Le chance di deflazione del contenzione entro il 31 dicembre

di Luca Bianchi Roberto Pasquini

Pubblicato il 24 dicembre 2015



entro il prossimo 31 dicembre scadono alcune importanti chance di riduzione delle sanzione tributarie, possibili attraverso l'adesione agli istituti deflattivi del contenzioso: acquiescenza rafforzata, definizione Pvc ed inviti a comparire, ravvedimento operoso a regime: attenzione a non perdere la scadenza!!
L’art. 1, commi 634-640, della L. 190 del 23 dicembre 2014, nel modificare in maniera incisiva l’istituto del ravvedimento operoso di cui all’art.13, del D.Lgs.n.472/97, ha previsto che:
  • le norme di cui agli artt.5, commi da 1-bis a 1-quinquies, e 11, comma 1-bis, D.Lgs. n. 218/1997 (definizione inviti a comparire), continuano ad applicarsi agli inviti al contraddittorio in materia di imposte sui redditi, imposta sul valore aggiunto e altre imposte indirette, notificati entro il 31 dicembre 20151;
  • le norme di cui all’art. 5-bis dello stesso decreto legislativo (definizione p.v.c.) continuano ad applicarsi ai processi verbali di constatazione in materia di imposte sui redditi e di imposta sul valore aggiunto consegnati entro il 31 dicembre 2015;
  • la norma di cui all’art. 15, comma 2-bis, del D.Lgs. n. 218/97 (acquiescenza rafforzata), viene abrogata a decorrere dal 1° gennaio 2016.
  Il legislatore, pertanto, nel cambiare il volto al ravvedimento operoso a regime, consente fino a tutto il 31 dicembre 2015 di avvalersi dei vecchi istituti, che per effetto delle norme che li regolano, possono essere utilizzati ancora nei primi mesi del 2016. In breve schede di analisi evidenziamo ai lettori le diveser opportunità che si presentano.

LA DEFINIZIONE DEL P.V.C.

L’art. 83, comma 18, del D.L. n. 112/2008, conv. in L. 6 agosto 2008, n. 133, ha inserito nel D.Lgs. n. 218/1997 l’art. 5-bis, titolato “Adesione ai verbali di constatazione”, norma che concede una riduzione delle sanzioni (1/6), in cambio della totale acquiescenza ai rilievi mossi dagli organi verbalizzanti, entro 30 giorni dalla consegna del p.v.c. Entro i 60 giorni successivi alla comunicazione, l'Ufficio delle entrate notifica al contribuente l'atto di definizione dell'accertamento parziale.

In pratica, il pvc consegnato, per esempio, il prossimo 31 dicembre 2015, potrà essere definito entro i successivi 30 giorni, cui seguiranno ulteriori 60 giorni per la notifica dell’atto di accertamento parziale.

Ricordiamo che l’efficacia dell’atto è svincolata dal relativo pagamento, che resta subordinata al solo invio tempestivo della comunicazione.

LA DEFINIZIONE DEGLI INVITI A COMPARIRE

Il comma 1-bis dell’articolo 5 del D.Lgs. n. 218 del 1997, così come il comma 1-bis, dell’art.11, del citato D.Lgs.n.218/97, stabilisce che ai contenuti dell’invito a comparire il contribuente può prestare adesione mediante comunicazione al competente Ufficio e versamento delle somme dovute entro il 15' giorno antecedente la data fissata per la comparizione (sanzioni ad 1/6).

Per consentire al contribuente di effettuare gli adempimenti necessari al perfezionamento della adesione, è necessario che l’invito a comparire sia recapitato al contribuente almeno 45 giorni prima della data fissata per il contraddittorio.

Pertanto, la definizione può estendersi al 2016, qualora, per esempio, l’invito notificato entro il 31 dicembre 2015, può aver fissato il contraddittorio a fine gennaio 2016.

Alla comunicazione di adesione, che deve contenere, in caso di pagamento rateale, l’indicazione del numero delle rate prescelte, deve essere unita la quietanza dell’avvenuto pagamento della prima o unica rata.

L’ACQUIESCENZA RAFFORZATA

Ai sensi dell’art. 15, c. 2-bis, del D.Lgs. n. 218/97, gli avvisi di accertamento, non preceduti da invito a comparire ovvero da un pvc definibile possono essere definiti con il pagamento delle sanzioni ad 1/6 invece che ad 1/3. Detta norma vine meno a far data dall'1 gennaio 2016. Pertanto, l’avviso di accertamento notificato, per esempio, il 30 dicembre 2015, non preceduto da invito a comparire o pvc definibile, può essere chiuso entro i termini di proposizione del ricorso, sforando, quindi, nel 2016.

IL RAVVEDIMENTO OPEROSO A REGIME

L’art. 1, comma 637, della legge 23 dicembre 2014 n. 190, ha radicalmente modificato l’art.13, del D.Lgs.n.472/97, facendo venire meno, altresì, la caratteristica principale del vecchio ravvedimento: l’accesso all’istituto è oggi consentito anche nel caso in cui la violazione sia stata già constatata ovvero siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative, delle quali i contribuenti abbiano avuto formale conoscenza, salva la notifica degli atti di liquidazione e di accertamento, comprese le comunicazioni recanti le somme dovute ai sensi degli artt. 36-bis e 36 ter del D.P.R. n.600/73, e 54-bis del D.P.R. n.633/72.

Questi i nuovi termini e sanzioni:

  • comma 1, lettera a-bis: riduzione della sanzione ad 1/9 del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il 90° giorno successivo al termine per la presentazione della dichiarazione, ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro 90 giorni dall'omissione o dall'errore;

  • comma 1, lettera b-bis: riduzione delle sanzione ad 1/7 del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro 2 anni dall'omissione o dall'errore;

  • comma 1, lettera b-ter: riduzione della sanzione ad 1/6 del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene oltre il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno successivo a quello nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, oltre 2 anni dall'omissione o dall'errore;

  • comma 1, lettera b-quater: riduzione della sanzione ad 1/5 del minimo se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene dopo la constatazione della violazione ai sensi dell'art. 24 della L. n. 4/29, salvo che la violazione non rientri tra quelle relative agli scontrini e ricevute fiscali.

CONCLUSIONI

Come si vede diverse sono le chanche per il contribuente, che deve attentamente valutare la propria posizione in ragione dell’atto che ha ricevuto e degli elementi che lo contengono.

Resta ferma la possibilità di sfruttare l’accertamento con adesione a regime, di cui all’art. 5 e 6 del D.Lgs.n.218/97, con le sanzioni ridotte ad 1/3, ovvero accedere all’istituto della mediazione, ove ne ricorrono i presupposti (sanzioni al 35%), ovvero alla conciliazione giudiziale (sanzioni al 40%, in primo grado, e 50% in secondo grado).

24 dicembre 2015

Roberto Pasquini e Luca Bianchi

1 Una ulteriore proroga al 31 dicembre 2016 dell'applicazione delle disposizioni contenute nei commi da 1-bis a 1-quinquies del presente articolo, nel testo vigente al 30 dicembre 2014, è stata disposta dall'art. 2, c. 2, lett. a, decreto-legge 30 settembre 2015 n. 153, relativamente alla collaborazione volontaria.