Diario quotidiano del 18 gennaio 2016: tutti gli aggiornamenti sugli studi di settore; Inail: abolito il registro infortuni; ai medici serve proroga Sistema Tessera Sanitaria…

Pubblicato il 18 gennaio 2016



F24 credito d’imposta per la ristrutturazione degli alberghi; medici e odontoiatri: serve una proroga per la trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria; risarcimento al professionista se cliente recede anticipatamente; Inail: registro infortuni in soffitta; INAIL: autoliquidazione 2015/2016; studi di settore: consultabile online l’andamento pluriennale dei dati; rivalutazione dei beni delle imprese riaperta la possibilità; studi di settore 2016: online tutte le bozze dei modelli; mini sportello unico (MOSS) per le prestazioni digitali e documenti su altri temi fiscali
Indice: 1) Credito d’imposta per la ristrutturazione degli alberghi: definite le modalità per il modello F24 on line 2) Medici e odontoiatri: serve una proroga per la trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria 3) Niente risarcimento al professionista se cliente recede anticipatamente 4) Inail: registro infortuni in soffitta 6) INAIL: Autoliquidazione 2015/2016 – i servizi telematici 7) Studi di settore: consultabile online l’andamento pluriennale dei dati 8) Rivalutazione dei beni delle imprese: possibilità di rivalutare i beni d’impresa con la legge di Stabilità 2016 9) Studi di settore 2016: online tutte le bozze dei modelli 10) Mini sportello unico (MOSS) per le prestazioni digitali: circolare della Fondazione nazionale commercialisti, documenti su altri temi fiscali 11) Bilanci semplificati di piccole società e micro-imprese alla luce delle modifiche del D. Lgs. 139/2015: intervento della FNC 12) Modelli 730, Cu, 770, Dichiarazione Iva: pronti i modelli 2016 in versione definitiva  
  1) Credito d’imposta per la ristrutturazione degli alberghi: definite le modalità per il modello F24 on line L’Agenzia delle entrate, con il provvedimento n. 6743/2016 ha definito le modalità di utilizzo dell’agevolazione, in particolare ha definito le modalità e i termini per la fruizione del credito d’imposta per la ristrutturazione delle imprese alberghiere esistenti alla data del 1° gennaio 2012, disciplinato dall’art. 10 del D.L. 83/2014 e dal DM 7 maggio 2015. Il credito d’imposta a favore delle strutture ricettive alberghiere, introdotto dall’articolo 10 del Dl 83/2014, è fruibile esclusivamente in compensazione tramite F24 presentato attraverso i servizi telematici Entratel e Fisconline, messi a disposizione dall’Agenzia. In caso contrario il versamento viene scartato. Come è noto, il bonus destinato alle imprese esistenti al 1° gennaio 2012, è pari al 30% delle spese sostenute nel triennio 2014/2016, fino a un massimo di 200mila euro. Tra gli interventi agevolabili, quelli di ristrutturazione edilizia, abolizione delle barriere architettoniche e potenziamento dell’efficienza energetica. Il provvedimento stabilisce anche le fasi degli scambi tra Beni culturali e Amministrazione finanziaria, in modo che il credito venga utilizzato legittimamente e nei limiti dell’importo complessivamente attribuito, anche se utilizzato a più riprese. Il Mibac invia alle Entrate, per via telematica, l’elenco delle imprese beneficiarie e la somma riconosciuta a ciascuna di esse. Con le stesse modalità, entro 15 giorni dalla data in cui ne vengono a conoscenza, i Beni Culturali devono comunicare all’Amministrazione finanziaria gli eventuali cambiamenti che determinano la perdita o la riduzione del credito d’imposta o altra variazione rispetto a quanto trasmesso precedentemente. In questo caso, il modello F24 può essere presentato dal contribuente dal terzo giorno lavorativo successivo a tale comunicazione. Una volta ricevuto l’elenco, l’Agenzia delle entrate effettua controlli automatizzati per verificare la spettanza del credito e che l’importo compensato non superi il “budget” totale attribuito alla struttura alberghiera. Nel caso in cui si riscontrino irregolarità, il versamento viene scartato e l’interessato ne è informato tramite ricevuta reperibile sul sito internet dei servizi telematici dell’Agenzia.   ******   2) Medici e odontoiatri: serve una proroga per la trasmissione dei dati al Sistema Tessera Sanitaria Con una lettera inviata nei giorni scorsi al Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, la Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri ha chiesto formalmente al Governo di valutare l’opportunità di concedere uno slittamento del termine entro il quale deve essere effettuato l’invio, al Sistema Tessera Sanitaria, delle prestazioni sanitarie erogate nel 2015, utili per la precompilazione del 730/2016. Entro il 31 gennaio 2016, gli iscritti agli Albi dei medici chirurghi e degli odontoiatri devono trasmettere al Sistema tessera sanitaria le prestazioni sanitarie definite dal DM 31 luglio 2015, ai fini della predisposizione del modello 730/2016 precompilato. Per ogni fattura ovvero ricevuta emessa da ogni medico iscritto all’Albo, a seguito della presentazione della tessera sanitaria, devono essere inviate le informazioni sulle seguenti tipologie di prestazioni sanitarie: - spese per prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale esclusi gli interventi di chirurgia estetica; - visite mediche generiche e specialistiche o prestazioni diagnostiche e strumentali; - prestazioni chirurgiche, esclusa la chirurgia estetica; - interventi di chirurgia estetica ambulatoriali od ospedalieri; - certificazioni mediche; - altre spese sostenute dagli assistiti, non comprese nell’elenco precedente. Attraverso le credenziali per l’accesso al Sistema tessera sanitaria, il medico o l’odontoiatria potrà trasmettere le spese relative alle prestazioni erogate compilando la maschera che trova selezionando, dal menù a sinistra, l’opzione “Gestione dati di spesa 730” e poi, dal menù di destra, “Inserimento spese sanitarie”. Per procedere all’invio, il medico dovrà compilare i campi nel seguente modo: - Partita IVA: il numero di Partita IVA del medico; - Data di emissione: la data della fattura; - Dispositivo: occorre digitare semplicemente 1, qualora il medico non possieda un registratore di cassa; - Numero documento: indicare il numero della fattura; - Pagamento anticipato: inserire un flag sulla casella se il contribuente ha pagato prima dell’emissione della fattura; - Data pagamento: indicare la data del pagamento; - Codice fiscale: il numero di codice fiscale del paziente; - Tipo di spesa: occorre selezionare il codice spesa, come dalla legenda che compare sotto la maschera. Per i medici e gli odontoiatri il codice spesa sicuramente più frequente sarà SR, relativo alle visite specialistiche; - Importo: indicare l’importo della fattura, comprensivo di due decimali. Infine, è necessario cliccare su “Aggiungi”e poi su “Conferma”. L’operazione va ripetuta per ogni fattura. Per ogni inserimento, il sistema restituisce una ricevuta che conferma il corretto invio dei dati. Il medico può delegare un soggetto terzo all’invio dei dati di spesa sanitaria. Per conferire la delega il medico deve collegarsi alla sua area riservata di Sistema TS attraverso le credenziali in suo possesso e con un’apposita funzione di “Gestione deleghe” indicare la scelta del soggetto terzo. Tale scelta deve essere corredata di alcune informazioni relative al soggetto terzo individuato. In particolare il Sistema TS verificherà che: - il soggetto indicato disponga di un’abilitazione valida come intermediario fiscale (soggetto abilitato ad Entratel); - esista una corretta corrispondenza tra indirizzo PEC del soggetto terzo così come fornito dal medico e il relativo codice fiscale indicato. L’Agenzia delle Entrate ha reso noto che, per dare immediata soluzione all’esigenza da più parti segnalata di poter delegare alla trasmissione dei dati sanitari anche soggetti abilitati al sistema Entratel che non dispongono di una PEC contenuta nell’archivio INI-PEC, è stata apportata una specifica funzionalità al Sistema TS, che consente tale possibilità ai fini dell’invio dei dati relativi all’anno 2015 e che é operativa dal 16 gennaio 2016. Alla verifica con esito positivo di entrambi i controlli, il Sistema TS invia all’indirizzo di posta certificata del soggetto terzo un link per il perfezionamento del processo di delega. In tale fase, il soggetto terzo in qualità di delegato, nell’accettare la delega, garantisce il rispetto degli standard previsti dall’art. 3 comma 3 del DLgs. 175/2014 e riceve automaticamente dal Sistema TS la notifica di abilitazione alla trasmissione dei dati di spesa sanitaria per conto del medico (delegante). Il Sistema TS, a fronte del perfezionamento del procedimento, inoltra la notifica di abilitazione alla RGS (Ragioneria Generale dello Stato) e al medico delegante.   ******   3) Niente risarcimento al professionista se cliente recede anticipatamente Recesso possibile anche se il contratto d’opera professionale ha un termine. Secondo la Suprema la facoltà di recesso deve essere verificata alla luce del contenuto del regolamento contrattuale. Nel contratto di prestazione d’opera intellettuale, l’apposizione di un termine di durata del rapporto non implica di per sé la rinuncia alla facoltà di recesso ad nutum prevista a favore del cliente, ex art. 2237 c.c., dovendo, invece, il giudice valutare in concreto, in base al contenuto del regolamento negoziale, la volontà dei contraenti in tal senso. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 469 del 14 gennaio 2016. Il contratto di prestazione d’opera professionale, che si fonda sulla natura fiduciaria del rapporto ed è caratterizzato dall’intuitus personae, l’art 2237 comma 1 c.c., consente al cliente la facoltà del recesso ad nutum, mentre al prestatore è consentito il recesso soltanto per giusta causa. Le parti possono pattuire la previsione di un termine di durata del rapporto (in quanto non vi è alcuna norma che lo vieti), nonché la deroga alla facoltà di recesso ad nutum del cliente. Alla luce di ciò, si è posto il problema se la semplice previsione di una durata convenzionale del contratto di prestazione d’opera professionale implichi la rinuncia alla facoltà di recesso da parte del cliente. Il giudice supremo si è dimostrato negatico, osservando come, con la previsione di una durata convenzionale, le parti intendano limitarsi a fissare la durata massima del rapporto, ritenendo quest’ultimo suscettibile di anticipato scioglimento per effetto del recesso ad nutum da parte del cliente. Il particolare, la Corte ritiene che il recesso ad nutum sia configurabile in tutti i contratti in cui il rapporto si fonda sulla fiducia tra le parti, assunto che questi sono rapporti con una scadenza determinata dal compimento dell’opera. Inoltre, l’art. 2237 c.c. non contiene alcun elemento che possa indurre a ritenere che la facoltà di recesso non possa operare anche per i contratti a tempo determinato, non ravvisandosi alcuna limitazione ai rapporti a tempo indeterminato.   ******   4) Inail: registro infortuni in soffitta Inail, definitivamente abrogato il registro infortuni, con la circolare Inail n. 92 del 23 dicembre 2015, l’Istituto ha messo in risalto l’avvenuta abolizione del registro infortuni con decorrenza dal 23 dicembre 2015 ed il rilascio del servizio telematico "Cruscotto infortuni" ad uso esclusivo del personale ispettivo. Come noto, l’articolo 21, comma 4, del Decreto Legislativo n. 151/2015 ha abolito l’obbligo della tenuta del registro infortuni, nonchè dell’applicazione delle relative disposizioni sanzionatorie, a decorrere dal 23 dicembre 2015 (novantesimo giorno successivo all’entrata in vigore del Decreto stesso, ovvero al 24 settembre 2015). Tale soppressione, dunque, rientrante in una logica di semplificazione degli adempimenti complessivi a carico del datore di lavoro, è stata anticipata rispetto alla previsione contenuta nell’articolo 53, comma 6, del Decreto Legislativo n. 81/2008, peraltro connessa all’emanazione di un apposito decreto ministeriale recante la disciplina del Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP). Nulla è mutato, invece, rispetto all’obbligo del datore di lavoro di denunciare all’Inail gli infortuni occorsi ai dipendenti prestatori d’opera (art. 53, D.P.R. n. 1124/1965). Vista l’abolizione del citato registro, l’Inail ha realizzato un “Cruscotto” nel quale sarà possibile consultare gli infortuni occorsi a partire dal 23 dicembre 2015 ai dipendenti prestatori d’opera e denunciati dal datore di lavoro all’Inail stesso, al fine di offrire agli organi preposti all’attività di vigilanza uno strumento alternativo in grado di fornire dati ed informazioni utili ad orientare l’azione ispettiva. Chiaramente, gli infortuni avvenuti in data precedente a quella del 23 dicembre 2015 saranno consultabili nel Registro infortuni abolito. Il cruscotto è accessibile ai soli organi di vigilanza nell’area dei servizi online del sito ufficiale dell’Inail (www.inail.it) tramite l’inserimento delle credenziali in possesso degli organi stessi.   ******   6) INAIL: Autoliquidazione 2015/2016 – i servizi telematici L’Inail ha pubblicato l’istruzione operativa n. 380 del 13 gennaio 2016, con la quale informa che dal 13 gennaio 2016 sono disponibili, nella pagina Servizi Online del sito www.inail.it, i servizi telematici correlati all’autoliquidazione 2015/2016: AL.P.I. Online Invio telematico dichiarazione salari Riduzione presunto La procedura “VSAL utente 2016” sarà disponibile a partire dal 18 gennaio 2016. Nel sito sono stati inoltre pubblicati la Guida all’autoliquidazione 2015/2016, la nota di istruzioni: “Autoliquidazione 2015/2016” e i manuali utente aggiornati di AL.P.I. Online (questi ultimi in Servizi Online – Istruzioni e manuali). Per il settore navigazione i Servizi web sono disponibili già dal 5 gennaio 2016. Nel sito www.inail.it è, altresì, pubblicata la relativa nota di istruzioni: “Autoliquidazione del premio 2015/2016”.   ******   7) Studi di settore: consultabile online l’andamento pluriennale dei dati Sono sempre più ricche di dati le informazioni che l’Agenzia condivide con i contribuenti che rientrano negli studi di settore. Infatti è ora possibile consultare online, tramite il Cassetto fiscale, l’intero prospetto riepilogativo contenente le informazioni essenziali degli studi di settore presentati in periodi d’imposta precedenti, in particolare dal 2009 al 2013. La novità segue l’invio degli alert con cui le Entrate invitavano i contribuenti a consultare il Cassetto fiscale per prendere visione delle comunicazioni di anomalia e quindi porvi rimedio, ricorrendo all'istituto del ravvedimento o semplicemente chiarendo la rispettiva posizione, ed al ricalcolo degli studi di settore presentati effettuato sulla base dell'ultima versione di GERICO pubblicata sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate. La new-entry, il prospetto pluriennale studi di settore Si tratta di una nuova funzionalità che consentirà al contribuente di passare in rassegna, per il quinquennio 2009-2013, i principali dati dichiarativi relativi agli studi di settore applicati e quindi inviati anno per anno. In pratica, grazie a questa innovativa forma di comunicazione e di condivisione dei dati tra fisco e contribuenti, quest’ultimi possono, in caso, regolarizzare errori o omissioni eventualmente commesse. In questo caso, infatti, le informazioni messe a disposizione con il prospetto riepilogativo studi di settore sono estratte dai modelli acquisiti negli archivi e già consultabili nel Cassetto fiscale per le annualità d’imposta lavorate. I dati così forniti consentono di analizzare l’andamento nel tempo di alcune voci caratteristiche dell’attività svolta e, al contempo, verificare l’eventuale presenza di anomalie nei dati dichiarati, per esempio tra le “rimanenze finali” di un anno e le “esistenze iniziali” di quello successivo. Prospetto a due vie Il prospetto su base pluriennale dell’andamento dei dati dichiarativi relativi agli studi di settore può presentarsi in due distinte versioni: quella relativa all’attività d’impresa o al lavoro autonomo. Nel caso in cui risultino presentati studi di settore relativi ad entrambe le attività, di lavoro autonomo o d’impresa, saranno consultabili due distinti prospetti. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 5 del 15 gennaio 2016)   ******   8) Rivalutazione dei beni delle imprese: possibilità di rivalutare i beni d’impresa con la legge di Stabilità 2016 La Legge di Stabilità 2016 (Legge 208/2015) ha disposto una nuova rivalutazione dei beni d’impresa, da eseguirsi nel bilancio 2015, che riprende quella disciplinata dai commi 140 e seguenti, dell’articolo 1, Legge 147/2013 (Stabilità 2014). La rivalutazione va effettuata nel bilancio 2015 e deve riguardare tutti i beni risultanti dal bilancio al 31.12.2014 appartenenti alla stessa categoria omogenea. A soli due anni dalla precedente rivalutazione (Legge di Stabilità 2014), la norma rischia però di avere scarso interesse, poiché non potrà essere effettuata solo civilisticamente e che, quindi, si dovrà accompagnare al versamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’Irap la cui misura appare troppo elevata: 16% per i beni ammortizzabili e 12% per quelli non ammortizzabili. Beni che possono essere rivalutati Possono essere rivalutati: - i beni materiali e immateriali, con esclusione di quelli alla cui produzione o scambio è diretta l’attività dell’impresa; - le partecipazioni in società controllate e collegate che rappresentano immobilizzazioni finanziarie. I beni rivalutabili devono risultare dal bilancio dell’esercizio in corso al 31.12.2014, appartenenti alla stessa categoria omogenea, ed effettuata nel bilancio al 31.12.2015. Imposta sostitutiva Al fine di ottenere il riconoscimento fiscale dei valori rivalutati degli beni appartenenti all’impresa, ancorché con effetti differiti, l’imposta sostitutiva dell’Irpef dell’Ires, dell’Irap e delle eventuali addizionali, deve essere versata nella misura del 16%, per i beni ammortizzabili, e del 12%, per i beni non ammortizzabili. I requisiti di appartenenza alla specifica categoria omogenea vanno verificati alla data di chiusura del bilancio nel quale la rivalutazione è eseguita (31 dicembre 2015), i beni devono essere ininterrottamente collocati tra le immobilizzazioni materiali nel bilancio in cui viene eseguita la rivalutazione e in quello precedente e si rende necessario avere presente cosa ricomprende la categoria concernente, per esempio, gli immobili non ammortizzabili e quella relativa agli immobili ammortizzabili. Le imposte sostitutive dovute per il riconoscimento della rivalutazione vanno versate in unica soluzione senza interessi, entro il termine previsto per il saldo delle imposte sui redditi 2015 (16 giugno/16 luglio 2016). Effetti fiscali della nuova rivalutazione Il riconoscimento fiscale, ai fini delle imposte sui redditi (Ires e Irpef) e dell’Irap, ha effetto a decorrere dal terzo esercizio successivo a quello in cui la rivalutazione è stata eseguita (per i soggetti con esercizio sociale coincidente con l’anno solare a decorrere dal 2018). Con riferimento alla determinazione delle quote degli ammortamenti, il problema emergente concerne l’operatività negli esercizi subito successivi alla rivalutazione (2016/2017), nel caso naturalmente di società con esercizio coincidente con l’anno solare, in relazione alla presenza di un vero e proprio doppio binario (civilistico e fiscale). Affrancamento della riserva di rivalutazione La Stabilità 2016 concede, però, una facoltà al contribuente disponendo che il saldo attivo, derivante dalla rivalutazione, può essere anch’esso affrancato (per cui “liberato”) mediante il versamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef, dell’Ires, dell’Irap e delle eventuali addizionali, nella misura pari al 10% e nelle modalità già indicate al paragrafo riguardante la determinazione e modalità di versamento della sostitutiva. In tal caso, il saldo attivo della rivalutazione risulterà fiscalmente affrancato e liberamente distribuibile ai soci, dovendo parificare lo stesso ad una riserva di utili già tassata in capo al soggetto che ha prodotto detti utili, con la sola conseguenza che l’attribuzione ai soci comporterà l’applicazione delle regole ordinarie disposte per l’attribuzione dei dividendi. L’imposta sostitutiva per l’eventuale affrancamento della riserva deve essere versata in unica soluzione senza interessi, entro il termine previsto per il saldo delle imposte sui redditi (16 giugno/16 luglio 2016). Alcune considerazioni La norma sulla rivalutazione va raffrontata ad alcune ulteriori previsioni recate dalla stessa legge di stabilità. Infatti, anche la futura riduzione dell’aliquota dell’Ires, potrebbe rendere meno appetibile una rivalutazione dei beni dell’impresa secondo le regole stabilite. Inoltre, da tenere presente che l’eventuale beneficio sulla rivalutazione non potrà essere collegato alla norma sul cd. “super-ammortamento” (140% del costo di acquisizione dei beni), poiché tale ultima misura riguarda gli investimenti effettuati a decorrere dal 15 ottobre 2015 mentre i beni rivalutabili devono risultare dal bilancio in corso al 31 dicembre 2014.   ******   9) Studi di settore 2016: online tutte le bozze dei modelli Disponibili, sul sito dell’Agenzia www.agenziaentrate.it, le versioni provvisorie di tutti i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore 2016. Anche quest’anno le bozze si riferiscono a 204 studi: - 51 relativi ad attività economiche del settore delle manifatture - 60 relativi ad attività economiche del settore dei servizi - 24 relativi ad attività professionali - 69 relativi ad attività economiche del settore del commercio. Le bozze sono aggiornate con le informazioni relative ai correttivi crisi, individuate sulla base della relativa metodologia presentata alla Commissione degli esperti lo scorso 2 dicembre 2015 e con le informazioni necessarie per gestire i “super-ammortamenti” introdotti dalla Legge di stabilità per il 2016. Le versioni non definitive dei modelli sono disponibili sul sito delle Entrate, seguendo questo percorso: Home> Cosa devi fare> Dichiarare>Studi di settore e parametri>Studi di settore> Bozze Modelli e istruzioni 2016. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 6 del 15 gennaio 2016)   ******   10) Mini sportello unico (MOSS) per le prestazioni digitali: circolare della Fondazione nazionale commercialisti, documenti su altri temi fiscali Dal 1° gennaio 2015, i servizi di commercio elettronico, telecomunicazione e teleradiodiffusione (i c.d. TTE) resi a privati consumatori finali (il c.d. B2C) sono rilevanti IVA nel Paese di stabilimento del committente. A partire dalla cennata data, pertanto, il prestatore deve applicare l’IVA su detti servizi in funzione delle regole vigenti nel Paese di stabilimento del committente. I soggetti passivi interessati, per evitare le complicazioni derivanti dall’esigenza di aprire posizioni IVA in tutti gli Stati membri nei quali risiede la propria clientela privata possono aderire ad un "regime speciale", denominato MOSS (Mini One Stop Shop), grazie al quale gli obblighi IVA vengono assolti nel Paese del prestatore, utilizzando un apposito portale della propria Amministrazione finanziaria. La circolare della Fondazione nazionale dei commercialisti pubblicata il 15 gennaio 2016 offre un’attenta panoramica sia delle novità introdotte, nella normativa comunitaria e nazionale, in ordine ai criteri di territorialità delle prestazioni di servizi TTE, sia le modalità di esercizio dell’opzione per l’applicazione del regime MOSS. Codice etico nelle organizzazioni Pubblicato nella sezione Documenti del sito internet della FNC. L’adozione di un “Codice Etico” rappresenta una prima risposta, da parte di un’organizzazione , all’esigenza di dare una dimensione etica e responsabile alla propria attività ed è il punto di partenza per costruire una strategia operativa ispirata ai valori della funzione sociale dell’impresa. Ma il tema non resta solo in ambito accademico-professionale, poiché anche i Regolatori internazionali e locali stanno sempre più adeguando le loro scelte in questa direzione. In tale contesto i professionisti dotati di una solida cultura aziendale, come noi commercialisti, sono e saranno, sempre più spesso, chiamati ad assistere le imprese in uno dei primi passi da intraprendere per “mettere la prima pietra”: la stesura e l’adozione di un Codice Etico. Incentivi per giovani e donne: riapre la misura "autoimprenditorialità" ex D. Lgs. 185/2000, Titolo I Dopo mesi di attesa sono state finalmente riattivate le agevolazioni a valere sul Titolo I, D.Lgs. 185/2000. Circa 50 milioni sono stati messi a disposizione da parte di Invitalia per la concessione di finanziamenti a tasso zero a favore di imprese in fase di start up o da costituire, composte in prevalenza da giovani e donne. L'elemento cardine su cui si basa il processo valutativo è rappresentato dal piano d'impresa, all'interno del quale il proponente dovrà riuscire a dimostrare l'effettiva fattibilità del progetto in relazione alle potenzialità del prodotto/servizio, alle condizioni del mercato e alla sostenibilità economico-finanziaria. Pubblicato dalla FNC nella sezione documenti. Check list regime forfettario Infine, la FNC ha pubblicato sul proprio sito web uno strumento operativo di controllo a supporto dell’attività svolta dai collaboratori negli studi professionali.   ******   11) Bilanci semplificati di piccole società e micro-imprese alla luce delle modifiche del D. Lgs. 139/2015: intervento della FNC Il decreto bilanci ha introdotto a livello contabile, mantenendo la categoria delle piccole società, anche la nuova categoria delle micro-imprese, oltre ad innovare significativamente molta della normativa del codice civile in materia di redazione del bilancio di esercizio. Le nuove disposizioni sono entrate in vigore a partire dai bilanci degli esercizi che hanno inizio a partire dal 1° gennaio 2016. Il decreto implementa a livello nazionale la direttiva 2013/34/UE. Il cambiamento è da considerarsi epocale, poiché il nuovo impianto sostituisce in toto le “vecchie” direttive, non limitandosi a rettificare alcuni specifici aspetti. A tal fine, è stato pubblicato un documento della FNC il 15 gennaio 2016. Controllo dei revisori e dei sindaci di società: elementi di convergenza e distinzione nelle sfere di intervento nelle nuove norme di comportamento del collegio sindacale La materia del controllo di società in questi anni ha conosciuto incisivi interventi di modifica. Pubblicato documento della FNC il 15 gennaio 2016. L'attuale quadro generale normativo mette in luce che il legislatore continua a scommettere sul collegio sindacale, nonostante da alcune parti si faccia forte pressione contraria. Nell’ambito di tale prospettiva e a proposito di interferenze con la revisione legale, si può allora sostenere che il collegio sindacale, anche a seguito della nuova disciplina della revisione legale di cui al d.lgs. n. 39/2010, è posto al vertice del sistema dei controlli svolti nella società, rispetto alla quale il revisore è mero interlocutore esterno.   ******   12) Modelli 730, Cu, 770, Dichiarazione Iva: pronti i modelli 2016 in versione definitiva Sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle entrate i modelli 2016 delle dichiarazioni 730, Iva, 770 e Certificazione Unica, corredati dalle relative istruzioni. Tra le principali novità, guadagna spazio la cultura nel 730 con l’esordio in dichiarazione del due per mille per le associazioni culturali, 770 più snello grazie alla riduzione dei dati da inserire per i sostituti d’imposta e new-entry dello split payment nel modello Iva. 730/2016: spazio alla cultura Con l’ultima versione del modello 730 sarà possibile inviare la comunicazione dell’amministratore di condominio compilando il nuovo quadro K, senza dover presentare il quadro AC del modello Unico Persone Fisiche, Inoltre, è stata prevista la possibilità di destinare il due per mille dell’Irpef a favore di un’associazione culturale iscritta in un apposito elenco istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Le novità della Certificazione Unica La nuova Certificazione Unica, che certifica i redditi da lavoro dipendente e da pensione da parte dei sostituti d’imposta, fornirà all’Agenzia delle Entrate più informazioni rispetto all’anno scorso. Ciò si tradurrà in una semplificazione per i sostituti d’imposta, in quanto saranno sensibilmente ridotti i dati da inserire nel modello 770 Semplificato. Per permettere all’Agenzia di predisporre le informazioni del 730 in modo più accurato, i sostituti potranno inserire nelle Cu il codice fiscale del coniuge comunicato dai propri dipendenti anche se non fiscalmente a carico. Modelli Iva, cosa c’è di nuovo I modelli Iva/2016 si adeguano alle ultime novità normative della disciplina dell’imposta sul valore aggiunto. Trovano, infatti, spazio nei nuovi modelli: le operazioni relative al comparto edile e ai settori connessi, oltre alle operazioni del settore energetico per le quali dal 1° gennaio 2015 è previsto l’obbligo di assolvimento dell’Iva da parte dell’acquirente; lo split payment, con righi specifici previsti per esporre le operazioni effettuate nei confronti delle Pubbliche amministrazioni che sono tenute a versare direttamente all’erario l’Iva addebitata dai loro fornitori; infine il nuovo quadro VI, che deve essere compilato dai contribuenti che effettuano operazioni non imponibili nei confronti di esportatori abituali per esporre i dati contenuti nelle dichiarazioni di intento ricevute. Pronti anche 770 ordinario e semplificato Disponibile dal 15 gennaio 2016, inoltre, il modello 770/2016 ordinario, che deve essere utilizzato dai sostituti d’imposta, dagli intermediari e dagli altri soggetti che intervengono in operazioni fiscalmente rilevanti, tenuti a comunicare i dati relativi alle ritenute operate su dividendi, proventi da partecipazione, redditi di capitale erogati nell’anno 2015 o operazioni di natura finanziaria effettuate nello stesso periodo, le compensazioni operate ed i crediti d’imposta utilizzati. Poiché il 31 luglio 2016 è festivo, il 770 ordinario dovrà essere trasmesso telematicamente entro il 1° agosto. Ufficialmente disponibile anche il modello 770 Semplificato, che deve essere utilizzato dai sostituti d’imposta per comunicare in via telematica all’Agenzia delle entrate i dati fiscali di riepilogo relativi alle ritenute operate nell’anno 2015, i relativi versamenti e le eventuali compensazioni effettuate nonché il riepilogo dei crediti. Anche in questo caso, il termine per la trasmissione telematica è fissato al 1° agosto. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 7 del 15 gennaio 2016)   Vincenzo D’Andò