14) Nei rapporti con i colleghi sono stati meglio precisati alcuni comportamenti diretti a rendere effettivo il dovere di colleganza (art. 15) E’ espressamente prevista la facoltà di concordare con il cliente, in caso di suo recesso, possibilità di un indennizzo del professionista (art. 20) E’ stata precisata la condotta del professionista in caso di rinunzia all’incarico professionale laddove il cliente si renda irreperibile (art. 23) E’ stato espressamente previsto che la misura del compenso deve essere concordata per iscritto all'atto del conferimento dell'incarico professionale con preventivo di massima comprensivo di spese, oneri e contributi conformemente a quanto previsto dalla legge (art. 25) Nell’ambito dell’assunzione di incarichi istituzionali vengono introdotti obblighi informativi diretti a rafforzare la trasparenza della loro attribuzione e viene espressamente fatto divieto di utilizzare alcun incarico istituzionale per fini pubblicitari o per sollecitare l’affidamento di incarichi professionali (art. 28) E’ espressamente previsto in capo all’iscritto un dovere di collaborazione con gli organismi di categoria, anche tramite la tempestiva, esauriente e veritiera risposta a specifiche richieste poste da questi nello svolgimento delle loro funzioni istituzionali (art. 29) Rafforzate le misure di contrasto del fenomeno di esercizio abusivo della professione (art. 42) Nell’ambito delle norme sulla pubblicità, sono state introdotte specifiche disposizioni in merito all’utilizzo del titolo accademico; è stato altresì specificato il divieto di inserire riferimenti commerciali o pubblicitari nei siti web degli iscritti (art. 44). (CNDCEC, comunicato del 29 dicembre 2015)     ******   18) Giustizia tributaria, si cambia: largo a mediazione e conciliazione e maggiori tutele per i contribuenti Processo tributario più efficiente e maggiori tutele per il contribuente. Queste le novità che riscrivono il contenzioso in chiave più snella e razionale: mediazione tributaria estesa a tutti i ricorsi fino a 20mila euro, a prescindere che siano proposti nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, delle Dogane, di Equitalia o di altri enti; sì alla chance di poter conciliare anche in secondo grado; restrizione delle possibilità di compensazione delle spese di giudizio; più spazio allo strumento della tutela cautelare; esecutività sprint delle sentenze; largo al giudizio di ottemperanza; innalzamento del valore delle liti per le quali il contribuente può difendersi personalmente in giudizio e ampliamento dei soggetti abilitati all’assistenza tecnica. L’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 38/E del 29 dicembre 2015, commenta le novità introdotte dal Dl n. 156/2015 di riforma del processo tributario, che troveranno applicazione per i giudizi pendenti alla data del 1° gennaio 2016. Di seguito, in dettaglio, le novità di maggior rilievo. Spazio alla conciliazione - La conciliazione giudiziale diventa esperibile anche per le controversie soggette a reclamo/mediazione e per quelle pendenti in secondo grado. Mediazione senza confini - L’istituto del reclamo/mediazione viene esteso e diventa obbligatorio anche per le controversie dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, degli enti locali, degli agenti della riscossione e dei concessionari iscritti all’albo di cui all’art. 53 del Dlgs n. 446/1997, oltre che per liti - di valore indeterminabile - in materia catastale. Rafforzamento della tutela cautelare - La disciplina della tutela cautelare si allarga fino ad abbracciare tutte le fasi del processo, in linea con quanto già affermato dalla giurisprudenza costituzionale e di legittimità. Sentenze tributarie subito esecutive e maggior tutela al contribuente - A decorrere dal 1° giugno 2016 diventano immediatamente esecutive le sentenze non definitive nei giudizi sugli atti relativi alle operazioni catastali, nonché le sentenze di condanna al pagamento di somme in favore dei contribuenti, pagamento che, se superiore ai 10mila euro, potrà essere subordinato dal giudice alla prestazione di idonea garanzia. Largo al giudizio di ottemperanza - Viene previsto che il giudizio di ottemperanza è l’unico strumento per l’esecuzione delle sentenze tributarie, definitive o meno, senza che possa farsi ricorso all’ordinaria procedura esecutiva. Maggiori chance di autodifesa per il contribuente in giudizio - Il valore delle liti in cui i contribuenti possono stare in giudizio personalmente, senza l’assistenza di un difensore abilitato, viene innalzato dagli attuali 2.582,28 euro a 3mila euro. L’assistenza tecnica più a misura di Caf - La categoria dei soggetti abilitati all’assistenza tecnica viene ampliata. In questa trovano spazio i dipendenti dei Caf, in relazione alle controversie che derivano da adempimenti posti in essere dagli stessi Caf nei confronti dei propri assistiti.   ******   19) Cross Border Ruling, al via il punto di contatto delle Entrate L’Agenzia aderisce al progetto pilota Iva della Commissione europea. Apre lo sportello dell’Agenzia dedicato al Progetto Cross Border Ruling (CBR), nato in seno al Forum sull'Iva della Commissione europea. Il punto di contatto nasce all’interno del settore Fiscalità internazionale e agevolazioni della Direzione centrale Normativa dell’Agenzia delle Entrate per fornire risposta al di fuori della procedura di interpello ai quesiti concernenti il trattamento Iva presentati da soggetti che intendono effettuare operazioni transnazionali complesse in uno o più Stati membri aderenti al progetto pilota. L’interpretazione, una volta resa, ha il pregio di costituire un orientamento condiviso tra i Paesi interessati dall’operazione. I quesiti vanno inviati tramite la casella di posta elettronica CBR@agenziaentrate.it, redatti in una lingua a scelta tra italiano e inglese e accompagnati da una traduzione nella lingua dei Paesi interessati. Operazioni transnazionali Iva nero su bianco - I soggetti passivi identificati a fini Iva in Italia che intendono effettuare operazioni transnazionali in uno o più degli Stati membri aderenti al progetto pilota possono presentare al punto di contatto un’istanza in relazione al trattamento Iva delle operazioni programmate. L’istanza deve essere presentata nello Stato membro in cui il soggetto passivo è registrato ai fini Iva. Se sono coinvolti due o più soggetti passivi, la richiesta deve essere presentata da uno solo di essi, che agisce anche per conto degli altri. È possibile presentare una richiesta di CBR solo se l’operazione o le operazioni programmate sono complesse e presentano un aspetto transnazionale (riguardano, cioè, uno o più Stati membri partecipanti al progetto). Le attività del punto di contatto - Una volta ricevuta l’istanza del contribuente, il punto di contatto avvierà le consultazioni con le altre amministrazioni coinvolte al fine di trovare un’interpretazione comune della disciplina applicabile al caso prospettato. La presentazione della richiesta di CBR comporta pertanto l’accettazione, da parte dell’istante, della condivisione dei dati forniti con le amministrazioni finanziarie degli Stati membri interessati dalla fattispecie. L'effettuazione delle consultazioni non garantisce che si possa arrivare a un CBR condiviso dalle amministrazioni interessate; in ogni caso, le risposte fornite alle istanze di CBR si intendono rese nell’ambito della generale attività di consulenza espletata dall’Agenzia delle Entrate e non costituiscono attività di interpello. Il Forum Iva della Commissione Europea – Il progetto pilota Cross Border Ruling è stato avviato in ambito Ue il 1° giugno 2013 e dovrebbe concludersi il 30 settembre 2018. L’Italia ha perfezionato la sua adesione negli ultimi mesi del 2015. Al momento gli Stati dell’Unione che hanno deciso di partecipare al progetto sono: Belgio, Estonia, Spagna, Francia, Cipro, Lituania, Lettonia, Malta, Ungheria, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Finlandia, Svezia e Regno Unito. Il testo del provvedimento è disponibile nella sezione Normativa e prassi del sito internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.it. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 206 del 29 dicembre 2015)   ******   20) Bonus assunzioni nel Mezzogiorno: codice tributo “in pensione” L’agevolazione è fruibile entro la fine dell'anno. La misura era stata introdotta dal Dl 70/2001 per incentivare la creazione di posti di lavoro stabili in otto regioni dello Stivale Il codice tributo “3885”, dal 1° gennaio 2016, esce di scena. A sopprimerlo, la risoluzione n. 107/E del 30 dicembre 2015 dell’Agenzia delle entrate. Il suo impiego, infatti, era a scadenza, perché connesso al credito d’imposta utilizzabile, fino al 31 dicembre 2015, dai datori di lavoro che hanno assunto a tempo indeterminato personale nelle regioni del Sud d’Italia. Si tratta del beneficio introdotto dall’articolo 2 del Dl 70/2011, modificato, da ultimo, dall’articolo 10, comma 12-novies, del Dl 192/2014 (“decreto milleproroghe”), che ha fatto slittare – appunto, a fine 2015 – il termine ultimo per l’utilizzo del bonus. In particolare, il credito d’imposta, fruibile esclusivamente in compensazione tramite modello F24, era stato introdotto per incentivare la creazione di occupazione stabile per lavoratori “svantaggiati “ o “molto svantaggiati” (secondo le definizioni della Commissione europea) nelle regioni del Mezzogiorno, ossia in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Dogane in evidenza Agenzia delle Dogane, pubblicata la circolare n. 24/D del 29 dicembre 2015 - Trasmissione modelli di certificato di prova secondo la guida CEI 13-71 dei trasformatori voltmetrici ed amperometrici e del relativo certificato di accoppiamento con il contatore.   ******   21) Nuovi modelli e istruzioni per la richiesta dell’ISEE nell’anno 2016 Come previsto dall’articolo 10, comma 3 del D.P.C.M. n. 159 del 2013 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, su proposta dell’INPS, sentita l’Agenzia delle entrate ed il Garante per la protezione dei dati personali, approva con apposito provvedimento il modello della dichiarazione sostitutiva unica (DSU) e le relative istruzioni. Con il decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 7 novembre 2014 erano stati approvati i modelli per la richiesta dell’ISEE e l’attestazione ISEE, nonché le relative istruzioni per la compilazione che hanno trovato applicazione per l’anno 2015. Con decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze n. 363 del 29 dicembre 2015, pubblicato nella sezione pubblicità legale del sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sono stati approvati i nuovi modelli ISEE e le relative istruzioni che sostituiscono, a far data dal 1° gennaio 2016, la precedente modulistica. Resta fermo, invece, il precedente modello di attestazione allegato al citato decreto del 7 novembre 2014. Si riepilogano, di seguito, le principali modifiche ed integrazioni apportate alla modulistica e alle istruzioni ISEE: - sono state aggiornate le indicazioni agli anni e sono stati inseriti i riferimenti (righi, colonne, codici) alle dichiarazioni e certificazioni fiscali relative all’anno d’imposta 2014; - è stata modificata la denominazione della casella riferita a soggetti minorenni, presente nel Quadro A dei moduli MB.1 e MB.1rid, precisando meglio che tale casella deve essere barrata nel caso in cui il minorenne nell’anno di riferimento non abbia avuto trattamenti, redditi nonché patrimoni; - è stata introdotta per lo studente universitario la casistica dell’unico genitore separato. A tal fine è stato modificata la dizione della prima casella del Quadro C del modulo MB.2 per ricomprendere anche il caso in cui “nel nucleo è presente un solo genitore, mentre l’altro risulta separato legalmente e non convivente”; - è stato precisato nelle istruzioni che “l’adeguata capacità di reddito” deve essere riferita, in linea di principio, al singolo studente universitario. Se tuttavia questi è coniugato, il predetto requisito deve essere valutato tenendo conto anche dei redditi del coniuge dello studente universitario; - nelle istruzioni sono state inseriti alcuni chiarimenti in tema di patrimonio mobiliare (ad esempio viene specificato il criterio di conversione del patrimonio all’estero, viene precisato che tra gli incrementi del patrimonio mobiliare rientrano i “trasferimenti” tra componenti dello stesso nucleo familiare, vengono indicate le carte prepagate con IBAN tra i rapporti finanziari da inserire nel Quadro FC2 sez. I); - è stata introdotta una deroga al principio per il quale non vanno riportati in DSU i contributi a titolo di rimborso spese laddove le spese siano rendicontate. In particolare, devono essere indicati i contributi per spese per collaboratori domestici e addetti all’assistenza personale poiché, seppur le stesse spese siano rendicontate, sono detratte dall’INPS in via automatica (Quadro FC8 sezione III); - è stato inserito nel Quadro FC8 del modulo FC.3 una casella da spuntare nell’ipotesi di componente esonerato dalla presentazione della dichiarazione fiscale o di sospensione degli adempimenti tributari a causa di eventi eccezionali. Ciò consente una migliore individuazione delle ipotesi in cui i dati reddituali vengono autodichiarati dal dichiarante. Si informa, da ultimo, che la nuova modulistica e le relative istruzioni per la compilazione saranno disponibili nel sito www.inps.it>SERVIZI>ISEE (portale “ISEE 2015”) per consentire la corretta compilazione a decorrere dal 1° gennaio 2016. (INPS, messaggio n. 7665 del 30 dicembre 2015)   ******   22) Conguaglio di fine anno 2015 dei contributi previdenziali e assistenziali: riepilogo delle aliquote contributive dell’anno 2015 Nell’ambito della circolare n. 209 del 30 dicembre 2015 l’INPS fornisce chiarimenti e precisazioni sulle operazioni di conguaglio di fine anno per i datori di lavoro che utilizzano la dichiarazione contributiva UniEmens. Con la presente circolare si forniscono indicazioni in ordine alle modalità da seguire per lo svolgimento delle operazioni di conguaglio, relative all’anno 2015, finalizzate alla corretta quantificazione dell’imponibile contributivo, anche con riguardo alla misura degli elementi variabili della retribuzione. Come di consueto, ci si sofferma sulle modalità di rendicontazione delle seguenti fattispecie: 1) elementi variabili della retribuzione, ai sensi del decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 7 ottobre 1993 (di seguito, per brevità, DM 7.10.1993); 2) massimale contributivo e pensionabile, di cui all’art. 2, comma 18, della legge n. 335/1995; 3) contributo aggiuntivo IVS 1%, di cui all’art. 3-ter della legge n. 438/1992; 4) conguagli sui contributi versati sui compensi ferie a seguito fruizione delle stesse; 5) “fringe benefits” esenti non superiori al limite di € 258,23 nel periodo d'imposta (art. 51, comma 3, del T.U.I.R.); 6) auto aziendali ad uso promiscuo; 7) prestiti ai dipendenti; 8) conguagli per versamenti di quote di TFR al Fondo di Tesoreria; 9) rivalutazione annuale del TFR conferito al Fondo di Tesoreria; 10) gestione delle operazioni societarie. 1.2. Termine per l’effettuazione del conguaglio. I datori di lavoro potranno effettuare le operazioni di conguaglio in argomento, oltre che con la denuncia di competenza del mese di “dicembre 2015” (scadenza di pagamento 16/1/2016), anche con quella di competenza di “gennaio 2016” (scadenza di pagamento 16/2/2016 [1]), attenendosi alle modalità indicate con riferimento alle singole fattispecie. Considerato, inoltre, che dal 2007 i conguagli possono riguardare anche il TFR al Fondo di Tesoreria e le misure compensative, si fa presente che le relative operazioni potranno essere inserite anche nella denuncia di “febbraio 2016” (scadenza di pagamento 16 marzo 2016), senza aggravio di oneri accessori. Resta fermo l'obbligo del versamento o del recupero dei contributi dovuti sulle componenti variabili della retribuzione nel mese di gennaio 2016. Per alcune categorie di dipendenti pubblici, ovvero per il personale iscritto al Fondo Pensioni per le Ferrovie dello Stato e al Fondo di quiescenza ex Ipost, la sistemazione della maggiorazione del 18% prevista dall’art. 22 della legge n. 177/1976 potrà avvenire anche con la denuncia del mese di “febbraio 2016”. 2.1. Elementi variabili della retribuzione (DM 7.10.1993). Come è noto, la delibera, del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto, n. 5 del 26.03.1993, approvata con il DM 7.10.1993, ha stabilito che: “qualora nel corso del mese intervengano elementi o eventi che comportino variazioni nella retribuzione imponibile, può essere consentito ai datori di lavoro di tenere conto delle variazioni in occasione degli adempimenti e del connesso versamento dei contributi relativi al mese successivo a quello interessato dall'intervento di tali fattori, fatta salva, nell'ambito di ciascun anno solare, la corrispondenza fra la retribuzione di competenza dell'anno stesso e quella soggetta a contribuzione”. Gli eventi o elementi considerati sono: compensi per lavoro straordinario; indennità di trasferta o missione; indennità economica di malattia o maternità anticipate dal datore di lavoro per conto dell'INPS; indennità riposi per allattamento; giornate retribuite per donatori sangue; riduzioni delle retribuzioni per infortuni sul lavoro indennizzabili dall'INAIL; permessi non retribuiti; astensioni dal lavoro; indennità per ferie non godute; congedi matrimoniali; integrazioni salariali (non a zero ore). Agli elementi ed eventi di cui sopra possono considerarsi assimilabili anche l’indennità di cassa, i prestiti ai dipendenti e i congedi parentali in genere. Tra le variabili retributive l’Istituto ha, altresì, ricompreso [2] i ratei di retribuzione del mese precedente (per effetto di assunzione intervenuta nel corso del mese) successivi alla elaborazione delle buste paga, ferma restando la collocazione temporale dei contributi nel mese in cui è intervenuta l’assunzione stessa. Mentre, quindi, non occorre operare alcun accorgimento se l’assunzione è intervenuta nei mesi da gennaio a novembre, se la stessa avviene a dicembre e i ratei si corrispondono nella retribuzione di gennaio, è necessario evidenziare l’evento nel flusso UniEmens. Gli eventi o elementi che hanno determinato l'aumento o la diminuzione delle retribuzioni imponibili, di competenza di dicembre 2015, i cui adempimenti contributivi sono assolti nel mese di gennaio 2016, vanno evidenziati nel flusso UniEmens valorizzando l’elemento <VarRetributive> di <DenunciaIndividuale>, per gestire le variabili retributive e contributive in aumento e in diminuzione ed anche gli “imponibili negativi” con il conseguente recupero delle contribuzioni non dovute. Si ricorda che, ai fini dell’imputazione nella posizione assicurativa e contributiva del lavoratore, gli elementi variabili della retribuzione sopra indicati si considerano secondo il principio della competenza (dicembre 2015), mentre, ai fini dell'assoggettamento al regime contributivo (aliquote, massimali, agevolazioni, ecc.), si considerano retribuzione del mese di gennaio 2016, salvo il caso di imponibile negativo in relazione al quale la contribuzione non dovuta va recuperata nel suo effettivo ammontare. Anche ai fini della certificazione CUD/2016 e della dichiarazione 770/2016, i datori di lavoro terranno conto delle predette variabili retributive, nel computo dell’imponibile dell’anno 2015. Si ribadisce che la sistemazione contributiva degli elementi variabili della retribuzione (salvo quanto precisato per la maggiorazione del 18% ex art. 22 L. 177/1976) deve avvenire entro il mese successivo a quello cui gli stessi si riferiscono. 2.2. Compilazione flusso Uniemens. Per gestire le variabili retributive e contributive in aumento e in diminuzione, nonché per gli imponibili negativi, con il conseguente recupero delle contribuzioni non dovute - a livello individuale - deve essere compilato l’elemento <VarRetributive> di <DenunciaIndividuale>, secondo le modalità indicate nell’ultimo aggiornamento del documento tecnico UniEmens, al quale cui si rinvia. 3.1. Massimale art. 2, comma 18 della legge 8 agosto 1995, n. 335. Come noto, l'art. 2, comma 18, della legge n. 335/1995, ha stabilito un massimale annuo per la base contributiva e pensionabile degli iscritti a forme pensionistiche obbligatorie, privi di anzianità contributiva, successivamente al 31.12.1995 ovvero per coloro che optano per il calcolo della pensione con il sistema contributivo, ai sensi dell’art. 1, comma 23, della legge n. 335/95, così come interpretato dall’art. 2 del decreto legge 28 settembre 2001, n. 355, convertito con legge 27.11.2001, n. 417. Tale massimale – pari, per l'anno 2015, a € 100.324,00 - deve essere rivalutato ogni anno in base all'indice dei prezzi al consumo calcolato dall’ISTAT. Lo stesso trova applicazione per la sola aliquota di contribuzione ai fini pensionistici (IVS), ivi compresa l'aliquota aggiuntiva dell'1% di cui all'art. 3-ter della legge n. 438/1992. Si rammenta che: il massimale non è frazionabile a mese e ad esso occorre fare riferimento anche se l'anno risulti retribuito solo in parte; nell’ipotesi di rapporti di lavoro successivi, le retribuzioni percepite in costanza dei precedenti rapporti, si cumulano ai fini dell’applicazione del massimale. Il dipendente è, quindi, tenuto a esibire ai datori di lavoro successivi al primo la certificazione CUD rilasciata dal precedente datore di lavoro ovvero presentare una dichiarazione sostitutiva; in caso di rapporti simultanei le retribuzioni derivanti dai due rapporti si cumulano agli effetti del massimale. Ciascun datore di lavoro, sulla base degli elementi che il lavoratore è tenuto a fornire, provvederà a sottoporre a contribuzione la retribuzione corrisposta mensilmente, sino a quando, tenuto conto del cumulo, venga raggiunto il massimale. Nel corso del mese in cui si verifica il superamento del tetto, la quota di retribuzione imponibile ai fini pensionistici sarà calcolata per i due rapporti di lavoro in misura proporzionalmente ridotta; ove coesistano nell’anno rapporti di lavoro subordinato e rapporti di collaborazione coordinata e continuativa o similari, che comportano l’iscrizione alla Gestione Separata ex lege n. 335/1995, ai fini dell’applicazione del massimale, le retribuzioni derivanti da rapporti di lavoro subordinato non si cumulano con i compensi percepiti a titolo di collaborazione coordinata e continuativa. 3.2. Modalità operative per la gestione del massimale ex lege n. 335/95. Per i lavoratori dipendenti soggetti alle disposizioni di cui all’articolo 2, comma 18, della legge n. 335/1995, nel mese in cui si verifica il superamento del massimale, l’elemento <Imponibile> di <Denuncia Individuale>/<Dati Retributivi>, deve essere valorizzato nel limite del massimale stesso, mentre la parte eccedente deve essere indicata nell’elemento <EccedenzaMassimale> di <DatiParticolari> con la relativa contribuzione minore. Nei mesi successivi al superamento del massimale, l’imponibile sarà pari a zero, mentre continuerà ad essere valorizzato l’elemento <EccedenzaMassimale>. Nel caso in cui, nel corso dell’anno civile, vi sia stata un’inesatta determinazione dell’imponibile, che abbia causato un versamento di contributo IVS anche sulla parte eccedente il massimale (con necessità di procedere al recupero in sede di conguaglio) o, viceversa, un mancato versamento di contributo IVS (con esigenza di provvedere alla relativa sistemazione in sede di conguaglio), si procederà con l’utilizzo delle specifiche <CausaleVarRetr> di <VarRetributive>. Ai fini della compilazione del flusso, si rinvia a quanto illustrato nell’ultimo aggiornamento del documento tecnico UniEmens. 4.1. Contributo aggiuntivo IVS 1% (art. 3-ter della legge 14.11.1992 n. 438). L'art. 3-ter della legge n. 438/1992 ha istituito, in favore di quei regimi pensionistici che prevedano aliquote contributive a carico dei lavoratori inferiori al 10%, un contributo nella misura dell'1% (a carico del lavoratore) eccedente il limite della prima fascia di retribuzione pensionabile, determinata ai fini dell'applicazione dell'art. 21, c. 6, della legge 11.3.1988, n. 67. Per l'anno 2015, tale limite è risultato € 46.123,00 che, rapportato a dodici mesi, è pari a € 3.844,00. Come noto, ai fini del versamento del contributo in trattazione, deve essere osservato il metodo della mensilizzazione del limite della retribuzione; tale criterio può rendere necessario procedere ad operazioni di conguaglio, a credito o a debito del lavoratore, degli importi dovuti a detto titolo. Le operazioni di conguaglio si rendono, altresì, necessarie nel caso di rapporti di lavoro simultanei, ovvero che si susseguono nel corso dell’anno civile. In tale ultimo caso, le retribuzioni percepite in costanza di ciascun rapporto si cumulano ai fini del superamento della prima fascia di retribuzione pensionabile. Il dipendente è, quindi, tenuto ad esibire ai datori di lavoro successivi al primo la prevista certificazione CUD (o dichiarazione sostitutiva) delle retribuzioni già percepite. I datori di lavoro provvederanno al conguaglio a fine anno (ovvero nel mese in cui si risolve il rapporto di lavoro) cumulando anche le retribuzioni relative al precedente (o ai precedenti rapporti di lavoro), tenendo conto di quanto già trattenuto al lavoratore a titolo di contributo aggiuntivo. Nel caso di rapporti simultanei, in linea di massima, sarà il datore di lavoro che corrisponde la retribuzione più elevata, sulla base della dichiarazione esibita dal lavoratore, ad effettuare le operazioni di conguaglio a credito o a debito del lavoratore stesso. Qualora a dicembre 2015 il rapporto di lavoro sia in essere con un solo datore, sarà quest'ultimo a procedere all'eventuale conguaglio, sulla base dei dati retributivi risultanti dalle certificazioni rilasciate dai lavoratori interessati. 4.2. Modalità operative per la gestione del contributo aggiuntivo 1%. Ai fini delle operazioni di conguaglio, si precisa che, ove gli adempimenti contributivi vengano assolti con la denuncia del mese di gennaio 2016, gli elementi variabili della retribuzione non incidono sulla determinazione del tetto 2015 di € 46.123,00. Ai fini del regime contributivo, infatti, dette componenti vengono considerate retribuzione di gennaio 2016. Per gestire la contribuzione aggiuntiva di 1% ex lege n. 438/92, a livello individuale, deve essere compilato l’elemento <ContribuzioneAggiuntiva> di <DatiRetributivi>, secondo le modalità illustrate nel documento tecnico UniEmens. 5.1. Monetizzazione delle ferie e imposizione contributiva. L’assoggettamento a contribuzione del compenso per ferie non godute, ancorché non corrisposto, rientra nelle fattispecie contemplate dalla Deliberazione del Consiglio di Amministrazione INPS n. 5 del 26.3.1993, approvata con DM 7.10.1993, i cui adempimenti contributivi possono essere assolti nel mese successivo a quello in cui maturano i compensi. Nel rimandare a quanto già reso noto in materia [3], si ricorda che l’individuazione del momento in cui sorge l’obbligo contributivo sul compenso ferie non costituisce limite temporale al diritto del lavoratore di fruire effettivamente delle stesse. Può, quindi, verificarsi il caso in cui queste vengano effettivamente godute in un periodo successivo a quello dell’assoggettamento contributivo. In tale ipotesi il contributo versato sulla parte di retribuzione corrispondente al "compenso ferie" non è più dovuto e deve essere recuperato a cura del datore di lavoro ed il relativo compenso deve essere portato in diminuzione dell’imponibile dell’anno (ovvero del mese, dal 1° gennaio 2005) al quale era stato imputato. 5.2. Modalità operative per il recupero dei contributi sul compenso ferie non godute. Il flusso UniEmens consente di gestire il recupero della contribuzione versata sull’indennità per il compenso ferie. Attraverso una specifica variabile retributiva con la causale FERIE, si consente al datore di lavoro, al momento dell’eventuale fruizione delle ferie da parte del lavoratore, di modificare in diminuzione l’imponibile dell’anno e mese nel quale è stato assoggettato a contribuzione il compenso per ferie non godute e, contemporaneamente, di recuperare una quota o tutta la contribuzione già versata. Per le modalità di compilazione del flusso, si rinvia a quanto all’uopo illustrato nel più volte citato documento tecnico.
  1. Fringe benefits (art. 51, comma 3, del T.U.I.R.).
L'art. 51, c. 3, del TUIR n. 917/1986 stabilisce che non concorre a formare il reddito di lavoro dipendente il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati se, complessivamente, di importo non superiore, nel periodo di imposta, a € 258,23 e che, se il valore in questione è superiore a detto limite, lo stesso concorre interamente a formare il reddito. Nel caso in cui, in sede di conguaglio, il valore dei beni o dei servizi prestati risulti superiore al predetto limite l'azienda dovrà provvedere ad assoggettare a contribuzione il valore complessivo e non solo la quota eccedente. Per la determinazione del predetto limite si dovrà tener conto anche di quei beni o servizi ceduti da eventuali precedenti datori di lavoro. Ai soli fini previdenziali, in caso di superamento del limite di € 258,23, il datore di lavoro che opera il conguaglio provvederà al versamento dei contributi solo sul valore dei fringe benefits da lui erogati (diversamente da quanto avviene ai fini fiscali, dove sarà trattenuta anche l’IRPEF sul fringe benefit erogato dal precedente datore di lavoro). Per le operazioni di conguaglio i datori di lavoro si atterranno alle seguenti modalità: porteranno in aumento della retribuzione imponibile del mese cui si riferisce la denuncia l'importo dei fringe benefits dagli stessi corrisposti qualora, anche a seguito di cumulo con quanto erogato dal precedente datore di lavoro, risulti complessivamente superiore a € 258,23 nel periodo d'imposta e non sia stato assoggettato a contribuzione nel corso dell'anno; provvederanno a trattenere al lavoratore la differenza dell'importo della quota del contributo a carico dello stesso non trattenuta nel corso dell'anno.
  1. Auto aziendali concesse ad uso promiscuo (art. 51, c. 4, lett. a) del T.U.I.R.).
Ai fini della quantificazione forfetaria del valore economico dell’utilizzo in forma privata del veicolo (autovettura, motociclo, ciclomotore) di proprietà del datore di lavoro (o committente) e assegnata in uso promiscuo al lavoratore, il T.U.I.R. (art. 51, c. 4, lett. a)) dispone che tale calcolo sia effettuato sulla base di una percorrenza annua totale del veicolo di 15.000 km e riferendone una parte di essi all’uso privato; la percentuale prevista dalla norma è 30% (15.000 x 30% = 4.500 x valore km tariffe ACI = misura del fringe benefit).
  1. Prestiti ai dipendenti (art. 51, c. 4, lett. b) del T.U.I.R.
Si rammenta che ai fini della determinazione in denaro del compenso in natura relativo ai prestiti erogati ai dipendenti (art. 51, c. 4, lett. b) del T.U.I.R.) si deve assumere il 50% della differenza tra l’importo degli interessi calcolato al tasso ufficiale di riferimento vigente al termine di ciascun anno e l’importo degli interessi calcolato al tasso applicato sugli stessi. Al riguardo, si ricorda che la vigente misura del tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principale dell’Eurosistema, fissato dalla Banca centrale Europea, (ex tasso ufficiale di riferimento) è pari a 0,05% [4]. 9.1. Conguagli per versamenti di quote di TFR al Fondo di Tesoreria. Il versamento delle quote di TFR dovute dalle aziende destinatarie delle disposizioni di cui ai commi 755 e successivi della legge n. 296/2006 va effettuato mensilmente, salvo conguaglio a fine anno o alla cessazione del rapporto di lavoro [5]. In occasione delle operazioni di conguaglio, quindi, le aziende devono provvedere alla sistemazione delle differenze a debito o a credito eventualmente determinatesi in relazione alle somme mensilmente versate al Fondo di Tesoreria e alla regolarizzazione delle connesse misure compensative. 9.2. Conguaglio del contributo aggiuntivo IVS 0,50% nella restituzione dello sgravio contributivo sulle retribuzioni di secondo livello ovvero nelle ipotesi di fruizione di agevolazioni contributive riferite a periodi arretrati. Come noto, la quota di TFR che le aziende destinatarie delle disposizioni di cui all’articolo 1, commi 755 e successivi, della legge n. 296/2006 versano mensilmente al Fondo di Tesoreria affluisce al netto dell’ammontare corrispondente all’importo del contributo di cui all’articolo 3, ultimo comma, della legge 29 maggio 1982, n. 297 (0,50%), calcolato sull’imponibile previdenziale. Le aziende di cui trattasi - che sono anche state ammesse alla fruizione dello sgravio contributivo sui premi di produzione stabiliti dalla contrattazione di secondo livello ex lege n. 247/2007 e successive modifiche ed integrazioni – all’atto del recupero della percentuale di incentivo spettante (al massimo 25 punti percentuali), ricomprendono anche il citato contributo aggiuntivo IVS dello 0,50%. Una volta restituito ai datori di lavoro, detto contributo riassume la sua natura originaria di TFR e, di conseguenza, concorre a implementare la quota che le aziende sono tenute a versare al Fondo di Tesoreria [6]. Ai fini del versamento delle citate differenze, le aziende provvederanno a riportare i relativi importi valorizzando, nella denuncia individuale, il nuovo codice CF03 a tal fine aggiunto in “TipoImpPregCMT” di <ImportoPregresso> di <Contribuzione> di <MeseTesoreria> di <MeseTFR> di <GestioneTFR>. A medesima conclusione deve pervenirsi laddove la regolamentazione di agevolazioni contributive, aventi effetti sul contributo ex lege n. 297/1982, comporti, in capo alle aziende, la necessità di effettuare conguagli riferiti a periodi pregressi. Con riferimento ai datori di lavoro rientranti nel campo di applicazione della disposizione di cui all’articolo 1, commi 755 e successivi della legge 296/2006, dette somme vanno versate al Fondo di Tesoreria. A tal fine, in occasione delle operazioni di conguaglio del 2015, le aziende interessate provvederanno al versamento in questione, utilizzando il già previsto codice CF03. 9.3. Aziende costituite dopo il 31 dicembre 2006. Nella circolare n. 70/2007 è stato chiarito che, per le aziende che iniziano l’attività dopo il 31 dicembre 2006, gli obblighi nei riguardi del Fondo di Tesoreria operano se, alla fine dell’anno solare (1° gennaio – 31 dicembre), la media dei dipendenti occupati raggiunge il limite dei 50 addetti. In tal caso le aziende sono tenute al versamento delle quote dovute anche per i mesi pregressi, a far tempo da quello di inizio dell’attività. È stato, altresì, precisato che le aziende interessate devono effettuare il versamento di quanto dovuto in sede di conguaglio di fine anno, maggiorando l’importo da versare del tasso di rivalutazione, che - per l’anno 2015 - è pari a 1,50 per cento calcolato fino alla data di effettivo versamento. Le aziende costituitesi durante l’anno in corso che, al 31.12.2015, hanno raggiunto il limite dei 50 addetti, devono trasmettere l’apposita dichiarazione entro il termine di trasmissione della denuncia UniEmens relativa al mese di febbraio 2016 (31 marzo 2016). 10.1. Rivalutazione del TFR al Fondo di Tesoreria e imposta sostitutiva. L’articolo 2120 del c.c. stabilisce, come noto, che le quote annuali di trattamento di fine rapporto – ad eccezione di quella maturata nell'anno – devono essere incrementate, al 31 dicembre di ogni anno, con l'applicazione di un tasso costituito dall'1,5% in misura fissa e dal 75% dell’aumento del costo della vita per gli operai e gli impiegati accertato dall’ISTAT nel mese in esame rispetto al mese di dicembre dell'anno precedente. Anche il TFR versato al Fondo di Tesoreria deve essere rivalutato alla fine di ciascun anno, ovvero alla data di cessazione del rapporto di lavoro e tale incremento – al netto dell’imposta sostitutiva – deve essere imputato alla posizione del singolo lavoratore. Il costo della rivalutazione resta a carico del Fondo di Tesoreria. Sulle somme oggetto di rivalutazione, va versata all’Erario l’imposta sostitutiva fissata dall’art. 11, comma 3, del D.Lgs. n. 47/2000. Al riguardo, si fa presente che l’art. 1, comma 623, della legge n. 190/2014 ha rideterminato nella misura 17 per cento la predetta aliquota, con effetto dalle rivalutazioni decorrenti dal 1° gennaio 2015 (cfr. art. 1, comma 625, legge n. 190/2014). Entro il mese di dicembre 2015 - salvo conguaglio da eseguirsi entro febbraio 2016 - i datori di lavoro possono conguagliare l’importo dell’imposta versato con riferimento alla rivalutazione della quota di accantonamento maturato presso il Fondo di Tesoreria. Per individuarne l’ammontare, i datori di lavoro potranno calcolare una presunta rivalutazione delle quote di TFR trasferite al Fondo di Tesoreria, avvalendosi dell’ultimo (o del penultimo) indice ISTAT. 10.2. Adempimenti a carico del datore di lavoro. Con riferimento ai lavoratori per i quali nell’anno 2015 sono state versate quote di TFR al Fondo di Tesoreria, i datori di lavoro dovranno determinare la rivalutazione ex art. 2120 c.c. (separatamente da quella spettante sul TFR accantonato in azienda) e calcolare sulla stessa, con le modalità previste dall’Agenzia delle Entrate, l'imposta sostitutiva del 17 per cento. L'importo di quest'ultima sarà recuperato in sede di conguaglio con i contributi dovuti all’INPS. Le somme eventualmente conguagliate in eccedenza a titolo di imposta sostitutiva - sia all’atto del versamento dell’acconto che in altre ipotesi - potranno in ogni caso essere restituite, attraverso la compilazione delle sezioni DenunciaIndividuale e DenunciaAziendale sulla base delle modalità descritte nel documento tecnico UniEmens.
  1. Operazioni societarie. Riflessi in materia di conguaglio.
Nelle ipotesi di operazioni societarie, che comportano il passaggio di lavoratori ai sensi dell'art. 2112 c.c., e nei casi di cessione del contratto di lavoro, le operazioni di conguaglio dei contributi previdenziali dovranno essere effettuate dal datore di lavoro subentrante, tenuto al rilascio della certificazione CUD, con riferimento alla retribuzione complessivamente percepita nell'anno, ivi incluse le quote retributive da assoggettare allo sgravio sulle erogazioni fissate dalla contrattazione di secondo livello contrattuale, le erogazioni liberali ed i fringe benefits. Si richiama l’attenzione dei datori di lavoro ad utilizzare - nel caso di passaggio di lavoratori da una matricola all’altra (anche per effetto di operazioni societarie) - gli appositi codici <TipoAssunzione> e <TipoCessazione> “2” e “2T”, con l’indicazione della matricola di provenienza. Come indicato al precedente punto 1.1., dal 1° gennaio 2010, il datore di lavoro subentrante può gestire correttamente le variabili retributive utilizzando il nuovo elemento di <VarRetributive>, <InquadramentoLav>, valorizzando l’elemento <Matricola Azienda> con il codice dell’azienda di provenienza.
  1. Recupero del contributo di solidarietà del 10% ex lege n. 166/1991 su contributi e somme accantonate a favore dei dipendenti per le finalità di previdenza complementare.
L’articolo 16, c. 1, del D.Lgs. 5 dicembre 2005, n. 252, recante disposizioni in materia di disciplina delle forme pensionistiche complementari, stabilisce che sulle contribuzioni o somme a carico del datore di lavoro, diverse da quella costituita dalla quota di accantonamento al TFR, destinate a realizzare le finalità di previdenza pensionistica complementare, è dovuto il contributo di solidarietà previsto, nella misura del 10%, dall'articolo 9-bis del decreto-legge 29 marzo 1991, n. 103, convertito, con modificazioni, dalla legge 1 giugno 1991, n. 166 [7]. Si ricorda - con l’occasione – che, ai sensi di quanto previsto dal successivo comma 2, una percentuale pari all'1% del gettito del predetto contributo di solidarietà confluisce presso l’apposito Fondo di garanzia - ex articolo 5 del D.Lgs. n. 80/1992 - istituito mediante evidenza contabile nell'ambito della gestione delle prestazioni temporanee dell'INPS - apprestato contro il rischio derivante dall'omesso o insufficiente versamento da parte dei datori di lavoro sottoposti a procedura di fallimento, di concordato preventivo, di liquidazione coatta amministrativa ovvero di amministrazione controllata. Nelle ipotesi in cui, sia in occasione delle operazioni di conguaglio che nel corso dell’anno, si rendesse necessario effettuare recuperi su detta contribuzione, i datori di lavoro possono avvalersi dei codici causale istituiti nell’Elemento <DenunciaAziendale>, <AltrePartiteACredito>, <CausaleACredito>, del flusso UniEmens, di seguito indicati. INAIL: pagamento tramite “pagoPA” del premio per il rinnovo dell’assicurazione contro gli infortuni domestici dal 1° gennaio 2016 L’Inail ha pubblicato la circolare n. 94 del 24 dicembre 2015, comunica l’avviamento delle attività tecniche per aderire al sistema dei pagamenti elettronici ed ha individuato come primo pagamento da inserire nella piattaforma “pagoPA” il premio per il rinnovo annuale dell’assicurazione contro gli infortuni domestici istituita dalla legge n.493/1999, che deve essere versato entro il mese di gennaio 2016. INAIL: tasso di interesse legale dal 1° gennaio 2016 L’Inail ha pubblicato la circolare n. 90 del 23 dicembre 2015, con la quale, in base al decreto 11 dicembre 2015 del Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha modificato il saggio degli interessi legali, comunica che detto saggio è fissato allo 0,2% in ragione d’anno, con decorrenza dal 1° gennaio 2016. Min.Lavoro: i requisiti di formazione del preposto alla sorveglianza dei ponteggi interpello in materia di sicurezza n. 16/2015 30 dic 2015 Min.Lavoro: la formazione del RSPP – validità di un aggiornamento tardivo interpello in materia di sicurezza n. 15/2015 30 dic 2015 Min.Lavoro: la valutazione del rischio da ordigni bellici inesplosi interpello in materia di sicurezza n. 14/2015 30 dic 2015 Min.Lavoro: esonero del Medico competente dalla partecipazione ai corsi di formazione per i lavoratori interpello in materia di sicurezza n. 13/2015 30 dic 2015 Min.Lavoro: normativa in materia di sicurezza del lavoro nello svolgimento di attività di pesca subacquea professionale del corallo interpello in materia di sicurezza n. 12/2015 30 dic 2015 Min.Lavoro: composizione commissione d’esame per abilitazione alla conduzione dei generatori di vapore interpello in materia di sicurezza n. 11/2015.   ******   23) Anche il Milleproroghe in Gazzetta Ufficiale Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Milleproroghe. Oltre alla legge di stabilità per il 2016 (Legge 28 dicembre 2015 n. 208), sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 30 dicembre 2015 è stato pubblicato il DL 30 dicembre 2015 n. 210, di proroga di termini previsti da disposizioni legislative (“Milleproroghe”). Il decreto è entrato in vigore ieri. Tra le misure si segnala la proroga al 30 giugno 2016 della possibilità dei Comuni di avvalersi di Equitalia per l’accertamento, la liquidazione e la riscossione dei tributi locali. È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 30 dicembre 2015, n. 302, il D.L. 30 dicembre 2015 n. 210 (c.d. Milleproroghe) recante disposizioni di necessità e urgenza in materia di proroga dei termini. In particolare, le principali disposizioni riguardano: - la proroga al 30 giugno 2016 della possibilità dei Comuni di avvalersi di Equitalia per l’accertamento, la liquidazione e la riscossione dei tributi locali; - il rinvio di un anno del termine per l’adeguamento al SISTRI (Sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti); - la proroga al 31 dicembre 2016 del termine a decorrere dal quale è prevista l’obbligatorietà della tracciabilità di vendite e rese di giornali, quotidiani e periodici attraverso strumenti informatici. Concluso il procedimento di adozione della nuova tassonomia XBRL Con la pubblicazione, nella Gazzetta Ufficiale di ieri, dell’avviso relativo alla pubblicazione delle nuove tassonomie XBRL dei documenti che compongono il bilancio ai fini del deposito al Registro delle imprese, si è concluso l’iter per l’adozione di tali tassonomie. L’avviso ricorda che l’AGID ha reso disponibile dal 23 novembre 2015 sul proprio sito la nuova versione delle tassonomie dei documenti che compongono il bilancio. Le nuove tassonomie sono disponibili all’indirizzo www.agid.gov.it/agenda-digitale/pubblica-amministrazione/formato-xbrl-dati-contabili. Viene infine precisato che, tenuto conto dell’avviso pubblicato sul sito dell’Associazione XBRL, l’obbligo di presentazione nel predetto formato elettronico elaborabile è assolto esclusivamente nel rispetto delle nuove tassonomie. Infine, l’AGID ieri ha pubblicato la tassonomia Principi Contabili Italiani versione 2015-12-14 e la tassonomia Principi Contabili Italiani - nota integrativa dicembre 2015 nella pagina dedicata del proprio sito. Aggiornate le banche dati catastali delle variazioni colturali dei terreni Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di ieri l’elenco dei Comuni; chi riscontra incoerenze può presentare richiesta di rettifica in autotutela Sulla Gazzetta Ufficiale n. 302 del 30 dicembre 2015 è stato pubblicato l’elenco dei Comuni per i quali è stato completato l’aggiornamento catastale sulle particelle di terreno che, nel corso del 2015, hanno subito variazioni colturali. Tale comunicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate è prevista dall’art. 2 comma 33 del DL 262/2006. Scattano dunque a partire dal 30 dicembre 2015 i 60 giorni per la consultazione presso gli Uffici Procinciali - Territorio dell’Agenzia delle Entrate e presso i Comuni interessati. Le operazioni di aggiornamento sono state eseguite sulla base del contenuto delle dichiarazioni rese dai soggetti interessati, nel 2015, agli organismi pagatori, riconosciuti ai fini dell’erogazione dei contributi agricoli, e messe a disposizione dall’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA). Nell’elenco pubblicato in Gazzetta Ufficiale i Comuni interessati sono riportati in ordine alfabetico, per Provincia. Si ricorda, infatti, che chi effettua una variazione della coltura praticata su un terreno, rispetto a quanto presente nelle banche dati del Catasto, ha l’obbligo di dichiarare all’Agenzia delle Entrate tale variazione. Questo adempimento non è necessario se la coltura viene dichiarata correttamente a un organismo pagatore riconosciuto dalla normativa comunitaria. Contestualmente alla presentazione della richiesta per l’erogazione dei contributi agricoli, sono infatti fornite anche le informazioni censuarie necessarie per l’aggiornamento delle banche dati catastali. In questo caso l’aggiornamento è effettuato direttamente dall’Agenzia delle Entrate, sulla base degli elenchi che l’AGEA predispone a partire dalle dichiarazioni dei contribuenti. L’elenco delle particelle catastali variate può essere consultato sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione “Cosa devi fare – Aggiornare dati catastali e ipotecari – Variazioni colturali”. Nei 60 giorni successivi alla data di pubblicazione in Gazzetta, gli elenchi potranno essere consultati anche presso gli Uffici Provinciali - Territorio dell’Agenzia delle Entrate e presso i Comuni interessati. Chi riscontra incoerenze nell’attribuzione delle qualità di coltura può presentare una richiesta di rettifica in autotutela. Il modello da inoltrare all’Ufficio Provinciale – Territorio dell’Agenzia delle Entrate di competenza è disponibile anche sul sito dell’Agenzia nella sezione “Strumenti – Modelli – Modelli servizi catastali e ipotecari – Catasto terreni”. Dal 1° gennaio 2016 il ricorso può contenere una proposta di mediazione Resta salva la possibilità di proporre ricorso, entro centoventi giorni dalla pubblicazione del comunicato, innanzi alla Commissione tributaria provinciale territorialmente competente. Si ricorda infine che dal 1° gennaio 2016 il ricorso produce anche gli effetti di un reclamo e può contenere una proposta di mediazione. Legge di Stabilità 2016 in G.U. È stata pubblicata sul Supplemento Ordinario n. 70 della Gazzetta Ufficiale 30 dicembre 2015, n. 302, la Legge 28 dicembre 2015, n. 208, c.d. Legge di Stabilità 2016, recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato. Al via l’operazione studi di settore 2015 Pubblicati in Gazzetta Ufficiale 5 decreti sugli studi di settore per il periodo di imposta 2015. Si aggiungono ancora indici di misurazione sulla coerenza dei ricavi. Con la pubblicazione, in Gazzetta Ufficiale n. 301 del 29 dicembre 2015, di cinque decreti datati 22 dicembre 2015 parte la campagna di revisione degli studi di settore per l’anno 2015 . Nei decreti vengono individuate le attività oggetto di revisione nei quattro comparti manifattura, servizi, commercio ed attività professionali . Per tutti si assiste ad un moltiplicarsi di indici di congruità che probabilmente renderanno sempre più complesso l’adeguamento. Ad esempio gli indici relativi ai dentisti passano da sei a nove, mentre nel settore costruzioni ai cinque attuali se ne aggiungono tre di nuovi, per un totale di otto. Inoltre un intero decreto è dedicato a nuovi modulatori territoriali che permetteranno di differenziare i requisiti richiesti in base alla posizione geografica Al termine di un iter che durerà qualche mese , saranno licenziati i modelli e il software Gerico 2016 che permette di verificare la congruità, la coerenza e la normalità delle singole posizioni dei vari contribuenti. Limiti usura 2016 pubblicato il decreto MEF In Gazzetta Ufficiale il decreto 29 dicembre 2015 sui tassi di interesse medi e limiti usura 2016. E’ stato pubblicato in Gazzetta ufficiale n. 301 del 29 dicembre 2015 il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze con la rilevazione dei tassi di interesse effettivi globali medi ai fini della legge sull'usura che saranno in vigore dal 1 gennaio al 31 marzo 2016. Per le aperture di conti correnti con valore medio fino a 5.000 il tasso medio rilevato è di 11,67 e il tasso soglia per l’usura 18,5875 ( Oltre i 5000 euro i tassi sono rispettivamente 9,54 e 15,9250). Per i mutui ipotecari immobiliari i valori sono per i mutui a tasso fisso : tasso medio 3,60 soglia 8,5000, mentre per quelli a tasso variabile : tasso medio 2,83 e soglia 7,5375. Per gli scoperti senza affidamento fino a 1.500 euro tasso medio 16,07 - tasso soglia 24,0700; oltre 1.500 : tasso medio 14,94- tasso soglia 22,6750 Nella tabella allegata al decreto tutti i valori per le diverse operazioni finanziarie . Il documento ricorda che ai fini della determinazione degli interessi usurari ai sensi dell'art. 2 della legge n. 108/96, i tassi rilevati devono essere aumentati di un quarto cui si aggiunge un margine di ulteriori 4 punti percentuali; la differenza tra il limite e il tasso medio non puo' comunque superare gli 8 punti percentuali. Usufrutti, rendite e vitalizi: la stima si adegua con il tasso legale I moltiplicatori per la determinazione dei nuovi valori si adeguano alla modifica – ancora al ribasso – della misura del saggio degli interessi, fissata allo 0,2% dal 2016 Ancora più contenuto il tasso legale, definito dal decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze dell’11 dicembre scorso, che prosegue con il suo trend al ribasso iniziato ormai tre anni fa. Dal 1° gennaio del nuovo anno cambiano, pertanto, anche le modalità di calcolo dei diritti di usufrutto a vita e delle rendite o pensioni ai fini delle imposte di registro e sulle successioni e donazioni. I nuovi valori si applicano agli atti pubblici formati, agli atti giudiziari pubblicati o emanati, alle scritture private autenticate e a quelle non autenticate presentate per la registrazione, alle successioni aperte e alle donazioni fatte, a partire dal primo giorno del nuovo anno. Pubblicato in G.U. (serie generale n. 302) il decreto 21 dicembre 2015 del Mef, recante la consueta tabella dei coefficienti necessari per la determinazione dei diritti di usufrutto a vita e delle rendite o pensioni “...in ragione della modificazione della misura del saggio legale degli interessi”.
Età beneficiario (anni compiuti) 2016 (nuovo coefficiente) 2015 (vecchio coefficiente)
da 0 a 20 475 190
da 21 a 30 450 180
da 31 a 40 425 170
da 41 a 45 400 160
da 46 a 50 375 150
da 51 a 53 350 140
da 54 a 56 325 130
da 57 a 60 300 120
da 61 a 63 275 110
da 64 a 66 250 100
da 67 a 69 225 90
da 70 a 72 200 80
da 73 a 75 175 70
da 76 a 78 150 60
da 79 a 82 125 50
da 83 a 86 100 40
da 87 a 92 75 30
da 93 a 99 50 20
Il prospetto si rende necessario quando, ad esempio, di un immobile viene acquistata la sola nuda proprietà, mentre il venditore si riserva l’usufrutto a vita. La base imponibile da sottoporre a tassazione, per il trasferimento della nuda proprietà, è data dalla differenza tra il valore della piena proprietà e il valore dell’usufrutto (articolo 48 del Dpr 131/1986). ******   24) Assegni familiari e quote di maggiorazione di pensione per l'anno 2016 Tabelle dei limiti di reddito familiare da applicare ai fini della cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari e delle quote di maggiorazione di pensione. Limiti di reddito mensili da considerare ai fini del riconoscimento del diritto agli assegni familiari. Dal 1° gennaio 2016 sono stati rivalutati sia i limiti di reddito familiare ai fini della cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari e delle quote di maggiorazione di pensione, sia i limiti di reddito mensili per l'accertamento del carico ai fini dei diritto agli assegni stessi. (INPS, circolare n. 211 del 31 dicembre 2015)     ******   25) Rivalutazione delle pensioni per l’anno 2016 Si descrivono le operazioni di rinnovo dei mandati di pagamento delle pensioni per l’anno 2016 e le attività correlate. (INPS, circolare n. 210 del 31 dicembre 2015)     Vincenzo D’Andò