Diario quotidiano del 19 gennaio 2016: l’Agenzia delle entrate comincia ad usare la PEC per gli atti di notifica

Pubblicato il 19 gennaio 2016



l’Agenzia delle entrate per gli atti di notifica comincia ad usare la PEC; reati depenalizzati: al via il Decreto; TFR: coefficiente di rivalutazione del mese di dicembre 2015; revisori legali: il contributo annuale 2016 si paga entro il 31 gennaio 2016; Legge di Stabilità 2016: novità autotrasportatori; soppresse le presunzioni sulle partite Iva? confisca per equivalente: la Cassazione si sofferma sul rapporto tra persona fisica e persona giuridica; in arrivo il Jobs Act anche per i lavoratori autonomi; in crescita le entrate tributarie in Italia (oltre il 9%); transazione fiscale: dalla corte europea via libera a falcidia IVA ; Enti locali: parere dell’organo di revisione sui bilanci 2016-2018; Bonus occupazionale per gli assunti con Garanzia Giovani; iscritti al Fondo di previdenza: circolare INPS; credito d’imposta per la promozione della musica di nuovi talenti: pronto il codice tributo da indicare nel Modello F24
 
Indice: 1) L’Agenzia delle entrate per gli atti di notifica comincia ad usare la PEC 2) Reati depenalizzati: al via il Decreto 3) TFR: coefficiente di rivalutazione del mese di dicembre 2015 4) Revisori legali: il contributo annuale 2016 si paga entro il 31 gennaio 2016 5) Legge di Stabilità 2016: novità autotrasportatori 6) Soppresse le presunzioni sulle partite Iva ? 7) Confisca per equivalente: la Cassazione si sofferma sul rapporto tra persona fisica e persona giuridica 8) In arrivo il Jobs Act anche per i lavoratori autonomi 9) In crescita le entrate tributarie in Italia (oltre il 9%) 10) Transazione fiscale: dalla corte europea via libera a falcidia IVA 11) Enti locali: parere dell’organo di revisione sui bilanci 2016-2018 12) Bonus occupazionale per gli assunti con Garanzia Giovani 13) Iscritti al Fondo di previdenza: circolare INPS 14) Credito d’imposta per la promozione della musica di nuovi talenti: pronto il codice tributo da indicare nel Modello F24  
1) L’Agenzia delle entrate per gli atti di notifica comincia ad usare la PEC L’Agenzia delle entrate avvisa le società di capitali tramite Pec: Comunicazioni di irregolarità, quindi, con il sistema elettronico, niente più spese postali per l’Erario, almeno in tali casi. Difatti, le comunicazioni di irregolarità dell’Agenzia delle Entrate alle società dei capitali arrivano ai contribuenti con l’utilizzo della Posta elettronica certificata (Pec). A partire dal 15 gennaio 2016 e nelle prossime settimane saranno inviate via Pec circa 200mila comunicazioni di irregolarità, emerse dal controllo automatizzato delle dichiarazioni, destinate alle società di capitali che hanno utilizzato il modello Unico SC. Con le stesse modalità, nei prossimi mesi saranno poi inviate anche le comunicazioni relative agli altri modelli di dichiarazioni presentate dalle medesime società. Ai nastri di partenza circa 200mila comunicazioni tramite Pec L’Agenzia delle entrate trasmetterà nelle prossime settimane tramite Posta elettronica certificata 200mila comunicazioni di irregolarità alle società di capitali che hanno presentato il modello Unico SC per l’anno d’imposta 2013. L’invio delle comunicazioni via Pec sostituisce quello ordinario effettuato tramite raccomandata con avviso di ricevimento, che viene comunque mantenuto nell’ipotesi in cui l’invio con la Pec non dovesse andare a buon fine o in caso di anomalie riscontrate nell’elenco degli indirizzi contenuto nell’indice nazionale indirizzi di Pec istituito dal Ministero dello Sviluppo Economico (INI-PEC). Le comunicazioni saranno inviate dalle seguenti caselle Pec dell’Agenzia: - dc.gt.liquidazione1.noreply@pec.agenziaentrate.it - dc.gt.liquidazione2.noreply@pec.agenziaentrate.it Viene precisato che tali caselle sono attive solo per gli invii e, di conseguenza, le eventuali richieste di chiarimento in merito alle comunicazioni in argomento potranno essere effettuate tramite gli ordinari canali di assistenza messi a disposizione dall’Agenzia, tra cui il servizio telematico Civis. Pec, risparmio per lo Stato Con la Posta elettronica certificata, l’Agenzia potrà abbattere i costi di spedizione, con un notevole risparmio per il bilancio dello Stato. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 8 del 15 gennaio 2016)   ******   2) Reati depenalizzati: al via il Decreto Approvato, in via definitiva, il Decreto legislativo recante disposizione in materia di depenalizzazione. Difatti, il Consiglio dei ministri, il 15 gennaio 2016, ha approvato in esame definitivo un decreto legislativo recante disposizione in materia di depenalizzazione a norma dell’articolo 2, comma 2, della legge 28 aprile 2014, n. 67. L’obiettivo della riforma è quello di trasformare alcuni reati in illeciti amministrativi, anche per deflazionare il sistema penale, sostanziale e processuale, e per rendere più effettiva la sanzione. Si ritiene infatti che rispetto a tali illeciti abbia più forza di prevenzione, generale e speciale, una sanzione certa in tempi rapidi che la minaccia di un processo penale che per il particolare carattere dell’illecito e per i tempi stessi che scandiscono il procedimento penale rischia di causare la mancata sanzione. Lo schema del decreto riprende le proposte della commissione ministeriale (costituita con D.M. 27 maggio 2014) e si articola in interventi sia sul codice penale che sulle leggi speciali. Sono quindi depenalizzati tutti i reati per i quali è prevista la sola pena della multa o dell’ammenda previsti al di fuori del codice penale e una serie di reati presenti invece nel codice penale. Rimangono dentro il sistema penale, e quindi esclusi dal provvedimento, i reati che pur prevedendo la sola pena della multa o dell’ammenda attengono alla normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, ambiente territorio e paesaggio, sicurezza pubblica, giochi d’azzardo e scommesse, armi, elezioni e finanziamento ai partiti. Abrogazione di reati e introduzione di illeciti con sanzioni civili Disposizione in materia di abrogazione di reati e introduzione di illeciti con sanzioni pecuniarie civili (decreto legislativo – esame definitivo) Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della giustizia Andrea Orlando, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo recante disposizione in materia di abrogazione di reati e introduzione di illeciti con sanzioni pecuniarie civili a norma dell’articolo 2, comma 3, della legge 28 aprile 2014, n. 67. L’obiettivo della riforma è quello di costruire una sanzione più efficace ed effettiva nei confronti di illeciti di più scarsa offensività, ma che comunque meritano una risposta adeguata da parte dello Stato. Sostituire la sanzione penale con la sanzione pecuniaria civile, associata al risarcimento del danno alla parte offesa, non solo determinerà più certezza nel colpire il responsabile dell’illecito, ma libererà le procure da affari di scarsa rilevanza che troppo spesso non trovano sanzione a causa dell’ingolfamento degli affari in ambito penale. Si ritiene che la certezza di una sanzione pecuniaria civile di carattere economico e del risarcimento del danno abbia più forza di prevenzione e di tutela della persona offesa riguardo a tali illeciti rispetto ad un eventuale, ma molto spesso non effettivo, processo penale. La persona offesa potrà così ricorrere al giudice civile per il risanamento del danno. Il magistrato, accordato l’indennizzo, per alcuni illeciti stabilirà anche una sanzione pecuniaria che sarà incassata dall’erario dello Stato. Il catalogo degli illeciti civili comprende l’ingiuria, il furto del bene da parte di chi ne è comproprietario e quindi in danno degli altri comproprietari, l’appropriazione di cose smarrite: per questo gruppo di illeciti la sanzione va da cento a ottomila euro. Raddoppia invece la sanzione civile per gli illeciti relativi all’uso di scritture private falsificate o la distruzione di scritture private. Sono stati esclusi alcuni reati di occupazione di beni immobili privati, che presentano una offensività elevata, quali l’usurpazione di immobili, l’invasione di terreni o edifici, la deviazione di acque e modifica dello stato dei luoghi. Si tratta di fattispecie sanzionatorie del passato che tuttavia colpiscono condotte oggi in espansione, quale l’occupazione abusiva di alloggi o case di villeggiatura. Il gettito della sanzione civile, che ha natura pubblicistica ed è devoluta allo Stato, e che si aggiunge al risarcimento del danno nei confronti della persona offesa, sarà devoluto a Cassa Ammende, e servirà pertanto a incrementare il plafond già oggi destinato a progetti di riqualificazione dell’edilizia giudiziaria e per il reinserimento sociale dei detenuti. Agevolazioni ai consorzi agrari In caso di concessione di agevolazioni fiscali ai consorzi agrari, viene innalzata dal 40% al 50% la quota degli utili netti annuali dei consorzi agrari soggetta a tassazione. (procedura di cooperazione in materia di aiuti di Stato n. 11/2010). Imprese marittime Migliora il regime di aiuti in favore delle imprese marittime (cd "TonnageTax") con disposizioni dal carattere essenzialmente antielusivo che rendono tale regime più rispettoso dei principi della concorrenza. Le principali novità in ambito tributario riguardano il regime opzionale della “tonnage tax”, di cui agli artt. 155-161 del TUIR, per la determinazione forfetaria del reddito delle imprese marittime. Le modifiche riguardano in particolare: - l’ampliamento del periodo minimo che deve intercorrere prima che una società uscita dal regime forfetario possa esercitare nuovamente l’opzione ed essere riammessa nel regime; - le modalità di determinazione della plusvalenza nel caso di cessione di una nave, in regime di “tonnage tax”, già posseduta in periodi antecedenti a quelli di ingresso nel regime. Dunque, il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri riformula l’art. 157 comma 5 del TUIR prevedendo che le imprese che escono dal regime di “tonnage tax” non possano rientrarvi prima del quinto periodo d’imposta successivo a quello nel quale le società stesse sono decadute dal regime. Decorso il quinquennio, per poter optare nuovamente, rimane necessario il decorso del decennio previsto dall’opzione esercitata in precedenza. La novità si applica con riferimento alle ipotesi di decadenza dal regime verificatesi a decorrere dal periodo d’imposta 2016, se la legge europea 2015 entrerà in vigore entro la fine dell’anno. Sono, inoltre, modificate le modalità di determinazione della plusvalenza o minusvalenza, nell’ambito del regime di “tonnage tax”, nell’ipotesi di cessione di una nave già di proprietà dell’utilizzatore in un periodo d’imposta precedente a quello di esercizio dell’opzione. Nella suddetta ipotesi, a norma del novellato art. 158 comma 1 del TUIR, la determinazione del reddito imponibile in misura forfetaria deve tenere conto anche del minore importo tra: - la plusvalenza latente (data dalla differenza tra il valore normale della nave e il costo non ammortizzato della stessa, nell’esercizio precedente a quello dell’opzione); - la plusvalenza realizzata all’atto di cessione della nave, ai sensi dell’art. 86 del TUIR. L’ammontare così determinato deve, comunque, risultare non inferiore alla differenza tra: - la plusvalenza latente, determinata come sopra descritto; - i redditi assoggettati a tassazione per i periodi d’imposta in regime di “tonnage tax”, fino a concorrenza della stessa plusvalenza latente. Le nuove modalità di determinazione della plusvalenza o minusvalenza si applicano per le opzioni esercitate nel 2016 (per i soggetti “solari”), senza tener conto dei rinnovi di opzioni già esercitate in periodi d’imposta precedenti. Completano il quadro delle novità fiscali che saranno introdotte dalla legge europea 2015, alcune modifiche in materia di imposizione diretta sulle vincite e i premi conseguiti in altri Stati Ue, nonché alcune modifiche alle aliquote IVA nazionali. Così, viene modificato l’art. 69 del TUIR, introducendo il comma 1-bis, che esclude da imposizione ai fini delle imposte sui redditi, in qualità di redditi diversi, le vincite corrisposte da case da gioco autorizzate situate in altri Stati Ue o dello Spazio economico europeo. Per quanto concerne le aliquote IVA: - basilico, rosmarino e salvia allo stato vegetativo, destinati all’alimentazione, passano dall’aliquota del 4% (n. 12-bis della Tabella A, parte II, allegata al DPR 633/72) a quella del 10% (n. 38-bis della Tabella, parte III); - i preparati per risotti, parimenti, passano dall’aliquota del 4% a quella del 10%, in quanto ricompresi nell’ambito delle “preparazioni alimentari non nominate né comprese altrove” (n. 80 della Tabella A, parte III, allegata al DPR 633/72). Tassa di circolazione I veicoli da turismo dei cittadini europei che studiano in Italia mantenendo la loro residenza in un altro Stato membro dell'Unione europea sono esentati dal pagamento della tassa di circolazione. (Caso EU pilot 7192/14/TAXU). Gli autotrasportatori albanesi che importano merci in Italia sono esentati dal pagamento del diritto fisso e della tassa di circolazione, in attuazione dell'Accordo di associazione e stabilizzazione tra le Comunità europee ed i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Albania, dall'altra.     ******   3) TFR: coefficiente di rivalutazione del mese di dicembre 2015 L’indice Istat relativo al mese di dicembre 2015 è pari a 107,0%. Il coefficiente per rivalutare le quote di trattamento di fine rapporto è 1,50%. Per adeguare periodicamente i valori monetari, ad esempio il canone di affitto o l’assegno dovuti al coniuge separato, si utilizza l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) al netto dei tabacchi. Tale indice si pubblica sulla Gazzetta Ufficiale ai sensi dell’art. 81 della legge 27 luglio 1978, n. 392.
Periodo di riferimento: dicembre 2015 Aggiornato: 15 gennaio 2016 Prossimo aggiornamento: 22 febbraio 2016
Indice generale FOI 107,0
Variazione % rispetto al mese precedente    0,0
Variazione % rispetto allo stesso mese dell’anno precedente    0,0
Variazione % rispetto allo stesso mese di due anni precedenti    -0,1
  ******   4) Revisori legali: il contributo annuale 2016 si paga entro il 31 gennaio 2016 Revisori legali: il contributo annuale 2016 si paga online: A partire dal 2016, il pagamento del contributo annuale di iscrizione nel registro dei revisori legali, fissato al 31 gennaio 2016, potrà essere eseguito anche on-line. La Ragioneria generale dello Stato ha comunicato, infine che sono in corso, anche per quest’anno, l’invio di appositi avvisi per il pagamento del contributo 2016. La Ragioneria generale dello Stato ha fatto presemte che il termine per il versamento del contributo annuale di iscrizione nel Registro dei revisori legali è fissato al 31 gennaio 2016. Il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 2 ottobre 2015, pubblicato nella G.U. - Serie generale - n.273 del 23 novembre 2015, ha confermato l’importo del contributo annuale nella misura di euro 26,00, oltre spese postali. Da quest’anno è anche possibile pagare on line collegandosi al sito www.revisionelegale.mef.gov.it e, quindi, accedendo nella relativa area riservata ai revisori legali con le proprie credenziali. Solo in caso di mancata ricezione del bollettino premarcato, o di impossibilità di utilizzare il nodo per il pagamento elettronico, gli interessati potranno effettuare il versamento di € 26,85 (comprensivo delle spese postali) utilizzando un bollettino postale in bianco. Lìimporto dovrà essere versato sul c/c postale n. 1009776848 intestato a Consip S.p.A., avendo cura di riportare nella causale l’annualità di riferimento ed il numero di iscrizione al Registro od il codice fiscale.   ******   5) Legge di Stabilità 2016: novità autotrasportatori La Legge di Stabilità 2016 (Legge 28 dicembre 2015, n. 208, commi 645-655) ha rivisitato il quadro normativo disciplinante il settore relativo all’autotrasporto. Infatti, sono state introdotte alcune misure innovative dirette a ridurre i costi delle imprese, favorire l’innovazione dei veicoli, combattere i fenomeni di abusivismo e di cabotaggio illegale. In particolare, gli ulteriori interventi riguardano la rimodulazione delle agevolazioni per l’autotrasporto. Si prevede: l’esclusione, a decorrere dal 1° gennaio 2016, dal credito di imposta relativo alle accise per il petrolio per autotrazione, i veicoli di categoria euro 2 o inferiore. I proventi della misura saranno destinati per la maggior parte (85%) al Fondo per l’acquisto di automezzi per il trasporto pubblico locale e regionale (commi 645 e 646); il riconoscimento, a domanda, a titolo sperimentale e per un periodo di tre anni, di un esonero dell’80% della contribuzione previdenziale (ad eccezione dei premi INAIL) a carico dei datori di lavoro per i conducenti di veicoli destinati al trasporto di cose o di persone (comma 651). Si riducono le deduzioni forfetarie relative alle spese non documentate riconosciute agli autotrasportatori; a tal fine si stabilisce che esse spettino in un’unica misura (rispetto all’attuale distinzione tra trasporti regionali ed extra regionali) per i trasporti effettuati dall’imprenditore oltre il comune in cui ha sede l’impresa e nella misura del 35% di tale importo per i trasporti effettuati all’interno del comune (comma 652). Sotto il profilo regolamentare viene inoltre reintrodotto l’obbligo di esibire la prova documentale con riferimento alle attività di trasporto internazionale di merci, ossia di un qualunque documento di accompagnamento delle merci previsto dalla normativa interna o internazionale (di norma la lettera di vettura internazionale) (comma 653).   ******   6) Soppresse le presunzioni sulle partite Iva ? Il D.Lgs. n. 81/2015 (recante disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni – Jobs Act) ha abrogato anche l’art. 69-bis del D.Lgs. n. 276/2003 che conteneva le presunzioni sulle prestazioni lavorative rese da persona titolare di posizione fiscale ai fini Iva, introdotte dalla legge Fornero e che continuano ad applicarsi solo per i contratti già in atto al 25.06.2015. A tal fine, tuttavia, occorre considerare i profili di rischio insiti nelle previsioni dell’art. 2, del D.Lgs. n. 81/2015. Il D.Lgs. n. 81/2015 ha poi introdotto, a decorrere dal 1° gennaio 2016, nuovi tratti caratterizzanti, per delineare quando le collaborazioni coordinate e continuative non possono essere riconosciute genuinamente autonome, ma debbono essere disciplinate secondo le regole del lavoro subordinato. In particolare, l’art. 2 del D.Lgs. n. 81/2015 prevede dal 1° gennaio 2016 l'applicazione della disciplina del lavoro subordinato (sia dal punto di vista contributivo-fiscale sia contrattuale) per tutte le collaborazioni che si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative, e le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro (in base alla formulazione della norma, per determinare la riconducibilità al lavoro subordinato tali requisiti devono essere tutti presenti). Appare significativo il richiamo alle “modalità di esecuzione” delle prestazioni che nel lavoro autonomo non possono essere organizzate dal committente specie per quel che concerne i tempi e il luogo di lavoro. Quindi, l’organizzazione dei tempi e del luogo di lavoro che in passato era indice sintomatico della subordinazione, con le nuove disposizioni, se riscontrata, farebbe scattare le stesse tutele dei lavoratori subordinati. Le regole del contratto a “progetto” e, quindi, anche delle mini co.co.co. e delle collaborazioni con percettori di pensione di vecchiaia, sono venute meno. Le esclusioni dalle presunzioni La riconduzione al lavoro subordinato della collaborazione “organizzata” è esclusa per espressa previsione di legge soltanto in quattro specifici ambiti: - le collaborazioni per le quali gli accordi collettivi nazionali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale prevedono discipline specifiche riguardanti il trattamento economico e normativo (a tal proposito rileva la risposta del Ministero del Lavoro interpello n. 27/2015); - le collaborazioni prestate nell’esercizio di professioni intellettuali per le quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi professionali; - le attività prestate nell’esercizio della loro funzione dai componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società e dai partecipanti a collegi e commissioni; - le collaborazioni rese ai fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni. Abolizione del contratto di associazione in partecipazione con apporto di lavoro Non sono più possibili apporti, da parte dell’associato, di prestazioni di solo lavoro. L’art. 53 del decreto ha innovato la nozione di associazione in partecipazione modificando il secondo comma dell’art. 2549 c.c., e stabilendo che se l’associato è una persona fisica il suo apporto “non può consistere, nemmeno in parte, in una prestazione di lavoro”. Dunque in base alla nuova disciplina sono vietati i contratti di associazione in partecipazione nei quali l’apporto dell’associato persona fisica consista, in tutto o in parte, in una prestazione di lavoro mentre quelli in atto al 25.06.2015 sono fatti salvi fino alla loro cessazione”. Stabilizzazione di co.co.co. e partite Iva Infine, sempre a decorrere dal 1° gennaio 2016, sarà possibile per le parti già oggetto di un contratto collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, e per le partite Iva di giungere a una c.d. stabilizzazione del suddetto rapporto. In pratica, ricorrendo a una procedura conciliativa da completarsi nelle sedi protette (DTL, organizzazioni sindacali, commissioni di certificazioni), si dovrà poi procedere all’assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, potranno essere estinti gli illeciti amministrativi, contributivi e fiscali connessi con l’erronea qualificazione del pregresso rapporto di collaborazione. Il datore di lavoro, potrà tuttavia godere di tale beneficio a condizione:
  1. a) che i lavoratori interessati alle assunzione sottoscrivano, con riferimento a tutte le possibili pretese riguardanti la qualificazione del pregresso rapporto di lavoro, atti di conciliazione in una delle sedi di cui all'art. 2113 del c.c.;
  2. b) che nei dodici mesi successivi alle assunzioni lo stesso datore non receda dal rapporto di lavoro, salvo che per giusta causa ovvero per giustificato motivo soggettivo (quindi, non è consentito nei successivi 12 mese il recesso per motivi economici).
  ******   7) Confisca per equivalente: la Cassazione si sofferma sul rapporto tra persona fisica e persona giuridica Scatta il sequestro sui beni personali del presidente del Cda, accusato di evasione fiscale, quando la società indebitata con l’Erario è stata sottoposta alla procedura fallimentare. Ma non solo. La misura per equivalente è legittima nonostante l’ufficio abbia già emesso cartella esattoriale in quanto l’avvio della procedura amministrativa non configura un ne bis in idem. E’ quanto sancito dalla Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 1376 del 15 gennaio 2016, ha respinto il ricorso di un manager. Nel caso di specie, il ricorrente contestava la concreta sanzionabilità dell’ipotesi di reato a lui ascritta, deducendo la violazione dell’art. 4 del Protocollo n. 7 della Carta Europea dei Diritti dell’uomo e del relativo principio del “ne bis in idem” di cui all’art. 649 c.p.p. Si ricorda che il citato principio, concepito in origine con riguardo esclusivamente agli illeciti penali, è stato applicato dalla CEDU anche con riferimento al rapporto tra procedimento penale e procedimento amministrativo. O meglio, esso viene utilizzato con riferimento a quest’ultimo, laddove la sanzione che esso prevede abbia natura sostanzialmente penale. La Suprema Corte, sezione penale, ha chiarito che la confisca diretta del profitto di reato è possibile anche nei confronti di una persona giuridica per le violazioni fiscali commesse dal legale rappresentante o da altro organo della persona giuridica nell’interesse della società, quando il profitto o i beni direttamente riconducibili a tale profitto siano rimasti nella disponibilità della persona giuridica medesima. Si deve, invece, escludere la possibilità di procedere a confisca per equivalente di beni della persona giuridica per reati tributari commessi dal legale rappresentante, salva l’ipotesi in cui la persona giuridica stessa sia in concreto priva di autonomia e rappresenti solo uno schermo attraverso cui l’amministratore agisce come effettivo titolare. La giurisprudenza italiana si dimostra sempre più sensibile alle questioni sollevate a livello sovranazionale dalla Corte Europea dei Diritti dell’uomo (CEDU) e dalla Corte di Giustizia Ue. Così, il doppio binario penale-tributario continua a sollevare dibattiti. Le problematiche attengono, in generale, alla possibilità del cumulo tra le sanzioni previste a livello amministrativo e quelle comminate dal diritto penale.   ******   8) In arrivo il Jobs Act anche per i lavoratori autonomi Dopo il varo della Legge di Stabilità per il 2016 è adesso attesa l’approvazione di un altro provvedimento, meglio noto come il Jobs Act delle professioni. E si tratta di interessanti novità contenute nel disegno di legge del Governo, recante misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale. Se passerà il testo del DDL, saranno interamente deducibili entro il limite annuo di 10.000 euro le spese per la partecipazione a convegni, congressi e corsi di aggiornamento. Inoltre, anche i lavoratori autonomi avranno diritto agli interessi moratori in caso di ritardo nel pagamento nelle transazioni commerciali. Esteso il diritto al congedo parentale per un periodo massimo di sei mesi da fruire entro i tre anni di vita del bambino. Particolarmente innovativa è la previsione di una “moratoria contributiva” in caso di malattia grave. Dopo la riforma del rapporto di lavoro subordinato ad opera del Jobs Act il Governo propone, con disegno di legge, alcune misure volte a favorire il lavoro autonomo non imprenditoriale, vale a dire professionisti e lavoratori che senza vincolo di subordinazione e lavoro prevalentemente proprio compiono, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio (cod. civ. art. 2222). Interessi sui ritardi nei pagamenti Sono estese anche a questi lavoratori le disposizioni del Dlgs. n. 231/2002 che contiene le misure contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, pertanto avranno titolo anch’essi alla corresponsione degli interessi moratori sull'importo dovuto, salvo che il debitore dimostri che il ritardo nel pagamento del prezzo è stato determinato dall'impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile. Si considerano, inoltre, abusive a norma degli art. 33 e ss. del Codice del consumo di cui al D.Lgs. 6 settembre 2005, n. 206, e pertanto nulle o sono invece nulle, in quanto vessatorie o semplicemente presunte tali, le clausole contrattuali che determinino un eccessivo squilibrio a favore del committente. Diritti sulle invenzioni Al lavoratore autonomo spettano i diritti di utilizzo economico per le invenzioni e gli apporti originali nell’ambito dell’esecuzione del contratto, salvo che l’attività inventiva sia l’oggetto del contratto stesso. Rito processuale del lavoro Particolarmente significativa è l’estensione del rito del lavoro ai rapporti di lavoro autonomo, esclusi però i piccoli imprenditori artigiani e commercianti iscritti alla Camera di commercio. Deducibili le spese per la formazione Migliora la deducibilità delle spese sostenute dal professionista e dal lavoratore autonomo per la formazione. Viene in tal senso corretto l’articolo 54, comma 5 del TUIR. Attualmente tali spese sono deducibili dal reddito di lavoro autonomo nella misura del 50%. Se passerà il testo del disegno di legge in commento, le spese per la partecipazione a convegni, congressi e corsi di aggiornamento saranno interamente deducibili entro il limite annuo di 10.000 euro. Il testo novellato dell’articolo 54 TUIR, se la modifica normativa sarà definitivamente approvata, così dispone: “entro il limite annuo di 10.000 euro, le spese per l’iscrizione a master e a corsi di formazione o di aggiornamento professionale nonché le spese di iscrizione a convegni, congressi e simili sono integralmente deducibili”. In particolare, dovrebbero essere considerate integralmente deducibili anche le spese relative a prestazioni alberghiere e alla somministrazione di alimenti e bevande se inerenti, quindi collegate alla partecipazione degli eventi formativi di cui al periodo precedente (master, convegni, corsi di aggiornamento e simili). Tutela della maternità Con una modifica all’articolo 66 del Dlgs. n. 151/2001 si precisa che l’indennità di maternità è erogata dall’INPS alle lavoratrici autonome (artigiane ed esercenti attività commerciali, coltivatrici dirette, imprenditrici agricole, pescatrici) indipendentemente dalla effettiva astensione dal lavoro previa presentazione del certificato medico attestante la data di inizio della gravidanza e quella presunta del parto ovvero dell’interruzione della gravidanza spontanea o volontaria. Per le nascite dal 1° gennaio 2016 viene esteso ai lavoratori autonomi il diritto al congedo parentale per un periodo massimo di sei mesi da fruire entro i tre anni di vita del bambino. Moratoria contributiva in caso di malattia grave Particolarmente interessante ed innovativa è la previsione di una sorta di moratoria contributiva in caso di malattia grave. Viene in tal senso previsto che in caso di malattia che impedisca lo svolgimento dell’attività lavorativa per più di sessanta giorni, è sospeso il versamento degli oneri contributivi per la durata della malattia entro un massimo di due anni. I contributi sospesi potranno essere versati, al termine della malattia, in rate mensili per un periodo pari a tre volte quello di sospensione. Sicurezza sul lavoro Si estendono, infine, ai lavoratori autonomi, le norme in materia di sicurezza ed igiene del lavoro se la prestazione lavorativa si svolge nei luoghi di lavoro del committente nonché le disposizioni di tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.   ******   9) In crescita le entrate tributarie in Italia (oltre il 9%) L’andamento tendenziale delle entrate tributarie del periodo gennaio-novembre 2015 mostra una crescita sostenuta per l’Irlanda (+10%) e l’Italia (+9,2%). Sul sito del Dipartimento delle Finanze è disponibile il report delle entrate tributarie internazionali del periodo gennaio-novembre 2015, che fornisce l’analisi dell’andamento tendenziale del gettito tributario per i principali Paesi europei, sulla base delle informazioni diffuse con i “bollettini mensili” di Francia, Germania, Irlanda, Portogallo, Regno Unito e Spagna. (MEF, Comunicato Stampa N° 12 del 18/01/2016)   ******   10) CNDCEC - Transazione fiscale: dalla corte europea via libera a falcidia IVA Longobardi: "Decisione positiva che conferma l’attuabilità della nostra proposta". "Una decisione importante che conferma esplicitamente la posizione dei commercialisti in materia di transazione fiscale". E' questo il commento del presidente dei commercialisti italiani, Gerardo Longobardi, alle conclusioni presentate il 14 gennaio 2016 dall'Avvocato Generale della Corte Giustizia UE (Eleanor Sharpston) nella causa C-546/14 [Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale di Udine]. L'Avvocato Generale ha riconosciuto che i principi comunitari non precludono ad uno Stato membro di accettare un pagamento parziale del debito IVA da parte di un imprenditore in difficoltà finanziaria, nel corso di un concordato preventivo basato sulla liquidazione del suo patrimonio, a condizione che un esperto indipendente attesti che non si otterrebbe un pagamento maggiore di tale credito in caso di fallimento. Nelle scorse settimane, i commercialisti avevano formulato una proposta di riforma dell'istituto della transazione fiscale (art. 182-ter L.F.) - contenuta nel documento "Il contributo del CNDCEC alla riforma della crisi di impresa - Profili tributari" presentato alla Commissione Rordorf - che prevedeva proprio la possibilità di una "falcidia" del debito IVA. "Le conclusioni rassegnate dall'Avvocato generale - spiega Longobardi - rappresentano una novità estremamente significativa. Per anni la giurisprudenza domestica aveva negato agli imprenditori in crisi la possibilità di pagamenti parziali del debito IVA, motivando questo rifiuto proprio perché si sarebbe trattato di limitare la riscossione di risorse proprie dell’Unione Europea. L'esplicita presa di posizione assunta nei giorni scorsi dall’Avvocato generale fa chiarezza sulla materia e rafforza la fattibilità della nostra proposta che ci auguriamo a questo punto trovi a breve spazio in un provvedimento normativo". (CNDCEC, comunicato del 18 gennaio 2016)   ******   11) Enti locali: parere dell’organo di revisione sui bilanci 2016-2018 Il documento predisposto dal Consiglio nazionale in collaborazione con Ancrel Il Consiglio nazionale dei commercialisti, in collaborazione con Ancrel, ha redatto lo schema di Parere dell’organo di revisione sulla proposta di bilancio 2016 – 2018. Lo schema è predisposto nel rispetto della parte II dell’“Ordinamento finanziario e contabile del d.lgs.18/8/2000 n.267 (Tuel), dei principi contabili generali e del principio contabile applicato 4/2, allegati al d.lgs. 118/2011. Per il riferimento all’anno precedente, sottolinea il Consiglio nazionale, è stato indicato il rendiconto per l’anno 2015. Nel caso di formulazione prima della deliberazione del rendiconto, il riferimento deve essere sostituito con le previsioni definitive 2015. Lo schema tiene inoltre conto delle norme emanate fino al 31/12/2015 è verrà aggiornato nel caso di sostanziali modifiche della normativa relativa al bilancio di previsione. Nella presentazione dello schema, il Consiglio nazionale ricorda poi che, come indicato da Arconet, a decorrere dal 2016 gli enti territoriali, i loro organismi strumentali e i loro enti strumentali in contabilità finanziaria approvano il bilancio di previsione almeno triennale, secondo lo schema di cui all’allegato n. 9 al D.Lgs. n. 118/2011. Dal 2016 è inoltre soppressa la distinzione tra il bilancio annuale e il bilancio pluriennale e viene meno l’obbligo di predisporre bilanci e rendiconto secondo un doppio schema (conoscitivo e autorizzatorio). Resta invece fermo l’obbligo di predisporre il rendiconto della gestione secondo lo schema adottato nel 2014, affiancato dallo schema per missioni e programmi (con funzione conoscitiva). L’elaborazione del bilancio di previsione 2016-2018 per missioni e programmi con funzione autorizzatoria è favorita dalla riclassificazione dei capitoli e degli articoli del bilancio gestionale (regioni e enti regionali) e del PEG (enti locali) per missioni e programmi, effettuata l’anno precedente per consentire l’elaborazione del bilancio di previsione 2015-2017 con funzione conoscitiva. Il Consiglio nazionale ricorda anche che i capitoli/articoli, oltre che per missioni e programmi, devono essere riclassificati anche ai fini del piano dei conti finanziario (almeno al quarto livello), dal quale deriva anche la classificazione per categorie di entrata e per macroaggregati di spesa (secondo livello del piano dei conti finanziario), necessaria per l’elaborazione del rendiconto della gestione. Le riclassificazioni sono effettuate nel rispetto dell’articolo 7 del D.Lgs. n. 118/2011, che vieta l’adozione del criterio della prevalenza, salvi i casi in cui è espressamente consentito. Ove necessario, gli enti sono tenuti al cd. “spacchettamento” dei capitoli del bilancio gestionale o del PEG, al fine di garantire, in fase di gestione e di rendicontazione, una correlazione con rapporto di tipo 1:1 tra le voci del bilancio gestionale/PEG e le voci del piano dei conti finanziario di quarto livello. L’obbligo di ripartire la spesa per missioni e programmi senza applicare il criterio della prevalenza riguarda anche la spesa di personale”. (CNDCEC, comunicato del 18 gennaio 2016)   ******   12) Bonus occupazionale per gli assunti con Garanzia Giovani Il Ministero del Lavoro, con il Decreto direttoriale n. 385 del 24 novembre 2015, chiarisce alcune modalità per la fruizione dei vantaggi economici connessi alla assunzione attraverso il programma Garanzia Giovani, a termine (laddove previsto), a tempo indeterminato e con contratto di apprendistato professionalizzante. Il requisito del ” de minimis” non è’ richiesto (Regolamento n. 651/2014) se: - per i giovani di età compresa tra i 16 ed i 24 anni, se l’assunzione rappresenta un incremento occupazionale netto sulla media dei dipendenti degli ultimi 12 mesi: nel computo non rientrano coloro che si sono dimessi, coloro che sono andati in pensione, coloro che hanno visto il rapporto risolto durante il periodo di prova, coloro che sono stati licenziati per giusta causa e coloro che hanno visto il proprio rapporto trasformarsi, su base volontaria, a tempo parziale; - per i giovani di età compresa tra i 25 ed i 29 anni, oltre alle condizioni sopra riportate, se sono privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, se non posseggono un diploma di istruzione secondaria scolastica o formazione professionale regionale o sono senza occupazione regolarmente retribuita da almeno 2 anni dalla cessazione della formazione professionale. L’esenzione viene, altresì, riconosciuta nei casi in cui il rapporto di disoccupazione tra uno o è donna, in quello specifico settore, sia pari almeno al 25%. Nella Regione Campania l’incentivo viene riconosciuto per le assunzioni effettuate dal 13 ottobre 2013. Tali incentivi ti sono riconosciuti nei limiti dei finanziamenti riconosciuti alle singole Regioni, riportati nella tabella allegata al decreto. Pubblicata la circolare con l’aggiornamento del contributo per il gli iscritti al Fondo di previdenza del clero secolare e dei ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica.   ******   13) Iscritti al Fondo di previdenza: circolare INPS E’ stata pubblicata una circolare per gli iscritti al Fondo di previdenza del clero secolare e dei ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica. La circolare INPS n. 6 del 15 gennaio 2016 ridetermina ai sensi dell’art. 20 della legge 22 dicembre 1973, n. 903, l’aggiornamento del contributo dovuto per l’anno 2014, dà le indicazioni su pagamenti con modalità MAV, disposizioni su come eseguire i pagamenti cumulativi e i bonifici sulla contabilità speciale della Sede di Terni e sul conto bancario della Sede. Sono inoltre presenti precisazioni su rimborsi, adempimenti cumulativi, la decorrenza dell’obbligo contributivo e per quanto riguarda i periodi pregressi il recupero delle differenze versate. Contiene e riassume tutti gli adempimenti a cui sono tenute le Curie. (INPS, nota del 18 gennaio 2016)     ******   14) Credito d’imposta per la promozione della musica di nuovi talenti: pronto il codice tributo da indicare nel Modello F24 Disponibile il codice tributo per l’utilizzo in compensazione, tramite modello F24, del credito d’imposta per le imprese che investono in nuovi talenti musicali. Con la risoluzione n. 4/E del 18 gennaio 2016, infatti, l’Agenzia delle entrate istituisce il codice per permettere alle aziende produttrici di fonogrammi e videogrammi musicali e a quelle che producono e organizzano spettacoli di musica dal vivo di fruire dell’agevolazione prevista dal Dl 91/2013 per la promozione della musica di giovani artisti e compositori emergenti. In particolare, il credito d’imposta viene riconosciuto in relazione ai costi sostenuti per le attività di realizzazione e promozione di registrazioni fonografiche o videografiche musicali che siano opere prime o seconde di nuovi talenti. Con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 23 dicembre 2015 sono stati forniti modalità e termini di fruizione del credito. Il nuovo codice tributo è il seguente: - 6849 (Tax credit musica – Dm 2 dicembre 2014) Come utilizzare il codice Per usufruire del credito d’imposta, il codice tributo va riportato nella sezione “Erario” del modello di pagamento F24, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati” o, se il contribuente deve procedere al riversamento dell’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”. Nel campo “anno di riferimento”, invece, va inserito l’anno di concessione del credito, nel formato “AAAA”. Il bonus è utilizzabile esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate e spetta alle imprese esistenti almeno dal 1° gennaio 2012. Il testo della risoluzione è disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.it, all’interno della sezione “Normativa e prassi”.   Vincenzo D’Andò