Gli adempimenti per sfuggire all’applicazione dei diritti CCIAA per l’anno 2016

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Le società di capitali in liquidazione eviteranno il pagamento dei diritti annuali CCIAA per l’anno 2016 se approveranno il bilancio finale di liquidazione entro il 31 dicembre. La domanda di cancellazione dovrà essere inoltrata entro il 1 dicembre 2016. Sono queste alcune delle precisazioni contenute nella nota MISE del 7 ottobre scorso.
Natura “contributiva” dei diritti camerali
Il diritto camerale è stato istituito con l’art. 34 del D.L. 22.12.1981, n. 786, convertito in legge 26.02.1982, n. 51, ai sensi del quale “… a decorrere dall’anno 1982 e al fine di accrescere gli interventi promozionali a favore delle piccole e medie imprese le camere di commercio percepiscono un diritto annuale a carico di tutte le ditte che svolgono attività economiche iscritte agli albi e registri delle predette camere…”.
La normativa, nel tempo, è stata oggetto di modifiche; da ultimo l’art. 18 della legge 29.12.1993, n. 580, individua alla lettera b del comma 1, il diritto annuale come mezzo ordinario di finanziamento delle Camere di commercio che trova la sua giustificazione per tutta l’attività di assistenza, di supporto e di promozione degli interessi generali delle imprese.
Trattasi di un contributo dovuto da ogni impresa iscritta nel registro delle imprese, tenuto dalla Camera di Commercio, ai sensi dell’art. 18, L. n. 580/1993 e finalizzato all’espletamento dei servizi che gli Enti camerali sono tenuti a fornire in relazione alle funzioni amministrative ed economiche alle stesse demandate dalle diverse normative in materia.
Gli importi del contributo vengono definiti per decreto del Ministero dello Sviluppo Economico in base ad una ripartizione tra soggetti che pagano in misura fissa e soggetti che versano proporzionalmente al fatturato dell’esercizio precedente in base a scaglioni di reddito predefiniti.
Secondo quanto disposto dall’art. 18, c. 10, L. n. 580/93, rimane nella facoltà di ciascuna struttura territoriale provinciale deliberare una maggiorazione (fino ad un massimo del 20 degli importi ministeriali) per il cofinanziamento di iniziative aventi per scopo l’aumento della produzione ed il miglioramento delle condizioni economiche della circoscrizione di competenza. Per i soggetti iscritti al registro delle imprese il diritto è dovuto per la sede legale e anche per ogni unità locale, rispettivamente alla Camera di Commercio (ovvero alle Camere di Commercio) di relativa iscrizione1.
Imprese <iscritta> ed obbligo del pagamento
Tutte le imprese iscritte o annotate nel Registro delle Imprese ed i soggetti REA sono tenuti al pagamento del diritto annuale, a prescindere dallo status di attive o “inattive” o “in liquidazione”. Come previsto al comma 3 del D.M. n. 359/2001 “… Le società e gli altri soggetti collettivi cessano di essere soggette al pagamento del diritto a partire dall’anno solare successivo a quello in cui è stato approvato il bilancio finale di liquidazione a condizione che la relativa domanda di cancellazione dal Registro delle Imprese sia presentata entro il 30 gennaio successivo all’approvazione del bilancio finale…”.
Pertanto, quand’anche le imprese hanno cessato l’attività ed approvato il bilancio finale di liquidazione restano, comunque, soggette al pagamento del diritto camerale ove non richiedano la cancellazione dal registro delle imprese.
In tale direzione soccorre la normativa contenuta nella L. 24/11/2000, n. 340, recante “Disposizioni per la delegificazione di norme e per la semplificazione di procedimenti amministrativi” che individua specificatamente le condizioni in cui la cancellazione possa essere effettuata ex officio dagli Enti camerali.
In sostanza:

per le imprese soggette a procedura di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa lo stop al versamento coincide con l’anno solare successivo a quello in cui è stato adottato il provvedimento, con l’eccezione dei casi in cui sia stato autorizzato l’…

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