Diario quotidiano del 29 gennaio 2016: Certificazione Unica 2016 a doppia via

Pubblicato il 29 gennaio 2016

possibile la confisca sui beni in comunione legale; modello 730 precompilato e garante sulla privacy; super-ammortamenti: ok al bonus per gli autoveicoli immatricolati dai rivenditori a “km 0”; niente accertamento fiscale sui conti bancari parenti e amici; Certificazione Unica a doppia via; dai principi contabili le novità sulla redazione dei bilanci; istituito il codice tributo per compensare il Bonus spettante agli enti non commerciali; CONI: co.co.co. fuori dal rapporto di lavoro subordinato come per le ASD; formazione continua: cinque professioni per una formazione condivisa; determinazione delle giacenze di oli vegetali e di grassi animali - sviluppo del serbatoio: coefficienti di interesse fiscale
 
Indice: 1) Possibile la confisca sui beni in comunione legale 2) Modello 730 precompilato e garante sulla privacy 3) Super-ammortamenti: ok al bonus per gli autoveicoli immatricolati dai rivenditori a “km 0” 4) Niente accertamento fiscale sui conti bancari parenti e amici 5) Certificazione Unica a doppia via  6) Dai principi contabili le novità sulla redazione dei bilanci  7) Istituito il codice tributo per compensare il Bonus spettante agli enti non commerciali 8) CONI: co.co.co. fuori dal rapporto di lavoro subordinato come per le ASD 9) Formazione continua: cinque professioni per una formazione condivisa 10)   Determinazione delle giacenze di oli vegetali e di grassi animali - sviluppo del serbatoio: coefficienti di interesse fiscale  
1) Possibile la confisca sui beni in comunione legale È legittimo il sequestro dell’immobile che appartiene al presunto evasore e al coniuge estraneo all’indagine penale. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3535 del 27 gennaio 2016. La cointestazione dei beni tra i coniugi non ferma le azioni del Fisco per contrastare l’evasione fiscale. Può infatti essere confiscato pro quota l’immobile dell'imprenditore che non ha pagato l’Iva anche se in comunione legale con il partner. Infatti, a quest’ultimo può essere assegnata la somma lorda ricavata dalla vendita del bene stesso. Comunque, la Suprema Corte ha respinto il secondo motivo del ricorso relativo alla possibilità di spiccare la misura sull’immobile in comunione e accolto il primo con il quale la difesa dell’imprenditore chiedeva la confisca diretta prima sui beni della società. Dunque, gli ermellini hanno accolto il ricorso prodotto da un imprenditore, accusato del reato di cui all’art. 10-ter del D.Lgs. n. 74/2000, poiché se l’indagato del reato fiscale è il legale rappresentante di una società, i suoi beni personali possono essere legittimamente sequestrati soltanto nel caso in cui non sia stato trovato presso la persona giuridica il “profitto” del reato il quale può consistere nel risparmio di spesa corrispondente alla somma non versata alla scadenza oppure nei beni acquistati mediante il suo reinvestimento. In particolare, sul primo punto il giudice di legittimità afferma che la comunione legale dei beni non è di ostacolo di per sé alla confisca “pro quota” dell’immobile che ne costituisca oggetto. Ciò sul rilievo che tale regime patrimoniale non esclude la disponibilità dell’immobile da parte dell’autore del reato e non lo sottrae all’azione esecutiva dei creditori particolari del coniuge, salvo in tal caso l’assegnazione, a favore dell’altro, della somma lorda ricavata dalla vendita del bene stesso o del valore di questo. Inoltre, aggiungono gli Ermellini, il sequestro preventivo per equivalente può riguardare nella loro interezza anche i beni in comproprietà con un terzo estraneo al reato, qualora essi siano indivisibili o sussistano inderogabili esigenze per impedirne la dispersione o il deprezzamento, essendo altrimenti assoggettabile alla misura cautelare soltanto la quota appartenente all’indagato.   ******   2) Modello 730 precompilato e garante sulla privacy opposizione al 730 precompilato: Dal garante ok alla tutela privacy sui dati sanitari. Ma la detrazione é a rischio. Non è quindi dovuto il codice fiscale per lo scontrino parlante ?. Spese mediche nel 730 precompilato, l’ultima parola sull'inserimento spetta al contribuente. Ma occhio, nel caso di scontrino parlante il diniego di fornire il codice fiscale per motivi di privacy fa anche decadere dalla possibilità di portare la spesa in detrazione con i Caf. A sottolineare che i dati sanitari e farmaceutici nella dichiarazione dei redditi sono a discrezione del contribuente interessato che può sempre esercitare l’opposizione all'invio è una nota del garante sulla privacy del 27 gennaio 2016. Il garante sulla tutela per il trattamento dei dati sanitari nella dichiarazione precompilata ha invitato le strutture sanitarie, medici e farmacisti alla massima diffusione della facoltà che può esercitare il paziente. In buona sostanza, scrive il garante nella comunicazione di ieri: «L'assistito può chiedere, a chi eroga il servizio sanitario, di non trasmettere i dati della singola spesa al Mef o, ove già trasmessi, ottenere la cancellazione anche di singole spese. Come si evidenzia, tale opposizione» «può essere esercitata autonomamente anche dalle persone fiscalmente a carico, come il coniuge o i figli (maggiori di 16 anni)». Nel documento si fornisce un calendario con le modalità con cui ci si può opporre alla trasmissione dei dati. «Per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016 l'assistito può opporsi alla trasmissione dei dati relativi alla singola prestazione al momento dell'erogazione della stessa». Basta dirlo oralmente al medico o alla struttura sanitaria che annoteranno il diniego sul documento fiscale. Il garante privacy individua una procedura anche per l'anno di imposta 2015 per il periodo compreso tra il primo ottobre 2015 e il 31 gennaio 2016. La modalità è più complessa perché l'assistito può opporsi richiedendo all'Agenzia delle entrate la cancellazione di una o più macro tipologie di spesa dal sistema Ts (tessera sanitaria) al telefono 848800444 da fisso, 0696668907 dal cellulare e da +390696668933 dall'estero, per posta elettronica all'indirizzo: opposizioneutilizzospesesanitarie@agenziaentrate.it o presso gli uffici dell'Agenzia. Infine dal 10 febbraio al 9 marzo 2016 e a regime dal 1° al 28 febbraio dell'anno successivo al periodo di imposta di riferimento accedendo all'area autenticata del sito web del sistema tessera sanitaria. In questo caso il garante evidenzia che l'assistito può consultare l'elenco delle spese sanitarie, compreso anche il dato inviato con lo scontrino parlante e opporsi alla messa a disposizione anche delle singole spese dell'Agenzia.