Lotta all’evasione: dalla Legge di Stabilità 2016 nuove “armi” per l’Agenzia delle Entrate

  1. Premessa.

La lotta all’evasione costituisce, da sempre, per il Policy Maker un cavallo di battaglia su cui poggiano intere manovre di bilancio e spesso la credibilità delle politiche di governo. Attori principali in questa impari lotta sono, come noto, l’Agenzia delle Entrate ed il Corpo della Guardia di Finanza.

È pacifico che per il contrasto all’evasione fiscale si combatta su più fronti, ognuno con le proprie “armi” a disposizione. È altrettanti vero che per rendere ancora più efficace l’azione di contrasto tra i vari attori presenti sul campo risulta fondamentale l’attività di coordinamento.

Per ciò che concerne l’IVA, la prima forma di coordinamento viene normativamente prevista dall’articolo 63 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, recante “Istituzione e disciplina dell’imposta sul valore aggiunto”. In particolare, il comma 2 del predetto articolo così statuisce: “Ai fini del necessario coordinamento dell’azione della guardia di finanza con quella degli uffici finanziari saranno presi accordi, periodicamente e nei casi in cui si debba procedere ad indagini sistematiche, tra la Direzione generale delle tasse e delle imposte indirette sugli affari e il Comando generale della guardia di finanza e, nell’ambito delle singole circoscrizioni, fra i capi degli ispettorati e degli uffici e i comandi territoriali”.

Relativamente alle imposte dirette, il coordinamento è stato disciplinato dall’articolo 33 del D.P.R.29 settembre 1973, n. 600, recante “Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi”. In questo caso però, il comma 4 del predetto articolo si limita a riportare tal quale il testo descritto nel citato articolo 63, comma 2, D.P.R. n. 633/72.

Va sottolineato inoltre che, sul piano strettamente operativo, le due amministrazioni interessate, a livello centrale, pongono in essere la relativa azione di coordinamento anche attraverso una settoriale divisioni dei soggetti destinatari degli accertamenti di natura fiscale, onde evitare duplicazioni ed interferenze.

Sicuramente di forte interesse, per l’azione di contrasto alle frodi in materia di iva nazionale e comunitaria, risulta il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione Tributaria” il quale, all’articolo 83, commi 5 e 6, ha previsto una struttura di coordinamento tra l’Agenzia delle Entrate, l’Agenzia delle Dogane (oggi Dogane e Monopoli) e la Guardia di Finanza.

In particolare il comma 5 così prescrive:

Ai fini di una più efficace prevenzione e repressione dei fenomeni di frode in materia di IVA nazionale e comunitaria l’Agenzia delle entrate, l’Agenzia delle dogane e la Guardia di finanza incrementano la capacità operativa destinata a tali attività anche orientando appositamente loro funzioni o strutture al fine di assicurare:

  • a) l’analisi dei fenomeni e l’individuazione di specifici ambiti di indagine;

  • b) la definizione di apposite metodologie di contrasto;

  • c) la realizzazione di specifici piani di prevenzione e contrasto dei fenomeni medesimi;

  • d) il monitoraggio dell’efficacia delle azioni poste in essere”.

Per garantire il coordinamento operativo tra i soggetti operanti, la normativa prescrive un costante scambio informativo anche allo scopo di consentire la tempestiva emissione degli atti di accertamento e l’adozione di eventuali misure cautelari.

Attraverso quest’azione di coordinamento, sarà posta particolare attenzione, tra l’altro, a specifici meccanismi di frode, tra cui:

  • le indebite compensazioni;

  • l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti;

  • i fenomeni di illecito fiscale internazionale, realizzato mediante l’allocazione fittizia all’estero della residenza fiscale;

  • l’illecito trasferimento e/o la detenzione…

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