Diario quotidiano del 25 gennaio 2016: in arrivo i chiarimenti sul comodato a parenti; SCIA unica per tutto il territorio

Pubblicato il 25 gennaio 2016



la Srl entra nella società di persone senza il consenso dei soci; ok alla proroga del termine per inviare i dati sanitari; il patent box entra in Unico: online le bozze del Modello per società, enti non commerciali e consolidato; comodati immobili ai parenti in arrivo chiarimenti dal MEF; SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) unica per tutto il territorio; l’indennità di cessazione del rapporto di agenzia va liquidata con equità; Legge di stabilità 2016: pagamenti con carte e limiti all’uso del contante; ecco le nuove detrazioni nel Modello 730/2016; aggiornata la Carta dei servizi delle Commissioni Tributarie; dal CNDCEC le “linee guida sul nuovo processo esecutivo”
Indice: 1) La Srl entra nella società di persone senza il consenso dei soci 2) Ok alla proroga del termine per inviare i dati sanitari 3) Il patent box entra in Unico: Online le bozze del Modello per società, enti non commerciali e consolidato 4) Comodati immobili ai parenti in arrivo chiarimenti dal MEF 5) SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) unica per tutto il territorio 6) L’indennità di cessazione del rapporto di agenzia va liquidata con equità 7) Legge di stabilità 2016: pagamenti con carte e limiti all’uso del contante  8) Ecco le nuove detrazioni nel Modello 730/2016 9) Aggiornata la Carta dei servizi delle Commissioni Tributarie 10) Dal CNDCEC le “linee guida sul nuovo processo esecutivo”  
1) La Srl entra nella società di persone senza il consenso dei soci La Srl entra nella società di persone senza il consenso dei soci: Tuttavia, poi la Srl fallisce per estensione come socia di società di fatto. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1095 del 21 gennaio 2016. La partecipazione di una srl in una società di persone, anche di fatto, non esige il rispetto dell’art. 2361 comma 2 c.c., dettato in tema di spa, e costituisce un atto gestorio proprio dell’organo amministrativo, il quale non richiede – almeno allorché l’assunzione della partecipazione non comporti un significativo mutamento dell’oggetto sociale – la previa decisione autorizzativa dei soci ex art. 2479 comma 2 n. 5 c.c. L’efficace assunzione della partecipazione determina tutte le implicazioni conseguenti, compreso il possibile fallimento della società di fatto cui la srl abbia partecipato, e della srl stessa. Dunque, la partecipazione di una Srl in una società personale, anche di fatto, resta efficace, quale atto gestorio degli amministratori, fino al limite dell’agire intenzionale dannoso dei terzi, di cui all’art. 2475-bis c.c.. L’efficace assunzione di tale partecipazione, infine, ne comporta tutte le implicazioni, compreso il possibile fallimento della società di fatto cui la srl abbia partecipato e dei suoi soci illimitatamente responsabili.   ******   2) Ok alla proroga del termine per inviare i dati sanitari E’ stata, dunque, prorogata al 9 febbraio 2016 la scadenza per l’invio al Sistema Tessera Sanitaria dei dati sanitari relativi al 2015 per la predisposizione del 730/2016 precompilato. Il rinvio non avrà alcun impatto sui contribuenti. Lo ha reso noto l’Agenzia delle entrate con il comunicato stampa del 21 gennaio 2016. Quindi, i soggetti tenuti alla trasmissione dei dati relativi alle spese sanitarie e ai rimborsi effettuati nel 2015 per le prestazioni non erogate o parzialmente erogate avranno qualche giorno in più per eseguire l’adempimento (fissato in origine al 1 febbraio 2016). Il differimento va incontro alle esigenze rappresentate dagli Ordini professionali e dalle associazioni di categoria, anche in considerazione della novità dell’obbligo comunicativo. Nonostante la trasmissione delle spese mediche sostenute nel 2015 sia strettamente legata alla predisposizione del 730/2016 precompilato, l’Agenzia assicura che la relativa proroga non avrà alcun effetto sul calendario della campagna dichiarativa in arrivo. Slitta, invece, al 9 marzo 2016 il termine entro il quale i contribuenti potranno comunicare all’Agenzia delle entrate il proprio rifiuto all’utilizzo dei dati sanitari ai fini dell’elaborazione del modello precompilato. L’opposizione potrà essere fatta: - direttamente all’Agenzia delle entrate fino al 31 gennaio 2016; - accedendo all’area autenticata del sito web del Sistema Tessera Sanitaria (www.sistemats.it) dal 10 febbraio al 9 marzo 2016. Si ricorda che sono obbligati alla trasmissione dei dati delle prestazioni erogate: - le ASL; - le aziende ospedaliere; - gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico; - i policlinici universitari; - le farmacie pubbliche e private; - i presidi di specialistica ambulatoriale e strutture per l’erogazione delle prestazioni di assistenza protesica e di assistenza integrativa; - gli altri presidi e strutture accreditati per l’erogazione dei servizi sanitari; - gli iscritti all’Albo dei medici chirurghi e degli odontoiatri. Rimane ancora da sciogliere il nodo legato all’applicabilità delle sanzioni. A riguardo, il comma 5-bis, dell’articolo 3, D.Lgs. 175/2014, inserito dal D.Lgs. 158/2015, dispone che nel caso di omessa, tardiva o errata trasmissione dei dati relativi alle prestazioni erogate, si applica la sanzione di 100 euro per ogni comunicazione, con un massimo di 50.000 euro; - nei casi di errata comunicazione dei dati la sanzione non si applica se la trasmissione dei dati corretti è effettuata entro i 5 giorni successivi alla scadenza, ovvero, in caso di segnalazione da parte dell’Agenzia delle entrate, entro i 5 successivi alla segnalazione stessa; - se la comunicazione è correttamente trasmessa entro 60 giorni dalla scadenza prevista, la sanzione è ridotta a un terzo con un massimo di 20.000 euro. Tale regime sanzionatorio, in origine, sarebbe dovuto entrare in vigore soltanto dal 1° gennaio 2017, rendendo di fatto non sanzionabile la prima trasmissione dei dati sanitari relativi al 2015. Tuttavia, la Legge di Stabilità 2016 ha anticipato la data di entrata in vigore del nuovo regime al 1° gennaio 2016 andando a colpire anche la trasmissione in scadenza. Peraltro, la stessa Legge di Stabilità ha introdotto nell’articolo 3 D.Lgs. 175/2014 il nuovo comma 5-ter, secondo cui, nei casi di ritardo lieve o di errata trasmissione dei dati, se l’errore non determina un’indebita fruizione di detrazioni o deduzioni nella dichiarazione precompilata, non vi è comunque alcuna sanzione.   ******   3) Il patent box entra in Unico: Online le bozze del Modello per società, enti non commerciali e consolidato Una delle principali novità del modello Unico 2016 riguarda i contribuenti titolari di reddito d’impresa che hanno esercitato l’opzione patent box: i redditi derivanti dall’utilizzo di opere dell’ingegno, da brevetti industriali, da marchi d’impresa, da disegni e modelli, nonché da processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili, non concorrono infatti a formare il reddito complessivo, in quanto esclusi per il 50% del relativo ammontare (per gli anni 2015 e 2016 l’esclusione è determinata in misura pari al 30% e al 40%). La quota del reddito escluso da tassazione dovrà essere indicata nei quadri RF e RG del modello. Sono, dunque, disponibili dal 21 gennaio 2016 sul sito dell’Agenzia delle entrate le versioni provvisorie dei modelli dichiarativi 2016 Unico Società di capitali (Sc), Società di persone (Sp), Enti non commerciali (Enc) e del modello Consolidato nazionale e mondiale (Cnm). Tra le novità di quest’anno, spazio al patent box e alla rivalutazione dei beni d’impresa. I redditi derivanti dall’utilizzo di software coperto da copyright, da brevetti industriali, da marchi d’impresa, da disegni e modelli, nonché da processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili, non concorrono a formare il reddito complessivo, poiché esclusi per il 50% del relativo ammontare (per gli anni 2015 e 2016 l’esclusione è determinata in misura pari al 30% e al 40%). La quota del reddito escluso da tassazione dovrà quindi essere indicata nei quadri RF e RG del modello, tra le variazioni in diminuzione. Ad es., nel Modello Unico SC 2016, i redditi detassati dovranno essere indicati al rigo RF50, mentre al rigo RF55 codice 40 è prevista l’indicazione delle plusvalenze derivanti dalla cessione dei suddetti beni. Le istruzioni recepiscono inoltre i c.d. “super-ammortamenti”, introdotti dalla L. 208/2015 (legge di stabilità 2016). In particolare, al rigo RF18 di UNICO SC 2016, dedicato all’ammontare indeducibile delle spese relative ai mezzi di trasporto, viene specificato che per gli investimenti effettuati dal 15 ottobre 2015 al 31 dicembre 2016 sono altresì maggiorati del 40% i limiti rilevanti per la deduzione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria dei beni di cui all’art. 164 comma 1 lett. b) del TUIR. Inoltre, al rigo RF21 del citato modello, dedicato agli ammortamenti deducibili, viene precisato che per gli acquisti effettuati nel suddetto periodo agevolato, con esclusivo riferimento alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria, il costo è maggiorato del 40%. Tra le variazioni in diminuzione, nel rigo RF52 di UNICO SC (e nel rigo RG21 di UNICO SP), è stata inserita la colonna 1, volta ad accogliere l’ammontare dei c.d. “costi black list” eccedenti il valore normale, qualora deducibili in quanto sia stata fornita la prova dell’effettivo interesse economico. Lo stesso importo deve essere poi riportato in colonna 2 dello stesso rigo per indicare l’importo complessivamente deducibile. Il rigo recepisce quindi le modifiche, valevoli per il 2015, apportate dal DLgs. 147/2015 (decreto internazionalizzazione) alla disciplina delle spese e degli altri componenti negativi derivanti da operazioni intercorse con imprese residenti o localizzate in Stati o territori aventi regimi fiscali privilegiati (art. 110 commi 10-12-bis del TUIR). Nel quadro RF anche i costi black list eccedenti il valore normale. Per ciò che concerne il quadro RS si segnala, in particolare, l’inserimento nel prospetto relativo alle società di comodo della casella deputata a segnalare l’eventuale accoglimento dell’interpello disapplicativo, la mancata presentazione dell’istanza di interpello o la risposta negativa all’interpello in presenza delle condizioni per la disapplicazione della disciplina di cui all’art. 30 comma 4-bis della L. 724/94. In tema di agevolazioni, viene inoltre inserito nel modello UNICO SC il rigo RS46, per indicare gli elementi conoscitivi che il contribuente che intende fruire dell’ACE, deve fornire al fine di dimostrare che in relazione alle disposizioni con finalità antielusiva specifica le operazioni effettuate non comportano duplicazioni dell’agevolazione, qualora non sia stata presentata istanza di interpello. Nel quadro RQ, oltre alle sezioni relative alla facoltà di rivalutazione dei beni di impresa prevista dall’art. 1 commi da 889-897 della L. 208/2015 (legge di stabilità 2016), è stata altresì inserita la sezione relativa all’assegnazione e alla cessione agevolata dei beni ai soci, finalizzata alla liquidazione delle relative imposte sostitutive. Rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni Nel quadro RQ di tutti i modelli Unico sono state aggiunte tre sezioni per i contribuenti che si avvalgono della possibilità di rivalutare i beni d’impresa e le partecipazioni mediante il versamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’Irap e di eventuali addizionali; tale facoltà è consentita anche ai contribuenti che intendono riallineare i valori dei medesimi beni. È stata prevista, inoltre, la possibilità di affrancare il saldo attivo di rivalutazione o la riserva da riallineamento tramite applicazione di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’Irap e di eventuali addizionali. Le altre novità di Unico 2016 Tra le altre novità di quest’anno, la modifica del quadro RS dedicato all’ACE, che è stato implementato per consentire ai contribuenti di indicare gli elementi conoscitivi, e quella dei quadri di determinazione del reddito d’impresa (RF, RG e RC), per l’esercizio dell’opzione relativa all’esenzione degli utili e delle perdite attribuibili alle stabili organizzazioni all’estero. Per i redditi dei soggetti controllati residenti in Stati o territori con regime fiscale privilegiato, nella sezione I del quadro FC è stata inserita un’apposita casella dedicata ai contribuenti che esercitano l’opzione prevista dall’art. 168-ter del Tuir. Infine, nel modello Unico Società di capitali 2016, per le società e gli enti commerciali non residenti, con o senza stabile organizzazione nel territorio dello Stato, è stato implementato il quadro RN e sono stati inseriti i quadri relativi alla determinazione dei redditi dei terreni, dei fabbricati, di capitale e diversi e di partecipazione in società di persone e in società di capitali trasparenti, mentre nel quadro RQ è stata eliminata la sezione dedicata all’imposta addizionale per il settore petrolifero e dell’energia elettrica, a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 10 del 2015.   ******   4) Comodati immobili ai parenti in arrivo chiarimenti dal MEF Il Ministero dell’Economia e delle finanze (con la risposta all’interrogazione n. 5-07445 fornita il 21 gennaio 2016 durante il question time in Commissione Finanze alla Camera) si è soffermato sull’agevolazione introdotta dalla legge di stabilità 2016 che mira a ridurre il carico fiscale dei contribuenti che hanno concesso un immobile in comodato d’uso a figli o genitori. Il Ministero dell’Economia e delle finanze ha precisato che è allo studio la predisposizione di un documento di prassi da parte del Dipartimento delle Finanze che chiarirà diverse problematiche applicative concernenti le norme introdotte dalla legge di stabilità 2016, compresa quella relativa agli immobili in comodato in questione. L’Amministrazione finanziaria valuterà l’opportunità di predisporre un nuovo modello di dichiarazione IMU/TASI oppure se continuare ad utilizzare quello approvato dal DM 30 ottobre 2012, barrando il campo 15 relativo alla “Esenzione” e di riportare, nello spazio delle “Annotazioni” la frase “l’immobile possiede le caratteristiche e i requisiti richiesti dalla lett. b), comma 2, dell’articolo 13 del D.L. n. 201/2011. La dichiarazione IMU vale anche ai fini TASI”.   ******   5) SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) unica per tutto il territorio Il Consiglio dei ministri si è riunito il 20 gennaio 2016, alle ore 21.50 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Segretario il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Claudio De Vincenti. Norme in materia di segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) (decreto legislativo – esame preliminare) Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo recante attuazione della delega di cui all’articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124. Nello specifico si potrà presentare presso un unico ufficio, anche in via telematica, un unico modulo standard e valido in tutto il paese. La pubblica amministrazione destinataria della SCIA pubblicherà sul proprio sito istituzionale il modello unificato e standardizzato e indicherà l’ufficio unico al quale dovrà recarsi l’interessato. L’eventuale richiesta al cittadino di documenti ulteriori rispetto a quelli previsti sarà considerata inadempienza sanzionabile sotto il profilo disciplinare. Modifica e integrazione del codice dell’amministrazione digitale (decreto legislativo – esame preliminare) Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo recante norme di attuazione dell’articolo 1 della legge 7 agosto 2015, n. 124, recante modifica e integrazione del codice dell’amministrazione digitale (CAD) di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. Nello specifico il cambiamento strutturale del rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione è affidato a un’identità digitale, attraverso cui accedere e utilizzare i servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni, e al domicilio digitale (SPID), in collegamento con l’anagrafe della popolazione residente. SPID sarà l’identificativo con cui un cittadino si farà riconoscere dalla pubblica amministrazione, mentre il domicilio digitale sarà l’indirizzo on line al quale potrà essere raggiunto dalle pubbliche amministrazioni. ) Norme per la semplificazione e l’accelerazione dei procedimenti amministrativi (decreto presidenziale – esame preliminare) Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato, in esame preliminare, un decreto del Presidente della Repubblica recante norme per la semplificazione e l’accelerazione dei procedimenti amministrativi, ai sensi dell’articolo 4 della legge 7 agosto 2015, n. 124. Nello specifico, accanto o in alternativa a procedure ordinarie (Conferenza dei servizi, silenzio assenso), Comuni e Regioni potranno individuare, con cadenza annuale, investimenti strategici di grande rilevanza finanziaria e forte impatto occupazionale per i quali richiedere alla Presidenza del Consiglio dei ministri una procedura accelerata. Ulteriori interventi potranno essere proposti dallo stesso Presidente del Consiglio. In entrambi i casi spetterà al Consiglio dei ministri disporre il taglio dei tempi burocratici previsti per tutte le procedure autorizzatorie cui è sottoposto un investitore per aprire l’attività. Qualifiche professionali e cooperazione amministrativa Attuazione della direttiva europea che modifica quella sul riconoscimento delle qualifiche professionali e il regolamento relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno (Regolamento IMI) (decreto legislativo- esame definitivo) Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Matteo Renzi e dei Ministri dell’istruzione, dell’università e della ricerca Stefania Giannini, della salute Beatrice Lorenzin, della giustizia Andrea Orlando, del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, dello sviluppo economico Federica Guidi, dei beni, delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio, dell’interno Angelino Alfano e delle politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo di recepimento della direttiva 2013/55/UE recante modifica della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali e del Regolamento (UE) n. 1024/2012 relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno (“Regolamento IMI”). Il provvedimento è stato presentato in Consiglio dei ministri dal Sottosegretario agli affari europei Sandro Gozi. Il decreto, che sarà immediatamente applicabile, introduce, in linea con la direttiva, alcune importanti novità come: la “tessera professionale” che favorisce la libera circolazione dei professionisti e rafforza il mercato interno; un meccanismo di allerta per segnalare i professionisti nel campo della salute e dell’istruzione dei minori colpiti da una sanzione disciplinare o penale che abbia incidenza sull’esercizio della professione; la possibilità, a determinate condizioni, di ottenere un accesso parziale alla professione; la possibilità di ottenere il riconoscimento del tirocinio professionale effettuato in parte all’estero. La “tessera professionale” è una procedura elettronica che semplifica il riconoscimento da parte delle Autorità nazionali della qualifica ottenuta dal professionista nel proprio Paese, riducendo sia i tempi che gli oneri burocratici. Al momento la tessera riguarda solo cinque professioni (infermiere, farmacista, fisioterapista, guida alpina e agente immobiliare) ma in futuro potrà essere estesa dalla Commissione anche ad altre professioni. Beni immobili residenziali e agenti in attività finanziaria Attuazione della direttiva in merito ai contratti di credito ai consumatori relativi a beni immobili residenziali e modifiche alla disciplina degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi (decreto legislativo – esame preliminare) Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Matteo Renzi e del Ministro dell’economia e delle finanze Pietro Carlo Padoan, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2014/17/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 febbraio 2014, in merito ai contratti di credito ai consumatori relativi a beni immobili residenziali nonché modifiche e integrazioni del titolo VI-bis del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, sulla disciplina degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi e del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141. Nello specifico la finalità della direttiva è quella di garantire un elevato livello di protezione dei consumatori che sottoscrivono contratti di credito relativi a beni immobili (mutui immobiliari garantiti da ipoteche o finalizzati all’acquisto del diritto di proprietà su un immobile). La direttiva impone, tra l’altro, che siano fornite al consumatore informazioni precontrattuali dettagliate su un Prospetto Informativo Europeo Standardizzato (PIES), spiegazioni adeguate prima della conclusione del contratto di credito e chiarimenti in ordine al calcolo del tasso annuo effettivo globale (TAEG). Lo schema di decreto legislativo chiarisce l’ambito di applicazione delle nuove norme che è circoscritto a: mutui aventi ad oggetto la concessione di credito garantito da ipoteca su un immobile residenziale; mutui finalizzati all’acquisto o alla conservazione del diritto di proprietà su un terreno o su un immobile edificato o progettato. Vengono poi individuati i canoni di comportamento per i finanziatori e gli intermediari del credito che offrono contratti di credito ai consumatori (canoni di diligenza, correttezza, trasparenza e attenzione ai diritti e agli interessi dei consumatori). È inoltre richiamato il principio secondo il quale i finanziatori e gli intermediari del credito basano la propria attività sulle informazioni riguardanti la situazione del consumatore, su ogni bisogno particolare da quest’ultimo comunicato, su ipotesi ragionevoli con riguardo ai rischi cui è esposta la situazione del consumatore per la durata del contratto di credito. Il decreto legislativo contiene anche precise indicazioni sugli annunci pubblicitari relativi a contratti di credito. Essi devono essere effettuati in maniera corretta, chiara e non ingannevole e non devono contenere formulazioni che possano indurre nel consumatore false aspettative sulla disponibilità o il costo del credito. Per quanto riguarda gli annunci pubblicitari che riportano il tasso di interesse o altre cifre concernenti il costo del credito, viene riportato l’elenco delle informazioni di base che gli annunci devono riportare in maniera precisa, evidenziata e, a seconda del mezzo usato, facilmente leggibile o udibile. È previsto che il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (CICR), su proposta della Banca d’Italia, precisi le caratteristiche degli annunci pubblicitari, le relative modalità di divulgazione e i criteri per la definizione dell’esempio rappresentativo. Si prevede il divieto delle cosiddette pratiche di commercializzazione abbinata, che consistono nell’offerta o commercializzazione di contratti di credito assieme ad altri prodotti o servizi finanziari distinti, se questi ultimi sono obbligatori per la conclusione del contratto. (Consiglio dei Ministri, comunicato stampa n. 101 del 21 Gennaio 2016)   ******   6) L’indennità di cessazione del rapporto di agenzia va liquidata con equità Liquidazione dell’indennità di cessazione all’agente secondo equità: Quando non si rende applicabile ratione temporis “l’indennità meritocratica” disciplinata dall’Accordo economico collettivo del 2002, e l’agente ha procurato nuovi clienti al preponente o ha sviluppato gli affari con i clienti esistenti e il preponente medesimo riceve ancora vantaggi dagli affari con tali clienti, l’indennità di cessazione del rapporto di agenzia deve essere liquidata secondo il canone di equità, valutato in relazione alle provvigioni perse dall’agente. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 486 del 14 gennaio 2016. Questo il principio affermato dai giudici di legittimità in relazione ad una controversia riguardante la liquidazione dell'indennità di cessazione del rapporto di agenzia intercorso tra il 1976 ed il 1994. Il preponente aveva liquidato l’indennità sulla base della disciplina pattizia (AEC di settore del 26 novembre 1992) ritenendola astrattamente più favorevole all’agente rispetto a quella legale stabilita dall’art. 1751 secondo una valutazione ex ante. L’agente ha invece richiesto che l’indennità fosse adeguata secondo i criteri di equità stabiliti dalla disciplina legale. A tal proposito la Corte di Cassazione ha evidenziato che la valutazione riguardo il favore o meno del trattamento previsto dall'AEC del 1992 rispetto a quello stabilito dall'art. 1751 codice civile applicabile ratione temporis va fatto ex post, cioè in concreto, ove risultino dimostrate le circostanze di fatto previste dal citato art. 1751 al primo comma. In particolare, i giudici hanno affermato che ai fini della quantificazione dell'indennità di cessazione del rapporto, spettante all'agente nel regime precedente all'Accordo collettivo del 26 febbraio 2002 che ha introdotto la "indennità meritocratica", ove l'agente provi di aver procurato nuovi clienti al preponente o di aver sviluppato gli affari con i clienti esistenti (e il preponente riceva ancora vantaggi derivanti dagli affari con tali clienti) ai sensi dell'art. 1751, primo comma, cod. civ., è necessario verificare se l'indennità determinata secondo l'Accordo economico collettivo del 27 novembre 1992, tenuto conto di tutte le circostanze del caso e, in particolare, delle provvigioni che l'agente perde, sia equa e compensativa del particolare merito dimostrato, dovendosi, in difetto, riconoscere la differenza necessaria per ricondurla ad equità. Pertanto, l'art. 1751 cod. civ. deve interpretarsi nel senso che l'attribuzione dell'indennità è condizionata non soltanto alla permanenza, per il preponente, di sostanziali vantaggi derivanti dall'attività di promozione degli affari compiuta dall'agente, ma anche alla "rispondenza ad equità" dell'attribuzione, in considerazione delle circostanze del caso concreto ed in particolare delle provvigioni perse da quest'ultimo. Ciò impone una verifica individualizzata e focalizzata sul caso concreto giacché la normativa collettiva del 1992 non tiene conto della specifica circostanza consistente nel fatto che l'agente possa aver procurato nuovi clienti al preponente o aver sensibilmente sviluppato gli affari con i clienti esistenti e il preponente riceva ancora sostanziali vantaggi derivanti dagli affari con tali clienti. Quando - e solo quando - questa circostanza di fatto ricorre nel caso concreto, si impone una verifica ulteriore della "giusta" quantificazione dell'indennità di cessazione del rapporto per l'agente. Con riferimento alla prova dei vantaggi procurati al preponente e alle perdite per mancate provvigioni dell’agente, senza assumono rilevanza, oltre al contratto di agenzia, gli estratti conto mensili e il prospetto riepilogativo delle provvigioni contenenti l’indicazione del fatturato e dei clienti serviti dall’agente. In merito alla ripartizione dell’onere di prova i giudici evidenziano che in base all’art. 1748 cod. civ. l'agente ha diritto di esigere che gli siano fornite tutte le informazioni, necessarie per verificare l'importo delle provvigioni liquidate.   ******   7) Legge di stabilità 2016: pagamenti con carte e limiti all’uso del contante La legge di stabilità 2016 modifica e aggiunge nuove disposizioni alle norme sui pagamenti elettronici introdotte dal decreto legge n. 179/2012, convertito con modificazioni nella legge n. 221/2012. Riguardo alle modifiche, la legge di stabilità prevede che i soggetti che effettuano attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi hanno l’obbligo di accettare i pagamenti effettuati non solo attraverso carte di debito ma anche con carte di credito. Viene anche specificato che questo obbligo non trova applicazione nei casi di oggettiva impossibilità tecnica. Riguardo a questa disposizione, saranno dettate da un decreto interministeriale le modalità, i termini e l’importo delle sanzioni amministrative pecuniarie, anche con riferimento alle fattispecie costituenti illecito e alle relative sanzioni pecuniarie amministrative. Per promuovere l’effettuazione di pagamenti basati su carta di debito o di credito e in particolare per i pagamenti di importo contenuto o di importo inferiore a 5 euro, la legge di stabilità prevede che entro il 1° febbraio 2016 il Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministero dello sviluppo economico, sentita la Banca d’Italia, provvede con un decreto ad assicurare la corretta e integrale applicazione del regolamento (UE) n. 751/2015 relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta, in particolare esercitando le opzioni previste dal regolamento per la definizione delle commissioni interbancarie sulle operazioni tramite carta di debito a uso dei consumatori. Il decreto ministeriale dovrà prevedere inoltre le modifiche, le abrogazioni, le integrazioni e le semplificazioni alla normativa vigente in materia necessarie a realizzare un pieno coordinamento con il regolamento (UE) n. 7851/2015. Infine, il decreto designa la Banca d’Italia come autorità competente per assicurare il rispetto delle disposizioni del regolamento e l’Autorità garante della concorrenza e del mercato come autorità competente a verificare il rispetto degli obblighi posti dal regolamento in materia di pratiche commerciali. Le disposizioni del decreto ministeriale devono essere rispettate attraverso regole e misure, anche contrattuali, dai prestatori di servizi di pagamento, dai gestori di schemi di carte di pagamento e da ogni altro soggetto che interviene nell’effettuazione di un pagamento mediante carta. Dal 1° luglio 2016 la possibilità di pagamenti con carte sarà possibile anche per i parcheggi dei veicoli. Infine, viene innalzato da mille a tremila euro il limite a partire dal quale è vietato il trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore. Resta fermo invece per le pubbliche amministrazioni l’obbligo di procedere al pagamento degli emolumenti, a qualsiasi titolo erogati, superiori a mille euro esclusivamente attraverso l’utilizzo di strumenti telematici. (Assonime, nota del 22 gennaio 2016)   ******   8) Ecco le nuove detrazioni nel Modello 730/2016 Al via le nuove detrazioni nel Modello 730/2016, difatti, da quest’anno cambiano le regole per la determinazione degli oneri detraibili per le spese sostenute per la frequenza di corsi di istruzione universitaria e per le spese funebri. Vediamo quali sono i vantaggi per i contribuenti. E’ ora possibile detrarre le spese funebri fino a 1.550 euro a prescindere dal rapporto di parentela. La novità è contenuta nella legge di stabilità 2016 (art. 1 co. 954 lett. a), L. n. 208/2015) che ha rivisto, sostituendola, la relativa norma dell’art. 15 co. 1 del TUIR, in materia di detrazione IRPEF del 19% per le spese funebri. Resta confermata l’applicazione della detrazione in relazione a ciascun decesso. Secondo la nuova disciplina, la detrazione spetta in ragione delle spese sostenute “in dipendenza della morte di persone”, senza più alcun vincolo familiare consentendo di detrarre anche le spese funebri sostenute per persone senza legami di coniugio/parentela/affinità: ad esempio conviventi, coppie di fatto e persone affettivamente vicine. In precedenza, sussisteva il collegamento all’art. 433 del c.c., che prevedeva la detrazione per le spese funebri sostenute per il coniuge, i figli legittimi o legittimati o naturali o adottivi, i discendenti prossimi, anche naturali, i genitori, gli ascendenti prossimi, anche naturali, gli adottanti, i fratelli e le sorelle germani o unilaterali i generi e le nuore il suocero e la suocera, di affidati o affiliati. Per espressa previsione (art. 1, co. 955, L. n. 208/2015) le nuove disposizioni si applicano a partire dall’anno d’imposta 2015 per consentire l’indicazione delle spese funebri nella dichiarazione dei redditi precompilata. L’intervento normativo, infatti, si pone l’obiettivo di superare le difficoltà di acquisizione dell’informazione relativa al grado di parentela, senza il quale non è possibile stabilire se la spesa sia o meno detraibile. Detrazioni per i corsi di istruzione universitaria Cambiano le regole anche in materia di detrazione IRPEF del 19% per le spese relative alla frequenza di corsi di istruzione universitaria. L’art. 1 co. 954 lett. b) della legge di stabilità 2016 sostituisce la lett. e) dell’art. 15 co. 1 del TUIR, prevedendo la detrazione per le spese sostenute presso: - università statali; - università non statali, in misura non superiore a quella stabilita annualmente per ciascuna facoltà universitaria con decreto del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, da emanarsi entro il 31 dicembre, tenendo conto degli importi medi delle tasse e dei contributi dovuti alle università statali. Per effetto della disposizione contenuta nel co. 955 dell’art. 1 della legge di stabilità 2016, è stato espressamente previsto che: - le nuove disposizioni si applicano a partire dall’anno d’imposta 2015; - per il primo anno di applicazione (periodo d’imposta 2015), il suddetto decreto ministeriale dovrà essere adottato entro il 31 gennaio 2016. La norma introdotta si pone l’obiettivo di fornire un riferimento “certo” relativamente all’ammontare detraibile delle spese sostenute per la frequenza di università non statali superando i riferimenti di cui alla C.M. 23.5.87 n. 11 che disponeva i seguenti criteri per l’ammissibilità delle spese in argomento: - identità o affinità dei corsi di laurea tenuti presso l’università libera con i corsi tenuti presso un’università statale; - equiparazione dei corsi così identificati, tenuti presso l’università libera, con i corsi, identici od affini, tenuti presso l’università statale ubicata nella stessa città ove ha sede l’università libera, ovvero sita in una città della stessa Regione. La normativa abrogata prevedeva in caso di università estere, la necessità di fare riferimento a quella più vicina al domicilio fiscale del contribuente. Nel regime previgente erano evidenti le difficoltà della ricerca di tale equiparazione tra università statale e università privata (o estera), con la conseguenza che il contribuente e il professionista che rilasciava il visto di conformità sui modelli 730 erano spesso esposti a contestazioni sull’effettivo ammontare delle spese detraibili. Debutta il nuovo quadro K, che dovrà essere utilizzato dall’amministratore di condominio per comunicare all’Agenzia delle Entrate: i dati catastali del condominio oggetto di interventi edilizi sulle parti comuni, per i quali spetta la detrazione IRPEF del 50%; l’elenco dell’ammontare di beni e servizi acquistati dal condominio stesso e i dati identificativi dei relativi fornitori. La compilazione del quadro K va indicata barrando l’apposita casella che è stata inserita nel frontespizio del Modello 730/2016. Resta la possibilità per gli amministratori di condominio di utilizzare il modello 730/2016 in maniera separata dal quadro AC del Modello Unico PF, che viene denominato quadro RK nel modello Unico 2016. Novità anche ai fini delle imposte sui redditi in relazione ai redditi dominicali e agrari dei terreni iscritti negli atti del Catasto terreni che sono soggetti ad una determinata rivalutazione percentuale (art. 3 co. 50 della L. 23.12.96 n. 662), pari: - all’80% per il reddito dominicale; - al 70% per il reddito agrario. In aggiunta alla rivalutazione di cui sopra per gli anni 2013 e 2014, è stata prevista un’ulteriore rivalutazione del 15% da calcolarsi sul risultato della prima rivalutazione. Per l’anno 2015 l’ulteriore rivalutazione sarà pari al 30% e tale aliquota rimarrà invariata negli anni a venire in quanto si tratta di una misura a regime per via della legge di stabilità (art. 1, comma 909, L. n. 208/2015). Per i terreni agricoli, nonché per quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti (CD) e dagli imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti nella previdenza agricola, l’ulteriore rivalutazione per l’anno 2015 risulta pari al 10% da applicare, in analogia al caso precedente, sul risultato della prima rivalutazione. In questo caso, l’ulteriore rivalutazione non è stata posta a regime; quindi per il 2016, salvo nuovi interventi, si applicherà solo la rivalutazione dell’80% per il reddito domenicale e del 70% per il reddito agrario.   ******   9) Aggiornata la Carta dei servizi delle Commissioni Tributarie Il Ministero dell’Economia e finanze ha reso disponibile, sul proprio sito internet, la versione aggiornata con le modifiche introdotte dal Decreto Legislativo 156/2015. La Carta dei Servizi è il documento con cui ogni Ente erogatore di servizi assume una serie di impegni nei confronti della propria utenza in ordine alle modalità della loro erogazione, gli standard di qualità e le modalità di tutela previste. Principi fondamentali delle modalità di erogazione dei servizi sono: - l’uguaglianza tra gli utenti; - la parità di trattamento; - una erogazione dei servizi continua e regolare; - il diritto degli utenti di scegliersi l’ente erogatore; - l’obiettività, la giustizia e l’imparzialità nelle relazioni con gli utenti; - l’efficienza e l’efficacia dell’ente erogatore. La Direzione della Giustizia Tributaria conferma l’impegno da parte degli uffici di segreteria delle Commissioni tributarie di promuovere relazioni con il cittadino/ricorrente ispirate a fiducia, collaborazione e trasparenza. La presente Carta è, quindi, il patto di qualità degli uffici di segreteria delle Commissioni tributarie. Consente al cittadino che affronta il processo tributario di conoscere i servizi e le loro modalità di erogazione al fine di poter esercitare consapevolmente i propri diritti. La Carta è, al tempo stesso, lo strumento per valutare l’operato dei predetti uffici e promuovere, di conseguenza, le necessarie iniziative di miglioramento dei servizi offerti. La Carta, unica per tutti e 124 gli uffici di segreteria dislocati sul territorio nazionale, vuole assicurare, peraltro, un identico trattamento a tutti i cittadini che si rivolgano alle Commissioni tributarie, a prescindere dal loro luogo di residenza. Le Commissioni tributarie A decorrere dal 1 gennaio 2016 il ricorso avente ad oggetto atti impositivi relativi a tributi o sanzioni di importo non superiore a 20.000 euro produce anche gli effetti di un reclamo e può contenere una proposta di mediazione. Le dotazioni logistiche e il personale amministrativo delle segreterie delle commissioni tributarie dipendono dal Dipartimento delle Finanze - Ministero dell’Economia e delle Finanze. (MEF, nota del 22 gennaio 2016)   ******   10) Dal CNDCEC le “linee guida sul nuovo processo esecutivo” Il CNDCEC ha pubblicato il 22 gennaio 2016 sul proprio sito internet le “linee guida sul nuovo processo esecutivo”. Il Decreto Legge n. 83 del 2015 recante “Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria”, convertito dalla Legge n. 132 del 2015, reca significative modifiche al processo esecutivo, innovando sensibilmente le modalità di vendita dei beni immobili. Il provvedimento che viene commentato dal CNDCEC si innesta sulla scia degli interventi normativi di modifica al processo civile che a partire dal 2005 il legislatore ha avviato, prima con il Decreto legge n. 35 del 2005 convertito con modificazione dalla Legge n. 80 del 2005 e poi con l’intervento correttivo della legge n. 263 del 2005. A questi interventi ha fatto seguito la legge n. 52 del 2006 recante “Riforma delle esecuzioni mobiliari” e successivamente la legge n. 69 del 2009. Ulteriormente, con la legge n. 228 del 2012 (legge di stabilità per il 2013) si è messo mano alla disciplina dell’espropriazione presso terzi e nuove rilevanti modifiche sono state introdotte con il D.L. 132 del 2014, n. 132 convertito dalla L. n. 162 del 2014. Principale oggetto del presente studio sono le previsioni del D.L n. 83/2015 dettate in punto di espropriazione immobiliare, le innovazioni sono molteplici e riguardano:
  1. a) l’obbligo da parte del giudice di delegare le operazioni di vendita dei beni immobili pignorati ai professionisti individuati dalla legge, salvo che il giudice non ritenga rispondente al miglior interesse delle parti la vendita diretta; di conseguenza risultando modificati e ampliati gli adempimenti demandati al delegato;
  2. b) i criteri di determinazione del valore dell’immobile;
  3. c) l’introduzione delle modalità telematiche per lo svolgimento della vendita;
  4. d) la disciplina delle offerte d’acquisto e dell’assegnazione.
V’è da dire, inoltre, che il DL n. 83/2015, per come convertito in legge, contiene ulteriori novità e altri istituti di nuovo conio dalle importanti ricadute pratiche per il futuro. Si tratta:
  1. a) dell’art. 2929-bis introdotto nel codice civile e che consente una forma semplificata di tutela esecutiva al creditore che sia stato pregiudicato da atti di disposizione, a titolo non oneroso, da parte del debitore;
  2. b) della necessità che il precetto contenga l’avvertimento a favore del debitore di avvalersi degli accordi di composizione della crisi o di proporre ai propri creditori un piano del consumatore;
  3. c) dell’introduzione del “portale delle vendite pubbliche”, che coincide con un’area pubblica del sito del Ministero della Giustizia presso la quale dovrà essere effettuata la pubblicità degli avvisi relativi alla procedura di espropriazione forzata.
L’obiettivo perseguito dal presente documento è quello di costituire uno strumento pratico a favore dei professionisti coinvolti nell’ambito di tali procedure. Il lavoro, pertanto, si struttura in due parti: la prima contiene un commento ragionato delle modifiche intervenute nell’ambito della disciplina; la seconda, strettamene operativa, contiene invece una raccolta di provvedimenti e istruzioni emanati e diffusi da alcuni Tribunali all’indomani dell’entrata in vigore della Riforma. Deposito della documentazione ipocatastale Le modifiche apportate dal D.L. n. 83/15 hanno determinato il dimezzamento dei termini per il deposito degli allegati all’istanza di vendita per le esecuzioni iniziate a partire del 27 giugno 2015. Il comma 2, che disciplina la serie di documenti (visure catastali e ipocatastali che possono essere sostituita da un certificato notarile attestante le risultanze delle visure catastali e dei registri immobiliari) che il soggetto istante (creditore pignorante o altro creditore intervenuto munito di titolo esecutivo) deve depositare, stabilisce che il termine per il deposito di tali allegati è di 60 giorni (e non più 120) dal deposito del ricorso con il quale è richiesta la vendita. Nomina dell’esperto e fissazione dell’udienza Anche in questo caso le modifiche apportate dal D.L. n. 83/15 hanno determinato la riduzione dei termini per la nomina del perito estimatore e per la fissazione dell’udienza per la comparizione delle parti e dei creditori privilegiati non intervenuti (ex art. 498 c.p.c.) con riguardo alle esecuzioni iniziate a partire del 27 giugno 2015. Il giudice nomina l’esperto per la valutazione dell’immobile entro 15 giorni (e non più 30) dall’avvenuto deposito dei documenti di cui al comma 2 dell’art. 567 c.p.c. e fissa l’udienza per la comparizione delle parti e dei creditori privilegiati non intervenuti (ai sensi dell’art. 498 c.p.c.) entro novanta giorni ( e non più 120) dalla data del provvedimento.   Vincenzo D’Andò